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Raccolta di testi in prosa di Mauro Milani
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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L’amica geniale.

Lamica geniale
(dal romanzo di Elena Ferrante, prima serie tv, regia di Saverio Costanzo).

anche la storia dellamicizia fra Lila e Len ma non principalmente questo.
Protagonista la Napoli uscita da poco dalle distruzioni della guerra, dai quasi 200 bombardamenti subiti, dalla piaga della borsa nera che ha permesso guadagni per pochi speculatori e immiserito unintera citt. La stessa che subisce la crescita esponenziale di una classe dirigente parassitaria e speculatrice che ha ampiamente contribuito ad aggravare problemi endemici nonch a far crescere senza riserve la malavita perseverando nel patto fra politica nazionale e camorra dalla quale sembra impossibile affrancarsi.
Lo sfondo del quartiere Luzzatti, con le sue strade perpendicolari, uguali come i palazzi che lo compongono (qualcosa che rimanda alle citt pensate da Tommaso Moro nella sua Utopia) solo un pretesto geografico nel quale ambientare la vita di tanti proletari i cui orizzonti vanno poco al di l dellarrivare al giorno dopo senza alcuna speranza di miglioramento sociale.
Eppure le capacit personali sono notevoli: Lila, Len ma anche tanti altri ragazzi che trovano un limite invalicabile nella mancanza di possibilit economiche che costringe le famiglie a negare nuove possibilit ai propri figli, di studio ma anche di miglioramenti del lavoro e dellattivit. Solo Len riesce a conquistarsi la possibilit di studiare regolarmente mentre Lila costretta a leggere e studiare quasi clandestinamente ma con risultati straordinari che affascinano lamica Len nonostante i suoi brillanti risultati scolastici.
Eppure non mancano segni di ribellione a cominciare da Lila ma anche da Salvatore, Nino e altri che cercano una via per impedire ingiustizie, denunciarle, mettere allo scoperto problemi sociali come lemigrazione dal Sud attraverso i pochi strumenti che riescono a crearsi o semplicemente con discorsi fra amici.
Costante e ossessiva la presenza dei boss della zona che Lila combatte sempre e senza mezzi termini lottando con determinazione incrollabile per affermare la propria dignit anche contro i tentativi della sua famiglia di trarre vantaggio da un possibile fidanzamento con uno dei figli del boss.
Una storia senza tanta speranza dove una vittoria si trasforma subito in una cocente sconfitta quando interessi convergenti superano e schiacciano persone, valori, amicizie e famiglie svelando inequivocabilmente come lunica cosa che conta e che determina le scelte e la vita di ognuno il becero interesse economico dettato da una societ marcia anche nei suoi aspetti pi presentabili.
Il ritmo lento del racconto per immagini sembra a questo punto non un limite ma la volont di dare il tempo a chi vede di pensare e immaginare il seguito del racconto basandosi sulla propria esperienza. E il pi delle volte lo spettatore/protagonista indovina prima come va la narrazione.
Luso della lingua napoletana rende moltissimo il clima, lambiente e il pensiero dei protagonisti facendola uscire dallambito del dialetto, nel quale stata relegata dalla conquista unitaria, ridandole la dignit e la nobilt di lingua parlata e vissuta da un popolo che ancora oggi la usa, laggiorna e la tiene viva nonostante limpoverimento linguistico che caratterizza lattuale societ nella quale si sempre in contatto senza comunicare quasi nulla, il linguaggio sempre pi pieno di violenza e privo di idee propositive, sempre pi affermazione e sempre meno volont di confronto e comprensione di altre idee. Unoperazione culturale che forse va al di l della volont iniziale dello scrittore e del regista ma che rende giustizia ad un aspetto della cultura popolare di primaria importanza.
Un tuffo nella nostalgia dellinfanzia e dei luoghi, per chi ha vissuto il periodo e quella citt, senza per questo cadere nel sentimentalismo dei tempi andati. Lo struggimento per quanto poteva essere e non stato. La certezza di quanto umanamente sprecato e che poteva essere utilizzato per migliorare la vita di tanti. La rabbia di vedere il futuro deciso da meschini e stritolanti interessi. Due ragazze complementari nelle quali ognuna vede e anela la parte non sua che nellaltra pur rimanendo sempre s stessa.
Due amiche che sembrano facce della stessa medaglia.
La vera Amica geniale.

Genova, 19/12/2018.

Id: 4421 Data: 02/01/2019 10:19:44

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Capri revolution

Capri revolution.

Un gruppo di yippie ante litteram arriva a Capri a inizio 900 e ne fa la propria patria delezione. Non difficile immaginare il perch e lo si capisce subito dalle immagini bellissime che punteggiano tutto il film.
Anche se limpatto sulla popolazione praticamente nullo, fatta salva lovvia curiosit, su una ragazza dellisola un detonatore.
La sua voglia di libert, di cambiamento, di apertura ad un modo diverso dintendere la vita uscendo dalla grettezza nella quale stata rinchiusa fino ad allora come capraia e donna destinata al matrimonio sistematore, proprio e della sua famiglia, porta Lucia sempre pi vicino al gruppo fino a farne parte.
Presunti riti dionisiaci, psicanalisti quasi tutti fai da te, primo uso di droghe, scoperta dellIndia e della sua cultura, vista come salvifica e liberatoria, caratterizzano il gruppo di ragazzi perbene (letterale nella sceneggiatura del film) che, come tanti anni dopo i pi famosi yippie, cercano una risposta intimistica e metafisica ai propri problemi esistenziali.
Sullo sfondo del primo grande massacro mondiale, visto dal buon senso popolare come una tragedia e da tanti radicali di sinistra come loccasione per far cadere il dispotismo austro-tedesco e cambiare il mondo a favore dei lavoratori, il gruppo attraversa varie crisi fino alla rottura finale dellequilibrio fittizio creatosi proprio attraverso le critiche di Lucia, la capraia che ha intanto imparato a leggere e, attraverso la cultura, utilizzato la propria intelligenza per guardare e affrontare il mondo senza sentirsi meno libera.
Bellissima, a questo proposito, la scena dellincontro con la madre che ha compreso la voglia di libert della figlia e che le confessa la sua partecipazione ideale. Di sicuro, avendone avuta la possibilit, anche la madre avrebbe fatto di tutto per conquistare la propria libert, se ne avesse avuto la possibilit.
Ottima la scelta di far parlare gli abitanti del luogo in napoletano. Non il solito stereotipo dialettale al quale troppo spesso ci hanno abituato con finalit sminuente ma come una vera e propria Lingua, quale effettivamente .
Un equilibrio, tanto cercato dal maestro, che si rompe in maniera plastica attraverso lindicatore che lo stesso aveva inventato per verificarlo.
Una storia struggente di libert negata e false liberazioni anche in un mondo idilliaco nel quale comunque arriva la Storia attraverso lattracco in porto di una grande nave da guerra che viene a prelevare le reclute per il grande massacro.
Un esempio, fra i tanti della storia, nel quale non fuggendo dalla realt e nemmeno con lintrospezione che ci si libera di una societ violenta e stritolatrice dove luomo serve solo come capraio, contadino, operaio allaltoforno o massacratore di altri suoi simili. E non solo la volont individuale a poterla rivoltare. E Lucia non scappa ma si libera anche di falsi miti e affronta una nuova vita oltre il mare, in un ovunque la voglia di libert abbia bisogno di un guerriero o, semplicemente, di una capraia che rifiuta il gregge per non divenirne parte.

Id: 4420 Data: 02/01/2019 10:17:56