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Raccolta di poesie di Elio Zago
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Vecchiezza

Quant’è

lontana

giovinezza.

 

Ora

del doman

si ha

certezza.

 

 (marzo 2020)

 

 

 

 

*

Senza rimpianti

Sogni

illusioni

speranze

illanguidiscono

al crepuscolo

per dissolversi

poi

senza rimpianti

all’approssimarsi

della notte.

 

(ottobre 2019)

*

Il tramonto

Il tramonto

all’orizzonte

diffonde

i suoi ultimi

colorati riflessi

prima

del temporaneo transito

ad altri lidi

dell’astro dorato.

 

Similmente

alla fine

dell’erto cammino

approdano

a desolate spiagge

per un tempo

però

infinito

gli esseri umani.

 

(novembre 2019)

*

In vecchiaia

In vecchiaia

come un fortino

assediato

rimane

quasi esclusivamente

la casa.

 

Le ultime

sentinelle

rimaste a difesa

mostrano segni

di cedimento.

 

Si offusca

lentamente

l’orizzonte

e si intravede

il nulla

che avanza.

 

(novembre 2019)

 

 

*

L’amicizia

E’ il più delicato

e misterioso

di tutti i sentimenti.

E’ un bene prezioso

e raro.

L’amicizia

non è la relazione

virtuale

od occasionale

di breve durata.

L’amicizia

che allevia

la fatica

di vivere

è l’attrazione

di sensibilità

affini

e non si estingue

mai.

 

 (settembre 2019)

 

*

Si fa sera

Lentamente

si fa sera

e pietosa

sopravviene

la notte

che allo sguardo

esclude

le tantissime ingiustizie

e le inammissibili disuguaglianze

vergognosamente

diffuse

su tutto il pianeta.

 

(settembre 2019)

 

*

A conclusione ...

Quello

che ho fatto

e scritto

lascerà

forse

in pochi

un breve

ricordo

di me.

Del mio corpo

resterà

invece

solo

una carcassa

ingombrante

da incassare

in fretta

secondo tradizione

dentro a un muro

a imputridire.

Oh, no!

Meglio

restituire

alla natura

i resti

del fuoco

purificatore.

 

(aprile 2019)

*

Anche la casa ha un’anima

Stava lì

alta

su tre piani

scolorita

e depressa.

Fece il broncio

lamentandosi

forte.

Gli inquilini

commossi

per tanta afflizione

la rivestirono

di un

fulgente

abito

giallo.

Ora

si mostra

orgogliosa

di tanto splendore

e sorride felice

ai vicini

curiosi.

 

(giugno 2019)

 

 

 

*

Un dolce sonno

Un pomeriggio

stanco

a mezz’aria

mi sono addormentato

prima

di toccare il cuscino.

E’ stata un’ora

di riposo

in cui il mondo

ha fatto a meno

di me.

Ed io non ho avuto

nostalgia del mondo.

Ah!

Fosse così dolce

anche il sonno

che mi coglierà

per sempre

nell’ultima

mia

giornata!

 

(aprile 2019)

*

Politeismo o monoteismo?

Con il politeismo

il mondo della fantasia

era più ricco.

Erano come noi

gli dei.

Ognuno prigioniero

delle sue passioni.

Così Leda

la dea

subdolamente

fu posseduta

dal Cigno

sotto le cui sembianze

si celava

il re degli dei.

Con il monoteismo

anzi con i tre monoteismi

la vita

è stata semplificata

dovendo adorare

un solo Dio

senza rischi

di abusi sessuali

in cielo.

Ma non fu

come sembra

un mondo migliore.

I maschi

nella loro stupidità

cominciarono a combattersi

volendo ogni monoteismo

l’esclusività

dell’unico Dio

immaginato.

Da allora è successo

di tutto

conflitti religiosi cruenti

intolleranze

dogmatismo

repressione del libero pensiero

e chi più ne ha più ne metta.

Dobbiamo rimpiangere

il più fantasioso

politeismo

antico?

 

(marzo 2019)

*

Primavera

Annunciatrice

di vita

nuova

sempre

gradita

torna

primavera.

 

Di un verde

intenso

si colorano

i campi

erbosi.

 

Timide

gemme

si mostrano

sugli alberi

silenti.

 

Voli

gioiosi

animano

il limpido

cielo

 

e agli amori

invita

i giovani

inesperti

l’esaltante natura.

 

(aprile 2019)

 

*

Un dono

Per compensarci

della dura fatica

di vivere

la natura

ci dona

l’intelligenza pratica

e l’indole pacifica

delle donne.

 

 (dicembre 2018)

*

Un altro giorno

Clemente

è stata la notte.

Un raggio di luce

si mostra

dalla persiana socchiusa.

Un altro giorno

si è illuminato

per noi.

Le solite

piccole cose

quotidiane

un pensiero

fermato

sulla carta

l’ascolto

di tante voci

dal mondo

daranno ancora

un senso

alla nostra giornata

fino a quando

il sole

per noi

più

non splenderà.

 

 (dicembre 2018)

*

La cattiveria

Nascosta

e silente

sta la cattiveria

in ogni essere umano.

Quando si mostra

è sempre colpa

di altri.

In realtà

è il bisogno

di dare respiro

al corpo

gravato

da una troppo lunga

apparente bontà.

Ricacciata

dopo uno sfogo

negli antri oscuri

dell’animo

riesplode

alla prossima

occasione

con la sua consueta

vitalità.

 

(gennaio 2019)

*

Con una rosa in mano

Uomini, dove siete!

Ne ho visti pochi

finora

ai cortei delle donne

che nelle vie delle città

protestavano

contro le violenze

e le discriminazioni

di cui sono vittime.

Non basta restarsene

ai lati della strada

o esprimere

una generica solidarietà

che lascerà le cose

come stanno.

In strada

uomini

in strada bisogna andare

da soli

tante volte

con una rosa in mano

per impegnarsi

al rispetto delle donne

ornamento del mondo

e alla difesa

del loro diritto di esprimere

senza ostacoli

in tutti campi

il loro valore.

 

(dicembre 2018)

 

*

Il pranzo di Natale

Allegria!

Abbuffiamoci!

Oggi è il giorno di Natale!

Abbuffiamoci!

A ogni nostro boccone

muore

un bimbo

nel mondo

per fame!

Ma noi abbiamo fatto

il nostro dovere!

Abbiamo donato due euro

alle Associazioni di Volontariato

perché si prendano cura

dei bambini sfortunati!

Oggi si fa festa!

Abbuffiamoci!

Non importa

che la presunta nascita di Gesù

sia solo un pretesto.

Abbuffiamoci!

Auguri a tutti

anche a chi abbiamo incontrato

cento volte

senza volgergli

uno sguardo!

Allegria!

Abbuffiamoci!

La farsa dura fino a sera!

Abbuffiamoci!

Allegria!

Allegria!

 

(25 dicembre 2018)

*

Madre e matrigna

Oh Natura,

madre

di tutte le creature!

Quando ti mostri

al mattino

splendida

ai raggi del sole

il cuore s’illude

che la vita

sia un facile percorso

e una promessa

di lunga felicità.

Ma presto appare

una realtà

diversa.

Le infinite malattie

e le altre inevitabili disgrazie

l’invidia che rode

chi vede

le tantissime disuguaglianze

sociali ed economiche

il potere arbitrario

o mal gestito

che genera odio

in chi ne è soggetto

il progressivo decadimento

del corpo

e moltissime altre ragioni

svelano presto

l’inganno.

Dopo averli colpevolmente

illusi

mostri l’altra tua faccia

di matrigna

e di tantissimi

ingenui

tuoi viandanti

ogni giorno

ti liberi

senza badare all’età

per fare posto

a chi si affaccia

alla vita

e non dovrà aspettare

molto tempo

per avere un amaro

identico

disinganno.

 

(settembre 2018)

*

Ricorrente pensiero

 Sul far della sera

sul poggiolo di casa tua

mi vedevi arrivare

e contenta

ti ritiravi e mi aspettatavi

sulla consueta poltrona.

Mi raccontavi spesso di te

del tuo incredibile viaggio

in una terra lontana

per stare vicino

giovane madre

a chi ti era stato strappato

ed esiliato al confino fascista.

Per gli stenti subiti

mio padre

presto ci privò del suo affetto

ma tu sei resistita a lungo

con i figli tuoi intorno.

Venne il momento

in cui la natura volle recidere

un fiore prezioso.

Lasciandoci

più volte mi chiamasti per nome

implorandomi di ‘fare qualcosa’.

e ancora oggi mi turba

il ricorrente pensiero

che quell’implorazione non fosse

del tutto

incosciente.

 

(settembre 2018)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*

Quando il cielo si oscura

Sotto il cielo

plumbeo

volano

in pochi

i più coraggiosi.

Gli altri

stanno acquattati

in  trepida attesa

nei loro nidi

in cima agli alberi

frondosi.

La luce ridotta

li agita tutti

e tra loro si toccano

per farsi coraggio.

Un sentore

di cataclisma  

li fa palpitare.

Pare che la terra

si sia rivestita di scuro

per un suo imperscrutabile

cruccio.

Ma

ad un tratto

li rincuora

uno squarcio di azzurro

comparso all’orizzonte

e dai nidi

tutt’intorno

si levano canti

festosi.

 

(luglio 2018)

*

Natura crudele

Nato

con una grave malattia

sconosciuta

inguaribile.

Nessun medico

sa indicare una cura

e la sua vita

é appesa a un filo.

I genitori

disperati

ottengono la solidarietà di tutti

ma restano

soli

nel loro dolore.

Un giorno prima

felici

in lieta attesa

ora colpiti

da una natura

crudele

e  lottano

invano

contro un male

che li ha annichiliti.

 

 

(17 luglio 2017)

*

Un lampo di luce

Nel trascorrere

infinito

del tempo

ogni vita umana

è un lampo di luce

che rapidamente

si spegne

mentre tutt’intorno

brillano

o si spengono

senza lasciare traccia di sé

tanti altri

effimeri

bagliori.

 

(giugno 2018)

*

Piccola eredità

Quando la natura

avrà steso sul mio corpo

il silenzio dell’ultimo addio

di me non resterà

che un flebile ricordo

ma quello che ho scritto

se sarà letto

anche solo per curiosità

forse

potrà aiutare qualcuno

ad aprire un nuovo

piccolo

squarcio di luce

dentro di sé. 

 

(aprile 2018)

*

Alla fine

Alla fine

non avrò rimpianti

perché so

che tutto

sarà

come prima.

 

(luglio 2017)

 

 

*

Sofferenza

Sofferenza!

Sofferenza!

Sofferenza!

In ogni angolo del pianeta

c’è sofferenza.

Di singoli

di gruppi famigliari

di collettività più vaste.

Siamo in balia della natura!

E a poco o a niente è servita

la secolare laboriosità

degli esseri umani.

Nella disperazione

tanti si appellano al cielo

ma il cielo è vuoto.

Non resta che la rassegnazione.

Soffrire è il nostro destino.

O nel fisico o nell’animo.

Barlumi di benessere

o di apparente felicità

ci danno coraggio

per continuare

in questa impari lotta.

Una sola cosa ci dona la natura.

Il silenzio senza fine.

 

(aprile 2018)

*

Natura crudele

Nato

con una grave malattia

sconosciuta

inguaribile.

Nessun medico

sa indicare una cura

e la sua vita

é appesa a un filo.

I genitori

disperati

ottengono la solidarietà di tutti

ma restano

soli

nel loro dolore.

Un giorno prima

felici

in lieta attesa

ora colpiti

da una natura

crudele

e  lottano

invano

contro un male

che li ha annichiliti.

 

 

(luglio 2017)

*

Un pomeriggio

Seduto in terrazza

un pomeriggio

guardavo con meraviglia

la mia magnolia selvaggia

e dietro di me

sulla strada che porta all’ospedale

sentivo

incessante

scorrere il traffico veloce

e assordante

e pensavo

come sarebbe bello

ammirare la mia magnolia

e le altre piante intorno

senza rumori

in riposante

silenzio.

 

(30 marzo 2017)

 

*

Le zanzare

Un tempo

d’estate

nelle notti insonni

e silenziose

le sentivi arrivare

ronzando

con la loro lancia in resta

e quando planavano

sul tuo viso

partiva la tua mano zanzaricida.

La schivavano

quasi sempre

e a te restava soltanto

il segno della botta.

Comunque

correvano un pericolo.

Ma successivamente

in un congresso internazionale

le colleghe

a maggioranza

decisero di mutare la loro natura.

Le più estremiste si fecero

subito

silenziose e invisibili

ma quasi tutte

poi

le imitarono.

Ora ti pungono

senza segnali

e se la ridono

divertite.

 

(agosto 2016)

*

Un abbraccio

Quando amici e conoscenti

noteranno la mia assenza

non mi cerchino

nel silenzio lugubre

di un cimitero

impietoso.

Le mie ceneri

saranno state affidate

alla corrente di un grande fiume

perché si diffondano

nei vasti mari aperti

a simboleggiare un abbraccio

fraterno

a donne e uomini

di tutto il pianeta

che giorno dopo giorno

contro i seminatori di discordia

e di morte

operano

per rendere il viaggio

dei viandanti di oggi

e di domani

meno faticoso.

 

(maggio 2017)

*

Ad un’adolescente

In tanta luce di bellezza

l’occhio è ancora incerto.

Non sa, non vede.

Percepisce, ma confusamente.

Eppure l’attende

la stagione più bella.

Allora, il tuo occhio brillerà.

Sarà come se la rosa

si mostrasse nel massimo splendore.

Carpe diem.

Ma non t’illudere!

Cresceranno i tuoi interessi

i tuoi affetti

ma anche le prime ansie

e incertezze.

Potrai dare il meglio di te

ma intanto l’età

inesorabilmente crescerà

e a poco a poco

ti si mostreranno

dell’umana progenie

anche

le tante infamie

e gli inganni.

 

(aprile 2017)

 

*

Usanza crudele

Oh Natura!

Tu mi ridurrai

a carcassa rigida

e fredda

e gli esseri umani

dissennati

vorrebbero destinarla

secondo un’usanza

crudele

a cibo dei vermi.

I miei familiari

rispetteranno

così spero

la mia volontà.

Il mio corpo

ormai inutile

affideranno

alle fiamme ardenti

e purificatrici

e le mie ceneri

sparse intorno

echeggeranno

nel mondo

la mia conquistata

libertà.

 

 (febbraio 2017)

 

 

 

 

 

 

*

Analogie

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

 

Sul muricciolo

 

vanno

 

incessantemente

 

nelle due direzioni

 

le formiche.

 

Incontrandosi

 

per lo più

 

si ignorano.

 

Talvolta

 

si toccano

 

o si uniscono

 

in un amplesso

 

fugace

 

senza sapere il perché.

 

Similmente

 

sull’ampia crosta terrestre

 

si incrociano

 

in ogni direzione

 

gli esseri umani.

 

Per lo più

 

si ignorano

 

talvolta 

 

si salutano

 

spesso

 

si amano

 

senza domandarsi il perché

 

o se lo fanno

 

si danno spesso risposte

 

bislacche.

 

 

 

(giugno 2016)

 

*

Senza illusioni

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Senza illusioni

su una vita futura

penso alla morte

con animo quieto.

Le chiedo soltanto

quando verrà

di esser pietosa

e di affidarmi

senza troppo soffrire

all’eterno silenzio.

 

(settembre 2013)

*

Terremoto di Amatrice

 

[da: "Versi ... senza pretese]

 

Madre ci sei

ma come una crudel matrigna

nel sonno

i tuoi figli

impietosamente

hai trucidato.

Accogliente e ridente

Amatrice

i suoi giorni

trascorreva

operosa

ma tu

in un istante

di tante creature

innocenti

hai spento

sogni e futuro.

Sembra un dono

la vita che dai

ma è solo inganno.

Te lo riprendi

quando vuoi

in modi diversi

ma il più efferato

è sottrarlo

senza preavviso

per i tuoi imprevedibili

cattivi umori.

Aspro e lungo

sarà il conflitto.

Tu

con la tua forza

bruta.

I viandanti del pianeta

con l’arma

dell’intelligenza

e della responsabilità.

 

(settembre 2016)

*

Da un interno

 

[da: "Versi .. senza pretese"]

 

La luce dei lampioni

si frange

guardata attraverso le tende

rigate

della mia stanza silenziosa.

Non è più il mondo reale.

E’ uno spazio ricreato

dalla fantasia

soffuso di intermittenze

luccicanti

sullo sfondo nero

del cielo

con omini

ridicoli

in cerca di felicità.

 

(aprile 2014)

*

Mattino di primavera

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Quando s’illumina il giorno

e il sole dipinge le cose

io odoro la fresca fragranza dei fiori

e vedo che tutto è colore smagliante

nel limpido amor della vita.

 

(marzo 1957)

 

 

*

Il Maschio

 

[da: "Versi ... senza pretese]

 

Davanti allo specchio

si guarda

estasiato

e sorride

per tanta abbondanza.

Poco fa

era lì

afflosciato

or si erge

sovrano maestoso.

E’ bastato un pensiero

voglioso

e nella scura foresta

è sbocciato

uno splendido fiore.

Se ne vanta

ad ogni occasione

con l’amica

che immagina

pronta

a riverire

cotanta potenza.

Non sa il poveretto

che alla donna

non serve granché

quel narciso peloso

e che il solo

titillar

del suo bene nascosto

vale mille

al cospetto del mostro.

 

(aprile 2014)

 

*

Su me stesso

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Ogni mattina

riparte la giostra

per gli ultimi giri.

Quando la luce diurna

è ormai certa

lascio il letto

non sempre ospitale.

Guardo la posta in arrivo

e scarto all’istante

le mail spazzatura.

Ne restano poche

a ricordarmi  

gli impegni residui

da quando ho lasciato

dopo quattro decenni

la presidenza dell’avlt.

Poi mi aggiorno sui fatti

e sugli umori del mondo

leggendo online qualche giornale.

Alla fine mi appresto a sbrigare

le piccole cose

che avere famiglia comporta.

Il resto del tempo è tutto per me.

La lettura

e l’ascolto di voci diverse

fanno nascere emozioni e pensieri

cui do forma in versi o aforismi

o in brevi racconti.

Con che scopo?

Lasciare il ricordo

modesto

di una vita non del tutto sprecata

quando la giostra

non girerà più.

 

(febbraio 2015)

*

La notte

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Lentamente
si spegne
il globo solare.
Tutt’intorno
si attenua
la luce del giorno.
Della notte
ritorna
il timore del buio
che nasconde
alla vista
la meta finale.
Meglio guardarla in faccia
che sopportar la pietà
dell’ingrata natura.

 

(marzo 2014)

*

Il grande fiume Po

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Si muove lento
maestoso
attratto dal mare.
Accarezza le sponde
crogiolandosi al sole.
Tiepido è il giorno
il cielo sereno.
La gente lo ammira
come sempre
incantata.


Ma quando tutto s’abbuia
con nuvole piene di pioggia
e il vento sibila forte
le onde s’ingrossano
e sbattono le barche ormeggiate.
Allora nessuno è tranquillo.


Già a metà Novecento
aveva tradito
la terra polesana.
La pioggia caduta abbondante
a monte
ne aveva aumentato
la regolare portata.
Il fiume in piena
sfidava gli argini
alti
sui fianchi.
Ma un’ondata inattesa
rompendo ogni difesa
aveva allagato
con imprevedibili vortici
la circostante pianura.
Erano stati giorni tremendi
le case allagate
il bestiame disperso
la gente sui tetti
in attesa d’aiuto.
Ingenti danni alle cose
i raccolti distrutti
una distesa d’acqua uniforme
e tanta paura.


Rialzate le barriere
e rese più forti
nuovo amore esplose
per tanto splendore.


Ora il fiume
placido
si finge domato
ma è sempre in agguato.


(maggio 2014)

*

Amore

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Lungo il viale di platani maestosi,
nell’umida nebbia serale,
io le chiedo il suo nome e l’età.
La bocca sorride e gli occhi mi guardano
vivi.
Mi stringe nel suo il mio braccio leggero,
la mano mi sfiora la mano.
Mi perdo nella calda umanità
delle sue nere pupille
in un’estasi di vita e d’amore.


(marzo 1957)

*

L’eretico

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Si chiamava

Riccardo

e di cognom

Perucolo

il periglioso

eretico

di Coneglian pittore.

Così

ben fece

nostra

santa romana chiesa

ad abbrusciarlo

vivo

con l’infamante accusa

d’essere amico

del traditor Lutero.

 

( aprile 2014)

 

 

 

*

A mio padre

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Mille giorni
da quando sorridente
tra le atroci torture

di un male ingeneroso

a me

spettatore atterrito

nel silenzio cupo

dei tuoi giorni ingrati

a me

chiedevi

con trepido affanno

il perché del nostro ultimo amore.

Mille giorni d’ascesa

e di tormento

nel tuo nome puro

e nel ricordo lucido

della tua umana fede.

Mille giorni

ore infinite
istanti interminabili.
Ma tu sei qui
al mio fianco

fiero
come lo eri in vita
e negli occhi tuoi scintillanti
io specchio
riconoscendomi
il mio passato e il mio presente            

e intravedo il mio futuro.                                 
Mille giorni sono passati.
Giorni nuovi

più chiari

ma tu non ne vedi la luce.

Non importa.
in me tu vivi.
Una vita eterna
se anch’io
nel tuo ricordo
lascerò a qualcuno
il ricordo di me.

 

(settembre 1960)

*

La morte

 

[da: "Versi senz pretese"]

 

Silenzio

rotto

dal compianto

vano.

 

(dicembre 1956)

 

*

La vita

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Come rami sbattuti da tempestosi flutti

montiamo sulla cresta dell’onda

a mirare luminosi orizzonti

per poi inabissarci nei fondi marini.

In questa altalena di slanci e riflussi

si dipana la nostra esistenza

ed è vano cercare conforto

in avvilenti menzogne.

 

(agosto 2012)

 

*

Il vento

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

Il vento
sulle tremule foglie
si annuncia
leggero.
Si ritrae
poi ricomincia a farsi sentire.
E’ incerto
non sa cosa fare.
Vorrebbe tacere
ma un impulso di morte
lo spinge a restare.
Le foglie
sorprese
ripiglian a tremare.
Non sanno le foglie
che il vento
ha voglia
di farsi ammirare.
Una forza
interiore
lo agita
sempre più forte.
Le foglie
anche se folte
non lo sanno
frenare
e docili
si arrendono
al suo brutale infuriare.
Non solo le foglie
ma l’intera natura
è sconvolta
dal suo progredire.
Non risparmia
più nulla
il vento crudele
e come castello di carta
crolla tutto
al suo violento passare.
In fin
la natura
si trova stremata
quando il vento
si placa.


(agosto 2013)

*

Sera d’estate

 

[da: "Versi ... senza pretese"]


Ridesta s’è in cielo
la luna
e irraggia
di luce serena
le case
gli orti
le vie.
Il silenzio
trafigge le cose.
Dall’umo traspira
un calore di vita
che lento s’inalza
nel cielo d’opale
a baciare le stelle.


(ottobre 1956)

*

Giorno verrà

 

[da: "Versi ... senza pretese"]

 

Giorno verrà
in cui a tutti sarà chiaro
d’essere soltanto il frutto
d’una inconsapevole Natura
e ognuno vedrà
in ogni altro viandante
se stesso.


(agosto 2015)