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Raccolta di pensieri di Manuel Paolino
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Il poeta-soldato

"Un'ulteriore riflessione. Se davvero il poeta affronta un sentiero fatto per gradi, nel quale dalla scoperta del proprio dono giunge ad un punto in cui ne diventa l'involucro, per poi una volta liberatosi conquistare l'autonomia e la capacità di agire nello spazio e nel tempo, allo stesso modo potremo fare tale similitudine con il passaggio dal mondo ermetico, surreale e creazionista - da quel paesaggio visionario che scaturisce e termina nel poeta o muta in qualcosa di indipendente - all'approccio realista. 
Così come il poeta soltanto dopo numerose possessioni (l'addestramento) si trova in grado di trasportare la propria veggenza su un piano che egli controlla o cerca di gestire insieme al pensiero e in stretta collaborazione con l'ispirazione, alla medesima maniera solamente in seguito ad avere penetrato innumerevoli livelli di coscienza, di visioni, intimi mondi e esperimenti, può allora approdare con la più adeguata armatura alla realtà; ed inoltrarsi, ora sì, con questi nuovi occhi, nel territorio del realismo. 
Adesso il poeta può descrivere con le sue mani quello che lo circonda: come il guerriero o il marinaio che ritornano a casa dopo molti anni di traversate e guerre, ora scopre improvvisamente le capacità e l'attitudine giusta per coltivare la propria terra, fino al prossimo arruolamento."

 

 

 

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Essere e creare

"Fin dal principio della mia avventura poetica mi resi conto ch’essa aveva a che fare con delle peculiari esplorazioni. Lo spingersi dentro altre vite, incontri casuali, diveniva spesso il preludio di quel meccanismo automatico ed esoterico. Fantasmi del passato, squarci estremi e fugacissimi di me stesso.
La creatività pende da molteplici rami, come questo, e come quelli del gioco creazionista e surrealista, ludico ma non meno sospeso nel profondo siderale, anzi, e chiaramente aggrappato a quel corpo e quell’anima che ribollono, a tratti esplodono, nella quotidianità dell’essere del poeta. 
Da qui l’esigenza di una considerazione evidente che riguarda Fernando Pessoa, il quale per necessità vitale di creare fu costretto a moltiplicarsi, a farsi altri da sè, caratteri unici, personaggi di esistenze irreali, eppure vere. Non è più la poesia che si dissocia dal poeta, ma è il poeta che si distacca dal poeta stesso, per dare inizio ad un cammino nuovo, a respiri differenti, a intenti estranei. Una schizofrenia artistica rivolta verso l’interno, e al medesimo istante un’esternazione creativa epica ed intensa".

 

 

 

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Su Leunam

«Poesie fatte di versicoli, prive di rime, prive di punteggiatura, fatte di parole, scolpite, levigate, semplici, attirate verso il basso come dalla gravità. Perchè umane. Poesie fatte di suoni e armonie, di matafore ardite, d’amore, di sogni, poesie d’elementi e di consapevole sofferenza. Poesie che riflettono su se stesse e sul proprio essere.

Tutto questo racchiude questa mia prima raccolta composta da trenta componimenti, nati in un lungo periodo e attraverso un attento labor limae, che va dai tempi dell’Università ad oggi. L’opera vuole coinvolgere il lettore non soltanto all’interno di alcuni versi, ma dentro di un intenso mondo poetico fantastico e segreto, visionario e romantico. Il mondo di Leunam. Un mondo d’Altrove da cui misteriosamente, anche per il poeta stesso, trae origine l’ispirazione.

I componimenti sono costruiti attraverso versi estremamente liberi quindi, dove, nel loro procedere verticale, gli spazi, l’isolamento dei termini, assumono la stessa importante funzione delle parole: dare vita a un ritmo, amalgamarsi all’interno di una melodia, scoprire suggestioni e sensi. Poesie fatte di parole, dunque, scolpite nella pietra. E di immagini, spesso visionarie, frammentate, dirette, cercate in luoghi celati dell’anima.

Non è facile definire per me chi sia Leunam, se non entrando in una dimensione artistica in cui realtà e sogno, poeta e poesia, si plasmano confondendosi in un’unica sensibile esistenza. Così Leunam diviene la poesia stessa, scintilla e musa che suggerisce e alimenta il fuoco del poeta.»

 

 

 

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Da Delle considerazioni sul creazionismo

"Il poeta è un essere animato, sospinto da misteriose passioni, oscuri talenti, che conosce le tappe del proprio cammino ma che non ha idea di cosa aspettarsi dal viaggio. Il mio, mi ha condotto (...) all'assoluta slegatura del componimento da una qualsiasi realtà che non sia quella del poeta prima, e in una fase più evoluta quella soltanto della stessa poesia, esistente in quanto viva, scatenatrice di bellezza, corpo e forma ormai distaccatasi non solo dalla realtà esterna ma anche dal suo stesso creatore. (...) La poesia non ricerca più il divino ma diventa essa stessa il proprio culto, non per un rifiuto, ma per necessaria deviazione. Se il poeta era un simulacro di carne capace di compiere un'evoluzione attiva, fino a controllare il proprio dono, ora gli effetti dello stesso hanno dato vita ad un nuovo soggetto animato, mobile, quindi autonomo, un altro da sé in quanto in sé."

 

 

 

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Da Dinamiche poetiche di un’opera

"Se la Poesia diviene un potere dell’uomo/poeta, capace di carpire lo spirito della musa dai luoghi, dalle storie, dagli oggetti, dalle cose nello spazio attorno, è perchè costui, scelto da quell’ignoto dove le stesse parole vengono forgiate, liberate, e verso il quale sempre sarà istintivamente sospinto, è passato per un addestramento fatto di innumerevoli possessioni, subitanee, inattese, alle volte attese. Il poeta si trasforma non soltanto in un essere umano con un dono, ma in un uomo speciale che utilizza un dono a seconda della propria volontà, in sintonia con la musa. In questo senso sì, allora, egli può essere paragonato ad un veggente."

 

 

 

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Su Gerardo Diego

Se dovessi scegliere il poeta che piu' amo di quello splendido gruppo che fu la Generazione del '27 in Spagna, sarebbe per me troppo immediato fare il nome di Federico Garcia Lorca; ma non meno rapidamente il mio pensiero cadrebbe fermamente su Gerardo Diego. Vedo i suoi versi risplendere; e dentro tale fiammeggiare, osservo con fremenza e di continuo decisive presenze affini a quella poetica che tanto mi riguarda.
Poesia pura, creazionismo, ultraismo, sono tutte carte colorate di un mazzo espressivo che Diego mischia con la sapienza di un grande Maestro, scelto e addestrato dalla Musa, in quanto tra i suoi allievi prediletti e privilegiati.
Cosi' spiego a me stesso la profonda visione, e le musiche irresistibili, che accompagnano senza pause i versi di questo magnifico poeta.
 
 
 

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Dalla teoria dei tre simulacri

"(...) Il poeta è un simulacro di carne che s’immola ad una forma più alta di espressione del pensiero e di verità attraverso una sottomissione ad un sistema arcano, e ad una predisposizione capace di ampliarsi con gli anni, fino al controllo sistematico ma non totale di questo potere, che s’interpone tra il poeta ed il terzo simulacro con un vero e proprio luminoso dettato. (...)"