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Raccolta di testi in prosa di Maria Pia Oelker
[ LaRecherche.it ]

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Al caff degli studenti »
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Ballata a due voci »
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In viaggio »
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Un piccolo punto grigio

Un piccolo punto grigio


Il sole caldo, ma non ancora opprimente e laria limpida, fin su allorizzonte delle colline boscose, che sfilano a corona dietro il paese.
Quando stamani mi sono affacciata alle finestre, sul viale dei tigli, ho percepito nettamente lodore dolce ed acuto dei fiori che ricoprono gi da giorni le piante e ho udito il canto dei merli, che scendono a mangiare e a cercar vermi tra lerba appena falciata dei giardinetti un po striminziti davanti al mio palazzo. Improvvisamente mi ha punto la nostalgia della casa di campagna, dove ho vissuto gli anni pi intensi della mia giovinezza, immersa, o meglio spersa, tra campi coltivati e macchie di ginestre, querce e ginepri: le sere destate potevamo contare lucciole a migliaia e dinverno riempirci gli occhi con la luce di rossi tramonti che accendevano il cielo.
Potrei farci un salto, mi sono detta istintivamente, sperando di far tacere per una volta la mia prepotente voce razionale.
No, ora no, ha prontamente risposto quella, pignola e arida, devi correre al lavoro.
Oggi pomeriggio?
Riunione fino a tardi. Domani, forse domani, ha concesso infine, se gli impegni te lo permetteranno.
Maligna.
E se domani piovesse? In questa stagione il tempo cambia spesso rapidamente e la pioggia dura talvolta una settimana o pi.
Nel pomeriggio decido allimprovviso. Scendo in garage e rispolvero la vecchia bicicletta, ferma da mesi; s, certo, va ancora perfettamente e se mi sbrigo posso farcela a tornare in tempo per il dovere.
La strada, subito fuori dal paese, gi diventa via di campagna, segnata ai lati da fossi erbosi, profumati dalla mentuccia e decorata dalle campanule rosa.
La deviazione a destra.
Il viottolo diventa sterrato e si fa fatica a rimanere in equilibrio. Lo corteggiano grandi querce ombrose, vecchie di decine e decine di anni.
C lantica edicola sacra ( come al solito qualcuno ha portato fiori selvatici e rose cresciute nellorto tra insalata e rosmarino) e poi lo stagno dallacqua quasi misteriosamente opaca, circondata dai pioppi tremuli e dagli ontani neri.
Lontano si intravvede la casa, che si adagia sonnolenta in mezzo al grano, ormai cresciuto, punteggiato dai primi papaveri, sgualciti e teneri, ondeggiante al vento che quando passa su di lui pare accarezzarlo con amore.
La bicicletta sul ciglio della strada, appoggiata al piccolo ponte di legno che scavalca con un solo breve passo il fosso gorgogliante.
Mi siedo presso la riva del laghetto.
Le rondini volano frenetiche, sfiorando il pelo dellacqua e laria piena dei fiocchi biancastri dei pioppi, che lasciano cadere i loro semi per ogni dove. Il vento li fa ballare, trascinandoli qua e l in una danza surreale. Lacqua verdastra ogni tanto sincrespa al tuffo di una ranocchia o al boccheggiare di un pesce, che tenta di acchiappare al volo mosche e zanzare.
Ora non si ode che il silenzio ed il suono pi inquietante e commovente che io abbia sentito da molto tempo a questa parte. Prendo al volo una piuma nera che mi ondeggia davanti agli occhi. Il merlo che lha perduta sicuramente gi tornato al suo nido. La vita va e viene ed davanti a me, in tutta la sua semplicit e la sua quieta bellezza, che nel profondo perfezione e dramma.
Dun tratto percepisco una lieve risata morbida e mi giro a guardare la strada dietro di me; non c nessuno tra gli alberi alle mie spalle, eppure non mi sono sbagliata: lui doveva essere l che mi osservava non visto, per richiamare il mio ricordo e riportarlo ancora una volta verso di lui.
Un altro maggio tiepido era quello e la vita allora mi aveva davvero colta di sorpresa. E quel piccolo punto grigio, scorto da lontano, accanto al tronco di una quercia era diventato a poco a poco un volto sorridente e una voce amichevole; era diventato qualcosa da cui il mio cuore era stato contagiato per sempre
Ora, mi dico forse con una fretta persino sospetta, ora sono cresciuta per e so affrontare la vita e so bene che non bisogna farsi prendere la mano dai sogni che attraversano i cieli notturni sulla coda delle stelle.
Eppure ogni volta che torno qui non posso fare a meno di credere che anche le pi assurde fantasie si possano realizzare. Materializzare fantasmi grigi ed occhi luminosi e voci scanzonate.
Adesso devo tornare, riprendo la bicicletta e mi avvio in direzione del paese.
In fondo al viottolo lancio unultima occhiata verso lo stagno, verso le querce dal tronco rugoso.
Non si sa mai.
Forse domani

Id: 2431 Data: 04/11/2014 18:34:12