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Raccolta di poesie di Edoardo Monti
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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SEMPLICE COSA TRISTE

SEMPLICE COSA TRISTE

Scorre un treno, e simboleggia
tanti posti mai lontani:
lui ti porta
sai, ben oltre le stazioni

Una campana si sfuria
nella piena mezzanotte:
prova invano a trascinare
la citt che non ha un Dio

L unedicola oltre il ponte,
in faccia al suono di campane:
luminosa
vende fogli ed erotismi;

qui si prova anche ad amare
forse amori un po inauditi;
ma di notte il posto parla
solamente col suo vento

Non volermene, tu Uomo
antico morto ammazzato
se non penso necessaria
la Via Crucis a parlarci
e a ricordarci dun Dolore;

lurlo acuto qui gi noto:
Pasqua in questi palazzoni
solo il vento
del dolore dogni mondo













Id: 466 Data: 20/05/2008

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SUMMERTIME

SUMMERTIME

Anche al mare se gridi non rispondono;
e sarei ancora solo,
con la vergogna che non so nuotare

Non esiste il posto dove
vorrei scappare


Id: 292 Data: 07/03/2008

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NELLA NOTTE, PER L’UNIVERSITA’

NELLA NOTTE, PER LUNIVERSIT

Voglio cullarvi, amici,
amici dun minuto:
persone che ho sfiorato;
e vorrei espandere una melodia
per le strade che fingono abbandono,
le case quando pi non danno un suono
e resta solo, nel tessuto loro
qualche piccola e rada
e dolcissima pezza illuminata

Il mio canto vi prenda
e vi comprenda,
e popolate le mie immagini di luci;
su, vi esorto ad entrare nel mio mondo
rappezzato, un po stonato:
baracca da idroscalo
in faccia al mare, mentre il mare
consacra in alto le manate dei suoi spruzzi,
e la baracca cos diviene un niente

Vi canter ovunque siate,
brevi racconti che ho sfiorato;
avrei bisogno tutto fosse stato
fra noi diverso; ed ora non sareste
persone fatte sogni.
Ma conosco ugualmente
i posti dove siete;
senza saperlo, abbracciando dal mio letto
tutti gli sprazzi, i mari,
le colline del mondo

Ci rivedremo, (giuro!)
fra queste case che ora fingono il silenzio
e sazzerano, lasciando liberi
di risuonare i vuoti della brezza.
Ci rivedremo e saremo tutti qui;
vivete voi lestate anche per me.
Io sono qui, steso su un letto
di idiozia e dimpotenza
quasi contento a non saper reagire,
sconvolto dalla stessa
pesantezza di sasso del mio corpo;
vivete voi lestate anche per me;
ci rivedremo, (giuro!)
quando Roma sar tornata in s



Id: 268 Data: 26/02/2008

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UNA TRILOGIA

UNA TRILOGIA

I.
I CIELI ENARRANO
(Per mio padre)


Tu devi capire
la voglia di morire
che mi mettete addosso
ora che vivo e me ne accorgo:

a tavola dobbiamo
ognuno mostrare
la sua faccia pi simpatica
alla volont divina
che ci tiene tutti uniti in una casa;

tu devi capire
la mia voglia di morire


II.
IPOTETICA RISPOSTA DI
MIO PADRE A I CIELI ENARRANO

Purtroppo si perduta
linfluenza delle persone
sulle persone:

un uomo
che non avesse dei rimpianti
diventerebbe padrone delluniverso


III.
IL FINALE

Mia madre ha difeso mio padre

Forse a me piacer; ma sar triste
vedere un giorno una donna
far lo stesso per me
















Id: 194 Data: 11/02/2008

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DIMENTICA

DIMENTICA

E listante
in cui vorrei
scorrazzare per tutta casa
e gridare ad ogni muro:
Sono poeta!
torna solo alle volte

Lo sai che il proposito
di vivere ogni giorno
come fosse il mio ultimo
torna anchesso solo alle volte;
perch io non sono capace
di costruire una giornata
che non sia prendere tempo

Serata nitida:
solo una stella
sul porto
di una mia disperazione

Ed io,
nave ancorata
lontano da Cristo
quanto dai suoi
pentiti peccatori,
una volta affondato
so che le acque di questo
mio lungomare senza il mare
mi riporteranno qui:
serata nitida
dove una stella
torna solo alle volte


Id: 175 Data: 05/02/2008

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LATTE DI MANDORLA

LATTE DI MANDORLA

Rifrangi il tempo su uno specchio in penombra,
questo tempo furtivo che guardavi con angoscia
e ora qui, davanti a te,
venuto quasi di soppiatto,
senza bagliori, tranquillo;
e tu non ansimi di spasmi
nella calura soffocante

Rifrangilo, dai, come lastrine di cristallo
che ricoprono la superficie del mare di Ostia
fanno col sole, prima di affondare
e riformarsi, e rivivere in un nuovo
riflesso di luce,
mentre navigano
ma appena sfiorando il pelo dellacqua
aliscafi di fantasie
o gabbiani affamati di sogni

Resterai a guardare gli anni e le estati
germogliare e sfiorire e germogliare e sfiorire
tra voci ebbre di vita
o tra il silenzio compiaciuto e appagato?
Rifrangi il tempo, che ora subdolo tinganna,
nella penombra di queste mura;
rifrangi, accecalo, ed allora
non morirai soltanto di te stesso



Id: 174 Data: 05/02/2008

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POETA DELLA SERA

POETA DELLA SERA

Perch si muore intendo dirtelo.
Ma lo far unaltra volta;

quando
non vedrai pi
non sentirai brezze n luccichi
(gli spazi vellutati, assai romantici la sera)
qui a piangerti davanti violinosi e inumiditi.
E sopra i tetti un cielo scimunito...

Perch si muore non lo chiedere;
non chiederlo a nessuno.
Ci si abbraccia nella festa
o si sta soli a disperarsi.
Non domandarmi di pi,
queste mie sere al dolceamaro
che in nessun modo o caso mi potranno appartenere

Perch si muore fallo dire
al giorno nelle chiese.
Alle sale da biliardo. Ai gagliardetti delle squadre.
Fallo dire ad ogni cosa che non parli.
Io posso dirti,
comunque tu non chiederlo








Id: 173 Data: 05/02/2008

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A DOMANI

A DOMANI

Nientesolo, dovr vivere;

e se verr una voce di ragazzo
a dirmi che gi stanca di soffrire,
sorridere dovr, col volto in pezzi
ma con il cuore che conosce,
ah, se conosce tutto questo

Viso di pietra raggrinzita, dovr vendere al ragazzo
la voce di una sicurezza stanca;
ma pure stanca essa si risollever
per dimostrare, (forse dargli a bere)
che non soltanto volto, non forma:
possiede un senso, e con la forza si pu avere

Potr parlare di sperare,
perch in cuore lo sapr: cos si deve;
cos deve chi ha vissuto:
anche col volto in pezzi, far cercare
e anche coi sogni al vento, regalare

Questo si fa; qualche persona lo faceva
quando sconvolto, come un animale
scendevo in strada ed indicavo a tutti quanti
la follia del dolore,
credendo forse che il dolore avesse carne,
e si potesse vergognare;

mi rispondevano: cos, ma c anche il bello;
ed ai giardini, se ti addentri oltre una siepe,
tu guarda un pospesso ci trovi anche lamore

Niente, cos: si deve vivere e sperare



Id: 172 Data: 05/02/2008