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Raccolta di poesie di Pietro Secchi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Intera

Da la tua Parola intera.
Dalla senza paura
(come un corpo
che tutto ruggisce).
Se non puoi darla,
allora sognala.
Ma sii sempre
una farfalla
ridente nel fuoco.

Id: 6763 Data: 19/01/2011 17:31:31

*

A Mario Luzi

Sfavillano
nello sfavillio
le faville.
Veloci fatue stelle
di scintille
sfolgoranti,
dubbi
del dubbio
che si lubrica,
sbrilla,
snoda.
Perpetua
pace e pugnace pirosi
di fiamma fiammante.
Spazio non spazio
tra il suo giallo e il suo blu,
gemma di gelo.
Quanto poco sei stato capito,
quanto limo era tutto
del nulla della nostra misura,
della nostra pretesa.
Siamo di luce
negati alla luce,
resta ancora la fiamma
vindice dellaltura
ma vince
sfavillando
la favilla della fine.

Id: 6723 Data: 17/01/2011 09:14:10

*

Ho provato a guardare

Ho provato a guardare
il colore della terra.
Era marrone,
come la sincerit del nulla,
eppure fatto di carne,
come lamore e la foglia.

Id: 4935 Data: 26/07/2010 09:40:50

*

In morte di Platone

IN MORTE DI PLATONE

Si dice che il corpo fosse ancora teso
nellultimo spasmo,
che il polso con tutte le fibre
ancora accompagnasse
con la solita pervicacia
le dita sul papiro avido
di subire e le sopracciglia
aggrottate restassero intatte,
ch la vita riverente
e pudica in quellincauto abbandono
non si sent di toccarle.
Perch non era ella,
dipartendosi, che poteva
donargli quella pace
cocciutamente e ciecamente rifiutata.
E qual madre umiliata
dalla saggezza dei pi giovani,
ristette l, a contemplare
quella fronte rugosa,
quella rada chioma canuta,
fino ad assorbirne parole
che ormai uscivano lievi
senza pi contrazioni di tendini.
Si dice che nessuno entr nella stanza
e cos fu trovato fermo
comera leterno,
con lo sguardo aperto
e sorprendentemente lieto verso di lei.
Che non voleva uscire.
Non aveva pi catene alle caviglie.
La grande, lantica
era stata generata.
Suo figlio le aveva teso locchio
verso il sole.




Id: 4897 Data: 21/07/2010 19:44:53

*

Ti inseguiamo ancora

Ti inseguiamo ancora.
Con la corsa anelante e rotta
dei mille cani randagi
sullasfalto spaccato
da troppi soli.
Le mascelle addentano
il vuoto della nostra fatica.
Abbiamo bave lente
ai bordi delle bocche,
labbaiare si fatto sempre pi
un lamentoso addio
che non vuole ascoltare le zampe
che vorticano la disperazione
per il padrone pi in l,
di quel passo sempre pi in l.
Dalle ossa invisibili
si sono formate le colline
e persino i monti pi alti
echeggiano spesso un sibilo
che tanto piace al padrone
che lo crede dellaria o del sole.
E quando si libra verso il cielo,
sui nostri cadaveri neri
poggia i piedi ignari e crudeli.
E noi l, sempre l,
pi indietro,
per la durata di tutte le lune
senza mai uno sguardo
rivolto allaffannoso inciampare.
Nessuno fu pi fedele di noi,
nessuno con tanta costanza
ti segu per essere preso
una sola volta da un suono.
Non troverai pi nessuno cos,
padrone,
Parola.

Id: 4841 Data: 16/07/2010 08:06:45