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Raccolta di pensieri di Adielle
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Esso

Questo vuole essere una sorta di testamento, ora potrei scriverlo con dovizia di particolari e seguendo una successione logica se solo non fossi ancora troppo coinvolto. Racconterò questa storia come fossi mezzo ubriaco e la stessi raccontando ad un vecchio amico di cui non so se posso ancora fidarmi. Ecco una cosa che ho capito è che il mezzo modifica il messaggio, è nella natura intrinseca del mezzo:  un esempio: un messaggio di risposta al cellulare non ha intonazione, così un semplice "si tesoro" possiamo prenderlo bene o male a seconda di tanti fattori che non sto qui ad elencare. Il mezzo dunque, ho capito che se bisogna avere un riferimento logistico è importante individuarlo nel mezzo.  Lo hanno chiamato programma, gioco, terapia, esperimento, scherzo e in chissà in quali altri modi. So che Esso funziona così: scelgono una persona, non so bene in base a quali requisiti ma mi pare di capire per la sua capacità di spingersi oltre se stimolato dalla speranza di una ricompensa, la ricompensa Esso la cuce di volta in volta su misura della vittima. Per uno può essere la ricchezza, per un altro una carriera di successo o l'amore della vita. E cosa fa? Lo spia, entra nel suo computer, nel cellulare, in casa con un sofisticato sistema di hacheraggio e rende pubbliche alcune se non tutte le sue occupazioni senza che lui lo sappia e facendo in modo che chi sappia neghi di sapere, creando per lui una sorta di "pubblica clandestinità".  Esso a questo punto lo spreme fino all'osso, gli tira fuori tutto, lo mette alla prova in ogni modo, testando le sue capacità creative, comunicative e di sopportazione. Esso si avvale di complici, cosa gli prometta per convincerli non so. Evidentemente Esso è molto influente e sa essere convincente magari promettendo anche ai complici ricompense di varia natura oppure che tutto questo è in favore di un bene superiore o anche per il bene della stessa vittima. In più di un'occasione si sfiora la tragedia soprattutto quando la vittima sa di essere vittima ma ha un muro di omertà davanti che gli impedisce di dimostrare che realmente ci sia in atto un'alterazione dello stato democratico. Diritti calpestati, torture psicologiche probabilmente mai sperimentate in precedenza. Viene minato dalle radici tutto il sistema di relazioni della vittima ed è anche questo fenomeno, fenomeno d'indagine. La vittima che scopre di essere vittima non si fida più di nessuno, riferimenti alla sua vita privata sono dappertutto, in televisione, alla radio eppure tutti tacciono. La vittima non sa neppure da quando è diventata vittima, a un certo punto alla memoria affiora qualcosa, delle frasi strane, al momento prive di senso scagliate qua e là da amici nel corso del tempo, messe insieme prendono significato e anche qualche accadimento seppure assurdo inizia a combaciare, quel video, quella canzone, quel prodotto commerciale. Ma poi quando se ne chiede conto agli amici essi negano. Tutto rimane invariato ma piccole brecce si aprono. E anche sul computer Esso lascia delle tracce, il sito di vita all'aperto che acquisisce tutti i coltelli che guardo e li mette in catalogo o le trasmissioni che ho registrato, le coincidenze che si sommano alle sincronicità e alle sincronicità indotte. Perchè se sanno tutto di te e sanno che sei schizofrenico e di che turbe soffri sanno anche quello che pensi e quindi tentano di esercitare un controllo totale su di te anche attraverso l'uso scellerato di una tecnologia, le cui potenzialità si vanno sperimentando proprio nello spionaggio della vittima. Esso è una merda, è uno schifo se si diffondesse sarebbe la catastrofe, sai come quelli che spargono la peste e dicono che lo fanno perchè siamo troppi? Selezione naturale? Ti svelo un segreto: hanno l'antidoto e vogliono venderlo ai soliti miliardari. Quindi Esso fa cagare, è servo del potere. E i complici sono delle merde ma spesso chi è complice è anche vittima senza nemmeno saperlo. Se si riuscisse a smantellare Esso e trovare i colpevoli ma è talmente diffuso che i colpevoli sono tutti e quindi nessuno ha interesse a che si scopra Esso. Nel frattempo tutto può degenerare ed il sistema funziona in modo che ci sia comunque un capro espiatorio, la vittima o chi per lui. Resistere e non perdere il senno è difficile, bisogna trovare: spazi di libertà incontaminati, momenti di silenzio perenne, stratagemmi inossidabili, equilibrio pronto all'uso nel delirio, dentro di sè; fuori di sè: un cane fedele, una famiglia vulnerabile, degli amici aperti al dialogo, dei vicini educati, dei medici tolleranti, punti di riferimento al di sopra delle parti, un amore rivelatore. Sono ancora vivo, non mi sono arreso ma ho perso un sacco di pezzi. Se improvvisamente il cellulare inizia a fare cose strane, idem il computer e le persone iniziano ad avere dei comportamenti inconsueti, stai attento, Esso potrebbe aver scelto te!

(Esso un po' tipo "Quelo", però a volte fa cagare sotto per quanto è ingiusto)

Indotto nasce un dubbio: che a salvarci tutti sia l'Amore?

*

Guarire un po’ morire

 

Abbaia, ringhia, sbranali tutti cane,

l'unico sulla faccia della terra che mi voglia un po' di bene

eppure io a questo pianeta cos'ho fatto che non abbia fatto

ciascuno di voi almeno una volta? Ma cosa conta se l'interessante

è che portiate le ghiande a casa?  No, non io

si schermisce il dieci in condotta o il figlio della serva

o la bestia inconsulta. Parla Cristo! Stai zitto Cristo!

I patti vanno rispettati!  I supermercati svuotati e i santi lodati.

Chi ti crede non ti crede e intanto mente sapendo di mentire.

Che dolce morire il lento sipario delle vene!

A quante gole farebbe gola un mio morire!

Eppure nella natura sverginata un rivolo sottile ancora mi abbevera.

Non sono forse io una donna violentata, un frocio, un negro?

Ma meno valgo, perchè ho coscienza primordiale, selvaggia,

quintessenza della belva nella steppa, sedotta e abbandonata 

da una dea che si nega, non mi allatta al seno.

Se anche mia madre ha venduto l'anima al diavolo 

cosa vuoi che impedisca a tutti gli altri di farmi a brani?

Senza, senza anche la presenza di un'assenza, vuoto, svuotato di senso,

dissemino di tracce questo arido terreno, perchè mi trovi

colei che non m'ha mai perduto.  Ma dissoda altre ghirlande,

perdutamente, lei, con sintesi di comodo e gesti traslucidi.

Che la mia sola sostanza, ancora di salvezza e veliero

sia questo scrivere tormentato? Cavità da cui cavo rotte d'abbandono.

Fanno leva sui sensi di colpa gli assassini seriali dell'anima!

Hanno imparato la lezione, si sono calati nel ruolo alla perfezione.

E nessuno è immune da colpe. 

La memoria, la mia memoria sconsacrata!

Hanno commesso talmente tanti reati nei miei confronti

e di natura così abominevole che adesso

non possono fare altro che mentire!

Alla fine conviene loro che non esista alcun dio.

Altrimenti varrebbe per punirli. (per chi era in cerca di maledizioni)

Ma state tranquilli dio è morto e voi ne siete gli assassini.

Tanto queste sono solo le farneticazioni di un pazzo

che domani qualche altro bagno di sangue basterà a cancellare.

Avete dato nuove sfumature al significato di tortura, di omertà,

di complotto e forse ci conviene far finta di aver immaginato tutto.

Ma dentro, nel buio cenacolo dei nostri cuori apparecchiati, ognuna sa

cos'ha fatto e cosa non ha fatto.

Io per me ho coda da topo e orecchie d'asino,

alla mia mensa  conto le briciole. 

Com'è possibile guarire se un'intera comunità ti rema contro?                

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*

Fuga dei pensieri

 

 

Sprofondo nel ruolo al vostro cospetto

la perfetta parte per un povero cristo

mi sentite il pensiero a chilometri di distanza

quello che ciò comporti sono disposto a calcolare

in stati di grazia e di follia

ma se mi voglio salvare devo pensare che i miei pensieri

siano affar mio.

La schizofrenia...fosse un gioco di squadra?

Oh complotto, complotto delle mie brame

a chi chiederò perdono domani per aver infranto la barriera con lame

del suono al mattino?

Chi pregare per un giudizio clemente?

Il vicino con lo scroscio dell' acqua a comando o un essere supremo?

Il respiro del mio cane mi porta consiglio.

Sono attacchi che ancora non sfociano in panico

staremo a vedere per sbaglio

trascorsi da un corallo di brividi

sul ciglio ansante dell' esserci

vivendo la vita per attimi.

Posso sentire cose che gli altri non possono sentire?

E il reale mi appare dedicatomi, atomi su atomi

processione di controfigure proiettate contro pareti

che altrimenti andrebbero immacolate

della mente da mondare

acqua di fonte, ossigeno spaziale.

Quando tutto torna normale e per quanto tempo?

Mi sento meglio, ho scritto brutto, mi sta venendo sonno

forse riuscirò a dormire.

Com' è possibile che la mente  prepari un colpo del genere?

*

Dolce dormire

Di vita e di morte

il potere delle parole in due soli bocconi

per scoprire poi di avere solo creduto

a due parole inventate per noi

da un dio astuto che vorrebbe eroi

quando tutto è perduto

ma quello che vuoi

è un paradiso qualsiasi.

E se non puoi trova lo stesso 

le parole per scriverlo.

E lascia che sia un' emorragia

promettimi quello che voglio

e ti seguirò come un bambino

ma nel nostro giardino

nascono solo fiori di Loto

e la paura dell' ignoto

ci fa scordare tutto da adulti.

Una volta via

ci hanno confidato un segreto

da non svelare a nessuno

soprattutto a noi stessi

chiedere perdono 

non è l' attitudine più comune

e forse nemmeno la più efficace

per sapere di nuovo farci affidare lo stesso segreto

questa volta svelato una volta per tutte.

La condotta immorale di un cane da guardia

che fa il palo ai tuoi ladri.

Cosa è più importante per noi?

Non possiamo sempre aspettare che giunga dall' alto

il deus ex machina.

Che poi se mentre scrivi ascolti concerti

quando capita che ci siano applausi

può sembrare di sentirli come per te, per quello che hai scritto

e allora ti gasi e rischi di sparare cazzate.

Come li tocchi gli apici se non rischi

di essere ridicolo?

Che il tragico spesso consegue 

da errori banali.

State tranquilli, io mi considero un miserabile

ad ampie falcate.

Un rimedio a tutti i mali

oggi sarebbe venduto al mercato

con gli agenti spaziali a presidiare il perimetro.

E' anche un gioco di ruoli se per questo

ma è meglio che sia una sfida con L' Universo.

Tra due virgole penserò di essere lo stesso

di un attimo prima

e tutto il resto sarà cambiato

senza di me ma al mio cospetto

adesso, in una situazione come questa

spiegami tu cosa ci sia di meglio che guardare.

Forse esprimersi?

E allora io vi guardo per essere normale.

E invece mi proponete cose straordinarie

che mi fanno così male

che è un' emozione che mi vergogno di mostrarvi.

Niente commenti.

Quel dolore sottile a forma di coito

che è così sottile la differenza tra bene e male

(applausi brevissimi ma a scena aperta)

che non cadi in errore

se la scelta è casuale.

(Qui è dove mi vergogno di me stesso quando rileggo).

Gli a capo prendono le misure

a questa musica fantastica 

di pura invenzione.

Grazie a te, rispondo in italiano

a un essere umano che mi tende la mano

dalla dimensione lontana.

Il caso prende la forma che vogliamo?

Lo dimostrino i fatti.

Concentriamoci su quello che vogliamo

al di là delle nostre possibilità

ma anche a livello di quello che riusciamo a fare coi nostri mezzi

in concreto. (mi sembro Osho).

Perchè sognare ad occhi aperti sia ancora una pratica umana.

Sana quel che basta

a salvarci la vita.

Se ci portano via i sogni o ci impongono i loro sogni

non è poi così bello dormire.

Quante coincidenze mi fanno credere

che siamo tutti connessi ad un livello sublime, quindi terribile

che non possiamo capire

se sia giusto indagare è la resa dei conti

finchè siamo mortali.

Ma fatti non fummo per amare?

Al di là dei cardini del pensiero proibito?

Lungo le sponde di luglio, in un giorno di futuro qualunque.

Certe volte penso a se siano vere certe interpetazioni assurde

che do delle cose che mi sembrano accadere

e dubito di essere in grado di distinguere la realtà

ed è così faticoso per me scriverne 

che ci rinuncio quasi subito

e preferisco smettere e andare a stendermi sul divano.

E' che non riesco a renderlo bello (almeno per me)

e allora mi arrendo ai piaceri mondani.

Le mie psicologhe cosa direbbero?

Di continuare a scrivere, di continuare così

ma senza soffrire

o soffrendo il meno possibile?

Che sarà o Que serà? - Sto ascoltando- In versione da camera.

Lo scopriremo domani soltanto, soltanto domani.

*

Evasione dagli atomi (psichiatrico)

Le medicine trattengono le mie accelerazioni

e allora qui mi riverso, tra i poeti simultanei.

Perchè e dove andrebbero i miei versi se non fossero sedati?

E le mie vene di cristallo? Il tossire di mia madre?

La pubblicità alla radio. Interrompe.

Ma divago per astinenza dall' oblio. Con le cuffie da studio.

Come dovessi rendere conto a ciascuno dei miei atti

mi abbandono ad una pigrizia fuori mercato.

Per non fare danni e limitarli.

Un arrocco mai capito fino in fondo.

Scacco matto della mia psichiatra.

Eppure mi ci vorrebbe una spinta, perchè non cercarla nella chimica?

Se si tratti di doping? Non saprei dirlo.

Tutto vada bene per qualche istante

il sole tra le serrande del vicolo esplora prime colazioni

le foglie sugli alberi come nelle canzoni importanti

e poi questa musica che non riesco a togliermi dalla testa

che mi fa muovere il collo.

Tempo al tempo.

Come vorrei essere bello è un desiderio di potenza.

Che si arresta al primo specchio.

E' la bellezza di certe donne che racchiude le chiavi dell' Universo.

Ho fede in questo. Ma io sono figlio degli occhi, non conto

che in una ricostruzione dei fatti sommaria,

senza leggi che valgano in generale

o una buona condotta, esempio da adottare, che funzioni

per più di qualche secondo.

Comincio ad apprezzare i vantaggi di questa condizione.

Lo sconto al cinema. Gli sguardi distanti.

Ma è solo suggestione di come lo immagino.

Perchè interpreto la realtà attraverso l'altalena dei miei cardini.

Se potesse tornare ad essere veramente bello vivere!

Sento che ci siamo quasi, ci vorrebbe uno sforzo.

Ancora non ce la faccio, ho bisogno di allenarmi.

E quante parole sprecate, forse.

Che il dubbio rimanga è una circostanza da non eludere

con un' alzata di spalle.

Potrebbe essere la formula da applicare a tutte le cose

nelle loro dinamiche.

Poi può capitare quell' evento occasionale, di portata straordinaria:

sono sicuro che ti amo, non c'è dubbio alcuno.

E allora sono caschi. Per pararsi dai colpi.

Ci sono cose che voglio fare e che posso fare, sciocche che siano

rientrano nell' ambito delle possibilità e già per questo

meriterebbero più attenzione da parte mia.

Poi dove mi conducano, cosa vuoi che sia.

Non dovrebbero esserci conseguenze troppo spiacevoli

se riesco ad essere soddisfatto di quello che ho fatto.

Ma in verità non parto mai e il tempo passa

aspettando una buona occasione che non colgo.

Perchè questa necessità di raccontarsi?

A volte mi sembra di non saper scrivere d' altro.

Sono davvero così scarso?

Ma alla fine non m' importa, per quanto mi piace scrivere.

E' il mio rito pagano.

La preghiera con cui mi prego di essere migliore.

Speriamo funzioni ma temo che saranno necessari i metodi duri.

Delle frasi di alleggerimento, per il galleggiamento primario,

per respirare non andare a fondo, poi ci si preoccupa

di come spostarsi nello spazio, il principio della rotazione dell' elica.

Ecco dove eravamo rimasti, al punto in cui interrompo il contatto,

spegnendo il computer.

 

 

 

 

*

Le voci

Una riflessione

Se è vero che anche il fenomeno voci è frutto delle mia mente malata

è lecito dire che le ho inventate? E parlare al passato non è comunque totalmente esatto, in quanto ancora adesso le sento, per breve tempo, ogni tanto quando chiudo gli occhi nel tentativo di addormentarmi, nel momento di passaggio dalla veglia al sonno. Se ho tanto sonno non avviene, sto annotando.

Premesso che nella fase acuta il fenomeno si manifesta come una voce (non sempre la stessa ma di solito una alla volta) che parla con me, percepita come proveniente da dentro la mia testa, con un timbro particolare e caratteristiche particolari che la distinguono dalla mia per esempio o da quella di persone conosciute (eccetto forse un caso ma non mi ricordo bene, sembrava quella di un mio amico) e con volontà propria e capacità propria di formulare frasi come fosse di una persona cattiva in carne e ossa, com' è possibile che sia io a elaborare ed interpretare più parti che quasi si accavallano? Per poi farmi del male da solo, perchè?

O indurmi a fare del male agli altri. Perchè? La convinzione che mi leggano nel pensiero, perchè? Uno degli psicologi che mi segue ha detto che potrebbero questi fenomeni essere causati dal fatto che ho paura di mostrare agli altri e a me stesso la parte cattiva di me che pure esiste ed io cerco di negare ad ogni costo.

Mi ha detto che ognuno di noi ha una parte cattiva e che devo sentirmi libero di avere brutti pensieri.

Scaturisce tutto da un trauma? Un grave errore che ho commesso e dei torti che mi hanno fatto? 

Sono in grado di creare e credere ad uno scenario complessissimo in cui è vero che la gente possa leggermi nel pensiero, penso alle implicazioni,

alle modalità in cui questo mio pensiero possa essere sentito, cercando di rendere plausibile alla mia realtà alternativa tutto quello che mi accade nella realtà. Posso arrivare ad avere delle allucinazioni uditive oltre che ad interpretare i suoni e le voci delle persone a vantaggio della mia costruzione immaginifica? Faccio un esempio per spiegare meglio il mio modo di ragionare: penso così: Se fosse vero che sentono i miei pensieri, possono farlo tutti o solo determinate persone? E' una questione di portata, relativa alla distanza che hanno da me fisicamente?Può passare attraverso i muri, può essere veicolato dalla radio e dalla televisione in trasmissioni in diretta? Da internet quando guardo i video in diretta? Con l'aggravante che su internet ho il dubbio che sia in diretta anche un video che non lo è dichiaratamente. Poi, o prima, penso: ma mi leggono nel pensiero quando vogliono loro, a loro piacimento, si sono impadroniti di una tecnica oppure debbono sorbirsi sempre il mio pensiero costantemente? Possono leggersi i pensieri tra di loro pure oppure funziona solo con me? Se hanno una tecnica dovrebbero poterlo fare a piacimento e anche tra di loro a meno che non abbiano trovato la tecnica anche per schermarsi, se invece lo possono fare solo con me è una tortura bella e buona, sono vittima di un complotto-esperimento che devono tenermi segreto per non so quali motivi, se invece sentono solo la mia ma quando vogliono loro c'è sempre un complotto ma perchè proprio io? Stanno ancora cercando il perchè nel frattempo non me lo dicono per non compromettere l' esperimento. Se invece sono costretti a sentire sempre il mio pensiero contro la mia e la loro volontà si crea un meccanismo che fa male a tutti quelli coinvolti e perchè non lo vogliono ammettere? A chi gioverebbe ammetterlo? E non ammetterlo? Mi caricherebbe di eccessive responsabilità? 

Potrei essere condannato per crimini di pensiero?

(Dal punto di vista simbolico che vuol dire? Ha a che fare con dei complessi d'inferiorità e con una sorta di egocentrismo sadomasochista, un io represso tutto insieme?)  E in base a quello che percepisco intorno a me, alle cose che mi capitano protendo per una o un'altra ipotesi, la costante è che mi si possa leggere nel pensiero. Ma penso cose così cattive? A volte si. Le metterei mai in pratica? Anche solo a dire cose cattive mi sembro molto controllato. Compiere azioni malvage proprio malvage mi sembra molto difficile per me anche se non sono certamente uno stinco di santo, nella media dei miei amici e parenti direi. Chi più buono chi meno, entro un range di assoluta tollerabile normalità. Però sono stato capace a tagliarmi le vene. Ma le voci mi torturavano. Mah.

Entro ed esco dalla paranoia che mi si legga nel pensiero, adesso in questo istante che sto scrivendo con le cuffie ascoltando musica classica alla scrivania di camera mia non lo ritengo vero ma posso andare di là in cucina sentire una frase in televisione interpretarla a modo mio e ripiombare immediatamente in una sorta di incubo. Non posso andare nemmeno in giro a chiedere ad ognuno che incontro: oh ma che mi leggi nel pensiero?  E poi io ho sentito le voci, io divento una voce.

Anche questo mi sembra significativo.

Voglia di vendicarmi per come è stata gestita la mia situazione?

A livello cosciente penso di averla presa abbastanza bene anche se fisicamente c'ho perso l'uso perfetto della mano destra e un aumento di peso di circa quaranta chili non ne faccio una colpa a nessuno, la situazione era veramente tragica e poteva finire sicuramente peggio, poi da quando sono entrato in psichiatria mi hanno trattato tutti bene e adesso sono seguito con costanza da bravissime persone.

Anche i miei amici e i miei parenti si sono comportati bene.

Quando la paranoia del pensiero si fa più intensa devo adottare delle strategie che prevedono per lo più il fatto di evitare contatti con le persone soprattutto dal vivo. Questo mi disabilita notevolmente.

L' impossibilità a rimanere da solo con me stesso anche quando lo sono fisicamente mi dispiace molto. A volte penso di insonorizzare la camera. Un' altra cosa che mi viene in mente è che la voce parlasse al plurale: adesso vedrai che ti facciamo.

*

Un volume immenso di dati

Internet lo usi, come puoi crdere che anche lui non ti usi?

Come fanno a registrare tutto non lo so ma fanno dei calcoli e ti propongono pubblicità specifiche (e non), video, musica ecc in base ai gusti e alle necessità che credono che tu abbia manifestato. Alla fine saranno calcoli complessi

non per questo difficili da fare se hanno a disposizione i mezzi (automatici?) devono funzionare su larga scala quindi saranno tarati su meccanismi generali. Ma possono attenzionare qualcuno in particolare?

(Gli esperti possono entrare nel tuo computer e fare alcune operazioni contro la tua volontà e senza che tu te ne accorga se non a danno fatto.

Senza lasciare tracce? Forse è un altro discorso ancora)

Analizzare i principali social network (non ne ho voglia)

Mi sembra almeno per l'uso superficiale direi sentimentale che ne faccio io, che nonostante il grande potere insito in essi non ci si possa lamentare troppo dei loro gestori (inventori?). Ma non lo so perchè pure cose brutte ho sentito che stanno accadendo tipo la chiusura arbitraria di alcuni account youtube di controinformazione.  A parte aver modificato la società che di per sè è già una cosa enorme possono esercitare controllo i loro gestori? Sicuramente si, lo fanno? E come? I motori di ricerca e l'indicizzazione dei siti, altro tema.

Tutta questa libertà, c'è veramente in rete?

Il mio sentire a riguardo è sicuramente influenzato maggiormente dall' esperienza diretta che da pareri e teorie e tende ad essere positiva perchè il sito su cui sto scrivendo, che è esso stesso un social network con la specificità di essere a carattere letterario, è bellissimo per me e ho trovato una mia dimensione, seppure anche qui è accaduto qualcosa di strano: che fine ha fatto l' esuberante Lorenzo Mullon, è stato allontanato? E perchè? Ma non ho materiale con cui farmi un' idea precisa. Da parte degli utenti dei social in generale dovrebbe esserci l' adesione ad un codice etico ma sarà lo stesso da parte dei gestori? Se ti viene chiuso un account youtube e tu lo ritieni un atto arbitrario, hai la possibilità di appellarti a qualcuno o a qualcosa, di cercare un contraddittorio? Se ti rubano la vita? Ti sottraggono semplicemente un regalo che ti avevano fatto? E chi credono di essere, dio?

*

Scenario possibile

Una prima riflessione

 

E se i nostri televisori, i computer fossero dotati di mezzi di registrazione audio-video a nostra insaputa possibili da attivare a distanza da terze parti, anche i telefonini, e anche certe radio, schermi a simulacro di uno specchio deformato? Non bastava la corruzione dei mezzi di comunicazione di massa nel modo tradizionale.

Immaginiamo: se fosse questione di tecnologia, chi la possiede avrebbe un terribile potere, potrebbe usarlo per spiarci letteralmente, controllarci indurci a vivere la vita che vogliono loro molto simile al "produci consuma crepa" che cantavano i CCCP, per far sì di mantenere inalterata per sempre la loro condizione di dominio e di ricchezza. E magari vendere la loro tecnologia ad altri potenti di altri settori o magari incorporare più poteri in un' unica persona (o famiglia), strano che raramente si facciano la guerra tra di loro? Mai? Appartenenti tutti alla stessa setta, che la casta dei politici a confronto è un branco di scolaretti nelle loro mani. D'altronde se non controllano ancora, ricorrono alla corruzione o alla minaccia, allo screditamento, fino all' eliminazione fisica. In poche parole, poche famiglie non solo possiedono la maggior parte delle ricchezze del Mondo ma il potere di condurlo dove vogliono loro. E non mi sembra che stiano facendo un buon lavoro. Chissà, ci saranno i buoni e i cattivi anche tra di loro. Ma cari amici e amiche, stanno vincendo i cattivi!

Immaginatevi se avessero la capacità di entrare nelle menti delle persone simulando effetti difficili da distinguere rispetto a quelli di una patologia mentale?  Io sono schizoaffettivo e so quanto il fenomeno voci appaia "esterno" e di difficile spiegazione (una sorta di possessione). Alcuni complottisti sostengono che esistano delle macchine capaci di proiettare voci nelle persone per piegarle alla volontà altrui o tortularle e degli esperimenti in tal senso. Immaginate se ci fossero mezzi per provocare terremoti a piacimento, uragani, onde anomale, controllare il tempo meteorologico, piegare le forze della natura al proprio volere. Tutto a disposizione di poche persone senza scrupoli. Immaginatevi se avessero un vero e proprio piano per schiavizzare l'essere umano, loro, semidei del male supremo e lo stessero applicando su larga scala invadendo tutti i campi possibili a vari livelli, immaginatevi che altri li avvantaggiassero senza nemmeno saperlo. Immaginatevi se avessero accesso a conoscenze esoteriche e tecnologie aliene, immaginatevi se facessero sacrifici al male, che ogni tanto si volessero togliere certi macabri sfizi.

Immaginatevi persone troppo distratte per accorgersene, altre che non lo credono possibile, altre troppo deboli per fare qualcosa comunque e altre, poche, che lottano ma incidono poco. Immaginatevi  che tutto questo sia vero, il Mondo in cui viviamo sarebbe tanto diverso da quello in cui stiamo vivendo? La distanza che c'è, è la distanza dalla realizzazione del loro piano.

 

Immaginiamoci se l' uomo avesse dei poteri nascosti, tipo la telepatia, la telecinesi o altro e per poterli usare fosse solo questione di tecniche per riesumarli dalla memoria, andarli a prendere in quella parte del nostro cervello che non usiamo ancora o non usiamo più. Esperimenti sono stati fatti in tal senso, chissà se si fanno ancora adesso e a che livello sono arrivati.

Le implicazioni principali devono essere studiate affinchè non possano essere usati a fin di male. 

 

Seconda riflessione

 

Uno sguardo dall' alto, il nostro giudizio mediato dall' esperienza personale può farci dire che sì, conduciamo una vita degna di essere vissuta, no, non lo facciamo ma in generale, tutti noi come appartenenti al genere umano che fine stiamo facendo, in che direzione stiamo andando? L' economia regna sovrana e il suo dio è il profitto. Profitto in mano a pochi; profitto vuol dire ricchezza, potere d' acquisto, potere di fare le cose; più hai potere più puoi fare qualsiasi cosa, anche illegale, più che illegale, immorale, malefica proprio e farla franca comunque.

Ora immaginatevi di avere voi un immenso potere, come lo usereste? In tutta coscienza potete affermare con estrema sicurezza che non fareste i vostri interessi ad ogni costo, cerchereste di esaudire ogni vostro desiderio lecito o illecito?  Nessuno vi controlla, probabilmente nessuno verrà mai a saperlo che siete stati proprio voi a inquinare quel mare pur di risparmiare trenta milioni di dollari per non bonificare quel tal stabilimento, per esempio. Ecco adesso pensate che quelli che decidono sul serio non è affatto detto che moralmente siano migliori di noi, anzi spesso è vero il contrario. In definitiva chi ha un potere immenso è più facilmente cattivo che buono, secondo i miei calcoli: la storia andreottiana del potere logora chi non ce l'ha, detta da un politico in odore di mafia può tradursi facilmente in "il potere corrompe chi ce l'ha".  La politica che ruolo gioca in tutto questo? Sarebbe decisiva ma è il fantasma di se stessa. Dovrebbe difendere il cittadino e invece segue le leggi della corruzione, come abbiamo visto, schiava di lobby di potere. E il clientelarismo? I ruoli sono coperti per merito oggettivo? Ma questo è lo zucchero. Proviamo a dare uno sguardo ancora più dall' alto. Fonti il professor Galimberti e Marco Montemagno (influencer?): viviamo in una democrazia recitativa, nel senso che quando il cittadino è chiamato ad esprimere un qualsiasi parere sulle cose della res publica per la stragrande maggioranza non sa assolutamente nulla o pochissimo degli argomenti trattati e quindi sceglie di pancia, non basandosi su dati oggettivi, i politici che vogliono accapparrarsi i voti lo sanno benissimo, contate che hanno anche analisti alle loro dipendenze e fanno leva su quello, piuttosto che su una corretta spiegazione dei fatti su cui si sta trattando, recitano una parte. Si cavalca l' onda del pregiudizio, dell' odio razziale, la paura del diverso e la si cavalca sia in un verso che in un altro, l' appartenenza ad una fede, qualsiasi cosa che adesso non mi viene nemmeno in mente. Va a finire che ognuno vota per quello che gli sta più simpatico in quel momento, quello che sembra più credibile, o per un retaggio familiare (noi siamo comunisti da generazioni per esempio), il meno peggio ecc ecc. Esempio può essere il passato referendum. La cosa ancora più brutta è che molti politici recitano una doppia parte, perchè in realtà le scelte politiche sono dettate dai potentati economici (armi, petrolio, farmaci, banche, ecc ecc) e loro ne sono i burattini. E' l'economia che determina la politica di un paese e non viceversa. E l' economia è nelle mani di quelle Lobby di cui sopra. Poi c' è la corruzione, piccola media e grande, i mezzi di comunicazione servi del potere, servo di un altro potere, di un altro potere ancora, una serie di matriosche che non sono infinite però, chi c'è a capo di tutto? Pochi esseri umani che governano più o meno a piacimento su tutti gli altri. Siamo praticamente nella merda perchè hanno ordito un meccanismo complessissimo, d'altronde a loro tutti i mezzi, a noi solo la superiorità numerica (ecco perchè ci vogliono divisi). Siamo praticamente nella merda e noi qui in Italia ancora ancora. Cosa potrebbe cambiare le cose? La riacquisizione della sovranità monetaria da parte del nostro stato? Può essere. La storia del signoraggio bancario non la conosco bene, un mio caro amico mi ha regalato il libro di Giacinto Auriti ma ancora non lo leggo, ho la testa troppo inciampata, comunque mi fido di lui quando dice, non cito testualmente, che ci tengono in pugno con una raffinata tecnica del debito. La comunità europea, se funziona ditemelo voi? A voi che sembra? Dico dalla vita che conducete ogni giorno. Comunque parlo da ignorante, io non so un cazzo, penso, tutto qua.

Ci vorrebbe una rivoluzione tecnologica, un prodotto o un sistema che inventiamo noi o attuiamo noi in grande stile per primi e possa essere venduto, esportato in tutto il mondo ma dovrebbe essere una cosa di portata rivoluzionaria e quei soldi usati bene, eticamente per ridistribuire la ricchezza equamente nel paese attraverso serie politiche di welfare (o meglio di well-being) o adottare dinamiche che già funzionano bene da altri paesi che l'hanno testate.

Io ho due fisse, lo so, molti storceranno il naso.

La prima riguarda i carburanti.

Non posso fare a meno di pensare che se tanti hanni fa si fosse scelto di investire sulla canapa per ottenere il carburante principale per i veicoli e anche altri macchinari che hanno bisogno di un carburante, oggi vivremmo tutti, tutti in un mondo migliore. Pensateci, niente petrolio e meno inquinamento, niente guerre per il petrolio, sottrazione di potere a quelli che hanno il petrolio, possibilità a tutti i paesi che hanno terreni coltivabili di prodursi il carburante per i propri mezzi, cioè praticamente a tutti, quelli con superficie coltivabile maggiore di più, quelli con minore di meno. Sarebbe stato comunque emanciparsi da un vincolo.

Chi è che non l' ha voluto? Le lobby del petrolio? La tecnologia applicata a quel tipo di carburante adesso avrebbe fatto passi da gigante.

Sarebbe stata un' evoluzione del Pianeta in un altra direzione. E' anacronistico parlarne adesso? Forse si. 

La seconda: la legalizzazione (controllata) delle droghe leggere e la legalizzazione e regolamentazione della prostituzione. Certi falsi moralismi fanno veramente schifo.

Le energie rinnovabili, investire lì ma abbiamo i soldi per farlo, a parte la volontà?  Essere i primi a vendere macchine completamente elettriche a bassissimo costo sia di gestione che d'acquisto, creare delle infrastrutture capillari per i rifornimenti. Abbiamo i soldi, abbiamo la volontà? Non passano nemmeno gli spalaneve e lasciamo perdere. Secondo me l'Italiano è un tipo che gira poco, gira e torna poco, altrimenti si accorgerebbe delle differenze con gli altri stati e si renderebbe conto ancora di più che stiamo diventando un paese del terzo mondo. Se gli altri vanno meglio ci saranno dei perchè.

Fermo restando che la politica non mi piace, non ci capisco niente e nemmeno la indago, devo dire che mi pare notevole che i cinque stelle si detraggano parte dello stipendio per aiutare il tessuto sociale (le piccole imprese?). Chi altri lo fa? Rinunciare ai soldi mi sembra comunque un indizio di buona volontà, poi se siano veramente in grado di cambiare in meglio le cose chi lo sa? A Roma il sindaco Raggi come sta andando? Non seguo, ma se i poteri forti le danno contro è probabile che sia scomoda. Anche la giustizia può essere comprata naturalmente. Per ottenere la verità su certe questioni che sembrerebbe una cosa scontata, nel senso di insita nel sacrsanto diritto di ciascuno, bisogna invece ribaltare il mondo, come ha dovuto fare la sorella di Stefano Cucchi. L' essere umano, di base è più buono o più cattivo, così in generale, mediamente? Un bambino può nascere cattivo? Sarà comunque maggiore l' influenza della società sulle sue caratteristiche innate, a partire dalla famiglia, la scuola, ecc. Essere felici ci rende più buoni o più cattivi?  Esercitare potere rende più felici o più infelici?

 

*

Appuntamenti decisivi per somme parziali

Vivo dove vivo, mio buon signore, è il ricordo di una volta quando

non soffrivo come adesso

nè come a prima del decesso di mia costituzione.

La poesia è parola-azione?  E qui concludo.

Come un fesso credo alle cose, per mio svantaggio.

C'è qualcosa che non va in questa vita di passaggio.

E me ne accorgo soltanto, quando non penso a me stesso

come a misura dell' Universo.

La retorica dell' amore non mi pesa

in quanto romantico di pessima fattura.

Certe coincidenze di prodigiosa natura

alimentano la mia calma paranoia.

Ciò che accade ha un senso

e tutto ne partecipa a modo suo

compresi noi, in misura difficile da calcolare

soprattutto se lontano da appuntamenti decisivi nella vita di ognuno.

Quelle rese dei conti a fare il punto della situazione

fino ad ora, qualcosa rimane e qualcosa è perduto

o qualcosa rimane e niente è perduto?

Com' è difficile restare sacri, per certi patti d' onore.

E' più facile concedersi alle distrazioni.

Come quando fuori piove e il tuo colore è sconfitto.

*

Come imbattersi non sia un caso

E' proprio come dici tu

basta una foto a riaprire l' archivio delle palpebre

quel segreto che tengo negli occhi e nelle ghiandole.

Per non commettere gli stessi errori, scrivere mille volte alla lavagna

non sono brividi che voglio

come avessi raggiunto già l' età in cui si è più ostili

all' amore libero.

Ma guardarla in volto in differita è il mezzo che me l' avvicina

con la malinconia delle cose che non vuole

e le accadono come oblii.

Fai sul serio? Mi chiedono i suoi occhi

ed io so solo scriverlo.

Raffreddore del suo inverno.

Dove s'è visto mai un cane che senza la sua padrona svuota le ciotole?

Una lunghissima catena, sono niente senza fantasia.

Ma se continuassi a scrivere dovrei coltivare l' ambizione

di essere più di qualcuno che scrive?

Mi sapresti consigliare con le tue strategie

oppure mi diresti di fare quello che voglio

basta che ti lasci in pace? Calcolalo.

Cosa non si farebbe a volte per una rima

"ti scrivo tu mi scrivi poi tutto torna come prima".

E la canzone che viene poi ha le tue vene nel titolo.

M' invento che quello che fai e non fai sia per proteggermi

comunque tagliato fuori per sempre 

una corda appesa al collo e un sasso di sapone nella mano offesa.

In ricordo di una lama conservo ancora i polsi.

Poi quando tremano chiudo gli occhi ed eludo gli assedi

fino all' esodo delle idee, sempre in cerca di sintesi supreme.

 

*

testimoni oculari

Ah come gli piace tutto come gli piace tutto 

certe volte che torna a casa

la realtà degenerante fuori dall'uscio

randagio delle sue orecchie

si frantuma in schegge quel pensare che lo regge in bilico

sul filo della lama

ma a casa chi lo sente il suo pensare?

Se è solo chiuso nella stanza?

Chi lo osserva in diretta?

Chi lo cura, chi lo salva dal baratro?

La vicina di casa fa il verso dell'acqua

il cane che abbaia due volte gli risponde che no

quella cosa è meglio non pensarla e si va avanti

cercando di non pensare cose cattive in presenza di altri

quando si vuota la bile, il complesso dei mannaggia a ?

La pantomima di non sembrare distratti da quell'altra realtà

in cui si è diffusi, tutti sanno tutto ma nessuno parla.

Quel solito complotto per cui ha perduto l'anima

appesa al collo sbagliato.

La ragione, i suoni diffusi per aria a mettere la punteggiatura

ai suoi pensieri senza veli che ancora si vergognano

di essere fuori uso.

Sentono quello che penso ma io non sento quello che pensano 

ma da quello che dicono mi sembra che mi vogliano far capire 

che sentono quello che penso ma che non possono dirmelo esplicitamente perchè qualcun altro ci controlla

e sarebbe pericoloso farsi scoprire oppure è giusto che la cosa prosegua

così oppure è inevitabile.  E' quello che pensa, ad ogni attimo.

La chiamano paranoia questa condizione umana?

Può prendere la forma del complotto

diventare un vero inferno e per questo non può durare in eterno.

Quando passa con tanta fatica 

e si presta attenzione alle cose normali

il pirmo piano dell'esistere

come se l' udito tornasse nei parametri

si prova una certa fiducia nell' evoluzione umana

l' arte di arrangersi dell' anima

ma a volte non è possibile uscire di casa

tanto è difficile tenere a bada i propri pensieri

già perchè se sapessi che tutti possono ascoltare i tuoi pensieri

ma tu non puoi ascoltare i loro 

ti assicuro che staresti molto attento a quello a cui pensare.

Quando lo vivi credendo che sia vero è un delirio

ma tutti dubbi che ti vengono non bastano

è più come se finisse l' effetto di una droga quando ti lascia in pace.

In fondo è semplice la trama ma con effetti speciali di un' altra galassia

per quanto concerne la finezza, una brain machine

con un filo sottilissimo che ancora non si stucca nonostante

regga tutto il peso dell' anima.

E poi lo so che può pensare cose cattivissime

è bene non  darle spago altrimenti può venirle in mente di realizzarle

di fare un piano. La parte delusa, corrotta dall' invidia

che cerco di arginare. La follia radicale d' infinite possibilità.

Certe volte non posso vedere trasmissioni in diretta perchè mi sembra 

che anche i personaggi che vedo sullo schermo sentano i miei pensieri

e partecipino al gioco, allo sport, a me.

Quando le trasmissioni non sono in diretta avvengono certe coincidenze

che mi fanno pensare ad un proggetto superiore

almeno per quanto riguarda il più ampio respiro

come se ci fosse qualcuno in grado di prevedere il futuro

perchè in possesso di veri profeti o di testi realmente profetici

per questo tenuti segreti alle masse.

Ma gli occhi ti si chiudono e ti lasci catturare

una fame qualunque, una chimica del sonno.

Apri gli occhi che in vestaglia viaggi nello spazio

Quando ti avvicini a una situazione dove ti puoi far male

ti compare una scritta come se fosse nel casco e dice 

ch' è venuto il momento di far dietro front.

Poi puoi chiedere il perchè delle cose e come funzionano e ti mandano

indietro come testimoni oculari.

La musica portante. puoi essere aria.

 

 

 

*

Per ogni volta

L'amicizia che ci prende è una ragazza che abbiamo amato tutti

qualcuno ancora la pensa, nei momenti di gloria

come sua e gli altri sorridono.

L'amicizia, con la gonna corta

parla a ognuno la sua lingua.

Come quella volta che ci capirono a Berlino

gesticolando nel dialetto di mia madre.

Ci troviamo ancora sulla pista da ballo

io sto seduto da una parte e voi mi cercate.

La musica è una rotonda sul mare cantata da Alvaro

per farmi ridere da bambino.

Quando la memoria c'inganna può essere un capolavoro.

Due spicci di credito nei confronti del futuro.

Per ogni volta che abbiamo tirato le orecchie al mattino.

*

Nelle stagioni

Non mi manca quando la rincorro

mi persuado che valga la pena anche un sorso alla fontana

scherzare a tavola fumando Marijuana

prendersi gioco di circostanze sfavorevoli

coi cieli immensi a furor di popolo

e i tetti commissariati sul tavolo, delle trattative vane

con la vita che si riprende i suoi spazi d'infinito dalle virgole

dalle viscere del Cosmo, alle farfalle nello stomaco

in una frazione di secondo che sincronizziamo in ritardo

sul normale scorrere del tempo.

Per essere feroci con i ritardi degli altri

ed essere felici dei nostri.

Peccati secondari che sconteremo più tardi

quando saremo cresciuti nelle stagioni del Karma.

*

Funzionari della specie

Contratta sul crepuscolo questa mancanza di dio

è un muscolo scordato, un violino acustico, senza note vive.

Che ne sa il muro delle unghie? Che ne sai mietute spoglie?

Quando il silenzio ha la voce delle cose che hai perduto.

La condizione di figlio è la condizione dell' uomo

ma sarebbe un errore cercare madri dovunque.

Così la natura rivendica la sua supremazia sulla tecnica

mossa dallo spirito di necessità, crudele e innocente

come un bambino che tortura le formiche

o i raggi del sole o una luna battente

la follia sconsiderata di un gesto d'amore e l'estate se ne va.

Non sono degno ma ho il verso delle vene in fiamme 

lungo la dorsale della spina che punge, fino a terra

nel grembo a condurre il seme dove vuole

dove sa che nasce dal verbo, il senso di ogni cosa

occlusa, salmodiata, data in pasto a quattro mosche velenose

di velluto azzurro.

La contrada, il ripristino di uno stato di grazia

la fontana prosciugata, la sete atavica per giunzione di labbra

a socchiudere e mani in preghiera.

La bugia cristiana di dominare la materia.

Il corpo di dolore, l'arte che ne scaturisce.

Se solo la liturgia conservasse bellezza allora potrebbe consolare.

Ma non c'è paradiso che tenga, non c'è inferno che si astenga

dal maledire.

Non può esserci vera indagine se tutto quello che devi sapere

per vivere basta che tu lo apprenda dal tuo dio.

E allora anche le stelle pugnalano al cuore se il cielo e i corpi

sono nudi.

Sessualità per riprodurmi, aggressività per proteggere la prole 

oltre non servo più alla specie che sacrifica volentieri l' io

perchè regga la sua economia.

Così per bene da dire addio.

 

 

 

*

Uso personale

Immagina la forma di un granaio, pieno di amici

questo è il mio mattino, Guerra e pace sul comodino

e un bicchiere di vino sotto

alla barba del letto

e di notte scrivo, a scanso di equivoci che mi dispongono la mente

ad errori di ogni sorta, ma chi governa l'esperienza?

Paranoia e sensi di colpa, mezzo vuoto e mezzo pieno.

Il desiderio di essere supremo è un vezzo delle manie di grandezza

che poi ho troppa paura che si avveri

perchè farei una strage di tutti

proprio come quel dio che sognate che si avveri

nei vostri sogni di gloria tenuti segreti

in quel chicco  di riso perduto nei pressi del cuore.

Dal principio occorre una scissione? D'IO ma si doverbbe leggere Apostrofo.

L'inizio contiene tutto ad infinite possibilità.

Un punto piccolissimo ma densissimo

come il punto nella geometria piana ma a quattro dimensioni.

Qual'è la parte più piccola della materia?

Cosa significa essere fatti della stessa cosa?

l'io il se e la mia ignoranza maiuscola.

Devi riprodurre te sessa infinite volte ed essere più piccola possibile

per essere dovunque e velocissima? O il tempo si ferma?

Qual'è la cosa più piccola e più veloce fin'ora conosciuta?

Come in un'intervista alla sostanza delle cose.

Entri in contatto con tutto?

Conosci l'uomo dall'interno e dall'esterno?

Strani scricchiolii nella stanza.

Ma li ho fatti io? Col ginocchio destro.

L'unico io in grado di essere in tutte le cose appartiene ancora alla categoria dell'io o per questa sua caratteristica merita di essere chiamato in un altro modo. Ha altre caratteristiche invece in comune?

C'è almeno un punto in comune, occupano entrambi uno spazio?

Si toccano, c'è uno scambio? Entra nella composizione di tutte le cose ma mantiene coscienza di sè? C'è un posto dove non c'è?

Ma vorrebbe dire che è troppo lontano o troppo piccolo perchè ci possa entrare o ci sia uno scudo, o che lei resti immobile.

Se è troppo piccolo è lui la sostanza? 

Se c'è uno scudo è un aggregato di sostanza o di una cosa dove la sostanza non c'è a impedire alla sostanza di raggiungere i luoghi dove non c'è. Se l'aggregato è fatto di un aggregato in cui la sostanza non c'è allora non bisogna andare troppo lontano. C' è una cosa più grande di lei che non è fatta con lei che la tiene separata da un posto in cui si sa che lei non c'è? E quei luoghi la sosatanza non li conosce, noi li conosciamo quei luoghi? Non conoscendo la parte più piccola, sostanza della materia non si può sapere nemmeno dove potrà spingersi con esattezza.

Di che è fatta la materia recuperata il più lontano da noi?

Che ne so, l'atmosfera dello spazio siderale, i languori della Luna, l'arrossire di Marte. C'è lì la sostanza assiderata? Un moto prima del moto. Di che materia sono i pensieri? E' più grande una coscienza di sè o un singolo pensiero. Quanti anni ha la materia più piccola mai trovata? Qual'è la materia più piccola e più longeva mai trovata? Lì c'è la sostanza? Che possibilità c'è che la sostanza sia più longeva del resto della materia? Nella materia più longeva mai trovata se c'è la sostanza si può calcolare se la sostanza c'è entrata alla nascita di essa o in un tempo successivo? Come può la sostanza entrare nella materia prima che la materia nasca? Faccio le batterie della macchina fotografica prima di sapere come sarà precisamente la macchina. Ho già costruito la batteria e intorno costruisco la macchina. La batteria non inventa la macchina, l'ingegnere inventa la macchina. Come si calcola la forza di volontà? In che quantità la sostanza è presente in determinate materie? Quelle con più sostanza che caratteristiche hanno e quelle con meno?

La volonta e la casualità. La sostanza trovata nella materia più antica studiata, si capisce come c'è entrata? Materia sostanza e volontà. Padre figlio e spirito santo, perchè cancellare la madre se comunque si prevede la necessità di un figlio? Sarebbe naturale padre madre e figlio o madre, padre e figlio.

Lo spirito santo prende comunque il posto della madre nella gerarchia anche se partorisce da vergine. La figura della donna nella religione cattolica non mi convince, perchè le monache non possono dire messa? La sostanza, se in un posto c'è, in alcuni posti non c'è ,può raggiungerli in un secondo tempo? Se si allora si muove, si muovono. A che velocità si muove la parte più piccola della materia conosciuta? Si può calcolare a che velocità va il pensiero? E che distanza compie? In che direzioni? E la parte più piccola che sta in tutte le cose? La sostanza dicevamo. E' piccola, lo spazio dove lei non c'è è più grande di lei. Una piccola luce bianca in uno luogo buio, la luce bianca a contatto con lo spazio buio crea la materia dove c'è un poco di lei e un poco dello spazio buio. Erroneamente il bene e il male, meglio il giorno e la notte, lo yin e lo yang. Il movimento:  spazio buio e luce si muovono, si scambiano, creano attriti, spirito e materia. Ma chi ha indotto il movimento? Tre energie: il movimento che fa scontrare le due sostanze primordiali, il pieno, il vuoto: la sostanza più piccola e quella più grande, gli opposti si attraggono, ma sono loro che innescano l'attrazione, polo positivo e polo negativo? Se esistono solo due cose per forza si toccano altrimenti ci sarebbe almeno una terza cosa tra loro. Ma perchè esistano due cose è necessario che siano divise per essere due e non una e se sono diverse non occupano lo stesso spazio o lo stesso peso che poi è sempre questione di spazio da occupare. Non occupano lo stesso spazio allo stesso modo, quindi c'è lo spazio, per essere in due bisogna essere almeno in tre: sostanza luce, spazio buio e spazio e movimento e sono quattro: padre, madre, figlio e spirito santo. Il padre è la sostanza, la madre è lo spazio buio che comprende lo spazio, il figlio è la materia e il movimento è l'istinto di accoppiarsi con successo. Senza questi quattro elementi non potrebbe esserci la vita. La materia è venuta dopo, è più giovane.  L'amore è l'istinto di accoppiarsi con successo?  Sono nati padre e madre e si sono innamorati o l'amore li ha creati perché generassero? Perchè la madonna partorisce vergine? Normalmente non nascono Gesù, Il Big Bang delle nascite. Il tutto è maggiore della somma delle sue parti. Ci devi mettere l'atto del sommare altrimenti non potresti calcolarne la somma. L'atto del sommare non è che scompare e puf, nasce il risultato esatto. Anzi anche l'atto del sommare cambia in base alle parti che deve sommare, può essere più facile o più difficile per chi lo compie e cambia le parti nella misura in cui alza o abbassa la possibilità che diano un risultato esatto. Un esecutore. Diciamo che stiamo a quattro, entrando in contatto c'è uno scambio di energie. Entrate in contatto comunque non potranno restare le stesse, nemmeno le energie attraverso cui entrano in contatto. Non sei più lo stesso anche solo per il fatto che è passato del tempo. Lo spazio buio, lo spazio e lo spazio tempo, la velocità della luce, la velocità del pensiero. Il se universale, l'io individuale, il se supremo e la personalità.

Le sei e ventidue del mattino e ho scritto un sacco di cazzate però

domani pomeriggio le leggerò ridendo, solo che tra poche ore devo portare gomma e cerchio dal gommista, speriamo di riuscire a smontarla con successo la gomma e che non mi chieda troppo il gommista, che il cric regga e di dormire un poco. Lo sciacquone del vicino proprio quando ho finito di scrivere sembra un giusto tributo e mi scappa da ridere fin da adesso.

Il volume che cambia, il Sole alla finestra

preparo un caffè che non bevo. Ieri abbiamo fatto una bella camminata

Chissà quanto peso?

 

 

*

senza titolo

Dove mi hai condotto?

Le mani fatte di sangue, sporche di sangue e terra e fango

un asfalto, l' asfalto, le mattonelle del bagno

 a lui in diretta gli chiedono l' amicizia in due

che non sta morendo ancora per poco sul social network

e le raffiche, non sono effetti speciali del death metal

avere paura come un odore che non puoi toglierti di dosso

e gli uomini che uccidono lo sentono tra i morti tra cui ti nascondi.

Fuggire calpestando i cadaveri o calarsi dalla finestra? 

Le immagini t' inseguono fino a casa, come proiettili nel letto del fachiro

le lenzuola sono ancora bianche e non è giusto.

Dov'è lei? Dov'è, ce l' avrà fatta? Un altro concerto

altre braci d' ascolto.

Quale dio vuoi pregare oggi che faccia meno danni del loro?

Chi le impugna le armi e da dove vengono?

Come attraversano i ponti? Sono dentro di noi

sono fuori di me.

Allora si potrebbe contare sull' odio

la vendetta come una sacra sindone da indossare all' occorrenza.

Le crociate scrociate sulla rotta del petrolio.

I titoli dei giornali, i cori da stadio, le chiacchiere da bar

tutto violato per trenta danari o un volere supremo.

Immagine, suona e s' è portato il pianoforte da casa

trainandolo con la bicicletta.

Chi li ha fatti inferocire? Non ci nasci così

a questo non ci posso credere.

Non so attraverso quanti e quali gradi di separazione

la colpa sia anche la mia ma vi chiedo perdono

alle vittime per non averle saputo proteggere

e ai carnefici per non averli saputo cambiare.

 

 

*

Candy Candy

O dell' innamorato perpetuo

 

Circonvenzione d' incapace da imputare all' amore

con tutti i miei sbagli come ex ex voto suscepto

dammi la forza di non tornare sui miei passi

fosse anche per quell' unica volta

in cui non tocchi coi piedi per terra, non c' attacchi

e resti a vivere di sogni che non s' avverano.

L' altra notte ho sognato di baciarti

ma eri tu nel corpo di un' altra e vi confondevo

così tu capivi che quell' altra comunque mi piaceva

e ti vendicavi andando con un altro che non c' entrava niente e invece

aveva più coraggio di noi tutti messi insieme.

"Quanto dura la mia pena" è una canzone di Maggio

e nell' arena quanti tori si rincorrono?

Perche questo è quello

e quello è questo

sono la stessa cosa

se sei disposta all' indulgenza

e se ti senti presa in giro ricorda, sono solo punti di vista

da come ascolti dipende il grado di coscienza

ma la barista, stasera porta proprio le fiamme

il suo corpo conosce a memoria le leggi della fluidodinamica

si vede da come si appoggia al bancone

e tutti la guardano di nascosto bere d' un sorso un bicchiere d' acqua

fresca come un pensiero d' estate prima di fare un tuffo al mare

e godersi la vita

in modi codificati da milioni di anni

che non portano a nessuna regola che seguita

garantisca la felicità, anche individuale, anche collettiva

quindi una notte di settembre mi svegliai a Torricella

fuori da una casa in mezzo all' erba

che non sapevo come c' ero finito

e tu mi desti un passaggio fino al capodanno successivo

con un treno bene in vista e la funzione domattina

rimandata al mittente tramite messaggio:

tutto in una notte per favore, non facciamo le capanze.

Se potesse durare fino a coprire tutte le distanze

questo pensiero tuo o di te che m' attraversa

sarei in un attimo in quel caffè dietro l' angolo

nello spazio che investi adesso di tua presenza.

Pensa se fossi venuto sotto casa tua

senza sapere a quale campanello suonare

e mi avesse visto tuo fratello 

e avesse pensato -eccone un altro- senza pensare veramente

e io lo avessi capito e automaticamente avessi desistito dall' ingaggio

con tutto che lui ti portava dei fiori e due occhi di diverso colore

pensa ogni volta a un motivo diverso per non chiamare

per non fare l'amore

mostrarsi nudi, farsi accettare.

La pazienza della mia memoria è non ricordarsi le cose

fare spazio all' emozioni in cambio di niente

scroscio di applausi pericolosi per il vertice della piramide.

Un sorso di pace corretto alla menta tutte le mattine

prima di farsi una canna

e dilapidare quel vantaggio dell' inconscio

accumulato nottetempo durante il sonno.

Io non sono come tu mi vuoi

perchè tu non mi vuoi

ma se tu mi volessi

sarei esattemente me stesso

all' ennesima potenza

dando di matto, certo

tornando magro a costo di costruire un universo parallelo a questo

pur di poterci tornare ad esserlo.

A proposito, la carne era guasta e mia madre sa essere una stronza

una cattiva cuoca di compromessi ai ferri corti

stasera faccio primavera costi quel che costi.

Ieri quella al concerto degli Osanna aveva proprio un bel "personalino"

si direbbe alludendo al culo piccolo e sodo

e un viso da intelettuale e un comportamento consono

devi scomparire anche se non ne hai voglia

e contare solo su di te

mio minuto Cosmo mosso di un attimo.

Cercatori d' anime sono a caccia di vene d' oro

il frastuono sotterraneo di un pensiero che viene da lontano

vorrei vivere per sempre per avere tutto il tempo di trovarti

tra le pieghe di questo mio tempo

che confonde gli attimi con frazioni d' infinito

e le tue labbre e le mie labbra che si addicono

baci rubati all' opinione pubblica

uno come me non può ambire a tanto.

E come fare a diventare un altro se non hai la forza per ambire?

Che poi parlerei di predisposizione strutturale

(genetica?) dell' individuo

con una mano ti saluto e con l' altra mi tocco le palle

perchè mi permetto di essere pure scaramantico

rimanendo agnostico.

A quello che conosco pregiudico un lieto fine

a quello che non consco lo lascio libero di agire

così alla fine non ci capisco più un cazzo

ma almeno mi dimentico che devo morire.

Hai capito, mi hai capito almeno un po'

o devo venire più vicino?

Dai su, sei una fica 

veramente vuoi che te lo dica?

E tutto il resto?

Valanghe di parole:

scroscio, cuore, tempesta, tette, lingua, Kamasutra, ridere,

occhi, tuoni, mare, faro, tatuaggio, ape giapponese, terrestre, Abruzzo paranoico, spara, spera, vipera, vespro, vigna, trattore nella, Vinicio Capossela, che cos' è l'amor? Lo chiederei a te per farti uno sfregio.

Ma depongo le armi tra i fiori di campo.

Hai presente le canzoni d' amore?

Secondo te da dove lo prendono il coraggio?

C'è sempre una pelle da percorrere come trama affilata del viaggio

cosparso il capo di cenere posso attraversare lo specchio

e vedere quello che vedi quando sei maggiore di te

e proporzioni al mondo i tuoi passi da gigante

e gli stivali dalle sette leghe non ti sembrano appartenere

ad un gatto parlante nella dimensione delle fiabe

la rabbia torna a casa strisciando tra le righe

e mi perdo un altro pezzo di presente

convinto che non esista la necessità di un buon motivo

per amare qualcuna più di se stesso.

Perchè dove arrivo io, posso arrivare ad indagare l'esistente

attraverso le mie ghiandole

immaginare tutto il resto è un buon motivo per non uscire più di casa

anche se l' estate chiama, è un apparato secondario.

Vado fuori di me e tutto quello che sento sono intermezzi

alla tastiera sono lento

non so quello che dico

perchè spesso lo immagino da un angolo

dove mi sento perduto

chi mi trova se non la persona giusta?

Basta pazientare una vita.

Ah il profumo ferroso dell' erba quando la stiri

solo in curva si sente bene così, fateci caso

abbiamo creduto di esser pronti per la B

crederemo anche a questo

perchè abbiamo coraggio da vendere ai poveri di spirito

e cori da lanciare controvento.

Nell' Iperuranio, portami nell' Iperuranio

a conoscere quel famigerato Dio

che legge i libri di Asimov 

che gioca a scacchi con mio zio

ed è poco più di un bambino

non ha l' età per amarti come Gigliola Cinquetti.

Tutta la vita davanti perchè sta davanti anche la vita di dietro

in un continuum da cartone animato.

Non mi vuoi fare incoppiare perchè ho la motrice fiacca

ma la testata sembra di un altro pianeta per palati barricati

sorrisi soffiati da un' amaca.

Alla Serena Grandi, per chi se la ricorda

in quel film che la vede appesa

che Villaggio ci cade in trappola

mi piace la femmina.

Scusate, vi parlo come fossimo amici

e nemmeno ci conosciamo

o meglio, io non vi conosco

voi, bene o male, un' idea ve la sareta fatta fino a qui

a me fa pensare alla scherma

tutte queste righe che affondano

tutto sta nel fare in modo che dopo un giro

si arrivi al collegamento ma non prima

altrimenti si rischia di non salire un gradino della scala.

Io non lo so se il pensiero genera la materia

ma non c'è un solo modo per scoprirlo

la fantasia non è subalterna a un santo spirito

furore antagonistico.

Mentre non può perdere il lavoro chi non ha mai lavorato in vita sua.

Si raggiunge la meta per asfissia.

Si prende la strada sbagliata per andare via o pur di andare via

si torna comunque?

Alzammo gli occhi al cielo in uno scatto d' orgoglio

che ci fece ridere per quanto c' avevamo creduto

era potuto durare solo un attimo

prima che i nostri occhi s' incontrassero di nuovo

a scoprirci ancora vivi

coi destini dietro l' angolo

alla moda per confonderci

per prenderci in giro dei nostri nobili limiti.

Doglie, fuoco, astratte pertinenze

fughe, riti, affollate genti

non c' è il tempo di morire

quando fuggi dalla luce

il tuo presago dire

è foriero di sventure.

La parola Dio quanto dista dal mio nome

all' ombra di un' esistenza più antica?

Chi ti chiama amore al posto mio?

Così è la vita.

Ah io mi struggo per poco, sono un parassita

dei sentimenti altrui

un' "animanonima" (definizione del mio amico Marco)

dove vuoi che vada per non provare rancore?

I giardini d' inverno del nostro dolore

hanno vecchie recinzioni, arrugginite cromature

passi oltre o cedi il passo all' avvenire?

Di sua sostanza in mia sostanza

solo il tempo m' attraversa

è quieto dire che sua misura

sia a destino dell' Universo

una danza improvvisata

sul greto di un fiume

alla luce pallida di una Luna tuttofare

il resto si produce per induzione

trasgredire per essere normali

vale il peso di una colpa da portare

per sempre, croce vera e vera fonte

ma la sete è tutta uguale?

E la morte ci confonde, versandoci da bere

credendoci distratti dalle rondini nel cielo

con la voglia che  oguna ha di amare ed essere amato.

A questo punto ho bisogno di un sogno

e quel sogno sei tu, tuo malgrado

retorica da Mulino Bianco

(a me piacciono le Gocciole

ma mi sa che sono di un'altra marca).

Che scelta strana non rinunciare

a quell' ultimo raggio di sole

come se tutto il buio successivo dipendesse

da un' attesa senza riguardo

del tempo che scorre più forte

quando lo stringi tra le tue braccia

braci d' argento gli occhi tuoi che guardano

liane che tessono lame forti di vanadio

tra un angolo e l'altro della scatola

una gabbia di cartone che hai colorato

come fosse la tua camera oramai vuota di miracoli

di primati, di sussulti da tavolo.

Che caldo che ho sofferto

un' estate  e mezzo in un bicchiere d' acqua

il sole che sorge e abbaglia tutto in una palpebra

la freddezza di sapere davvero che tutto questo finirà

ma tenerla in un angolo

"per sentirsi forti nel labile"

avere una scusa per guardare oltre

e tu, sogno che mi fai recapitare un messaggio

in cui mi auguri di essere felice

e verifichi che a un telefono che non risponde

non pronunci il tuo nome

che faccia da ponte tra due realtà 

perchè si possano incrociare

scrivere per scrivere o disinintossicarsi l' anima

de li mortanguerrieri?

E' stato solo ieri che il Mondo pretendeva molto

adesso si accontenta di essere dimora della carne

un flusso sadomaso questo

che serve a versare sempre lo stesso sangue

povertà colma di Dio nelle piaghe della pelle

sfrontata leggerezza d' essere lontani dal cielo.

Equatore del mio periplo

dolce vita, mala voglia

metà strada di vertigini

una rissa furibonda

di pensieri disposti a decollare

ma uno solo può attraversare la cruna dell' ago

nè vivere o morire, sempre che sia il limite

se resti uguale è la vera sconfitta

perchè a tentativi si cerca se stessi

più la sorte è incerta

maggiore dovrà essere il contatto con la natura

c' è modo e modo di perdersi

anche se alcuni fanno paura

altri rappresentano mutazioni possibili.

Pensa a sopravvivere

arrangiati ad arte!

Potrebbe essere il mio motto

ma non indulgo in leggerezze normalmente

e non mi sento di fare un' eccezione in questo caso

mi risparmio l' estrema unzione per un colpo di stato.

La mia memoria storica ha partorito una figlia non mia

equazione di un tradimento tardivo

usando i nervi come comodi condotti

dove prima arriva il senso delle cose e poi la loro immagine

per paura che arrivi sedotta da una conferma agile

al fatto che si veda

a patto che sia decodifica di messaggio cifrato

e non funzione estrema, extrema ratio di una lama di cobalto

sezionare lo spazio in funzione del tempo

per avere tanti piccoli memorabili quadri di adesso

tutti coi tuoi occhi e un sorriso da nascondere nel grembo della cornice

all' ultimo verso, prima di un punto qualsiasi.

Il discorso è che non sono felice

e voglio che anche tu non lo sia senza di me

per ragioni di metrica, di retorica

di dividersi la pagnotta

in bilico tra una buona condotta

e una crisi di panico che finisce a ridere.

Sterile il silenzio che non feconda

come nuvole avare di pioggia

a bypassare la corrente che il fiume brama nel suo letto

per non avere freddo fino a che il mare gli rimbocchi le coperte

sapere che l' arrivo sia un punto di partenza

da cui poter raggiungere tutto, quale che siano le distanze

le tue caviglie a mollo nella Senna

per bucare le telecamere.

Voltati, mi riconosci o non sono nessuno?

Scompaio nel buio, galleggio nel vuoto

quanto pago d' affitto?

Gli occhi sul mondo di un pregiudicato

il fiato rotto al mercato dell' usato

la voglia di vivere nonostante i tagli sui polsi

si prodighino in una propaganda contraria delle vene.

La tua America è lontana

nel folto della chioma

dove ho perso le mie dita

per aver provato una carezza con bacio sulla fronte.

In quel momento ero già quello che sono adesso

ed era il momento sbagliato per non essere presente

un futuro perso per sempre

un ricordo che affiora alla mente

che senso ha non chiederlo a me

io sono la vittima

ma chissà se lo sai

forse tu non lo sai

e la vita è geometrica

e non conosco le regole

affido alle parole e le parole al mare i miei sogni di gloria

le mie memorie peripatetiche.

(Messaggio nella bottiglia come un c'era una volta che c'è per sempre).

Mi pulsa la tempia destra

come quando ti vidi la prima volta e non volevo crederti

perchè la frequenza che imponesti

era di dividerti con tutti.

Segregato nel mio cosmo

praticavo l' Alchimia

con l' acuta cura di un apprendista

devoto all' amnistia per lo stupro delle parole

in seconda battuta

in prima, fuori pista, in smagliante forma elettorale.

Regalarsi non è una strana forma di vendesi

abitato da anima in pena, locale a due gambe

con i piedi per terra e la testa tra le nuvole

vista mondo sconosciuto, regno dei primati

fenomeno terrestre di porre confini, limiti alla provvidenza

a forma d' imbuto perchè tutto sia riassunto

in un nulla di fatto, un fermoimmagine di una figura immobile

non più grande di una mela.

Natura morta vecchio stile

per contare le tue primavere

mi basterebbero le stelle del primo cielo

che apparve sulla Terra per intero:

ti vengono le lentiggini sul naso

quando prendi il Sole, per farmi morire

non per altro:

ecco svelato il mistero delle lentiggini sul naso.

Cara ragazza ho voglia di ridere perchè mi hanno appena tamponato

non mi hanno dato la precedenza anzi se la sono presa

dalla fiancata destra della mia auto, lato passeggero

il profilo migliore di sicuro.

La bellezza che ci riguarda appare sotto forma di respiri

di sussurri e grida, arcobaleni sfiniti

da languide carezze sulla punta delle dita

in fin di vita, al fin della tenzone

a tensione zero si collude col vibrato

quel rumore di sottofondo che rimane quando spegni tutto

e chiudi gli occhi

ti concentri sull' aria che entra ed esce dai polmoni

e rimani solo

con l' elemento che inspiri

ed espiri. 

Quante volte hai perso il controllo prima di capire

che fosse il caso di mettere da parte

la richiesta scritta col sangue 

di un' indulgenza plenaria?

Io, tu e i tuoi peccati

tre facce della stessa medaglia

coi bordi affilati

per tagliare corto a tradimento

e i miei peccati a prendere il volo

deportati dal vento

ma sempre in ragione delle tue grazie

e io non cerco la bellezza ovunque

solo dove si nasconde

sotto una coperta invisibile 

che l' ammanta per metà.

Come i tuoi occhi che radono al suolo l' orizzonte

ma se mi sorridono aprono feritoie

da cui guardare al Mondo con prospettive nuove:

una famiglia, un lavoro, una razza perfetta

casa al mare, vacanze in montagna

il cane da guardia, la figlia in convento, la quattordicesima

la macchina nuova, il camper, la moto, la barca

le amanti e gli amanti, i giochi di squadra

gli alibi frivoli, fermatemi ad Eboli.

 Se mi volessi bene per me sarebbe tutto diverso

questo almeno puoi capirlo

ti sarà capitato almeno una volta nella vita

di prendere coscienza di dipenderne da un' altra

me lo hai pure detto:

-guarda che io non metto Più la mia vita nelle mani di un altro-.

Ma non mi ricordo se l' ho sognato, te lo giuro

potrei mentirti per eccesso di zelo

come quando ti ho detto che avremmo visto solo una sfera di fuoco

e poi è sorto il Sole nel cielo e siamo andati a fare colazione

da bar Berardo

un euro cappuccino e cornetto vuoto

e poi siamo tornati ognuno a casa  propria a dormire.

Noi non ci saremo eppure ci saremo

con le unghie a graffiare il lenzuolo del cielo

a mordere il cuscino nel tempio segreto

dove scopriremo l'alfabeto delle ginocchia

le preghiere mute delle colonne

e come cadere nella rete.

Sono un uomo di clausura

se cado non resto in piedi.

Vedi, io non ti vedo eppure ti sento

una volta tutto mi parlava di te

adesso solo alcune cose

giulianovano come esorcismi adolescenti seriali

e certi cambi d' umore che conoscono i porti e i fari

che non si abituano al mare

le nostre montagne ricche e avare

e io che mi domandavo come ho fatto a non accorgermene prima di te

ma abbiamo vissuto lo stesso tempo e lo stesso spazio?

O siamo di due diversi regni animali?

Quanto sei bella, a me basterebbe poterti vedere per bene

e subito dopo leccarti come il dorso di certe rane

che emancipano dal vincolo delle dimensioni

in universi paralleli, inventati, appena nati.

La lotta di classe l' hanno vinta i ricchi.

E mi percuoti la mente col tuo potere d' acquisto

piuttosto che disinnescare il mio cuore

ma non sei tu a volerlo

è la forza della mia immaginazione

basta un cappotto che indossi al supermercato quella volta che torni

per farmi credere che ci piacciano gli stessi colori.

E non si capisce se è una storia d' amore non corrisposto

o di ordinaria schizofrenia a senso unico.

La mia malattia è orgogliosa di servirmi 

una lastra di ghiaccio su un piatto d' argento

per scivolare nel ridicolo nonostante il melodramma contemporaneo

di una lacrima d' asfalto sia dietro l' angolo.

Sai quando si ripete molte volte la stessa parola

nello stesso discorso e diventa un intercalare a volte fastidioso?

A volte invece è al servizio del racconto

che torno spesso sui miei passi

per capirci qualcosa di quello che m' è accaduto

non ne posso più di sentirmi così solo

certe volte che non mi drogo

non sono cattivo, è che non ho molto mercato al giorno d' oggi

divulgo rivoluzioni sociali

per pochi danari in pubblica piazza

mezzo Aznavour mezzo Sinatra

nei miei sogni di pirata.

Cercherei un posto migliore per ritrovare un po' di tenerezza

magari una finestra da cui poterti guardare

mentre vivi la vita  a modo tuo

perchè la bellezza è importante per chi l' ha solo sfiorata

se lo chiedo alle mie dita mi indicano Borotalco

sullo scaffale di camera tua. 

"Vivere, non riesco a vivere ma la mente mi autorizza a credere

che una storia mia, positiva o no, è qualcosa che sta dentro alla realtà"

perchè se non fosse così che senso avrebbe esistere

per essere abbandonati come cani in autostrada

sempre in cerca della roba?

Alla prima curva buttarsi sull' astrazione

per spiegarsi la vita con la ricompensa di una meta nel regno dei cieli

o un' inversione di marcia nell' invenzione degli dei

luoghi comuni dell' essere umani

arma bianca a doppio taglio credersi immortali.

La mia deriva ha un lato dolce vista paradiso

di fiscali solo il cappio e il nodo scorsoio

un modo cruento di dondolarsi

per trovare la posizione migliore

in cui tenersi sollevati da terra

alla giusta distanza dal resto.

Per un bagno d' umiltà torno a La Recherche

a leggere di poeti e poetesse

succursali della mia scuola di cucito

vespro in fiore di tutte le parole che non conosco

e vorrei dirti, fidandomi di loro

del loro buon gusto in tema d' amore non corrisposto

scrivere per la malinconia

scrivere è una follia

lo capisce il barbone per strada col tuo biglietto da visita in mano

i suoi ricordi sono vecchi ormai

basta una notte per cancellarli sotto al fiume

barattarli per un po' d' amore

sapere quello che non sai

può diventare un' abitudine

se rinunci a credere di essere al corrente di tutto

lasci che il flusso t' investa

onda energetica che trova la tua frequenza

come l' ago la vena

la rotta maestra dell' eroina.

L' insorgenza del pensiero

che sia la droga a sceglierti e non tu a scegliere il tipo di droga

fa di me un astemio al contrario e fuori moda

nell' attimo stesso in cui lo penso

ma nel resto del tempo perdo memoria

lo confesso allo specchio

ma non mi guardo mai negli occhi

perchè la mia esperienza è ridotta, agli occhi del Mondo

ma dal momento che qui non ci sente nessuno

mi piace l' erba, mi piace il fumo

e sono pure tardivo

perchè approdo a giusta sagra

con l' età della ragione

guidavo già la Uno Trend di mio padre, ricordo

non sorpassava neanche i tram

a tutta callara

a me sembrava un trattore

con lo sterzo sottile

e la vernice bianco-latte.

Non era la mia prima macchina

avevo imparato a guidare su una Tre Cilindri Innocenti

sempre grazie a Alvaro

in uno slargo della zona industriale

una volta ci tornammo dal mare che entravano solo le marce dispari.

Tra le cose che vorrei insegnare a mio figlio

c'è pescare i granchi col retino

ad Alba Adriatica la mattina presto

con l' acqua chiara e trasparente di trent' anni fa

istupidisco, forse mi faccio il verso

ma ricordo con dolcezza quei piccoli gesti di destrezza

a praticare l' arte di una caccia da bambini.

Una volta io e mio cugino Massimiliano

ne prendemmo una cosa come sette chili

non mi ricordo se li vendemmo 

o li rovesciammo in un canotto per fare uno scherzo

o tutte e due le cose o nessuna delle due

e mangiammo granchi per tre giorni cucinati dalla zia in tutti i modi.

Sì, perchè noi al mare ci andavamo tutti insieme

la mia famiglia e quella di mio cugino, suo padre fratello di mia madre

e la nonna materna a impostare, a fare gli onori di casa e di causa.

Una volta usava così ma c' erano anche le possibilità.

Una volta coi miei genitori ogni estate facevamo un viaggio per l' Italia

di una decina di giorni, in macchina, che aveva l' unica regola di avere sempre, come una delle tappe, Venezia.

I miei genitori ci erano stati in viaggio di nozze

mio padre era rimasto particolarmente affezionato.

Ah che città meravigliosa, i polmoni ci si adattano

ti cambia il modo di respirare e la frequenza degli atti.

Gli occhi dove vanno vanno, anche nei contrasti

non c'è rischio che si perdano, tutto li riconduce a bellezza

ogni particolare, anche i gabbiani che masticano i sorci

nel gomitolo di certi parcheggi insanguinati.

Ah gli sprizz più buoni che abbia mai bevuto.

Sono andato a trovare Francesca che studiava lì e c'era già Annalisa

mi vennero a prendere alla stazione  Santa Lucia che nevicava

e allora mi vado a vedere un video di una gita in vaporetto

da piazza San Marco al Ponte di Rialto

col sonore di un mix degli Afterhours per un tuffo nella memoria:

"a salvarmi vieni a salvarmi salvami bacia il colpevole se dice la verità"

e vorrebbe essere seducente ma con le immagini

l' effetto è piuttosto ridicolo, ci si diverte con poco

che poi in realtà nemmeno ci si diverte

ci si rende ridicoli più che altro, per l' appunto

come se ti dicessi che il tuo odore è ossigeno

sniffando l' aria che hai intorno.

Se ne fossi capace ci andrei con te a Venezia

a baciarti in ogni scorciato angolo

provando ovunque una fusione nucleare.

Male che vada ci buttiamo a mare

e aumentiamo la temperatura della laguna di sette gradi

moria di pesci o incremento delle nascite?

Comunque una tragedia per l' intero ecosistema

e poi tu che fai serf sulla mia schiena mentre annaspo

non mi concedi una tregua

quando io ti offro la resa più completa (a parte l' anima radioattiva).

E mi scordo che posso respirare

e posso anche morire se qualcuno non me lo ricorda al più presto

e quel qualcuno non sei mai tu, perchè tutto quello che scrivo

non ha un senso, un briciolo di verità eppure io ci credo

e la cosa mi confonde

ma è garante dell' esistenza di dimensioni parallele, infinite, furibonde?

Guarda non risponde

- so tutte cazzate - dice dopo un po'

il lettore medio, poi aggiunge profetico:

- secondo me è pure frocio -.

Quanta saggezza a poco prezzo

quanto mi piace la mia femmina non so dirtelo

vorrei avere più mezzi, magari scrivere in maiuscolo

W LA FICA con una bomboletta spray

sul muro della provincia per non essere da meno

di certi coatti di periferia.

Ma facciamola finita c' è chi vive la sua vita

e chi blandisce le parole pur di avere una storia da raccontare 

io non sono il tipo, per esempio, che alza le mani

o fa peti a tavola

la mia educazione è tale da non vedere i miracoli

nemmeno quando accadono.

Madonna mia perchè sono così leggero?

Sono fatto di niente 

ho la pancia come zavorra per non volare via 

anche se io avrei preferito il cazzo come un' ancora

per lo stesso motivo.

Approdando al damasco, finalmente

Takeshi Saji diede vita ai suoi capolavori

e tu quante volte lo pieghi questo filo della lama

amore mio, mio amare?

Se penso di leggere in pubblico mi alzo e vado via

prima che si accorgano che io non so di essere io.

Perchè è un affanno continuo sperarsi diversi

perpetrando gli stessi errori.

La canzone della pioggia incisa sulla ringhiera del balcone

risponde venti volte sì e dieci volte no

alla domanda che ho in mente per te

se sei vera e riesci ad esistere altrove

un segreto che covano gli occhi ai margini delle palpebre.

Buone nuove Supernova

hai la coda lunga e raggi di mille colori

dove si aprirono i fori danzano gli atomi su lunghe distanze

in cerca d' acqua dai pozzi che sia potabile.

Un bellissimo ragazzo dai modi gentili viene a chiederti di ballare

ma proprio in quel momento tu:

- no grazie - con voce strozzata.

Ti porti le mani alla pancia, salti dalla sedia

scoreggiando fragorosamente e corri in bagno:

ecco te lo auguro, cacata sotto come fatta di Ayahuasca.

Così t' impari a prendermi per il culo.

Ma che vuoi, sono i sussulti d' orgoglio dell' uomo maturo.

Questo nichilismo di stampo galimbertiano

mi porta ad aver paura del futuro

questa tecnica dannata dove vuoi che vada a rotta di collo?

Se non ad esaudire il desiderio di lei stessa di mangiarsi tutto

in nome dello sviluppo che è quantitativo, come ricordava Pasolini

e non qualitativo; tutti sti cazzo di cellulari e poi al telefono:

ciao che dici? Boh, ci andiamo a fa na tazza? (con selfie stroboscopico).

I progressi dell' inconscio sono di un' altra razza

se t' inchini alla sua ombra, la tua forma è l' assoluto.

Ma forse sì, forse mi piace così

immaginare di te senza averti di torno

per farti a tua immagine e somiglianza attraverso i miei condotti

e coltivare in segreto la speranza di raggiungerti in qualche modo

in qualche modo mi asseconda.

Rivendico il diritto di poter amare a qualsiasi costo in qualsiasi modo

alla cazzo di cane, smarmellando come in Boris

esegesi tattica di un ritorno a casa di cui ho perduto la rotta.

Se galleggia speriamo che la raccolgano le tue mani

se invece cola a picco sarà  stato soltanto un altro gioco della bottiglia.

Chi la veglia fuori onda? Sursum corda, sursum corda!

L' anacronismo di tutto ciò proietta la dimensione

della mia compenente tragica a un passo dal ridicolo

voilà, come perdersi in un bicchier d' acqua

o bere un succo di frutta

ma l'importante è restare vivi anche a bocca asciutta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*

In mente

Il più sfortunato di tutti è il poeta

non viene bene in televisione se non da morto

qualche rara eccezione ci ricorda del mondo

anche a fari spenti nel cuore della notte

esperimenti votati alle nuvole per mancanza di pioggia

mancanza di fiducia nel morso o in una stretta di mano

con la saliva ambo i lati saldata da una sete convulsa

che ha fede nel respiro dei cani

Transe unte, passa oltre, sconfina, con la tua elemosina da sabato sera

quando anche i coniugi hanno cose da dirsi, affacciati ad un balcone.

E' il più triste perchè non chiede perdono dei colori che usa

per indicare un tramonto, se non sono degli occhi i tuoi occhi

e anche se chiede perdono

è una forma di guerra che non può vincere da solo.

Quanto fa male il male in base al caso che tu sia quello che sei?

Onomatopeica alla topaia questa gabbia ha più tranelli

uno: per le scale, due : il saliscendi, tre : l' andirivieni.

Tutto muto nella stanza

il tuo silenzio ad oltranza calza come un guanto la mia assenza

Cosa cede? Per prima la volta celeste?

O la dolce ghirlanda dei tuoi desideri?

Mi leggerà la mano in una piega di luglio

senza chiedere il permesso

con la voce contraffatta ad un telefono circondariale

alla sua prima promessa di non farmi del male

finita nel cesso.

Volere volere in base all' essere

è legge nonostante se stessi.

*

Sintetizzatori di grandezze infinite

Si scambiano le energie i corpi

perchè pretendi che si tocchino?

t' inganna la pressione che piega e sposta le superfici

t' inganna l' occhio

le sue radici nell' immagine

ma siamo sintetizzatori d' infinito (di grandezze finite e infinite)

per diritto di nascita

ne condividiamo la natura

per la durata di una vita

o continuiamo anche dopo 

e in quale misura?

E' sintetizzare l' infinito che ci consuma

ci è concesso di farlo solo per un tempo determinato

forse dopo che moriamo viene semplicemente il nostro turno

di essere infinito

siamo i testimoni di cui ha bisogno il tempo

per sapere che esiste

che è vero, che non è il sogno di qualche stella instabile

perduta nel niente, che esiste se tutto esiste compresa la sua assenza.

Mi si nota di più se vengo o se non vengo alla festa?

Il niente non esiste, al limite è esistito prima che nascessi

e tornerà ad esistere dopo che sarò morto.

Dobbiamo essere più pronti ai mutamenti

tipo: sono io la morte solo che la interpreto da morto.

Esperienze del niente? 

Un sonno profondo senza sogni?

Dolore? Non direi, anzi mi verrebbe da dire tutto il contrario.

Allora da dove viene la paura che da morto tu possa percepire il dolore?

Qualche religione? Quando sarebbe interessante sapere come

prima che la religione codificasse.

A me non piace, mi sembra che abbiano costruito

uno strumento di potere su un argomento su cui vogliono farmi credere alla loro versione così io poi voto per chi dicono loro,

quando la cosa più giusta per ognuno

sarebbe trovare una propria personalissima interpretazione

e magari costruirci sopra un manuale

di buona condotta da confrontare con la morale comune,

così come per ogni grande tema

ma vorrebbe dire esser padroni di sè stessi

cosa che io non sono

perchè occorre essere attenti

e a me distrae anche l' aria

che mi porta i suoni in camera da letto.

Ma se uno potesse scegliere, come non scegliere l' Amore

e ti metti a fantasticare di come sarebbe e ne parli con gli altri

e lo metti per iscritto e t' inventi una nuova religione

a cui non credi perchè tu propendi per tutte le teorie degli scenziati

che non escludano l' Amore e la fine del Mondo.

A me non torna niente mai

è un sogno strano in cui alcuni di noi sono dei

ma non tutti alcuni restano umani

rimandano la propria trasformazione

 

*

Le api giapponesi

L'arte bellica delle api d'occidente si è fermata ad uno stadio evolutivo in cui il sacrificio della vita di ogni singolo componente non annienta la deriva di una caduta del regno nelle grinfie del nemico.

Non c'è da meravigliarsi se il calabrone si approfitti della superiorità tecnica della sua attrezzatura corpo armi addestramento e fame.

Ha una dotazione di serie che ne fa più che un buon soldato un assassino seriale. Un ricognitore trova un alveare vi rilascia sopra dei feromoni, poi torna alla base chiama a raccolta lo squadrone della morte saranno quaranta incursori in tutto e seguendo le tracce odorose rilasciate dai feromoni ritrovano insieme il luogo dell' ingaggio.

Quello che avviene poi è un massacro.

I calabroni, per dimensioni sono cinque volte un'ape, hanno pungiglioni che infliggono un dolore pari a pugnalate incandescenti, un morso capace letteralmente di fare a metà il corpo delle loro avversarie.

Hanno calcolato che un calabrone durante un attacco uccide di media quaranta api al minuto e non si arresta mai fino alla totale distruzione del popolo che ha aggredito, cosa che avviene in poche ore. Quaranta calabroni senza riportare caduti distruggono un esercito di migliaia di api in poche ore. Le api europee combattono coraggiosamente si direbbe con grande sprezzo del pericolo ma non adottano tecniche che gli permettano di sfruttare la loro superiorità numerica, la loro è una morte annunciata. Ho visto api decapitate con un morso, altre prese per una zampa e lanciate per aria come se non avessero le ali per volare. Fatto sta che i calabroni saccheggiano ripulendo tutto l'alveare che col suo miele e le sue larve servirà alla sopravvivenza di tutto il loro apparato per qualche settimana. Ah si un' altra cosa mi ha colpito, che i conquistatori, finito lo scontro, prima di qualsiasi altra operazione si mettano a banchettare.

Le api giapponesi hanno sviluppato un meccanismo di difesa efficacissimo ma che non prevede errori.

Controllano costantemente il perimetro dell'alveare e non appena vedono un calabrone, si lanciano un segnale che vuol dire "attivazione procedura anti calabrone", scodinzolano una grande aola che percorre tutto l'alveare, che ognuna sappia cosa fare. Prima ancora che il calabrone possa rilasciare i feromoni alcuni delegati lo distraggono e al tempo stesso invitano ad entrare, appena raggiunta la zona adatta i soldati scelti gli saltano addosso coprendolo, formando una sorta di globo brulicante  con lui al centro e si mettono a vibrare alzando la temperatura di quel nucleo fino ai quarantasette gradi, temperatura alla quale il calabrone muore. Grazie alla rapidità con cui tutta l'operazione viene condotta le perdite sono minime. Le riflessioni un' altra volta.