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Raccolta di poesie di Giusy Frisina
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

il fiore rosso della poesia

Spunta dai dirupi dell'anima

i fragili petali rivolti alla luce

pure se la terra non aiuta

pure se le parole sono povere

per poter dire l'amore

per poter dire il dolore e la paura

e la gioia infinita

ma sempre prova a farlo

impudente e sincero

il fiore rosso della poesia

*

Ultimo idillio

 

Ultimo idillio

 

Nascosti

nella  penombra                                                                                                                                                                 

guardando l’ultimo  Sole

sulle bianche case  mediterranee

più eterne di noi

un fotogramma di Bellezza

e un raggio di tenera spada

dritto  nel cuore dall’iperuranio

 soli  insieme controluce

nel tardo pomeriggio come nella verità

 in un’indimenticabile estate greca

 vestiti di vento e mare

 accoccolati sui gradini del nulla

storditi da una felicità

così profonda e inesistente

da non potersi afferrare

 

                                                                     da "Dove finisce l'amore" ( editore Teseo, 2015)

 

 

*

Per miracolo#poesiapoeti

 

 

Per  miracolo

 

Avere guance umide e nebbiose

E capelli d’alghe azzurre

Gocciolanti di mare

O anche solo

Immergermi  per cent’anni

Nel mio vaso di miele

Per distillare l’anima lunare

Rimasta conficcata nei ghiacciai eterni

Ritrovare nelle vene dei  legni memori

Il varco disegnato da una ferita nascosta

Dal tarlo misterioso  della poesia

 

da "Il canto del desiderio"(Edarc edizioni,2013)

 

 

 

 

 

 

 

 

*

L’Isola senza tempo

L'isola senza tempo

 

Siamo rimasti

prigionieri dell'Isola

detta "della chiave perduta"

dove più tempo non esiste

per uno strano incantesimo

voluto da Dio

e da sua figlia Poesia.

E solo per noi

l' attraversano tempeste e

alberi di navi si squassano

sulle rocce ostinate

dolci ed amare

con spruzzi d'acqua e vento

sulla costa che pure vuole

solo mare da amare

fino al suo sogno

madido e pazzo di sé

ormai senza alcun pianto

né alcun rimpianto di noi:

i suoi migliori allievi

                                 

                                      da "Dove finisce l'amore" (editore Teseo, 2015)

*

Acqua pazza

Acqua pazza

 

Poi il pianto è arrivato

Insperato

Come per un’assenza improvvisa

Urlato sotto l’acqua della doccia

Per confondere la sua marina- amarezza

Scrosciato in pochi istanti

tutto il dolore del mondo

E molto altro

Ora è lago silenzioso e immoto

Specchio sospeso di una luna

Che minaccia pienezza

Per poi perdersi ancora

Nella sua comunque acquatica

Riflettente   tristezza

 

                                       da "Il canto del desiderio"Edarc, 2013

 

 

 

 

 

*

Solo anima

Solo anima

 

Ci vuole  anima

per  riuscire a percepire l’anima,

e una scala che scende  nell’acqua,

e  la musica di Leonard Cohen,

 mio occhio interiore

che oltrepassa

 la buia  inconscietà

dei  corpi  opachi

 con l’unicità risplendente

  di una  metafora …

Allora  la  luce  arriva,

inesplicabile,

 come da una ferita aperta

che non sa guarire.

 

Giusy Frisina ("Il canto del desiderio", Edarc 2013)

 

 

 

 

 

                     

 

 

*

Storia mai scritta

 

Storia mai scritta

 

Questa notte non ci sono abbracci

immaginari e non

né stelle filanti

(ne avrei volute)

tra le perle degli occhi

ripiegati e stanchi

del sonno che non viene…

Pende ancora tra noi,

oscillante e capovolta,

una Luna

che avvicina e allontana

 svuotando le parole più belle

dalla magia dolce dei baci

rimasti sospesi sui suoi schermi bianchi.

 

Eppure, forse,  potremmo ancora

andare a vedere

dove si nasconde il mio cuore ingenuo

che confonde le lucciole con le stelle

E dove il tuo cuore ardente

è  libero di correre  per i prati.

Lì siamo noi,

leggeri e senza tempo,

immersi nella luce dorata

dell’invenzione pura.

 

E nella verde immagine disegnata

di ogni possibile amore.

 

                                                                da "Onde interne"(ilmiolibro, 2013)

 

 

 

 

 

*

Addio iimmaginazione

ADDIO IMMAGINAZIONE

 

 

 

Siamo immagine di un Dio  che non ha immagine,

 

e anche noi non abbiamo immagine,

 

ma  molta immaginazione.

 

Cammineremmo sulle acque

 

 senza il peso della gravità,

 

che  forse ci siamo inventati,

 

 proprio  come l’alto e il basso.

 

Potremmo essere  contemporaneamente  qui e là,

 

il massimo per gli innamorati.

 

Potremmo leggere il futuro e recuperare il passato

 

( e quanti sbagli vorrei correggere )

 

se non ci fossimo inventati spazio e tempo

 

con tutte le complicazioni.

 

E se sapessimo che il futuro è già

 

e il passato non esiste,

 

se al posto dell’immaginazione

 

usassimo il Terzo Occhio che vede oltre

 

forse saremmo finalmente Dio…

 

E  Se al posto di un Dio senza immagine

 

ci fosse ancora  la nostra immagine…

 

dovremmo ricominciare tutto daccapo

 

anche se  il daccapo non c’è.

 

E forse nemmeno queste parole

 

(anche  la Parola in sé ?)

 

il meglio  dell’immaginazione.

 

 

 

 

 

                              da "Onde interne" ( ilmiolibro.it)

 

 

 

 

 

 

 

*

Fragilità

Fragilità

 

 

Il mio cuore è

Il mio povero cuore

Un cono di carta velina

Riempito di cristalli di sale

O un abisso di stelle morte

rimaste nella memoria della luce

O l’eco di un’oscura nenia

Dimenticata nell’alba

Tra i dolci cespugli del sonno

Nascosta nei vicoli ciechi dei gatti perduti

Confusa negli sciami di vespe

Dai pungiglioni sottili

O forse – talvolta – una fragile coppa

Che raccoglie – come nuova

l’acqua piovana di una sola notte

E la conserva preziosa – perché basti

Alla sete inestinguibile

di una vita

 

                                   da "Il canto del desiderio" ( Edarc edizioni 2013")

*

Incantesimo

Incantesimo

 

Nel magico giardino del bucalo

Dalle bianche corolle pendenti

Come campane stanche

Si sono avvoltolati i miei riccioli

E lo sguardo si è perso

Nel ricordo…

Una finestra si è aperta

Su uno scorcio di anima

Immersa nel Caos…

Lì ho ritrovato i miei occhi

Natanti su un pavimento

Di mare salato.

Da lì si erge una colonna dorata

Decorata di fiori dipinti…

E sopra la finestra  veglia

Il Terzo Occhio, che sa.

Intorno l’estate fa un altro giro di vite.

E parla ancora di solitudine e morte.

Ma forse  anche d’amore, un po’.

Io…non posso che rinascere.

O lasciarmi sommergere

Del tutto.

                                                  

                                                             (da "Onde interne")

 

*

Verso il deserto

 

 Verso il deserto

 

E’ impossibile spiegare

ciò che accade

quando dilaga il dolore

del vuoto vivente.

A volte appare al risveglio

quando ti accorgi di esistere,

malgrado tutto,

e non può  più essere un sollievo.

E lo senti assurdamente nel cuore

e nelle ossa

ma come se fossero di troppo.

Unico sollievo sarebbe,

infatti,  solo, disperdersi...

Oppure no.

Potresti  anche decidere

di alzarti e colorare il palcoscenico

- i colori li abbiamo almeno pensati noi -

 anziché lasciarlo in chiaro scuro

che pure ha il suo fascino

ma solo se sappiamo che anche quello è colore

“Diventa  ciò che sei!” disse l’uomo folle

Ma il mondo non gli credé

 e lo misero in croce.

Anche io. Anche Tu. Non credendo in noi.

Ma abbiamo  paura dei crocifissi

Oppure li ostentiamo,  stupidamente, prendendoli per simbolo nazionale...

Ma quale nazione è pronta a risorgere

dopo anni di berlusconismo

che ci ha messo in croce – metaforicamente parlando

 (ecco il simbolo !) -

Non certo l’Italia, ma solo il singolo,

 potrebbe  provarla...la Resurrezione,

 unico senso della Croce.

Ed infatti la croce è dei singoli

Che al mattino si svegliano dal sonno di una notte

di incubi che vorrebbero almeno poter  ricordare...

invece c’è  più coraggio nell’affrontare il deserto del sogno

( non il sogno del deserto )

ed è là che vorremmo avventurarci

in quello spazio incolore

dove è possibile creare

 l’assolutamente nuovo e antico.

Come  in questa pagina bianco sabbia

su  cui  continuo a tracciare  segni

troppo  misteriosi

 per chi non può decifrarli

 ma dove ci si può arrischiare senza rischiare

 di trovare la porta chiusa

 quando il vento si alza...

Il rifugio è infatti qui,

nel “Nolite exire”:

 finalmente dopo anni di ricerca

sono arrivata a comprendere

ciò che pure sapevo

senza capire.

Una pagina bianca  è la Via,

 un’infinita  immensa pagina

dal colore-incolore 

come il deserto che sto per attraversare....

Il fine , ambizioso, è trovare l’Essenza... 

ma è come dire” trovarmi “ o” trovarti”

 è lo stesso, anche se più difficile.

Infatti l’Essenza è  forse più facile da trovare

 di me e di te...

Deve essere riconoscibile, tale è la sua purezza

come un fiore nel deserto

o un cristallo trasparente

come acqua di roccia

E’ nella Bellezza impagabile che mozza il respiro

come un’onda di Luce...

Spero di trovare quella Luce nel deserto che attraverserò....

Dicono i viaggiatori che appare solo a chi  è pronto

per sostenerne la visione...

Dovremmo sempre riservare un posto a tavola  per Platone

Sicuramente ci darebbe buoni consigli al riguardo....

Ma così non mi sento più sola,

 ho il mio piccolo gruppo di accompagnatori:

sono coloro che l’hanno già attraversato,

 il deserto,

 e non solo carovanieri,

ma poeti e santi...e i miei filosofi  naturalmente.

E i poveri cristi , dimenticati

dal clamore di una domenica prenatalizia

per famiglie ,

 invasi i  centri commerciali

dalle ambiziose  e struggenti luminarie

ridotte a  parvenze consolatorie.

Anche loro, con me.

Congedarsi dalla normalità

per chi nella norma finge solo di vivere,

può sembrare più facile

ma è una finzione pericolosa

che a lungo andare  assuefà

e rende inerti.

Non c’è la forza di alzarsi e partire.

Non si può mollare tutto.

Per il deserto poi...che assurdità

Meglio il grigiore quotidiano rassicurante

La giornata divisa in quattro

E le sere d’inverno al sicuro, no?

Con la crisi che c’è siamo fortunati.

Se c’è gente che muore lì fuori,

da qui dentro non li vediamo, quindi...

Ma intanto il colore seppia

immaginato scritto con la piuma d’oca

o al computer- è lo stesso -

 può provare a trovare qui

con almeno i pensieri in libertà,

la Forza e la Via.

L’unico modo per partire,

intanto.

 

                                                    da "Onde interne" ( ilmiolibro, 2013)