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SEMPLICE COSA TRISTE
SEMPLICE COSA TRISTE
Scorre un treno, e simboleggia tanti posti mai lontani: lui ti porta sai, ben oltre le stazioni
Una campana si sfuria nella piena mezzanotte: prova invano a trascinare la citt che non ha un Dio
L unedicola oltre il ponte, in faccia al suono di campane: luminosa vende fogli ed erotismi;
qui si prova anche ad amare forse amori un po inauditi; ma di notte il posto parla solamente col suo vento
Non volermene, tu Uomo antico morto ammazzato se non penso necessaria la Via Crucis a parlarci e a ricordarci dun Dolore;
lurlo acuto qui gi noto: Pasqua in questi palazzoni solo il vento del dolore dogni mondo
Id: 466 Data: 20/05/2008
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SUMMERTIME
SUMMERTIME
Anche al mare se gridi non rispondono; e sarei ancora solo, con la vergogna che non so nuotare
Non esiste il posto dove vorrei scappare
Id: 292 Data: 07/03/2008
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NELLA NOTTE, PER LUNIVERSITA
NELLA NOTTE, PER LUNIVERSIT
Voglio cullarvi, amici, amici dun minuto: persone che ho sfiorato; e vorrei espandere una melodia per le strade che fingono abbandono, le case quando pi non danno un suono e resta solo, nel tessuto loro qualche piccola e rada e dolcissima pezza illuminata
Il mio canto vi prenda e vi comprenda, e popolate le mie immagini di luci; su, vi esorto ad entrare nel mio mondo rappezzato, un po stonato: baracca da idroscalo in faccia al mare, mentre il mare consacra in alto le manate dei suoi spruzzi, e la baracca cos diviene un niente
Vi canter ovunque siate, brevi racconti che ho sfiorato; avrei bisogno tutto fosse stato fra noi diverso; ed ora non sareste persone fatte sogni. Ma conosco ugualmente i posti dove siete; senza saperlo, abbracciando dal mio letto tutti gli sprazzi, i mari, le colline del mondo
Ci rivedremo, (giuro!) fra queste case che ora fingono il silenzio e sazzerano, lasciando liberi di risuonare i vuoti della brezza. Ci rivedremo e saremo tutti qui; vivete voi lestate anche per me. Io sono qui, steso su un letto di idiozia e dimpotenza quasi contento a non saper reagire, sconvolto dalla stessa pesantezza di sasso del mio corpo; vivete voi lestate anche per me; ci rivedremo, (giuro!) quando Roma sar tornata in s
Id: 268 Data: 26/02/2008
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UNA TRILOGIA
UNA TRILOGIA
I. I CIELI ENARRANO (Per mio padre)
Tu devi capire la voglia di morire che mi mettete addosso ora che vivo e me ne accorgo:
a tavola dobbiamo ognuno mostrare la sua faccia pi simpatica alla volont divina che ci tiene tutti uniti in una casa;
tu devi capire la mia voglia di morire
II. IPOTETICA RISPOSTA DI MIO PADRE A I CIELI ENARRANO
Purtroppo si perduta linfluenza delle persone sulle persone:
un uomo che non avesse dei rimpianti diventerebbe padrone delluniverso
III. IL FINALE
Mia madre ha difeso mio padre
Forse a me piacer; ma sar triste vedere un giorno una donna far lo stesso per me
Id: 194 Data: 11/02/2008
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DIMENTICA
DIMENTICA
E listante in cui vorrei scorrazzare per tutta casa e gridare ad ogni muro: Sono poeta! torna solo alle volte
Lo sai che il proposito di vivere ogni giorno come fosse il mio ultimo torna anchesso solo alle volte; perch io non sono capace di costruire una giornata che non sia prendere tempo
Serata nitida: solo una stella sul porto di una mia disperazione
Ed io, nave ancorata lontano da Cristo quanto dai suoi pentiti peccatori, una volta affondato so che le acque di questo mio lungomare senza il mare mi riporteranno qui: serata nitida dove una stella torna solo alle volte
Id: 175 Data: 05/02/2008
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LATTE DI MANDORLA
LATTE DI MANDORLA
Rifrangi il tempo su uno specchio in penombra, questo tempo furtivo che guardavi con angoscia e ora qui, davanti a te, venuto quasi di soppiatto, senza bagliori, tranquillo; e tu non ansimi di spasmi nella calura soffocante
Rifrangilo, dai, come lastrine di cristallo che ricoprono la superficie del mare di Ostia fanno col sole, prima di affondare e riformarsi, e rivivere in un nuovo riflesso di luce, mentre navigano ma appena sfiorando il pelo dellacqua aliscafi di fantasie o gabbiani affamati di sogni
Resterai a guardare gli anni e le estati germogliare e sfiorire e germogliare e sfiorire tra voci ebbre di vita o tra il silenzio compiaciuto e appagato? Rifrangi il tempo, che ora subdolo tinganna, nella penombra di queste mura; rifrangi, accecalo, ed allora non morirai soltanto di te stesso
Id: 174 Data: 05/02/2008
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POETA DELLA SERA
POETA DELLA SERA
Perch si muore intendo dirtelo. Ma lo far unaltra volta;
quando non vedrai pi non sentirai brezze n luccichi (gli spazi vellutati, assai romantici la sera) qui a piangerti davanti violinosi e inumiditi. E sopra i tetti un cielo scimunito... Perch si muore non lo chiedere; non chiederlo a nessuno. Ci si abbraccia nella festa o si sta soli a disperarsi. Non domandarmi di pi, queste mie sere al dolceamaro che in nessun modo o caso mi potranno appartenere Perch si muore fallo dire al giorno nelle chiese. Alle sale da biliardo. Ai gagliardetti delle squadre. Fallo dire ad ogni cosa che non parli. Io posso dirti, comunque tu non chiederlo
Id: 173 Data: 05/02/2008
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A DOMANI
A DOMANI
Nientesolo, dovr vivere;
e se verr una voce di ragazzo a dirmi che gi stanca di soffrire, sorridere dovr, col volto in pezzi ma con il cuore che conosce, ah, se conosce tutto questo
Viso di pietra raggrinzita, dovr vendere al ragazzo la voce di una sicurezza stanca; ma pure stanca essa si risollever per dimostrare, (forse dargli a bere) che non soltanto volto, non forma: possiede un senso, e con la forza si pu avere
Potr parlare di sperare, perch in cuore lo sapr: cos si deve; cos deve chi ha vissuto: anche col volto in pezzi, far cercare e anche coi sogni al vento, regalare
Questo si fa; qualche persona lo faceva quando sconvolto, come un animale scendevo in strada ed indicavo a tutti quanti la follia del dolore, credendo forse che il dolore avesse carne, e si potesse vergognare;
mi rispondevano: cos, ma c anche il bello; ed ai giardini, se ti addentri oltre una siepe, tu guarda un pospesso ci trovi anche lamore
Niente, cos: si deve vivere e sperare
Id: 172 Data: 05/02/2008
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