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Elsa Paradiso
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Nuovo sito

 

Il sito di Maria Pia Sapenza (Damiani) è stato rinnovato e aggiornato:

www.mariapiasapenza.it

Consta delle seguenti sezioni: Mostre – Opere (pittoriche) – Foto - Libri -  Poesie - Pensierismi – Racconti.

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Tutti i nick di Sara

 

TUTTI I NICK DI SARA

by Michele Branchi
(in collaborazione con Maria Pia Damiani)

Editore: Robin
• Collana: I luoghi del delitto
• Data di Pubblicazione: 2019
• EAN: 9788872745403
• ISBN: 8872745403
• Pagine: 576

Descrizione del libro
Chi è Sara? Una donna anonima, non bella, priva di fascino, grassoccia, moglie e impiegata ineccepibile. Eppure qualcuno l’ha massacrata e oltraggiata in casa sua. Ed è stata proprio lei ad aprire all’assassino. Nessuno ha visto né udito nulla. La polizia scopre però una sua vita segreta, che si esplica in un sito online di scrittura, dove nascosta sotto molteplici nickname perseguita un uomo e intesse trappole diaboliche ai danni di vittime innocenti. Che cosa c’è di vero nel mondo virtuale che non si possa tradurre in crimini reali? Da questo interrogativo prendono impulso le indagini del commissario Capurro che si affanna a decifrare gli enigmatici messaggi lasciati da Sara sul pc. Le persone non sono mai come appaiono. Nei sotterranei della psiche fiumi tenebrosi e magmatici alimentano le passioni e non danno tregua alla ragione.


“Non ce la faccio. Proprio non ce la faccio. Devo scrivere. Dammi le tue vene. Foglio bianco riempiti. Di lui riempimi. Della mia rabbia. Dei miei tanti volti. Dei contorni che mi cancellano.”

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

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Presentazione Mostra

A Genova le mie Presenze In Sottotraccia

 

L'immagine può contenere: testo

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Chi aspettava muore di Michele Branchi

 

 

È appena uscito l’ultimo libro di Michele Branchi

 

 “Chi aspettava muore”

 

(nona indagine del commissario Capurro) – Robin Ed.

 

 

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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La guerra di Nora

 

È appena stato pubblicato l’ultimo romanzo di Maria Pia Damiani:

“La guerra di Nora” – Robin Ed. pagg.286.

A disposizione nelle principali librerie italiane e nei migliori siti di vendita online.

 

 

 

Qui di seguito la TRAMA:

 

Gennaio 1945. La guerra di Liberazione dai nazifascisti volge alla fine. Ancora quattro mesi di sofferenze, atrocità, massacri, rastrellamenti, rappresaglie, attentati. Sarà il periodo in cui gli scontri diverranno più cruenti e le azioni di spionaggio decisive per l’esito del conflitto.

Nora viene dall’entroterra di Genova. E’una giovane staffetta partigiana, fedele alla causa, coraggiosa e intrepida. Per la prima volta le viene assegnato un incarico importante e pericoloso. Dovrà recarsi nel capoluogo ligure e identificare una spia che si nasconde fra i clienti di una trattoria del centro storico, frequentata dalle brigate nere, dalle SS e dagli ufficiali della Wehrmacht.

 La difficoltà della missione si complica e adombra, quando Nora s’innamora di un ufficiale dell’esercito tedesco, da lui corrisposta e ignaro che la ragazza operi segretamente per la resistenza. Fra trasalimenti, intermittenze del cuore, imboscate, colpi di scena,  incontri con famosi personaggi della resistenza ligure, fra cui Aldo Gastaldi (Bisagno),  e personaggi ecclesiastici di spicco quali il Cardinale Siri e Don Berto, Nora affronterà una doppia guerra: quella civile, politica, armata, e quella personale che mette in conflitto sentimento e coscienza con la ragione degli opposti schieramenti.

Si può amare un nemico al di là del bene e del male, fino a denudarsi di tutte le divise? La risposta si annida e rimbalza nella mente della protagonista, nelle sue contraddizioni di donna e di essere umano estremamente combattuto, in previsione di un epilogo a dir poco sorprendente e sconcertante. 

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

 

 

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Oltre la porta

 

Anche l'immagine è di Maria Pia Damiani

 

 

 

Nella piccola cameretta dalle pareti scrostate, arredata con due grosse poltrone letto, una color amaranto e l'altra color verde pisello, due bambini giocavano ignari. Paolo, il più piccolo, con una locomotiva che immaginava sulle rotaie. Con la manina l'accompagnava, zigzagando per ogni direzione, emettendo un buffo suono con la voce, alternato da un ciuff/ciuff e da un fischio ammosciato dalla saliva che gli sfuggiva dalla bocca. Francesca, la più grande, con una bambola di pezza a cui attribuiva la più bella bellezza del mondo. Entrambi erano infagottati con vecchi maglioni; faceva molto freddo e la casa sita nel centro storico era intrisa di umidità e priva di caloriferi.

 

In quegli anni, mentre la città si vestiva a festa cominciando a dotarsi di tutte le comodità necessarie per allontanarsi idealmente dagli orrori causati dall'ultima guerra, il centro storico sembrava circoscriversi sempre più in se stesso. L'imperativo categorico del fare, del costruire, del cambiare, lì pareva non attecchire, e si respirava ovunque un odore che andava a ritroso nel tempo. La gente si teneva strette le sue botteghe di carbone e ghiaccio, le drogherie con i coloniali, i commestibili con i sacchi di fagioli e la pasta nei cassetti, i calzolai dalla figura rattrappita e occhieggiante da un mare di scarpe.

 

Tutto ciò sembrava manifestare il timore per ogni novità. Il centro storico, con il suo cumulo di vicoli ed anfratti, pareva voler estrapolare uno spazio virtuale da ogni altro contesto, per ricrearsi una struttura virginale che rimanesse, pur nella sua modesta veste, incontaminata da tutto il resto.

 

I bambini, appena le condizioni del tempo lo permettevano, si riversavano a frotte fuori di casa, e i loro schiamazzi e rincorrersi si ripercuotevano ovunque, interrotti dal mugugno di qualche vecchia massaia. La meta più ambita per i giochi erano diventate le macerie: enormi montagne di palazzi distrutti dai bombardamenti, alcuni ricolmi di vegetazione, dove si drammatizzava ogni tipo d'avventura.

 

Ogni tanto Francesca si annusava il polsino della camicia di flanella che le fuoriusciva dal maglione. La vitalità, il divertimento, i colori, la musica, le macchine lunghe come transatlantici. Lì, c'era l'America!

 

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Arte Genova 2018

 

 

Maria Pia Sapenza

espone ad

ARTE GENOVA 2018

 

 

Foto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Via dei librai

 

 

 

Speciale Mario Lunetta

VIA DEI LIBRAI

 

racconto

di M.P. Damiani

 

 

A Mario Lunetta

 

Mi trovavo per strada , in mezzo a una tormenta di neve. L'avvenimento era insolito per una città ventosa, ma di mare.

Imbacuccata nel mio cappottone, con il collo fasciato dalla sciarpa, ero uscita per comprare il pane. Faticavo molto a proseguire, perché il nevischio mi sbatteva in faccia urtato dal vento e, a volte, non riuscivo a respirare.

Per far da scudo, mi appoggiai la mano guantata, sopra il naso e la bocca e ... cercai di andare avanti.

D'un tratto sentii uno strano suono. La bufera? il miagolio di un gatto affamato? O un'illusione?

Mi voltai per guardarmi intorno. Il nevischio si insinuava come sabbia tra le ciglia, e mi impediva di focalizzare ogni particolare. Non notai nessuno. Oltre che un infinito bianco che annullava i confini fra la terra ed il cielo. Mi colse un senso d'ansia. Tornare indietro? No. Ormai tra poco avrei svoltato, e sarei entrata dentro il panificio: in mezzo a quell'odore di focaccia e pane, così accattivante; dentro quelle vetrine appannate di calore che schermavano dal gelo di fuori. Così, rincantucciandomi più in me stessa e facendo resistenza agli elementi, proseguii.

Di nuovo udii lo strano suono. Forse perché inconsciamente avvisata, stavolta, lo identificai meglio. Si trattava di una voce umana. Flebile, forse un lamento o un richiamo. Mi voltai, e stavolta, per assicurarmene con più determinazione. Non fu necessario però, perché lei era lì: una donnina, tutta vestita di nero. Un graffio d'inchiostro nella neve...

 

 -continua-

 

http://malacoda4.webnode.it/via-dei-librai/

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Anatomia di un sentimento di Maria Pia Damiani

 

 

 

È stato pubblicato il nuovo libro di Maria Pia Damiani: 

 

“Anatomia di un sentimento” -  pagg. 406 – Robin Ed. - distribuito da Messaggerie.

 

 

 

“Anatomia di un sentimento” è una raccolta di poesie che amplia la tematica della pubblicazione precedente intitolata “Le stanze di Eros” (Robin, 2012).

 

L’Autrice mantiene il suo stile raffinato ed elegante cantando l’Amore nelle sue molteplici sfaccettature e sublimandolo tramite richiami  psicologici, panici, filosofici e religiosi.

 

 

 

 

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Maria Pia Damiani è nata e vive a Genova.

Nella sua città ha conseguito la laurea in lettere. Giovanissima, ha incominciato il suo percorso artistico come cantante di musica leggera (vincendo il festival di Genova e premiata quale nuova promessa al Premio Regionale Ligure); poi ha proseguito come attrice teatrale (scuola dello Stabile di Genova, compagnia il Laboratorio).

Per diversi anni ha lavorato in radio (emittenti private, Radio RAI Liguria) in veste sia di attrice che di autrice di testi propri e di adattamenti radiofonici da romanzi famosi.

Ha  recitato in un paio di film in superotto e video: “The finnegan’s wake” e  “Kaba” per la regia di Roberto Duccani; occupandosi anche del doppiaggio.

Il suo esordio nella narrativa è avvenuto nel 2009 col romanzo “I ricordi uccidono”

(Chinaski).

Del 2012 è la sua prima raccolta di Poesie “Le stanze di Eros” (Robin).

È inoltre pittrice professionista con all’attivo numerose mostre  personali e collettive.

 

Sito d’Arte: www.mariapiasapenza.it