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Raccolta di testi in prosa di Sara Ferraglia
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Il regalo di nozze dell’Albina

Il regalo di nozze dellAlbina.

Si sposa la Simona, la figlia della Bice che andata per serva a Milano ; adesso ha trovato un milanese e si sposa disse la Luisa mentre stava impiastricciando i capelli bianchi di unanziana cliente con una crema bluastra tendente al viola, al fine di ottenere una bella tinta naturale.
La Luisa, parrucchiera del paese, gazzetta ufficiale e memoria storica della comunit, aveva appreso la lieta novella direttamente dalla Bice, sua cugina, che le aveva fatto una telefonatina delle sue, dalle nove alle undici di sera per spendere meno.
La signora dai capelli viola era la moglie del casaro, che abitava nella prima casa della piccola localit.
Ah si? E chi questo milanese? Che cosa fa di mestiere?
La Bice dice che un gran bel ragazzo e che ha una buona posizione. E fattorino in una banca molto importante.
La notizia pass di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, pi velocemente che se lavessero data in televisione; era come un soffio di venticello primaverile che turbinando per i borghi antichi entrava ed usciva dalle finestre e, insieme alla polvere e al polline, spandeva la lieta novella.
Poco pi in l cera la macelleria, che qualcuno, con una leggera vena ironica, chiamava anche moscheria; facile immaginarne il motivo e capire perch il negozio era frequentato da pochi fedelissimi clienti di larghe vedute. Quando Osvaldo il macellaio era sobrio indossava un grembiulone a righe bianche e rosse e, armato di una palettina di plastica dal colore ormai indefinito, dava inizio ad una lunga e faticosa battaglia con le mosche.
Fu in quellatteggiamento focoso che lo sorprese la signora dai capelli viola appena uscita dal negozio della parrucchiera.
Osvaldo hai sentito? Si sposa la Simona della Bice, a Milano, con un funzionario della Banca dItalia!
Come fu, come non fu, quando la notizia del matrimonio imminente arriv a casa mia, che era lultima casa del paese, la Simona stava per sposare un ricco banchiere, forse il figlio del presidente di Mediobanca o qualche suo parente.
LAlbina aveva bussato ripetutamente e quando le aprii la porta si precipit in cucina come una furia, agitando mani e braccia e balbettando parole che non riuscivo a capire.
LAlbina era la mia anziana vicina di casa.Viveva in assoluta solitudine per undici mesi lanno, occupando il suo tempo nellorto e nel pollaio, dove intratteneva lunghe e impegnate conversazioni, rigorosamente in dialetto, con le sue dieci galline rosse, che, a suo dire, erano le uniche creature davvero umane .
In agosto arrivavamo noi dalla citt a portare scompiglio nella casa e nella testa dellAlbina, che il giorno del nostro arrivo, ogni volta sprangava porta e finestre e ci osservava solo dalle fessure delle persiane, cos, tanto per ambientarsi; il giorno seguente le apriva di dieci centimetri e quello era il suo primo benvenuto; il terzo giorno ogni tanto si affacciava, allungava il collo nel nostro cortile e se vedeva qualcuno della nostra famiglia accennava unimprovvisa tosse nervosa, che era come dire : Siete arrivati? Mi salutate o no?
Quando buss alla mia porta, dunque, era il quarto giorno e il ghiaccio era gi stato rotto.
A chi mal nas , a ghpiva in-t-al cul da star sed.- tradotto alla lettera significava che al disgraziato gli piove nel sedere anche se seduto!
Ah, proprio vero! Ahiam, ahi, povera me!- e lAlbina continu il rosario di lamentele nel suo italiano sgangherato.
LAlbina era solita vestirsi a pi strati sovrapposti anche in estate e quando si sedette, rigorosamente sul bordo della sedia, come se dovesse andarsene da un momento allaltro, la sua gonna nera si sollev, lasciando intravedere lorlo della gonna a fiori che stava sotto.
Un giorno, anni prima, le chiesi il perch di questo abbigliamento e lei con uno sguardo torvo e cupo mi rispose che era per non sporcare la roba pi nuova. Cercai di spiegarle luso di un eventuale grembiule da lavoro, o di una leggera vestaglietta ma , come sempre, mentre io parlavo lei era gi in fondo al cortile.
Quel giorno, mentre la vedevo agitarsi pi del solito con tutte le parti del corpo, compresi i capelli, sotto al golfino leggero di cotone rammendato in pi punti, vedevo spuntare il colletto di pizzo di una camicetta un tempo bianca e sotto il colletto il bordo di una magliettina rosa: tre strati dunque, il dieci dagosto, tutto in perfetta sintonia col personaggio in questione.
Ma come faccio? Non me ne intendo io di queste cose! Eppure devo fare bella figura!
Albina, adesso calmati, siediti pi comodamente e dimmi cos successo.
Ma non lo sai? Ma dove vivi?
Vivo a Parma, leggo i giornali e ascolto anche le notizie dei telegiornali, dunque se mi aiuti a capire cosa ti preoccupa, forse potremo parlarne insieme.
Ma lhanno detto anche nella televisione? Allora proprio uno importante! Ma come faccio?
Stavo perdendo la pazienza, anche perch era quasi mezzogiorno e il tavolo era ancora ingombro di borse da svuotare. Rovistai in un sacchetto della spesa e trovai una scatola di biscotti al cioccolato, laprii e la misi sul tavolo, davanti allAlbina, che era una delle persone pi golose che avessi mai conosciuto.
La sua sceneggiata termin allimprovviso, si accomod meglio sulla sedia, si lisci i capelli con le mani ruvide e nodose, si sistem gli orli delle gonne e il colletto della camicetta e intanto i suoi occhi vivaci non abbandonarono mai la scatola dei biscotti. Timidamente e lentamente allung una mano e mi guard.
Dai, Albina, mangiamo qualcosa, lo sai che a stomaco pieno si ragiona meglio ! la incoraggiai.
Mentre i biscotti sparivano velocemente dalla scatola, lAlbina riusc a farfugliare :
La figlia della Bice si sposa a Milano con un ricco banchiere e mi ha mandato un biglietto con scritto che far una gran cerimonia che ci sar anche il Sindaco e io devo mandarle un regalo molto bello altrimenti faccio una brutta figura, capisci adesso?
Dunque si sposa Simona! Un banchiere, sei sicura che sposi un banchiere? E il sindaco forse sar presente perch si sposeranno in Municipio, non credi? E in ogni caso, dai, una bella notizia!
Bella? Ma non capisci proprio niente! Per me una tragedia perch non so i suoi gusti!
Albina, la Bice ti conosce bene e non credo che pretenda un gran regalo da te. Siete cresciute insieme, siete sempre state amiche e tu sei la prima che vuole vedere ogni volta che torna qui al paese. Lei ti ha scritto il biglietto solo per farti sapere quanto felice. Forse le basterebbe una tua telefonata, oppure un pensierino qualsiasi, un piccolo dono fatto col cuore. Non pensi che sia cos?
La poverina chin la testa e, sempre masticando biscotti piagnucol:
Forse, ma io so come sono queste cose, non sono mica scema, cosa credi? Se non faccio un bel regalo, se le prendo qualcosa che non va bene, magari secondo il mio gusto, passer per quella matta dellAlbina!
In effetti, se lAlbina avesse scelto personalmente un qualsiasi oggetto per qualsiasi persona, di certo il rischio sarebbe stato altissimo, per il destinatario, di ricevere qualcosa che lo avrebbe lasciato un po perplesso, nella migliore delle ipotesi.
Dovevo intervenire per forza:
Ascolta, allora facciamo cos: tu adesso ti calmi, vai a casa, pensi a cosa ti piacerebbe regalarle e poi domani ti prepari, ti vesti per benino e io ti accompagno in citt e cerchiamo qualcosa che ti piaccia e che possa essere gradito a una ragazza giovane. Guarda che ci sono oggetti classici che vanno sempre bene e non vanno mai gi di moda! Vedrai che non sbaglierai.
Albina sorrise, con una mano raccolse meticolosamente tutte le briciole che aveva sparso sul tavolo, le richiuse nel pugno, si alz e lentamente si avvi alla porta.
Grazie, sei sempre gentile con me .Si,stanotte ci penso e poi domani ti dico cosa mi piacerebbe fare. Si, brava, cara la mia bambina.
Per lAlbina tutte le donne che avevano almeno un anno meno di lei erano ragazze; io che rispetto a lei ero pi giovane di trentanni, ovviamente ero una bambina!
Quando la porta si chiuse provai un enorme senso di sollievo perch finalmente potevo sistemare la casa e, nello stesso tempo, mi prese una tristezza profonda pensando alla povera donna e a quanto poco bastasse per sconvolgere la sua quotidianit.
Scese la notte di San Lorenzo, una notte calda, profumata derba, musicale per il canto sfrenato dei grilli, avvolgente come una coperta di lana, splendente per tutte le stelle che brillavano nel suo cielo e magica perch a intervalli brevissimi qualcuna cadeva, lasciandosi dietro la sua scia luminosa di ricordi.
Ero sdraiata sullerba del prato fra il dormiveglia e lestasi contemplativa sotto quella meraviglia di volta celeste, quando ud un cigolio alle mie spalle. Mi voltai di scatto e nel buio vidi le persiane della camera dellAlbina che si aprivano dei soliti dieci centimetri. La sua testa bianca e arruffata si sporse:
V Chiara, ho pensato molto al regalo. Ho deciso cosa fare e domattina te lo dico! Hai visto quante stelle cadenti? Mi raccomando, esprimi tanti desideri te che sei giovane e goditela finch puoi...saltemma, balemma, inc a ghsemma e dman ne ghsema !- sua personalissima visione del carpe diem ! Chiuse le persiane senza darmi il tempo di proferire una sola parola, come faceva sempre ; da parte mia, feci tutti gli scongiuri del caso e tuttintorno ritorn un meraviglioso silenzio, splendida e insolita cornice a quella tranquilla notte in campagna. Mio marito ed io andammo a dormire con lintenzione di alzarci tardissimo e senza il suono della sveglia; finalmente eravamo in ferie.
In effetti la sveglia non suon ma il risveglio fu il peggiore degli ultimi dieci anni: limpressione che avevo, nel dormiveglia, era che qualcuno stesse sparando dei colpi di cannone contro la casa.
Mi precipitai gi dal letto e in quel preciso istante un tonfo sordo colp gli scuri ancora chiusi.
Agitata e anche abbastanza spaventata svegliai mio marito, che, fortuna sua, non si era accorto di nulla e dormiva ancora di un sonno profondo.
Svegliati! Stanno tirando qualcosa contro la nostra finestra! Dai, alzati!
Insieme ci avvicinammo alla finestra ed ecco un altro di quei colpi e poi una voce :
Ben ma allora vi svegliate o no? Chiara! Dai che mezzogiorno e ti devo dire una cosa! urlava lAlbina gi nel cortile.
Mio marito accese la luce, guard prima la sveglia sul comodino, che segnava le nove in punto e non mezzogiorno e poi guard me ed entrambi avevamo la stessa faccia sconvolta.
Aprii gli scuri e laria fresca del mattino mi aiut a capire cosa stava accadendo.
Nel cortile lAlbina vestita di tutto punto stava gesticolando facendomi cenno di scendere :
Sscht! Silenzio, vieni gi senza brontolare che ti devo parlare!
Albina! Ma ti rendi conto? Che modi sono? Mi hai spaventata!
Mio marito, lievemente irritato, si ritir in bagno e io scesi le scale e aprii a quella donna, che definire strana molto riduttivo.
Chiara, ascolta bene: sono gi andata alla Posta e ho spedito il mio regalo a casa della Bice che lo dar a sua figlia. Non dobbiamo andare a Parma, ho gi fatto tutto io, da me sola. E sono anche molto contenta perch davvero un gran bel regalo e sono sicura ma proprio sicura che le piacer tantissimo.
Era tutta rossa e agitata e parlava cos in fretta che stentavo a capire le parole, anche perch allAlbina mancavano quasi tutti i denti, tranne un molare nellarcata inferiore e un incisivo in quella superiore.
A parte il fatto che per me e mio marito stamattina era il primo giorno di ferie e volevamo riposare tranquilli, a parte questo piccolo particolare e che mi hai quasi distrutto gli scuri con tutti i sassi che hai tirato, a parte tutto, dimmi Albina cara, coshai spedito alla Bice?
La donnina si calm al mio tono un po arrabbiato e guardandosi la punta delle scarpe sussurr:
Ce li hai ancora quei biscotti? Te lo racconto intanto che ne mangiamo un po, va bene?
Ci ritrovammo cos ancora sedute a tavola come il giorno prima e con un altro pacchetto di biscotti nelle mani dellAlbina.
Mi piacciono perch sono teneri e vanno gi bene anche senza denti.
Allora? Mi dici cosa hai spedito a Milano di gran fretta?
Ti ricordi quella bella scatola tutta di velluto rosso damascato con dentro sei cucchiaini dargento?
Mi ricordavo bene; ogni estate, quelle poche volte che lAlbina mi invitata ad entrare in casa sua, apriva il cassetto pi basso del com, prendeva delicatamente quella scatola, quasi fosse di cristallo, soffiava via lo spesso strato di polvere e lapriva per mostrarmi il prezioso contenuto: sei cucchiaini dargento cos anneriti che sembravano appena tolti dal carbone del caminetto.
Certo che mi ricordo! Si tratta dellunico regalo di nozze che hai ricevuto quando ti sei sposata, vero? E allora?
Allora ho preso i cucchiaini, uno per uno, li ho sfregati ben bene cos che sono tornati come nuovi, poi li ho rimessi nella loro bella scatola, lho spolverata, lho piegata in una bella carta tutta doro che cera dentro il tuo regalo di Natale, ci ho messo un bel biglietino con scritto su Auguri di tante buone cose dallAlbina, sono andata alla posta, gli ho dato lindirizzo e lho spedito dritto a Milano alla Bice.
Rimasi allibita e senza parole per qualche istante.
Santo cieloAlbina Ecco Non so se hai fatto la cosa pi giusta che potessi fare
Lei mi guard disperata, il biscotto nella mano, a mezzaria fra il tavolo e la bocca e allora io non ebbi il coraggio di dirle che non molto corretto riciclare un regalo; innanzitutto avrei dovuto spiegarle il significato della parola riciclare e gi questa avrebbe potuto rivelarsi una lunga e faticosa missione dallesito incerto e poi, in ogni caso non avrebbe capito il concetto.
Me lhai detto tu di farle un regalo col cuore e il mio cuore mi ha detto: Albina mandale la cosa pi bella che hai e adesso mi dici che non ho mica fatto un bel lavoro? e i suoi occhi , in quel momento, erano quelli di una bambina che sta per piangere per uningiustizia subita.
Albina se questo che ti ha suggerito il tuo cuore, allora hai fatto bene. Se per te era la cosa migliore da farsi, se era loggetto pi caro che avevi in casa , allora hai fatto davvero bene.
Le diedi un sonoro bacio sulla guancia avvizzita e sul suo volto torn il sorriso.
Senti, il regalo molto bello ma come fai ad essere cos sicura che le piacer?
Cara la mia bambina, sono sicura, anzi sicurissima e sai perch? Me lo ha regalato proprio la Bice, tanti anni fa, quando mi sono sposata e,ascolta bene, se le piaciuto quando lo ha scelto per la sua migliore amica, perch non dovrebbe essere contenta se adesso lAlbina lo regala a sua figlia?
Ricordo solo che il biscotto che stavo tranquillamente gustando mi and di traverso e che continuai a tossire per almeno mezzora, mentre lAlbina tranquillizzata e serena , si alz, come al solito si lisci le vesti e lentamente usc, chiudendo la porta alle sue spalle.

Id: 860 Data: 26/01/2011 11:34:35

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Inferno o Paradiso?

Inferno o paradiso?

Prego,avanti un altro- ed ora tocca allAlbina, che la prima di una lunga fila.
Avanza di due passi e varca la soglia.
Il ragazzo che ha parlato bello e sorride proprio come quel ballerino che c sempre in televisione dalla De Filippi.
Prego, saccomodi - indica una poltroncina di pelle rosso fuoco.
Allora signora
Pasoni Albina detta Bina - risponde lei, sistemandosi come sullattenti pur stando seduta: busto eretto, ginocchia unite e mani sudate, che tormentano una borsetta di finta pelle spelacchiata.
Signora Albina immagino che lei, come tutti gli altri, sia qui per entrare a far parte del nostro staff- sorride ancora.
Mi scusi, staff, cosa vuol dire? E una parola a met?
Il ragazzo batte le mani sulla scrivania ed esplode in unimprovvisa risata, eccessiva e sguaiata.
Staff, collaboratori, in questo caso intendo anche comunit o gruppo.
Ah bense intende questo, allora s, io sono venuta qui con quellintenzione e annuisce vistosamente.
Bene, ho letto il suo curriculum vitae e devo ammettere che il pi strano che mi sia mai capitato ma forse si tratta solo di chiarire alcune cose, ora che siamo a tu per tu - si sporge leggermente verso di lei.
Lei, come ipnotizzata gli si avvicina e sussurra:
Il curriculo, quello che ha detto prima, non lho mica fatto tutto da sola! Mi ha aiutato Don Mario a metter gi tutte quelle risposte! Lo conosce Don Mario?- sul suo volto si dipinge un sorriso di speranza.
Il ragazzo fa una smorfia di raccapriccio e lei pensa : Perch fa quella faccia? Non gli ho mica nominato Tognn, che puzza sempre come un letamaio; io per ogni tanto lo faccio venire in casa, lavo tutti i suoi stracci, gli faccio fare il bagno e gli preparo un bel pranzetto, poverino! la donna ha lo sguardo perso nel vuoto, a rincorrere i suoi pensieri.
Lui batte un colpo sulla scrivania e si schiarisce la voce: Andiamo avanti: lei scrive che nata in campagna da genitori contadini, bravissime persone, caritatevoli e generose, i quali hanno fatto tanti sacrifici per mandarla a scuola dove lei ha imparato soltanto a leggere e a scrivere, perch poi scoppiata la guerra, quindi il suo grado distruzione
Prima elementare, poi hanno bombardato la scuola.
La prego, non minterrompa, lasci parlare me, dobbiamo chiarire molte cose e, come vede, fuori la fila lunga la rimprovera il ragazzo mentre i suoi occhi hanno un barlume dimprovvisa cattiveria.
Dicevamo che lei subito dopo la guerra, ha fatto diversi mestieri, apprendista sarta, donna di servizio presso unagiata famiglia del posto e tutte le sue referenze sono davvero ottime; lei sempre stata una donnina rispettosa, umile, onesta, per cui non riesco proprio a capire.
Referenze? Quella cosa che vuol dire che tutti hanno parlato bene di me?
Lui sospira. La compatisce.
Passiamo al suo stato civile: lei nubile, come mai?
Lo guarda terrorizzata:
Io nobile? Nooo, si sbaglia davvero! Io sono povera, sono una degli ultimi, di quelli che poi saranno i primi nel regno di l, capisce? - la prende un tremore incontrollabile per limprovvisa paura che Don Mario abbia sbagliato a rispondere a qualche domanda.
Nubile, non nobile. Significa che non si mai sposata ! - e adesso il signorino sta urlando come se parlasse con una sorda e lei vorrebbe diventare piccola come una cimice su quella poltrona rossa e scivolare via, lontano da quel luogo.
Perch non si mai sposata, Albina? e si sporge verso di lei, perch quasi non riesce pi a vederla, tanto scivolata gi sulla poltrona. Lei, per educazione si tira su, si rimette un po a posto, si liscia la sottana, gambe belle strette, ginocchia unite e mani sui braccioli.
Oh beneccoinsommanon che non fossi una bella ragazza, solo che mia mamma mi ha sempre detto che se un uomo mi viene vicino poi vuole fare le porcherie con me e magari dopo io rimango incinta e lui scappa e mi lascia l con un bastardo da allevare. Anche Don Mario me lo diceva quando andavo a confessarmi che delle volte mi venivano certi pensieri e diventavo tutta rossa! Mi diceva di non formicare mai e mi spiegava che non voleva dire di non schiacciare le formiche ma di non toccare gli uomini e io gli ho sempre dato ascolto. Ecco perch sono nu-bi-le. Pronuncia quella parola con orgoglio.
Infatti, altra cosa che non ho capito molto bene - il ragazzo tamburella con le dita sulla scrivania.
E poi leggo che ha passato tutta la sua vita curando suo padre, alcolizzato, e sua madre invalida per una brutta randellata presa dal marito ubriaco e che la sua unica sorella, Pina, lha fatta interdire e si presa tutto il podere e i beni di famiglia. E vero?
Dunque: mio padre, poverino non era mica alcolizzato. Era solo uno che gli piaceva bere del vino buono e diceva sempre che doveva ancora trovare la misura giusta per fermarsi in tempo prima di farsi portare a casa da qualcuno. Se il suo fegato non si spappolava sono sicura che la trovava questa misura, perch lui si impegnava davvero tanto. Mia madre non mica rimasta sulla sedia a rotelle per colpa del pap: quella sera lui non aveva trovato la misura giusta e nellaggrapparsi a lei lha fatta cadere dalla scala, poverina. E poimia sorella cosa mi ha fatto? - non ricorda pi quella parola mai sentita prima.
Interdire, Albina! Vuol dire che ha dichiarato che lei pazza, che non pu rispondere delle sue azioni e che non in grado di amministrare i beni e le terre dei suoi genitori - risponde il ragazzo sbuffando e allentandosi il nodo della cravatta, come uno che ha troppo caldo o che sta perdendo la pazienza.
Interdire! La verit che mia sorella ha pi bisogno di me di tutta quella roba, perch sposata con un buon uomo e ha due figli che studiano. Io cosa me ne faccio della terra e dei soldi? Lo ha detto anche Don Mario che meglio essere poveri, sempre per via che dopo diventa pi facile entrare l
Appunto Albina, questo il problema: lei una donna umile, devota e gentile non solo nei confronti della sua famiglia, ma dellintero genere umano. Lei non hai mai commesso peccati gravi, non hai mai rubato, mentito, fornicato, ogni giorno si recata in chiesa, ha osservato i comandamenti e ha pregato sempre col cuore. Tutto torna alla perfezione con quanto lei , o chi per lei, ha scritto sul suo curriculum vitae.
Davvero? Sono proprio contenta, perch io ho fatto tutto il possibile per comportarmi bene!. Sfoglia il suo curriculum e le mostra la pagina quattro. Sembra perplesso:
C un grosso equivoco: qui in fondo alla pagina ci sono due caselle. Chi vuole entrare a far parte del settore A deve porre una croce sulla casella A e chi invece vuole entrare nel settore B deve mettere la croce sul B. Lei questa croce dove la vede?
La croce mi sa che sul Bs sul B.
Infatti: B, settore B, quello di Belzeb in persona, il mio!
Le si accappona la pelle, sente la gola secca e urla:
Diavolo! - e mai nessuna esclamazione stata pi azzeccata di questa.
Senta, io non capisco come abbia potuto compiere un errore cos grossolano. Il modulo molto chiaro e se giriamo pagina, qui in fondo, c tutta la spiegazione molto dettagliata dei due settori; non possibile sbagliare!
LAlbina abbassa tristemente lo sguardo e, tormentandosi le mani, risponde con un fil di voce:
Ecco, in effetti Don Mario aveva messo la croce sulla casella A ma poi, quando sono arrivata a casa, la notte, non riuscivo a dormire per il pensiero. A come Albina, forse qualcuno avrebbe pensato che non ero umile se usavo liniziale del mio nome; A la prima lettera dellalfabeto, meglio non essere i primi, pensavo quella notte, sa, sempre per via di quel posto, di quel regno e allora mi sono alzata dal letto, ho acceso la luce e ho tirato fuori il foglio dal cassetto. Con la gomma ho cancellato per benino la croce sulla A e lho messa sulla B e sono tornata a letto pi leggera e pi soddisfatta .
Ora, Albina, tutto molto chiaro. Lei non la persona adatta a noi. Lei non pu entrare qui il ragazzo raccoglie alcuni fogli sparsi sulla scrivania, corregge lerrore sul primo dei fogli e li mette ordinatamente in una carpetta rossa poi si alza in piedi :
Ecco, prenda la sua roba, esca da quella porta e giri nel corridoio di sinistra. Sul muro vedr lindicazione SETTORE A , quello degli Angeli. Segua la freccia e si metta in fila davanti alla porta che trover laggi in fondo. Vedr, la fila sar sicuramente meno lunga, addirittura forse lei sar lunica. Vada Albina - e il ragazzo le allunga la mano per salutarla.
Si alza, si liscia la veste stropicciata, sistema il colletto della camicetta, sinfila la borsetta nel braccio, sasciuga la mano sudata nel vestito prima di allungarla al ragazzo .
Allora la saluto, la ringrazio tanto per la sua gentilezza . Pensi che al mio paese dicono Maledt al diavelmica vero! Io non la maledico per niente, anzi lei mi piace proprio tanto! e gli stringe la mano pi forte che pu.
Il ragazzo la ritira con grande imbarazzo e la spinge verso la porta :
Vada Albina, vada via in fretta.
Col suo passo lento e barcollante savvia verso luscita di quel corridoio e vede che la fila intanto si quasi raddoppiata; quanta gente! Giovani, vecchi, donne, preti, suore, un famoso uomo politico, una faccia della televisione,un Presidentemamma mia! Quasi quasi un pochino le dispiace lasciare quel posto con tanta bella gente!
Albina! il bel Belzeb la chiama. Che abbia avuto un ripensamento?
Si gira e lo vede che le viene incontro:
Tenga, ha dimenticato questo e le porge i suoi fogli- lo presenti di l, nel settore A, vedr che le andr meglio!.
La Bina prende il suo curriculo e torna sui suoi passi un po perplessa : Avr fatto la scelta giusta?


Id: 843 Data: 21/01/2011 09:18:29