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Raccolta di poesie di Celestino Magliacane
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Ti cerco

Lunga ed estenuante ricerca,

per te, che ignota sei,

come la fortuna, cieca nel vagar,

mi lasci nell’oblio, senza ragione,

nel vano tentativo di trovarti,

ma non so dove sei.

 

Chissà ancor quanto anelante,

resta il mio spirito,

indomito, ostinato a seguir le tue orme,

che allo scrigno d’oro mi condurrà,

se il fato reo, le mie membra non consuma.

 

E mi vedo sempre più forte,

nella speranza, che mai mi abbandona,

quando nell’udir la tua voce,

svelo il dubbio che tu sia vicina,

ove nascosta, mi attendi.

 

Allo stremo non son ridotto,

ed il solo pensiero mi da vigore,

verso l’unico fine,

e con i miei sforzi, ti prenderò,

ovunque possa tu trovarti,

anche al di là del mare,

ti cerco.

*

Il vacillante domani

Quale amor si possa per te provare,

ed insieme, erigere il piedistallo per il futuro,

se poni l’animo nell’angoscia,

per l’azzardo celato nell’oscuro;

nella taciuta incognita dell’essenza umana,

che al rischio incorre, di non averti più.

 

Frutto di tranelli insorti alle spalle,

svelate dal cospetto delle realtà,

descrivono negli occhi della gente la paura ingente,

nell’incognita di un domani debole e vacillante,

rinnegante la luce della serenità.

 

E non cessa di vagheggiar il pensiero,

timoroso, perplesso per quel che l’attende,

in una vita opaca né logica discende,

dove incerto, tutto appare, e perenne non perdura,

ma il solo crudele destino assiste inerte.

 

È lo spettro che tra l’umane genti dilaga,

vivere nel vuoto del deserto della speranza,

ove nessuno possa udir il grido nella lontananza,

quando il dolore affligge le membra,

prive di forze per tirare avanti.

 

Il continuo meditar di una sorte,

che vede tramontar i sogni,

e abbattuti i solidi castelli che alzati sul podio,

con duro vigore e sudato stento,

ora volati via, trascinati dal vento.

 

Perpetuo ed unanime nell’invocare,

da tutti, un domani migliore,

perché dinanzi al volto del destino avverso ed oscuro,

di tale vacillante fine, l’essere mortale non era sicuro.

*

Quel muro che non crollato

Sotto il sole di una stagione,

prevalse la vittoria della ragione,

e vide cadere la lunga fila di mattoni,

che dividevano l’amore delle nazioni,

ed un triste ricordo di regime periva,

mentre un nuovo dì trionfava.

 

Il grido dell’odio verso quel muro cadente,

mescolato dal pianto della folla gemente,

fu evidente segno di una vittoria infinita,

dedicata anche a coloro che,

per riuscire nell’ardua impresa,

durante gli anni persero la vita.

 

Invano è stato questo sprone,

che non ha mutato l’umana condizione,

di abbattere con il coraggio un altro muro,

che è stato reso forte e duraturo,

ed ovunque domina su tutti,

infondendo paura negli animi sconfitti.

 

Nutrito dal silenzio e dalla freddezza,

dilaga nell’oscuro tra l’amarezza,

e vede ferire tanta gente,

che davanti ai propri occhi fingono di niente,

per evitare la crudele sorte,

ove non sfugge anche la morte.

 

Terrificante legge, imposta dalle forze del male,

e tutti obbligati ad osservare,

con un solo ed unico atto dovuto,

il silenzio perpetuo ed assoluto,

seguito da menzogna, indifferenza e falsità,

ed ha un solo nome: omertà.

 

Solo il coraggio e l’amore,

possono demolire per sempre questo muro del disonore,

che non è così grande ed imponente,

tanto da poter spaventare la gente;

ma solo di fronte ai deboli ed ai sottomessi,

è l’imponente parete di fango,

dal volto invalicabile ed insormontabile,

che nemmeno le parole hanno il potere di perforare,

ed in essi tramonterà il sogno di vederlo crollare.

*

Volo di un’aquila

Superba, maestosa d’uno sguardo tenace,

gloriosa nell’azzurro con un volo rapace,

fiera di coraggio, irrompeva nello splendore,

dorate le lunghe piume dal bagliore.

 

Reale tra i voli per la tua sorte,

per una degna corona di vera maestà,

timor in te non dilaga per l’oscura morte,

né il tuo simile te ne infonderà.

 

Non uno sguardo schivo allor ti destò,

quando le tue ali di fuoco il volo spiccò,

né il vento rio placò la tua forza planare,

che vittoriosa ancor, nel cielo fosti  dominare.

 

Lo stupor dell’animo suscitasti ad altrui,

una forza tenace in te dilagava,

per la vita, un dono di Madre Natura,

nell’orgoglio di regnare nella tua dimora.

 

Fu quel volo che infondeva nel morale,

una dose di coraggio e forza vitale,

per colui diverso, che mai potrà volare,

ma per quel che è, del suo desio,

nell’agir potrà valere.

*

Ti amo ancora

Vola il tempo delle stagioni del cuore,

calpestato come tappeti di foglie,

oscilla tra i vecchi ricordi,

sommersi nel profondo degli abissi,

naufragati nel mare della fantasia.

 

Compari di nuovo a me,

il tempo non ha mutato le tue sembianze,

anche se coperta dai segni delle passioni,

mostrandomi ciò che spontaneo ti dona,

non trattengo le mie parole: ti amo ancora.

 

Or versi per me, lacrime ignude,

e provo quanto evidente sia,

l’amore per te, anche distante,

dal tuo corpo che calore infonde,

nutrito dai tuoi pensieri, lontani dall’orizzonte.

 

Rivivo quegli attimi di gioia,

palpitati dai lenti battiti del cuore,

e mi porti via, con le tue parole,

lasciandomi cadere tra le braccia,

ascolto l’eco del tuo amore.

*

Mistero Notturno

Sei venuta tra le mie braccia,

nell’incanto dei miei sogni,

disperso tra il canto delle sirene,

mi trascini nell’amore,

quando la tua voce, mi spinge nell’ignoto.

 

 

Brillano le stelle nei tuoi occhi,

riflesse nelle onde del mare,

e come conchiglie sulla casta laguna,

giungono i suoi profumi,

trascinati dal vento.

 

 

L’eco del mio cuore,

invoca il tuo nome,

che sibilla nelle luci della notte,

offuscato dai cristalli della nebbia,

nasconde il sorriso della vita.

 

 

D’incanto alzai lo sguardo,

nell’aprir le porte del mistero,

il pensiero tendeva a te,

 tra la romantica armonia,

del notturno di Chopin.

*

L’apparenza

Il tuo sorriso ad ingannare tende,

e solo così, ad isolare riesci,

il volto della sola apparenza,

segnato da impronte di false voci,

tramanti di insidie atroci,

verso colui, che il tuo mistero non scorge.

 

Nell’eclissi d’una infame realtà,

celata dietro nude spoglie,

e nel tuo animo, beltà non vive,

dal vento portata via,

giace oramai nel vuoto,

 della deserta odissea.

 

Né possibile riporre fede in te,

che con minacciosi passi, avanzi verso la meta,

e con un freddo affetto di animo felino,

di vile tradimento, agisci nell’oscuro,

spinta dal desìo di vincere nella sorte.

 

L’intento di nascondere l’animo reale,

ed un cuore avverso, che di nobiltà non vale,

   vittima dell’apparenza, da te costretto,

per sempre, vessato della tua immagine,

che neanche con i tuoi simili,

assomigli a te stesso.

 

 

*

L’ultima luna

Tu che nascondi il tuo volto,

nelle oscure nubi del cielo,

in un profondo eclissi di tristezza,

nella spina di un infinito dolore.

 

Hai lasciato nel vuoto il mio cuore,

svanita la speranza di raggiungere l’amore,

privo del desiderio di poter tendere lontano,

alla fonte dei nostri misteri.

 

Rivolgo dal basso l’ultimo pensiero,

che disperso nella profonda notte,

nelle tenebre lascio il mio respiro,

delle amarezze dell’animo mio.

 

Nel percorrere il sentiero dei dolci momenti,

la fredda nostalgia mi assale,

né un raggio sul petto mi percuote,

per goder ancora del suo calore.

 

Le tue gesta sono per ingannare,

con un cruento pianto di lacrime amare,

la tristezza infondi, senza mai godere,

lasciando vane le mie ore.

 

Sento che non mi sei più vicina,

sei svanita come un’ombra,

appassita come le foglie, mi lasci pensare,

mai ti potrò più amare.

*

L’Aurora

Mi sveglio presto di buon’ora,

vedo spuntar nell’ombra l’aurora,

che prende luogo in tutte le dimore,

soprattutto nell’anima e nel cuore.

 

 

 

E’ l’alba serena per un nuovo giorno,

il mio pensiero al passato fa ritorno,

a quell’attimo di pace con l’amore,

e dolenti pensieri d’illusione.

 

 

 

Pensier che colpisci quel cuore che amo,

non è scritto ancora il suo destino,

segui il sentiero del suo cammino,

nell’immenso spazio sognato.

*

Dietro la maschera

Inosservato dagli occhi degli erranti,

non riesco a strapparti dal mio volto,

dietro di me nascondi l’immagine sincera,

di un animo nobile, senza pudore,

avvolto dalla luce opaca,

nella dimensione di sembianze.

 

Vivo con te, or che gli anni sono passati,

e ti indosso nei dì, anche nella notte,

né scivoli via dopo lacrime amare,

seguite da pensieri assillanti,

tormentato dagli incubi privi di mistero.

 

Non posso mai coprirti,

dietro il vessillo del mio corpo,

or che lo specchio della mia mole,

è noto, impresso ai miei simili,

né questi a meno fanno,

costretti ad indossarti.

 

Ignota, al cospetto dell’ombra,

fingi di godere di quanto appari,

frustrato nell’immagine del cuore,

prosegui per volontà altrui,

nelle vie oblique della sorte.

 

Abbatterti per sempre,

solo parole formulate e mescolate,

da chi ti porta addosso,

e del male recato a se, non s’accorge,

quanto invano possa lasciarti,

nell’oblio, e dietro la luce della realtà.

*

Notturno

E l’animo prende,

ascoltar quell’interminabile sinfonia,

 dei canti al chiaror di luna,

è una trama della vita trascorsa,

nella solitudine, quando intorno ti circondano,

pensieri d’amore del passato.

 

Il cielo, come una stanza dell’Eden,

si veste con i suoi veli di grazia,

ricamati dai fiori variopinti,

accarezzate dalla brezza della notte,

versando gocce di rugiada.

 

Un sorriso di lucciole anima l’atmosfera,

e danzando avvolge i sogni,

che fatati di felicità,

dipingono l’aria di miriadi di stelle,

e di farfalle, che ritoccano gli alberi nelle ombre.

 

Luci lontane annunciano il crepuscolo imminente,

mentre si ode l’ultimo eco della notte,

che dolcemente apre le porte al levante,

svanendo nei raggi l’ultimo brivido,

viaggiando sulle note del notturno di primavera.

*

Il grido della gloria

Non dominarono le forze dell’impeto rio,

né l’infido sguardo, su di lui vegliante,

e le ostilità dell’occulto tramante, sempre in agguato,

 diretto a serragli la retta via,

voltandolo nei sentieri irti di spine,

 con l’intento di strappargli il sogno,

che lo portava all’eterna gloria.

 

La fiamma tenace in lui ardente,

mai fu spenta dalle insidie del vento,

ed alla vetta il suo desìo si spinse,

che dopo passi di sudati stenti,

sul podio del trionfo ascese;

esultante fu il suo grido, nelle onde dell’eco,

con le proprie mani, tendeva a toccare il cielo.

 

Assolto nella morale,

lanciò nell’aria l’urlo dell’onore,

era la risultanza di una dura lotta,

che mai si piegò nella sventura,

e dalle avverse gesta, mai vinto,

e mai abbandonato dalla fede di perseguire,

che illuminava il suo pensiero, intento a riuscire.

 

Ed esultante su tutti nella morale,

con il suo gesto nobile ed esemplare,

infuse nei cuori l’inclinazione di lottare,

per poter giungere alla dovuta mole,

e rinnovare nello spirito il giusto valore,

che ispira solo il potere dell’amore,

celato, mai svelato dal mistero della vita.

 

Era il grido della gloria,

scolpito nella conquista della vittoria,

tenne in alto, fiero, la propria bandiera,

 e diffuse nell’impeto una voce vera,

che dal cuore nasceva,

coronato più forte da quel suono,

di campane, che intorno gli facevan festa.

*

Amara Verit

Tendo a celarti,

ma sei sempre sulla mia bocca;

respingi il falso pensiero,

quando al buio la parola non tace,

e crei in me voragini di tristezza.

 

Amara verità,

ti avvolgo nella maschera dei sogni,

che senza pudore compaio tra le genti,

e non scorgi nell’animo confuso,

l’invano desio, di evadere dalla cruda realtà.

 

Ma sempre tu vinci la mia fobia,

nell’incubo della sconfitta morale,

nel dolore, la mia mente assale,

che gloriosa, rovesci il male.

 

Animo infelice a te non accetta,

nel negar la tua voce, tiene lontano

altrui chi fosse, ignaro di te,

che diverso per la sorte a svelar intende,

quel che di verità ti appartiene.

*

Alla Patria

Fiamma d’amor che nel cuor s’accende,

fede che non muore nell’animo mio.

Sempre per te ovunque presente,

come quel servo che lotta per eterno,

o Patria mia.

 

In questo viver sereno mi rendi felice,

queste dolci lacrime cadono sulle parole,

segno d’amore sei per me,

con il cuore ti sarò sempre vicino.

 

Segno di pace, simbolo di gloria,

mai sarai afflitta da rancore,

goderai di ottimo umore e stima eterna,

il tuo nome sempre presente in noi.

 

Fonte di gloria, titolare di avvenimento,

non esisterà delusione o sgomento,

mai si affievolirà quella voce d’onore,

avrò sempre per te quel caldo amore.