chiudi | stampa

Raccolta di poesie di Franco Bonvini
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Una donna in riva al lago (in forma di canzone)

C' è una donna in riva al lago
seduta agli scalini
non è amore nè dolore
che l' han portata lì.

Non è gioia nè rimpianto
nemmeno nostalgia o pianto
la puoi veder soltanto quando sogna di essere lì.

C' è una donna in riva al lago
dietro un velo di foschia
ha una corda tra le mani
e non ti lascia andar via.

Così nessuno vede
da dove inizia il sogno
nessuno se ne accorge
che lì davvero non cè.

Forse è in un letto d' ospedale
forse in un letto d' amore
o più semplicemente
in un luogo che non c'è.

C'è una donna in riva al lago
e non si vedono le mani
che è una corda troppo lunga
quella che separa i sogni.

Così la puoi vedere soltanto
quando sogni di essere lì
e lì davvero non ci sei
ma tu l' hai portata lì.

*

Sulle tracce

 

E' proprio là
che ancora vado
alla cava d' argilla nascosta nel bosco
dove il rapido apriva il gas di colpo  e la moto saliva cattiva verso la cima
e poi verso il cielo
col gas aperto per tenere su il muso
mentre lei sotto si spauriva.

E' proprio là
che ancora vado
e ci vado con passo lento
in cerca di funghi
della radice che ha fermato la corsa un giorno
del profumo dell' erica al sole
delle curve ormai prese dal sottobosco
di un solco di gomma tassellata che dica sono stato qui.


Ma ha piovuto tanto da allora
l' argilla rossa non mantiene tracce.
Solo gli alberi lo sanno
e l' erica
e il sottobosco
la radice
e io.

*

Oltre questo mare

E si continua a navigare
anche sotto le tempeste
anche sotto il solleone
perfino nei giorni di nebbia
che nascondono le stelle alla vista
anche quando non si vede l' orizzonte
e c'è solo acqua fino all' orizzonte.
Si naviga a memoria
e non sarà il canto delle sirene a fermarci
e si continua a navigare
e non si sa se c' è spiaggia oltre questo mare.

*

Nascosta in quel che vedi

E poi c' è una bellezza che non sai dire
entra dagli occhi e non è quel che vedi
per questo non sai dire
entra dritta fino a un posto dove non eri
e ti ammutolisce.
Entra e pesa sul cuore
quasi fosse un dolore
lascia una voglia di averne ancora.
Puoi chiamarla magia
o nostalgia
di quel posto dove non eri.

 

*

Fiori di gelo

Si è presentata un inverno.
E l' inverno disegnava fiori sui vetri,
la conoscevo da tanto

così tanto che mi ha convinto a partire.
Fatto il pieno e posteggiato proprio là
davanti alla cassetta delle letterine per Babbo Natale.
Ma non arrivava mai
arrivavano voci
e a ognuna dicevo non preoccuparti
che il riscaldamento è acceso
sto bene
se c'è da partire almeno che si parta al caldo.
Ma niente.
Solo bimbi a imbucare desideri.
È arrivata che già faceva buio
non lei
ma abbiamo pianto
e poi cantato
e suonato
e danzato
e ho deciso di restare.
C'è sempre un palco per suonare.

*

Il desiderio ti fa bella

Sotto le dita ti faccio bella
perchè così desidero
e sono tratti a matita
merletti di pelle nuda tra i pizzi.

 

Il foglio è il cielo
o l' acqua e il vapore
o ancora la chioma di un albero
che non si sa mai da dove arrivi
e tra le foglie merletti di pelle nuda.

 

E non c'è il sole e non piove
non c'è freddo nè caldo sul foglio
la pelle non sa di te..
il solco dei seni non ha la tua curva
quello che appare non sei.

 

È così che poi cancello
e appesantisco un po' i tratti
scosto il fogliame
e altre curve appaiono
e pesantezze di carne
solchi sulla pelle
e inguini di bosco.

 

Così viene il desidero sotto le dita
è cosi che sei venuta, sotto le mie dita
e è così che poi cancello.

 

Per rifarti bella ancora sotto le mie dita.

 

 

immagine Igor Zenin

*

Novembre

Oggi non c’è la caratteristica nebbia di Novembre
non importa che piova o che ci sia il sole,
la caratteristica nebbia di Novembre non c’è.

Non importa che i tetti siano bagnati
o inondati di sole che filtra tra i rami
l’ aria è limpida, chiara
si vede bene che non ci sei
e hai lasciato un addio,
e non rispondi.

E non vedi questa pioggia che scende.

 

20191117_111824

*

Amore V3.0 (due apparenti e uno pure)

1

Ci si litiga con l’ amore
che l’ amore è rosa
e come rosa ha spine.

Un giorno ti piazza un pugno in faccia
o nello stomaco
o più giù
e ti fa incazzare, e lo mandi affanculo
e lui ricambia e se ne va.
E sei sollevato
vai al bosco a cercare altre spine
e a raccontarlo ai rovi.

2

Hai preso quel pugno, si diceva
doloroso, sì
e se n’ è andato
ma lo sai che torna
torna sempre.
Ti togli le spine e non fai un cazzo
il resto non si sa.
E non andrai più al bosco.

3

Torna sempre, si diceva
lo sai, è una certezza, lo ha già fatto
e hai una paura folle che non torni.
Se per caso passi al bosco, in cerca di spine
non ne trovi neanche una.

Ma non state a crederci troppo
io non ne so nulla.

*

AmoreV2.0

Ci si inginocchia, all' amore
lo si guarda negli occhi
lo si consola
gli si asciuga le lacrime
gli si allaccia il cappottino
e le scarpine a velcro.
Se vuole ti appoggia la testa sul petto.
Lo si accompagna nella vita.
Alla fine si ricorderà di te.
L' amore va tramandato va.

*

Amore

Amore è una parola così semplice
incapace di dirsi.
E lo si studia, l' amore
si cerca di capirlo
di afferrarlo
impossessarsene e farlo tuo.
Puoi anche credere di averlo tra le mani
ma quando le guardi sono vuote
lui ti pone in un mare infinito di onde
a volte in cima all' onda
e corri
come un surfista
a volte sul fondo
e l' onda ti travolge.
Ma sempre si scompare sul fondo
si muore
e si rinasce sulla prossima onda.
Giorno dopo giorno.
Forse è questo:
giorno dopo giorno
cercare l' incanto
giorno dopo giorno
e la bellezza
giorno dopo giorno
insieme al dolore
giorno dopo giorno
e giocarci.
Fino ad affogare.

 

Vague   Camille Claudel

vagueCC

*

Come un bimbo

Ci sono posti dove torni bambino,

con le mani sporche di terra e squame,

con in cuore il timore di tornare a casa

che ormai s'è fatto tardi, troppo

l' ora del ritorno è passata da un po'.

 

Uno è un lago che brilla

ma lì il bambino non torna mai

sei tu che torni a cercarlo

ma il bambino non torna mai

sono altri i bimbi che vedi lì

ma la gioia è che sono i tuoi

e gli hai mostrato questo posto

e sai che torneranno a cercarsi

qui dove il lago brilla.

Ma il bambino non torna mai.

 

*

Dove ho visto la neve

Così bianca da rischiarare la notte
da velare il terrapieno della ferrovia
bianca da tenerti sveglio
così ho visto la neve
uscendo dal sonno.
Un sonno inconciliabile col gelo
un sonno dello stesso colore
freddo e infinito.
Cadeva in freddi fiocchi grigi dal cielo
la finestrella troppo piccola, senza vetri
il cappottino troppo corto
il respiro gelava uscendo dal cuore spaurito
mentre la neve entrava nel cuore spaurito.

 

Dimmi che verrà mattina.
Questo non è il mio trenino dei sogni,
dimmi che verrà mattina
che finirà questa gelida notte
che questo vagone merci sul binario morto non terminerà il viaggio.

Domattina tornerò a casa e dalle finestre si vedrà il sole.

*

Mentre accarezzi il bosco con le dita (in sogno)

E sale e scende, il bosco
come scosso da un movimento tellurico,
ondulatorio.
Appare e scompare, ondeggiando
e a ogni onda si scorge la fiera
nel nero tra rami
la fiera con la bocca spalancata
la bocca abituata a inghiottire,
umida.
La fiera che subito scompare
travolta dalla prossima onda.

*

Pace

Mia madre era uguale a me
per questo so che cantava sulle rive del lago
mentre mi creava gli occhi per guardarlo.
Guardava le ondine, e bimbi saltarci dentro
e so che mi vedeva già grande quando guardava due innamorati
forse era anche un pò gelosa.
Così oggi ci sono posti, in riva al lago, che sono rifugi
rifugi segreti in bellavista
lì qualcuno mi vede e i passanti non s' accorgono di niente.
Sono luoghi dove si sente la pace
che non è quella che immagini
lì i pesci grandi mangiano i piccoli
e le donne sanno mancare, tremende,
è qualcosa che filtra tra i rami
è il cielo che scende a terra
e ti avvolge
e sei cielo e rami
sassi e scogli
terra e acqua.


E non ti manca più nulla

 

*

Andando per le case dei morti

Che strano,
siamo io e te oggi
in questa fredda giornata di quasi inverno.

 

Tu dai la mano al tuo bimbo freddoloso
e mi dici non aver paura di star solo.
E mi rincuori, andando a trovarti.

 

Ma ne ho avuta tanta.

*

Per Adri

Non state a credere quelli che.. la morte non è niente
quelli che.. è solo nascosto nell' altra stanza, dietro l' angolo.
La morte è tutto meno che niente.
La morte ti cambia la vita
anche a chi resta, soprattutto a chi resta.

Qui su questo palco vedete solo noi
eppure è qui
ma non dietro le quinte
e nemmeno nascosto nei camerini.
E' proprio qui in bellavista, dentro i nostri cuori.
Dove la morte non ha dominio.

*

Sogno sconclusionato N°2

Seduti sul burrone all' orlo del mondo,
dove finivano tutte le strade.
Ecco dove saremmo oggi se qualcuno non fosse andato oltre.


Così oggi son qui, fermo
su questa poltroncina dondolante
e la luce entra come una lama nella stanza in penombra.
e c'è qualcosa sopra che danza
in forma di minuscoli pezzettini d' anima.
Leggera, sospesa nell' aria.
E canta.
E l' aria vibra come la superficie d'un lago al vento.
Come liquida.
Ho attaccato sensori al mio Arduino,
fotoresistenze per le variazioni di luce,
sensori d' umidità e temperatura
per variazioni atmosferiche,
infrarossi
per vedere quello che non c'è.

Niente.
Nessun segnale elettrico.

 

Quello che c'è non c'è.
Eppure danza, e canta.
Forse troppo oltre.

 

as47

*

Pezzi di cielo

Ah, potessi fermare questo tempo-cuore che continua a battere in levare
stare a guardare la sua gonna roteare
per sempre e senza vergogna
ah, potessi farla saltare, gioiosa
anche quando avrà l' età mia giocosa
e non darle mai un dolore
ma non c'è niente che si possa fare
la strada è già tracciata da questo lago al mare
lei ora non sa che sarò un dolore.
E intanto faccio fotografie
quando lei dice guarda gli aeroplani
disegnano tutte quelle strisce in cielo
e poi conservo quei pezzi di cielo
che niente val la pena di non farsi amare.
L'ultima foto sarà un cielo nero di lampi e nuvole
e io lo so che avrà paura arrivati al mare
ma non c'è niente che si possa fare.

 

*

La fisarmonica

E sempre trovo una fisarmonica
a volte vera
a volte vento che suona i fili d' erba.
E' da questo suono che guardo il lago
come lui
e all' altra sponda
come lui
e il contorno dei monti
che sfumano
che devo avere un pò di congiuntivite.

 

 

*

Elettrico silenzioso

Non sapevo più nulla di me
solo stavo a guardare il prato
e i fiori gialli del trifoglio cresciuti tra l' erba,
senza colpe.
Ne ho presi un paio.. da lasciarle lì.
Poi qualcosa nella luce bianca che scontorna i massi grigi dei monti m' ha portato sulle cime
a guardarli dall' alto, insieme ai ciclamini.
Presto si faranno bianchi e silenziosi i prati,
come questa macchina che scivola in un silenzio elettrico tra gli alberi, il cielo e le nuvole.


Sulla via del ritorno.

 

foto mia, sopra Pasturo

*

Come anime leggere

Potremmo guardare il lago dall' alto, dico
attraverso le nuvole, dici
e da lì scendere leggeri verso le rive.
Potremmo scendere una scaletta in pietra, dico
e arrivare davanti all' acqua, dici
alla fine dei sentieri.

Lì, davanti alle onde inquiete d' infanzia
Lì, dove le rocce scuriscono
Lì, dove si alza il silenzio
Lì, dove i sogni si nascondono nel buio.

 

Potremmo aspettare la sera, dici
e addormentarci come bimbi, dico.

 

Alla fine dei sentieri.

 

*

Tempo

Io non lo so quanti anni ho
eppure li ho inventati
e contati tutti
uno a uno.
Forse tanti come l' acqua che ho davanti
quest' acqua che si muove lenta cantando
e se ne frega del tempo
e mi schizza impertinente
e tu credi di sapere dove va
ma lentamente va verso altri luoghi che non sai
compreso questo.
Oppure molti di meno
che forse anche io mi sono inventato
e sto dietro agli occhi
e non mi accorgo del tempo che cade come un' anomalia nell' acqua
e non mi conosco.
Così tu.
T' ho inventato e non ti conosco
così vicina e così lontana.

 

*

Margherita

Era tutta intrisa di gioia
lucida e profumata
lucida e brillante di goccioline e arcobaleni
come corolla alla rugiada.

 

Era tutta intrisa di gioia
e me ne ha fatto dono.
Margherita.

*

Il respiro rosa dei ciclamini

C'è una musica, in rosa
viene da un luogo prima della vita, mia
un luogo dove stavo anch' io
quando lei la canticchiava mormorando
e io l' ascoltavo.

Non ne ho memoria di questo
forse è solo perchè so che le piaceva
e mi addormentavo al suono di un carillon
e poi c' era un 45 giri nei pomeriggi piovosi.

 

Non ne ho memoria di questo ma ne sono sicuro.

 

Così quando verrà la visitatrice a trovarmi
alla casa d' inverno
mi porterà ancora dove sentivo la musica
in quel luogo prima della vita.
Perchè non dovrei essere sicuro anche di questo?

 

Dovrà faticare però a trovarmi
nascosto tra foglie e aghi di pino, sui monti
all' altezza dei ciclamini
per sentirne il respiro.

 

*

Foschia

E ad ogni curva appare

quel che non si vede.

Come quel che si vede

che lentamente scompare.

 

*

E’ stata qui

Forse non è così che funziona
e questa è solo una città come un' altra
coi suoi monumenti,
le sue strade, come in tutte le città.
E questo è solo un lago come un altro
con sentieri che salgono ai boschi,
e rive dove fermarsi a riposare ascoltando l' acqua.
Questa stanzetta in penombra è solo una stanza in disordine
e piena di fumo
con i soliti quadri alle pareti.

 

Forse non è così che funziona
forse non vogliono dire niente
tutte queste bellezze artistiche e paesaggi.

 

Ma lei è stata qui, almeno per un po'
non importa quanto
secondi, minuti o anni
ha visto tutto questo
e l' ha cambiato
facendone il mio mondo
in cui è ancora qui.
Ha solo cambiato di stato e di forma.
Solo per me.

 

*

Nocciolo

Sono quello che ho intorno,
non chiamatemi poeta
o musico o altro.

Se vado così spesso alle rive di un lago
è perchè lì sono acqua che va
sono la Breva che increspa la superficie
o l' acqua calma e scura, e profonda.

Sono i sentieri che salgono a Brunate
col muschio tra i ciottoli,
e alla colma non so più che anno è
o quanti ne ho io
sono il bimbo in eterna fuga,
col motorino troppo grande.

Sono il bimbo con l' arco e le frecce,
a caccia di ragni,
che, attenta!,
qui ce ne sono molti.
Sono il ragazzo che guarda le nuvole dall' alto..
con le mani sporche di grasso di catena.

Sono il vecchio che adesso ascolta un suono di armonica lungo il sentiero
e sente i fili d'erba suonare tra i narcisi.

E alla colma c'è sempre mamma che prepara il pic-nic,
e sorride,
perchè le rubo il plaid
per un rifugio sotto il nocciolo.

In realtà non ricordo che albero fosse,
ma una copertina e due seggioline ne facevano un rifugio
insieme alle foglie rigogliose,
un posto dove tornare sudato dopo le corse ai narcisi
sul grande prato
o dopo un giro nel bosco, in cerca di muschio e ciclamini
o se iniziava a gocciolare.

Ma sì, era proprio un nocciolo

se ne sente ancora il profumo

nei giorni favorevoli.

 

*

Profumo

Stamattina è in forma di profumo.

Non dovrebbe essere qui

se chiudi gli occhi è alla colma

sotto un nocciolo, umido e acerbo.

E qui oggi c' è il sole.

*

Venere delle mille pose

Quella statua,
quella che dal suo piedistallo mostra seni marmorei
quella che hai fotografato mille volte
girando attorno
per mille uniche pose.

 

Quella che hai desiderato si muovesse
e sollevasse un po' i seni, verso il cielo
reclinando il capo.
L' hai filmata, 25, 30, o anche 60 pose al secondo
tutte uniche e inamovibili.
Poi un giorno, forse era di notte, lo fa
scende sinuosa dal suo piedestallo e lo fa,
tutto quello che avevi già sognato lo fa.

 

La mattina dopo ti svegli.
E aspetti sera.

(e la sera non arriva mai)

 

*

Con gli occhi di tutti

È proprio dove finisce il lago che inizia il sentiero per i monti
e tu lo imbocchi,
che non ti basta e il lago vuoi vederlo brillare dall’ alto.

 

E il sentiero si dirama, nei boschi
e segui orme e segni, una macchia di colore, un’ albero già visto,
fino a dove uno spazio tra gli alberi mostra il lago.
Brilla davvero da lì
e allora ti accorgi che non sei solo
hai gli occhi di tutti quelli passati di lì,
dell’ eremita che lo guardava da quella finestra
e dei viandanti saliti per lo stesso motivo
viandare.
E il lago è ancora più bello con gli occhi di tutti.

 

Poi prosegui oltre,
come fai a scegliere un posto dove restare?
Ci sono mille altri posti dove tornare.

 

*

Resta con me

Questo mondo è un colabrodo

pieno di falle da dove mi vedi.

Come anomalie di pixel in cielo

negli spazi tra le cose che sfumano in altre.

 

E mi si vede dormirti al fianco nella luce chiara di un mattino

mi si vede guardarti alzare, nuda,

ancheggiare un po' nelle cornice e alzare le braccia al sole.

Mi si vede alzare

e accostarti il corpo

porti le mani sulle spalle e accompagnarti alla gioia.

La mia.

 

Resta con me quando farà buio

e non si vedrà il cielo.

Resta con me, nel mondo sovrapposto al mio.

 

immagine Ghost, Achille Chiarello

*

Nulla è cambiato

L' ho incontrata anche oggi
è sempre lì,
appena passato il bivio che dirama scendendo verso la cascata.
Nulla è cambiato
gli stessi segni sulla corteccia
lo stesso svettare fiero,
sempre verde.
Lui è sempre lì a fianco
un ramo a sfiorarle la chioma,un altro, spezzato, ai suoi piedi
come ad abbracciarla nei suoi passi verso il cielo
intanto ascoltano il canto della cascata.
Ed è bello guardarli dallo stesso canto.

 

elaborazione di foto mia

*

Lego e coccinelle


So che qualcuno mi guarda.
forse un' angela.
Lo so perchè ieri ho cucito una coccinella,
si era scucita, dal fermacapelli della nipotina,
e proprio oggi ho visto una coccinella.

E poi, sempre ieri abbiamo giocato con i Lego,
io e il nipotino.
E la coccinella di oggi stava proprio tra i mattoncini di lego.

So che qualcuno mi guarda,
sa quello che mi piace e me lo mostra.
Senza bisogno di carte fedeltà.

Quando non trovo nulla o non mostra nulla
è sempre un segno,
è contrariata.

*

Promesse

Non come ombra alla finestra appare
ma come cuore di luce acceso in cielo.
E passi lento sotto quel cielo
da cui cade, freddo, tutto l’ agosto andato.

 

Tu ci vedi una promessa d’ inverno, e neve
mentre gli amanti si promettono una nuova estate.

 

foto mia

*

Lampo

Se s' addormentasse un giorno l' amore

all' improvviso, come un lampo senza il tuono

e la smettesse di rompere i coglioni la mattina presto appena apre gli occhi

che magari ho russato un po'

o mi son rigirato troppe volte

se smettesse di non farmi fare quello che non ho neanche detto vorrei fare

che ormai m' indovina

se smettesse di fregarmi il bagno

e lasciarmi fuori col bicchierino del caffè in mano.

Ecco, se s' addormentasse mi trovereste lì,

in bagno, finalmente, col bicchierino in mano

a chiedermi che cazzo ci faccio lì adesso.

E ad aspettare il tuono.

*

Bianco e nero.

Parto.
Oggi parto
per questo me ne starò in casa.
Parto per umide fantasie e vecchie gioie
in un posto prima di ogni dolore,
dove i giorni sono di una splendenza infinita di stelle
e c'è sempre un gran caldo luminoso,
nient' altro.
Nemmeno Tu.
Nemmeno Io.
Passerò la matita ai contorni sfumati
e il gesseto per i pieni e i vuoti
ci sarà erba sull' inguine universale
che "accarezzala, l' erba, sulle punte"
mentre cresce lenta.
Proprio come gli artisti con le muse
poi basterà un dettaglio
inconsistente
evanescente
inesistente (mai visto)
in bianco e nero (che i colori non tornano).
Mio.
E lì sei mia.

 

Immagine Connie Chadwell.

*

T’ ho incontrata domani

T' ho incontrata domani
dice una canzone di qualche anno fa
e a pensarci bene non è poi tanto stupida questa cosa qua.
Ho visto babbo e mamma
al terrazzino del Croce bianca, davanti al lago,
che il poeta è fingitore, e trasfigura la realtà.
Guardavano il lago scurirsi di buio
e l' acqua indorare all' ultimo sole,
io non c' ero ma il cielo era pieno di stelle
stelle cadenti di mille colori.
Finte nuvole di fumo tra i lampi
riempivano il cielo.
E' stato solo il tempo di un lampo
mentre guardavo il lago scurirsi di buio
l' acqua indorare all' ultimo sole,
e il cielo era pieno di stelle,
stelle cadenti di mille colori.

 

*

Pensieri post-mezzanotte con bollicine alla menta e sambuco

E infilaglielo un asfodelo ogni tanto cazzo, mentre scrivi,
che fa sempre odiens, e poi piace, l' asfodelo piace.
Altro che margheritine di bosco o al massimo due ciclamini,
quella è roba da sfigati, poveri cristi,
a chi cazzo vuoi che interessi?.
Mettici anche un odoroso bocciolo di rosa, anzi due, proprio in cima ai seni
o una spalancata orchidea tra le cosce, a cui bere a gargamella e dissetarsi
o era a garganella?
insomma a canna, lavorando un po' di lingua per rinfrescarsela un po' e aumentare il dissetante piacere.
Qualche parolaccia a intercalare non guasta.

 

Ma forse è meglio ordinarsi una bella pizza ai peperoni e tutte quelle altre verdurine, come si chiama?

ah ecco, vegetariana, quella che.. anche con le zucchine.
Là dove c' è quel pony pizzaiolo che te la consegna sulle mani a giumella,
che è più amorevole,
e poi il cartone caldo puzza..
sperando non si fermi per strada a fare pipì però.

 

Certo favorirà il sonno, o i sogni, e in sogno la stessa spalancata orchidea in fiamme, bruciante di passione.
Che bruci rapida e veloce, in un attimo fuggente, per sempre.


Fino a quanto dura il sempre.

*

Senti come non c’è

Senti come non c'è.

In mezzo alle radure, nell' erba.
Nei fiori dei mille pensieri.
Nei canti di campane.
Nelle pause del suono.
Alle finestre dei sorrisi dolorosi.

Nel sole che regna su questo mondo.
In tutti questi chilometri.
In un ghiacciolo alla menta.
Nell' aria di questo aprile.
Nelle spine sui muri delle mulattiere.

Nel chiacchiericcio delle farfalle.
Nell' importanza delle cose che non importano.
Nelle statue che non ti guardano.
Nel corpo che guardi.
E in quello che non vedi.

Nel non voler ritornare.
Nel non poter ritornare.
Nelle poesie mai scritte.
In un orologio che non c'è.
Nell' ombra del mio albero.
In una gita al lago andando a cercare.
Al chiosco del mercato, bene in vista.
Nelle margherite al bosco.
Lungo le vie d' acqua.
Nella tigre dai denti a sciabola a cui sei sfuggito.

Nel vociare delle massaie che non ci sono ai bordi del lavatoio.
Nelle pose, fisse, delle statue.
In una fotografia imparata a memoria.
Nei fuochi sul lago.
In questa pompa che batte, e ribatte.

In un bacio tra farfalle.
In un angelo su un' husqvarna rossa, alla cava d' argilla.
Nei sogni di un bambino, non di questo mondo.
Nei posti dove fioriscono i desideri, come primule.
In un cielo non tuo.

Nelle tasche.
Nei successivi incanti.
Non è come se ci fosse?

06/11/2018

*

La curva dell’ acqua

Sotto questo cielo nero scelgo un posto dove stare
su questa spiaggia di sassi e sale
-è lo stesso mare
sono qui
vienimi a trovare-.
Davanti a tutta quest' acqua azzurra lo sguardo non ha un punto dove sostare
solo una linea, là in fondo, dove si intuisce l' acqua curvare
-ma è lo stesso mare
sono qui
vienimi a trovare-.
Dietro le spalle un altro mare, un mare di tempo dove navigare
dentro le tasche un lago che ha detto vai se proprio devi andare
sarò sempre qui quando vorrai tornare.
Intanto i bimbi giocano sotto il tendone della colonia estiva
sotto lo sguardo attento delle signorine
oltre la curva sembra di sentirla chiamare il mio nome
ma non ricordo la voce e forse è solo un altro bimbo e lo sta chiamando la sua signorina.
-ma è lo stesso mare
io sono qui
vienimi a trovare-.
Andremo su, fino alla pineta, per averne nostalgia domani
tra resine calde e aghi di pino guarderemo l' acqua fin dove inizia a curvare
saran le stelle poi a dirci quando è l' ora di tornare.

*

Unicorno rosso

Forse i narcisi piangono, di notte, senza carezze
solo la luna li vede
la luna che entra da queste finestre storte
la luna che disegna i narcisi sui muri.
Lei li ha visti.
Lei sa.
C' era una piccola donna
spargeva colori sui prati
sul filo di un invisibile sogno
i bianchi, i rosa dei fiori, e l' erba verde,
poi si sfuggì di mano
presa tra bianche lenzuola
tra quattro mura e una finestra
ma i fiori non muoiono mai, rinascono
folli di sole e magici.
La piccola donna sta nel passato
e ancora regala fantasie di seta
-e cavalca il suo unicorno rosso-
e scrivere di lei è ciò che resta.
La piccola donna sta nel futuro
un immaginato futuro di stanchezza
tra quattro mura e una finestra
e non muore mai
rinasce nella fantasia
muta di parole
che non ricordo la voce.

 

*

Non sono le cose

Non sono le cose, che tornano

sì, ricordo il cavallino di legno

e i canarini sul filo,

da far roteare con il fucilino a tappi,

o ancora le marionette,

da infilare sulla mano, per il teatrino.

Trenini tanti,

ma ci devo pensare, allora ricordo.

Le persone invece te le trovi a fianco

davanti a un lago,

e silenziose guardano lo stesso panorama.

A volte hanno da fare

e mancano per giorni

allora sali ai monti e le trovi lì

assieme ai ciclamini

anime nude

nude di abiti e di pelle,

sospiri nell' aria e voci nel vento.

Poi guardi la data

ed è la stessa dell' anno prima.

 

*

Non solo statua

Lo devi scordare.
Forse è proprio così
lo devi scordare quel bel torso di Venere visto alla mostra
quei seni inarcati
anche se di pesante marmo
e le natiche possenti, le venature.
Sembra vero ma è freddo, al tocco,
e ne immagini tutto il calore del corpo,
tutto il calore dell' anima,
l' hai studiata girandole attorno
hai visto le parti mancanti di un tronco senza rami.
Forse è così
la devi scordare
quella statua
per vederla danzare nella mente
intera
e credere sia vera
calda e desiderabile.

 

*

Un bacio

Vorrei appoggiartelo alla guancia, un bacio
o nell’incavo del collo.
Ma tu giochi d’ anticipo
apri la bocca
e lì lo prendi

*

Nuvole

E come sempre guardo alle nuvole, nell' azzurro infinito del cielo,
bianchi disegni e invisibili contorni, col favore del vento.
La mattina il sole ingiallisce gli spazi che sai,
e mi sembra vederti evanescente, più indefinita che mai,
Solo la sera, col buio, col rosso e col blu
c' e qualche riflesso in più.
Son tanti giorni che non piove però
che anche le nuvole a volte han paura
della pioggia e dei danni che fa.
Così il cielo è sempre più blu
ma fatico a vederti sempre più
penso forse hai paura di piovere su me
e dei danni che fai.
Son tanti giorni che non piove però
fatico a vederti sempre più
così scatto una foto, ci metto la pioggia, i colori, la luce e ta da..

 

Ci sei anche tu.

*

Un’ altra te

C'è un' altra te che viene a trovarmi la sera
come ombra sui muri oscillante
e si prepara per la notte
o al mattino, evanescente, nella luce filtrata del sole
nuda, allo specchio del mio bagno.
ti guardo, sei tutta in quel che guardo
e è un altro me che guarda,
da un altro mondo.

Perchè in questo ci sono solo tracce del passaggio.
Vapori sul vetro.

 

*

La forma del sesso

Fu in una sera qualunque
mentre stavo alla deriva
colorasti un sogno di mille colori su una mano sola.
E fu gioco di mani a seguire i contorni
le tue mani disegnanti orli frastagliati e indicibili abissi.
Fu in una sera qualunque
su un ponte in bilico tra due sere lontane
regalavi e ti davi il mistero della gioia.
Forse facevi finta
di piegare i ginocchi
ma ci sapevi fare e restavo incantato a sognare
tutti quei colori non mi hanno più lasciato
li porto sempre con me
nelle tasche pesanti
sono sempre con me nell' aria, nei fiori e in tutte le cose.
Appari ovunque nei tagli lungo le dorsali
nei corpi con volti nascosti da ombre e tagli di stoffe
e di questo ringrazio la vita che è stata e quella che sarà
ringrazio il mistero di te e della gioia che non sai troppo trattenere
domani saranno sempre scenari di sogno dove fermarsi incantato a sognare.

*

Tra le pieghe del tempo

Da te si viene senza ritorno.
E non posso non tornare.
Si viene per piccole grandi e continue morti.
E non posso morire.

Così sogno di venire, e sognando muoio un po'.
E in fondo è quello che vuoi, e che puoi, solo un sogno.
Devo veder crescere i nipotini,
devo vederli staccarsi un po',
da me,
per una caccia al tesoro,
per un amico o un amore.
Poi spero di diventare il tesoro.
Allora verrò, e non ricorderò perchè.
Verrò ad affondare il viso nelle pieghe tra i seni.

*

Quando quando quando

Quando penso a te sdraiata al sole dei miei occhi
ed era quasi ieri.
Quando penso a te nel buio di quel sole
che non scalda la tua pelle.
Quando penso a quella gonna, gialla, da gitana,
ondeggiare al vento della riva.
Quando quella gonna poi l' hai persa sulla strada
ma la sogno ancora sai.
La sogno.

 

Quando capirò che amarti non è quella gonna
ne il vento che la muove.
Quando capirò che amarti è questo tuo mancare.
E manchi sempre sai.
Mi manchi.

 

Quando capirò che il vento non ha mai smesso di soffiare.
E quando un giorno capirò che tu nella tua gonna non ci puoi più stare.
Non saprò neanche cosa fare
e mi dovrai insegnare.

*

Giro-vagando

È solo un piccolo paesino sulle sponde
di un piccolo lago
quattro case e un solo sentiero
che va alla riva.
E non è l’ uomo non è il ragazzo
che va girovagando
e non è la ragazza carina
che si affaccia al balcone a guardare
forse le somiglia solo un poco
forse non è nemmeno lei,
forse è vestita degli stessi colori.


Si affaccia una signora al balcone
con dentro gli stessi colori
ti guarda passare vagando
ma sì forse non è nemmeno lui
così rientra nelle sue stanze
ha un baule che le racconta di lei.

 

Dietro ogni foto una data
sopra ogni data un foto,
e un vestitino leggero.

*

Ti cerco

Ti cerco
a ogni curva di gioia
quando il cuore impenna e vuole dirtelo
che a lui non basta.
Ed è solo uno il nome
uno e mille, così generico.

 

E' questo l' alibi
perchè Nella non c'è più,
ha lanciato la sua ultima monetina
che è rimasta sospesa in aria.
Al posto del sole.

 

Mamma invece è sempre viva.

 

Si è solo fatta piccola
e accucciata come le bimbe tra le bambole,
come le bimbe che credono così di non essere viste.


Così la chiamo forte,
come a dire t' ho visto!
e le mostro l' ultimo desiderio.
E so già la risposta.

*

Morire

Morire a volte è una stanchezza improvvisa
un silenzio profondo del cuore
e tu ti sdrai, dove sei, a riposare
ad attendere un battito.


Qualcuno poi finirà di raderti
per farti presentabile
asciugherà il sapone e se ne scorderà,
qualcun altro non lo scorderà mai.
Altri ti aspettavano.

*

Mondi

E poi a volte guardi il mondo
come da uno schermo, o un quadro d' autore
e tutto sembra una brutta copia.
E c' è una donna dipinta
profuma di colori a olio
e pensi che l' originale è da qualche parte, nel mondo.

 

Poi a volte guardi il lago, solo lui ti consola,
e passa una donna, e sorride, e il lago dietro brilla
profuma del suo odore, di sudore e stoffa calda.
Ma l' originale è sempre da qualche parte nel mondo di prima
e non dà pace.

 

Perchè i mondi dipinti non esistono.

*

Strange dream

Ti succhiavo i capezzoli, gonfi e turgidi sui seni sodi e dritti
tu stavi tutto intorno, ti sentivo muovere
sentivo la tua pelle scorrere, umida e calda, sulla mia.

Poi aprivo gli occhi, e la stanza era buia
poca luce dalla finestra aperta
la notte era umida e calda
come l' aria che entrava dalla finestra.
Il letto vuoto.

Così richiudevo gli occhi, per continuare il sogno
aspettavo fermo e zitto
ma i seni poi erano avvizziti, e rugosi, come ravioli al vapore
i capezzoli duri come sassi tondi
ma tu riprendevi a muoverti
così vera al tatto da sentirti scivolare.
Ma questo non è poi tanto strano.

E' che mi sono svegliato sul divano
e non so se ho sognato di sognarti
in camera, o ho sognato di svegliarmi sul divano
e sto ancora sognando di scrivere sta cazzata
o saran stati i peperoni alla griglia, alla festa.

 

Però era così vero che stanotte faccio il bis.

*

Fermo all’ incrocio

Il mio navigatore deve aver letto Carver,
a sinistra, dice, poi sempre dritto e al bivio ancora a sinistra,
omette della casa con le calendule e le forsizie
e anche della donna avvampata di sole, ma insiste
la prossima a sinistra.
Ma ha una mappa del 2009
e l' assessore invece non l' avrà letto Carver
o forse preferisce la destra
così a sinistra ci ha messo un bel senso vietato
e pure uno stop, all' incrocio.
E da destra un altro stop
come pure da sinistra,
manca un tavolino, per farsi una partita a carte
chi vince passa per primo.
Intando la donna nel sole attende
e non ti chiederà come mai ci hai messo tanto
ormai ti conosce
sa com'è una partita a carte con gli amici
e magari un bicchierino
una sigaretta
quattro chiacchiere.
Ci vuole il suo tempo.
Ormai ti conosce
che gli innamorati si indovinano i pensieri
o credono
sa che arriverai, e che la pensi,
ed è vero
ma non so se è amore
è solo che ogni tanto, al pensiero, il cazzo si fa ancora duro.

*

Canzone

Fuori la pianura scorre
e intanto l' auto nella pianura va,
di te seduta al fianco
non c'è traccia nella realtà
ma quando punti il dito al cielo
verso un sole che non c'è
chi se ne frega di tutta l' acqua
di tutta quest' acqua che viene giù.

 

Corrono gli alberi corrono
l' acqua confonde paesaggi e bugie
e in tutta questa confusione
son sicuro, non eran mie
la strada corre dritta
l' acqua nasconde dove si va
e allora chi se ne frega
se non era proprio la verità.

 

Di te seduta al fianco
non c'è traccia nella realtà.

*

Il corpo del sogno

C’è qualcosa di grande nel cuore degli uomini
lì è il posto dove il sogno prende corpo
perchè è proprio il corpo che desidera il sogno
un desiderio infinito di sogno
e non si può misurare, il sogno
e non so come fa a stare in una cosa così piccola e limitata, il sogno
non un’ unghia, o una mano o un piede
ci sta tutto intero, il sogno.
Qualche sogno mette radici profonde e cresce,
e fiorisce anche d’ inverno
va solo accudito, e accarezzato, il sogno,
perchè in fondo è accarezzarsi il cuore,
anche quando metterà spine per aprirsi un varco.
Verso la libertà.

*

Mentre oggi è già passato

E tu distesa sull' acqua,
nell' acqua chiara e azzurra.
I vestiti ben piegati sull' erba spalanchi la gioia al sole,
le piante congiunte, il sesso bene in vista
per qualcuno che non c'è e che non deve vedere.

E il cuore si trema un poco, che non sia vero
lui lo sa che non è vero ma gli dico che non importa
io la vedo, ed è questo che conta,
questi pochi momenti incantati, irrealizzati,
irrealizzabili e immaginati come veri
nell' acqua chiara e azzurra degli occhi.

Mentre intanto l' oggi è già passato,
come l' acqua che guardi passare,
e ancora arrivi addormentata la sera, in un cielo stellato.

Sono soltanto piccoli cambiamenti di stato.

*

Un gracidare di rane

Sono andato a sentire le rane gracidare ieri
e neanche sapevo che ci sarei andato.

Il sole era alto, subito dopo pranzo, e le ho sentite al fosso,
mi son restato un po', mentre tutti passavano veloci.
Mi son restato un po', e per quel po' non c'è stato altro
nemmeno tu
solo il fosso, e un affluente antico,

con strani pesci che camminano sul fondo
e gamberi di fiume
e ci si può entrare fino alle ginocchia nude.

Sono stato a sentire le rane
e niente,
chi si ricordava il gracidare delle rane.

*

Come corolla alla luce (Katiee)

Come fiore apre la corolla alla luce.

La ragazza sulla metro lo sa
dove nasce la gioia
ripiega un angolo della gonna per farla vedere bene
capelli neri e folti e ben pettinata
di sicuro qualcuno l' ama o l' ha amata.

Questo pensava Luisa, dal sedile di fronte,
e qualcuno era un altro
forse era ieri, forse non sa,
non sa che il tempo non cancella un bel niente,
neanche se non lo vedi passare,
questo pensava Luisa, mentre si guarda seduta.

Ma non è sotto la gonna che bisogna cercare,
la ragazza è la gioia, e te la vuol regalare,
pensa che così non la puoi più scordare
non è negli occhi e nemmeno nel cuore
o in una fila di giorni tutti uguali da contare.

Luisa sa bene dov'è
che si è scoperta a gioire
dove un giorno ha alzato il suo lembo
proprio di fronte al sole.

La sedia di fronte ora è vuota
..ma no,
Luisa ha lasciato due fiori.

*

Pensieri sconclusionati

C'è un altro me che è andato al bosco oggi

che io ho avuto da fare in questi giorni da fare
una macchina da demolire
un' altra da ritirare
la solita spesa del sabato
il rubinetto del bagno che gocciola
documenti da rifare
altri da firmare
giocare un po' a nascondino
non pensare a te.

 

Un altro è venuto lì
nei corridoi affollati
fermo nella piazzetta all' incrocio
mentre giravano le vetrine sullo sfondo
tutt' attorno
ma non l' hai visto.

 

L' albero dei nomi al bosco non ha più un nome
l' altro me non poteva saperlo
chè io non ci parlo molto
e non mi ha visto le unghie, sporche di muschio e corteccia
così non è ancora tornato
e si è fatto buio
starà aspettando mattina, per un po' di luce.

 

Le vetrine continuano a girare sullo sfondo
non c'è niente dentro
niente di niente.

 

Un altro ancora sta sulla rive del lago adesso
segue i contorni di una costellazione
un occhio alle stelle
una alla stella che dondola sulle onde
aspettando un movimento diverso
un affondo rapido.

 

Uno sta scrivendo che le vetrine sono spente ormai
è tardi
bisogna che torniamo a casa.

 

C'è da sognare la sconosciuta roteare lo scialle rosso
battere i tacchi sulla pista da ballo
reclinando il capo e puntando i seni dritti al cielo
a tempo delle note
le mie note.

(domani è un altro giorno si vedrà l' hanno già scritto eh? ma ci starebbe tanto bene)

*

C’è

C'è
io l' ho visto
l' ho visto e non so che forma ha.


L' ho visto su un letto, dolorante
in una forma a me cara,
e io ero il dolore.
L' ho visto piccolino, appena nato
cercare a piene mani le forme
indifeso.


L' ho visto su altri letti
come lingua che scorre sulle labbra
sui clitoridi e sui prepuzi,
e l' ho visto prendere soldi per questo,
per due mani indifese.

Ho visto quello che credevo la sua forma andarsene

di spalle,
alla fine del dolore,
alla fine del mondo,
e ero sempre io il dolore.


L' ho visto nascosto
guardarmi da dietro l' argento degli specchi
o dalle nebbie del lago.
L' ho visto in pieno sole
e era un profumo.
L' ho visto scorrere come un fiume
rosso
gonfiare le vene e i corpi cavernosi.

 

L'ho visto e non so che forma ha,
so che passa volando sul tempo,
da dietro l' argento degli specchi
tende le mani indifese
e lascia sempre qualcosa, sul comodino.

Sogna di essere amato.

*

Se tu fossi Mia

Se tu fossi Mia.
intendo se tu ti chiamassi Mia
potrei dirlo a tutti, lei è Mia.

Potrei afferrarti ai fianchi, e alzarti contro il cielo blu notte
lanciarti in aria, nel tuo vestito color blu cielo di notte

__________/*questo in realtà non ce la farei,
__________che chissà quanto pesi con tutta quella bella carne addosso.
__________Ma Mia non è il tuo nome e questo è solo un sogno.*/

Quindi ti lancerei nel cielo, dicevo,
sagoma vuota tra le stelle
starei sulla riva a cercare i contorni
a guardare la musica che fanno le onde sulla ghiaia
a sentirle ridere giocando attorno allo spazio vuoto tra le stelle riflesse.

E devi sentire le foglie, intanto, come suonano
seguendo un' idea.

Ti riprenderei l' attimo dopo.
Ma non ti chiami Mia

e ho cancellato il tuo nome

passi via veloce in un abito rosso
e si sentono i tacchi allontanarsi sulla ghiaia.

*

Amarti

Forse amarti è questo:
Trovarti in un lilla di rose che si scaldano al sole
e non sono le mie rose.
Portare a mente un colore, a casa.
Pensarti in un lilla di rose, nella stanza in penombra
con insolita allegria.
E farsi l' amore
come i ragazzi.
E non basta ancora.

 

*

Canzone per una rosa che non vuole sfiorire

Rosa
Rosa rosa
Bella rosa
Bella in rosa.
Non è di serra la più bella rosa.

Così oggi son partito per il rovo
e so che la troverò.

Rosa
Rosa rosa
Bella rosa
Lei gioisce e di sfiorire non lo sa

Rosa
Bella rosa
Bella in rosa
Lei invece sì lo sa.

Rosa
Bella rosa
__________ volevo solo vederla sfiorire
Rosa
Bella in rosa
__________ nel suo coprispalle rosa.

Rosa
Bella rosa
Bianca rosa
__________ coi suoi capelli di neve.

Rosa
Bella rosa
__________l' han recisa
E quant' ero vecchio quel giorno.

Rosa
Bella rosa
Ora sono solo un figlio piccolino
Arrabbiato e birichino
Che la sua rosa sfiorire non vedrà.

E volevo solo vederla sfiorire.

 

*

Disperanza

E' questo:
Un cannone che spara ancora a mezzogiorno
a metà tra il lago e la colma,
e affretti il passo,
ma il pranzo non è pronto.
E ancora:
Te ne accorgi, e rallenti un po'
ma prosegui, attraverso vie e vetrine inesistenti
verso un portone chiuso
che nasconde il ballatoio dei gerani,
e il giardino segreto dei bruchipalla.

 

E il portone infatti è chiuso
nuovo, lucido e motorizzato
al citofono nomi sconosciuti,
meno uno.

 

La targhetta dice proprio "Secret Garden"
ma non suoni,
non è più il tuo,
e non hai voglia di affittare una camera.

*

Bollicine

Tutti quei poeti.

Proprio come le ragazze della Nuit, night in quel di Sondrio
quelle che si facevano offrire un prosecco, o altro, per alleggerire un po' i clienti
quelle che poi magari ne prendevano un altro
perchè il posto non era un granchè
perchè il posto sembrasse più bello, un pò rosè
e i clienti meno stronzi.
Ma il posto non si faceva mai più bello..
finiva a borsettate e colpi di tacco dodici.

Tutti quei poeti.

Questo posto dove stiamo non gli piace
e allora si beve un caffè, dolce,
e ci fuma una sigaretta sopra,
poi magari si fa anche una canna per farlo più bello,
e un’altra per visioni di domani,
ma il posto non si fa mai più bello e allora si prende una pasticca,
o si inietta qualcosa nelle vene fin quando arriva al punto che si dimentica cos'è che doveva diventare più bello
ma continua a riempirlo di bollicine.

Sarà anche uno strano accostamento, con le ragazze della Nuite,
ma alla fine vomitano uguale nei bagni anonimi.
Facendo questo posto meno bello.

 

 

La musica offre sovente l’illusione di stati mistici. (Catta Renè Salvator).
E crea dipendenza, proprio come il vino, ma preferisco la musica. (franco)

*

Andando in paradiso

Si ha un bel dire di com'è bello
starsene su una nuvoletta
a bersi un buon Lavazza
ascoltando musica divina
suonata sul pianoforte infinito di Dio.

Che poi preferirei fosse un chitarrista,
e abbia una chitarra col manico bello lungo, almeno quanto il braccio.

Dicevo si ha un bel dire.
Credo invece che il paradiso sia un posto tormentato
e il caffè non è dolce come quello che da lassù ci vedono bere.
Senza poterci parlare
Senza poterci abbracciare
Senza poterci baciare
senza poterci dire nulla
senza nemmeno l' alibi di un angolo dietro cui star nascosti.

 

Partire.
Vorrei.
Fare come i gatti,
o come lei che ha cercato un luogo magico
ed è sparita.
Poi lo direi a tutti
che son partito per un bel posto.
Inventerei un software che risponda ai messaggi
proprio come ha fatto lei
e che invii foto e video di spiagge assolate,
donne in topless
o città da sogno.
Proprio come ha fatto lei.

Che dica che non stiano a preoccuparsi,
che dica se non mi vedono è perchè lì che sto bene.
che dica che c'è anche lei
che dica che non manca nulla
che dica che qui fanno un buon caffè
che dica che li abbraccio
che dica che li bacio
che dica che c'è quasi sempre il sole
che dica che le ragazze qui sono uno schianto
che dica che anche lei al sole è uno schianto, integrale.
Insomma che dica che ci divertiamo un mondo.

 

In pratica che spari un sacco di palle
proprio come lei
e in mezzo ci metta anche la pubblicità della Lavazza.

*

Favoletta breve

Lei ha fatto i giorni favolosi.
Fa i giorni favolosi.
Così mi alzo presto, la mattina
e faccio tardi la notte.
E i giorni sono più lunghi.

*

Qui il tempo è incerto

Ci sono giorni in cui è come fosse qui davanti,
al davanzale, luminosa e sorridente.
Li chiamo giorni favorevoli,
in quei giorni l' aria è chiara e profumata
e la Madonnina guarda le cime dei monti
come dalle cime dei monti si vede la Madonnina.

Allora, in quei giorni, la vedo
come alla finestra, vista da un prato di trifogli e margherite.
Le persiane aperte, lei sta a guardare il cielo puntando il dito alle nuvole
e gode del sole e dei canti degli uccellini che riempono l' aria.
La luce entra a quadrettini e le disegna una scacchiera sul corpo
sui seni, ponendo due pedine al sole.
Dentro la stanza è ancora buia.
Non sono più sul prato allora , ma dentro,
è sempre lei che vedo, da dietro,
col suo culo imponente nella penombra
guarda al cielo
cercando col dito nelle nuvole un segno
godendo del sole e dei canti
o solo dell' aria, smossa da un pettirosso,
che muove le tende che le accarezzano i fianchi.
Nudi.
Oltre il sole è forte,
mi risucchia fuori nell' aria, attraverso lei
e allora per un attimo mi vedo, come da dentro lei,
là fuori sul campo di trifogli e margherite
guardare al cielo
cercando col dito lo stesso segno.

 

Poi mi sveglio.
E scopro che qui invece il tempo è incerto
e così si sta, occhi al cielo
al punto dove le nubi son più leggere e passa la luce
e mentre si sta i fiori si stagliano ugualmente contro il cielo.
Lei non c'è ma appare velata tra le nuvole.
Così si sta, in attesa di un sorriso di sole.
Come una volpe in tana che aspetta che spiova
per correre al prato delle margherite.
Così si sta, in attesa che il cielo apra i veli.

In attesa di un giorno favoloso.

*

Meraviglia

Nuda,

oltre i vetri chiusi.
Le segrete stanze piene di sospiri.
Ma non è il vento che le accarezza i seni
o il sesso velato di nero.
Col viso in ombra, le mani scostano i veli.
Si inarca altissima verso un duro sogno,
ancheggiando a un misterioso visitatore
poi supina, affonda le dita nel mistero del mondo.
Il visitatore è steso, accanto a lei,
la guarda godere
ha lo stesso sesso, e le dita nello stesso mistero.
Nello specchio, sul muro, solo lei, e una gioia antica.


Ma ha un abito bianco da indossare
che steso al sole attende
e bianche lenzuola vuote.
Sulle mammelle spavalde
antiche e solitarie battaglie.
E Lui è solo uno scrittore che ne inventa i contorni,
steso accanto a un mistero.

Di là dell' angolo,
il lago brilla.
Lui guarda il lago.
E l' aria odora di calda meraviglia.

*

Guadarti Nuda

Guardarti nuda è stupore, meraviglia e eccitazione.
Guardarti nuda è guadarti nuda
e sei fiume che va sì dalla sorgente al lago
ma nel punto esatto dell' oggi.

 

Guardarti nuda è timore,
c'è corrente nel punto esatto di oggi, e buche, e paure
ma nuda sei la più potente tra le anime.
Un' anima Madre
seno e ventre di Madre.
Guardarti nuda è pudore scacciato dalla gioia.

 

Ci sono giorni in cui non vedi un guado
proprio quando scorre lento, e si allarga
ma poi il fiume si addentra
nelle foreste della fantasia
scorre tra gli alberi che lo ascoltano passare
basta un raggio di sole che lo fa brillare
e lui rallenta
si piega in curve sinuose tra le rive erbose
e il guado si apre al sole.

 

painting Guido Borelli

*

Nel lago degli occhi

Dalla finestra vede un ballatoio
e sul ballataio cantano i canarini della signora Anna
gli scarponi del signor Verga brillano al sole
lucidi di grasso
e c'è tutto il rosso dei gerani che ride.


Sotto, un Falcone mostra le sue cromature.

Il bambino è questo che vede dalla finestra degli occhi
Ha le ginocchia stanche
e qualche dente in meno,
che gli anni passati sono tanti.


Ma lui non se n'è accorto
così ora i canarini possono anche diventare blu
gli scarponi sono sempre lucidi
e i gerani profumano di rose.

Ma questo a lui non basta mai
deve camminare
scendere a lago attraverso le viuzze mai viste
in esplorazione
deve far entrare tutta quell' acqua negli occhi
e tutta quell' acqua non gli basta mai.


E' sempre il bambino che va al lago
che sale alle cime dei monti
mentre l' aria intorno profuma sempre di rose.

 

Mi porta con sè.

 

foto mia

*

Selvatica

È una piccola orchidea
In serra sfiorisce, e non si apre
Preferisce stare tra l' erba e gli altri fiori.

 

E' al sole vero,
non alle lampade che si apre,
impudica mostra il piccolo clitoride.
E l' anima fragile,
e impaurita all' aperto.

 

*

Cam girl

Parte così
col motorino d' accensione del motore
poi imbocchi la strada familiare
tutti i pensieri nel taschino
all' autoradio, in sottofondo
Io sono un gigolò
-e penso a lei-
soltanto un gigolò
-e penso ancora a lei-
sotto questa pioggia sottile di un sabato mattina.

 

Perchè lei è una cam girl
si muove sinuosa
erotica e maliziosa
nel mondo che ha inventato.
E' come piace a te
proprio perchè l' hai scelta te
alla vetrina delle anteprime.
Ha l' età che vuoi
ti mostra quel che vuoi
accende la tua voglia
anche se non ne ha voglia
e questo è quel che vedi.
Ma lei è una cam girl
con tutti i suoi problemi
e quelli non li vedi
vedi seni affascinanti
che muove con maestria
e allo specchio il suo sedere
nel palcoscenico allestito
basta che muova un dito
e il resto è fuori campo.

 

Poi vorrai veder di più
i sogni
e magari quello che ha nel cuore
lei non risponderà
e il sistema scriverà
---**CAM CHIUSA**..

*

Non guardare le vetrine

Entriamo dalla grande porta in pietra, aperta
e già ti dico che ti voglio bene
e mancheresti se un domani qualunque tu non ci fossi.
Proseguendo per le mie strade si passa dalla vetrina dei binis
piena di palline argentate e dorate ripiene di rosolio
luccicante se non la guardi.
Più avanti il panettiere espone le mantovane
lucide, dolci e profumate
è ben allestita, con panini a forma di animali e casette
ne esce un dolce profumo di burro e vaniglia
se non la guardi.
Giriamo a destra, e tu accanto
che si dice che accanto è un posto per pochi
ma io resto un po' indietro
che da dietro hai un bel culo
da prendere a pacche e pizzicotti e carezze, e baci.
E ti dico ancora che ti voglio bene
e che anche quello mancherebbe se un domani qualunque non ci fosse.
Ma c'è una vetrina più avanti
e ci arriviamo ancora accanto
è piena di trenini e locomotive
aeroplanini radiocomandati, macchinine
motori da 3,5cc e radiocomandi sofisticati.
Non puoi non guardare
e così lo vedi,
negli spazi scuri non ci sono i tuoi seni
e non sei rimasta indietro
non arriverai ancheggiando e dondolandoli,
accanto qui non c'è nessuno
e ti dico che ti voglio bene
e manchi in questo domani qualunque.

 

foto Vivian Maier

*

Lei

Amo il suo corpo,
di schiena.
Amo salirci,
di bacio in bacio
fino alle base del collo
e baciarlo
fino alla ferita
che s' inarca altissima.

Mentre le mani
stringono i seni
il corpo
trova un incastro perfetto
e la mente scivola
in un paradiso inconosciuto.

*

No name

Si faceva di eroina.
Lo puoi trovare negli spazi bui tra le cose
dove anche lui guardava
mentre le cose crescevano
a dismisura
e si prendevano tutto lo spazio
con gran fragore di pianto.

 

Allora lui si faceva di eroina
e le cose svanivano
solo cosi poteva vederlo
capelli biondi, al vento delle locomotive.

 

Il verbo è giusto, si faceva
mentre la locomitiva si faceva aereo
in rotta di collisione
verso la montagna più inaccessibile al mondo.

*

Brave ragazze

Le ragazze si divertono a farla vedere
magari dal giardino pensile delle fate
in cima alle mura.
A gambe penzoloni aspettano i pischelli delle elementari,
e loro arrivano,

che le voci corrono,
allungando il rientro a casa passano sotto le mura.
che ne vale la pena.
Guardando pensi che han scordato le mutande
ma dovevi vedere come ridevano mentre se le toglievano.

Forse ora per le fate non è più tempo di magie
ma non le scordano, e sorridono al pensiero
e non saranno scordate, e sorrido, al pensiero.

*

Sogno sconclusionato

Quando guardo la luce che ti circonda io creo il tuo corpo
quando guardo il buio che ti circonda e non ti vedo
ricreo il tuo corpo.

Ho sognato una pianura, blu profondo
in fondo a una valle di monti neri
forse era lo specchio di un lago ma è uguale,
in cima ai monti un castello
e alla finestra la castellana che mi salvò dalla pioggia un giorno.
C' era un foro al centro, nero e scuro
dava in una stanza enorme e buia
e la pianura era come una lastra di vetro
e la castellana al centro della stanza, stesa.
Cavalieri arrivavano da ogni dove, coi loro cavalli bianchi
mostravano stendardi, e armi, e corazze lucenti
e scendevano fino alla castellana
ma nessuno tornava.
La castellana dalla finestra stava a guardare,
a guardarsi.
Io non so dove stavo
forse alla stessa finestra
con un tè caldo, e biscotti.

La castellana nel buio piena di luce, zitta.

*

Dicono

Dicono che c'è un punto
lungo il sentiero
oltre il quale non si può andare.
E' questo che si va cercando.
Dicono che sia in cima alla montagna,
qualcosa come una vetta
che sale a baciare le nuvole
o una colma, dove le nuvole riposano.
Dicono che lì il vento piega gli alberi a terra
proprio come qui
e una volta arrivato diventi come lui.

Ma allora non finisce il sentiero
ridiscendi piegando gli alberi a terra
accarezzando i narcisi, e poi i ciclamini
giù fino a increspare la superficie del lago
fino alla panchina sulla riva
ad asciugarle il viso.

Ma non è questo che si va cercando.
Forse è solo come quando esci da un bosco,
su una strada mai vista,
e sei felice per la scoperta,
e prosegui curioso
senza paura
leggero.

*

Bianca

Bianca.
D'abito e di pelle
Stai nel riquadro luminoso della finestra
sospesa,
in un passato che non passa mai,
al centro di tutte le cose.
Bianca.
Ho visto il tuo corpo nudo
nell' aria calda di vapore,
nel sole del mattino
nelle penombre della sera.
Così ti penso
quando ne ho bisogno,
quando sono un piccolissimo figlio,
quando non vieni,
quando non ti sento.

Poi per magia sui vetri si formano goccioline
che il sole trasforma in scintillii,
e danzano per la stanza
come sulla tua pelle bagnata.

E tutto si fa caldo.
Accogliente
Di pace.

*

Sotto la gonna

Non importa di che colore fosse la gonna
lei la aprì all' improvviso.
Sotto, un enorme cannone che la sparò in cielo
e c' erano cammelli, elefanti e giocolieri tutto intorno.
E un mangia fuoco sputava fiamme sul pubblico,
seduto ai bordi della gonna.
Nell' aria volteggiavano acrobati e note
insieme al profumo di lei.

 

Lei, la proprietaria della gonna,
era immensa, alta fino al cielo
con gli occhi chiusi ondeggiava la testa tra le nuvole
inzuppava le mani nel sesso,
come biscotti nella tazza del tè.
Fuori dalla gonna intanto un carrettino vendeva i gelati
da tempo immemorabile,
con gran rumore attirava la gente.

 

Ma sotto la gonna, sotto c'era il suo mondo
lei ci scivolava leggera
sprofondava nel suo cielo
sempre più rosso
fino a diventare un lampo.
Non era più neanche lei.

 

*

Della morte e i suoi inganni

Pochi gli incontri con lei,
da giovane neanche ci fai caso,
passa quasi inosservata.
Poi un giorno ti ferma a un angolo e si presenta,
ti presenta un parente, o un amico,
Giorgio, o Roberto o Adriano.

Te li mostra tenendoli tra le braccia,
freddi e bianchi, come se se li fosse presi lei.
e tu li guardi, e li tocchi..
è vero sono proprio freddi e bianchi
e allora li scuoti, e li pizzichi,
li chiami ma loro niente,
nessuna risposta.
Roberto avrebbe detto oh, che cazzo fai pizzichi?
Giorgio m' avrebbe anche mandato affanculo..
e gli avrei detto che non sarebbe poi stato tanto male, con sua sorella..
e qui di sicuro m' avrebbe dato un pugno.

Qualunque cosa Lei abbia tra le braccia, non sono loro.
Loro non ci sono più in quei corpi.
Lei non ha niente di loro tra le braccia.

 

Quello che piangi è proprio questo,
non sapere dove sono.

*

L’ odore della carta

''Getta quel libro, è odore della carta.
Il libro appena preso nelle mani, quel libro di cui stiamo imparando il funzionamento,
attraverso cui stiamo prendendo coscienza dei processi della macchina alfabetica,
quel libro deve essere gettato via,
perché non è altro che "odore della carta".''
(Mario Benedetti)

 

 

Ho un libro nelle borse della bici.
Mai finito.
Sta lì per le soste sulle rive di qualche lago
o per una panchina in mezzo al bosco
attorno allo stagno degli alberi bisbiglianti.
L' intenzione almeno è quella
ma quando sono alla riva mi perdo nel brillare delle onde
nel profumo dell' albero sotto a cui sto
nell' odore dell' acqua, dell' aria o del legno della panchina.
La voce del lago riempie l' aria.
E lo stesso al bosco,
nei giorni di sole l' aria sa di resina e eriche calde
gli alberi bisbigliano piano per non disturbare il concerto dei suoni del bosco.
Non c'è lo stesso concerto ogni giorno, non ti puoi annoiare.
Non così dopo un temporale
che ti sorprende all' improvviso.
Gli alberi allora bisbigliano forte e la musica cambia
L' aria si fa elettrica
sa di muschio, e di funghi,
di attesa che gli uccelli tornino a cantare.

Il libro intanto s' è inzuppato un po'
l' odore della carta bagnata è forte ma si asciugherà.
Lì dentro ci sono altri profumi e brillii, altri orizzonti
non miei ma altrettanto belli.
Anche se gli occhi è solo carta che vedono, e inchiostro,
e i sensi sono i miei profumi, brillii e orizzonti che sentono.

 

Così oggi prendo la bici.
Vado verso non so
a non finire il libro.

 

*

Ama il poeta per quel che è

Ama il poeta per quel che è,
lui non è i versi che scrive,
è un solo un uomo, o una donna.
Finge,
inventa sorgenti inesauribili
acqua che sgorga chiara
da bere con le mani
e lunghi viaggi per arrivarci
che non finiscono mai.
E poi è solo il tuo sesso
umido di gioia
come sorgente dissetante.

Inventa giardini incantati
e cespugli
e pozzi dei desideri
E poi è sempre il tuo sesso.

Inventa colline e avvallamenti
meraviglie accarezzate dal sole o dalla pioggia
ma i sentieri per arrivare alle colme non finiscono mai.
E poi è solo il tuo corpo
un corpo che un giorno ha sofferto,
o gioito,
gioito così tanto che è esploso in parole e versi
ricadute come braci a incendiare i fogli.
Un corpo che ha fatto gioire il suo.
Un corpo che forse neanche esiste.
Ma l' ha fatto ammalare d' esistenza.

I suoi versi ne sono solo l' anamnesi.
L' ombra della luce.
E la luce non arriva mai.
Dal buio vede la luce dei suoi desideri
assomigliano solo ai tuoi.

*

Radici

Tu non vedi
ma quel quadrato di cielo è pieno di radici
le mie
e scendono come volti lungo le mura
e io sono l' albero.

 

foto mia

*

Una stanza a cielo aperto

C' era odore di fieno qui
di fieno e stallatico
e di latte appena munto
di mucca, da portare a casa,
fargli fare la cremina sopra
e prenderla a cucchiaiate, con un po' di zucchero.
O di capra
da consumare sul posto, ancora caldo.
Come piaceva a noi.
E l' aria era piena di pigolii e belati.

Ora, tutta questa gente lungo le mura non lo sa
e cerca vetri temperati
gelatiere a corda
e stracci che puliscono l' impulibile
colle che incollano più delle saldature
e venditori che giurano che è vero.

 

Solo qualche vecchio ricorda e se gli incroci lo sguardo ti saluta e sorride.

 

Tutta la gente non sa delle fate che ti sorridevano dall' alto delle mura
tutta la gente non sa della stanza che ti cammina a fianco
sospesa nel tempo, piena di quello che hai amato
cose scordate che riappaiono, come dall' ombra
e ti danno la mano
e tu ti siedi, all' angolo, al tuo posto preferito sul gradone
e per tetto il cielo
e ci sono angeli che guardano alle finestre
guardano dentro.

Ma è un attimo, e si riprende il cammino
sempre osservati da qualcosa.

 

foto mia

*

Tutto quel bianco

Qui si sta bene
è un bel prato di margherite, un po' in pendio
e tutto quel bianco somiglia tanto al nostro.
Ci avremmo messo un plaid
e tirato fuori il pane, e i fruttini,
per la merenda
ci saremmo scaldati al sole.

 

Ma tu mi dicevi zingaro, e vagabondo
e un po' ti piaceva, che eri come me
e in casa morivi, vuoi mettere le rive di un fiume?
Così riparto, che questo prato non è mio
devo andare verso le nuvole là in fondo, che chiamano
come se neanche io fossi mio.

 

E poi devo andare verso i suoi tre anni
che niente vale di più della sua gioia.

*

Silenzio

A volte il silenzio è un colore,
un giallo con sopra pennellate d' azzurro.
E strappi neri in quell' azzurro.

E' scoprire che nessuno li ha visti.

A volte è un suono,
un larsen che spazia nell' aria.
E puoi guidare col movimento.

E' scoprire che per altri è solo rumore.

A volte è un grido,
forte.
Nell' aria o sopra un foglio.

E' scoprire che nessuno l' ha udito.

*

Canzone

Pedalavo sulla ciclabile dei fiori
e pensavo a tutti quei cantati amori
pedalavo verso non so dove senza meta
che così si va, cercando un segno, una cometa.
Son arrivato a un paio di constatazioni
pensando a tutti quei poeti cantar le muse
forse son solamente cose astruse
forse mi avevan preso per i coglioni.

E girano le ruote girano sulla ciclabile
girano come le palle di quell' Annibale
girano le ruote girano come la vita
e al ritorno poi questa discesa sarà salita. zan zan! (strumentale opzionale Sol Do)


Dunque dicevo ho svoltato un pò più avanti, non so dove
in quella strada che va verso, non so dove
ma si vedevano all' orizzonte le montagne
tutte imbiancate di neve e zafferano.
Zafferano? (altra voce)
Sì, zafferano alpino, non lo vedi?
Ma quali fiori, quali amori, quali colori
se non li vedi tu son solo cose, senza sapori.


E girano le ruote girano sulla ciclabile
il sole rende l' aria un po' più amabile
le muse forse non son propense a darla via
e questa è solo una canzone da osteria. zan zan! (come prima)

Adesso credo che sia proprio l' ora di tornare
la batteria è in rosso e ho poca autonomia
le cime possono anche aspettare
le muse anche tanto le trovi sempre sulla via.
Però so dove stanno i prati dello zafferano
posso vederli anche dopo, da lontano.

 

*

Lettera da dove ogni cosa va a morire

Non pensate a un luogo come un eremo
o una qualche lugubre grotta piena di pelli di serpente,
zanne d’ elefante, ossi di balena o gusci di lumache.

Se c’è un luogo è un eremo errante
su strade senza indirizzo conosciuto,
se c’è è una grotta luminosa dove tra le crepe appaiono volti dimenticati
lì le balene volano
come cavalli  alati cavalcate
e hanno il colore che vuoi
Lì ogni cosa è viva.

 

Non sperate neanche di leggerla questa “lettera”
Da lì non partono lettere
solo avvisi di spedizione,
notifiche direbbero oggi,
così che ognuno costruisca la sua.

*

La ragazza

La ragazza è venuta da me
in una notte lontana
la ragazza è venuta da me e si è rifugiata negli occhi.

 

La ragazza è venuta qui
e somigliava all' infanzia
furono giochi e canti, e sembrava felice.

Le ho detto spogliati, guardati
forse sei la poesia?


La ragazza era scritta nel sangue, negli incroci delle vene.

Certo si possono descrivere, le curve i seni i fianchi,
le gambe affusolate e quel sedere che porta in giro
certo si può descriverlo, anche senza guardare.

 

La ragazza stava ritta e altera
quasi arrogante allo sguardo
Posso chiudere gli occhi e passarci a memoria su quelle curve,
e accarezzarle ancora, e ancora , e ancora
perchè è la poesia.

 

La ragazza ora dorme, in qualche luogo là fuori
La ragazza è con me, dorme quieta al centro del cuore
e da lì si espande ovunque,
ovunque c’è da sognare..

 

*

Migrante stanziale

C'era una zingara a vegliarmi le notti un tempo
appoggiata al muro
sempre sorridente nel suo abito rosso
e con sempre rose tra la mani.
La sua cornice dorata svaniva nella la notte
per me scendeva tra lampi di blu elettrico
a cancellare le ombre.
Poi svanì per sempre la sua gabbia
e fu sempre con me, a ogni ombra del bosco
nei pendii di montagna, dove crescono i narcisi
nel brillare del lago
in pezzetto di cielo disegnato
e ancora nelle notti più buie.
Ma per sempre non è per sempre.
E' tornata alla sua cornice
sta in una casa che non so
e io giro al bosco
con un fischio a tremila hertz nelle orecchie
e confonde il silenzio
il canto e l' incanto
e so che non la vedrò più nella sua cornice.

Anche se la cerco ancora
negli arcobaleni delle cascate
in un lago che brilla al sole
e deforma il profilo dei monti.
O solo nel buio della stanza.
Fuori dalla sua cornice dorata.

 

*

Anima muta

Stava lì, sospesa,
nell' abitacolo pieno di fumo
sembrava come al bancone di un bar, strafatta
e beveva,
e fumava quelle super slim lunghe da zoccolona,
doveva aver ballato nuda sul cubo tutta notte.

 

Solo che il fumo era il mio
e l' anima anche,
nell' aria fredda del mattino riprese a ballare
Non servì dirgli che ero stanco
sembrava sorda
nemmeno mostrarle le labbra, che leggesse,
sembrava cieca
e non diceva nulla
come muta.

 

Non diceva di primavere future o passate
nè di prossimi inverni.
Non parlava di gioia
o dolore
solo si mostrava, e mi teneva sveglio,
io la pregavo di lasciarmi addormentare
che ero stanco, tanto stanco.
Ma lei non ascoltava più nulla.


E così
sono ancora qui.

 

*

Bimbi piumati

Tu guardi al cielo, azzurro e pieno di nuvole
magari puoi anche farci una poesia
che dica della bellezza.
Che dica del volo di quel piccolo gabbiano
che hai notato nell' angolo più a destra.


Guarda! Dici al bimbo che osserva lo stesso cielo.

 

Ma lui non sente
non ascolta
lui ha le piume
e vola
immerso nell' azzurro oltre le nuvole.
E' nuvola e cielo.
E niente lo può tirare giù.

Lui è la bellezza.

*

Il grande prato dei narcisi

E così l' ho visto
era una bella giornata di sole
la vecchia casetta della Funicolare di Como è rimasta tale e quale
solo con molta più coda
che va e si ferma spesso
anche davanti alle foto antiche esposte sul vecchio muro dell' ingresso.
E così l' ho visto
il grande prato dei narcisi
proprio come lo ricordo, non era un sogno,
in pendio
Lei in alto, luminosa
e tutti la guardano da tanto è bella.
Io non ci sono
non ci sono ancora
e tutti ci guardano da quanto eravamo belli.

 

*

Io faccio finta

E così un mucchio di terra diventa una montagna da scalare.

E se casco faccio una valanga

Ma se apro le braccia

posso scenderne volando.

Con una pila divento speleologo

costruisco tunnel sotto il tavolino

e ci entro.

Due alberi, un pò d' erba e una casetta nell' angolo

diventano un bosco incantato.

Una foresta da esplorare.

A casa poi, sotto la tenda,

posso anche farti un caffè.

Che non si vede.

Io faccio finta,

ma tu credici davvero.

*

Atmosfere

C' è qualcosa di indefinito oggi al bosco.
Non è triste, anzi sta fiorendo
e gli alberi gemmano.
Ma si è creata una radura ai margini del bosco
e lì c'è come un' atmosfera di attesa.
Un' atmosfera di attesa per qualcosa che non verrà.


Alcuni alberi giacciono,
stesi a terra e impilati in bell' ordine
muti e nudi, senza braccia.
Tutt' attorno gli uccellini gridano
forte
nell' aria stridente volteggiano veloci,
senza sosta o direzione
come non avessero più memoria.
O dimora.

Il sole splende silenzioso.

*

Sogni da bambino

Le vernici invisibili!
Chi non ha sognato di trovarsi nello spogliatoio delle ragazze
magari con gli occhiali a raggi x, per vederle meglio.
E poi le radio allo strombolio di fragolosio
quelle che creano interferenze che bloccano le onde bugiardiche
e ti fanno dire la verità così ti sgamano sempre.

Ma sono così tanti e veloci questi sogni
che all' ultimo non ricordo il primo.
E ho pensato..
sono grande,
da grande non servono tutte quelle cose,
basta premere sugli occhi e appaiono volti e paesaggi e corpi prima invisibili,
basta premerli un pò di più coi pollici e si mischiano con le nuvole
e poi le oltrepassi fino ad arrivare alle stelle
e ai pianeti coi loro anelli
e soli gialli girano tutto intorno con contorni sfavillanti
e poi la solita scritta,
bianca e sfolgorante su sfondo rosso.

Quando apri gli occhi la trovi ancora lì,
proiettata sul muro bianco,
e ti accorgi che, in negativo,
è un enorme fungo atomico in un cielo in fiamme.

"ma come fanno gli angeli a volare in un cielo rosso rosso"

E lo stai a guardare.

*

Gioia

La gioia non è una cosa grande,

è una bimba piccola piccola.

Ti devi inginocchiare,

metterti alla sua altezza.

Poi apri le braccia,

lei prende la rincorsa

e ci corre dentro.

 E l' accogli.

 

Per un istante non siamo più lì,

abbiamo  ali leggere .

*

Verrà un giorno

E’ sicuro.
Verrà quel giorno.
E verrà perchè c’ è chi già lo immagina.

Si potrà uscirà di casa
e trovare una cabina,
tipo le vecchie cabine telefoniche.
Ci si potrà entrare e uscire sulle rive della Senna
per una passeggiata
O in Stephansplatz
ad ammirare la cattedrale
e cercare quella pianista cinese che suona tanto bene.

La sera si potrebbe andare a Salisburgo,
per una cena al sushi rotating bar..
strano ma vero..
Va bè, all’ inizio basterebbe la riva di un lago qui vicino
o il centro di Bologna
chè lì “non si perde neanche un bambino”.

E la sera basterebbe un posto per guardar le stelle
che già ho visto in un lontano ieri.

E verrà quel giorno.
E’ sicuro.
Devo solo tener duro per esserci.

*

Primavera

La strada per i monti mostra antiche primavere sempre nuove.

I rossi sfacciati

e i bianchi purissimi

i rosa timidi

e gli allegri gialli delle Ginestre.

 

I monti come profili di giovinezza,

e primule tante,

i soliti due merletti neri saltellano

sulle gambette esili, tra l' erba.

 

Sembra dicano alle betulle tutt' attorno

ancora nude

è primavera!

Sì, adesso è primavera

fuori e dentro.

Anche le betulle si vestiranno presto

con l' abito nuovo

e danzeranno, braccia al cielo,

se il vento vorrà.

 

*

Un’ anima

E' venuta a trovarci un giorno
non si sa perchè
nè quanto tempo rimarrà.
Forse è entrata dagli occhi,
come fa la gioia a volte
e la nostra casa ci è sembrata troppo piccola per contenerla
così che si allestiscono sempre nuove stanze,
per renderla accogliente,
perchè rimanga.

 

E ogni tanto si mostri.
Come una nuda primavera
nell' abito fiorito di nuovo.

 

A volte parla come in sogno.
Chiede solo un prezzo da pagare.
Che l' ami,
e la ricordi da sveglio.

 

foto mia

*

Un altro desiderio

C’èra una donna sulla colma
bellissima
tra il verde raccoglieva i fiori
vestita dello stesso colore
e i ciclamini
del colore della sua vita
il viso ora è dissolto nel sole.

 

Qui, oggi, il ragazzo è uscito sul balcone
a fumare una sigaretta,
scarteggia un plettro sfregandolo sul mi basso,
per fare le note più ruvide
intanto unisce con lo sguardo puntini luminosi di stelle
per farne desideri portare nelle tasche
Disegna una donna china sui fiori
alla colma
vestita dello stesso colore
il viso dissolto nel blu profondo della notte.

 

Non è mai rientrato
non ha mai smesso di fumare
nemmeno ora che il fiato manca
e la vista traccia raggi attorno alle stelle,
e sdoppia la luna
e non se ne vede il centro.

Continua a disegnare
attento ai particolari
con tutti i suoi desideri in tasca
e ancora lo stesso plettro.

Sogna un vestitino nuovo,
di un colore mai visto
su un viso in pieno sole  al davanzale.


Sarà un altro desiderio
da portare nelle tasche.

 

foto mia (al borgo di Lovere)

*

Un’ armonica

Babbo storceva il naso
e parlava poco
la musica era solo un sogno,
un bel sogno sì,
ma non valeva giorni persi di lavoro
diceva.

Intanto suonava l' armonica
e anche i fili d' erba
e l' aria si riempiva di suoni
tra i narcisi e i ciclamini
sopra Brunate.
Da lassù guardava il lago
e il profilo dei monti all' altra sponda
e quando guardava all' altra sponda
aveva la mia stessa età
non misurabile in anni.

 

E questo ho imparato.
Quando io guardo all' altra sponda
e seguo il contorno dei monti
come lui,ho la stessa sua età
non misurabile in anni.
E salgo ai narcisi e ai ciclamini
e trovo una fisarmonica che suona.
Basta una gita,
una strada
un colore,
un suono.
Un cannone a metà tra il cielo e il lago
che spara lontano un ricordo.
E risorge.

 

"E suonare mi tocca per tutta la vita".

 

foto mia

*

Vieni giù dal pero

Il nipotino dice che ogni tanto sto a parlare con gli angeli,
vuole solo dire che a volte non sto attento.


E io però penso che è vero
sul mio pero ci sono angeli magnifici
che danzano, e si accarezzano
e risplendono
e il pero si è fatto altissimo
tanto che quasi non si sente più il solito Vieni giù dal pero.


Devi stare in silenzio a guardarli
se vuoi accarezzarli svaniscono
che solo una mano d' angelo può accarezzare un angelo
e mamma diceva guardare e non toccare
e poi aggiungevamo
è una cosa da morire.
Era una Grande mamma.

 

Questo pensavo
fino all' altro giorno
finchè, dovendolo chiamare, non ne ricordavo il nome
per un lungo dieci secondi
ho passato in rassegna tutti i nomi conosciuti
compreso quello di zia
che mi chiamava bravo signore
e intanto chissà dov' era.

 

Poi ho pensato che, forse, anche lei stava a parlare con gli angeli.

*

Unico corpo

Nel sogno sei così sfumata,
come in un blur di photoshop
sarà che al risveglio fatico a ricordare
ma ricordo l' incanto.
Allora, nei disegni di domani
ti dipingo una vagina purpurea tra le gambe

con pennellate feroci e marcate
e poi sto a guardarla
e penso che non ne sono degno
perchè non è origine
o nascita
ma meta e desiderio di possessione.

Desiderio di entrarci
in quel buio profondo che ho disegnato tra le pieghe
di venirti dentro ad abitare
e non volerne più uscire,
o non riuscirci più.
Ma non c'è lo stesso incanto,
così prendo e sfumo tutto
con un blur di photoshop.
E d' improvviso
il mio corpo è il tuo corpo
e il tuo il mio
il mio sesso è il tuo
e il tuo il mio
è ancora incanto
non importa più cosa c'è tra le gambe.

Sei tu che vieni ad abitare.

 

immagine Alvin Booth

 

*

Elleboro

E poi ti accorgi che non è come nelle poesie.

 

Un giorno sali alle colme,
al grande prato sul limitare del bosco dei ciclamini,
il prato tanto cantato,
il prato dove correvi nel sole
tra api e farfalle
e le bambine erano belle,
i fiori tanti,
le freccie rimbalzavano agli alberi,
e un' armonica riempiva l' aria.

 

Un giorno sali alle colme dicevo,
e scopri che il grande prato non è poi così grande,
come se il bosco fosse avanzato a prenderselo
ma nel bosco non ci sono ciclamini,
e allora cerchi la scusa della stagione,
l' inverno è quasi finito,
ma anche al prato non ci sono fiori,
nè api o farfalle..
sarà che non è stagione.

 

C'è solo un elleboro,
dove il prato finisce e scivola ripido a valle,
se ne stà lì, col suo verde sfacciato, e ride,
come a dirti inutilmente povero illuso,
vieni giù dal pero.

 

Inutilmente, appunto,
perchè era un nocciolo quello dove mi arrampicavo,
perchè non è pazzia,
io li ho visti i narcisi, e i ciclamini,
non era un sogno,
si sente una fisarmonica suonare davvero.

 

Forse più su, alla prossima colma.
Più su, la prossima volta,
devo solo smettere di fumare per arrivarci,
non di scriverne.

 

foto mia

*

Nascondino

Succede questo alla chiesa domestica,
ci si alza la mattina,
e magari dopo colazione giochiamo un po' a nascondino eh?
Tu conti, io mi nascondo
tanto goffo come sono lascio segni ovunque e faccio rumore
e poi mi trovi sempre.
Se non mi trovi continua a cercare che mamma,

l' ultima volta,
s'è nascosta così bene che ancora cerco.
Anche tu continua a cercarmi.

Fossi anche dietro un albero.

 

foto mia

 

*

Lilith

C'è una donna che passa volando sul tempo,
come fosse un' onda di memoria.
Ha seni alti,
glutei sodi,
e impudico inguine.
Splendida da ammirare.
Se trova un poeta, inerme,
si mostra nuda
(perchè è sempre nuda)
e lo uccide d' altro amore.

Non le servono armi per farlo,
nè braccia,
nè corpo fisico.
Senza una parola viene la notte a farti l' amore,
si nutre del tuo amore,
ma ti mostra i tuoi desideri solo per farsi sognare.
Canta in suoni e gementi melodie
e lascia sempre qualcosa
sperando nel ricordo
anche solo due piume sul comodino
insieme al profumo della gioia.

Se però la ricordi,
se ti sembra di rivederla in un' altra,
da sveglio,
t' accorgi che la sua immagine è un ricordo di altre vite,
dove l' hai gia vista,
dove forse era te.

E' invincibile,
come è il ricordo di lei.
Se qualcun' altro l' ha vista
sappia che anche lei ha i suoi sogni,

ma non sogna mimose,
sogna di essere sognata,
sogna qualcuno a cui dare un nome.

*

Allora è primavera

Già proposta, ma visto che primavera torna sempre... ripropongo, vestita di nuovo.

 

Allora è Primavera.

 

Quando ci prende il vento.
e ci porta con sè come aquiloni.
Nel cielo.
Quando il cielo si fa lago.
e il lago si fa specchio.
E dentro lo specchio i monti, e le colline,
e tu.
Quando le onde ti accarezzano
e, nascosti tra i monti, fioriscono i desideri.
Come boccioli.
Come primule.


Quando lei li guarda,
i miei desideri più nascosti.
Quando anche lei si guarda, in quel lago,
vestita dei miei desideri,
e si piace.


Quando le onde non son più acqua ma grano al vento.
e quando quel vento gira e gira
e porta i desideri a sbocciare e fiorire.

Quando anche lei si vede fiorire,
colma di quei desideri
e sboccia nel suo fiore più intimo e bello.


E si piace.

Allora sì che è Primavera.

 

foto mia

 

*

E ti mostravi orgogliosa

Ti ho fatto un ritratto
seguendo a matita ogni curva
visibile e non visibile
anche le più tormentose,
che metti in mostra orgogliosa.

 

E poi il viso,
riescono sempre male i visi,
e i graffi tra i seni,
guarda, risplendono.

Di certo anche più di uno
e ogni volta è una magia.

 

Perchè non sei più tu,
quella non sarai mai tu,
o forse sei proprio tu
e non l' ho capito.

 

Ma sì, sei proprio tu,
affacciata al balcone della mia immaginazione,
a cucire parole antiche in modo nuovo.

 

immagine Francine Van Hove

*

Piste del sogno

Io ci provo ancora, il giorno.
Imbocco il sentiero che s' addentra nel bosco
e che seguendo la vecchia ferrovia arriva alla cava da cross,
dove l' argilla rossa appesantiva le ruote
e le ruote si ribellavano schizzandola ovunque.
Il sentiero è cambiato
la vecchia ferrovia non si vede più
coperta d' erba e terra
e gli alberi che mi guardavano e guardano passare sono più alti,
così sembro più piccolo,
ma li riconosco, e anche loro credo
e tra qualche giorno vestiranno a fiori
per il prossimo passaggio.
Qualcuno è caduto lungo il sentiero
e rallenta il passo
già lento di suo
altri si son fatti belli,
di altri restano solo le radici.
La cava invece non è cambiata,
lì sono cambiato io,
l' argilla rossa in questo giorno di sole
impolvera solo un poco le scarpe,
questa bici non ce la fa
la devi accompagnare alle salite
e non decolla verso il cielo.

 

E così la sera.
Imbocco il sentiero che s' addentra nei sogni
e che seguendo vecchie piste arriva alle stelle,
fin dove le stelle correvano e giocavano
e io correvo con loro.
Anche qui il sentiero è cambiato
le vecchie piste non si vedono quasi più
coperta di bollette e impegni, e fastidi
ma le stelle che mi guardavano e guardano passare sono infinite,
così sembro sempre io il più piccolo,
e le riconosco, e anche loro credo
qualcuna manca
altre hanno forme familiari
e tra un po' brilleranno più forte
per quando tornerò lassù.

 

Non così la notte.
Dentro il sogno nessuna mancanza
e i più bei sogni giocano ancora tra le mani.

 

 

versione estesa 

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/03/01/piste-del-sogno/

*

Ho un Sogno

Ho un sogno.
E so dove trovarlo.
Così oggi prenderò la mia bicicletta e costeggerò il fiume.
O mi addentrerò in un bosco.
Forse prenderò una ciclabile,
ne uscirò nei pressi di un incantevole borgo storico.
O ai bordi di una pericolosa provinciale,
che va verso le rive di quel lago tanto caro,
ci andrò anche solo per ascoltarne l' onda.

Potrei anche passare dal quel prato,
dove c'è la quercia della mia giovinezza,
quella che mi faceva l' ombra.
C'è un altro posto dove potrei andare..
dove un giorno ho incontrato la mia tigre dai denti a sciabola,
e cercare di fargli paura, senza riuscirci.


Lì c'e anche una Madonna che non ti guarda,
e sta,
semplicemente sta,
di spalle al cortile guarda verso gli arbusti
proprio gli arbusti dove mi ingarbuglio sempre.
Altre volte vorrei trovare posti nuovi.
Che in fondo non importa il posto.
Perchè dove vedi il tuo io vedo il mio.
So dove trovarlo.
Anche da questa poltroncina dondolante.

*

Ricordi

Quando la penso,
un po' più forte del solito
ne costruisco il ricordo
e lei arriva sempre,
come a dire lo so,
sono qui,
bravo.

 

Come quando da piccolo desideravo una grattachecca
ed ecco che subito si sentiva il suono delle ruote sul pavè,
arrivava il carrettino del ghiaccio.
Si prendeva un pezzo bello grosso
per la ghiacciaia
che si poteva anche grattarne un poco
da mescolare con zucchero e limone.

 

Ma questo probabilmente non è vero
chissà quante volte non è arrivato quel carrettino
lasciando un desiderio.

 

Perchè i ricordi cambiano
e si inventano,
e ci si illude siano veri
e io sono qui
e non sono bravo.

*

Metti che

Metti che leggi una poesia,
ti sembra di intravedere una donna dentro,
e pensi..
ma questa è lei.


Metti che
ne leggi un' altra,
e ti meravigli di come fa.

 

Come fa questo scrittore a sapere della terra che hai mangiato.
Degli amori che hai avuto.
Dei tumulti che hai nel cuore quando guardi un lago
Della gioia che hai in petto quando guardi una farfalla,
o una rosa.
Dello strazio che ti prende al ricordo del bimbo che hai lasciato nel bianco.
Della dolcezza che ti si scioglie in cuore per una favola.
Per un sogno.
Per una cosa lontana e lacerante.
Irraggiungibile come le stelle.

 

Metti che un giorno provi a scriverle tu tutte queste cose.
E leggi solo l' ombra di quello che volevi dire.
Ma continui a scriverne.

 

immagine Alvin Booth

Alvin Booth2

*

Scendendo il fiume

Ti sei fermato un po'.
Un giorno, scendendo lungo il fiume hai trovato un' ansa così bella che ti sei fermato un po'.


L'acqua faceva mulinelli sulla superficie
e giocava coi sassi,

limpida e chiara
sembrava un' eterna estate

l' erba era verde
e la ragazza al bagno si vestiva dei tuoi sguardi.

 

Eri partito da un piccolo foro, nella roccia,
dove l' acqua sgocciola in un vecchio bacile
e scolma, scendendo a valle
e corre
e cade in pozze insieme all' arcobaleno.

 

Ma quell' ansa era cosi bella che ti sei fermato un po'.
Non so la durata
era un' eterna estate
ma le cascate, più avanti, e le rapide,
erano così attraenti
che sei sceso seguendo la corrente.

 

L' ansa è rimasta uguale a quell' eterna estate
e la ragazza aspetta uno sguardo.

 

L' ultimo salto, insieme all' arcobaleno, è a senso unico,
troppa l' altezza per tornare indietro,
ma evaporeremo un giorno
ri-usciremo da quel foro
e ripasseremo di lì,

in un' altra eterna estate,
sempre uguali cambiando.

 

*

Alibi

Sono quello che ho intorno,
non chiamatemi poeta
o musico o altro.

 

Se vado così spesso alle rive di un lago
è perchè lì sono l’ aria che increspa la superficie
o l’ acqua calma e scura, profonda.

 

Sono i sentieri che salgono a Brunate
col muschio tra i ciottoli,
e alla colma non so più che anno è
nè quanti ne ho
sono il bimbo in eterna fuga,
col motorino nero troppo grande.

 

Sono il bimbo con l’ arco e le frecce, a caccia di ragni,
che, attenta!, qui ce ne sono molti.
Sono il ragazzo che guarda le nuvole dall’ alto..
con le mani sporche di grasso di catena.
Sono un suono di armonica e fili d’erba tra i narcisi.
E alla colma c’è ancora mamma che prepara il pic-nic,
e sorride,
perchè le rubo il plaid
per un rifugio sotto il nocciolo
Oh, lo so che la sera poi si torna a casa
ma io lì lo scrivo, alla colma,
con uno strumento tecnologico.
Lì lo scrivo,
sul grande prato dei narcisi,
appena fuori dal bosco.
Lì lo scrivo di quel sorriso,
e si nota la mancanza,
perchè in realtà, alla colma son solo,
non c’ è nessuno,
solo un pò di vento
che bisbiglia tra le foglie del nocciolo
che offre ancora riparo dal sole.

 

Se lo scrivessi a casa, la sera,
fingerei quel sorriso,
fingerei quella mancanza.

 

foto mia

*

Donna

E' un rifugio il tuo seno,
la schiena un pentagramma di note e pause.
Sulle tue gambe si regge tutto il tuo essere

Lingua dolce di miele.
Fianchi come rive di un fiume sinuoso.


A volte asciutto,
e allora sei un letto di pietre e limo,
ma basta solo un abbraccio di pioggia,
una lacrima che irrighi la terra.

 

Una che da sola basti
e non rifletta il cielo.

 

*

Non ho la parola

La vedi la mattina, appena sveglio,
s' alza pianissimo,
ogni giorno,
in alcuni filtra tra il verde degli alberi e porge un buongiorno
in altri si spande e riverbera su un bianco di neve
in altri ancora alza goccioline danzanti nelle pozzanghere,
e il cielo è tutto grigio.
In fondo non importano i colori,
quella cosa che si alza ti prende,
ti porta a vedere tutti i colori dell' arcobaleno.

 

Ti tiene un attimo eterno
poi è tardi, bisogna andare.

 

Ma resta una sensazione,
come aver visto qualcosa di invisibile
che si percepisce bene,
un sentiero verso la gioia e l' armonia.
O il contrario, l' armonia che sta per venire..
E non ho la parola per dirla.
Fotografi ogni secondo della giornata
cercando in ogni fotogramma quando viene.

 

E' come una fame di meraviglia
che non sfama mai,
Rende miracolosi i giorni.
Perchè poi viene,
sempre.

 

13 - 1

*

Oggi lo so

Rileggendo un vecchio scritto:

https://www.larecherche.it/testo.asp?Id=3344&Tabella=Narrativa

 

Oggi lo so,
quel bambino dagli occhi neri e furbissimi
quello che non sapeva stare nel banchetto
guardava sempre dalla finestra un altrove che non capivo
verso dove le rocce slavavano nel buio.

 

Oggi lo so,
all' uscita di scuola non erano le case di Como che vedeva,
le sue avevano gli occhi strappati
e fantasmi alle finestre,
meno una,
quella verso cui accellerava il passo.

 

Oggi lo so,
lo chiamavano il figlio della iugoslava,
e lei jugoslava non era,
quel bambino era tutto ciò che era.

 

Oggi lo so.


Oggi sono nato ancora
a Fiume,
In qualche altro mondo,
e guardo le case col cuore strappato.

 

*

Segni

Puoi vedere cosa non c'è scritto in questi segni d' inchiostro.
Questo è il bello.
Puoi vederli diluire e sgocciolare,

neri lungo il foglio,
Anche se dicono del sole.

 

Foto mie (elaborazioni)

*

Meraviglia

E' entrata un giorno e il tempo s'è fermato
crescono rigogliose
da allora le margherite
la sento passeggiare
quando tutto tace.

 

Avevo già sognato tutto
e l' avevo sognato perchè voleva farsi sognare
forse è il sogno la via tra i mondi.

 

E' entrata un giorno e il tempo s'è fermato
la sento passeggiare
quando tutto tace.

 

Avevo già sognato tutto
come su un sentiero invisibile verso la meraviglia
un sentiero dove non sai se vai verso
o se lei sta per venire.

 

E' entrata un giorno e il tempo s'è fermato
La sento passeggiare
quando tutto tace.

*

Sogni nel vento #GiornoMemoria

Se ve ne parlassi

non credereste mai

ai sogni che nascevano qui

ogni sera

all' apparire della luna

in un quadrato di finestra.

Se ve ne parlassi

non credereste mai che non sono mai morti

hanno oltrepassato la finestra

e ora vivono nel vento.

Senza parlarvene

tutti li ricordano.

*

Anima nel vento

La notte,
dopo che il giorno s'è spento
lentamente nella sera,
lei esce da questa stanza,
silenziosa.
Non serve rincorrerla
ti mostra tutto quello che vede.

Eterea e impalbabile come il pensiero,
scivola sul vento della notte,
vola attraverso boschi e laghi
o sopra le luci della città,
entrando in altre stanze
mentre in questa un' altra presenza vola.

Io la conosco,
l' anima mia.
Si stacca come fuggendo da questo mondo
come se andasse a un furtivo appuntamento,
con altre anime in volo.
Tornerà al mattino,
senza dare spiegazioni,
riconsegnandomi a questo mondo.

Ogni giorno,
finchè un giorno,
stanca,
si scorderà di tornare
e resteremo là, nel vento.


-------------------------

Dopo i sogni
apro gli occhi al giorno
Sole nascente

*

Una piccola cosa

E' una cosa piccola, l' anima,
credi che che abiti il corpo.

Invece è là fuori,
in qualche luogo.
Forse nella mente di una ragazza
che fece oplà un giorno
oplà e un bacio
oplà, un bacio, un salto e un girotondo.
E tutti giù per terra.

A volte è al bosco,
in cerca di una radura,
di un' angolo d' azzurro
da cui aprire le ali al volo,
e salire verso la colma dei narcisi.

Ma quando sta dietro ai vetri dei tuoi occhi osserva il mondo
osserva gli alberi curvarsi al vento
e il cielo, e le nuvole baciarsi.
E' lei che te lo fa notare.
Non so come fa
ma è da questi occhi che si guarda apparire in angolo di cielo
volare radente tra gli alberi
e salire veloce ai narcisi.

E' una cosa piccola, l' anima,
solitaria e sempre un po' bambina.
Non le importa del tempo
o di quanti anni hai dietro quei vetri
come quegli alberi
che si baciano
lucidi di pioggia
e che non sanno la loro età.
Puoi averne tredici o diciannove
quaranta o sessantasei.

Si nasconde tra le righe l' anima
ma se qualcuno crede di vederla,
lì tra le righe,
tu dì che non è vero,
e non sbaglierai perchè è la verità.
Sarà già altrove
per un altro giro.

 

E' una cosa minuscola, l' anima.
E'una piccola scintilla d' infinito vagante.

*

E girano le date

E girano le date

come in un carosello

e girano i paesaggi

ma tu, sul tuo cavallo,

tu sei sempre quello.

 

Metteranno degli specchi

un giorno, tutt' attorno

e sparirà il cavallo

con tutto il carosello.


Avranno la tua faccia

e tu sì,

tu sei sempre quello.

*

Le cose che restano

Io non lo so dove restano le cose che non sono più,
o che semplicemente non sono.


So che riempiono spazi fatti d' aria,
li riempiono di di vibrazioni,
costringono le stelle a seguirne i contorni
e imprigionano le nuvole e altre cose dentro quei contorni.

E' così che al bosco ci sono alberi che non sono alberi
e a guardarli ti chiedi se la notte lì da soli hanno paura
o se aspettano mattina senza timori illuminati delle stelle.


E è così che ci sono cespugli di margherite che danzano al vento
su una musica inudibile,
come in un giro di valzer.
E' così che al lago gli spruzzi non entrano in una figura che brilla al sole.
Facile l' alibi dell' illusione, delle mancanze o della fantasia.

Ma poi i monti riflessi nell' acqua disegnano skyline di città mai viste
e le macchie tra il verde mostrano il mistero di volti inconosciuti.

*

In cerca di me

Vedi come riappare l' infanzia in certi luoghi?
Come ombre ai muri, in esplorazione,
e le guardi passando tra loro, come ombra
e non ti volti
per non vedere chi ti guarda.
Prosegui, in esplorazione,
cercando a ogni angolo un segno.

*

Una piccola poesia

C'era una piccola poesia,
che si rannicchiava sul mio petto
cullata dal respiro.

Stava così e dormiva,
così lontana coi suoi sogni senza tempo.
Nelle orecchie aveva il mio cuore
e il respiro era il ritmo del suo sognare
la mano sui capelli il vento che la spettinava in sogno.

 

Oggi è vestita del suo colore preferito,
non dirle che è rosa, è pink,
non sa che sono qui
col suo cuore di due anni in petto e non ci sta,
starà un poco a guardare in giro
magari addossata alla parete
poi sceglierà nuovi giochi e amici.
Mamma poi torna sempre.

*

Una strana befana

La bruceranno.


Lo sa.
Fosse anche solo perchè è femmina
e gira sola e libera la notte,
scopamunita e indipendente
portando gioia a tutti.
Non è neanche più tanto gnocca,
fuori dai canoni maschili.


Ma in questa notte magica,
si sfinirà
donerà tutta se stessa
porterà ai bimbi e ai bimbi nel cuore la gioia che meritano
e tutti gli animali parleranno male dei loro padroni
che non li sentiranno.


Si sfinirà.
Quando la bruceranno sarà già morta.

*

Tettebelle

Tettebelle sta dormendo.


Quando dormi non sai di dormire
così Tettebelle non sa che il suo corpo si espande,
si espande in nuvole bianche e nere
e si indora al sole.

 

Io sto a guardare il cielo,
da sempre,
pieno di nuvole bianche e nere,
di schiene,
e cavalli
e sogni,
e di vento che gli dà vita.

 

Perchè Tettebelle è un sogno
e vive di vita mia.

 

*

I più begli auguri

Mi svegliava la mattina.
Perchè non dovrebbe succedere ancora?
Da piccolo chiudevo gli occhi
e mi trovavo su una nave pirata,
tra onde e tempeste
o balene bianche da inseguire.
Poi col sonno la nave partiva per le stelle.
E la mattina mi svegliava,
ed era festa
e un bacio,
e sotto l' albero appariva ancora magicamente qualcosa.
Perchè non dovrebbe succedere ancora?
Devo solo chiudere gli occhi e non ascoltare i rumori di questo mondo,
Arriveranno magicamente da un mondo a fianco.

*

Davvero non lo so

Io davvero non lo so
se Natale sta o non sta nelle luci
che in questi giorni riempiono le strade e le case,
nelle comete al neon,
nell’ allegria delle cene
o nelle modelle in perizoma rosso e ponpon che occhieggiano dagli schermi.

 

Ognuno ha o non ha il suo.

 

So che c’è in cuore, il mio, come una preghiera,
un’ orazione segreta dove taccio,
inutilmente,
le speranze più oscene.

*

Sogno erotico serale

Forse dovrei fare come quel mio amico,
quello che suonava la chitarra,
come me,
si siedeva a bordo palco, le gambe penzoloni
chiedeva allegramente a tutte un rapporto orale..
veramente lo chiedeva a tutti.
Probabilmente così ne ha avuti più di me
anzi questo è sicuro.

 

Ecco, dovrei fare proprio così,
e dirtelo, che voglio guardarti tra le cosce,
di una spalancata bellezza
e baciarti il sesso,
salire attraverso il ventre fino a baciarti i seni
mentre i sessi si mescolano
e continuare a salire
fino a giocarci, tra i seni
e poi ancora più su
per un bacio a fior di labbra.

 

Potrei trovare il coraggio in un bicchiere di prosecco
ma non credo stia lì dentro, il coraggio
e le uniche bollicine che conosco sono quelle dell' aranciata.

 

Ecco, te l' ho detto (che non riuscirò a dirtelo).

*

Non sono più lì

Vi ho mostrato i pendii che salgono ai narcisi,
e più su il profumo del sole sullo zafferano alpino.
L' albero rifugio al limitare del bosco,
i suoni dell' armonica nell' aria leggera.
Ma non sono più lì.
Il mondo era un pezzetto di cielo
dove un falchetto disegnava le sue traiettorie
e si gettava a piombo sul lago
per il brillio di un dorso,
e io ci stavo sotto.
Ma non sono più lì.
La casa sapeva di legna
e di caldo buono,
c'erano giardini segreti
e farfalle tante
e bruchipalla sotto ogni sasso.
Ma non sono più lì.
Lì non pensavo di scriverne,
bastava viverle,
il sogno era il risveglio
con nelle orecchie un canto
e una voce.
Ma non sono più lì.

Non so se sia questione d' età o di maturità,
ma a me piace anche qui
e l' amore adulto,
i seni di una donna,
i fianchi,
gli inguini coperti da mutandine minuscole
e i seni enormi,
percorrerli col pensiero e con le mani.
Adagiarmi al loro calore,
tra le lenzuola.
Mi piace questo quotidiano amore.

 

Ma non sono più lì.
E un po' mi manco.

*

Quando il Natale era Natale

Quando il Natale era Natale
il mondo era pieno di luci
e il cuore dei bimbi s' incantava.
Quando il Natale era Natale
si faceva a gara a chi ne vedeva più
a chi vedeva le più belle
e ancora è così.
Quando il Natale era Natale
i bimbi scrivevano letterine
e il cuore era pieno di speranza.
e ancora è così.
Quando il Natale era Natale
l' attesa era magica
per quella notte,
e ancora è così.
Quando il Natale era Natale
quella notte il sonno era un nemico invincibile
nessuno ha mai visto il visitatore
ma il mattino se ne trovavano le tracce.
e ancora è così.
Quando il Natale era Natale
si cantava scendi dalle stelle
in coro
e ancora si fa.
Quando il Natale era Natale
una cometa viaggiava brillando
e diffondeva la sua luce.
E ancora brilla per chi la guarda
e anche per chi non la guarda.

Sarà ancora Natale a breve
e, te l' hanno già detto?
Babbo Natale non esiste,
è roba da bimbi,
solo loro ci credono
e quando lo diranno anche a loro
si nasconderà in un angolino del loro cuore.
Ma è lui che spinge mamma e papà a far loro doni.
E' lui che li ha portati a loro un tempo
e poi si è nascosto
in un angolino del loro cuore
quando han detto loro che non esiste.

A me piace ancora Natale.
Davvero.
Piace prepararlo, con cura,
piace l'odore dei peperoni arrostiti e della cucina.
E poi la sera, tombola e scala quaranta,
carte da regalo strappate dappertutto,
e confusione tanta.
Profumo di panettone,
di buono,
di gioia.
Gli occhi dei bimbi pieni di quella gioia
saranno la gioia mia di oggi,
un regalo che da bimbo non avrei mai immaginato.

Se pensi che sia solo la festa di una sera,
e magari finta,
vuol dire che non hai neanche quella.

*

Non uscire

Non uscire.
Non uscire da qui,
è una piccola stanza
la stanza della musica.

 

Da fuori non lo diresti mai,
nulla si sente,
ma dentro ci sono onde che premono sul petto,
dove abiti, in altre stanze,
onde spinte da tremila watt.


Come fa un' espansione in sol sulla luce di scarico.

 

Per un paio d' ore non uscire.
Non uscire di qui,
anche se è una piccola stanza.

*

La gonna di Jenny

Sta per piovere,
rotolano bocce oltre le nuvole
che si agitano al vento
Angeli o demoni ci stanno giocando.
Il lampo che le attraversa
accende la tua gonna in cielo
gialla, di un giallo intenso
che gira, e danza,
al ritmo delle nuvole.
Altri lampi mostrano altre danzanti meraviglie.
L' aria è carica di suono.
Poi piovi.

*

Questo è

Dicono che l’ amore sia questo scorrere veloce del sangue,
questo suo riempire le vene e i corpi cavernosi.

 

Ma non credo che basti.

 

Allora forse è questo pensarti sempre,
questo vederti, in ogni luogo dove non sei, senza cercarti.
Oppure questo accostarti il passo di nascosto,
questo ostinato portare nelle tasche quello che non sei.

 

Ma neanche questo credo che basti.

 

Poi un giorno ho sognato un luogo dove non c’eri davvero,
neanche cercando.

Le tasche vuote, la paura forte,
non c’ erano ftrade che ripartivano da lì,
nessun altro luogo dove andare,
in quel luogo senza te non c’era nient’ altro.
Neanche gli angeli ad ascoltare o suggerire.
Il mondo finiva lì senza di te.

 

E questo è.

*

Letterina-bis

Voglio proprio scrivergli una letterina.

 

Perchè lui abita la fantasia
lo stesso luogo dove abita anche lei da un pò.

Potrei scrivergli di darle un bacio per me
e augurarle un buon Natale,
vorrei anche che le dica che sto bene, ma lei non ci crederebbe.
Potrei scrivergli che ho ancora paura
come quando, da bimbo, mi lasciava la mano,
e cadevo,
ma adesso sorrido quando la penso,
ho appreso l' equilibrio.

 

Ecco, l' ho scritta.
Tutto qui.
Non scrivo altro.
Ma lo penso.
Lui ascolta anche i desideri pensati.

*

Everywhere

Le anime tornano da dove son venute.

L' aveva sognato
l' aveva sentito crescere nel ventre
avrebbe avuto due occhi neri e vispi
lo vedeva già, tra i giochi di bimbi
correre al prato nel sole
o lanciare frecce, di legno, al bosco.
L' avrebbe accompagnato a scuola
e si sarebbe fatto grande
si sarebbe sbucciato i ginocchi prima
e il cuore poi.
L' avrebbe lasciato volare
al momento giusto,
e già immaginava il distacco.

Ma era un uomo,
si toccava il ventre
e sapeva che non sarebbe mai successo.

Resta però un' anima,
che non torna,
resta ovunque,
nei prati, nel sole
o tra gli alberi al bosco
con le ginocchia sbucciate e l' archetto di legno,
e gioca
e vive per sempre.

*

Aria dicembrina

Che strano,
l' aria stamattina sa di mattine di dicembre antiche,
nel cortile di una caserma a Chiusaforte
spaesato e spettinato dal vento di Tarvisio che asciugava la valle.
Gli occhi al Fella che scorreva non ancora tranquillo verso casa
e faceva sognare un ritorno di sicuro lontano.

 

La stessa aria che invece là sapeva di mattine di dicembre casalinghe
quando si guardava il Cosia sfociare nel lago.

 

foto mia (foto nuova, stelle vecchie)

 

*

Un caffè

La mattina appena alzato metto gli occhiali,

un paio d' occhiali sempre un po' sporchi

con una lente ingiallita dal fumo.


È ora di un caffè e guardo fuori,

il cielo è grigio oggi

ma un grigio come lo disegnano i bimbi

a strisce e macchie d' azzurro

e gente che ci vola dentro tenendosi per mano.


È l' ora del caffè

guardo al fondo della strada,

all' incrocio da dove spunterà

vestita di pink

e tra un attimo sarà qui.


Ma è l' ora del caffè,

bisogna andare in cucina a prepararlo,

e nell' attesa dare una sciacquata agli occhiali

per vedere meglio fuori

che lei non arriva mai quando lo scrivo in una poesia

*

Il sogno è una bolla

Il sogno è una bolla,

una bolla di sapone,
e da questa poltroncina si vede bene.

Sei così bella riflessa sulla superfice esterna,
è vero che lo sei sempre ma lì ti vesti di nuovi colori e lucentezza.


Questa poltroncina sta proprio sull’ orlo
e sull’ orlo sta scritto fin qui e non oltre,
oltre è terreno scivoloso di sogno
toccarlo potrebbe farla scoppiare.

Solo dopo che gli occhi si son fatti pesanti la puoi penetrare.


E volare via insieme.

 

foto mia.

 

*

Un piccolo luogo

A un certo punto della provinciale,
a destra si vede un santuario, in cima alla collina.
Lì devi girare, nella strada che sale alla cima.
Ma non è quello il luogo.

Scendendo dall' altro versante c'è un lavatoio..
deserto ora,
ma se ti siedi sulle sue panchine in pietra puoi sentire il profumo del sapone,
il vociare delle massaie e
il ridere dei bimbi che giocano nel prato a fianco.
Ma non è quello è il luogo.

Proseguendo la strada si fa sterrata inoltrandosi nel bosco,
poi scende verso il fondovalle passando da uno spiazzo,
cintato da siepi,
con un crocifisso in legno e rosari appesi,
ma non cè nessuno.
Neanche quello è il luogo.

Da lì in poi la strada si fa più ripida e sconnessa,
scende veloce e scura d' ombra,
passa da un' antica abbazia, in mezzo al bosco,
e c'è un abbeveratoio, dopo un tornante, tenuto colmo dalla sua una fontanella.
E' un luogo sperso nel tempo,
la provinciale è lontana,
non fa più rumore.
Ma non è il luogo.

La strada adesso si fa peggiore,
scavata dall' acqua che tracima lavando fuori i sassi,
ma ancora qualche tornante e si arriva a fondovalle,
lì c'è un ponticello che passa sopra a un fiume che scorre calmo,
tra filari d' alberi e prati ai lati
e fiori e api
e l' aria si apre al sole,
non è più umida e scura.
Non è lì.

Pochi km ancora e si arriva a un' altra provinciale, verso casa.

Casa,
ecco,quello è il luogo,
da lì puoi tornare all' inizio della poesia e riscriverla,
mettendo tutto quello che non hai detto,
parlando dei compagni silenziosi che accompagnano il viaggio
da lì, magari con una bici argentata,
proseguire verso la fine del viaggio.

O inventarne un altro.

*

La città dei balocchi

La città brillava quella sera,
brillava di stelle e luci e colori.
e non erano in cielo,
ma su tutti i muri,
e qualcuna cadeva a terra.

 

Lo so, è una fila di proiettori a disegnarle
è solo una cosa commerciale,
per attirare gente,

possibili acquirenti ai mercatini di Natale.

 

Ma la città brillava e i muri parlavano
e quella era proprio la mia città,
la piazza dove saltavo da un lastrone della pavimentazione all' altro
attento a non finire sulle fughe.
La piazza fin dove a volte arrivava il lago
che ci potevi entrare con la biciclettina.

 

Però neanche da bimbo è mai stata così piena di stelle.


Non c' era il bimbo quella sera,
c'ero solo io, con tutti gli anni che ho,
con gli occhi pieni di stelle,
a rincorrere quelle cadute per saltarci dentro.

 

Dicono che per ogni stella caduta c'è un desiderio
Chissà se da dentro la stella il desiderio vale di più.

 

 

*

Letterina

Un tempo scrivevo letterine a Babbo Natale,
e non ero ridicolo.
Ora so che il dono più grande non era il regalo,
era la letterina,
qualcuno l' avrebbe letta
e fatto di tutto per darmi uno stupito sorriso.

 

Ora che so le scrivo ancora,
so dove metterle
e lui sa dove leggerle
e sarò ridicolo
e potete pure ridere.
Ma lui sa dove leggerle.

E mi regalerà ancora uno stupito sorriso.

*

Sulla statale dei 5 laghi

La statale costeggiava un lago dove non son mai stato
sulla sinistra monti, e colline,
campanili nel biancazzurro del cielo
e tutto il verde pieno di sole.

 

Poi c'è stato un attimo,
un attimo lungo una vita, un' altra vita,
c'è stato un attimo in cui non ero io,
non ero io a guardare tutta quella bellezza,
quei campanili nel biancazzurro sopra al verdesole.
Non era un semplice immaginare un altro cuore.
Ero in un altro cuore.

 

Il lago poi è apparso a destra,
e una vela bianca che appariva e spariva tra gli alberi si è ripresa l' attenzione.

 

Mi son fermato per una foto
e più avanti in un posteggio dove non son mai stato
che sotto c'èra la Dora mai vista che voleva essere rivista
e qualcos' altro che dovevo rivedere,

ed era proprio lì.

 

foto mia

*

Quadro

Nel quadro la dominante è il nero.
La zingara nel quadro mi accompagnava ai sogni,
col suo sorriso e il suo odore di colori a olio secchi.
Il rosso parigino, il bianco dei voulant e un poco di verde tra i fiori.
Ma non è che sorridesse sempre,
quando il buio vinceva sulla luce e restava solo un' ombra sulla parete
più di una volta l'ho scoperta piangere,
sorpresa da un lampo blu elettrico dei filobus sotto casa.

 

Forse aveva un dolore
forse sentiva il mio.

 

Ora la parete dove stava si è fatta d' aria
così che la mia zingara è ovunque
dissolta nella stessa aria, tra cornici di monti
nella nebbia che sale dal lago all' imbrunire.

Sa che non la vedrò più nella sua cornice vera.

Ma come allora mi accompagna ai sogni sorridendo,
finchè poi il buio vince sulla luce...

 

Forse ha un dolore
forse sente il mio.

*

Una via d’ unione

Forse è davvero nel sogno la via d' unione
e quando la vedo passeggiare,
e non serve che dorma,
quando la vedo passeggiare portandomi dentro
mi trovo per gli stessi viali dei giardini
tra gli alberi fioriti,
cullato dai suoni del lago.

 

Un uomo le tiene la mano
e sognano
e lei a un certo punto sorride,
e mi guarda passeggiare per gli stessi viali,
già grande,
portandola dentro in altro modo.
E sono proprio io, tra gli alberi fioriti.

 

Forse è davvero nel sogno l' unione
lì quello che era è
quello che è era o sarà.

 

*

L’ ora muta

C'è un' ora muta,
quando il sole scende oltre i monti.
In quell' ora il lago s' indora, e pare calmarsi,

è lì che manca
e non è solo nostalgia
o tutte quelle balle sull' età
che fa lacrimare gli occhi.

 

È che il tempo senza è sempre di più,
è che gli anni sono sempre di più,
è che non ricordo la voce,
la voce in-canto sulle rive di un sogno.


Per questo sogno spesso
sperando di sentirla
chiamare il mio nome.

 

E l' ho sentita stamattina,
inconfondibile,
forse tardavo a svegliarmi
stanco della giornata di ieri
e l' ho sentita,
strano come possono esserlo i sogni non c' era nessuna parola
solo voce che era presenza,
corpo,
e la mano che m' ha svegliato.

 

Ma non c' era nessuno intorno, solo un' ombra sul muro.
Forse mancava forte.

 

*

Invincibile

Lei passa volando sul tempo,
come onda di memoria.
Ha i seni alti,
glutei sodi,
e mostra un impudico inguine.


Splendida da ammirare.

Se trova un poeta, inerme,

si mostra nuda

(ma è sempre nuda)

e lo uccide d' altro amore.

 

Non le servono armi,
nè braccia
nè corpo fisico.

Senza una parola viene la notte a farti l' amore,
si nutre di quell' amore e ti mostra i tuoi desideri
solo per farsi sognare.
Canta in suoni e gementi melodie,
e lascia sempre qualcosa
sperando nel ricordo
anche solo due piume sul comodino
insieme al profumo della gioia.

E se la ricordi,
se la rivedi da sveglio,
t' accorgi che la sua immagine è un ricordo,
di altre vite dove l' hai gia vista,

o dove è stata te.

 

Invincibile,
così è il ricordo di lei.
Se qualcun' altro l' ha vista
sappia che anche lei sogna,
sogna di essere sognata,
sogna qualcuno a cui dare un nome che le dia un nome.

 

Disegno Roberto Ferri

 

*

Sogni

Vedi com'è l' amore?

 

Ancora mi riempie le tasche di sogni,
e io li porto in giro,
li mostro al bosco, come stendardi,
li infilo in qualche foro di un albero amico.

 

Ma forse lì poi muoiono.

 

Allora li porto al lago
a rimbalzare sulla superfice
li faccio volare come aquiloni, senza filo,
alcuni oltrepassano i monti
fino ai fiori di luna, oltre i narcisi,
qualcuno torna.

Torna in un ragazzo che viene sotto il palco
e mi dice che ha registrato l' assolo
così a casa se lo studia per farlo uguale.

Altri proseguono
fino alle mie amiche stelle
tra i cristalli colorati
e non so se torneranno.


O forse,
se torneranno,
saranno come quelli ai fior di luna.
Saranno sogni di bambino.

*

Memorie di un bimbo

Le mura erano di vetro
Ricordi?
Appena fuori dalle mura,
dove inizia la strada che sale a Brunate.
Le mura erano di vetro
e fuori tutte le tonalità del verde
i canti dei grilli e degli uccellini.
Lì non si sentiva la mancanza delle aule normali
grigie e immerse nei rumori della città.
Da quei banchi si poteva andare oltre
ricordi?

E noi eravamo sempre oltre,
a rotolarci nell' erba
o salire per i sentieri che entravano al bosco.
E' li che ti vedo ancora chinarti a raccogliere una ghianda,
per le operazioni di matematica,
o una foglia di platano,
per un collage,
o ancora le margheritine
da infilare in un bicchiere con un poco di inchiostro blu
per studiarne il sistema linfatico.


Non ci incontreremo più
Anche se saremo sempre insieme.

 

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/11/06/memorie-di-un-bimbo/

*

Passaggio a livello

La visuale è di più di un chilometro a destra
e molti di più a sinistra,
davanti appena una ventina di metri.

L' animo è impaziente, sofferente ai tempi morti,
ti inchini
e passi sotto per attraversare quei pochi metri.

Dall' altra parte una ragazza,
gonna ampia
stesso animo impaziente e sofferente.

Si inchina,
sorride mostrando quel che sa di mostrare
e passa sotto per attraversare.

Al centro
all' incrocio dei corpi
un sorriso senza muscoli.

Solo una vibrazione d' animo, uguali.

Non voltarti,
si volterebbe anche lei.
E potrebbe arrivare il treno.

Non voltarti.
Aspetta di essere oltre le sbarre.
Quando voltandosi si vedrà solo il treno in corsa,

e dietro, non vista, lei che lo guarda passare.

*

Rifugio

C' è una una panca tra gli alberi
sotto i cespugli di roselline selvatiche.
Un rifugio,
a volte serve un rifugio segreto e buio dove star solo.
Lì qualcuno ci vede,
e poi da lì si vede la strada per le stelle.

 

(elaborazione di foto mia)

*

Novembre

C'è profumo di torta in cucina
di mele buone.

Mamma non c'è in cucina.

Forse la finestra è aperta e viene dalle case vicine
ma è presto in questo primo di Novembre grigio e umido
è buio e non ho ancora alzato le tapparelle
la finestra certo è chiusa
e mamma non c'è in cucina.

Forse allora viene da un novembre antico
quando i Novembri erano rosa
e non ricordo se era più buono il profumo di torta o della sua gonna.

Starò qui ancora un pò
in questa magia di penombra che confonde le cose
e puoi guardare quello che non c'è
e mamma non c'è in cucina.

Dal rumore fuori piove
e dovrò alzarle le tapparelle
anche se mamma non c'è in cucina
e guardare giù, e scendere
a guardare gli iniettori che non schizzano
e l' auto non funziona
e mi sporcherò le mani
di nero e grasso
e sapranno di benzina
e niente,
non sapevo a chi dirlo che mamma non c'è in cucina.

*

Il vecchio fico

E' un vecchio fico selvatico
sulle sponde del villoresi
nessuno ne raccoglie i frutti
troppo asciutti
e troppo poco dolci ormai.
Così i rami son tanto carichi da arrivare a pelo d' acqua,
sembra stanco,
tanto stanco da non riuscire ad alzare le braccia al cielo.
Tutti lo vedono passando,
qualcuno nota anche le paperelle sotto le fronde
che si cibano dei suoi frutti.

 

Pochi si accorgono che sorride offrendo i frutti.
Nessuno sente il Villoresi scorrere cantando per lui.

*

Come fa il vento (riproposta musicata)

C'è l' uscita
là in fondo, dove svolta la valle,
là, dove spunta l' airone spaventato dal suono.
La imboccherò un giorno
la prenderò
come fa il vento.
C'è un' uscita tra le nebbie alzate dal sole,
per questo qui è pieno di posti luminosi da scoprire
l' acqua già attraversa la luce
so dov' è, e la prenderò.
Partirò per arrivare.
Sarò in salvo.
Nella sorgente.

************************************************

Ultimo (capo) lavoro di Augusto Madaschi,

musicista compositore cantante strumentista poliedrico.

(testo mio)

 

*

Sognando i luoghi di domani

Devo trovare un modo,

un modo per arrivare a un luogo dove la neve non è fredda

e il sole non scalda.

Un luogo dove le intemperie e il vento non fanno male agli alberi,

e gli alberi hanno la corteccia leggera, come pelle,

Lì la luce la fa trasparente

e dentro si vedono i sogni di tutti, e loro ne prendono la forma.

Devo trovare un modo per arrivarci passando attraverso il bosco

dove già si vede la via.

Devo trovare il modo per arrivarci dopo che lei l' ha raggiunto.

 

Non prima per non farla penare,

non troppo dopo per non farla aspettare.

*

Viandando per arcobaleni e laghi brillanti

C'è una strada, nuova, che taglia i paesi a lago passando alta sui monti.
E poi ci sono io, che ho sempre fatto quello che non va fatto,
irrimediabilmente, in modo irreversibile.


Così ho lasciato la strada nuova per la vecchia,
quella che costeggia il lago per poi salire alle cascate degli arcobaleni.

Tanto per lasciare che gli occhi si allaghino d' acqua
tanto per vedere le case sciogliersi nel lago tra le foschie
tanto per cercarmi ancora su quella strada
sempre dopo la curva
e sempre dopo ogni curva
un passo troppo avanti.

Intanto il lago brilla sotto il sole,


intanto cerchi un verso per descriverne la bellezza
o quello che è,
quello che forse per altri non è.


Poi pensi che forse tutta questa poesia ti fotte
con questo stare a farsi pensare sempre,
che basterebbe sedersi e farsi come le cose.
Farsi come quell' albero sulla riva
e come lui affondare le radici nell' acqua
e accarezzarla coi rami.


Dire al lago e a tutte le cose intorno che sono loro la poesia,
poi puoi andare a vedere i colori dell' arcobaleno.

 

*

Era solo un sogno?

Ho fatto un sogno, credo.

 

Credo perchè ora non so più se stavo dormendo.
Lei era qui, la vedevo bene nella stanza buia
fatta di minuscoli pixel illuminati dalla luce lunare che filtrava tra le tende,
ma forse era un lampione.
Bella come sempre
ma pareva lamentarsi,
e risuonava nell' aria un rimprovero.
Sarà che le ho appena portato un vaso di ciclamini
quelli grossi, di serra, colorati,
di un bel finto color rosso pomodoro.

Pareva lamentarsi,
portami i nostri, pareva dicesse,
quelli di un violetto tenue,
portameli nei cesti di rami che mi costruivi da fanciullo, con la terra coperta di muschio
quelli che sai dove crescono.

Ma io dicevo non posso,
ho ancora cascate da vedere,
coi vestiti umidi d' acqua sospesa,
e devo vederegli arcobaleni che quell' acqua crea.
Devo vedere il lago brillare al sole
e deformare il profilo dei monti.
Devo suonare tra un pò sai, a fine mese.
Devo sentire ancora le vibrazioni attraversarmi il petto
e il cuore battere a tempo,
in gola.

E poi tra un pò là dove crescono i nostri ciclamini farà neve tra gli alberi,
devo andare a sentirla sciogliersi tra le mani, e pungere le dita,
sentire l' aria fredda sulla faccia e vedere le corteccie delle betulle sfogliarsi.
Devo far vedere tutto questo ai nipotini.
Ma non manca molto, ci andremo insieme poi ai ciclamini vedrai,
e anche più su, oltre la colma, fino ai narcisi,
ci sarà un' armonica che suona.

 

Pareva calmarsi al pensiero dei nipotini,
io invece ora so che le manco.

*

Preghiera a Vento

Al sentiero del bosco oggi
il solito merlo.
Il solito merlo e i soliti fiori dei mille pensieri.
Il solito merlo stava alla toilette delle pozzanghere.
I fiori stavano tutti a lato del sentiero.
Ho accelerato l' andatura,
ma al merlo non è importato molto
e l'aria smossa non bastava a far volare i pensieri.
Così che venga pure Vento, con tutta la sua turbolenza,
li saprà raccogliere,
li porterà con sè
fino a dove va a riposarsi,
dopo aver bisbigliato un po' tra le foglie dell' albero che sa il mio nome
e conosce le mie poesie.

 

"perchè al mio bosco ci sono alberi che non sono alberi, e in questa stagione hanno tutti i vestiti sparsi a terra"

 

*

Poesia invisibile

Un giorno andrò al bosco,
ancora non so se sarà d' estate o inverno
se sarà giorno o notte.
Ma un giorno andrò al bosco,
quello solito,
di alberi capovolti e tronchi gravidi di muschio,
quello col lago in mezzo e te tra le margherite.
Proprio quello meta di tanto vagabondare.

 

Ecco, un giorno andrò a quel bosco
e niente sembrerà uguale
svolterò sì al solito sentiero
seguendo i canti dei pettirossi
ma stavolta tu apparirai, al sentiero,
vestita d' amore,
e mi vedrai arrivare,
e ci vedranno arrivare, all' ultima curva,
oh se ci vedranno, non avremo paura
saremo uno attorno all' altro,
finchè si alzerà la nebbia.
Poi saremo poesia invisibile,
che qualcuno scriverà a rovescio.
Ripensandoci.

 

foto mia , più photoshop.

 

*

In cielo

Dovrei scrivere di te,

della bellezza che m' incanta.


Ma cosa vuoi che scriva,

se nemmeno il corpo è più il tuo,
e l' ho inventato,

forse solo un segno nel cielo è vero,
un La.

Poi tutto è cresciuto, come in una jam session.


È rimasta però una goccia di splendore sotto l' occhio.

 

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/10/11/in-cielo/

 

*

Quando arrivi davanti al lago

C' era una volta un lago,
che ancora c'è...

 

Ecco, è questo:
Tutta quell' acqua davanti è sempre la stessa e mai la stessa,
i muri sì, le case, le strade per arrivarci,
quelle cambiano, invecchiano o ne nascono di nuove.
L' acqua no,
e così tu,
anche se non sembra agli occhi.
Un mattino ti alzi e l' acqua gira in mulinelli leggeri sui gradini che scendono al lago,
un' altro l' acqua sbatte le barche legate al molo, violenta.

 

E così tu.

 

C' era una volta un lago,
questo si racconta ai bimbi,
un lago senza fondo, che in fondo un fondo non serve,
tutto è lì alla superfice, ti ci puoi specchiare,
il cielo ci si può specchiare, e gli alberi e le case della riva.
Se è un giorno di sole con la Breva può arrivare aria di pioggia,
all' orizzonte, dove il lago svolta, puoi già vederne le nuvole nere a cappello dei monti.
Se è un giorno di pioggia,
all' orizzonte puoi vedere il sole splendere tra il fumo della nebbia.

 

E così tu.
Mutevole sempre uguale,
mentre tutto attorno cambia.

 

foto mia

*

Autunno

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/10/06/autunno/

 

Certe mattine d' autunno l' aria profuma di neve,
come fossi sul greto sassoso di un torrente che scende dal passo alpino.
E' presto per la neve,
forse farà pioggia
ma intanto l' aria è piena di profumate promesse.

 

Di sicuro farà neve,
c'è promessa nell' aria
coprirà le pietre del greto
lasciando solo una striscia d' acqua, al centro.

 

Di sicuro farà neve,
La puoi già sognare sai?
bianca e silenziosa
così fredda che neanche il sole
da sopra le cime degli alberi riesce a scaldarla.

 

Dal greto di quel torrente c'è bianco dappertutto
il vento soffia via la neve dagli alberi e la trasforma in tanti spilli.
I pini bianchi e carichi si confondono col vento e la marcia si fa dura.
Dalle finestre della caserma, la tana dei lupi, è uno spettacolo magnifico
ma dai pini non si vede l' uscita,
intanto i pensieri fioriscono sotto la neve sai?
certo verranno a prenderci
e domattina anche lei verrà a trovarmi
con le sue scarpine da cittadina si prenderà un raffreddore.

 

La puoi già sognare sai?
l' altoparlante farà il mio nome
e l' aria attorno si riempirà del suo profumo,
c'è già promessa nell' aria.

 

Guardo fuori la neve,
Nel vaso un ciclamino, il suo.
E questo è solo un sogno, l' aria è ancora piena di sogni dove i merli zampettano nella neve.

 

Al risveglio poi il prossimo incanto scioglierà la neve.

*

Gocce di presente immaginato

Ogni tanto capita che di giorno sparisco.
Non solo quando mi confondo in un paesaggio o in una poesia, non parliamo poi delle canzoni.


Capita quando piccole gocce di presente immaginato si fanno vere,
capita quando pare di vederla davvero svegliarsi la mattina,
arruffata,
e prepararsi per la giornata,
o la sera prepararsi per il sonno.

Capita quando un' immagine o un pensiero, una musica le risvegliano,
queste gocce,
portandole qui, vere, e feroci, ad alzare un desiderio,
un sogno.
Capita che poi scivolino a far parte dei ricordi,
come fossero ricordi ancora da venire.

 

Anche il nipotino se n'è accorto,
dice che ogni tanto sto a parlare con gli angeli,
non sa che non sono proprio angeli,
Non sa che le ho tutte in tasca, quelle gocce,
così che il viaggio si fa sempre più pesante
mentre dovrei invece pensare a renderlo più leggero
che le forze potrebbero calare presto.

 

Forse aveva ragione zia,
che mi chiamava bravo signore
che mi chiedeva il nome ogni volta
che mi sposerebbe se non fosse fidanzata
che non ricorda con chi, e passava leggera tra i giorni.
Ma poi viene sera, e il silenzio,
ricominciano a piovere piccole gocce di presente immaginato che si fanno vere,
scivolano in tasca a farle ancora più pesanti.

Ma le tasche reggeranno
e reggerà l’ ultimo ponte
dicono che se hai amato tanto ci si può passare in due.
In una sola goccia immaginata.
(e poi che ci farei qui da solo?)

 

ps (non è vero che sono le gocce a fare il viaggio più pesante, loro lo fanno più leggero, e colorato, di riflessi di sole e d' azzurro, misto al bianconuvola)

*

Paradisi

Il paradiso, se c'è, non è un posto privo di ogni dolore,

è un posto prima di ogni dolore.

 

E può essere che ne veniamo risputati fuori,

se qualcuno ci desidera forte.

*

Succede così

Succede così,
non devi neanche star lì a pensarci.
Succede mentre guardi un film, per esempio,
Ti accorgi che gli ultimi dieci minuti li hai persi
perchè t' è passato in mente un ragazzo in volo sopra la vecchia cava d' argilla rossa.
E tu sotto, che non t' aspettavi che finita la salita la moto continuasse verso il cielo.
E l' anteriore punta pericolosamente a terra, così accelleri,
la ruota gira, gira veloce nell' aria, l' anteriore risale e l' atterraggio è perfetto.


Ma non è più la vecchia cava, atterri sulla colma della Presolana,
al passo, vicino alla casa degli orsetti.
E io scelgo i rametti, che quello è roba da uomini, pardon, da bimbi
e tu addentrata nel bosco scegli il muschio più bello e pieno.
Servirà a tener calda la terra, nei vasi di legnetti,
e le cipolle dei fiori che hai scelto.


Succede così.
A quest' età succede così.
Non devi neanche star lì a pensarci.

*

Una vecchia amica mia

C'è sempre qualcosa che ci tiene vivi,

un ricordo, un sogno,
un amore, una stella che non cade,

una vecchia zingara che torna a trovarti.


E' un po' che non passava di qua

un tempo guardavamo l' olona scorrere sotto le finestre di zia Mary

e le si illuminava il viso con i lampi della filovia.

Mi guardava muta e consolava i miei tredici anni,

scopriva tutte le mie bugie,

ci facevamo compagnia,

poi mi accompagnava ai sogni.


Deve avermi visto piangere Mary

così è passata per la mente

col suo sorriso più bello

per portare anche a me un sorriso.


Ma se la guardi bene anche lei,

orfana ora,
e per sempre giovane nella sua cornice,

piange per Mary.

 

*

Piccola luce

Forse non sta in un bel corpo l' amore

in seni alti e dritti o glutei sodi.

Forse sta nelle crepe dei muri, o della pelle o dell' anima.

Forse sta nel prendersi cura di un piccola Merlo

o di chi s' è fatto minuscolo.


Forse sta nel vestire un bimbo, l' amore.

Prepararlo per l' asilo

mentre l'altra, sul seggiolone, protesta per la colazione.

 

Sta nel volerlo fare. Non nel doverlo fare.

 

Ma dove lo vedi più forte è tra le macerie polverose

o buttato nel fango.

Tra viali insanguinati,ponti crollati e piazze ferite.

 

È una piccola luce contagiosa
che cresce

e che non puoi fermare nè spegnere.

Se si spegnesse non saresti nemmeno lì ad accorgertene.

Non ci sarebbe niente lì ad accorgersene.

Nè polvere nè fango

Nè ferite insanguinate

nè piccole luci.

 

Sarebbe già finito tutto da tempo.

*

Silenzio

La stanza è piena di silenzio,

si sente forte, anche a tv accesa,

tanto da non riuscire a seguire il film d' azione.


A occhi aperti non si vedono più Merli volare

nè gli alberi tra le cui braccia andavano a riposarsi.

Il sottobosco s'è fatto d'un unico grigio colore

come il muschio che ricopre i ceppi.

Sembrano svanire anche le figure al bosco, svanire nel lago ghiacciato antistante.

 

Eppure qui ci sono tutti i loro sogni,

anche se non si vedono a occhi aperti.

E non so più da quanto tempo vagano qui,
perchè non ricordo le date,

ma non è il tempo che importa

la stanza è piena adesso.


Adesso che è vuota.

*

Pensando a te

Erano tutte lì, le parole.
Ascoltavo "e penso a te",
i suoni potenti costringevano il cuore in un angolino del petto,
la chitarra graffiava l' aria riempita dalla sezione fiati e dalla luci.
E pensavo a te,
e sì, si tu lo sai.

 

Le parole erano tutte lì
e tornavano in mente
insieme a qualcosa che non scordo.

Era una cover band di Battisti, di grande impatto sonoro,
ma capire tu non puoi se non eri lì
e se non hai mai visto un airone alzarsi in volo lungo il fiume.
Era un canto libero, e s' innalzava altissimo,
mentre tornava in mente
dolce come mai, come non è lei.

S'innalzava in cieli immensi, fiumi azzurri e praterie,
e a terra un' attrice di ieri,
di un cinema di periferia
e lei sola sa se è vero o no che credo in lei.

 

Le parole erano tutte lì,
al di là del limite degli occhi
e si offrivano nude, limpide e purissime in un quadro immacolato.
In due mondi, perchè così si chiama quella cover band.

 

Le parole erano tutte lì..
come fai a trovarne di migliori?

*

Sulle rive del naviglio

Viene da Panperduto,

scorre veloce, come sempre,

scorre tra rive verdi e immerso nei fiori.

È una bella giornata di sole.

Lei è lì vicino

anche lei immersa tra i fiori

un rosario le preme il petto

e ai piedi una rosa

rosa

e la pelle di un altro colore.

 

È una bella giornata di sole,

solo un makita a rompere il silenzio.

*

Mary

E' andata all' incontro.
Gli hanno messo l' abito più bello,
quello che non sa di avere,
e lo bruceranno.


Per un po' non ci si crederà,
la si cercherà tra gli alberi in riva al lago
poi resterà qualcosa che non muore.

Mai.

*

Imprinting

 

Ecco cos'è tutto quello sfumare delle rive nella nebbia,
e la pioggia che saltella nei circolini che fa sulla superficie del lago.
Mentre vedi già il sole
brillare sulle mille ondine della breva.
Un' imprinting.
E non puoi cambiare.
Sempre in attesa del sole.

 

 


"passerà questa pioggia sottile
come passa il dolore" (De Andrè)

*

Una ragazza

Lei da giovane era una ragazza,

tò, guarda, direte

e basterebbe aggiungere bella, o brutta,

o al limite insignificante,

per dare maggior senso.

Come se dovesse per forza esserlo.

 

Lei era una ragazza

e non so se per l' inclemenza del tempo

o le angherie della vita

o le gioie,

o qualcosa che porto dentro anch' io, se n' è scordata.

Non della ragazza, di essere diventata adulta.

Così, nel suo camice bianco lindo di lavanderia

diceva a tutti che li avrebbe sposati..

se non fossi già sposata, aggiungeva,

ma non ricordava con chi..

come avesse scordato i figli mai avuti.

 

L' altra la lascerebbe fare se solo tornasse indietro.

 

Ma uno sposo, o sposa, che l' attende c'è,

lei però non lo sa e l' ha già disatteso due notti.

Lui è paziente.

 

*

Ballerina di samba

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/08/25/ballerina-di-samba/

 

L' aria era calda, in una delle tante sere d' estate,
la preparazione la solita,
il pomeriggio speso a far collegamenti, sound chek e prove sotto il sole,
la cena e un po' di riposo aspettando l' inizio della festa.

 

Era proprio una bella piazza,
la scalinata che scendeva dalla chiesa sembrava fatta apposta per riempirsi di gente,
lei è apparsa all' improvviso, sola,
non ho visto da dove sia venuta
roteava nell' aria calda d' estate, piena di suoni
danzava nel suo vestitino leggero
che poco nascondeva delle forme sinuose in movimento.

 

L' aria era calda, e l' aria ero io
o almeno le note sospese nell' aria su cui danzava.
Non erano le procaci forme
o il bianco del vestitino che la facevano spiccare tra tante.

 

Lei era la famosa signorina fantasia
e la rossa chitarra che stavo accarezzando la faceva danzare.
Poco importa del vestito,
poteva essere bianco, o rosso
azzurro, o verde,
che verde non te l' ho mai visto.


Io la facevo danzare.

Alla fine della sera e dei suoni,
smontato il palco è sparita la folla,

lei era sempre lì,
roteava alla luce dei lampioni.
danzando su una musica immaginaria.
Gioiosa.

Non è stato un sogno.

 

E' ancora qui
col suo vestitino,
e danza,
ma questo è un sogno.

*

E’ passata di qua

E' passata di qua
non siatene gelosi.
E' passata di qua
e si è fatta vedere bene,
era la speranza esaudita.
E' passata di qua
e ha proseguito la sua corsa,
perchè ognuno ne merita un po'.

 

Che importa se passando è sfuggita.
E' passata di qua
ed è stata un dono.
Quello rimane
non è un ricordo
è qui
e ci sarà sempre.

 

Foto mia, Sacro Monte Varese

 

*

Al borgo della luce

Il borgo era pieno di luce,
sulle case la luce disegnava figure tra arabeschi e scritte.
Non è magia,
è una fila di proiettori, a bordo lago, che la spara sulle case.
Ma incanta lo stesso,
la bellezza incanta sempre.

 

Oltre i proiettori il lago era nero,
e così il cielo sopra il lago
era la notte delle stelle.
Cinque facevano da corona al lago,
in cerchio, e una al centro,
non la più bella,
erano tutte belle.

 

Era la notte delle stelle ma nessuna è caduta,
così brillernno ancora, almeno un altro anno
e poi un altro
e un altro ancora.

 

Cinque facevano da corona al lago
e una al centro,
che non era la più bella.
La più bella è caduta anni fa,
tanti,
non ricordo quanti,
troppi.

 

In foto "Lo sguardo del viaggiatore", Giorgio Oprandi.

 

*

Scordata

L' aveva  scordato

quanto erano belli i giorni,

lei ormai lo faceva spesso.

Scordare.

 

Scordata, come uno strumento

in un' orchestra di gigli rossi

al vento

non tiene il passo alla melodia.

 

Ma ne tiene uno in petto,

stretto al seno.

E' solo che l' aveva scordato.

 

(e la porterà via, ben accordata)

*

Ricordi mai visti

Si alzò al cielo,
arcuato.
Tra le labbra un tunnel
di buio.
Caldo e leggero.

 

(ti si vede l' anima)

 

Nessuna luce sul fondo
solo desiderio di percorrenza.

 

(a volte chiudo gli occhi,
e lo spazio si abita di ricordi mai visti)

*

Brillii

Nuda,
oltre i vetri chiusi.


Non il vento le accarezza i seni
nè il sesso nascosto nel nero.
Il viso in ombra, le mani al nero.


Ha un abito bianco da indossare
che steso al sole attende

e bianche lenzuola vuote,
sulle mammelle spavalde
antiche e solitarie battaglie.

 

Intanto,
di là dell' angolo,
il lago brilla.
L' aria sa di una eterna estate.

 

*

I ciclamini

Questo fa il tempo,
può stare tutto in un attimo in cui scopri i ciclamini.


E domani è domenica, pensi,
il caporale chiuderà un occhio al contrappello,
si può prendere la vecchia seicento
fuggire da Chiusaforte,
dalla tana dei lupi,
per venire qui.
Non a casa ma qui,
qui dove sei tu,
dove sei tu e i nostri ciclamini.

 

E non sai come fa a starci tutto quel tempo
ma sai che devi ripartire
o l' attimo potrebbe farsi di un rosa eterno.

 

Proseguendo la strada sale,
sale seguendo l' acqua che scende fin qui,
sale attraverso l' umido e le nuvole
sale nell' aria colorata di verde
verso il passo.
Tu con noi.

 

Poi, nel punto più vicino al cielo
il cielo ha pianto.

*

Cerchio (riproposta)

(un vecchio testo, senza modifiche)

 

Ho cercato colori, trasportati dai suoni nell' aria
ma mi son ferito le dita
raschiando i confini.

 

Mura da abbattere
da ridurre in rovina perchè escano le note
fino al cielo
e brillino, e danzino, e si colorino
minuscole gocce al sole.

 

Formeranno un arcobaleno
e tornerà a terra
al centro.

 

Per continuare a riempirlo
di suoni e colore
ma senza chiudere ferite da dove potrà uscire di nuovo
per un canto
che si rialzi al cielo
a brillare, a danzare


e che ritorni al cuore...

*

Desidera

Desidera.
De-Sidera.
E' forse questo il senso?
Una sola volta.
Cadrà una sola volta quella stella.
Una lontananza astrale.
Eppure qui si cade e ci si rialza.
Sempre.
Eppure ne ho raccolte così tante, di quelle briciole,
di quella polvere di stelle arrivata fin qui.
Ne ho così tanta nelle tasche che si son fatte leggere
e mi rialzerò anche stavolta.


Domani sarò al lago,
lì sono le stelle che esprimono i desideri
raccoglierò quella che desidera essere presa.
E si rialzerà con me.

Non viaggerà più un anno luce all' anno
così da sembrare sempre uguale.
Invecchierà con me,
brillerà fino a spegnersi nelle mie tasche.

*

Non è nulla

Questa stanza al buio non ha gli angoli che avrebbe in pieno sole,

ma nell' angolo più a nord di dove sto,

calcolato sulla memoria delle forme,

non c'è nulla, o almeno non si vede,

un invisibile e indicibile nulla.

Ha la forma del buio,

e non ricordo chi diceva che nulla non è nulla

perchè se fosse nulla non sarebbe nulla.

Nulla non è nulla, nulla è nulla.

Ha la forma del buio,

fatto d'erba e alcool.

Ma non fa nulla.

Dormi.

 

*

T’ ho visto

Devi chiamarlo forte

a voce alta,

strapparlo alla realtà

e dipingerlo ogni volta di nuovo

con la tavolozza dei desideri.

 

Poi abbandonarcisi dentro.

 

Allora spunta, dal mio taschino,

si fa largo tra i plettri colorati

le corde e altre cose da non dimenticare.

 

Come a dire, T'ho visto!

 

O come diceva mamma,

Te set un pursciel..

 

*

Eravamo alla stazione

Eravamo alla stazione, mamma
e dovevamo andare al lago,
avevamo le giornate già negli occhi
sotto il sole, sulla spiaggia.


Svanì tutto in un momento,
come te,
svanita, dicono, in polvere nel vento
o forse hai solo preso un altro treno.


Sono ancora qui alla stazione, mamma
ferma nel tempo,
manda una carezza col vento,
e una canzone.

*

Ultimo sogno

E' qui con me sempre,
non so se abita il cuore o la mente
ma gira nudo per casa,
gli puoi contare le vertebre.

 

Forse è uno specchio
distorto
di quello che è
ma qui non ha maschere.

 

Lo nutro,

e ne mangio ogni notte

in abbondanza,

più di quello che gli do,
eppure cresce,
non lascia spazio ad altro,
occupa tutto lo spazio
tanto che non può più uscire
e mostrarsi.

 

Nè io posso più mostrartelo.

 

scultura Leon Richman

 

*

Lamentazione

Non posso,
non posso ancora farmi d' aria e d' energia,
tornare tra le stelle o chissà dove
a farmi d' acqua o terra.

 

Lì stanno le cose non vissute
I molti luoghi non visti
Le donne mai avute
e farle attendere è sopportabile.

 

Qui si vede il cielo.
Qui splende il sole.
Qui ho piantato semi,
che hanno dato frutti,
e a loro volta altri semi.

 

E Devo vederne i frutti.

 

Poi, quando si alzerà la nebbia
a nascondere il sole
sarò poesia invisibile
e qualcuno mi scriverà al rovescio.

*

Piccolo sogno

E' un attimo.


Si stacca dalle mani e vola,
in campo azzurro,
un piccolo sogno.


Ride piena di gioia,
sa che la riprendi,
non la fai cadere.

 

*

Pensiero

Il pensiero,

questo è il guaio.

Il pensiero veloce.

 

Segue idee lontane nel tempo,

ricama arabeschi su pentatoniche minori

che le dita stanche non seguono.

È così che qualche nota salta,

tu le senti, ma manca al rewind.

Nessuno se ne accorge se non conosce l' idea.

 

Così il tuo corpo,

danza sulle stesse pentatoniche,

seguendo lo stesso pensiero

io lo vedo,

ma al rewind solo inmagini statiche

e fotogrammi mancanti,

forme fuse nel bronzo e ferme nel tempo.

 

La modella non c'è più

e nessuno se ne accorge.

 

*

Ogni tre salti

Fai tre salti

fai una giravolta,

altri tre salti

poi giù sul divano.

 

Non scordare come si fa a ridere di gioia.

 

Fai tre salti

fa una piroetta

altri tre salti

poi alza le gambe.

*

Dipendenza

Due casse iniettano 700 watt a destra
e settecento a sinistra,
direttamente nell' aria.
Quattro spie riferiscono tutto quello che dicono
così l' aria attorno è piena di suono,
denso, che ci puoi nuotare.
E di quell' aria non puoi più farne a meno.

*

L’ altra riva

Quando babbo guardava le luci all' altra sponda
aveva la mia età,
non misurabile in anni.
Quando io guardo l' altra riva seguo il contorno nero dei monti,
come lui, e ho la stessa sua età,
non misurabile in anni,
i monti al lago la sera si scuriscono di luce inversa
e l' acqua prende lo stesso colore del cielo.
La nipotina intanto guarda oltre la cima dei monti
e abbiamo la stessa sua età
non misurabile in anni.

Guarda uno spicchio di luna ancora giallo di sole
che ha la nostra stessa età
non misurabile in anni.

 

*

In forma d’ anima

Poi un giorno guardi il cielo

e è pieno di pecorelle  e altre forme sopra l' azzurro,

diciamo a Luglio

ma solo perchè siamo a Luglio.

 

Non ricordo il mese di lei.

 

E' il solito cielo mutevole in forme e colori.

Eppure c'è qualcosa oltre tutto quell' azzurro

qualcosa dove i mesi non contano

e non è più così importante il mese di lei.

 

Così anche lei.

 

Era tutta rivestita  di carne

che si vedessero bene le forme

allo specchio

così per come le vedi.

 

 

Era tutta rivestita  di carne

che non si vedesse la forma,

e così non la puoi descrivere, o disegnare,

eppure l' hai lì, sulla punta della lingua.

 

Ma non ricordi il mese di lei.

*

Ti porto a ballare

La nascita rivela gli anni
e gli anni quando viene sera mettono nostalgia
così alcuni aspettano il sonno
e il sogno
altri vanno a cercarla
per ucciderla in qualche bar
altri restano a casa a scacciarla stupefatti
almeno per qualche ora.

Io vado a suonare in piazza
sotto le stelle
o sotto un albero
e ti porto con me
la mia chitarra fa tremila sogni
è questo il tuo dono
li posso accarezzare
il compressore li rende udibili
sulle corde più ruvide.
E' piena di graffi e scrostature
e ha suoni duri e distorti
anche per te
cosa importa dove sei ora
sei qui, le note ti riempiono lo spazio attorno
ti si vede la figura
sei qui
t' ho portata a ballare
su un ritmo famigliare.

*

Da qui

Certo che è bello guardare il lago
da una panchina verde sulla riva.
Guardare all’ orizzonte il cielo cambiare di stato
e la luna salire a specchiarsi sulle onde
Mentre il silenzio intanto scende.

Oppure passeggiare per le vie del centro
ascoltare il rumore dei passi
che risuonano sull’ acciottolato..
portami per mano nei sotterranei del mercato coperto
in quell’ angolo buio delle prime curiosità.
Portami al parco della madonnina
conosco il passaggio per guardarla in faccia.

 

Però è da qui
da questa poltroncina dondolante
come fosse in una sala prove insonorizzata,
fuori il silenzio,
e dentro tremila watt che vibrano nelle ossa.
E’ questa poltroncina la riva da dove salpano i vascelli volanti,
da qui le stelle nascono dall’ acqua per specchiarsi in cielo.
Da qui che i sotterranei sono pieni di luce
e sempre da qui le madonnine sorridono.

E’ da qui che mi addormento ogni sera
sui seni di Erato
rannicchiato sull’ erba del suo pube in fiore.
E’ da qui che si invertono le cose
c’ è silenzio in sala prove
e tutte il rumoroso mondo fuori.


Qui ci si addormenta senza nessuna distanza
tra la luce delle stelle e le stelle stesse.

 

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/07/05/da-qui/

*

Cartolina

Arriverà anche questa.
Non so se ci sarà scritto presentarsi con i capelli corti
o ci sarà l’ orario del treno consigliato
così che all’ arrivo siano tutti lì, in attesa,
pronti a portarti a destinazione.

 

Però ho già disatteso cartoline del genere
strappando minuti al tempo
scegliendo l’ ultimo treno della giornata.
Capelli lunghi che non mi riconoscano subito,
far finta di nulla e oltrepassare tutti gli attendenti,
girare un po’,
alla scoperta del luogo dove avrei dovuto stare,
sentire come scalda il sole in quel luogo,
e non visto ascoltare come cantano lì gli usignoli.

 

Disattenderò anche questa,
farò finta di nulla
per girare ancora un pò al bosco.

 

Saprò che è arrivata solo dagli usignoli del bosco
che non fuggiranno al mio passaggio.

 

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/07/06/cartolina/

*

Fin qui

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/06/28/fin-qui-e-non-oltre/

 

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/07/01/fin-qui/

 

Non è mai arrivata davvero fin qui
solo qualche riflesso
antico
nello specchietto elettronico.

 

Eppure si è portata via tutte le sue valigie.

 

E non verrà ancora
fin qui
ma solo per prendersi le ultime cose.

*

Una bolla di gioia

 

In fondo

è tutto qui
Da fuori.

 

Lucida e brillante al sole,
creata da un soffio,
e dal sole prende tutti i colori
piena di riflessi d'erba, di cielo e di te.

 

Un altro soffio e prende il volo
insieme alla fantasia
passasse su di te potrei vedere i tuoi seni, caldi di sole
le tue anche spalancate,
o le natiche, due soli gemelli che si baciano.

 

Posso soffiare ancora un pò
Per vederti accarezzare la rosa più rossa e profumata tra l' erba del giardino.
Posso guardarla fremere al tocco del respiro.
So ancora suonare i fili d'erba.

 

Vola su tutto il corpo come fosse un territorio da esplorare.
Posso vederti come non t'ho mai visto..
Tra onde tremolanti di vento.
Se fai piano, con soffi delicati,
ti mostra altri incanti.
Scintillii e arcobaleni..

 

Devi inumidire un po' le dita
piano piano.. per poterla penetrare, senza farla scoppiare.
E' lì dentro quella rosa
i suoi profumi, il calore di quei soli, la rugiada sull' erba.
Puoi toccare tutto quello che da fuori potevi solo vedere.

 

Perchè è lì dentro che si alza la fantasticante gioia

*

Evaporato

Le braccia furono le prime,
indicando al cielo,
Poi il resto evaporò in una nuvola di fumo,
proprio la sera dei fuochi sul lago
in un cielo rosso rosso sull' acqua nera..
Ma lui era lì
e se ne accorse.

 

E fu così.

 

Contò lentamente le parole dette e non dette,
diluendole nelle lacrime piante.
Poi tirò un sospiro e sparse il fumo nell' aria.
Restò solo un odore pungente.
Quindi chiuse la finestra,
spense la luce
e il fumo si spense nell' acqua dolce del lago.

 

E resterà così.

 

Solo un sospiro mai svanito.

*

Nudo sogno

Nei sogni di domani
ti dipingo una vagina purpurea tra le gambe
a pennellate feroci e marcate.
Sto a guardarla e penso che non ne sono degno
perchè non è mai origine
o nascita,
è meta e desiderio di piccole morti.
Desiderio di entrarci
in quel buio profondo che si scorge tra le pieghe,
venirti dentro ad abitare
e non volerne più uscire.
Lì dentro potrei anche farti venire al mondo ancora
e ancora.
Poi d' improvviso
il mio corpo è il tuo corpo
e il tuo il mio,
non importa più cosa c'è tra le gambe.
Veniamo insieme al mondo.

Nuovi.

*

Come fa il vento

C'è l' uscita
là in fondo, dove svolta la valle,
là, dove spunta l' airone spaventato dal suono.
La imboccherò un giorno
la prenderò
come fa il vento.
C'è un' uscita tra le nebbie alzate dal sole,
per questo qui è pieno di posti luminosi da scoprire
l' acqua già attraversa la luce
so dov' è, e la prenderò.
Partirò per arrivare.
Sarò in salvo.
Nella sorgente.

 

foto mia (valle del Cosia)

 

*

Non c’è scampo alla bellezza

Sono venuto quassù oggi perchè da qui si vede il lago.
Son partito presto, caricato le batterie,
inforcato la bici, che la strada è lunga.
La strada è lunga ma da quassù non è come dalla riva,
il lago sembra pieno di polvere d' oro,
e le case piccole
come le vede il solito falchetto, che vola alto,
quasi senza battito d' ali.
Da quassù è proprio qui davanti,
e gira intorno al sole.
Aspetta un brillio diverso,
una pinna che spunta dall' onda
per buttarsi in picchiata velocissimo.
Poco sa di tutta questa bellezza, forse nulla.
Come i ragazzi qui a fianco,
si baciano, si toccano
e poco gli importa del lago
per lui la cosa più importante è lei
e per lei, lui.
E penso che anch' io ero come loro un tempo
e allora da dove arriva tutta questa bellezza?
forse è solo il ricordo di un posto felice
forse era meglio stare a casa, e baciare una donna,
accarezzarla
e questo lago è solo una gran pozza d' acqua.

Ma poi, al ritorno, giù per la valle del Cosia
un Cenerino s' è alzato "in volo lungo il fiume e poi.."

..e poi niente..
non c'è scampo alla bellezza.

 

*

Desideri

C'è una donna sulla montagna.
Tra il verde raccoglie i narcisi
vestita dello stesso colore
il viso dissolto nel sole.
Intanto il ragazzo è uscito sul balcone
a fumare una sigaretta,
unisce puntini luminosi di stelle
per farne desideri da conservare in tasca.
Disegna una donna china sui narcisi
vestita dello stesso colore
il viso dissolto nel blu.
Non è mai rientrato
neanche ora che la vista traccia raggi attorno alle stelle,
sdoppia la luna e non se ne vede il centro.
Andrà a suonare oggi,
attento a non sudare preparando il palco assolato
con tutti i loro desideri nelle tasche.

*

La gonna di Jenny

Piove

rotolano bocce oltre le nuvole

che vorticano scure al vento

Un lampo le attraversa

e accende una gonna in cielo

di un giallo intenso

Gira al ritmo delle nuvole

tra altri lampi si vedono bene

altre alternanti meraviglie.

E l' aria è carica di suono.

*

La bellezza lacerante

Guardale i seni
lucidi e scolpiti.
I fianchi
fissati in plastica posa.
Potresti dire che erano già nel marmo
da dove sono usciti,
oppure, per un pittore,
ce n' erano tracce invisibili sulla tela.
Ma la bellezza è un' idea,
magnifica e vera,
la copia è bellezza dolorosa
e lacerante.


Tanto che la prenderesti a martellate sui ginocchi perchè non parla.

 

Scultura Beatrice Bissara.

 

*

Sogno sconclusionato

Così anche oggi son qui,
su questa poltroncina dondolante,
la luce entra come una lama nella stanza in penombra.
C'è qualcosa sopra
che danza
in forma di minuscoli pezzetti d' anima.
Sospesa nell' aria.
E canta.
E l' aria vibra come la superficie d'un lago al vento.
Liquida.
Ho attaccato sensori al mio Arduino,
fotoresistenze per scoprire variazioni nella luce,
sensori d' umidità e temperatura
per le variazioni atmosferiche,
infrarossi, anche,
per vedere quello che non c'è.

 

Niente.
Nessun segnale elettrico.

 

Quello che c'è non c'è.
Eppure danza, e canta.

 

*

Come una statua

Guarda il torso di Venere.
Con i seni inarcati di pesante marmo
e le natiche possenti.
Freddo, forse, al tocco.
Ma agli occhi tutto il calore del corpo,
al cuore tutto il calore dell' anima,
eppure ne mancano parti.
come un tronco senza rami.
Ma tu continua a guardare,
se riesci davvero a sentirne il calore
appariranno, come per magia,
al pensiero vivo tutte le parti
e le movenze
fissate invece dall' artista in un' unica posa.

 

*

Nuda

Nuda,
come allora.
Dentro gli occhi non importano i giorni,
i mesi, gli anni.
In fondo ai miei occhi il tempo è illuso.
Dal fondo dei tuoi ti guardo le mani,
ti accarezzi cercando un sogno.
Tutto è come allora.

Perchè oggi la presbiopia compensa le rughe.
Come un filtro di photoshop.
E tutto è ancora come allora.

(e se ai tuoi non è così, guarda coi miei)

*

Specchio d’ acqua

C'è un piccolo specchio d' acqua, azzurro
sarà per le piastrelle che delimitano i bordi
o per la vernice del fondo.

E c'è una pompa che increspa il pelo,
e l' acqua brilla sotto il sole,
come un lago alla Breva.

 

Uno lo sa che non è il lago,
il verde intorno è stato appena steso
e i fiori che vede, non sono sbocciati lì.

Ma gli uccellini cantano e uno si allieta
si allieta perchè un giorno l' ha visto il lago
ha visto il verde tutto intorno
cambiar colore con le stagioni
e sa dov'è.

 

Poi forse non è nemmeno per il lago
è che quei giorni non era solo,
in cima al verde sbocciavano i fiori
e tutta quella gente
non lo lascia mai.

 

*

Piccolo sogno. riproposta musicale

Ho un sogno

come tutti,

sta su una mano sola

lo lascio accoccolare sereno

tanto che ci può dormire,

e sognarmi.


Sta su una mano sola

proprio qui, illuminato dalla lampada a led della scrivania

tra il fumo di sigaretta e la notte.

Lo vesto di pensieri

poi lo sto a guardare.

 

Ma è quando lo svesto

che si fa feroce,

prende corpo e sprofonda nella mano

risale le braccia

e invade il corpo.


E non so più se è il mio o se io sono il suo.

 

*

La più bella rosa immaginata

__ rem___Perchè si immagina sempre,                 
                 come potrebbe essere ___solm___                      

 

___la7___Ma in fondo poi si immagina                
                come si vorrebbe sia. ___rem___

 

Così si sta in attesa
correndo fino al prossimo angolo di strada

 

fino ad un incrocio benedetto
che non arriverà.

 

E se la trovassi in vendita
esposta sulla bancarella


con rossi petali d' accarezzare
e da sfogliare

 

Probabilmente la comprerei
se avessi i soldi la comprerei

 

ma quell' incrocio non esiste

e forse
non è neppure benedetto.

 

Allora forse da una finestra
probabilmente con balcone

 

da dove guardo il mondo
dalla mia poltroncina

 

Apparirà radiosa
piena di luci e di colori

 

forse non come l' immaginavo
ma unica e preziosa.

*

Sempre giovane

E' sempre giovane
e lo è stata ancor di più.
Ma oggi è sempre giovane
e io non so che bel viso avrebbe.

*

L’ eterno

Solo le luci, là in fondo, svelano l' altra sponda,
il lago è una macchia nera
nera come il cielo e i monti intorno.
Solo un guizzo brillante sull' onda indica che si muove,
e non è la quiete, o la pace,
nemmeno la gioia di esserci, qui.
E' l' eterno.
E' che tutto è com' era
qui, adesso,
tutto è come è sempre stato
e come sempre sarà.
Le luci là in fondo son fuochi d' altra gente
e tutto è me.

*

Come il sole

Come il sole
per i non vedenti.
Questo sei diventata,
un' invisibile fonte
di vaporoso calore buono
che mi riscalda.
Riscalda l' aria e tutte le cose che contiene.

 

*

Routine mattutina

Ti guardo
seduta al tavolo della cucina,
fumi,
mentre fumo una sigaretta
e l' aroma di caffè riempie la stanza
la luce filtra dalle tende.

Ti dico che nevica
siamo già a marzo e ancora nevica
e il freddo è forte
e poi altre banali cose quotidiane.

 

Inzuppo il biscotto
e non so dirti se è più dolce il caffè o tu che lo bevi.
Allora mi alzo
per una carezza a spostarti un po' la maglietta
e darti un bacio sul collo,
c'è un posto fatto apposta
appena sopra i seni
tra i quali poi è dolce scivolare.

 

Il freddo è fuori
possiamo aspettare a uscire,
intanto ti bacio dappertutto.

 

Come fossi lì.

 

*

Presenza

Ha chiamato oggi,
non perchè è la sua festa, lo fa tutti i giorni.
Il telefono era muto
stavamo così nel riposo pomeridiano,
e bastava all' amore.
Ha chiamato forte
e sul balcone è sbocciato un bel fiore rosso acceso.
Senza spine.

 

*

Verrà qualcuno in questi giorni

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/05/08/verra-qualcuno-in-questi-giorni/

 

Verrà qualcuno in questi giorni,
è l' ora, hanno detto,
è stanca di fuggire,
sceglieranno il vestito migliore
per coprire un corpo devastato
ma sarà ugualmente nuda, e senza denari.

Verrà qualcuno in questi giorni
che dovevano essere di festa,
e qualcosa arriverà qui
resterà a lungo
farà dell' estate un buio inverno
e nell' inverno nessun chiarore di neve a rischiararlo.

Verrà qualcuno in questi giorni,
e non chiederà nulla
ma dagli la mano
e fai che se ne ricordi il nome.

L' hanno solo detto,
non si sa mai
nessuno è infallibile.
Non dovesse venire
aspetta.
Aspetta.

Aspetta.

*

Innamorato

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/05/07/innamorato/

 

Dici di sì?


Perchè si alza
il desiderio se ti vedo?
E anche se non ti vedo?
Perchè sto a pensarti sempre?


Io dico di no
cioè no che non è per quello.

 

Perchè dicono non sia questo scorrere veloce del sangue
questo riempir col sangue vene e corpi cavernosi,
O almeno questo non basta.
E dicono non sia nemmeno questo pensarti sempre
come un' ossessione.. appunto.
E nemmeno questo trovarti, in ogni luogo dove non sei
senza cercarti.
E accostarti il passo di nascosto.
Non è neanche questo portarti dentro immaginata mia.

 

Forse
-e dico forse-
è perchè un giorno sono arrivato in un luogo dove non c'eri
neanche cercandoti
non c'eri nell' aria
e nelle foglie
e nemmeno nel sole o nel cielo.
E la paura fu forte
improvvisamente non c' era nessun altro luogo dove andare
nessun domani
e in quell'oggi non c'era più nulla.
Neanche gli angeli o le madonne ad ascoltare.

 

Ma di questo non ne sono sicuro
perchè sono ancora qua
e anche tu.

*

Il mio taschino

Vi ho già parlato del mio taschino?
Non di quelli per l' orologio, che non ho,
un normale taschino di una maglietta estiva,
dove ci puoi mettere i plettri
o gli occhiali
o tutto quello che desideri.

 

Una bimba ci ha guardato l' altro giorno,
era una bella giornata di sole
si giocava a io apro le braccia
tu prendi una bella rincorsa
fin là in fondo
e ci corri dentro
ti prendo.

 

Così l' ha visto.
Cos'è?
   Un taschino!
Ma è vuoto!
   Vero.
   Ma ci puoi mettere gli occhiali
   e quando li togli c'è il ricordo degli occhiali.

 

Ma daai!

*

Ci sono vite

Ci sono vite che resistono alla morte,
mutano,
vanno ad abitare in in chi le ha amate
e più erano amate più sono palpabili.


Ferme nel tuo tempo veloce
mandano messaggi dal domani
con codec obsoleti di ieri
e sono in tutto quello che tocchi
in quest' oggi.


Non importa se non siano mai nate
o concepite.
Sono state amate.
Sono state desiderate.


Abitano dove sono state desiderate.

*

Al mio lago

Sembrava un quadro di Van Gogh il lago quella sera,
stavo seduto sulle rive


sa essere nera nera la notte al lago
chiuso tra montagne che non si vedono.
Nera nera anche l' acqua, tra qui e l' isola
ma un nero che non fa paura
stavo lì a guardarlo
come si guarda una cartolina,
le luci in fila sull' isola
disegnavano traccianti dorate sulla superfice,
l' acqua cantava una ninnananna antica
non era la prima volta
quello lì era il mio lago
visto migliaia di volte
come può meravigliare così ogni volta?


Forse capita ai nati al lago
forse è così piccolo che ti ci sta dentro
forse ha un profumo che innamora
il suono poi spegne la parola
che si accorda con le onde.
Resta qualcosa di eterno
che si è alzato un giorno
e non trovando le parole
le ha disegnate in una grotta.

 

E quando te ne vai sai che sarà sempre lì.

*

E’ facile non notarla (rivista e riproposta)

Non è come un colpo di clackson improvviso
quando ti volti a guardare
e fai un salto indietro
per la macchina che sta arrivando veloce.
Neanche come una nota stonata nel bel mezzo dell' assolo
che correggi tirando un po' la corda col dito
per farla sembrare un passaggio voluto.
E neanche le braccia mancanti alla Venere
quelle si vedono bene.

 

E' qualcosa nell' aria,
sempre presente
e prende forma col sole,
entra dai fori delle tapparelle non ancora alzate
o si fa visibile sotto due fotoelettriche
ai lati del palco
in una sera d' estate.
Prende la forma di quello che ami
e tu è solo quello che vuoi vedere,
quello che ami.


E' qualcosa che sa ricostruire le braccia alla Venere.

*

Questa non è una poesia

(rivista e riproposta in vista del prossimo spettacolino per l' ANNFAS)

 

Quando iniziò la musica
alla festa di Maria Ausiliatrice,
nel piccolo cottolengo,
lei era lì,
proprio davanti al palco.

 

Non ha fatto molta strada per venire a sentirci, lei abita lì,
vederci non so,
stava con gli occhi fissi al cielo
a bordo della sua sedia spaziale.

 

Solo un leggero sorriso sulle labbra
e un leggero movimento del piede
a tempo
rivelava l' ascolto.


Non ha mai smesso.

Fino alla fine del concerto.

 

 

*

Un piccolo triangolo di ghiaia

E' buio qui
sotto i rami di quest' albero
la luce del sole non passa
ma almeno l' aria è fresca
che bisogna star attenti a non sudare.

E sta sulle rive di un lago quest' albero
di fronte a gradini in pietra
che scendono in acqua
lasciando a sinistra un piccolo triangolo di ghiaia
dove i bimbi vanno a giocare.

E' li' che andavo anch'io
acqua alle ginocchia
mutande un po' larghe
che al fratello maggiore cominciavano a star strette
un cimino per canna da pesca.

Questo bastava
non c' era ieri nè domani
qualche pescetto bastava
da portare a mamma
ne avrebbe fatto un' ottima cena.

Qui sotto quest' albero
anche oggi non c'è ieri
nè domani.

*

Finale rock

Quando sarà l' ora,
lo vorrei rock.
Un classico finale rock.
Tra rullate di tamburi e colpi di piatti.
Corse veloci su e giù per la pentatonica
e per finire una bella pacca sul manico della chitarra..
per lo stop.
È sempre stata buona con me ma gli piace, lo so.

Oppure una nota troppo alta
un corto tra valvole roventi
che scocchi una scintilla che arrivi alle stelle
veloce e improvvisa
ma giusto alla fine della battuta,
che non si senta che ho smesso di suonare.

Poi il silenzio.
Se proprio non sarà così, due braccia basteranno.

Ma non adesso eh..
C'è tempo.

 

E non prendetevela con me se non desidero nessun "prima di andare"

*

Lilith

Musa incantatrice,
disegnata dagli artisti,
cantata da uomini e poeti..
Sembra che il mondo tutto sappia di lei.
Ma non è vero.
Lei beve a fontane che non dissetano.
Scritta e mai letta,
dipinta e mai guardata,
musicata e ascoltata.
Senza età e senza tempo.
Bella di una bellezza che non sfiorisce.
Lilith è leggenda,
e come il nipotino insegna
una leggenda non è che non e vera,
non si sa se è vera,
potrebbe esserlo.
Che poi è uguale a potrebbe non esserlo.

Credo che sia l' unica a non aver mangiato la mela
oggi diremmo "non omologata"
ma oggi ce ne sono molti "non omologati"
e non sono certo demoni.
Non c'è nessun demone
solo una donna non nominata
sola amando tutti gli uomini
e amata da tutti gli uomini
solo per il tempo di una piccola morte.
Ma in cuore nessuno la abita.

 

L' anima salva.

*

Un piccolo quadrato di cielo

Ci sono dei gradoni in pietra sotto Portatorre
e se da lì alzi gli occhi il cielo ha quattro angoli,
Un piccolo quadrato che contiene tutto il cielo,
di ieri e di oggi, e domani
e tutto il tempo del mondo si affaccia da lì e mi guarda.
Certo che così ci piove dentro
ma in quel piccolo quadrato c’è tutto quello che mi serve
per farne un rifugio bellissimo.

*

Oltre

Oltre
o aldilà
o come lo vuoi chiamare
presuppone un limite.
Che davvero non so se c'è.

 

Intanto qui le nuvole disegnano figure care in cielo
e i merli mi seguono lungo la strada

e gli posso parlare,
qui la luce e il pulviscolo seguono contorni misteriosi
e le ombre tra le cose bisbigliano.

 

Oltre
o aldilà
o come lo vuoi chiamare
forse è fine
punto
stop.

 

E qui restano i merli smarriti
non trovandomi lungo la strada.

 

*

..e facevo il manutentore..

Facevo il manutentore
seguendo piste, e schemi
trovavo un minuscolo 741 guasto
in un armadio elettrico a sei ante.

 

Però vedi che sono sempre io, mamma?
sono venuto ad accarezzarti la foto
e la data
e ho fatto cadere i numerini
e non ho la colla.

*

Dolore

L' aria è piena di dolore

(non puoi non respirare)

dilaga nei polmoni

insieme a tutte le stelle cadenti

da un cielo disperato.

 

 

 

*

Respiro

C'è una poesia,
sta tutta rannicchiata sul petto
cullata dal respiro.
Sta tutta rannicchiata in petto e dorme,
ed è così lontana coi suoi sogni senza tempo.
Nelle orecchie un battito di cuore
sta nelle braccia come tra corde d' altalena
il respiro è il ritmo del suo dondolare
e la mano sui capelli è il vento che l' accarezza.
Non mi vede e non sa che sono qui
così ogni tanto apre un occhio,
uno spiraglio su luoghi perduti.


Sbircia
e riprende il dondolio.

*

Anni fa ho incontrato un angelo

Anni fa ho incontrato un angelo

fu una notte,

e profumava di canzoni e giovinezza.

Non è sceso dal cielo

è sempre stato qui

su questa terra

nella via a fianco

e già lo cantavo dalla giovinezza.

 

 

                                                          Nella notte vidi lei
                                                              che senza dirmi nulla
                                                                 negli occhi mi guardò
                                                                    e poi mi prese per la mano

 


Quella notte però aprì la bocca

e dentro c' erano le mie stelle

e il mio mondo,

il profumo delle mie notti mentre le guardavo,

i sogni di bambino si fecero di ragazzo

 

 
                                                               Feci ciò che volle lei
                                                                   e corsi verso l' alba
                                                                     fin quando ci fermò
                                                                       il primo raggio di sole

 


Arrivò davvero veloce l' alba

correndo fra le stelle

ma nessun raggio di sole ci fermò più

volammo davvero nell' azzurro immenso.

 

                                                                  Un volo di gabbiani
                                                                    in quell' azzurro immenso
                                                                      cristalli colorati
                                                                         intorno alle mie mani
                                                                          e lei stringeva me.

 


Oggi è ancora qui

sono solo più stanco gli dico

e ho un po' più sonno la notte

e correre tra le stelle è un sogno

ma sei ancora qui gli dico

profumi ancora di canzoni e giovinezza.


Profumi di acqua lacustre quando vado al lago

Profumi di resina e eriche al sole se salgo ai monti

La notte profumi di cotone caldo sulla pelle

e seno da latte,

di pelle di bimbo quando abbraccio i nipotini,

di pelle di donna a volte

e di sesso anche

che non è vero che gli angeli non l' hanno.

Profumi di tutto ormai

di shampo, bagnoschiuma,

di luce e di buio

di eterno desiderio.

E dei sorrisi che incendi.


                                                                 Improvvisamente lei
                                                                    in questo mio sorriso
                                                                       che è nato insieme a lei
                                                                          col primo raggio d' amore.

 

once upon a time

*

Non aprire gli occhi

Non aprire gli occhi
non è qui,
il profumo che senti
è solo l' Airwick
che dalla sua mensola spara fragranze di fiori
ogni mezz' ora.
Non aprire gli occhi
e sarà come fosse qui
nel sogno puoi tenerle la mano
accompagnarla sullo stesso sesso,
caldo di desiderio .

Non aprire gli occhi
gli occhi ingannano
e ti diranno che non è vero niente.

Intanto qui c'è il suo sogno, vero,
che vuole essere sognato,
solido e duro.

*

Il solito capanno

Questo è il solito capanno delle margherite

dove ti confondevi tra di loro,

quest' anno però non sono ancora fiorite,

il capanno si mostra per quello che è,

un rifugio abbandonato per i viandanti del bosco,

un ristoro.

Nel campo di bocce a fianco è cresciuta l' erba,

incolta,

e al laghetto dietro l'acqua deve aver corroso le rive

tre grandi betulle e altri alberi attorno ci son caduti dentro.

Le betulle muoiono lente

come gli altri alberi

e non so se lo sanno o se se ne dolgano.

L' umido fa crescere funghi sulla corteccia

e qualcuno se ne nutrirà

gli uccellini cercano vermi tra le radici in aria

e cantano.

Il sole splende e si specchia nell' altro laghetto

di fronte al capanno.

Tre tartarughe ci nuotano nel cielo specchiato.

In questo tutto sembra come sempre

ma le margherite non sono ancora arrivate.

Forse se vengo più spesso,

se porto qui i pensieri a fiorire fioriranno

*

Ho negli occhi un bimbo (rettifica)

Ho negli occhi un bimbo.
La madre lo porterà al Crocifisso domani
per un bacio e un saluto.
Non usciranno di casa troppo presto,
appena il sole avrà scaldato l' aria della notte
così che non prenda freddo.
Ed è già festa,
non sa ancora di dolori e passioni,
passeranno lungo le mura
piuttosto che per le vie interne
che accorcerebbero il percorso.
Lungo le mura perchè lì ci saranno le bancarelle di Pasqua
dolciumi, caramelle, giocattoli,
qualcosina la madre troverà
per non lasciare gli occhi asciutti.
Ma il vero stupore sarà per i chioschi contadini,
per i pulcini o le grandi bestie da stalla
per l' odore del fieno e dei maiali
e per gli animali di fattoria di cui si parla tanto a scuola.
Faranno una sosta al grande prato,
proprio dove le mura svoltano,
per un bicchiere di latte
tiepido e salato
delle pecore che i pastori espongono,
giocherà coi loro cani.
Poi giù per il viale verso il Crocifisso.

Andrò anch' io lì domani
so di trovarlo perchè sono io quel bimbo
e oggi qui con me non c'è.
Anche se non è lì che ci siamo separati
oggi qui con me non c'è,
per questo andrò lì,
gli porgerò la mano
e se vorrà prenderla ancora gli dirò andiamo a casa.
Che anche qui oggi, tra gli uomini, non si sta poi tanto male.

 

Sono stato lì poi

e non c' era

perchè ero io

sono io quel bimbo

riconoscevo ogni pietra di mura

ogni angolo percorso per arrivare al Crocifisso.

Sono rimasto così.

Forse ho sbagliato tutto

cercando il bimbo mentre dovrei cercare l' uomo,

e portarlo qui in quest' oggi.

 

 

*

Dove non son mai stato

Ci sono posti che riconosci subito,

come la vecchia casa all' angolo

proprio all' incrocio con le rotaie,

e gli alberi  nudi attorno

con le dita nel profondo azzurro.

Lo steccato in cemento ferroviario,

l' intonaco scrostato

le persiane secche e screpolate dal sole

tutto ricorda che lì sei stato bene.


E c' era qualcun' altro lì.

Lì qualcuno ti aspettava alla finestra,

ti vedeva fermo al passaggio a livello e poi attraversare i binari fino a casa,

non ti chiedeva come mai ci hai messo tanto.

Lì qualcun' altro stava bene aspettando.

 

Ma non sai perchè, non ricordi l' interno della casa

gli alberi visti  dalle finestre,

il rumore dei treni la notte, nella stanza buia,

o delle auto all' incrocio

nè  i visi  e le voci.


Lì è un posto dove eri senza essere di questa vita.

*

Un piccolo movimento

Non è stato il bacio
nè l' icona o il luogo.
E' stato un piccolo movimento del pollice
involontario
sul legnoso alluce
a stupire e riconsegnarmi a me.

*

Ho negli occhi un bimbo

Ho negli occhi un bimbo.
La madre lo porterà al Crocifisso domani
per un bacio e un saluto.
Non usciranno troppo presto,
appena il sole avrà scaldato l’ aria della notte
così che non prenda freddo.
Ed è già festa,
non sa ancora di dolori e passioni,
passeranno lungo le mura
piuttosto che per le vie interne
che accorcerebbero il percorso.
Lungo le mura perchè lì ci saranno le bancarelle di Pasqua
dolciumi, caramelle, giocattoli,
qualcosina la madre troverà
per non lasciare gli occhi asciutti.
Ma il vero stupore sarà per i chioschi contadini,
per i pulcini o le grandi bestie da stalla
per l’ odore del fieno e dei maiali
e per gli animali di fattoria di cui si parla tanto a scuola.
Faranno una sosta al grande prato,
proprio dove le mura svoltano,
per un bicchiere di latte
tiepido e salato
delle pecore che i pastori espongono,
giocherà coi loro cani.
Poi giù per il viale verso il Crocifisso.

 

Andrò anch’ io lì domani,
so di trovarlo perchè sono io quel bimbo
e oggi qui con me non c’è.
Anche se non è lì che ci siamo separati
oggi qui con me non c’è,
per questo ci andrò,
gli porgerò la mano
e se vorrà ancora prenderla gli dirò andiamo a casa.
Che anche qui oggi, tra gli uomini, non si sta poi tanto male.

*

Radici

Sì,
le gioie mettono radici nel tempo
sulle quali risalgono poi fino ad oggi.

Eppure chissà quante ne hai avute
e scordate,
fuori elenco,
come fossero scontate.

Forse allora sono le lacrime
viste
causate
piante
immaginate
cadute
ad ammorbidire la terra
a mettere più profonde radici.

Risalendole,
non si arriva sempre ad oggi
si torna agli occhi che le hanno piante.
E dentro c' è un mistero
profondo
di colpe e innocenze.

*

Come figli

Come figli
correvamo sul lago
non dico sulle vie attorno
proprio sul lago...
E sfioravamo appena l' acqua.
Tu Breva
io Tivano.
Ma felici.
Erano mondi segreti, cavità acquatiche e lucenti
Uteri negati ai padri,
come me,
che ne vanno
in_vana
ricerca.

*

Primavera

Disegnala la primavera,
a pennellate decise e forti
o a parole, che qualcuno non vede.
Dì che il verde qui di fronte splende sotto il sole
che spuntano ovunque macchie di colore
che ondeggiano per l' aria in movimento
ci sono gialli timidi, rossi appassionati e dolci rosapallido.
E dita sbucano da tutto questo verde, verso il cielo
e fioriscono, mettono foglie,
in tutto questo arcobaleno di colori ci sono impronte di bimbi
e suoni, e risa.
Le vesti leggere.
C'è un' amorosa vita che vola e canta tutt' intorno
e ti sorprende che ti prenda forte.

 

*

Come fosse sempre oggi

Non ricordo le date
non ricordo se fosse estate o inverno
o se il freddo fosse dovuto alla stagione.
Nè ricordo la data
devo pensarci un po' anche sulla mia
per fare il conto degli anni.


Ma ricordo che sembrava dormisse,
per letto il freddo pavimento del bagno
la barba mezza fatta.
Come fosse sempre oggi.

*

È passata

È passata da un ramo all' altro

una minuscola fiammella arancione.

Non ha lasciato segni nè bruciature

non lo so cos' era.

Ma è passata da un ramo all' altro

una minuscola fiammella arancione.

Ed io ero lì a guardare.

*

Dove ho visto la neve

Ho visto la neve uscendo dal sonno
cadere in freddi fiocchi grigi dal cielo nero,
la finestrella era piccola, senza vetri,
il cappottino troppo corto
e il respiro si gelava uscendo dal cuore spaurito.

 

Dimmi che verrà mattina.

 

L' ho rivista ancora nel sonno
ma il sonno era inconciliabile col gelo
era dello stesso colore,
freddo e infinito.

 

Questo non è il mio trenino dei sogni,
dimmi che verrà mattina
che finirà questa gelida notte
che questo vagone merci sul binario morto non continuerà il viaggio.

 

Domattina mi sveglierò a casa
con i piedi asciutti
e dalle finestre entrerà il sole.

*

Erotic dream

Succhiarti il clitoride,
questo dovrei fare nei miei sogni erotici di vecchio
fino a che si ingrossi in bocca
e la riempia.
E poi niente,
lasciarti lì e ciao alla prossima.

 

Invece sto ad accarezzarlo
come fosse lo stelo di un fiore rovesciato
che sanguina
e mi sporca le mani
e lavando non va via.

*

Danza di stelle

Mi sorprenderà una notte una danza di stelle in cielo,
nel solito guardare di tutte le notti
Sarà forse davanti al lago,
i riflessi sull' acqua saliranno in scie dorate
per unirsi all' eterna danza.
E una poi esploderà in un bagliore accecante
un bagliore che farà nero il resto del cielo
così accecante da far nera per cecità la stessa stella.

 

A occhi chiusi, sulla retina, resterà uno svanente buco nero
avvolto in un alone azzurro di mistero.

*

Bianca betulla

Nudi i rami
una bianca betulla disegna ricami nel cielo azzurro di Marzo.
E' bellissima.
Lei non lo sa
ma è così bella perchè io chiamo betulla una betulla,
e cielo il cielo
e ricami i ricami
e bellezza la bellezza.

*

Oggi non vorrei parlar d’ amore

Oggi è uscito il sole, dopo tanta pioggia

il solito vecchio sole così bello da sentire sulla pelle.

E il cielo è azzurro,

pieno di nuvole in movimento mutanti di forma.

Alcune si sfrangiano in ali d'  angelo

altre in forme umane che uno vuol vedere

altre in animaletti.

Soliti scherzi da nuvola.

Eccone una adesso,

si pone tra me e il cielo

dietro il pino qui di fronte

cambiandone lo sfondo.

Sembra un altro,

sui rami risaltano gli uccellini nel bianco,

prima se ne sentiva solo il suono,

E niente, non ho altro da dire.

Oggi è uscito il sole,

e riscalda,

nonostante non sappia se sia una giornata buia o solare la nostra.

Lui prova a farla chiara.

*

Io non vorrei andare in paradiso

Si ha un bel dire di quanto sia bello
starsene su una nuvoletta
a bersi un buon Lavazza
ascoltando musica divina
suonata sul pianoforte infinito di Dio.

 

Che poi preferirei fosse un chitarrista,
col manico lungo quanto il braccio.

 

Dicevo si ha un bel dire.
Credo invece che il paradiso sia un posto tormentoso
e il caffè non è mai dolce come quello che ci vedono bere,
da lassù.
Senza poterci parlare
o abbracciare
senza poterci dire nulla
senza nemmeno l' alibi di un muro.

 

Partire.
Vorrei.
Come i gatti che cercano un luogo magico
e spariscono.
Direi a tutti che son partito per un bel posto
inventerei un software che risponda ai messaggi
e invii foto di spiagge assolate
o città da sogno.

 

Che dica che non si preoccupino
che dica che sto bene.

*

Futuro

C'è stato un giorno che non ho visto il domani

così ci ho sbattuto forte.

E non era ieri.

*

Era già musica

Ci bastava una musica
e ballavamo la vie en rose.
Io a mezz' aria,
tra le tue braccia,
stretti.

 

Tu,
l' amore
le note
e i colori.

*

Drop life

Si svegliava un pò irritato la mattina, per la fame,
ma trovava subito dove far colazione
lo riconosceva dall' odore.
E' così che si calmava,
poi apriva gli occhi,
lasciava che il mattino ci entrasse dentro,
chiaro, assieme al viso di lei.
Non c' era il tempo, nè il luogo,
lei era il suo tempo e tutto quello che c' era,
sarebbe stato così per sempre.
Il mondo poi si allargò davanti al lago
quando col sole sulla pelle si lasciava addormentare dalle onde,
c' era gente intorno, e risa di bimbi,
e c' era sempre lei, il mondo era bello.

 

Il tempo arrivò aspettando babbo tornare dal lavoro,
era un uomo buono,
tornava sempre con qualcosa,
una macchinetta perforatrice, per farci i coriandoli
riempire i sacchettini, che domani è festa,
o anche solo una trottola.
Ecco, voleva fare l' elettricista
come babbo
magari prendere un treno la mattina e andare al lavoro
che al lavoro doveva essere un posto bellissimo
se tornava sempre con qualche meraviglia.
Anche il Don era buono, e poi i maestri
poi i professori...
e voleva sempre fare l' elettricista.

 

E allora chi erano quegli uomini che venivano la notte
mani in tasca a portar spavento
Chi era che veniva a farlo nascondere sotto le coperte?
E se trovava un pò' di pace, tra gli alberi, dalla madonnina,
chi era che veniva a prenderlo?
a ricordargli che la pace non esiste.

 

Divenne poi un elettricista
e non riusciva a voler male agli uomini
ma il tempo s' è fermato.
Apriva gli occhi la mattina
e lasciava che il mattino ci entrasse dentro,
chiaro.
Il mondo era ancora bello.

*

Perso di vista

Perso di vista,
oltre il filare d' alberi in fondo alla pista.


Mai perderlo di vista
non sai cosa fare se lo perdi di vista
anche se lo senti ancora cantare,
che un motore a ventisettemila giri canta.
Sposti un po' il pollice sinistro a destra
il destro un pò' verso te alzando anche la radio inutilmente,
calcoli mezzo giro
vedendolo a memoria
poi molli i comandi e aspetti lo schianto e il silenzio del motore.

 

Invece eccolo.
Spunta dalle cime, un piccolo aeroplanino in balsa
pelle bianca, lucida e plastica, ali rosse brillanti al sole
(mai usare il bianco nuvola per le ali nè l' azzurro cielo)
che ondeggiano assieme al pollice, a salutare.

Sul castello un supertigre,
dieci cc che se ne fregano della gravità,
però lo metti al minimo, visto che è andata bene
e inizi la planata verso la pista erbosa appena rasata.

 

Il motore tossisce appena appena
solo l' aria sul profilo tiene su l' aereo
mancano ancora pochi metri, le ruote già pronte
ma in fondo perchè atterrare?
c'è ancora miscela,
riporti su il gas e il motore torna a cantare ancora,
muso al cielo l' aeroplanino risale verso il sole.

 

Era solo una finta.

*

Passaggio di tempo

Gli alberi ondeggiano fuori di qui,

oltre i vetri di questa calda sala d'attesa.

Si scrollano il peso della neve
ondeggiando lenti al Burian che risolleva i fiocchi.

Ma non cadranno,

hanno radici nel tempo,

aprono un passaggio di tempo

e viaggi nel tempo solo miei.

Avvolti nella polvere di diamante,
che pungeva le dita nel viaggio fin qui,

mi salutano

muti

bianchi e silenziosi.

Sono gli stessi che trovo in fondo al passaggio.

 

(Mi ricordo di loro)

*

Una giornata al lago (rivista e riproposta)

C'è una panchina dove il lago sembra più azzurro
e l' aria più leggera, fresca e calda di ricordi.
E' un po' più lontana delle altre,
c'è un po' di strada da fare
ma la riconosceresti tra mille,
è l' unica con lo schienale ancora orientabile
l' unica che ti mostra impossibili ricordi di passeggiate in carrozzina
o di un bimbo che non sapeva decidere
se guardare il lago, o la strada
che anche la strada aveva il suo fascino.
Passavano Guzzi rosso fiammante col volano luccicante,
qualche Topolino o millecento
e festose ragazze in bicicletta.

Io scelgo sempre questa, orientata al lago,
è da qui ti vedo arrivare, appoggiare alla balaustra e guardare il lago
fino alla fontana là in fondo,
che getta spruzzi altissimi,
ti vedo passare una mano tra i capelli e sorridere.

Ci metto sempre un po' a capire che non sei tu.

Giro lo schienale alla strada
chissà, forse arriverai da lì
nel tuo solito abitino azzurro cielo, leggero leggero.
E infatti arrivi, illuminata dal sole
il sorriso è quello di prima.

 

E ci metto ancora di più a capire che non sei tu.

Intanto l' altra ragazza guarda sempre al lago
e alla fontana
e alle rotaie che salgono a Brunate tagliando in due il monte,
si volta, mi vede e resta a guardarmi un po'
indeciso il sorriso.

 

Come ci volesse un po' a capire che non sono io.

Andrò più avanti, più tardi, verso la stazione
e prenderemo il treno per casa
guarderemo dai finestrini tutte queste case passare
e i prati, gli alberi, il sole calare,
senza fretta,

perchè ci vuole un po' a capire che in fondo eri proprio tu
che arrivavi in pieno sole con la gonna svolazzante
eri proprio tu che guardavi il lago
e non ci siamo riconosciuti.


Sempre tu ad abitare ancora così forte questi pensieri
e ad accompagnarmi a casa.

Perchè non c'è una vita sola.

*

Quante vite

Quante vite qui, amoremio più grande,
che amoremio non te l' ho mai detto
mi manca
e quante morti.

Vanno e vengono
su lunghi corridoi di tempo,
e per il tempo sono solo lampi
attimi veloci.

Dei tuoi attimi molti non ne sanno nulla
altri li hanno amati
e io tra loro,
ma non so l' ultimo
che così si è fatto eterno.

*

Bimbo mio

Oggi

Mute le case

Muti gli orti

Mute le scritte ai muri.

Ieri

Lì fiorivano  le rose urlando alle finestre

Il sole! Il sole.

La notte pianti alle lune

Eppure Dio c' era

 

 

(ma forse era stanco, forse troppo occupato (De Andrè))

 

 

 

*

Sei

Sei in una minestra calda, la sera.

 

Sei nella polenta e latte, che ci piaceva tanto.

Sei in una tazza di malva, per me con troppo zucchero, che solo così mi piaceva.

Sei il pensiero mentre preparo cena.

Sei, mentre apparecchio la tavola senza il tuo posto.

Sei.

*

I sogni non finiscono

Cè un foro nella roccia da cui gocciola l' acqua.
Non è in cima al mondo,
solo in cima al mio mondo
e non diresti mai che quelle gocce sono un mare di sogni.

 

Cè un foro nella roccia, dicevo
e l' acqua sgoggiola in un piccolo bacile di pietra,
per togliere la sete ai viandanti.

Trabocca poi in piccoli rigagnoli e pozze
dove puoi saltarci dentro,
schizzare l' acqua tutt'intorno
e sporcarti le mani con la terra.
Quando l' acqua si sarà calmata
ti ci puoi specchiare
puoi vedere il cielo attorno alla testa.

 

Più in giù le pozze s' ingrossano
si fanno marmitte dei giganti,
ti ci puoi bagnare e alleviare il calore estivo.

Ma già le gocce non sono più lì
continuano e i rigagnoli si uniscono
in cascate
verso altre pozze ancor più grandi,
con una muta puoi scendere insieme alla cascata
cadere in una pozza insieme all' arcobaleno
e proseguire fino alla cascata successiva.

Finchè arriva a un fiume
ancora impetuoso
dove l' acqua gioca con le rocce affioranti
rovescia i gommoni e gli hydrospeed,
gioca con gli uomini.

 

Puoi scendere anche in canoa
quando il fiume si stanca
e le rocce diminuiscono
e si fa calma la strada verso il lago.
Nelle anse i pesci abbondano
e saltano guizzando al sole.

Spuntano delle vele, veloci,
le rive si animano di bagnanti
il paesaggio è sempre da sogno,
si mescola il verde e l' azzurro
il rosso di qualche motoscafo che sfreccia
la città appare là in fondo.

 

Ma non è mai finita
la città, che ne ha bevuto l' acqua,
è gia alle spalle
e il fiume cresce
e gira
in anse e tornanti
passa nuove case
nuove foreste
regala nuovi sogni.

 

Eppure quando arriva al mare sono ancora le stesse gocce
ma cariche di storie e sogni..

E non è mai finita
rigoccioleranno di nuovo da quel foro.

*

Basterebbe un verso

Basterebbe un verso,
che scenda lungo la curva dei monti
dalla baita del Falchetto
e proprio come un falchetto
volteggi in cerchi concentrici
giù verso il lago.

 

Basterebbe un verso
così forte che da qua si senta
e mi porti con lui, volteggiando,
a veder le barche,
la linea obliqua della funicolare
affondare nel lago.


Ci sono spiaggie e famiglie al bagno
bimbi che pescano o nuotano.
Tetti e vie dritte che li tagliano.
La casa amata.

 

Basterebbe un verso
che si getti a capofitto nella casa amata
fino all' odore di legna,
di carbone per la stufa
fino al caldo dell' acqua nel mastello
e al calore delle mani.

 

Basterebbe un verso
per dormire ancora su quel seno
sereno
con nelle orecchie un canto
e una voce.

Basterebbe un verso
e nessuno potrebbe dire quanti anni ho lì
o nel grande giardino segreto
dove giocavano le farfalle coi bruchipalla
dove sotto ogni sasso c' era un tesoro
e il sole giocava tra i rami
con me.

 

Basterebbe un verso
ma non sono buono,
gli anni qui si sanno
e porteranno presto quel verso nel vento,

per scendere lungo la curva dei monti
dalla baita del Falchetto,
insieme al falchetto
volteggerà in cerchi concentrici
giù verso il lago.

*

Strada facendo

Al km 147 il cielo è azzurro
i paracarri al fianco, la campagna, le case,
scorrono via veloci agli angoli degli occhi.
Pochi chilometri più avanti
iniziano a colorarsi di scuro,
il sole sembra impigliarsi in un campanile
mentre manda gli ultimi raggi d' arancione nel cielo azzurro
poi affonda alle sue spalle.

 

Resta solo il cielo
ancora azzurro e senza sole

pieno di segni in nuvole rosa,
due ali, un paio di baffi,
maschi e femmine disegnati, pirati,
un coniglietto,
c'è pure un galeone volante per salirci con la fantasia.


Pochi chilometri ancora perchè i disegni virano dal rosa al nero
e il cielo dall' azzurro al blu.


E nel blu appaiono le stelle
una, dieci, cento,
brillanti.

 

Se dico cielo
è il mio cielo che guardo
dell' azzurro del vestito di mamma
o del nero delle sue scarpine.
Se dico sole è il suo sorriso.
Se dico pioggia, il suo pianto.
Lei sa che guardo le stelle
e che mi ci perdo ancora
così tanto da scordare l' uscita.

Lo sa fin troppo bene.

 

E ancora,
se non ci fosse memoria di quel cielo
potrebbero cadere tutte le stelle,
e conficcarsi a terra
nel parcheggio dove cadrebbe anche il galeone.

*

Dove nasce la gioia

Perchè avrà pure una fonte
un luogo dove se ne sta
in attesa di esser vista.
Forse una nota
strappata con forza
ruvida
che mandi le valvole in saturazione
e riempia l' aria
riecheggiando
in un delay
se pur digitale,
O forse una poesia
o una sola parola di quella poesia
che colpisca la corda giusta
saturando un sentimento
e riecheggi per giorni e anni.
O un colore?
un accostamento tra forme e colori
che si imprima nella retina
e non se ne vada chiudendo gli occhi.
O tutte tre insieme
una danza colorata
che satura gli occhi
e le orecchie
e i sentimenti.
O forse sei semplicemente tu.

*

Haiku (occhi)

Apro le imposte
sul cielo grigio di oggi
Disegno un sole

*

Una poesia

T' ho scritto una poesia d' amore

o almeno credo che lo sia

se così non è vuol dire che ho sbagliato tutto sull' amore

e non sarebbe una novità.

Ma non si può riavvolgere il tempo,

ormai l' ho scritta,

non è questa però,

non la leggerai.

A me basta che passeggiando

tu senta come una contentezza in cuore,

per il sole che splende nell' azzurro,

per un raggio di luce sulle piume di un pettirosso,

per un fiore testardo cresciuto tra le crepe di uno scalcinato muro.

Ma più per uno stormir di foglie degli alberi che la sanno.

Mi basta che la sera, in camera, te ne ricordi

e nasca una carezza con un' altra poesia.

*

Che ne sarà di lei

Che ne sarà di lei quando non sarò?
Lei che abita questo cuore, come una casa
questo cuore che chiamo mio.
Dove se ne andrà?
Dove ce ne andremo?
Forse uno nell' altro
fin dentro il mistero di una nuova casa.

*

Gocce di memoria

Fermo, al centro della scena.
Dietro le spalle girano vetrine sullo sfondo.


Ora quella delle mantovane
lucide e dolci
ed ora quella dei binis,
minuscole gocce di rosolio
splendenti e argentate.
Ora quella dei giochi e dei pianti
ed ora quella dove nevica popcorn
e il gelato sale
magico e multicolore
avvitandosi nell' aria.

 

Di fronte un ottico
un kebabbaro
un negozio di tecnologie magiche
e un riparatore di tecnologie magiche.

 

Quel che vedono gli occhi non è quel che guardano
puoi mangiare un buon panino kebab
menu completo
patatine salsa piccante e bibita
tra minuscole gocce splendenti e argentate.


Non sono ombre della luce di oggi quelle gocce
c'è stata un' altra luce che le ha generate
e sono diventate la luce di oggi.
Non puoi cancellare nulla
anzi, se guardi bene
tutt' attorno
ne fioriscono altre.
Sempre nuove.

*

Passa l’ organello

Passa l' organello.

E' qualcosa nell' aria.

E nessuno vede

nè sente

men che meno parla.

Tutti presi alla guerra del Golfo.

*

Stagioni fatate (riproposta e musicata)

                                                       C'è voluto un po' ma qualcosina è uscita.. migliorerà.

 

Forse sono passate / le stagioni fatate

e non ci ho fatto caso.

E ancora credo per me / e non solo per me

che verranno domani.

Un elettrico argento / m'ha portato sul lago

in questo vagabondare.

Non è il nostro lo so / però qui si veniva

anche solo a guardare.

oltre la fine del lago / le cime dei monti

e l'azzurro del cielo.

Qui c'è ancora il tuo cuore / i tuoi sogni

e li vedo brillare.

Sotto un tiepido sole preautunnale / e li vedo brillare

sotto un tiepido sole preautunnale

Sono qui / sulle rive del lago

e mi sembro un coglione

un sognatore acchiappanuvole

con la mia lattina di tè al limone

Sono qui / sulle rive del lago

sono venuto a cantare

Farà neve lo so / e anche presto

e sarà ancora più bello

quando si farà attorno al lago

come un anello.

 

Sono qui sulle rive del lago..

tra le mani soltanto un panino..

Ne vuoi un pochino?

*

Pensiero feroce

Vedi il pensiero?

S' alza improvviso a volte

feroce

si fa luce e riempie l' aria

lo afferri tra le mani

lo agiti

come a zittirlo.

E alla fine muore,

ma non lo fa mai davvero

è solo una piccola morte momentanea.

*

Pensiero sonoro

A volte penso in suoni,
è scontato che sia quando suono,
nessun nome di nota
solo il suono
e il pensiero del suono muove le dita,


Non so se sia così per tutti.


L' emozione poi colora il suono
di rosa o d' azzurro
o crea lampi gialli in un cielo rosso
oltre il soffitto.


Capita più di rado
per me una volta, forse due,
che il pensiero ammutolisca
e tu resti ad ascoltarti
e non sai più cosa muova le dita in quei passaggi.


Resti ad ascoltarti e a guardare oltre il soffitto
quei lampi nel cielo rosso.
E cosa c'è di più bello di un ragazzino
che ti dice che ha registrato tutto
che andrà a casa a studiarselo,


quel passaggio che forse non è neanche tuo.

*

Idrovolanti (rivista e riproposta)

                                                            Si scrive perchè non si hanno ali per volare

 

A volte penso che non stai bene qui dentro
perchè mi duole il petto
come volessi aprirti un varco,
uno spiraglio,
uscire per andar ai campi, alle margherite
e poi su fino ai narcisi
oppure al bosco, a muschio e ciclamini
o solo in quella panchina in riva al lago
a guardaregli idrovolanti.

Resto immobile, per lasciarti uscire
ma tu non esci mai.

 

Allora esco io,
usciamo , ti porto per campi, a margherite
oppure al bosco, a muschio e ciclamini
per sentieri conosciuti
arriviamo fino al lago.
C'è una panchina tra le rose
da lì si vedono gli idrovolanti.

 

foto mia. Idroscalo Como

*

Haiku (sul fiume)

Scorre il fiume
Sotto il grande cervo
gesti di sempre

 

*

Sul fiume

Scorre il fiume che attraversa il paese
e mille lanterne, gialle e rosse illuminano la via
deve arrivare qualcuno.

 

Intanto grandi fuochi indorano l' acqua
l' ansa è una grande piazza
e danzano le streghe
c'è un grande cervo che brucia
col suo cavaliere
e l' albero dei frutti luminosi sparge fiammelle nel fiume
come semi
e scorrono, e vanno, e spariscono lontano
cresceranno altri alberi mille miglia intorno.

 

Tutti intanto attendono lei
chiamandola.

 

Il mangiafuoco, i saltimbanchi,
i bimbi salvati dalla paura del pentolone
perfino le cose,
i fiori si illuminano
col cuore dei bimbi.
Un basilisco dagli occhi rossi guarda in su
al ponte dove stiamo
ma nessuno muore.

 

Ed ecco arriva
proprio da sotto il ponte
una vecchina fuori moda
nera nera nella sua barchetta di carta luminosa
ha freddo e cammina a fatica
ma ha un dono per tutti.


Anche per me che ho in braccio un sorriso che abbaglia.

E nelle tasche sogni.

 

*

Haiku (ogni tre versi un desiderio)

Guardo la foto
Un vecchio bambino
e la befana

 

*

Haiku (sogno di primavera)

Guardo il sole
Sogno di primavera
anche d' inverno

immagine sumi-e (dal web)

 

*

Cerco una parola

Cerco una parola,
una parola per dire Dono
che non dica ecco
questo è un pacchetto di sigarette
che poi diventa Mio
e lo giro tra le mani
lo apro e lo fumo
e non resta nulla.
Che non sia un bel microonde
dato in dono
per aver comprato la batteria di pentole
triplo fondo.
La cerco perchè sento di averne avuto uno
non ho niente tra le mani
eppure scorre in me
come un fiume
e nessuna goccia è mia
ma posso bere.
Qualcosa come la gioia della sorgente
che sa della gioia del mare
e delle nuvole tutte.
Qualcosa di eterno
che s' è alzato da terra un giorno
a cercare la stessa parola,
nell' orizzonte.
Qualcosa che è lì da sempre
in tutta la bellezza che c'è
tra qui e l' orizzonte,
in tutto quello che c'è da vedere.
Qualcosa di libero nell' aria.

*

Basterebbe un verso

Basterebbe un verso
che scenda lungo la curva dei monti
come un falchetto
e volteggi in cerchi concentrici
giù verso il lago.


Basterebbe un verso
così forte che da qua si senta
e mi porti a lui a volteggiare
a veder le barche
la linea obliqua della funicolare
affondare nel lago.
Ci sono spiaggie e famiglie al bagno
bimbi che pescano o nuotano.
Tetti e vie dritte che li tagliano.
La casa amata.


Basterebbe un verso
che si getti a capofitto nella casa amata
fino all' odore di legna,
di carbone per la stufa
fino al caldo dell' acqua nel mastello
e al calore delle mani.


Basterebbe un verso
per dormire ancora su quel seno
sereno
con nelle orecchie un canto
e una voce.


Basterebbe un verso
e nessuno potrebbe dire quanti anni ho lì
o nel grande giardino segreto
dove giocavano le farfalle coi bruchipalla
dove sotto ogni sasso c' era un tesoro
e il sole giocava tra i rami

con me.

 

Basterebbe un verso
ma non sono buono
e gli anni si sanno
e porteranno presto quel verso nel vento.

*

La mantellina di Mami

È una piccola mantellina di lana

di quelle che coprono appena appena le spalle.

Mamma era un incanto.

È una piccola mantellina di lana

che adesso vola nel vento,

spesso passa di qua

ed è per lei questo canto.

 

Non so se sente la voce

o anche per lei è un soffio di vento

parrebbe non ascoltar preghiere

non cedere a indulti.

 

Poi d' improvviso la vedo

in due occhi scintillanti di bimba

e la sento cantare

con voce di bimba,

Tanti aluli a te

Tanti aluli a te.

 

E rispondo

Buon anno Mamma

Buon anno.

 

*

Forse metterò una cravatta

Forse metterò una cravatta,
una bella odiosa cravatta azzurra
sopra la camicia bianca.
Forse metterò una cravatta
per nascondere i bottoni
che qualcuno potrebbe aprire,
scoprire che c'è pelle sotto
e peli, e batte un cuore.
Forse metterò una cravatta
una bella odiosa cravatta azzurra
che faccia piacere allo specchio.
Forse non metterò una cravatta
e non coprirò gli specchi.

*

Pensiero

Esco nell' aria
fredda di mattino.
E' Natale
il mattino è quello di un qualunque mattino
la parola Natale
scritta qua sopra
non vola nell' aria.
L'aria è piena
di dolcissimo pensiero.
Sto in ascolto.

*

Vigilia

E così è arrivato
son qua tutto indaffarato
pulisci scampi e polipetti
cozze vongole e gamberetti
ma il pensiero un pò svolazza
e la maionese intanto impazza.

 

Lo so che cè chi non ne ha
e forse a casa solo sta
ma non credo sia peccato
se in tavola è apparecchiato.

 

Se cè un poco d' allegria
con i figli, in compagnia
anche di chi è andato via
anche con la nostalgia.

 

Sto pensando alla mammina
al suo re e lei regina
non sarà come da bambini
che ora abbiamo i nipotini
ma i pensieri sono buoni
sono questi i suoi doni.

*

Babbo Natale

Te l' hanno già detto?
Non esiste..
Solo i bimbi ci credono
e quando lo diranno anche a loro
si nasconderà,
in un angolino del loro cuore.


Ma è lui che spinge mamma e papà a far loro doni.

E' lui che li ha portati un tempo
anche a mamma e papà.
E poi si è nascosto
in un angolino del loro cuore.

*

Ghe credi minga tropp al Natal ca ta ma cuntet su

Ta ma diset che 'l Natal l'è voj
ma d' un voj pien de lus
ca brila e gira e gira
che te se pù indue set.


Ma l'è dumà culpa tua
ca ta stet lì a guardai
imbambulà.


A lè propi li dedree
al gà gli oeucc luster
e 'l coeur in pena perchè tel vedet no.


Al gà fregg
el se scalda sfregand ul fregg in di man
zitto
ma 'l te surid
se te ghe dunet un suldin.


E 'l brila in del coeur.

*

Avessi buone le parole

Avessi buone le parole, ti scriverei.
Non a te nè di te,
avessi buone le parole ti scriverei
come un pittore che dipinge
guardando oltre la figura.
Avessi buone le parole ti scriverei,
su rami d' albero ti scriverei
sceglierei un salice
e se fossero davvero buone le parole
un respiro invisibile le farebbe danzare
giocando coi raggi obliqui del sole.


Ed io sulle loro punte.


Ma non ne sono capace
e le parole non prendono mai vita.
L'ho fatto,
oggi, sotto questo sole obliquo
ma il salice è solo la piantina di salvia
qui sul mio balcone,
e le parole leggere leggere
voleranno via presto
senza lasciar traccia,
tranne la figura.

*

Quando il Natale era Natale

Quando il Natale era Natale
il mondo era pieno di luci
e il cuore dei bimbi s' incantava.
Quando il Natale era Natale
si faceva a gara a chi ne vedeva di più
a chi vedeva la più bella
e ancora è così.
Quando il Natale era Natale
i bimbi scrivevano letterine
e il cuore era pieno di speranze.
Quando il Natale era Natale
l' attesa era magica
per quella notte,
e ancora è così.
Quando il Natale era Natale
quella notte il sonno era un nemico invincibile
nessuno ha mai visto il visitatore
ma il mattino se ne vedevano le tracce.
Quando il Natale era Natale
si cantava scendi dalle stelle
in coro
e ancora si fa.
Quando il Natale era Natale
una cometa viaggiava brillando
e diffondeva la sua luce.


E ancora brilla per chi la guarda
e per chi non la guarda.

*

Amore

Tienimi nascosto

coprimi

come una coperta tra due sedie

al centro della stanza.

Sarà il centro di ogni cosa

così che il luogo dove sto oggi sia ogni cosa

Amore sia ogni cosa.

E portami

oltre la fine delle cose.

*

Oltre

Lì il tempo era uno sconosciuto.
Sì, il sole s' alzava, ogni mattina
e entrava la luce con l' aprirsi delle persiane.
Sono sicuro anche che brillasse la luna in cielo
la notte, là fuori.
E sotto la luna stavano i sogni
liberi, tra gli alberi,
lì una coperta non bastava a proteggerli
e l' alba arrivava sempre
in quei freddi giorni d' estate.
Lì dentro devi chiudere gli occhi
per vedere le rose impazzare di gioia al sole.

*

Scegli con cura il dono

Si avvicinano le ricorrenze
come appuntamenti prefissati.
Che siano di gioia, o dolore, o dolciore
arrivano sempre.
Prima ancora arriva la scelta del dono
sceglilo con cura,
è facile la scelta se ne conosci i gusti
per i vivi è facile anche la consegna, all' indirizzo conosciuto
ed è facile immaginare la meraviglia negli occhi del destinatario.

 

Per chi non c'è devi aver più cura
spegni la tv e stai in ascolto
troverai quello giusto.

 

Per chi non c'è alcuni pensano sia impossibile la consegna
altri pensano sia impossibile che non sia possibile
e vedono la meraviglia.

*

Notturno

Ta Da!

magia magia magia

questa cuffia fa duemila watt

al grande concerto della meraviglia

e la poltroncina è un cavallo di legno alato.

Mi piace la notte

le ore si allungano incantate,

c'è un alberello nell' angolo

lancia raggi di luce lampeggiante

rossa, verde, blu

e stelle ottiche tremolanti.

A che età si smette di essere bimbi?

Son così lontano dalle sue ali adesso

nello specchio non si vede

non si vede il bimbo che guardava le stesse luci.

Accoccolato e desiderante.

Ma un regalo lo vorrei lo stesso,

che non costi nulla,

un sogno..

sognarla così forte che riesca a sentirmi

devo dirle che non c'è giorno senza lei

e di perdonarmi per i giorni senza me.

 

 

 

 

 

 

 

*

La bellezza lacerante

Guardale i seni
lucidi e scolpiti.
I fianchi
fissati in plastica posa.
Potresti dire che erano già nel marmo
da dove sono usciti,
o per un pittore
ce n' erano tracce invisibili sulla tela.
Ma la bellezza è un' idea,
magnifica e vera,
la copia è bellezza dolorosa
e lacerante.
Tanto che la prenderesti a martellate sui ginocchi perchè non parla.

*

Troppo umano

Come posso scriver poesie
se la poesia è amor divino
e crea la realtà.
A me piace questa
e l' amore umano
i seni di una donna
i fianchi
percorrerli col pensiero e con le mani.
Adagiarmi al suo calore,
tra le lenzuola.

Seguire ogni sentiero fino a trovare l' ingresso

e andare ad abitarci.
Mi piace questo quotidiano umanissimo amore.

*

Le stesse parole

Me ne andrò di qui un giorno,
pensavo quando il freddo gelava la paraffina
e l' aria del mattino sapeva di gasolio e etere per motori.


Ci sarà pure un luogo migliore
una terra da conquistare
un chiosco alle hawaii su una calda spiaggia
o una baita in montagna nell' aria pura.

 

Ma sono ancora qui
perchè è qui quel luogo
qui abitano le cose desiderate
e le vedi nello stupore di due occhi incantati nell' arcobaleno
da qui parte il sentiero per arrivare ai narcisi
e qui è l' incanto di una bimba in canto
qui il rosso è dolce e caldo e potente
qui porto sogni e desideri in tasca
e i fior di luna crescono sui palchi.

 

Da qui si vede il cielo,

e ci sono panchine confortevoli lungo il sentiero.

Qui si ama, si desidera e si spera.

 

Penso ancora me ne andrò di qui un giorno
le parole sono le stesse
vanno solo reinterpretate.

*

Una lacrima sul viso

Qui, nel relax del vapore caldo di quest' acqua

appoggio le dita sugli occhi e premo,

per restare un po' al buio

a immaginare di sfuggire alle beghe di questo mondo.

Lo faccio spesso, roba da uomini duri eh..

Quasi subito il buio si riempie di puntini colorati

come i chiodini dei giochi dei bimbi

e danzano, in movimento casuale.

Oh, non c' è nessuna magia

non so la spiegazione scientifica

ma non c' è nessuna magia.

Ed ecco un albero, una casetta, un sole in cielo che si fa subito un viso.

C'è una lacrima sotto l'occhio

o credo ci sia perchè me l' hanno fatto notare

e mi piace, non è un' imperfezione dello sviluppo fotografico.

Premo,

la lacrima s' espande, si fa rossa,

piena di puntini in corsa,

la prima competizione per la vita.

Dura pochissimo, un lampo e torna il buio,

la lacrima ora è l' acqua dove sto

al buio, in silenzioso ascolto di un battito di cuore.

Lo so che è registrato in memoria

ma non ricordo l' indirizzo

e poi ho questo fischio a tremila hertz

che confonde il silenzio.

L' acqua s' è fatta fredda,

sollevo un po' le dita,

del buio resta solo un alone giallo,

al centro

che si allarga

mentre torna la vista.

Poi le nuvole.

*

Fottila

Fottila la poesia

anzi mandala a farsi fottere,

come bestia inginocchiata.

Vai a pesca oggi

o al bosco, a cercare il muschio per i ciclamini

o semplicemente sta a guardare le nuvole

senza voler dargli un nome.

Fottila,

che lei non ci pensa due volte a fottere te,

come una fiera accovacciata,

magari in un guizzo negli occhi di una trota

la trota appesa all'amo che lei ti fa sentire in gola

o nel cespuglio di margherite al bosco

attraverso il quale si mostra.

Nuda.

O proprio mentre guardi le nuvole,

in un nome che passa veloce.

Vedi?

Sei fottuto.

*

All’una e trentacinque

Con in tasca

la speranza di un sogno

Si cede al sonno

 

*

Ricordi misti

Quando la penso, un po' più forte del solito
cercando di costruire un ricordo
lei arriva sempre,
come a dire lo so, sono qui, bravo.
Come quando da piccolo volevo una grattachecca
e subito si sentiva il suono delle ruote del carrettino del ghiaccio sul pavè.
Si poteva grattarne un poco
da mescolare con zucchero e limone
finchè era bello grosso.
Ma questo probabilmente non è vero
chissà quante volte non è arrivato
lasciando un desiderio.
Che i ricordi cambiano
e ci si illude siano veri.
Che mio padre non ha mai alzato le mani
ricordo solo una sculacciata a mio fratello
per un capriccio.


E probabilmente lui ricorda quelle a me.
E probabilmente lei arriva per caso.
E probabilmente neanche per me.

*

Altrove

Mi son alzato..
E già cantavano
mi son vestito..
Non puoi fumare a teatro
ma c' erano canzoni ed allegria
Dopo un pò sparì il confine tra il palco e la platea
per un paio d' ore sparirono tutti i confini
e tutti gli affanni.

*

Inciampato in un dolore

Era bello
giovane e forte
quello che a Milano dicono un drago
saltava dai balconi per un paio di belle tette
e un sorriso d' amor sincero.


E nessun rimpianto quando smise,
quando i capelli imbiancarono.


Poteva ancora far correre locomotive
sui binari della fantasia
farle fumare sotto una galleria
fermarle al semaforo e farle fischiare forte alla ripartenza.


Per il sorriso di un figlio,
mentre la figlia stava a guardare.
Lei stava sempre solo a guardare.


Nessuno sa perchè smise anche questo
se n' è andato, dicono,
ma devi avere un posto da dove partire per poter andare
qui non c' era più niente
nè albe nè tramonti
l' ieri era un dolore dietro il quale sorridere oggi
domani uguale all' oggi
due occhi sorridenti solo lo specchio della consapevolezza di quello che nessuno vorrebbe essere.


Così scavalcò l' ultimo balcone
inciampato, dicono,
inciampato in un dolore che posso solo minimamente credere d' immaginare,

perchè il mio "si è fermato a un passo". 

 

 

 

                                                           '' Che il dolore può essere portato dentro

                                                                                   intatto e inoffensivo, come un proiettile

                                                                             come un proiettile, che si è fermato accanto al cuore ''

                                                                                                   (cit. Luigi Cappello)

                                                                                                      

*

Lune gemelle

In cima a una collina
si stagliano su uno sfondo rosso rosso
sul sentiero per salirci non ha ancora fatto neve
qualche ciuffo d' erba resiste al freddo
e brilla alla luce della luna.


Gli alberi ai lati mormorano anche in assenza di vento
e il sentiero prende i colori dell' arcobaleno
anche in assenza del sole.


Lì a volte un angelo attraversa il rosso
accende qualche stella qua è là
e poi ci si adagia sopra, mi chiama

senza voce.

Da un pò non viene.


Lo so, è un sogno
ma è solo lì che l' ho visto

e lì tornerà a chiamarmi come prima.

*

Della morte

La prima volta che ho visto la morte

aveva il viso di nonna

e non ho avuto paura a baciarla

e accarezzarle la mano.

Fredda

nonna non era mai stata così fredda

non era lì dentro.

E' rimasta la morte

e riempiva tutta la stanza,

voleva intristirci tutti

e ci stava riuscendo bene.

Nonna invece era fuggita prima

era una dura lei.

*

Liberi i pensieri

Vanno liberi i pensieri
fin dove l'acqua è solo un suono nel buio
oltre i vetri
e le rocce bianche di luna sopra sembrano caderci dentro
da un momento all' altro.


Veloci
un attimo dopo il buio imbianca di neve
il suono zittisce
e cadono sulla neve
lasciando impronte di scarpine inadatte
punta e tacco
come i passi di un Merlo.


E non importa da dove li guardo nel loro andare
ripartono
se ne fregano che sia un tormento
passano e ripassano da altri vetri
dove il buio fuori fa paura
ma la luce dentro non è da meno.


Io glie lo dico, non di lì
lasciatemi in pace
ho già aspettato tanto
ai due lati del vetro.


Ma non importa da dove gli parlo,
sono con loro
come una cosa sola.

*

Consistenza

Non ci sono più quei seni alti e sodi
testimoni di tante battaglie senza vincitori,
quelle cosce bianche e tornite con incastri perfetti,
spazi per appostamenti prima della battaglia.
Ma io li ricordo
ed erano per me
non importa se ora sono quel sole rosso all' orizzonte
che non si vede ma incendia il cielo
e sostiene nuvole pesanti.
non importa se ora hanno un' altra consistenza.
La stessa del sogno.

*

Sono qui

Sono qui, ora
e ci sono già stato,
seduto sotto l' albero d'infanzia.

 

In mezzo alla radura. (o forse è un palco)

 

Sono qui per farmi vedere in fondo,
e gli alberi di fronte sono avvolti nella nebbia
si vedono appena
c'è silenzio, e attesa
come se da quegli alberi dovesse uscire lei,
da un momento all' altro,
la tigre dai denti a sciabola che m' ha ferito un giorno
e ancora ne porto i segni.

 

Gli alberi ondeggiano
che siano loro in attesa di un suono?
Del primo accordo?.

 

E allora eccolo.
Entrerà in loro come un vento
e danzeranno
e canteranno le foglie
e si colorerà la nebbia.

 

Poi, qui, tornerà quel vento
ad accarezzarmi le foglie.

*

No name

Non so chi fosse

è arrivata stanotte, in sogno

da dietro

e tirava forte per la cintura.

Alla vita.

È arrivata mentre ero preso nelle mie faccende..

Un bullone da tirare..

un filo da collegare..

il nome da dare a una variabile che ne ricordi il senso.

Si faceva sempre più vicina

si sentiva dal calore alle spalle.

Pensandoci bene non c' era nessuna cintura

quindi mi voltai, per offrire altri appigli

svanì, sciolta in me

o viceversa

o semplicemente non c' era nulla.

o c' ero io ma non solo io.

Resta un nome da assegnare a una variabile

che ne ricordi il senso.

*

Sospesa

Sospesa,
in un passato che non passa mai,
al centro delle cose.

 

C'è,
ho visto il suo corpo.

 

C'è,
nel sole che si alza e abbassa,
ogni giorno.

 

C'è,
nelle nuvole che a volte lo coprono,
e poi piove.

 

C'è,
quando la penso,
e ne ho bisogno,
come un piccolissimo figlio.

 

C'è
quando non viene,
quando non la sento
preso tra mura insonorizzate.

 

C'è e manca.

 

Ma quello che manca di più sono le rughe che non ho visto.

*

Vuoto

È successo qualcosa

ormai non ha più importanza cosa

nemmeno ricorda cosa.

Però è successo qualcosa

e lì qualcosa è nato

ed altro è morto.

Come a un bivio, allo zero atmosferico,

si prosegue per la strada protetta

sotto una campana in plexliglass

e piu si avanza più si alza il vuoto.

 

Ma forse l' altro non è morto

è solo sull' altra strada, che corre parallela.

 

Non puoi tornare, la strada è lunga, lo zero lontano.

 

Vedi l' albero fra le strade?

Estende le radici sotto tutte e due le strade

se ne può sentire l' odore passando per un bosco.

 

Intanto il vuoto sale, 

devi solo proseguire

trattieni il fiato

a 999 la cupola fletterà

a999.7 inizieranno a formarsi crepe

a 999.99 cederà.

 

Inondandoti dell' altro.

 

 

 

*

Eterna vie en rose

Vedi il disegno che fanno le radici?

S'estendono, da un' origine

fino a una nipotina

che canterà una vie en rose

senza spartito..

A memoria.

E oltre.

*

Giorgio, riproposta (definitiva)

Giorgio ha perso.
Le eroine vincono sempre,
hanno poteri molto forti, ti trovano ovunque
ti fregano comunque.
Lui ci ha provato, un giorno, a scordarla,
ma quella stradina buia, dietro il cimitero, non era abbastanza lontana.
La paura di non riuscire era forte
così comprò un pò di coraggio.

 

Quando lei lo trovò c' erano solo le stelle
alte in cielo..
Quando lei lo trovò c' erano solo le stelle
alte in cielo..
(who lights the stars in the nights?).


Fu così in un caldo accecante
che lei spense tutte le stelle.
Ma non fu nulla di eroico,
Giorgio ormai non aveva difese
E lei non era proprio Eroina
Ma Bastarda e Puttana.

 

Quando lei lo trovò c' erano solo le stelle
alte in cielo..
Quando lei lo trovò c' erano solo le stelle
alte in cielo..
(who lights the stars in the nights?).

*

Viaggio

C'è un posto, lungo la ciclabile, dove non sono mai stato
e nemmeno conosco qualcuno che ci sia stato.
Anche se lo conoscono tutti, per sentito dire.
Così oggi mi metto in viaggio,
non per cercarlo, se c'è qualcosa de vedere si mostrerà.


Forse sarà un' auto rossa, sbucando improvvisa da destra a portarmici,
o uno stupore improvviso,
un' assenza di suoni nell' aria,
nessun riso di bimbo,
nessun rumore di cascate.
Un' assenza dei colori dell' arcobaleno per gli spruzzi d' acqua.

 

Vorrei ci sia una donna lì
la immagino già,
Ferma nel tempo a sessant' anni,
mentre io li ho passati già da un pò.
Ferma sulle rive di un lago
dove si specchia lei e il cielo, insieme,
col suo sorriso e il suo vestito azzurro.


Vorrei mi prendesse il capo tra le mani,
come faceva un tempo,
per lenire un dolore, un tormento, o solo per stanchezza.


Vorrei lo poggiasse poi sulle ginocchia

nella penombra
e mi lasciasse riposare.

 

Un giorno lo troverò quel posto
e la troverò,
ci volessero altri sessant' anni.

 

Non ho fretta.

*

L’ odore della musica

Hai mai sentito l' odore delle valvole calde e rosse?

Non lo puoi descrivere.

Nessun odore puoi descrivere.

Se si potesse, ti direi che per me è l' odore della musica.

Mentre per te è odore di vetro rovente

rame e zoccoli di bachelite caldi

misto a legno caldo e pelle.

 

E è rosso. E dolce.

 

Sa di mia madre, nei pisolini pomeridiani di bimbo.

 

Quando mi stringevo al suo corpo.

 

*

Foglie morte

E' caduta una foglia qui davanti
s'è staccata dal ramo ed è andata ad aggiungersi alle altre,
a terra, leggera.
Proprio mentre stavo guardando.


Forse se la porterà il vento, stanotte
o il camion della pulizia strade, domattina.


Se tu passassi di qui domani,

a giorno fatto,

potresti dire che non è caduta una foglia.


Ma io l' ho vista cadere dondolando
e anche se sarà in un altro luogo è ancora qui.


Perchè è qui ogni altrove immaginato.

*

Incontro, una notte al bosco

C' era solo la luna sveglia quella notte,
e io.
Tutti dormivano.


Illuminava l' aria

e i pulviscoli di neve brillavano  freddissimi e pungenti tra gli alberi,
creavano una nebbia bianca sulla stradina sterrata per la polveriera,
proprio in mezzo al bosco.


Non c'era un suono, solo freddo e male alle dita per il fucile gelato.
Ma bisognava stare all' erta, per un improbabile chi va là,
mancava ancora qualche ora per andare a riscaldarsi.

 

E' apparso all' improvviso
da destra, grande, fiero, spezzando un ramo,

così l' ho visto.
Dev' essermi fuggito di bocca lo stupore e lui ha visto me,
s' è fermato,
è indietreggiato un passo per rimandare il suo cerbiatto nel bosco,
ma lui no.


Lui è rimasto a guardarmi,
e io a guardare lui.

Ero armato, lui doveva conoscere i fucili ma non se ne andava
/non aver paura/pensavo,  e intanto non so cosa pensasse lui
il silenzio sembrava più fondo e il tempo era l' eternità,
poi ha traversato con calma la stradina col suo cerbiatto e è sparito nel bosco.


Verso chissà dove.

 

All' orologio mancava ancora qualche ora per andare a riscaldarsi.

 

*

Let the children dance

 

Da questo palco si vede la felicità danzare,

come non ci fosse domani.

Da questo palco si danza con lei,

come non ci fosse domani.

 

*

Alibi

Sono quello che ho intorno
non chiamarmi poeta
sono quello che c'è stato, c'è e ci sarà
non chiamarmi musico o altro.


Se vado così spesso alle rive di un lago
è perchè lì sono l' aria che ci scivola sopra
l' acqua calma e profonda.


Sono la funicolare che sale a Brunate
e all' arrivo non so che anno è
nè quanti ne ho
sono il bimbo sperduto, in fuga,
col motorino nero troppo grande.


Sono quello con l' arco e le frecce, a caccia di ragni,
che, attenta!, qui ce ne sono molti.
Sono il ragazzo che guarda le nuvole dall' alto..
le mani sporche di grasso di catena.
Sono un suono di armonica e fili d'erba tra i narcisi.


Intanto c'è mamma che prepara il pic-nic,
e sorride.


Non mi manca nulla lì
ci sono tutti
tutto quello che ho avuto, che ho, e che verrà.
Oh, lo so che la sera si torna a casa
ma io lì lo scrivo, tra i narcisi.


Lo scrivessi a casa, la sera,
fingerei quel sorriso di mamma,
fingerei di non avere mancanze.

*

Non per forza angeli

Perchè per forza angeli?

Fossero anche due lupi

a venirmi a cercare un giorno,

due lupi Selvatici

a pelo nero come i Merlo

li seguirei.

Oltre le margherite,

e i ciclamini

fino alla cima,

alla radura oltre il bosco,

dove nascono i narcisi.

E sarò narciso,

non dovessi farcela sarò ciclamino.

Anche margherita va bene.

*

Mentre il fumo danza

Saremo ancora sorpresi

lo so

da questa vita che scorre

e troveremo un guado, un ponte, un lampo

per traversare la notte.

Filtrerà luce tra le tende

a illuminare la stanza.

Mentre il fumo danza.

*

Stagioni fatate

Forse sono passate / le stagioni fatate

e non ci ho fatto caso.

E ancora credo per me / e non solo per me

che verranno domani.

Un elettrico argento / m'ha portato sul lago

in questo vagabondare.

Non è il nostro lo so / però qui si veniva

anche solo a guardare.

oltre la fine del lago / le cime dei monti

e l'azzurro del cielo.

Qui c'è ancora il tuo cuore / i tuoi sogni

e li vedo brillare.

Sotto un tiepido sole preautunnale / li vedo brillare

Sono qui / sulle rive del lago

e mi sembro un coglione

un sognatore acchiappanuvole

con la mia lattina di tè al limone

Sono qui / sulle rive del lago

sono venuto a cantare

Farà neve lo so / e anche presto

e sarà ancora più bello

quando si farà attorno al lago

come un anello.

 

Sono qui sulle rive del lago..

tra le mani soltanto un panino..

Ne vuoi un pochino?

*

Giorgio (definitiva) »
Questo testo è in formato PDF (50 KByte)

*

Luogo d’ anime

Sono qui,
steso al suolo sotto questi alberi
da qui si può vedere il cielo,
il cielo che entra attraverso i rami
fino agli occhi.
E penso, questo è il posto dove sto.

 

Eppure, da qui, a volte riesco a vedere le cime degli alberi
e attraversarle come il cielo entrato agli occhi
e vedermi al suolo, steso.

 

Ci dev' essere un altro luogo
chi sa dove
in continua espansione sopra tutta la vita
e da dove mi guardo.

 

Da lì posso vedere anche un ragazzo
seduto alla fontana col fucile a terra
o una donna e una carrozzina, in riva al lago
posso vedermi nella tormenta dalla quale ho temuto di non uscire.


Lì non c'è il tempo.

 

Se guardo bene poi
tutta la vita è piena di incroci
con altre vite
e più le conosci o le hai conosciute più si espande in esse,

come gocce di inchiostro solubile in acqua.


Allora una goccia va a colorare una bambina d' azzurro
un' altra una donna di rosso
o una nonna di nero,
una corsia d' ospedale di grigio,
come il giardino che si vede alla finestra.


Da lì tutte le altre vite agli incroci possono vedere la mia.

Non è solo questione di ricordi.
C'è quel luogo pieno di gente.
Non sono angeli, sono solo anime.

In espansione verso domani.

*

Breve breve

E l' aria si riempì di schizzi

blu elettrico

e rosa mutevole al cobalto.

Vibrava.

E c'era un gran caldo luminoso,

e nient' altro.

Nemmeno tu.

Perchè eri me.

*

la vie en emeraude

(rubando 14610 fili di bisso smeraldino ad Amina.. sarò perdonato?)

 

Ci son stati giorni rossi

e neri

e giorni di una splendenza infinita.

 

E ancora ci sono.

 

Tutti legati da 14610 fili smeraldini invisibili agli occhi.

Anche il lago oggi dev' essere di un bel colore smeraldo

nonostante qui piova

e non è tempo di bagnarsi.

 

Tornerà il sole

donando altri fili d'oro

con cui cucire altri giorni per raggiungerlo.

 

*

Innamorato

Dici di sì?

Dico di no.

 

Perchè dicono non sia questo scorrere veloce

questo riempir del sangue le vene e i corpi,

O almeno questo non basta.

 

E nemmeno questo pensarti sempre

come un' ossessione.. appunto

Questo trovarti, in ogni luogo dove non sei

senza cercarti.

O accostarti il passo di nascosto.

 

Non è neanche questo portare  nelle tasche quello che non sei.

 

Forse è che un giorno sono arrivato a un luogo dove non eri

neanche cercando

e la paura era forte

perchè improvvisamente non c' era più altro luogo dove andare

e lì non c'era nulla.

Neanche gli angeli ad ascoltare.

 

Ma non ne sono sicuro.

 

*

Nella

Lo so, non é il vero nome
ma non ricordo il suo
e Nella è il più bel nome al mondo.

 

Era la mascotte della tana dei lupi
in quel di Ugovizza.
Non s'è mai trovato da dove entrasse,
forse scavalcava il muro
in qualche punto senza filo spinato
ma non c'era nessun punto senza filo spinato.

 

La trovavi sdraiata sui bordi della grande fontana
la notte,
al centro del cortile,
in realtà non ricordo se fosse davvero una fontana
vedi come il tempo inventa i ricordi?
ma ci si poteva sedere attorno.

Era un grande pastore di chissà che razza
(inventerei anche quella)
alpina, come noi, bianca, come la neve, di pelo folto.

 

Ti guardava passeggiare
avanti e indietro
mentre stavi all' erta per chissà quale nemico.
Un metro era la distanza minima consentita
oltre s' alzava, e si spostava un metro più in là.


Le notti a Ugovizza sanno cos'è il freddo
l'aria e le stelle sanno farlo dimenticare
le stesse stelle però sanno anche mostrarti un lago in un angolo di cielo sgombro.

 

Lei lo sapeva,
credo leggesse nel pensiero,
se ti sedevi al bordo della fontana

il fucile a terra
e scordando un attimo il nemico e il freddo
preso nelle onde del lago
lei arrivava
e appoggiava il muso sulle ginocchia
per una carezza.


E c'era un gran silenzio di pace nel cuore

come in riva a un lago di notte.

*

Così si va

È così che si va

si svolta per strade nuove

perchè nelle altre sai che non c' era.

In cerca, curiosi

si guarda tutto quello che c'è da guardare

riscaldati dal sole

o sorpresi da un acquazzone improvviso

tra una salita e una discesa.

Si va e si cerca

e non si sa se la rivedrai

forse domani,

svoltando a destra dove oggi sei andato a sinistra.

Forse passerà un giorno

un mese

o un anno

Forse passerà la vita

per trovare una panchina assolata per sempre

allora la vedrai.

 

*

Dove nasce la gioia

Perchè avrà pure una fonte
un luogo dove se ne sta
in attesa di esser vista.
Forse una nota
strappata con forza
ruvida
che mandi le valvole in saturazione
e riempia l' aria
riecheggiando
in un delay
se pur digitale.


O forse una poesia
o una sola parola di quella poesia
che colpisca la corda giusta
saturando un sentimento
e riecheggi per giorni
anni.


O un colore?
un accostamento tra forme e colori
che si imprima nella retina
che non se ne va chiudendo gli occhi.


O tutte tre insieme
una danza colorata
che satura gli occhi
e le orecchie
e i sentimenti.


O forse semplicemente sei tu.

*

Il vento

Eppure qualcosa abbiamo disimparato imparando.

Il vento che senti sul viso correndo

in moto o in bici è solo aria

dentro cui ti muovi.

Poi arriva il nipotino

e ti dice che invece è perchè sta correndo come il vento.

E il Vento è un compagno con cui correre.

E gli dici sì. E' così.

 

*

Calma

Questa dove sto è una panchina in pietra

Sta tra due alberi, due tigli credo,

proprio qui di fronte un cigno si liscia le piume

steso, sull' erba,

sulle rive di un laghetto davanti al bosco di bambù.

C'è anche un cespuglio di rose più in là

e qualche pino, che allunga la punta nel bianco delle nuvole.

C'è calma.. se non ti volti.

Perchè dietro c'è i Tigli, reparto del policlinico

e altri reparti tutto attorno.

Qui si scende con la scusa di fumare

per non guardare il tizio col tubetto dello zucchero liquido in piena vena

Per tirarlo fuori dalla tana di Bianca Neve.

*

Un ricordo

Questo è un ricordo.
Una principessa,
tutte le altre bimbe, come ancelle stavano attorno
in cerchio, di spalle,
non vedessero mai le signorine della colonia quel bacio innocente di bimbo.

 

Era pomeriggio, un caldo pomeriggio d' estate, nelle ore del riposo
scordai per un pò la casa lontana e il lento passare del tempo.
C' era solo una fiaba, e la meraviglia questo era,
una fiaba e una principessa
e anche la colonia sembrava bella, come un castello.

 

Svanì veloce, il pomeriggio dopo esattamente, quando scelse un altro bimbo.
Che facciano così le principesse?
Per non invecchiare?

Come le muse?
Per restare vive e giovani nel ricordo?
Perchè è questo che è rimasta
un' eterna bimba vestita di meraviglia.

 

Chissà dov'è oggi
se ha resistito al passare degli anni
se è ancora quell' eterna bimba
o se è come la vedo oggi, in sogno,
una donna svestita di meraviglia
nel riquadro di una finestra sul mare
danzare nel sole di un pomeriggio estivo.


Ma questo è un ricordo ancora da creare.

*

Implosioni

Vedi come bolle l' acqua?

Ti chiedessi di immergere le mani non lo faresti di sicuro.

Eppure è fredda, più di quando ha iniziato a "bollire".

Difficile agli occhi percepire la differenza tra implodere e esplodere.

Più difficile la fiducia.

*

L’ odore della carta

Getta quel libro, è odore della carta.
Il libro appena preso nelle mani,

quel libro di cui stiamo imparando il funzionamento,
attraverso cui stiamo prendendo coscienza dei processi della macchina alfabetica,
quel libro deve essere gettato via,
perché non è altro che "odore della carta".


(Mario Benedetti)

 

 

Ho un libro nelle borse della bici.
Mai finito.
Sta lì per le soste sulle rive di qualche lago
o per una panchina in mezzo al bosco
attorno allo stagno degli alberi bisbiglianti.
L' intenzione almeno è quella
ma quando sono alla riva mi perdo nel brillare delle onde
nel profumo dell' albero sotto cui sto
nell' odore dell' acqua, dell' aria o del legno della panchina.
La voce del lago riempie l' aria.
Lo stesso al bosco,
nei giorni di sole l' aria sa di resina e eriche calde
gli alberi bisbigliano piano per non disturbare il concerto dei suoni del bosco.
Non c'è lo stesso concerto ogni giorno, non ti puoi annoiare.
Non così dopo un temporale
che ti sorprende improvviso.
Gli alberi allora bisbigliano forte e la musica cambia
L' aria si fa elettrica
sa di muschio, e di funghi,
di attesa che gli uccelli tornino a cantare.

Il libro intanto s' è inzuppato un po'
l' odore della carta bagnata è forte ma asciugherà.
Lì dentro ci sono altri profumi e brillii e orizzonti altrettanto belli.
Anche se gli occhi è carta che vedono, e inchiostro,
e i sensi sono i miei profumi, brillii e orizzonti che sentono.

 

(Anche la frase di Benedetti però sta scritta in un libro eh..)

*

Se tu sapessi

Sapessi come sei cambiata

non dico lì, dove sei ora

che non so più

ma qui dentro, dove non sei

dove t' ho inventato

in mille diverse.

 

E' vero,

su mille una sarà vera.

Ma non so qual'è.

*

L’ ora più dolce

C'è un' ora,

quando il sole sta per scendere oltre i monti

in cui il lago s' indora, e si calma.

L' acqua si ferma e i cigni hanno già fatto l' ultimo volo.

È lì che manca

e non è solo nostalgia

o tutte quelle balle sull' età.

È che gli anni senza sono sempre di più

è che non ricordo la voce,

la voce che cantava sulle rive di quel lago.

Per questo ci vado spesso

finchè un giorno la risentirò

chiamare il mio nome.

 

*

Solo segnali elettrici

Da queste alture si vede il lago,

e decido che è bello.

E poi si vede tutto questo verde macchiato di rosso, e di bianco

l' arancione dei tetti e il verderame della cupola.

E decido che è bello.

Il sole è alto e luminoso

se lo guardi, accecante, come non potesse brillare di più.

Scalda la pelle

e il suo brillio colpisce gli occhi.

E decido che è bello.

L' aria sa di fiori, di erica calda e di alberi.

E decido che è bello.

 

Penso che potrei istruirci un Arduino

attrezzarlo con fotocamera, per i colori

con fotoresistenze, per la luce

un "naso" elettronico, per l' aria

un sensore di temperatura, per il calore del sole.

 

Certo dovrei dichiarare nel programma che più i colori sono vivi e ben combinati più è bello

che oltre una certa soglia di luce il sole splende e che questo è bello

che se gli idrocarburi sono bassi e l' ossigeno a un buon livello l' aria è pulita, e questo è bello

che oltre i 37 gradi comincia a far davvero caldo.

 

Poi la penserebbe come me, certo, e come chi mi ha programmato.

 

Allora penso di togliere la parte decisionale

e lasciarlo lì, con i sensi accesi

con le tensioni che variano agli ingressi

i dati accumulati nelle variabile

e le fotoresistenze a fondo scala per troppa luce.

A non decider niente

Penserebbe che quella è la libertà?

 

Almeno fino a esaurimento delle batterie

e interruzione dei sensi

nè colori nè tensioni.

 

Buio elettrico.

 

 

 

*

Giorgio . (rivista)

Rivista e riadattata per essere "musicata"

Work in progress.

 

 

Giorgio ha perso.
Le eroine vincono sempre,
hanno poteri molto forti, ti trovano ovunque
Lui ci ha provato, un giorno, a scordarla,
ma quella stradina buia dietro il cimitero non era abbastanza.
La paura di non riuscire era forte
così comprò un pò di coraggio.
Quando lei lo trovò c' erano solo le stelle
alte in cielo..
(who lights the star at nights?)
e vinse senza difficoltà.
Fu così in un caldo accecante
che lei spense tutte le stelle.
Ma non fu nulla di eroico,
Giorgio ormai non aveva difese
E lei non era proprio Eroina
Ma Bastarda e Puttana.

*

Sogno in Rem (video)

 

 

Sogno, in Rem
F.Bonvini-A.Madaschi

 

Rem Do   Rem Do


Ricordo ancora - i seni tuoi                        Rem
danzare nel mio sogno.                              Do
E allora aspetto un po’ - nel sonno poi      Rem
mi aggrapperò a quel sogno.                      Do
E allora sarò lì - sui seni tuoi                      Mim
alleggerendo il peso                                    Fa
ma qualcosa poi non va                              Lam Re
qualcosa sempre sta in sospeso.                  Lam Re Re4


Al risveglio ricorderò                                  Do – Mim – Fa - Sol
soltanto fumo in questo sogno                   Do – Mim – Fa - Sol
e come sempre - poi scorderò                     Do – Mim – Fa - Sol
che niente danza in questo sogno                Do – Mim – Fa - Sol
che niente danza in questo sogno.               Do – Mim – Fa - Sol

                                                                    Do – Mim – Fa - Sol     


E allora dimmi tu - come si sta                    Fa Sol
con questo peso sopra il petto                     Fa Sol
E allora dimmi tu - se ero là                         Fa Sol
o se era solo un’illusione.                             Fa Sol

 

                                                                     Fa Sol - Fa Sol
                                                                    Do – Mim – Fa – Sol

 

Ma niente ha un senso - io lo so                   Lam Re
e a ricordarti continuerò.                              Lam Re - Rem

*

Occhi

Li ho intravisti un giorno

guardando i miei occhi nei suoi.

Erano come un brillio lontano sul lago.

E ora son qui.

Negli occhi dei nipotini.

 

*

Ho visto i margini della pioggia

Ho visto i margini della pioggia

fermo ai bordi della strada

in un pomeriggio d' agosto

sul sellino della moto.

Dapprima fu un suono

poi, voltandosi, la vista.

Avanzava veloce.

Non servì accendere il motore

nè accordarlo allo stesso suono

fuggendo in direzione opposta all' avanzare.

Anzi fu la parte più pericolosa

attraversare l' incrocio

e lo stop

in incosciente velocità.

Mi prese, e non mi fece nulla

se non rinfrescare un pomeriggio torrido.

Ho visto i margini della pioggia

e non ne ho più paura.

 

*

Giorgio

Giorgio ha perso.

Le eroine vincono sempre,

hanno poteri molto forti, ti trovano ovunque

Lui ci ha provato, un giorno, a scordarla,

ma quella stradina buia dietro il cimitero non era abbastanza.

La paura di non riuscire era forte

così comprò un pò di coraggio.

Quando lei lo trovò c' erano solo le stelle

alte in cielo..

(who lights the star at nights?)

e vinse senza difficoltà.

Fu così in un caldo accecante

che lei spense tutte le stelle.

Ma non fu nulla di eroico,

Giorgio ormai non aveva difese

E lei non era proprio Eroina

Ma Bastarda e Puttana.

 

 

 

*

Così saresti

Con i capelli ancora neri

che l' Ada è davvero brava a far le tinte

e poi è simpatica, dovresti farci un pensierino.

Poi, con la bici, prenderemmo quella strada a destra

che le altre son già percorse

e gli occhi devono brillare sempre del nuovo.

Avresti le tue scarpine di vernice

che non sai se troverai la neve ma sono così belle.

Ci fermeremmo un pò alle margherite

perchè è li che hai visto papà suonare i fili d' erba.

(Lo so che erano le puntine di uno spinterogeno,

ma anche il suono sorridente di un motore può essere bellissimo.

Per questo forse ti piaceva il suono della mia moto,

con l' espansione accordata in re,

e alzavi la gonna per salirci a cavalcioni

che tanto lascia che guardino, a guardarla mica si rovina)

 

Torneremmo a casa, dopo aver salutati i gatti,

a mangiarci un' anguria intera.

A te non farà male.

*

Una giornata al lago

Da questa panchina il lago sembra più azzurro

e anche l' aria è più leggera e fresca.

E' un po' più lontana delle altre

partendo dalla piazza

ma è l' unica con lo schienale orientabile

così ti puoi sedere guardando il lago, o la strada

che una volta non c' erano tutte queste macchine

e anche la strada aveva il suo fascino.

Qualche Guzzi col volano luccicante

una Topolino

o festose ragazze in bicicletta erano un' attrazione.

 

Scelgo sempre questa, anche se sempre orientata al lago,

è qui che arrivi, ti appoggi alla balaustra e guardi  il lago

e la fontana là in fondo getta spruzzi altissimi

ti passi una mano tra i capelli e sorridi

e io ci metto sempre un po' a capire che non sei tu.

 

Allora provo a orientare lo schienale verso la strada

chissà, forse ti vedrò prima

arrivare in bicicletta nel tuo solito abito  leggero.

E infatti arrivi, pedalando piano

con lo stesso sorriso di prima

e io ci metto sempre un po' di più a capire che non sei tu.

 

La ragazza guarda sempre il lago

e la fontana

e la rotaia che sale a Brunate tagliando il monte

e si volta

e mi vede

e resta a guardare un po'

come se ci volesse un po' a capire che non sono io.

 

Andrò più avanti, più tardi, verso la stazione

e prenderemo il treno per casa

guarderemo dai finestrini tutte queste case passare

e i prati

e gli alberi

e il sole calare, senza fretta

perchè ci vuole un po' a capire che in fondo eri proprio tu

che ho visto guardare il lago e pedalare con la gonna svolazzante

se abiti ancora così forte i pensieri

accompagnandomi a casa

e che non c'è una vita sola.

*

Sfioritura

Al bosco, oggi, l'albero dove ti ho nascosto ha messo nuove gemme.

Fa troppo caldo per andarci e per questa età

ma lo so.

Le gemme han messo fiori, di pensiero,

arrivano fin qui, a riempire l' aria e le tasche.

Domani farà ancora caldo, troppo,

e non ci andrò

potrebbero essere sfioriti.

*

Sotto le non curanti nuvole (F.Bonvini/A.Madaschi) »
Questo testo è in formato PDF (19 KByte)

*

sogno sconclusionato in Re-m

Ricordo ancora - i seni tuoi
danzare nel mio sogno.
E allora aspetto un pò - nel sonno poi
mi aggrapperò a quel sogno.

 

E allora sarò lì - sui seni tuoi
alleggerendo il peso
ma qualcosa poi non va
qualcosa sempre sta in sospeso.

 

Al risveglio ricorderò
soltanto fumo in questo sogno
e come sempre - poi scorderò
che niente danza in questo sogno.

 

E allora dimmi tu - come si sta
con questo peso sopra il petto
E allora dimmi tu - se ero là
o se era solo un illusione.

 

Ma niente ha un senso - io lo so
e a ricordarti continuerò.

*

Oltre questo mare

E si continua a navigare

sotto le tempeste

o il solleone

perfino nei giorni di nebbia

con le stelle nascoste alla vista

quando non si vede l' orizzonte

e sai che c'è solo acqua all' orizzonte.

Si naviga a memoria

e non sarà il canto delle sirene che ci ferma

si continua a navigare

sempre

e nessuna spiaggia oltre questo mare.

*

Lei è sempre bella

Lei è sempre bella

from once upon a time to today

le basta un velo d' olio rosso

leggero

per nascondere le rughe

e canta

e io sono tutte le mie età contemporaneamente

quando sto con lei

 

 

*

Dream, my little girl

Non sarà sempre così

tu ti alzi sulle incerte gambe e ti lanci

io apro le braccia e ti prendo.

Non deve essere sempre così

ogni volta un po' più lontano,

questo è il gioco

e qualche caduta è da mettere in conto,

niente paura,

così quando sarò troppo lontano andrai sicura su gambe forti.

 

E sogna,

sogna sempre braccia altrettanto sicure come approdo.

Poi,

con le tue gambe forti,

portami al lago quando vuoi,

quello dove ti porterò a sentire il suono che fanno le onde sulla riva

o quello della breva tra le foglie degli alberi

così che tu possa riconoscerlo passando,

perchè ogni albero ha la sua voce,

e li ritrovare quelle braccia sicure come un rifugio.

 

*

Sogni irriconoscibili

Proprio non riusciva ad amarla.
Aveva sognato per lei i sogni più belli,
aveva immaginato il futuro.
Ma proprio non riusciva ad amarla.
Anche se i sogni non smettono,
e tornano feroci la notte
mostrando un viso felice e sereno
che non riconosce.
Proprio non riusciva ad amarla.
Ed è per questo che l' amava
più di chiunque altro.
Perchè lei era suo figlio.
E adesso ha un viso felice e sereno.

*

White Hachab

Lo so, dicono sia affogato Achab
trascinato sul fondo dalla sua ossessione più profonda
ma si sa, gli scrittori s' inventano le storie più fantastiche.


Potrebbe essere stato ingoiato
una volta sott' acqua
e col suo arpione aperto una strada verso il culo della balena
e da lì uscito, a riveder la luce.

 

Oggi sarebbe imbiancato
al contrario della sua balena
che invece ha assunto un bel colore bluaceo raggrinzendo.


Se ne starebbe sul pontile
a guardare il mare
a mattina tarda eh
perchè non ha nessuna voglia di alzarsi alle quattro e venti
e andare in cerca della balenottera ormai raggrinzita
nè di spararsi un selfie con l' arpione
a riprova dei fatti.


Che poi il telefono l' ha buttato tra le onde
perchè in realtà non ne aveva bisogno.
Gran sentimento il non bisogno,
innovativo e liberatorio.


Proprio come uscire dal culo della balena.

*

Con noncuranza

Se nevigliasse al sole luccicando
appena fuori dal tempo ordinario
allora i pesci sotto il loro pelo
guarderebbero il sole
raffreddarsi e raggrinzire.

 

Con noncuranza.

 

Intanto lei dall' altra parte
dello specchio appena sopra il pelo
si prepara per la notte navigando onde
al ritmo dei colpi sulla riva
verso il mattino.

 

Con noncuranza.

 

Ma quando la notte arrivò davvero
i pesci da sotto il loro pelo
videro il cielo cambiar di stato
e naviganti stelle
sulle loro rotte.

 

Con noncuranza.

 

Lei invece non se ne accorse nemmeno
e navigava al ritmo delle onde
seguendo stelle e pesci sulle stesse piste
stupefacenti e stellari
fin dove non fa mattino.

 

Con noncuranza.

 

-------------------------------------------------------------------------

 

                            Versione 2

 

Se nevigliasse al sole luccicando
appena fuori dal tempo ordinario
allora i pesci sotto il loro pelo
guarderebbero il sole
raffreddarsi e raggrinzire.

 

Mentre con noncuranza vanno le nuvole.

 

Intanto lei dall' altra parte
dello specchio appena sopra il pelo
si prepara per la notte navigando onde
al ritmo dei colpi sulla riva
verso il mattino.

 

Con noncuranza delle stesse nuvole.

 

Ma quando la notte arrivò davvero
i pesci da sotto il loro pelo
videro il cielo cambiar di stato
e naviganti stelle
sulle loro rotte.

 

Tra le noncuranti nuvole.

 

Lei invece non se ne accorse nemmeno
e navigava al ritmo delle onde
seguendo stelle e pesci sulle stesse piste
stupefacenti e stellari
fin dove non fa mattino.

 

Dove con noncuranza vanno a finire le nuvole.

*

Pelle sottile

La ragazza aveva la pelle sottile

tanto che ci passavano i dolori attraverso

la sua mano sbucò lenta, e timida

attenta a schivare gli intoppi

cercando un appiglio

sull' autobus che ci portava a scuola.

 

Così la presi

per accompagnarla alla sbarra,

le urla furono alte

riprenderla e accarezzarla servì solo ad aumentarle.

 

Non c'era nulla da fare

 

Come non c' era nulla da fare quando quel tizio continuava a chiedermi, con gentilezza estrema, 

la via per la toilette

chè gli doleva il basso ventre, diceva

sfregando e battendole sul petto

e doveva andare di corpo, diceva

sfregando e ribattendole sul petto

in continuazione,

battendo e ribattendo

e che così gli sarebbe passato.

 

E io pensavo

ma perchè non mi chiedi dov' è il cesso

che devo andare a cagare.

E forse pensai a voce troppo alta.

 

 

Se la fece addosso piuttosto.

 

Intanto la ragazza urla ancora se la tocchi.

Dalle finestre intanto si vede la schiena di una Madonnina.

*

Questa non è una poesia

Quando iniziò la musica lei era lì

alla festa di Maria Ausiliatrice,

ce l' hanno portata

stava immobile a fissare il cielo

dalla sua sedia spaziale.

Solo un leggero sorriso sulle labbra.

Pareva neanche sentisse

Solo un leggero movimento del piede.

A tempo.

Fino alla fine della musica.

*

Giorni a favore

Ci sono giorni in cui è come fosse qui davanti,
al davanzale, luminosa e sorridente.
Eccheppalle, sempre sorridente.. non sarà una paresi? Direte.
Va bè.. non sempre ma alcuni giorni sono favorevoli
in quei giorni che l' aria è chiara e profumata
e dalla Madonnina si possono vedere le cime dei monti
e dalle cime dei monti la Madonnina.

 

Allora la vedo

come da un prato di trifogli sotto a quella finestra.

Le persiane sono aperte,

e le tapparelle alzate

lei sta a guardare il cielo con le sue nuvole

e gode del sole e dei canti che riempono l' aria.

Dietro la stanza è scura, non se ne vede l' interno

Per questo a volte mi ci trovo lì, all' interno

prima che si alzino le tapparelle,

la luce che entra a quadrettini

le disegna una scacchiera sul corpo,

e sui seni, ponendo due pedine in piena luce.

È sempre lei che vedo, da dietro,

guardare al cielo

cercando nelle nuvole un segno

godendo del sole, dei canti

o dell' aria smossa dal volo di un pettirosso

che muove le tende e le accarezza i fianchi.

Nudi.

Oltre il sole è forte

ed esco, attraversandola

e per un attimo mi vedo, da dentro lei,

là fuori su un campo di trifogli

guardare al cielo

cercando un segno nei nostri occhi.

*

Al museo dei ricordi inventati(4)

L' ho incontrata da ragazzino
la mia zingara,
appoggiata al muro.
m' innamorò il sorriso
e l' abito rosso a voulant bianchi.
Tra le mani poi, sempre un mazzo di rose,
rosse.

 

Sarei andato con lei ovunque
quando strizzava l' occhio
e mi diceva con parole mute sta tranquillo
non è lunga la strada di casa.

Sarei rimasto con lei per sempre
a farmi vegliare sulle rive dell' olona,
tra le sue braccia,
che quando ne avevo bisogno,
davvero bisogno,
scendeva dalla cornice,
e si sdraiava acconto a me abbracciandomi,
così, d' incanto, spariva il blu elettrico dei lampi
e il rumore dell' Olona,
i dolori si diluivano piano nel sonno .
E nel sonno faceva le magie più belle.

 

Ma ero solo un bimbo
mia madre mi rivoleva indietro.

 

L' ho rincontrata da uomo

se bastasse il passar del tempo a fare un uomo.
Stesso sorriso, così dolce,
il tempo non l' ha cambiato.
Stesso abito rosso, vaporoso
e fiori
tra le mani e nei capelli.

 

Mi riinnamorò degli stessi incanti.

 

L' avrei seguita ancora,
mamma m' ha lasciato andare da tanto...
sarei rimasto con lei per sempre
se non fosse stato un figlio a rivolermi indietro
o una donna da amare
e bimbi da coccolare.
Così' ho lasciata passare.

 

La incontro ancora a volte
ogni volta lo stesso sogno
lo stesso incanto
e ogni volta ,in sogno,
lascia profumate gocce di rosso Parigino.

 

 

*

Pura aria

Questo è:

Aria che mi avvolge leggera

calda dello stesso sole

piena di molecole volatili

e volatili canti.

 

Polveri,

ancora cercando

ostinatamente

nelle nuvole un segno.

*

L’ anima

Tu credi sia tua, l' anima,
che abiti il tuo corpo.

 

Invece è fuori,
nella mente di una ragazza
che fece oplà un giorno e un bacio
un salto e una giravolta.

 

Poi tutti giù per terra.

 

Oppure al bosco,
che cerca una radura
e un' angolo d' azzurro
in cui aprire le ali al volo.

 

Poi tutti giù per terra.

 

Se ne sta dietro ai vetri a volte
bagnati di pioggia
osserva gli alberi curvarsi al vento
per un bacio.

 

Poi sempre giù per terra.

 

Perchè non gli importa del tempo
o di quanti anni hai dietro quella finestra
Puoi averne tredici o diciannove
quaranta o sessantaquattro.

 

Come quegli alberi
che si baciano
lucidi nella pioggia
nulla sapendo della loro età.

 

Si nasconde tra le righe l' anima
ma se qualcuno crede di vederla, -lì-

tu dì che non è vero

non sbaglierai.

 

Perchè è la verità.
Lei è già altrove.

*

Il primo amore

Mamma.

 

Lo doveva fare.

Ha lanciato la sua monetina

ed è rimasta sospesa in aria.

 

Al posto del sole.

Che pure oggi splende.

*

nessun dolore

Non c'è nessun luogo dove ci si può incontrare

lo so

per questo, se resiste il sole  domani ci andrò.

e starò lì,

ad aspettare un non incontro.

Con fiducia.

E anche domani passerà.

 

*

Haiga

Vedi la cura?

Si fanno grandicelle

le tortorelle

 

*

Poesie

Capita di svegliarsi contento

se non proprio felice,

contento.

Fuori s'è già alzato il sole

e gli alberi sono carichi di verde

e altri colori.

Dalla finestra entra l' aria del mattino

il profumo del sole

e le tortorelle crescono

sul davanzale.

I vasi al balcone son tutti fioriti e riscaldati dalla luce

si andrà alle prove a pomeriggio.

 

Poi leggi una poesia..

e va tutto affanculo.

 

Perchè lei non c'è

e adesso piove

e i pensieri che le mandi chissà se arrivano.

*

Al museo dei ricordi inventati (3)

Stavo a un metro da terra

tra due mani forti.

 

E non volevo sentire.

 

Quelle mani non mi hanno più lasciato.

Solo quando si sono dissolte

coi suoi capelli di neve

ho capito.

 

Neanche io le avevo mai lasciate.

*

Al museo dei ricordi inventati (2)

Era sempre sorridente
nel suo abito rosso a voulant bianchi,
da zingara.

Tra le mani sempre un mazzo di rose,
rosse.


Pareva sorridere di più se la guardavo,
a volte strizzava l' occhio
diceva con parole mute di star tranquillo
che non era lunga la strada per casa.


La notte però era lei a guardare
mi guardava dormire sulle rive dell' olona,
vegliava,
e se ne avevo bisogno,
davvero bisogno,
scendeva,

si sdraiava acconto a me abbracciandomi,
nel blu elettrico dei lampi del filobus.


Io lo sapevo
anche a occhi chiusi, senza vederla, lo sapevo.
Si sentiva l' odore dell' aria ionizzata
e poi
non posso scordare l' odore della pelle.
Odore di colori ad olio secchi.

Nè il sorriso.

Era così dolce.

E anche oggi non è cambiato.

 

*

Al museo dei ricordi inventati

Quando lei aprì le cosce
il mondo sparì d' improvviso

stupefatto, nella sua ferita.
Restò solo quell' attimo
spalancato
feroce e dolce,
di una lacerante bellezza.

*

Acrobazie sotto la gonna

Aprì la gonna all' improvviso,

sotto un enorme cannone sparò una donna in cielo

e c' erano cammelli, elefanti e giocolieri.

 

Un mangia fuoco sputava fiamme sul pubblico,

ai bordi della gonna.

Nell' aria volteggiavano acrobati e note..

 

Lei, la proprietaria della gonna, era alta fino al cielo

con gli occhi chiusi ondeggiava la testa tra le nuvole.

Nelle mani inzuppava biscotti nella tazza del tè.

 

Fuori dalla gonna un carrettino vendeva gelati.

Ma sotto, sotto c'era un mondo.

 

*

Concerto

Il ragazzo s'è alzato presto

eccitato

ha un concerto stasera

c'è da preparare luci

e suoni,

curare i dettagli.

Che tutto sia perfetto

come sempre..

 

Il vecchio che era guarda

dal fondo del teatro

il lavoro fatto.

 

Sudato e soddisfatto.

Solo le dita un pò legate e ruvide.

Pensa che dovrebbe aspettare a uscire

in quell' aria fredda,

e dovrebbe farsi un pisolino a pomeriggio,

il sonno alla sua età può far brutti scherzi.

 

 

*

tanka

Leslie che gira

oggi come allora

E l' aria vibra

 

Sui palchi assolati

non c'è l'inverno

 

*

logica digitale

In attesa.

Nel loop.

Finchè{

(sull' ingresso digitale1 non c'è un bacio

&

sull' ingresso digitale2 non c'è una carezza)}

ha per effetto che basta una carezza a terminare il loop,

o un bacio.

 

In attesa.

Nel loop.

Finchè{

(sull' ingresso digitale1 non c'è un bacio

oppure

sull' ingresso digitale2 non c'è una carezza)}

ha per effetto che serve un bacio e una carezza per uscire dal loop.

*

Haiku

Rosa sanguigna

non sei solo miraggio

Lungo il cammino

*

Haiga - (la forza sia con te) -

 

Prende il volo
un seme di soffione
Fragile forza

 

*

Così si vive

Così si vive
battendo i piedi
a tempo
tra l' inizio di un concerto
e la danza finale.
Sbagliando i passi si vive
accarezzando i fantasmi si vive
ricordando i narcisi si vive
salendo ai narcisi si vive.
A passi lenti
cercando l' ultima perla
per quel portagioie di legno ruvido
come un plettro scarteggiato ai bordi
che strappa ruvide note.


Senza mai alzarne il coperchio.
Per scoprire che è pieno di perle.

*

Haiga

 

Volano pesci
La bimba è stupita
Loro danzano

 

*

Al Desirè

Spesso ti incontro al Desirè
un locale immerso nelle nebbie
nei vicoli più interni della città.

Io arrivo dal lago e tu non so
spunti tra le nebbie e spalanchi un sorriso,
un posto caldo dove i pensieri prendono vita.

E tu li accogli, i pensieri,
li tieni un attimo tra le mani, e brillano,
Entriamo, e l' attimo s' allunga quanto la notte
al Desirè

Fino al risveglio.
Ma il sogno resiste, palpabile, tra le mani,
come un duro pensiero.

*

Haiku (sulla colma)

Nell' aria fredda
Il glicine al sole
spande profumi

 

*

Haiku (embrujo)

Campo di fiori
Una panchina sola
fa nostalgia

 

*

Senza lei.

                                    "Se vai dal pensiero, porta il cuore con te. Se vai dall’amore, porta la testa con te.

                                           Vuoto è l’amore senza il pensiero, vuoto il pensiero senza l’amore" (Jung)

 

Sono io che penso.
Non sono questi giorni di primavera
di sole e natura deflagrante
di colori accesi e profumi intensi far splendere il pensiero.
Sono sempre io che penso.


Così come d' inverno, alla brughiera
con gli alberi che sfumano tra il biancore della neve e il cielo.
Sono sempre io che penso.

 

E' la notte che splendono
nelle notti senza stagioni
quando ogni rumore tace
e, pensandole, le cose del mondo sono qua,
in mano.

La lampada led sulla scrivania trasforma le volute di fumo in pensieri solidi.

 

Ma sono ancora io che penso
non l' anima o altro
csono sempre io he penso, mi riconosco.

 

E così appare il suo corpo
sempre più denso,
salgo tra le ginocchia,e le coscie,
dal pube ai seni poi la via è breve
il volto sempre più sfumato.

 

Poi appoggio la testa alla fessura
da dove viene la vita
e dove la vita va e viene
e vengo.


Senza lei. Per lei. Con lei.

*

M’hanno regalato un sogno

M' hanno regalato un sogno stanotte.
Stavo sulle cime dei miei monti
tra i narcisi e i mughetti
ma non c' ero...
ero il vento che accarezzava i narcisi
e puntava verso il bosco
per andare a cercare i ciclamini.

 

Ed erano così belli i ciclamini
e il vento così carico di profumi e colori
che si fermò a baciarli
e così forte il desiderio di averne uno
che all' improvviso il vento mise braccia di bimbo
e ne colse uno.
Il più bello.

*

Haiku (ovetto)

 

È un bel giorno
Sempre vince la vita
se c'è amore

 

*

Non come specchio

Di fronte sì
ma alla scoperta
al grande gioco delle differenze
maschio, femmina
alzo la destra, alzi la sinistra
tu una stanza da abitare, io la chiave
se rido, ridi
ma se sono felice, tu non so
anche se ridi
e se mi pizzico, non so se senti male
anche se anche tu ti pizzichi
e se non guardo, chissà se ci sei
Eppure a volte ci prendiamo per mano

*

Haiku

Ecco un pesco
Sento mamma cantare
la vie en rose

 

*

Lo Sgnago

Sgnagola lo sgnago
se lo allocchi sbregola via di lato
arpigno.
E' volputo lo sgnago
se lo spini s' alterca
e a volte checchistera.
Ma se lo allecchi
sdolcina tutto
e fa:
siocchino!

*

Haiku

Un solo suono
tra alba e tramonto
Passa veloce

 

 

 

(qual' è il suono di una chitarra senza corde?)

*

Da qui

Certo è bello guardare il lago da una panchina sulla riva
guardare all' orizzonte il cielo cambiare colore
e la luna salire a far brillare le onde

mentre il silenzio sale.
Oppure passeggiare per le vie del centro
coi passi che risuonano sull' acciottolato
portandomi per mano nei sotterranei del mercato coperto
o in quell' angolo buio che frenava la curiosità.
O ancora in quel parco della madonnina
prendermi per mano per andare a guardarla in faccia.

 

Ma è da qui
da questa poltroncina dondolante
come fosse in una sala prove insonorizzata
al centro del silenzio fuori
e tremila watt dentro che vibrano le ossa.
E' da qui che da quella riva salpano vascelli
e le stelle nascono dall' acqua per specchiarsi in cielo.
E' da qui che i sotterranei sono pieni di luce
e sempre da qui le madonnine sorridono.

 

 

E' da qui che mi addormento ogni sera
sui seni di Erato
rannicchiato sul suo pube in fiore.
E' da qui che si invertono le cose
il silenzio entra in quella sala
e tutta la musica esce fuori
Qui ci si addormenta senza distanze tra le stelle.

*

Verso sera

S' alza il desiderio a sera.
vibra come un theremin nell' aria.


Sarà quel lembo di pelle,
immaginato tra le pieghe della vestaglia,
sarà quel luogo che m'hai costruito in petto
abusiva e desiderata,
sarà che in quel luogo ci hai fatto il nido
rametto dopo rametto,
sarà che i rametti han messo bianche radici
e non c'è modo di estirparle,
sarà che le radici crescono
assieme al desiderio,
sarà che m'è caro questo tormento
dolce e eterno
che non muore mai
e io ,solo, con lui.

*

Haiga

*

Gioie e dolori (Tanka)

 

Strada facendo
Una spina di rosa
mi ha fermato


Al ritorno le rose
colorano la via

 

 

*

Giù, dall’ altro versante(rivista e riproposta)

C'è una vetta, ai confini di questo mondo.
Troppo distante, e poca la voglia di andarci.
A primavera neanche si vede
forse per l'altezza che la pone oltre l' orizzonte ottico.
O forse perchè presi a costruire altri mondi colorati
mondi dove i fantasmi e i mostri fanno sì paura
ma basta una scatola mangiapaura per vincerla.


La scorgi in estate la cima a volte,
brillare al sole,
o tra lampi e nuvole nere.
In autunno, da qui, si vede bene.
Alta.
Innevata se vuoi il bianco
ondeggiante di grano se vuoi l' oro.

 

Caricherò le batterie un giorno,
oltre la capacità nominale
e magari monterò un motore da 2000 Watt,
per fare la strada più leggera.
Un panino e una bottiglietta di chinotto nelle borse,
più un sacco di bigliettini, e nomi, e immagini.
E una chitarra, rossa.

 

Ci sarà un lago in cima,
con riflesso il verde dei monti
e brillerà al sole.
Troppo? No..
Ci saranno ragazze al bagno, motoscafi, gommoni in planata e vele alla breva.
Ci starò finchè farà inverno, e la neve nasconderà la via del ritorno.
Poi giù!
In picchiata dall' altro versante verso nuove terre e nuovi soli.
So com'è..
è come quando esci da un bosco, su una strada mai vista, e sei felice.
Lascerò in cima il panino e la bottiglietta di chinotto, su una panchina,
per i viandanti.


Getterò la chitarra indietro, a valle
qualcuno ne avrà bisogno.

*

Fiore di primavera

Mandami un fiore a primavera
non importa che sia il più bello.
Non contarne i petali o le spine,
un fiore di pensiero.
Manda un fiore non colto
col suo ciuffo d' erba
luccicante di rugiada al sole
e che profumi di caldo buono.
Manda un fiore

che cancelli tutti quelli immaginati.

*

Vita

So di un albero

che ha radici nell' infinito del tempo

e rami che sfiorano il cielo

e non smettono di crescere

Mai

 

Esposto al vento e alle intemperie

agita le radici a volte

se incurato

e la terra trema tutta

fin nel profondo.

 

 

Ma quando il sole filtra tra i rami

e filtra se l' amore è forte

l' aria si fa leggera

le fronde suonano la musica che vuoi

Steso alla sua ombra c'è tutto quello che ti serve.

 

È tutto quello che gli serve

per crescere ancora

 

*

Due Haiku

Sfiorata rosa
caduta sul terreno
Ciclo vitale

---------------------------------

Violata rosa
caduta sul terreno
Combino guai

(pensiero prima della scrittura)

 

*

Haiku (sfiorito)

Rossa ciliegia

bimba del mio bimbo

Sfiorisce il ramo

*

Haiku (silenzioso)

sta sulle cime
lo zafferano alpino
Plana un falchetto

 

*

Haiku (a sera)

Dolce la Breva

traversa le foschie

Una preghiera

 

*

Haiku (in polvere)

Senza barriere

polvere di farfalla

Esce al sole

*

Haiku

Siamo tornati

davanti al capanno

Le margherite

 

margherite

*

Se fossi stata più dolce

Se tu fossi stata più dolce

e anch'io

probabilmente sarebbe stato migliore

un amore perfetto e bello.

 

Ma mai bello come il tuo

*

Fermo immagine

Non darmi il per sempre dei grandi amori
viaggianti nel tempo e infiniti.
Dammi l' adesso
in un fermo immagine
un quanto eri bella,
fissato su tela trasparente
e portalo in un oggi.
In un quanto sei bella.

*

pensieri

Non c'è stagione

nei pensieri notturni

nasco ogni sera

*

Sul pendio

Nascono sempre

Macchie bianche nel verde

Piccole girasoli

*

valvole

In filamenti

Rossa e incandescente

suona la luce

*

Idrovolanti

A volte penso che non stai bene qui dentro

perchè mi duole il petto

come volessi aprirci uno spiraglio

e andar per campi, a margherite

o per cieli in mongolfiera

come quando guardavi gli idrovolanti al lago.

 

Allora sto immobile

a vedere che succede

e visto che non succede mai nulla esco.

 

Ti porto per campi, a margherite

per sentieri conosciuti

arriviamo fino al lago.

A guardare gli idrovolanti.

 

 

 

*

Vorrei essere tuo padre

Vorrei essere tuo padre

non solo perchè figlie non ne ho avute

ma perchè dev' essere bello imparare a crescerti felice.

Perchè dev' essere bello ascoltare i tuoi desideri

quando inizierai a parlare

e non averne paura se non sono come i miei.

Per avere paura invece

quando uscirai la sera

e non parlerai dei tuoi amori

di qualunque genere.

Ma quando inizierai a parlare

mi chiamerai nonno

e sarò solo l' arco

che ha lanciato la freccia

che arrivando alle stelle

t' ha generato.

 

*

Come un bimbo

Vorrei essere un bimbo oggi

per amare la donna più importante

di un amore che non ferisce

per essere amato dello stesso amore

senza sapere cosa sia l' amore

per essere amato dell' amore che mi ha lasciato libero

dell' amore nell' ultimo pensiero quando è dovuta andare

dell' amore che non è morto 

quando è dovuta andare.

*

Stasera al ballo

Ho più degli anni tuoi

.. e sto raggiungendo babbo ..

che per te il tempo s' è fermato.

Non sarà una di quelle balere sul lago

dove mi seguivate per un ballo

e dove c' era sempre un ballo.

Ma ci sarà ancora un ballo per voi.

Sulle mie corde.

E uno per me

sulle tue scarpine.

E più di un piccolo zorro.

*

Minuscole scintillano

Sui ciclamini

un arco di nuvole

cade in gocce.

*

Profumo d’ amore

Sa di sonno

agitato e accalorato.

Sa di tienimi in braccio

con un bacino sulla fronte

non mi farà male niente.

*

Al laghetto

(1)

Foglie a terra.

 

Al capanno delle margherite

il canneto canta

 

(2)

 

Foglie a terra

al capanno delle margherite.

 

Il canneto canta

 

*

Voglio un paradiso tormentato

Voglio un paradiso tormentato

un paradiso da dove Adamo sia stato cacciato.

E Lilith si sia trovata una compagna

per ripopolar la terra.

*

Respiro

C'è un corpo caldo nel letto

proprio qui a fianco

Invita ad accarezzarlo,

a accordarsi al suo calore

Così la mano sale, dal polpaccio alla curva dei glutei

dove un tempo si sarebbe fermata.

Oggi continua, timorosa e leggera

salendo fino al costato

a cercare un piccolo rassicurante movimento.

Poi il sonno arriva tranquillo.

 

*

Tra mente e sogno

E' il luogo degli esseri liberi
stanno lì, tra mente e corpo,
tra mente e sogno.


Non conoscono pianto
o gioia
nè peccato
o purezza.


Fatti d' amore
abitano oltre la superficie nella quale ti specchi.

*

L’ ultima ombra

L' ultima ombra è quella che fa sparire ogni cosa

sedie e tavoli, perfino gli amici a fianco

resiste per un pò qualche volto d' assenza

tra i fumi dello spirito di vino.

 

Poi ti svegli la mattina dopo

in cella di rigore.

Non berrai più.

*

Il silenzio

Il silenzio non è un foglio di carta bianco,
un foglio su cui sistemare parole
con fastidioso sfoggio di capacità linguistiche.
E non è nemmeno uno spartito vuoto
in attesa di note e virtuosismi
da scrivere con precisione matematica.
E' pietra
pietra viva
o legno.
Devi procedere per sottrazione,
con fatica
creare un' ombra qui
mettere in luce là
finchè resta un desiderio
un triste e nudo desiderio appagato.
Irreale e silenzioso.

*

Quando stringi al cuore

Con parole leggere

potrei dire che si stringe il cuore a guardare tanta bellezza

e s'accende un sentimento poetico e carnale.

Con parole più faticose

dico che non posso lasciar stringere il cuore

perchè dentro ci sei tu.

E ti resterebbe poco spazio.

Ma tu stringi e imprigioni.

*

Incontriamoci all’ iper

La strada per l' iper è la prima a sinistra
quella passata ormai da trecento metri.
Ma non importa, puoi fare inversione
alla prossima rotonda, vicinissima
se intanto non avessi imboccato il ponte sulla superstrada.
Non resta che percorrerlo fino a un' altra rotonda in fondo alla discesa.
Arrivato lì, ricorda, non imboccare la superstrada
riprendi il ponte e attraversalo,
da lì, ricorda, è la seconda a destra
poi sempre dritto fino all' iper.. o era il mattino?
Lo riconosci dalle grandi insegne sulla facciata.


Ecco, potremmo incontrarci lì un giorno, amore,
senza riconoscerti.

E' questa la vera paura.

*

Ricordi

Capita di scordare cosa c' era per cena ieri sera
e pensandoci venga in mente il ruvido sulla lingua dello zucchero sul ciuccio
o il sapore del medicinale amarissimo
sciolto in un cucchiaino di zucchero
e un fiume di altri ricordi probabilmente inventati.
Ninne nanne
passeggiate in riva al lago
una culla ai piedi del letto.
Chissà poi cosa c' era per cena ieri sera.

*

Di speranze morremo

Di speranze morremo
di attese che consumano la vita.
Perchè questo ci chiede
d' esser consumata
fino alla fine
che non è invano.


Così spero in altri vent' anni, almeno
di scorribande sulle vie d' acqua
in attesa di vedere i nipotini innamorati
nei loro vent' anni.

*

Oro

Tutta una vita

così simili all' oro

ora oro vero

*

Sceglili in un giorno splendente

Sceglili in un giorno splendente i pensieri
quando le imposte sono aperte
quando l' aria della stanza prende il colore del sole
quando i pensieri possono entrare
e vederti seduta, sul letto
a immaginare i fiori
i giochi sull' erba, i boschi,
mentre guardi la città.

 

E passando vien da dire ma che bel viso hai
che poi è solo un modo per sapere come stai.

 

Sceglili bene
e lasciali lì
per quando le imposte faranno da scudo.

 

Forse rilasceranno un pò di quella luce.

*

Lei guarderà tutto questo fiorire e sarà felice (2 in 1)

Eppure era vero.
Dopo la chiamata
la corsa in auto
e quella per le scale
la camera era vuota
lì non c'eri.


Il poco calore rimasto
convertito in gelo.
Solo un' infermiera
a indicare il sentiero
di là,
attraversando i dormienti
giù fino ai sotterranei.


Ma neanche lì c'eri
sotto il lenzuolo bianco
solo un corpo nudo.
T'ho toccato la fronte
nessuna traccia del calore antico.


Il resto, il giorno dopo,
chiuso in scatola
con un attrezzo ronzante insopportabile.
Sentirlo ti fu risparmiato.

 

Ma torneranno le foglie sugli alberi,
dopo che il vento che fa i capelli bianchi le ha strappate
d' un colpo, piegando gli alberi a terra
che per rialzarsi le hanno lasciate andare.


Forse non domani ma torneranno,
giovani e verdi spunteranno improvvise,
e gli uccellini torneranno a farci il nido e a cantare.
Oscureranno il sottobosco
dove nascono i bucaneve
e poi le gialle primule
e tutti gli altri fiori.


Anche gli alberi fioriranno
e le api inizieranno il loro lavoro
per addolcire il sonno ai bimbi.
E il cielo sarà azzurro.

 

Lei guarderà tutto questo fiorire e sarà felice.

*

Il makita è buono a montar cucine

Eppure era vero

Dopo la chiamata

la corsa in auto

e quella per le scale

la camera era vuota

lì non c'eri.

Il poco calore rimasto

convertito in gelo.

Solo un' infermiera

a indicare il sentiero

di là,

attraversando i dormienti

giù fino ai sotterranei.

Ma neanche lì c'eri

sotto il lenzuolo bianco

un corpo nudo.

T'ho toccato la fronte

nessuna traccia del calore antico.

Il resto, il giorno dopo,

chiuso in scatola

con un attrezzo ronzante insopportabile.

Sentirlo ti fu risparmiato

ma dovrebbero vietarlo.

*

A nord di dove sto

A nord di dove sto
lungo le mura poche panchine
pochi alberi su cui non crescono più i licheni
e asfalto.


Più in là il parcheggio è solo assenza
assenza del boschetto che si faceva selva inesplorata
dove si andava a costruir sentieri
verso l' albero da fumare, coi suoi rametti cavi
o a caccia di ragni,

ne avevi tanta paura da stringermi
o ancora a infilarsi la mano nelle mutande
per scoprire l' effetto che fa.

 

Eri così bella, la prima bellezza, l' unica.

 

Non mancavano gli indiani..
il grande edificio dietro il parcheggio nasconde il campo che era,
la segheria di via Paal,
le scalate con incosciente disattenzione alle enormi cataste
e il proteggerle dai loro assalti.

 

Più in giù il lago era il sogno da navigare.
E casa era il luogo sicuro.

 

Oggi è tutto più a nord
sempre più a nord
dove sto andando,
verso casa,
dove niente potrà più bruciare questo cuore
perchè diverrà cenere.

*

Danza alla luna

Era diventato troppo impegnativo
troppo dispendioso
altri interessi in gioco.
Appenderlo al chiodo sarebbe servito solo ai ricordi.
Così ho fatto il pieno
50 ml di alcool e olio di ricino
tanti bastano a portarlo in spirali sempre più strette verso il cielo.
Lassù 10 cc di muscoli bastano a puntare il muso verso la luna
ed eccolo lì
contro la faccia della luna, in verticale con le ali aperte
a danzare al ritmo del motore e del timone.
50 ml però non durano molto
e la gravità riporta il muso a terra
in picchiata
a motore spento
sempre più veloce.
Ho spento la radio
e le luci
per non vederlo
e ho aspettato lo schianto.

*

L’ anima

Stava sospesa
confusa
nell' abitacolo
pieno di fumo di sigarette
che tanto non avrebbe aggiunto alcun male.
Non diceva di primavere
nè di inverni.
Non parlava di gioie
o dolori
mentre la pregavo di lasciarmi dormire
che ero stanco.
Ma lei non t'ascolta.
E così
eccomi ancora qui.

*

Torneranno le foglie sugli alberi

Torneranno le foglie sugli alberi,
dopo che il vento che fa i capelli bianchi le ha strappate
d' un colpo, piegando gli alberi a terra
che per rialzarsi le hanno lasciate andare.


Giovani e verdi spunteranno improvvise,
gli uccellini torneranno a farci il nido e a cantare.
Oscureranno il sottobosco
dove nascono i bucaneve
e poi le gialle primule
e tutti gli altri fiori.


Anche gli alberi fioriranno
e le api inizieranno il loro lavoro
per addolcire il sonno ai bimbi.
E il cielo sarà azzurro.


Lei guarderà tutto questo fiorire e sarà felice.
Fino al prossimo colpo di vento.

*

Lei sorride per me

Lei sorride per me

ovunque sia.

So com' è il suo sorriso

e per questo lo so immaginare.

La vedo sorridere mentre mi guarda

proprio me, con la nipotina in volo sopra la testa.

La vedo sorridere sentendo la sua risata

dopo un naso naso.

Qualcuno dirà che non è possibile,

che sia proprio da ovunque

da così molto lontano non si può nè vedere nè sentire.

Intanto lei ne ride

e sorride nel mio cuore.

 

*

Oltre il muro

L' ho girata.
Non è per i seni che si intravedono
nitidi e sodi
sotto la vestaglietta
nè per le curve dei fianchi
per i quali la stessa vestaglietta a nulla serve.
Men che meno per l' inguine
nè per i sentieri boschivi da percorrere fino ad arrivarci.
E' la cornice insopportabile,
come una prigione.
Così l' ho girata al muro.
Chissà se è passata oltre.

 

Comprerò una scala.
Da dietro poi ,libera, dev' essere anche meglio.

*

Pudica

Sembra dica don't touch me-
se l' accarezzi si ritrae e chiude le foglie-
anche se l' annaffi-
ma si ricorda dell' acqua
e dopo un pò non si ritrae.--
Alle carezze invece non si abitua mai--
forse aspetta una mano d' angelo.

*

Spiraglio

S'è aperto ieri,
uno strappo nella penombra
ne è entrata luce.. o usciva?
e una figura.


Un volto amato da sempre
e il calore di tanti ricordi e sogni custoditi e persi.


Fotse è sempre stato aperto
e  è solo cambiata la luce
mentre nessuno s' accorgeva che passavo, lei, sdraiata, leggeva.

Non busserò, è così felice..

e infastidita potrebbe richiudere.
Non è la solita porta dove busso ogni giorno, da lì nessun segnale.

 

Ma il calore è uguale e antico.

*

Il dolore va rinfrescato va

Sono qui al chiosco delle caramelle

lungo le mura

dove mi dicevi , inascoltata

non allontanarti, stammi vicino.

Ora so com' era

ora sono io a tornare a casa solo

e stavolta non tornerai a riprendermi.

*

Ricetta della felicità

Guarda chi ami amare
innamorarsi di tutto.
Guardala splendere
è questo che vuole.
Ama quello che vede
anche quando non ti vede.

*

Nascosta tra i fiori

Eccola là
proprio in mezzo al campo.
E' un campo di margherite che vedo
minuscoli puntini bianchi nel verde
Lei è nata lì
tra le farfalle e le api che le fanno visita
e il vento la fa danzare.

 

E' proprio identica a tutte le altre
però ha un pensiero e queste parole.

 

*

Vedrai

Vedrai

niente più pollo frullato e tiepido

niente più carne macinata finissima

che ormai rifiuti.

Vedrai

Là è pieno di ciotole di croccantini da sgranocchiare ancora.

Ti ci accompagnerò.

 

 

*

Il sogno della musa

Adesso lo so

non era te che guardavo

credendo fosse sogno

era il tuo sogno.

Che io non ho sogni così belli.

Credere che fosse mio non è bastato.

*

Anima rock

Lei mica si ciuccia il pollice eh..
quella è roba da musica leggera.
Lei ti dice che sta bene tra le tue braccia
alzando il pollice, l' indice e il mignolo
per poi succhiarsi il medio e l' anulare
prima di abbandonarsi ai sogni.
E regalarteli.

 

*

Mai nati

Stanno sospesi
e la superficie del lago, sotto, brilla
parlano con voce di vento
o ticchettio d' acqua sull' acqua.
Sono desideri in attesa di un desiderio.

Nasceranno

*

Verso il cielo

Se guardi


c' è una vasca giù al parco nord
accanto all' albero dei nomi.
ora è gelata ma l' aqua scorre sotto
cade nel laghetto sottostante
con suono di angeli che saltano nelle pozzanghere.


Se non guardi


l' albero si fa il nome scritto
prende l' acqua con le radici
e la porta al cielo
la senti scorrere
con suono di angeli che saltano nelle pozzanghere.

*

Ti sentirò entrare in paradiso

Ti sentirò entrare nel paradiso sognato

lo so

le anime belle mandano sempre messaggi

ovunque

di rassicurazione

attraverso altre anime belle.

Fosse solo una semplice ninna nanna.

 

*

Certo che manchi

Come il sole,

adesso che le ultime gocce d' acqua

sorprese dal gelo

hanno irruvidito la carrozzeria.

E il sole arriverà stanotte,

in sogno,

stringendoti al petto.

Mentre fuori l' auto imbiancherà di gelo.

*

D’ Amor non ne sa nulla

La mia gatta

d' Amor non ne sa nulla

nè di speranze o illusioni

non si strugge per il gatto sparito nella notte

non più di tanto

anzi per niente

lui non tornerà struggendosi.

Va a caccia, questo sì

magari un pipistrello

o un bel topolino da mostrarmi orgogliosa.

Vedi? Non quelle schifezze in scatola che mi dai..

A dire il vero

non va più a caccia

e di quelle schifezze ne fa a meno per giorni.

Non sa che l' amo ma si affida

si lascia aprire la bocca

dove un corpo estraneo le ha ormai mangiato i denti

senza graffiarti

per un pò di pulizia

e riuscire così a gustare un piattino di carne macinata.

*

Al cuore del paradiso

Lei abita il mio cuore.
Ci è entrata un giorno che il tempo s'è fermato
da allora le margherite crescono rigogliose
e il sole brilla sempre sul lago.
La sento passeggiare
quando tutto tace,
non se ne va mai.
Perchè quello è il suo paradiso.

*

Felicita

Emilio stava con Felicita.
Una bella ragazzotta bionda e prosperosa
sempre sorridente.
Ma Felicita era una che non resta e se ne andò un giorno,
sorridendo.
Emilio non poteva resistere
Emilio senza sorridere partì per un lungo viaggio.
Al ritorno aveva capito che Gioia e Letizia erano molto meglio
lo puoi trovare oggi, seduto al bar all' angolo, a farsi un caffè
o un lattementa
mentre le lascia passeggiare libere sui marciapiedi della città.

*

Due stivaletti rossi

Guarda!
Sono proprio come quelli che mi compravi tu, ai mercatini lungo le mura.
Che importa se ora li vendono in questo centro di luci al neon
tra i banchi dei dolciumi, del pesce e dei latticini.

E che importa se i nipotini, da grandi, li compreranno nella zona franca di qualche spazioporto,
in culo all' universo.
Sono perfetti.
Ci metterò dentro le stesse cose.
Ci saranno sempre dentro le stesse cose.

*

Un gran bel pezzo di software

Ce l' abbiamo proprio in testa
Un software che all' istruzione prendi un bimbo collega tra loro mille librerie invisibili
non disassemblabili
e men che meno riproducibili.
Annusalo.
E' ora di cambiarlo?
Sì. stendilo su una superficie piana..
No, Bacialo e fallo ridere. (ma questo forse fa parte delle librerie invisibili.


Fa sì che il bimbo sopravviva.


Certo ci si può avvicinare
specificare la forza con cui prenderlo
e se la superficie piana sia orizzontale o verticale
e che non sia un soffitto o un pavimento,
la forza con cui poggiarlo.
Che è il pannolino che va cambiato, non il bimbo.


Ma con amore come fai a scriverlo in un software?

*

La scuola in riva al bosco

Era speciale.
Davvero in riva a un bosco,
al di là della parete di vetro si vedeva la spiaggia di verdi fili d'erba e margherite finire su una fila d' alberi.
Col bel tempo si usciva a contarli, per fare le operazioni.
al di qua della parete di vetro i banchetti erano di quelli verdi, col foro per il calamaio.
Proprio come quelli della scuola in centro dove è difficile starci fermo dentro.
Qui invece si poteva uscire sul prato, ad ascoltare gli uccellini e cantar filastrocche
o mettere ghiande in fila e far di conto.

Era davvero speciale
piena di bambini che non sapevano star fermi nel banchetto.

*

Non ho più paura

E ne ho avuta tanta
credevo se ne fosse andata
nella notte più buia al mondo
e mi avesse dimenticato in tutto quel buio.


Ero solo arrabbiato
e così m' ero nascosto
come al solito
sotto il tavolo, con la coperta fino a terra
così non la vedevo più.


E' sempre stata lì fuori
ad aspettare che uscissi
per continuare a baciarmi gli occhi
prima di dormire
e a venirmi a trovare quando più manca.


E ci sarà nel futuro anno.
Nei giri in bici per boschi e canali
nelle corse coi nipotini
o nelle serate estive ln riva al nostro lago.

 

Verrà ancora, e ancora
Come quando sbirciavo dalle coperte facendo finta di dormire
e veniva a cantare di fianco al mio letto.

 

Una vie en rose

*

Fine d’ anno

Senza trucco e senza inganno oggi è l' ultimo dell' anno
ancora una volta succederà che quello nuovo arriverà
ne ho passati così tanti che è bello averne un altro avanti
nuovo, bianco e immacolato come un quaderno regalato.
Potrei scriverci dei sogni e di tutti i miei bisogni
desideri e aspirazioni ne ho a quadrilioni
cose da fare od aggiustare
qualche bolletta da pagare
tanti baci da regalare.
Però quelli già venuti davvero mi son piaciuti
tanto che non so come farà ad essere migliore quello che verrà
certo un modo troverà e ogni giorno stupirà.

*

I sogni di un adulto

Nei miei sogni
bacio il tuo sesso,
caldo di sole
che batte sul prato d' erba ondeggiante
bagnato dalle acque del lago.


Nella realtà non è proprio il tuo sesso,
è solo una tisana calda allo zenzero,
un po' piccantina,
e il sole è una lampada,
il prato verde la mia poltroncina dondolante
e sul monitor qui di fronte scorre un bel film.

*

i sogni di un bambino

Vieni giù dal pero, mi dicevano.
Sei sempre con la testa tra le nuvole.
Sempre in un mondo a parte.


Ma era un mondo di sogno che ho cantato da sempre

Nei miei sogni, i sogni di un bambino
do sol fa do

vedo tante, tante stelle intorno a me
sol fa do


E ancora canto dall' alto del mio pero
Perchè finchè canto
quel mondo non sembra meno vero di questo.
Capita anche con ogni libro, ogni poesia, ogni quadro.


ah questo sogno, mi porta lassù
do fa do fa


fra di loro, stelle del ciel
do sol fa do

*

Colora le mie vie

Dammi un verde che non dia speranza
o un rosso che non sia passione.
Un bianco che non rispecchi il nero.
Dammi il giallo del suono di un violino
o un blu elettrico in saturazione, distorto.
Dimmi del viola delle lacrime di un' ombra bianca alla finestra.
Infine.
Fa che il grigio fumoso che porta i desideri al cielo lasci il profondo e misterioso blu.

*

Stella

La vedi in cielo quella stella?

Come brilla e come è bella

Eppure probabilmente non c'è più

e quel che vedi è la suà gioventù.

Anche se ti volti si fa luce attorno alla tua ombra.

*

Anche quest’ anno non s’è visto

Sembra proprio non voglia farsi vedere

dev'essere arrivato proprio mentre eravamo in cucina

a  sistemare un pò

e il nipotino aiutava a preparare le fette di panettone per tutti.

S' è sentito solo il rumore della finestra

e un pò d' aria gelida che entrava.

Inutile la corsa del nipotino

era già scomparso,

ma sotto l' albero illuminato brillava la carta dei doni

e, hai visto nonno?, s'è bevuto tutto il latte

e i tre biscotti, che due sembravan pochi

dev' essere stato proprio stanco e affamato

e le renne non eran da meno perchè si son mangiate tuute le carote

non ne è rimasta una briciola.

 

*

e negli occhi la stessa meraviglia

Domani sarà vigilia.
Certo non ci sarà la meraviglia di un tempo
quei doni apparsi magicamente sotto l' albero ora sono io a metterli.
l' attesa per quel trenino con la locomotiva sbuffante, e gli scambi, i semafori,
o quella scatola di Lego non ci sarà.
Non ho scritto nessuna letterina da portare alla cassetta in riva al lago
proprio di fronte al negozio di giocattoli.
A pensarci bene non c'è più neanche quel negozio.
C'è disincanto in giro per i tempi difficili
anche se mascherato bene con luci colorate e musiche sempreverdi.
Ma i bimbi non lo sanno
e non c' entrano niente
Natale è ancora Natale
e sarà il mio regalo la gioia di vedere negli occhi dei nipoti la stessa meraviglia di un tempo..
per quella scatola di Lego
e quel trenino
scritti con la stessa mia speranza nel cuore su quella letterina.

Un regalo che da bimbo neanche sognavo.

*

Finale

Quando sarà l' ora,

lo vorrei rock.

Un classico finale rock.

Tra rullate di tamburi e colpi di piatti.

Corse veloci su e giù per la pentatonica

e in ultimo una bella pacca sul manico della chitarra..

È sempre stata buona con me ma gli piace, lo so.

 

Poi il silenzio.

Se proprio non sarà così, due braccia basteranno.

Ma non adesso eh.. 

C'è tempo.

*

Sette botteghe

Sette mestieri
sette botteghe nelle varie corti paesane.
Chi batte sul legno,
chi carda la lana,
chi inforna e chi crea con l' argilla.
C'è un gran fermento.
Ogni bottega un angelo in ascolto
in attesa del segnale che li riunirà tutti
per un unico canto alla nuova nascita.

 

*

Piccola storia delle caramelle

Lo so, è vecchia

e la sanno tutti.

Alcuni la imparano così bene che non la scordano più.

Altri non ne vogliono proprio sapere

e la regalano a un passante sconosciuto

se glie la chiede.

*

Ama il poeta per quel che è

Ama il poeta per quel che è.
E non è i versi che scrive,
è un solo un uomo, o una donna,
un corpo che un giorno ha sofferto, o gioito
così tanto che è esploso in parole e versi ricadute come braci incendiando fogli.
Un corpo che ha toccato infettandosi le verità nascoste dell' esistenza.
Un corpo ammalato d' esistenza.
E i suoi versi ne sono solo l' anamnesi.

L' ombra della luce.

*

Il posto dei sogni

Così tanti me ne hanno regalati

che avevo costruito un luogo dove custodirli.

Il classico cassetto.

Non era certo il luogo giusto

tra mutande, calzini e altra biancheria.

Non era lì che volevano stare e non ce ne stavano altri.

Infatti un giorno l'ho trovato vuoto.

Un bel cassetto vuoto.

In fondo non è questa l' utilità dei cassetti?

Lo spazio vuoto all' interno?

I sogni poi mica son spariti..

 

 

*

Invincibile

Invincibile

è il ricordo di lei

Qui

i suoi doni riscaldano la stanza

anche se non c'è

quindi

se la vedete

ditele

*

Profumi

Certo un bel pezzo di roastbeef che si rosola in forno è irresistibile
Oppure la buona torta che faceva mamma, con le mele,
appena sfornata.
Ma prova ad avere un pò di nausea e non sono più tanto irresistibili.
Persino l' olio di ricino bruciato nei motori a scoppio può non piacere a tutti.
Ma ce n'è uno che ti allunga le manine per essere sollevato
e sorride di gioia vera se lo fai
e non raccontare balle sulla magia della natura
armi per farsi amare
o stratagemmi per continuità della specie.
E' magia di un mondo scordato
di buone torte
lino pulito
e seno materno.

*

Breve storia triste di quelli che se ne vanno

E così, Lei se n'è andata.
Ma lui non ne aveva colpa
perchè non è una colpa aver avuto un fratello
anche se si giocava i giorni senza accorgersene
tra le crepe e i buchi nei muri muti dietro il cimitero.
Però intanto Lei se n' è andata.
Ma Roby era forte
Roby era giovane
Roby era bello, e anche un pò diverso
Così la vita continuò
per finire poi in un volo aereo su una montagna per sempre.
Unica colpa il cambio volo.. per una notte in più di gioia.
La cosa più triste rimane sempre Lei.

*

Spogliati

Non sei poesia?
Più che descrivere le curve dei tuoi seni e i fianchi,
le gambe affusolate e quel bel po' po' di roba che porti a spasso
come paesaggi collinari o laghi in cui affogare servirebbe accarezzarli.
Guardati. Non sei poesia?
Con quel tuo stare ritta e altera
quasi arrogante nel sostenere lo sguardo.
Posso anche chiudere gli occhi e passarci a memoria su quelle curve,
e accarezzarle ancora.
Perchè la più grande poesia esistente è l' esistenza stessa.

*

Gli incanti

E' questo che conta,
i pochi momenti incantati che passano come nuvole ad abbellire un cielo azzurro fin troppo reale.
Come quando suoni in uno stadio con l' ampli in saturazione
e vorresti rallentare il tempo perchè quei ragazzini ti stanno guardando le dita, allora un pò più agili, per copiare le note.
O come quelle scarpine da cittadina immerse nella neve attorno a quel laghetto di montagna.
Ma non potevi sapere com' era qui, nella tana dei lupi, e io avrei dovuto dirtelo.
O ancora quella ragazza nuda sulle rive del lago scritta poi nel cerchio di un anello.
E vuoi mettere quella testolina che spuntava dalla culla,
nel garage delle prove,
a ogni pausa tra una canzone e l' altra?
Ecco, quelli erano alcuni dei momenti d' incanto
e non torneranno
ma quegli incanti restano, non si perdono
e ne tornano ancora di nuovi.

*

Qui non fa mai buio

Qui non fa mai buio

perchè il passato è una rete di sogni luminosi

il presente è una rete di sogni luminosi

e il futuro è una rete di sogni luminosi.

Forse è una rete di illusioni, come diceva Andrè

e forse siamo i pesci nella rete.

Ma intanto qui non fa mai buio.

*

Ogni tanto l’ amore mettilo da parte.

Mettilo da parte l' amore,
come puoi preferirlo a un giorno di sole,
a una corsa al prato con l' aquilone o un volo con l' aeroplanino ad elastico.
A volte anche per una brughiera nebbiosa.
Lui lo sa e ti lascia andare
Non è nasconderlo
lui lo sa
è a Casa
t' aspetta.

*

Quel bimbo

Non era vero. non l' ho lasciato indietro
è ancora qui, è sempre stato qui.
Come può non esser qui se ci penso ogni giorno?
E' qui nel vento che canta tra gli alberi
è qui negli arcobaleni e oltre
è qui e la voce è un canto di pettirosso
o un mi oltre la fine della tastiera
è qui anche quando guardiamo alle stelle insieme
è sempre stato qui.
E' solo che non cresce.
Per fortuna.

*

Si potrebbe fare

Certo che si potrebbe.
Si potrebbe fare un bel microonde che chieda al frigorifero se ha tutti gli ingredienti per la pietanza che ha deciso di fare.
Se non li ha che decida per un' altra pietanza, in base alle mie preferenze e agli ingredienti a disposizione.
E perchè dovrebbe farlo?
Perchè l' orologio gli ha detto che sto arrivando e lo smartphone l' ha chiamato per dirgli che ha sentito che sono affamato.
Certo che si potrebbe.
Ma forse è già stato fatto.

*

Prendi quel che c’è

Prendi quel che c'è
guardalo in faccia quel che c'è
perchè è tutto quel che c'è
non quello che è rimasto.
Se socchiudi gli occhi dietro c'è tutto quel che è stato.
E dici poco?

*

Musica

Una volta che hai imparato ad amarla la puoi sentire ovunque
anche nella pioggia che si fa solo il tappeto di sottofondo alla goccia che crea il battito.
E ti trovi a cantare i suoni.
E ogni cosa è suono e ha un posto nel tempo.
Non puoi cambiare marcia fuori tempo, nè spegnere la radio a metà battuta.
il silenzio e la tranquillità non esistono completamente
c'è sempre un muscolo in movimento e un canto nella testa,
canta allora le tue poesie, e fa che il canto non sia mai un lamento.
Il canto è vita, è vivo, e va anche oltre..
ho già pronta una canzone.

Chissà se sa danzare.

O se preferisce una ninna nanna, per addormentarsi.

*

Senza più passato

Sta al suo divano
come la margherita al campo.
Ancora così bella, con la corolla bianca e gli occhi da bambina.
Ti parla di un passato inventato,
del soldatino innamorato,
del figlio mai avuto
o delle sue scarpette di cristallo al ballo.
Sogna. Sempre.

 

Mentre l' anima sta, invisibile, guidando a fari spenti nella nebbia del suo cuore e sogna sogni veri.
Sogna che questa è solo una fredda estate, sulle rive di non so dove.
Già.. non so,
credo però sia al confine tra due mondi, nella speranza di riprendere il controllo per un ultimo saluto.

*

E’ stata qui

E' solo una città come un' altra
coi suoi monumenti, con strade come in tutte le città.
E questo è solo un lago come un altro
o un sentiero in salita nel bosco,
un mare,
una riva di un fiume dove fermarsi a riposare ascoltando l' acqua passare.
E questa stanzetta in penombra è solo una stanza in disordine con i soliti quadri alle pareti.


Forse non ti diranno niente
forse ti parleranno solo di bellezze artistiche e bei paesaggi
se non conosci un piccolo particolare.
Lei è stata qui, con me, almeno per un po'
e ha visto tutto questo
e l' ha cambiato tutto questo.


Solo per me.

*

Nei tuoi occhi

Nei tuoi occhi, impresso
cantando una ninna nanna, come allo specchio.
E quando li chiudi, m' imprigioni.
E lì non morirò.

*

Hendrix

Dicono sia uso rompere la chitarra a fine concerto
così che lo stesso sia unico e irripetibile.
O bruciarla, e mimare un bacio d' addio.
Che nessuno la possa suonare ancora.

 

Ma il prezzo è troppo alto e la mia chitarra puoi suonarla quando vuoi.
Poi a me piace ripetere,
così come ri-ascoltare
o ri-leggere, o ri-guardare.. ri-pensare e ri-vedere

 

A proposito, ri-guardati come eri bella
e riguardati.

 

E fanculo anche Hendrix.

*

Sulla ripa del cielo stellato

E' lì che si incontrano le anime

per una danza e un canto.

Come nei sogni di bambino.

E' lì, ai confini di questo mondo

che si incontrano due mondi sconosciuti.

Sognando come un bambino.

*

Anima nuda

Se ne sta lì, al bancone del bar, a bere
dopo aver ballato nuda sul cubo tutta la notte.
Non serve urlargli qualcosa da lontano,
è sorda
e nemmeno avvicinarsi perchè legga le labbra,
è cieca
Non ti dirà nulla,
è muta
Però se ti ci metti accanto, in silenzio, nudo,
scopri che sei tu al bancone di quel bar
e che non la puoi toccare
nè baciare.
Farà tutto lei.

*

Verrò con le margherite

Non è così che si fa in questi giorni?
Così verrò con le margherite
i tuoi fiori preferiti dopo babbo e i tuoi figli.
Verrò a trovarti una volta in più
perchè già ti trovo ogni giorno
nelle margherite selvatiche che crescono lungo gli argini pietrosi
o nello zampettare di un Merlo.
Lo so che preferiresti una fetta d' anguria a fregamusone
ma non è stagione.

*

Istante eterno

E' stato solo un attimo.
Ero lì ma non ero lì
Cioè mi vedevo lì
Quindi non potevo essere lì.
Ma era così bello stare lì

*

Solo in una fiaba

Solo in una fiaba puoi guardare l' inguardabile.

Solo lì puoi guardare i tuoi desideri attraversare il bosco come una freccia e sprofondare colpendo il lago, subito dopo la radura.
Ma aspetta..
il lago s' increspa, e luccica.
Sono ancora loro, sotto gli occhi del sole, intatti.
Allora forse il lago non è un lago
Perchè lì mille ce n'è.

*

Cuor di cipolla

Se na sta lì

in bellavista

aperto in due da un' affilata lama.

Eppure invisibile

oltre il lago negli occhi.

*

Ci son poeti

E intanto i poeti cantano
e pensano a nuovi versi
quando la luna tace.
Ci sono poeti che spostano i fiumi col pensiero dice una nota canzone
ma forse il fiume non è il fiume
chè vezzo dei poeti parlar di tane e nane.
C'è chi canta alla luna la donna amata
e chi canta l' amor perduto
che non per questo tornerà.
Altri ricordano amici e parenti perduti.

Altri ancora inveiscono al cielo.
Ma è questo che devono fare
non ne possono fare a meno.

 

Intanto i pompieri spostano le pietre con le mani.
In silenzio.

*

Adriano

Non l' ho fatto apposta.


Ero a spasso sul tubo e t' ho visto,
in uno di quei video che mettiamo tutti
per ogni occasione.
Battevi forte sui tamburi.

Poi.
Cos'è successo?
Per quale passaggio te ne sei andato e perchè?
E cos' è che se n'è andato?


Perchè sei ancora qui,
senza nessun battito di suono e in altra forma.


E non dirmi la Vita
perchè quella è eterna e la morte non è il contrario della Vita.

Dimmi!
Io davvero non lo so cos'è che se ne è andato.

*

Piccoli insignificanti dettagli

Mamma oggi non c'è.
E non raccontarmi balle
sul lasciarsi il passato alle spalle.
O che solo oggi conta
e che del domani non sei convinta.


Mamma domani non c'è.

Ma in una foto di ieri sì
e guardando con occhi di oggi
zoommando per vestirla di nuovi colori
trovi dettagli mai visti.
Un' incisione nel legno delle persiane..
un soldatino di stagno abbandonato sul davanzale..
Piccoli insignificanti dettagli
se non fossero stati lasciati da me
in un oggi lontano
sul davanzale dei suoi sorrisi
per un me di domani
e per un sorriso di oggi.

 

Perciò lascia sempre un dettaglio per domani nelle foto di oggi.

*

Verrà un giorno

E' sicuro.
Verrà quel giorno.


Perchè c' è chi già lo immagina.
Si uscirà di casa un giorno e si potrà trovare una cabina
tipo le vecchie cabine del telefono.
Ci si potrà entrare e uscire sulle rive della senna per una passeggiata
O in Stephansplatz ad ammirare la cattedrale
e cercare quella pianista cinese che suona tanto bene.
La sera si potrebbe andare a Salisburgo, per una cena al sushi rotating bar..
strano ma vero..
Va bè, all' inizio basterebbe la riva di un lago qui vicino
o il centro di Bologna
chè lì non ci si perde.
E la sera basterebbe un posto per guardar la stella.


Verrà quel giorno.
E' sicuro.
Devo solo tener duro.

*

Anch’io l’ho sognata

E che cavolo
mica potevo farmela mancare no?
Così l' ho pregata un giorno
di venirmi in sogno
e l'ho sognata
con la maschera più bella e il vestito buono,
sotto non so.
Ma non è venuta,
probabilmente le fessure erano ben chiuse
e non è riuscita a entrare sicura.

O sotto non c' era niente.


Per questo suono e suonerò ancora
per altre primavere.

*

Sogno d’ inverno

Lo puoi sognare sai?
bianco e silenzioso
così freddo che neanche il sole
da sopra le cime degli alberi riesce a scaldarlo.
C'è bianco dappertutto e il vento, unica cosa viva,
soffia via la neve dagli alberi e la trasforma in spilli.
I pini bianchi e carichi si confondono col vento e camminare si fa duro.
Da uno chalet sembrerebbe uno spettacolo magnifico ma da qui non si vede l' uscita e il tenentino troppo giovane non è d' aiuto.
Allora devi piantare le tende, e un fuoco, e un buon grog per rincuorare il tenentino.
Al mattino le braci serviranno a sgelare gli scarponi
E forse la bufera sarà passata,
passa sempre.

Ci verranno a prendere.

*

Fotografie

Finiti i tempi della carta, degli inchiostri e crampi di scrittore.
Oggi con un tablet o un pc e un buon software di sintesi vocale e dettatura

si può evitare ogni affaticamento.

E guardiamo nostalgiche foto ingiallite
di scrivanie in penombra con quaderni e calamai.
Ma il futuro è un lampo.
Domani, forse, collegamenti neurali eviteranno affaticamenti anche agli occhi.
Tranne che per guardare nostalgiche foto ingiallite
di scrivanie in penombra con monitor e tastiere.
Ma il domani è un lampo..

*

Com’è calma ’a muntagna stanotte

Gli camminava a fianco
fin dalla nascita
senza però fargli alcuna ombra.

Eppure non l' aveva mai sognata
proprio non c' era nei suoi sogni.

Lui cantava, com'è bella 'a muntagna stanotte
e la montagna pareva rispondere
con echi di tuono lungo la valle.

Le canzoni, diceva, sono come schioppettate
e arrivano dritte al cuore..
lo schioppo appoggiato a terra, qualche metro in là.

Quando arrivò il colpo, dritto al cuore, neanche se ne accorse
così che mai la sognerà.

Tutti gli altri iniziarono a sognarla proprio allora.
Finchè non rimetteranno il colpo.

*

Il Merlo nella Selva

C'è chi incontra pettirossi lungo la strada
e si chiede se sia sempre il solito
o se venga al davanzale a spiare o a cercare briciole di pane.
E c' è chi pensa alla selva come a una cosa oscura.

Io incontro Merli

E la Selva ha foglie e profumo di tè,
ci si entra con uno zainetto di biscotti e latte.
Di certo non sapreste perchè
se non sapeste che un giorno una Selva ha accolto un Merlo.
Ed è nata mamma.

*

L’ albero

L' albero qui di fronte ha perso quasi tutte le foglie
e altre ne perderà a breve
Qualcuno è passato, di buon' ora, a raccoglierle
con gran fragore.
Ma pensi si lamenti del bel colore perso?
o di mostrarti qualche ramo spezzato dal vento?
o abbia invidia del sempreverde pino lì a fianco?
No.
Nemmeno un lamento
nemmeno quando la neve gli appesantirà i rami
nè un lamento nè un vanto per la nuova bianca bellezza.
e nemmeno aspetta primavera.
Che pure verrà lo stesso

*

Eppure babbo era un uomo buono

Un uomo buono.

 

E' così che lo ricordo.
Voleva più bene a noi che a sè,
taciturno sì
ma anche se non te lo diceva si vedeva bene.

Un uomo buono.

E' così che lo ricordo.
Potevi verniciargli la bicicletta di bianco
come regalo
compresa la sella, e i pedali
le gomme, i raggi, i cerchi
e pure la catena
e ne sorrideva di nascosto
gridando irato
chi è stato!
Quella volta passò giorni in cantina
sopportando l' odore di trielina
utile a sverniciare ogni parte non necessaria.

 

Un uomo buono.

 

E' così che lo ricordo.
Potevi chiedergli un mangiacassette nuovo
il più economico, (lui faceva i coriandoli con la macchinetta per fare i buchi alle cinture)
e ne comprava uno migliore.
La scusa era "chi più spende.."
ma era proprio quello che volevi
di quelli che registrano,
col microfono che ci potevi anche cantare
e suonare e riascoltarti e risuonarci sopra.
Eppure non glie l' avevi mai detto. (Allora con mamma parlava!).

 

Un uomo buono.

 

Allora perchè mi fa fastidio chiamarmi uomo?
E perchè non mi sento ancora pronto ad entrare in questo mondo di uomini?
Nemmeno ora che è quasi l' ora di uscirne.

*

Il colore delle mele

Come lo senti il colore della mela di Eva?

Rosso?

Certo molti pittori l'han dipinta così

ma, si sa, i pittori sentono i colori in altro modo.

Se fosse stata verde?

No, bianca. Pura e tentatrice.

Solo poi, forse, s'è tinta di rosso.

Ma se qualcuno ha già pagato tutte queste rosse mele

perchè quella no?

*

Ma il bene non muore mai

Potete gridarlo ad alta voce
o scriverlo con graffianti parole in grassetto

e non mi convincerete.

 

Ho già sentito quelle parole un giorno,

da chi m' aveva regalato tutto,
anche quelle.


Hanno echeggiato per mesi
e ne ho pianto alla madonna
e poi sotto gli occhi della zingara
nell' aria pesante dell' Olona.
E' vero
lì ne ho dubitato un pò e me ne dispiace.
Non era vero.

Non era mai morto.


Glie lo scriverei se avessi un posto
su questa scrivania ingombra di cose inamovibili
dove appoggiare un foglio.
Perchè non glie l' ho mai detto.
E soprattutto se avessi un recapito certo.
So dov'è, ma non è lì.

*

Se n’è andato

C'era un così bel sole stamattina

si poteva pensare di scendere fino al lago

ma se n'è andato..

Perchè è questo che fa l' autunno

ti mostra una parvenza di primavera

e te la toglie

per prepararti all' inverno.

Ma si può far finta che ci sia

magari non in bici

ma si può prendere l' auto

e scendere fino al lago.

Sarà lo stesso lago.

*

Per un sonno lieve

Non pensarla

o rimarrà

così vicina da non farti dormire.

Mentre tu è solo quello che vuoi.

Dormire.

Sul suo grembo dormire.

*

Bella cuggi..

Ce l' hai fatta!

Le anime non accettano differenze

e col vestito buono e i fiori in mano sorridono raggianti.

E' vero. ci son voluti anni, troppi

ma gli anni sciupano solo i corpi

i Sogni restano uguali

e si avverano.

Illuminano gli anni a venire.

*

Prima di dormire

Dalla mia finestra

ti guardo alla finestra

non ha vetri la mia finestra

ma il freddo non può passare

e il tempo sembra non passare

neanche il sonno, poi, la chiude.

*

Sentinella del lago

Sta alla balaustra

affacciata a nessuna finestra.

Guarda il lago, aspettando un' onda diversa

e si lascia guardare.

 

Non le importano le stagioni nè gli anni

nè il freddo o il caldo

nè teme d' esser dimenticata quando farà inverno

la neve le cucirà un mantello, per riscaldarla fino a primavera.

 

Sa che tornerai in quei posti che sono sempre stati tuoi

 

Ha una spada al fianco

ma non la userà mai

qualsiasi cosa le racconti.

 

 

 

*

Three wise Men

Si sono iscritti al talent delle celebrità

Con improbabili nomi

Di non- credibile fama

Uno fuma il suo incenso, da mattina a sera

Uno s' abbuffa di mirra e erba buona da mangiare.

L' altro, ugola d' oro, canta l' amore in tutti i fiumi e tutti i laghi.

.......

 

1.  Del quarto non c'è traccia.

2.  Il quarto ha fatto sparire ogni traccia.

3. Del quarto son state fatte sparire le tracce

*

E sempre allegri bisogna stare

E' vero, non si può dire splendesse il sole ieri
e l' aria era umida e fredda
ma la nebbia che offuscava gli alberi là in fondo e nascondeva il sentiero non sembrava vera,
e infatti spariva al seguente battito di ciglia.


Oggi battere le ciglia non serve
pian piano la nebbia farà invisibile ogni cosa.
Sarà allora che si troverà il sentiero giusto?
Dietro un angolo fatale?

*

Nulla è cambiato

L' ho incontrata anche oggi

è ancora lì, appena passato il bivio dove il sentiero si dirama scendendo verso la cascata.

A occhio nulla è cambiato

gli stessi segni sulla corteccia

lo stesso svettare fiero,

sempre verde.

Lui è sempre lì a fianco

un ramo a sfiorarle la chioma

come ad accompagnarla nei suoi passi verso il cielo

ascoltando il canto della cascata.

Ed è bello guardarli dallo stesso canto.

*

Floating pin

Due scelte erano attese in input

dal pin analogico

Low o High, così distanti e riconoscibili

ma il filo si staccò scollegando ogni distanza

e presentandone una terza.

 

Il programma abortì

entrando in un loop infinito.

*

Recinto di parole

E' questo,
questo schermo bianco pieno di pensieri.
ogni parola scritta probabilmente ne cancellerà uno
mostrandoti il tuo
ma non c'è tetto a questo recinto
e forse per uno spazio tra le parole
o un' immagine che si affaccia improvvisa
qualcuno sfugge
e arriva al cielo
mostrandoti
un segreto invisibile mai ascoltato
che è sempre stato lì
è lì
e sarà sempre lì.

Libero.
Non se ne è mai andato
se non ti chiedi dove è lì.

*

Passata alla luce

Non si spense nessuna luce quel giorno

anzi si accese proprio nel cuore della notte

e il suono fu sgradevole e inopportuno

i chilometri troppo lunghi

e la notizia troppo vera.

 

Intanto la ragazza del bar continuava a servire caffè

a chi non sapeva della notte più luminosa.

 

 

*

Ottobre e nuvole

Dal divano dietro questa finestra si vedono due alberi

appoggiati a questo cielo grigio e nuvoloso d' ottobre.

Doveva essere una giornata di castagne oggi, e funghi, e grida di nipotini

ma ha iniziato a gocciolare e gli alberi qui di fronte dondolano le chiome

in segno di diniego.

Sembrano tristi però

ma non quanto me.

 

Quelli al bosco non ne hanno ragione.

*

abbiamo un problema

Non ho la mezza mela da darti

ne ho solo una, intera

e tagliarla mostrerebbe il baco

oltre al dolore.

Se la vuoi devi prenderla tutta

lucida rossa e bacata

in formula vista e piaciuta

*

Musa 2 (revisited)

Adesso lo so,
non era la mia musa
quella che non vi volevo cantare.

E poi la vedete una musa mostrarsi a un musicante di provincia?
E un musicante di provincia con una musa restare un musicante?


E' vero però, è in ogni dove.
Nei boschi, nel lago
splende negli arcobaleni in cima ai monti
oppure nei cieli notturni
o in un soffitto in penombra.


Ma non è la mia musa,
è la sua musa allo specchio.


La nostra musa.

*

Abitare

Se ti chiedono dove abiti

non dargli l' indirizzo.

Non è lì che abiti.

Dove abiti il lago è verde di riflessi

o azzurro di cielo

e le scarpe sono sempre comode

per camminare lungo il fiume

seguendo ogni curva

fino alla sorgente

tra canti di pettirossi.

 

Non mancano quercie secolari

per un pò d' ombra e ristoro nel cammino

nè giovani alberi da annaffiare.

La sorgente poi

toglie ogni sete.

*

Naked

Guardala contro il sole quanto è bella

e sembra lo sappia anche lei da come si lascia ammirare.

Sembra che ti inviti a sfiorarla.

Ma attento. Può sì essere docile

ma anche grintosa e violenta.

Non perdona sbagli.

 

Se la conquisti e la sai trattare

ti porta dove vuoi

veloce

anche da chi vorresti strappare ai sogni

evitando così di strapparcelo..

Con un pò di attenzione agli autovelox.

 

Peccato che l' abbiamo data

e non può più farlo

ma non per niente, forse il cuore non era abbastanza malato

e gli hp erano molti di più di dieci.

 

E poi tutto quello che doveva fare  l'ha già fatto.

*

Eccomi qui

Eccomi qui

sono venuto a trovarti

sulle sponde di questo laghetto che sai

sono venuto a cercarti.

Eccomi qui

dove tra i fiori portati dal vento t' ho vista danzare

E mentre il lago s' increspa mi pare di vederti arrivare

vestita di sguardo e di foglie risplendere al sole.

Non è vero lo so

così chiusa in me non puoi.

Ma troverò una spina un giorno in questo bosco

così fonda e aguzza da aprirti la strada.

 

*

La sera, prima di andare

Non prendetevela con me se non desidero nessun "prima di andare"

è solo un desiderio

una nota troppo alta

un corto tra valvole roventi che scocchi un arco che arrivi alle stelle

veloce e improvviso

proprio alla fine della battuta..

che non si senta che ho smesso di suonare

*

Come una ninna nanna

Ascolta la voce

non servono le parole

ascolta il suono, e la melodia

è il primo vero pensiero musicale

non lo puoi fissare su carta

come per le parole.

E non tornerà più.

*

Universale

Irina ha un accento russo

Suona sous le ciel de paris alla fisarmonica

sotto il sottopasso de cavalleggeri al Vaticano.

Intanto Guandaliña sta senza denaro e passaporto

passati di mano sul metrò

ma ti racconta il suo paese con occhi brillanti.

Il tevere, più in là, scorre come sempre

tranquillo

e se non ne sai il nome

somiglia tanto al tuo fiume.

C'è bellezza dappertutto.

Solo al rientro mi son accorto che non c'eri.

 

*

E’ facile non notarla

Non è come un colpo di clackson improvviso

passeggiando

quando ti volti a guardare notando la macchina che arriva veloce.

Nè come una nota calante nel bel mezzo della canzone.

E neanche le braccia mancanti alla Venere.

E' un pulviscolo nell' aria.

Sempre presente

e prende forma di quello che ami

così che tu è solo quello che vedi, quello che ami.

Sa ricostruire le braccia.

*

Cartolina

Le luci sono proprio lì davanti, in fila

oltre lo specchio di calmissima acqua che le separa dalla riva.

Solo il loro chiarore insieme alla luna svela i contorni all' isola

perchè la notte qui sa essere di un buio profondo come il lago in cui si specchia.

Ma non per questo triste.

Solo statico, come qualcosa di eterno,

senz' audio,

come una cartolina.

Se guardi bene non ci sono io, nella cartolina.

Ma non è un ricordo di ieri.

E neanche un desiderio di andarci domani.

E' un' immagine stampata nel cuore

in miliardi di pixel.

 

Sempre presente.

 

 

*

Dopopioggia

L' aria oggi è fresca
il sole non ha ancora scacciato l' umido del dopopioggia
ma il bosco ha gli stessi colori di ieri
l' inverno è lontano.


Nel laghetto si specchiano ancora gli alberi
il capanno delle margherite è sempre al suo posto
con le margherite selvatiche nella radura di fronte.


Anche gli uccellini cantano
e ogni tanto uno splash di tartaruga al bagno.
Ci sono anche i ragazzini
che chissà cosa pescano in questo stagno in mezzo al bosco.


Sembra che niente sia cambiato

se non chiami il suo nome
e forse, per chi mi guarda alla panchina, niente è cambiato.
eppure solo ieri eravamo in due qui
e potevo mostrarti le margherite e il lago.

 

Anche oggi siamo in due
solo che non lo sai.

 

Vincent Van Gogh - La chaumiere sous les arbres

*

No dai questo no. (chiamiamoli polpacci)

!!

Non puoi starmi davanti in bici

e alla prima salitina alzarti in piedi e mostrare i polpacci..

fasciati in trasparenza.

Chi se li ricordava così possenti?

 

*

Abbiate speranza

Abbiate speranza voi che uscite
c' era scritto all' imbarco
e lei sperava.


Sperava ci fosse scritto

all' approdo
abbiate speranza voi che entrate.


Ma forse aveva ragione Dante
in queste strade non c'è..
o meglio
è proprio lì, dietro l' angolo
stesa a terra.


Lei guarda e non si riconosce.


Chissà, sarà al prossimo angolo di marciapiede.

*

Sei quel che non sei (vero come il vero)

Sei quel che non sei.

 

Infatti ora che qui non sei
ho inventato un posto dove sei.


E non so più qual' è il posto finto
e quale il falso.

*

Vergine del Lario

Quale mano l' ha dipinta
non si sa.
Ma era così bella
e di dolce sorriso
che le acque divallando e trascinando massi
le girarono attorno
lasciandola in piedi
sola col bimbo a sinistra
e le lasciarono un dono.
Così da poterla guardare anche oggi
quando le acque infuriano.
Anche se non farà nulla
se non ricordarti che sai nuotare.

*

Il treno

Corre veloce e rosso attraversando città pianure e monti
carico di vite.
E molta più vita corre altrettanto veloce fuori dai finestrini
nessuno se ne accorge più-
Qualcuno gioca con lo smartphone per accorciare il viaggio
mentre il treno attraversa un parco giochi, o un luna park.
Un altro legge di avventure e storie d' amore
mentre due si baciano là fuori nel prato.
C'è chi ascolta musica, in cuffia
passando vicino a un' orchestra di cicale e fili d' erba.
Chi sogna a occhi chiusi paesaggi da favola
sfrecciando ai piedi dei monti col lago dorato di sole a destra.

Mi porterò un libro a luci rosse, il prossimo viaggio
da tenere ben chiuso nello zainetto
per vedere dal finestrino che succede..

*

Zan e zan

Sono una bella coppia quei due
zan e zan
sempre fianco a fianco
eppure il tempo li divide,
uno in levare e uno in battere
una linea netta
visibile a occhio nudo
uno di qua e uno di là.
Ma l' orecchio li sposa.

*

Forza 7

Si piegano le cime degli alberi al vento stasera
e il cielo è carico di minacciosi nuvoloni neri sul blu di sfondo.


Eppure incanta.


Intanto il vento consuma la sigaretta tra le dita, fino a scottarsi,
si insinua nei calzoncini e sotto la maglietta che non è quella della salute
e forse non mi lascerà impunito per questo.


Però il cielo incanta.


Avrebbe incantato anche te.
Anche quando il vento portando via le nuvole ha reso il cielo simile agli occhi della nipotina.
Anche quelli ti avrebbero incantato.
E anche vederti sul fondo di quegli occhi.
Ma non potevi fare altrimenti.

 

sky

*

Ballerina di samba

Roteava nella piazza in festa
l'aria di fine estate piena di suoni
permette ancora vestitini leggeri
che poco nascondono
delle forme sinuose in movimento.
E l' aria ero io.


Non erano le forme
nè il bianco e arancione
che la facevano spiccare tra la folla.
Era la famosa signorina fantasia
e la rossa che stavo accarezzando la faceva danzare.


Alla fine della sera
e dei suoni
sbaraccato il palco
e sparita la folla
era ancora lì,
che roteava.
E la sua fantasia la faceva danzare su una musica immaginaria.


Gioiosa.

*

40 cavalli

40 cavalli

possono bastare per staccarsi da terra

dopo aver corso veloci verso il cielo

stringendoli tra le gambe.

 

Solo pochi attimi

a ruote libere

ma l' assetto dell' attimo prima   -di toccare terra-

deciderà dell' attimo dopo.

*

Speranza è il suo nome

Lo faceva scrivere

Gli mostrava paesaggi da descrivere

in parole che lui metteva in un pc o sulla carta a matita

ma i pensieri che le parole svegliavano arrivavano al cielo

disegnandolo con colori brillanti e vivi.

Non sarebbe mai invecchiato con lei

nè lei con lui.

Perchè è in quel cielo sempre nuovo che vivevano.

 

*

Notturno

Sta facendo notte,
ancora pochi minuti
o poche ore
con le canzoni e le sigarette
e poi il sonno l' avrà vinta.


Lei allora potrà fuggire
scivolando in silenzio e invisibile
tra gli alberi e lungo sentieri sconosciuti.


Io la conosco
arriverà certamente sulle rive di un lago
sosterà un poco e salirà veloce verso i monti.
forse incontrerà due amiche
o una madre
o solo me
o due bellissimi bimbi.

 

E' così che a volte tarda a venire
ma torna
ogni mattina
senza dire nulla dei viaggi, degli incontri, dei giochi
e mi riconsegna al mondo.

 

Lo so che si stancherà un giorno
resterà forse sulle rive di quel lago
a giocare con quei bimbi
e scoccherà come una freccia a ventosa verso i monti
scordandosi di tornare.

*

Piccoli anatroccoli crescono

Proprio in cima al lago, verso nord

c'e un posto dove il fiume mescola le sue acque.

A volte dolcemente

e altre con passionale irruenza.

Certo, a volte anche in piena furia

mescolando oltre alle acque detriti e cadaveri.

Poco più in su però

il fiume sale a tornanti e crea anse di relativa calma.

È lì che trovi gli anatroccoli più belli

e stranamente pochi se ne prendono cura.

Così ne adocchi uno, per quando ripasserai di lì

Lui non ti ricorderà, ma tu sì.

Il luogo, una particolare macchia sul piumaggio

o un' ala leggermente storta.

Finchè un giorno non lo vedi più

Sparito.. come mai esistito.

Non vuoi sceglierne un altr per ora

e così ti avvii verso casa

notando quel gruppetto di cigni proprio alla foce del fiume.

Uno alza l' ala, leggermente storta,

ma non è che ti ha riconosciuto.

Forse ha solo paura.

Forse un difetto genetico di famiglia.

Forse non è nemmeno lui.

*

Dettagli

Basta un dettaglio

Un cocuzzolo

Uno scorcio di tetto (. .)

Una curva del fiume

Una mano

Una vasca vuota.

Per ri-costruire con precisione

Un paesaggio mai visto

E inesistente.

E non per questo meno vero di quello che vedi.

*

Percorso fuori tracciato

L'Aurelia corre costeggiando il mare

e, a sinistra, ai piedi dei monti.

E il mare, dal sellino della bici è uno spettacolo.

La meta il prossimo paesino

alla ricerca di ricordi di tante gite d' infanzia.

Ma può capitare di trovarci due cancelli, enormi, subito dopo una curva che bloccano l' ingresso alla galleria che porta al paese.

Puoi rinunciare, tornare al campeggio o scegliere un' altra meta.

Oppure accontentarsi della spiaggetta proprio sotto la strada, tranquilla e carina.

 

C'è però una stradina dismessa sulla sinistra

sale dritta verso le cime passando sotto i ponti dell'autostrada

I blocchi in cemento sono facilmente aggirabili da bici o moto o a piedi,

sarà dura portare lassù sessantaquattro anni di peso ma chissà,

magari in cima passa qualche vicinale che scavalca la galleria.

 

E infatti c'è.

Per i pochi terreni in piano sulle cime.

Dopo qualche curva eccolo lì, il paese, lo puoi vedere tutto in un colpo d' occhio.

Non si sa se è lui che abbraccia il mare o il mare che lo abbraccia.

Non l' avresti mai visto così se la galleria non fosse stata chiusa.

 

E allora giù per i tornanti

Verso la meta prefissata e oltre

Alla ricerca della colonia di tanti pomeriggi estivi.

 

 

*

Al santuario delle Grazie

La strada è dura

per salire sui monti dietro il mare

perfino per una bici elettrica argentata.

Hai tempo di pensare a qualcosa per cui pregare.

Dicono che la Madonna quassù ascolti.

 

Ma forse più che ascoltarti la devi ascoltare, 

e qualcosa ci dev'essere in questo posto perchè di tutte le richieste pensate , per me o i miei cari, non ne è rimasta una.

Ne è sorta una spontanea..

Pace. Nel mondo. Di cui ne faccio parte anch'io , con i miei cari e tutti noi uomini.

 

*

Preconcetti o millantate spiaggie

Prendi un paese lontano

Affori andrebbe bene ma è meglio una spiaggia esotica,

mai vista.

Certo ne hai un preconcetto

e ci sono prove anche inconfutabili della sua esistenza

foto, video, recensioni di chi c'è stato

perfino di chi c'è stato affatto.

Splendide immagini di una spiaggia accarezzata dalle onde fatte luccicare dal sole

o uno splendido tramonto col sole che si riflette sull' acqua calma.

Il bimbo annegato a riva qualche metro in là, fuori campo

Oppure solo del bimbo, come se le due cose non coesistano.

Metti che un giorno ci vai.

Certo te ne farai un concetto tutto tuo

inquinato da preconcetti tutti tuoi

mentre la realtà sfugge

sfugge e cambia profilo a secondo del lato da cui guardi

 

Come cambia una notte insonne

raccontata da un ansioso o da un novello sposo

magari in luna di miele.

*

L’amore rende liberi

Ma proprio liberi..
nel senso che a un certo punto se ne va.


Forse voglia di nuovi cavalli, o cavilli?
o solo grilli.
Fatto sta che se ne va, regalandoti un dolore uguale al suo.


Resti comunque libero di immaginarlo
e ci si scrivono poesie
e libri
perfino trattati.


C'è chi lo disegna, aggiungendo particolari ogni volta
sempre più bello.
Qualcuno lo musica.


Alla fine non è più quello che era
è qualcosa d' inventato, che non esiste
e non sai più
se è mai esistito.

*

Vuoto

Almeno -900 mBar..

 

L'olio in serpentina a 248 Fahrenheit
porta Solvente nero d' inchiostro sui 194 °F
che bolle e prende il volo a 188,6 °F.

 

Intanto il vuoto tiene a bada quella testa calda dell' inchiostro
un tipo che si infiamma facilmente
così che Solvente, che non è da meno, lo possa abbandonare facilmente

separarsene
fuggendo verso un cielo gelido che lo riporterà, in gocce, trasparente e cristallino.

 

Separare due teste calde è difficile..
ma non impossibile.

 

Grazie a un razionale vuoto.

 

(ricordarsi di togliere calore a inchiostro appena si accorge di essere rimasto solo, pena l'esplosione)

 

*

Chi ha scagliato la prima pietra?

Un lancio isolato,
magari da un cavalcavia.


Una mano sola, stolta, o un branco di suoi simili.
Queste le notizie che fanno odiens
e allora giù articoli e tg
con descrizioni particolareggiate di come la traiettoria della pietra,
in perfetta sincronia con quella dell' auto che sopraggiungeva,
abbia attraversato il parabrezza..
e poi dibattiti, manifestazioni di sdegno e disapprovazione

e altre descrizioni
raggiungendo inconsapevolmente,

forse non tanto inconsapevolmente,

l' effetto opposto.


Perchè la prima pietra
per definizione o emulazione
non è mai l' unica.

*

Quando la pioggia s’è fatta pianto

Non so quand'è successo
perchè in fondo la pioggia "piove"
irriga il mondo
che senza ne morirebbe
fino a un certo punto è stata perfino una delle cose più magiche.
Contare tutte quelle gocce, guardarle scivolare sui vetri per prevenirne il percorso..
leccarle anche.
Tutte quelle pozzanghere luccicanti per specchiarsi e saltarci dentro,
e poi nei temporali gli angeli giocavano a bocce
o i diavoli, il suono non cambia.
Però è successo.
E quando succede continua per giorni

mesi forse

anni.

 

Finchè una gocciolina

scorrendo sul vetro

cade in una pozzanghera luccicante.

E ci salti dentro.

 

*

Uno su mille ce l’ avrà

Uno su mille ce l' avrà

che sia purtroppo o per fortuna non si sa

ma così sempre sarà

finche quell' uno non si fermerà

e sotto la fratellanza riposerà

*

domani

Spendi bene i giorni, si dice
ma per comprare cosa?
e poi chi vorrebbe in pagamento qualcosa che a sera muore?
e domani poi?
come fai a spenderlo se non sai se l' avrai?
Credo che invece si compri il domani
in formula non visto e chissà se piacerà.
Il prezzo?
Desiderio e letizia non bastano
pessimismo e fastidio neanche
credere che arrivi è già un buon acconto.
Di sicuro sarà nuovo nuovo, di zecca
e traversarlo sarà sorprendente
di bene o di male.

*

Don’t worry

Amore se ne va a volte,

a volte per sempre.

Ma non è che va a morire

Amore non muore

ha solo bisogno di spazio

Così tanto spazio che lo trovi dappertutto,

nel ragazzo affamato al campetto

attento al grido "è pronto" lanciato alla finestra,

in altri ragazzi come lui

che incontri per le vie d'acqua o al bosco.

Lo trovi in posti in cui non crederesti ci sia

come non fosse mai invecchiato,

in quei ragazzi senza età

in quell' altra dimensione di sogno

*

Più forte delle parole

L'ampli rispondeva male l' altro giorno,
poca dinamica,
gain ballerino e strani fruscii.


Inutili i tentativi di aggiustare toni e volumi.
Finchè ho spento il trasmettitore wireless
allora si è sentito un canto.

 

Il ricevitore prendeva un radiomicrofono,

dei ragazzi nella sala accanto,
sulla stessa frequenza.

 

Così per le parole.
C'è qualcosa che viaggia sulla stessa frequenza e ne cambia il senso
o forse gli dà il giusto senso.

Qualcosa come un pensiero non parlato, una rapida onda.

Devi solo sintonizzarti,-  ascoltare in silenzio.

*

Oltre le porte del cosmo (che stanno su in Germania)

Le nuvole son gonfie d'acqua oggi

qui oltre le porte del cosmo.

E infatti piove.

Nell' altro oltre credo sia uguale

ma cè un uomo, vestito di nero

mesto e spalle curve sotto il suo ombrello riparatore

con cui spara imprecazioni al cielo.

Sotto lo stesso cielo, più in là,

un bimbo.. 

guarda al cielo

all' unico punto luminoso

piove.

Alza le braccia e raccoglie le gocce con la lingua.

Non gli hanno ancora spiegato che può non essere lo stesso cielo.

 

(quello che non reggo sono solo le parole)

*

Visioni

C'è come un foro nelle nuvole

nuvole scure in un cielo nero.

Tra i bordi dorati e brillanti si intravede una luce vivida

Poi, all' improvviso, tutto va in negativo

il cielo e le nuvole si fanno sempre più chiare

quasi dello stesso colore

e dai bordi sempre dorati si intravede un altro cielo

Scuro, nero, che piano piano si riempie di stelle.

Ma ecco che il cielo si fa rosso

e iniziano i lampi..

Forse è ora di togliere i pollici che premono

sugli occhi

e vedere che il cielo è sempre azzurro

con in più uno strano sole.

Forse è anche ora di smettere di far sti giochetti

e smettere di fare il bambino, che ne ho già fatti due,

e a loro volta altri due.

Ma tant' è.. 

non è giocando che si impara?

*

E ancora guardo al cielo

È festa in questo paesino di Brianza

La gente sembra preferirla alle televisioni

Vascheggia nel budello tra le file di bancarelle

E chiacchera, un occhio ai bimbi che non si allontanino troppo

Ci saranno i fuochi tra un pò

Riempiranno il cielo di colori

E starò a guardarli, naso insù, senza età

E non sarò il solo.

*

E questo che vogliono

Che ci si chiuda nel silenzio,

non solo i poeti ma gli uomini tutti

chiusi nelle case,

chiusi in piccoli luoghi dove ci si sente protetti e amati.

Per paura, senso d' impotenza o desolazione.

Ma io son stato in spiaggia a vedere i fuochi

tra genti d' ogni età e luogo

e credo sia lì l' amore,

all' aperto

bene in vista

per chi lo vuole e deve e  sa vedere.

E ci tornerò.

*

Canzone d’ amore per te

Proprio per te

che non la vuoi

non l' ho scritta

e non la canto.

Se riuscirai a sentirla

sarà valsa la gioia di non scriverla.

*****************************************

//Lo so che si dice valsa la pena

//ma valsa la pena l' ha inventato qualcuno che vuol farci credere che nell' amore ci //sia sempre una pena nascosta.

//E non è vero.

*

Assomiglia a un’ idea

Eccola lì, ci hai pensato per ore

provato e riprovato

e quando hai deciso di smettere eccola lì.

La riga di codice che non abortisce il programma

o il passaggio tra due accordi

non costruito su matematiche armonie nè dissonante.

O ancora

l' assolino appena tace il canto.

Arrivano così, di loro iniziativa, le idee

ti suggeriscono come riparare un tubo interrato

senza scavare e rovinare un così bel giardino e il portico.

Se non arrivano

o ci stai pensando troppo

o aspettano tempi migliori.

Stanno solo tacendo

non possono andar via

e non puoi mandarle via.

Altre si trasformano in ideali.

*

Appena sotto il seno

Con la testa sul grembo,

è così che cancellavi i dolori improvvisi

alla testa, ai denti

alle orecchie per il cambio di pressione

scendendo le curve della Serravalle

sui sedili di una seicento in festa.

Carezzandomi i capelli.

 

E' così che torni ancora

ad accarezzarmi i capelli

per ogni dolore improvviso.

*

Ti perdono

Capita, che si fermano per strada

a una vetrina allettante

o ad ammirare un paesaggio

e tu continui la strada.

Per disattenzione o altra attenzione.

Così ti perdono di vista.

Oppure ti fermi tu, al paesaggio che hai già dentro

o semplicemente ammirando una strato luccicante

alle vetrine della musica felice.

E loro continuano la strada.

Al discanto li hai persi di vista,

Capita, ci si perde a volte

questioni di priorità.

 

Quanto ci si cerchi poi sta a quanto ci si manca.

*

15 giorni

Tanti sono bastati per mettere radici.

Così profonde e vaste da togliere il nutrimento ad altra vita

cosi veloci da non lasciare tempo per correre ancora ai prati.

Solo il tempo per l' ultimo dolce bacio indolore

tra le braccia del suo padrone.

E accompagnarla all' ultima corsa.

 

 

*

Sono un ragazzo fortunato

"perchè m' hanno regalato un sogno"

 

E' stata mamma.

 

M' ha regalato l' amore per la musica
con le sue canzoni senza tempo.

 

M' ha regalato l' amore per gli animali
coi suoi gatti che la ricambiavano.

 

M' ha regalato l' amore per la natura
con le sue margherite, anche quelle selvatiche, alte e un pò infestanti.

 

M' ha regalato il suono delle onde di lago
che echeggiavano nel silenzio caldo del suo grembo
passeggiando sulla riva.

 

M' ha regalato una chitarra un giorno
strappata con fatica al budget familiare
con cui posso far riecheggiare le onde.

 

M' ha regalato la forza di stare senza lei
passeggiando sulle rive
con lei e tutti i suoi doni.

 

*

Il giardino oscuro

Lo spacciano per incantato.
E infatti così sembra
lì il cielo è sempre di un bell' azzuro cobalto
e le nuvole candide ci danzano dentro
Il verde è forte e rigoglioso
anche se l' erba del vicino è sempre la più verde.
Solo poche regole:
darsi da fare
coltivare il giardino che darà i suoi frutti
di solito a fine mese
ma la più importante
non entrare nei boschi che lo circondano.
Facile no?
Però le regole son gran tentatrici
e gli uomini, col buio non visti, ci entrano.
Vengono gemiti e lamenti da lì
ma ci crescono i lillà, e i ciclamini.
Lì c'è l' incanto che vuol essere visto
e gli occhi perdono l' innocenza e trovano la pace guardandolo.


Così qualcuno ha inventato un guardiano
alla cui vista non possono sfuggire
e desse un senso di colpa.

 

Gli uomini ci entrano ancora
ma non c'è più pace.

 

(e non Dio ma qualcuno che per noi l' ha inventato

ci costringe a sognare in un giardino incantato)

*

Viaggio

Sono venuto alla stazione

a prenderti.

Avevi quel tailleur grigio fumo

quello dello specchio

e io la solita corazza d' inossidabile argento.

Non so cosa hai visto

ma sorridevi e non parlavi.

C'è stato un bacio

come quello degli amanti

(non c'è tempo).

Andiamo al lago?

E così siamo andati.

Il sole era caldo

il lago non era mai stato così bello

come quello visto nei tuoi occhi

ci si poteva anche bagnare

con gli schizzi della prua.

 

Ma tutto questo è successo domani

mentre oggi è ancora ieri.

*

E ci si fa specchio

Quello che conta è lo strato d' argento

sottilissimo alla nascita

tanto da vederci attraverso.

Basta uno sguardo

e vedi tutto quello di cui han bisogno

sorrisi di benessere

pianti di fame o dolore.

Sembra poca casa ma è tutto.

Poi si ossida, si inspessisce,

é sempre più difficile.

Passano persone a specchiarsi, e non vedono

non vedono i graffi nell' argento

ricoperti da altro argento per non farsi più attraversare.

Ma quello che l' ha attraversato è rimasto lì

intrappolato

e vorrebbe spaventare Amore

che fregandosene dell' argento arriva dappertutto.

Ma Amore non conosce Paura

*

Come il sole

Come il sole

per i non vedenti.

Questo sei diventato

un' invisibile fonte

di calore buono

che mi riscalda

riscalda l' aria e tutte le cose attorno.

 

 

*

Backup

Sempre fare i backup

gli hardisk si sa sono scontrosi.

Un giorno non ne senti più il ronzio, nessun lampeggio di led

inutili i riavvii.

Forse stanchi

consumati dal tempo

preferiscono andarsene senza preavviso

al massimo uno stridio graffiante

un ultimo saluto dissonante per non farsi rimpiangere.

Ti trovi con uno schermo nero e vuoto.

Sempre fare un backup

meglio da dos, grezzo, di tutta la partizione.

Su un hardisk esterno, avviabile sempre da dos.

Così basta un nuovo hardisk, e un restore

e, non è magia,

ti trovi tutto esattamente come prima.

 

Più di prima

montagne magiche e scatolette argentee

disegni a matita

cancellati perchè un giorno ti fermavano il sangue,

quadri, sogni, incanti,

pizzi e merletti che ti fermeranno il sangue di nuovo.

Sicuro.

 

Ma chi se ne frega.

Intanto lo schermo è animato e il cuore è forte.

 

*

Larsen

La musica va.

Tieni il tempo.

Serve un buon compressore,

e un overdrive, leggero leggero

ci penserà il compressore a mandarlo in saturazione al momento giusto.

Intanto tieni il tempo,

battere e levare.

Alla nota finale ondeggia un pò le dita

per un buon sustain,

il compressore alzerà il volume..

cerca l' onda nell' aria

rientrerà negli humbucker e tornerà nell' aria

All' infinito..

O almeno fino al fischio finale.

Ascolta il tempo e guardalo.

Per lo Stop simultaneo.

 

*

Memorie

Ne hanno inventati di tutti i tipi.

ddr1,2,3,4,... md, sd.. sempre più veloci.

E sempre più capienti,

Dai pochi mega di una volta ai giga in sovrabbondanza.

 

Puoi riempirle fino all' orlo,

 bè, forse un pò meno calcolando gli indici

e cancellarla quando vuoi.. non protesterà.

 

Ma con quella umana non hai speranze,

non ti lascia cancellare le cose che hanno importanza

e cancella da sola quelle che non ne hanno.

Non per spazio o per una specie di garbage, forse per protezione.. dai sovraccarichi o dalle illusioni.

 

Forse neanche tanto da sola, qualcuno discrimina le cose che importano dalle altre.

Ma non sono io, o almeno l' io che mi conosco.

E crea indici di tabelle di ricordi associati a giorni piovosi e altri ai giorni di sole.

.

 

*

Buco bianco

Siamo un buco bianco in cielo.

Passati da un buco nero apertosi per caso

in qualche universo che non conosciamo-

Casuàlità apparente solo perchè non ne capiamo le leggi.

Un insieme di molecole e particelle in evoluzione

che affondano radici dappertutto.

E stiamo qui,

a cercare le leggi di un miracolo

che deve ancora venire

e di cui non ne sappiamo nulla.

 

 

*

Tempo da lupi

Strano Giugno

oggi è piovoso, freddo e umido.

Sembra quasi ottobre

e che domani si possa andare a far castagne.

Ma tu prova, ad andarci,

non ne trovi una..

le castagne se ne fregano

e Giugno è sempre Giugno.

 

I lupi intanto si staranno crogiolando al sole

da qualche parte

sul grande prato verde.

*

Mix (da me a me)

Vorrei scrivere davvero di te.
Ma non ti conosco.


Un giorno, con la paura in cuore,
e inseguendo profumi, colori, e orizzonti
hai visto un cielo non tuo.
E sei fuggito..
ma dove? se eri sempre con te.


Con te, vagabondo sulle strade di lago,
con te, vagabondo ai vagoni sulla ferrovia,

 

Poi qualcuno ha fermato il volo,
senza dare spiegazioni,
riconsegnandoti al loro mondo
dove nessuno doveva guardare.
Ma non era il tuo,
e non potevi più crescere con me,
non potevi diventare come loro.


Così son fuggito io,
e t' ho abbandonato.
Nel bianco.
Con la tua astronave per nuovi mondi.

Non ci incontreremo più
Anche se sei qui
con me per corridoi dove pochi ti vedono,
con me quando non c' era via e "là fuori era un paese lontano"
con me adesso, in un assolo in re minore
con me anche quando taci.

 

Chissà come saremmo se fossimo rimasti insieme.

*

Desideri di vita

Ero un desiderio
lo so,
così forte da diventare vero
e vivere di vita mia
su questo mondo che hanno immaginato per me.


Altri sono così forti da sembrare veri
e iniziano a vivere di vita propria
magari in un libro,
in una poesia
o in una mente.


E a volte non c'è differenza.

*

Aspettando l’ orata

Alla foce di questo fiume calmo

dove si specchiano le luci della costa

proprio di fronte alla montagna in mezzo al mare

così si aspetta, su questa regista sotto l' ombrello.

Perchè il cielo è coperto e nero.

 

Un occhio alla luce della stella

per coglierne ogni piccolo movimento

e uno alle onde del mare

per capire se è solo un movimento d' onda.

 

Intanto il mare sta cancellando ogni impronta del giorno.

 

Alla fine qualcosa arriva.

Non importa che sia un' orata,

basta la luce dei fuochi là in fondo

o la voce antica del mare

o il cielo che si apre all' improvviso

e ti mostra le stelle e un pezzo di luna.

 

Ma si è fatto tardi..

bisogna andare,

oggi si torna a casa, all' amato lago.

*

Undefined

Così è il tuo corpo

Come passato a un filtro di photoshop.

Non si vedono le nuvole nere

Nè le bianche.

Un' altra passata e spariranno anche le stelle,

i buchi neri e tutte quelle galassie dove viaggiavano le astronavi.

Resterà un unico colore di fondo

ad abbracciarmi dappertutto.

*

Lei è felice

Sì, è felice.
Per un bacio sulla guancia
o una carezza col pollice sulla mano.
Anche o proprio se non sa più chi sei
e non sa più chi è.
Anzi se non sa chi è
e non sa neanche chi sei.


Non sa più non è una categoria di pensiero tanto giusta.

*

Un fil di fumo

qui, da questo palco

si può vedere un fil di fumo.

No, non è all' orizzonte

ma proprio qui di fronte.

E la sera sarà più bella

al sapor di salamella.

*

Consigli per gli acquisti

Mezzo chilo di farina gialla,

per una bella polenta

densa tanto da poterla tagliare a fette

una volta raffreddata.

Mezzo litro di latte, di quello intero,

mamma lo faceva bollire finchè la schiuma usciva dal pentolino.

Poi ci buttava la polenta a pezzi.

Era molto buona.

Nella corsia a fianco intanto una signora, sola, compra un pacco di bucaneve.

Forse per lei, forse per la figlia.. forse è la madre che le sta dicendo

Questi ti piacciono tanto!

Domattina ci facciamo una bella colazione.

Al banco frigo un' altra è indecisa su un pezzo di carne.

È proprio il pezzo che piace al suo sposo.

Peccato che lo sposo dev' essere fuggito,

magari, proprio quando aspettava un figlio.

Perchè lo rimette giù e si avvia alle casse. Oppure per oggi avrà già speso abbastanza o ha pensato che non abbia un buon sapore.

Anche la mia cena però,

sarà questa farina rapida di oggi

o il latte che chissà da dove arriva

non avrà il sapore di una volta.

*

Ferita

C'è una pianta qui al parconord.

Mostra il tronco nudo sotto la corteccia aperta ai passanti.

Come una ferita.

La vedi?

 

 

Qualsiasi cosa pensi sia successo

ci sono buone probabilità che sia sbagliato.

Tante quanto quelle che sia giusto.

E non puoi farci nulla.

Lei non te lo dirà

Come non lo dice agli alberi lì attorno.

 

Ma loro l' abbracciano coi loro rami,

questo lo puoi fare.

 

*

Franco!

Il bosco oggi profuma

di aghi di pino, sole e margherite.

Gli alberi suonano al vento

la canzone  che riconosci solo tu.

È un giorno giusto per fermarsi un attimo a questa panchina di fronte allo stagno verde,

subito dopo la zóca del pirutit.

Ma qualcosa rompe la pace,

e chiama. Franco!

Un tuffo allo stagno.. è solo una tartaruga infastidita dal rumore.

Franco è solo un rumore..

Arriva un gruppetto di persone, sarà stata la moglie di qualche mio omonimo.

Sarà solo un rumore ma è un bel rumore.

Rispondo quando lo sento, anche alle assonanze.

Franky va bene, o anche solo Frank, o un più lungo Francesco.

Zia mi chiamava Francisco, con la esse, e ricordo che mi piaceva molto il suono.

Però lei non lo ricorda.

Neanche il suo ricorda.

L' ultima volta ero un bravo signore che era andata a trovarla

Peccato fosse già sposata, diceva, anche se non era vero. Non poteva.

Forse oggi avrebbe potuto.

Sì.. sono contento di rispondere se mi chiamano Franco.

 

Così al commiato:

A presto bravo signore..

(pausa)..

Salutami Enza.

 

 

*

Fin qui e non oltre

Forse è una prerogativa dei nati al lago.
Forse è quel confine di montagna sempre davanti agli occhi.
Unico sbocco il cielo.


Il suo mistero troppo lontano per un bimbo, o un vecchio, perfino per un aviatore.
Tutto è qui, il sole che luccica sull' acqua, il vento che la increspa o i lampi che la impauriscono.
Forse per un bimbo l' infinito è oltre le montagne
lo spazio là non è limitato
forse non c'è paura dei lampi
o desiderio che torni il sole
l' infinito non muore contro le montagne nè nasce mai.
Niente paure
niente desideri
niente finzioni
niente aspettative di tempo.
Chissà se ci sono i suoni.
Niente di niente.

 

Però io voglio stare di qua
voglio andarci ancora a pescare su quel lago.
Con la speranza che non piova
che poi è il desiderio che ci sia il sole.
Con una radiolina
e magari un libro
o perchè no, un topolino,

nell' attesa che abbocchi.


E se pioverà ci sarà sempre un portone per ripararsi.
Tutte quelle goccie si aggiungeranno al lago.
Che rimarrà lago. E canterà andando verso il mare.

 

E' di qua che voglio stare.
In questa infinita finitezza.

*

Grave perdita

L' unica.

La perdita del poi.

Cresce fino a mangiarsi tutto l' adesso.

Può farti perdere il prima.

*

Progetto per la costruzione di una barca in legno di balsa

Per prima cosa devi scegliere bene il legno,

senza nodi e non troppo spesso. Diciamo un paio di millimetri scarsi.

Anche il collante ha la sua importanza

non servono grandi tecnologie, un comune attaccatutto andrà benone,

solo un pò di epossidica per i supporti dei motori.

Il tiglio va bene per i supporti.

Due motori sono indispensabili.

Evitare colle a caldo

Si possono sciogliere all' avvicinarsi al sole.

Già sperimentato.

La fusoliera, a centine, piuttosto affusolata,

e il ponte senza balaustre.

Le vele su un telaio di seta leggerissima

vanno posizionate appena dopo il baricentro, partendo da prua.

La vestizione è la parte più bella

non usare l' azzurro, o sarà quasi invisibile in acqua o in cielo

nè il bianco nuvola.

Il rosso va bene per i giorni di sole e il giallo per i giorni bui.

Il monocote va steso bene, senza grinze o fessure

le fessure potrebbero far filtrare acqua

e appesantire il legno

così che, abbassando le vele in orizzontale,

Non riesca a decollare.

Ma se hai fatto tutto bene basta alzare un pò il timone e la prua punterà dritta verso il sole.

Da terra la puoi vedere da sotto, scintillare ancora umida.

Se non hai scordato un paio di alettoni, sul bordo posteriore delle vele la puoi far roteare

e vederle i fianchi, e il ponte, la prua e la poppa.

Puoi lanciarla in verticale fino allo stallo e farla ricadere in picchiata.

 

Se la comunicazione non si interrompe puoi riprenderla e farla riammarare tranquilla.

Se no, ricomincia da capo.

*

Vieni quando sono felice

Non oggi,

il cielo è grigio e l'aria umida

e poi, non è neanche un bel posto qui.

Non dovrebbero concedere visite qui.

Verrò io un' altra volta,

col sole,

dove le visite son concesse

anche se tu non ci sei, c'è solo una foto.

Intanto,

se sbatto più forte queste uova

la frittata verrà migliore.

*

Vitami(n)a

Riprendimi in braccio

come una volta

offrimi i seni

che ho ancora sete

di vita

la tua.

e coprimi.

(Con le tue foglie)

 

(e tua madre diventerà una pianta 
che ti coprirà con le sue foglie.

Bambino. A. Merini)

 

Frida Kalho painting

*

La sponda

Era proprio una bella sponda,
stava distesa tutt' attorno al suo lago.
Di giorno le sembrava di stare stesa ai prati, al verde dei monti,
e la notte era la cornice di uno specchio di stelle.
Lui batteva, e ribatteva sulla sponda
infilando le sue mani in ogni anfratto provocando anche piccoli smottamenti,
piccole piacevoli ferite.
Ma c' era il mare oltre la sponda,
che aveva bisogno di lui,
e lei se ne accorse
si lasciò sgretolare in minuscoli frammenti d' arenile
e si aprì
come una donna amorosa.
Lui restò lago
ma si fece anche fiume
e la penetrò.
Lei divenne due magnifiche rive
che lo accompagnano
sempre
nel suo viaggio.

*

Allora esiste!

E' apparso in cielo, all' improvviso

non è solo sui libri della maestra

o in fantastiche storie di pentole d' oro.

Fermati al bordo della strada

e guarda con me.

Ti insegno lo stupore!

 

(negli arcobaleni giganti c'è sempre un fantasma)

*

Unica spina

C'è uno strappo, qui, nel taschino,

dev' essere successo al bosco

durante i soliti giri.

Non ricordo grandi rovi, dev'essere stata una spina solitaria.

E' rimasto solo un plettro, nel taschino,

e pochissime altre cose troppo grandi per passare dalla fenditura,

un bacio,

una partenza,

qualche fiocco di neve,

Margherite.

 

Inutile tornare, i sentieri erano troppo intricati

e poi, in fondo, il plettro è tutto quello che mi serve per ritrovare tutto, la sera.

 

Guardando meglio c'è un graffio anche sul petto, un foro,

la spina dev' esser stata lunga..

e gocciola.

 

Avessi studiato matematica potrei calcolare il volume di ogni goccia

e il tempo che resta..

Ma ho fatto il manutentore

e riparato pompe.

Non ce n'è stata una di irreparabile.

 

Anche senza ricambi

a volte bastava montare le membrane all' incontrario.

A testa in giù.

E si poteva proseguire

*

Si accettano consigli (e insulti colorati)

Più che un consiglio fu un lampo.

Nero.

Nell' azzurro incosciente.

I colori accesi.

Alla fine c' erano solo ombre dei giorni passati.

Restò una zingara a vegliare le notti

e a dirmi che fu un lampo

anche per il consigliere.

Un Merlo dai capelli di neve.

Come diverranno i miei.

*

Tempo scaduto

Il giro di giostra è finito,

il gettone dura un minuto

Massimo due.

Ma Lui non si chiama Massimo,

così Leo se ne esce con un

"Ok. Va bene, così possiamo andare a casa

a giocare con la mia sabbiera,

e i giochini che non scadono."

*

Non rompe...

Aspetta l' attimo

l' occasione arriva sempre.

Magari tra un mi minore e un do,

0.9 poi è un buon diametro, puoi tirare il decimo tasto fino al si, oscillando un pò sopra e un pò sotto l'intonazione esatta..

Qualche nota a spasso lungo la pentatonica per poi atterrare in sol.

Ora attendi la prossima, senza rompere i coglioni.

Ecco, "non rompe i coglioni" è un bel complimento.

Alla prossima!

 

*

Teletrasporto

Da piccoli ci si crede

così fortemente che è vero.

E ci si trova su navi di pirati

o a cavalcare dinosauri.

Io senza troppa fantasia stavo su un' astronave tra le stelle.

Il fatto di addormentarsi sul divano e ritrovarsi in cameretta, a letto, confermava l' ipotesi.

Capita anche da grandi a volte, come quella volta, a militare,

usciti per il solito giro di ombrette a un certo punto

Zap!

Ti ritrovi in cella di rigore, la mattina dopo.

Ma forse è un' altra cosa.

Però succederà anche stasera, su un piccolo palco di una festa d' oratorio.

Lo so

Sarò anche su altri palchi,

magari quello della balera del campeggio sul lago di Como

O quello sulle gradinate dello stadio di Meda

O alla Nuit! Night club malfamato in quel di Sondrio.

Oppure su un vecchio 850 con le chitarre in mano ,in cabina,

e il whisky nei foderi, in viaggio verso bellinzona.

Ci saranno anche tutti gli amici musicanti persi solo di vista

e mamma davanti al palco che danza come una volta con papà.

Anche se, a guardar bene sul palco, sarò sempre lì.

E mamma non c'è.

Andrà tutto bene.

*

Sogno sconclusionato

Sarà lunedì
o tra un anno, o tra 10, forse 100.
Disegnerò due supercrome esplodere in cielo
come stelle, in sogno,
e ricadere in unica pioggia di minuscole scintille
in un lago in fiamme.

 

Mentre tutta la città dorme, e sogna,
e non si accorge di nulla.

*

Se t’ amassi

Se t' amassi
e andassi a cercare cos' è questo Amore
probabilmente non lo saprei mai.
C'è chi dice che è un colore,
Rosso a giorni, o blu in altri o nero.
Chi dice che ha un gusto, dolce o piccante.

Chi lo sente sotto le dita, accarezzandolo.
Chi giura d' averlo visto brillare, nudo e splendido.. nella cecità silenziosa.
Chi ne sente il profumo.

Chi dice che ha un suono,

una musica lieve o un battere di metal estremo in codice morse

oppure un assordante martello pneumatico che batte, e ribatte, gonfiando i corpi cavernosi.

Così non lo saprei mai.

 

Quello che so è che io diventerei te, e tu me.
Anche qui, ora, mentre friggo le zucchine scottandomi un pò le dita
o perchè no, in bagno, prima di schiarirsi le idee, che poi son quelle che ti fregano.

 

Che tu lo sappia o no non è strettamente necessario
nè indispensabile all' Amore.

*

Bellezza interiore

Un bel dire..

Ho cominciato a crederci un pò meno quando il proctologo,

infilandomi la sonda ecorettale,

ha detto,

va che bella prostata ingrossata abbiamo qua dentro.

E sono sicuro avrebbe detto qualcosa anche il dentista,

da bimbo,

se non gli avessi morsicato un dito prima.

 

Così ha detto altro.

 

E poi ci sono le statue di Grillo, e della Bissara

Di Rodin e Claudel-

I quadri di Montoya, Ortiz,

Hopper o Van Hove.

Bellezza da vedere

Come il sole che brilla sul lago

o la pioggia, che fa quei rimbalzini che ricadono in tante goccioline e increspano l' acqua.

 

Viaggia nell' aria,

la bellezza,

entra dentro gli occhi.

*

via Rovelli

Lì sta la prima casa

in via Rovelli

in una città di lago.

Non posso non passarci ogni volta che ci vado.

Lo so che hanno cambiato il portone con uno automatico, sempre chiuso,

e non vedrò il cortile con la porticina del giardino dei giochi.

Nè la ringhiera che lo circonda.

Ma ci vado lo stesso.

E' come ritrovare un altra casa,

calda, accogliente, senza respiro e dai suoni ovattati.

Una casa che neanche ricordo.

Dove lei era la mia casa.

*

Knocking on Heaven’s Door

Oggi si sente

forte

più che mai

*

Calma apparente

Una musica dolce..

L' acqua è calda e il vapore sale con le note nell' aria.

C'è un bel sole che filtra dalle tende.

Ma senti che rumore in petto.

Copre tutte le musiche.

*

Senti che aria

Fu per caso

un pomeriggio

seduto davanti all' ampli, in cameretta.

Si sentiva l' aria spostata da coni.

Più volume più aria.. ma sapeva di carta e polvere.

Da lì l' idea,

un pò di profumo spray della mamma sulla tela dell' ampli e l' aria profumava di lei.

Ma non bastava.. e allora anche sui coni, da inzupparli bene.

Il volume cominciò a calare ma l' aria era buona.

E se ne spruzzassi un pò sulle valvole? mi son detto mai contento..

 

L' esplosione fu forte

e anche la puzza.

 

Ma ho imparato che non si spruzza il profumo sull' alta tensione delle valvole incandescenti.

*

Giù, dall’ altro versante.

C'è una vetta, ai limiti di questo mondo.

Troppa la distanza, e poca la voglia di andarci.

Da bimbi neanche si vede

forse per l'altezza dei bimbi che la pone oltre l' orizzonte ottico.

O forse perchè tutti presi a costruire altri mondi di mattoncini colorati

dove per i fantasmi e i mostri basta una scatola mangiapaura per buttarci un bigliettino e un nome.

Poi cominciano le avvisaglie..

si scorge la cima a volte, brillare al sole, o tra lampi e nuvole nere.

Oggi, da qui, si vede bene.

Alta.

Innevata se vuoi la neve o ondeggiante di grano verde se vuoi il verde.

Caricherò le batterie un giorno, oltre la capacità nominale

e magari monterò un motore da 2000 Watt, per fare la strada più leggera.

Un panino e una bottiglietta di chinotto nelle borse, più un sacco di bigliettini, e nomi, e immagini.

Per me magari sarà d' acqua, con riflesso il verde e le cime innevate dei monti e brillerà al sole.

Troppo? No..

Ci saranno ragazze al bagno, motoscafi, gommoni in planata e vele alla breva.

E ci starò finchè fa inverno, e la neve nasconderà la via del ritorno.

Allora giù!

In picchiata dall' altro versante verso nuove terre e nuovi soli.

So com'è..

è come quando esci da un bosco, su una strada mai vista, e sei felice.

Lascerò in cima il panino e la bottiglietta di chinotto, su una panchina,

per i viandanti.

 

*

Guida tu

Penso questo a volte

inforcando la bici.

Guida tu.

E lo fa.

Davvero.

Mi porta dove nascono i ranuncoli

e l' acqua cade in sette cascate

Sulla via degli gnomi,

verso una madonnina nel bosco.

Lasciagli un pensiero..

basta qualche margherita e un fiore dei mille pensieri.

E una carezza.

Detto.

Fatto.

*

Gli uomini non cambiano

"Hanno i soldi per comprarti e poi ti vendono"

Rende benissimo l' idea.

Perchè cercare altre parole?

C'è solo una speranza.

Crescerne di nuovi.

*

settima proboscide (piove)

Profumo dolce

irrora i petali

del fiore antico

*

Peccati di gola e altro

Anche l' occhio vuole la sua parte

diceva Puretta

mentre le radici proliferavano

e gli offuscavano la vista.

E Francesco..

carne viva in gola

vibrante per la radio troppo alta.

Intanto qui le pareti son tinteggiate in verde

Speranza

e anche le porte.

Dalla finestre si vedono gli alberi,

il bosco tra il lago e i monti.

Ma il profumo è asettico.

*

Fantastici mostri

Fantastici e splendidi
mostri di Fantasia.
Fantasia fa di una puttana una santa
di una santa una puttana.
Fantasia fa del bianco il nero
e del nero il bianco.

A suo piacimento.
Non serve cancellare l' uno o l' altro.
Fantasia torna.
Sempre.
A ricordarti che è un inganno,
non sono due ma tre.
E l' altro sei tu
allo specchio.

 

"ogni pensiero vola"

*

Forno crematorio

Lì non si inceneriva la gente.
Si inceneriva l' amore
che era un fiore chiuso fuori
nei giardini dove brillava il sole
e la Madonna non guarda.

E dentro solo puzza di scienza.

Così non credi più a chi ti offre un fiore.

Ma i fiori son ribelli.
E volano.
Cadono anche dagli alberi
per accarezzarti in viaggio.
Senza nessuna scienza.

*

L’ armonica

Babbo non approvava molto

e parlava meno

la musica era solo un sogno

non valeva giorni persi di lavoro.

 

Ma intanto suonava l' armonica

e riempiva l' aria tra i narcisi e i mughetti

sopra Brunate.

 

Ed è questo che ho imparato.

 

*

L’ anima è un mostro orribile

L' anima è un mostro orribile,
non può essere che così.
Se trova un poeta, inerme,
si mostra nuda.
(E' sempre nuda.)
E lo uccide.
(Non si sopravvive alla vista.)
Ma tu
poeta
ti prego
non
morire.

.

*

Parole di neve

Capita che un giorno qualcuno ti dica parole che poi ti accompagnano per una vita.

Le trovi sui muri.

Nelle parole di altra gente, nei film.

E così ti abitui

pian piano non son più neanche un dolore.

Sono un compenso.

Esattamente quello che ti sei meritato.

 

Poi, per caso o no

nelle parole dello stesso qualcuno

scopri che hanno accompagnato anche la sua.

 

Ma non cambia molto.

Sono esattamente quello che ci siamo meritati.

*

Sbocciano

Sbocciano.
Nonostante dove.
Nonostante quando.
Nonostante Giove.
Nonostante tutto.
Fiere o malferme sbocciano.
Anche non viste.
Piccole ferite ad irrigar la terra.

*

Sette demoni

Sette demoni
non basteranno.
Splenderai sempre nella tua veste rossa.
Anche senza un corpo tuo.
Libera.

*

Puoi farmi pipì sulla scarpa

Puoi farmi pipì sulla scarpa.

Mancando un attimo l' albero.

E quando hai finito

puoi correre per il piazzale

gridando

l' ho fatta!

l' ho fatta anche sulla scarpa al nonno!

Felice.

E ne sarò felice.

*

No arms

Stavano in mezzo alla radura

Whithout arms

Si abbracciavano sotto

*

Un saluto

Era lì, anche stamattina.

Il merlo nero, nell' erba

passando veloce non s' è mosso, e non un suono.

Così son tornato indietro e si è lasciato avvicinare.

E toccare.

Un saluto e il viaggio continua.

 

Credo sia ancora là.

 

 

*

Preghiera a Matteo

Al sentiero del bosco oggi

il solito merlo.

Il solito merlo e i fiori dei mille pensieri.

Il solito merlo alla toilette delle pozzanghere.

I fiori tutti ai lati del sentiero.

Ho accelerato l' andatura

ma al merlo non importava molto

e l'aria smossa non bastava ad alzare i pensieri.

Così che venga pure Matteo, con tutta la sua turbolenza

Lui saprà raccoglierli

e portarli dove va a riposarsi

dopo i suoi giri attorno all' albero che sa il mio nome

e conosce le poesie.

 

(ogni bosco ha un tuo albero)

*

Perennemente gravida

Iniziò a battere nel ventre,
piano piano.


Come c' è entrata
è un segreto
che nessuno può violare.


Certo, ogni tanto nasce qualche poesia
che qualcuno fa sua
e poi porta per il mondo.

 

Ma lei è sempre lì,
nel ventre.

 

Perchè lei vuole vivere.

 

Di vita propria.

*

Musa

Non vi canterò la mia musa,
nè le dedicherò una canzone.

 

Vi potrei raccontare che la sento.
La sento accarezzarmi il viso con mani di vento scendendo la Napoleona.
La sento, in un canto di campane
passando da un paesino di campagna,

nel profumo delle ginestre, al bosco,
o in un ramo di salice che splende al sole.


E la vedo, nelle scie che fa l' aqua al passaggio di un cigno,

la vedo uscire in forma di raggi dalle nuvole imbronciate di oggi,
o nel merlo che mi spia lungo i sentieri.

 

Magari ci credereste.


Ma lei no.


Lei è con me, sente i pensieri, e non ci crederebbe.
Conosce ogni mio desiderio
e sa che non sono poi così poetici.


Ma sono miei. Per lei.

*

Ho un nome

Ho un nome,

che non è il mio.

Al mio potrei far finta di non sentire.

Qualcuno deve pur saperlo

perchè chiama forte a volte

senza nessuno suono.

E non c'è nessuno.

Forse non è oggi che chiama

 

 

*

Vai

Vai avanti tu.

Tutta questa mania di salire,

di arrivare assieme in un posto dove poi

ognuno è perso nelle proprie emozioni di felicità.

Vai avanti tu.

Curerò il percorso fatto insieme finora,

spianerò le prossime buche,

che non ci siano intoppi.

E starò a guardare la tua felicità.

Poi accompagna anche me fin lassù.

E vedremo il sole

regnare su questo antico mondo.

 

*

Poet(ar)duino

All' infinito
in mezzo alle stelle.
verso l' alba

 

*

fioriture

A volte rifiorisce,

nel mio cuore.

La primavera non è necessaria.

*

Lontani

Lontani..

Come si misura lontani?

In chilometri?

In giorni? in anni?

In fin dove arriva lo sguardo?

O puoi sentire la voce?

Ognuno misuri come vuole.

Purchè non in "troppo"

*

Io te lo lascerei succhiare

Io te lo lascerei succhiare,

anche se è una delle cose che mi piacciono di più,

specialmente quello alla menta.

Anche fosse l' ultimo.

Anche nel giorno più caldo d' Agosto.

Anzi te lo darei proprio tutto.

 

A me basta un pò d' acqua.

*

Desideri

Sapessi scolpire, ti scolpirei
in marmo o argilla, seguendo ogni forma.
O dipingere, su tela o carta, ti farei, quasi vera..
Se fossi un vero poeta potrei scrivere di tutto questo.
Ma so solo chiudere gli occhi
e immaginarti di marmo vivo
aprire le braccia e correre nel sole,

immaginarti fatta di aria nell' aria di questo aprile,

di gocce d' acqua brillanti alla luna.

O in una cornice dorata

a pettinarti i capelli con movimenti lenti.
Anche nelle tue stanze non sei male
figura danzante controluce.

 Vera più del vero.

So desiderare. Questo sì.

 

E non smetto.

Da 750.000 anni fa.

                                                       

https://www.youtube.com/watch?v=-RR_iRdCtuk

*

Non in suo nome

void (setup)

# define Santa = 0;

# define troia= 0;

# define dolce = 0;

# define velenosa= 0;

# define valore= 0;

//*******************

 

void (main)

 

Non dirle che l' ami.

L' amore è solo un nome che abbiamo inventato.

Una definizione per l' indefinibile.

E poi, se un giorno le è stato rubato

o tradito, non ci crederà.

Solo, se anche non avesse braccia da alzare al cielo, alzala.

Se non avesse gambe portala sulla schiena, con te.

E desiderala.

Santa o troia

dolce o velenosa.

Quando troverà un valore a questo

e la schiena si farà più pesante

Glie lo puoi dire.

 

return(valore)

*

E poi, un giorno

E poi, un giorno

accade che dai una sistemata al cassetto dei sogni.

Così, per far spazio ai nuovi.

E scopri che i doni ricevuti sono proprio quelli che desideravi

e anche più.

E lo spazio è immenso.

Allora ringrazi la Vita.

*

Anna verrà

Sta già bussando alle porte della vita.

Forte.

E ci vedrà.

Scoprirà che non è mai stata sola in quel mondo tutto suo. caldo e sicuro.

Dobbiamo solo mostrargli che anche questo non è poi così brutto.

 

*

Per adulti

Sai che non lo so?

Se sia questione d' età

o di maturità.

So che intanto invecchio

andando a cercare il meglio

o meglio

qualcuno che mi dica che deve ancora venire il meglio

qualcuno che cerchi il meglio.

 

E Devo andare.

*

Ancora vivo

Grazie, mamma

per questa spina che ho nel cuore

,dove abiti,

frutto di un amore antico

ancora vivo.

*

E suonare ti tocca, per tutta la vita

So dei giochi col si la do

e di lei che canta una melodia.

 

Ma c'è molto di più.

Accade un giorno che viene a cercarti,

sembrerebbe per caso ma non è così,

ti conosce da sempre e ti costringe ad ascoltarla.

E canta, e ti piace.

Se non la senti per un pò la vai a cercare.

Ti costringe a cantarla.

Così ti trovi in un pomeriggio di nebbia e di "scarpe bianche come me" a cercare gli strumenti per farlo.

Non le importa se diventerai un mago con quegli strumenti. Vuole solo essere cantanta.

Ed è da allora che la canto

solo o su un palco

o da questo sellino in riva al lago

a un merlo, a una porta, a un albero, a una statua, a un verso. Alle margherite.

È sempre nuova e giovane

abita con me. Ovunque.

Ma lei suona il piano, e io non suono la tromba..  

(vergine e inafferrabile).

*

Un verso, da sotto la porta

Da qui si torna.

*

Da sotto le nuvole

T' ho disegnata vestita di nuvole
tra le curve delle tue colline.
Dentro un cielo azzurro.
Ma era un ricordo
Chissà com' è ora lì quel cielo
e quelle colline.
Le puoi vedere dalla tua finestra?
Perchè dalla mia non si vedono.
Sta facendo buio?
Entra ancora un pò di luce?
Hai di che giocare?
Forse oltre l' ultima curva si stanno accendendo le luci di qualche città
perchè nulla finisce oltre l' ultima curva
anche se non vedi.
Così domani andremo al lago.
Oltre tutte le curve e le discese.
Così.
Per cercarti nel cielo da sotto le nuvole.

E cancellarti le rughe.

 

Salvador Dalí
Le Miel est Plus Douce que la Sang

*

l’ importanza delle cose che non importano

Qualcuno le chiama "api".

Stringi più forte.

A volte anche "Vero" è importante che non importi.

Stringi più forte.

Se  (Sogno != Vero)  {non importa};

Stringi più forte.

Non servono braccia, nè corpi.

Stringi più forte.

Qualcuno lo chiama "andare a vedere il colore del vento

ma potrebbe essere il calore del fuoco

o il freddo di una tempesta

o lo stesso profumo del Sogno.

Stringi più forte.

E sarà musica nell'aria.

 

 

*

Ho un Sogno

Ho un Sogno.

E so dove trovarlo.

Così oggi prenderò la mia bicicletta e magari costeggerò un fiume.

O mi addentrerò in un bosco.

Forse prenderò una ciclabile e ne uscirò nei pressi di un incantevole borgo storico.

O una pericolosa provinciale, verso le rive di quel lago tanto caro, anche solo ad ascoltare l' onda.

Potrei anche passare dal prato, dove c'è la quercia che mi faceva l' ombra.

C'è un altro posto dove potrei andare.. dove un giorno ho incontrato la mia tigre dai denti a sciabola, e cercare di mettergli paura.

Lì c'e anche una statua che non ti guarda, sta, semplicemente, di spalle.

A volte vorrei trovare posti nuovi.

Ma non importa il posto.

So dove trovarlo.

Anche stando a casa.

 

*

Guarda

Tu guarda.

Che sia un bimbo nel buio, di notte. Solo.

O una donna, nella sua camera vuota.

O un uomo, su una panchina alla stazione.

Guarda bene. Con attenzione.

Non è il bimbo, nè la donna o l' uomo.

E' qualcosa che non ha nome

nessun suono pronunciabile.

Certo, se non fai attenzione un nome lo trovi, ma non è il suo.

Per quello che vedi basterebbe un gesto,  un canto.

E sparirebbe.

*

Nel mezzo

Stava nel mezzo -

Il mezzo s' espanse

contro il cielo buio.

*

E mi mostravi orgogliosa

Le ho fatto un ritratto
seguendo a matita ogni curva
visibile e non visibile.

 

E poi il viso,
riescono sempre male i visi.

 

Ogni volta però era una magia.

 

Ma non era lei, non sarà mai lei,
forse non è lei e non l' ho capito.

 

Sei tu, affacciata al balcone della tua immaginazione,
a tessere parole antiche in modo nuovo.

 

E hai scordato il suo nome.
E il mio.

*

Alla mia chiesa

canti Ucraini

alla mia chiesa antica

lei è la stessa

*

Il pesciolino d’ oro

Facile un tempo

pagare cento lire un pesciolino d' oro

per la tua voglia di avventura.

Facile non voler ritornare.

Oggi lo stesso pesciolino

costa molto di più,

non c'è prezzo,

non lo puoi comprare.

Perchè non hai più dove tornare

*

Era una fredda notte, buia e..

Era una fredda notte, buia e silenziosa.

Lei bussava forte all' anima.

Ho acceso il riscaldamento

e messo luci agli angoli della stanza.

Che si vedesse che non c'era

E un rock,

per saturare l' aria, e l' anima.

Sperando che non desistesse

e entrasse lo stesso.

Per un giro di valzer che non so ballare.

*

Nostalgia

Nuvole bianche
in un giorno di sole
scrivono nomi.


Rinascono in mente
voci e immagini care.

*

Poesia mai scritta

Poesia mai scritta,
quella dove io non ci sono
e nemmeno tu.


Dove queste valli, nate dal brillare di due nere sorgenti, non ci sono
e nessun fiume le attraversa
Non c'è nemmeno tutta questa neve sui capelli
causa del tempo, che non ho scritto.
Neanche l' amore forse,
perchè è là fuori, nell'aria e fugge col vento
o in una nuda poesia scritta.


Poesia mai scritta,
dove l' uomo è uomo e non è geloso per il furto di una costola nel sonno.
Dove questo furto non fu mai scritto.
Qui il cuore non si spezza se l' albero dei desideri non dà certezze
alla sua ombra si può stare in piedi, uno alla schiena dell' altro senza timori, voglie o gelosie.


Poesia piene di parole che non ho mai saputo dire.

Per questo verrò un giorno a dirtele.

*

Mi manca

Quello che mi manca
è un orologio.
Da infilare nel solito taschino
quello pieno di plettri, scontrini, palline di pelo e cose da conservare.
Sempre più zeppo d' illusioni.
Quello che mi manca
è un orologio.
Che mi insegni che il tempo passa,
il taschino si fa pesante
e i muscoli dolgono sotto il peso.
Quello che mi manca è un orologio
che mi dica l'ora di svuotarlo.

 

Ma non l' acquisterò.
Non lo guarderei.

*

Lontane stelle

Ho dormito in riva al lago da giovane,
come molti.
O sul greto di un fiume,
come molti.
Forse è lì che ho imparato ad amar le stelle.

O forse prima,
quando le cantavo in una canzone sul balcone della cameretta,
come molti l' avranno fatto,
mentre il prato sotto si scuriva di freddo.

O ancora prima, senza memoria cosciente, e sempre in riva al lago.

Sì, dev'esser stato lì che le ho viste brillare la prima volta.
Come dovevano brillare negli occhi di mia madre e mio padre desiderandomi.
Come solo io.

*

Il libro delle regole

Chi ha il libro delle regole

ha la risposta a ogni domanda.

Non è necessario capire la domanda

e neanche la risposta.

*

Tempo

Alla mia riva

fioriscono ricordi

sull' io di oggi

*

Ombra

Lui mi conosce

vicina è l' infanzia

alla sua ombra

*

Gita al lago

Abbiamo sceso le scale in pietra

tetre e scarsamente illuminate.

Ma  siamo usciti per le vie,

c'era un bel sole e l' aria era calda.

Solita sosta al negozio dei "binis", quello con le palline argentate

al rosolio che ti piacciono tanto

e dal panettiere, per una mantovana da portarci per metà mattina

casomai ci fosse venuta fame.

Poi via, veloci, c'è tutto il centro da traversare

la lunga via dritta piena di negozi verso il Duomo

e poi la grande piazza.

Ed eccoci finalmente alla riva

possiamo sederci su una panchina

io e te

anche solo ad ascoltare le onde

a guardar le anatre procurarsi il cibo

e ogni tanto allungare lo sguardo all' altra sponda.

 

E' stata proprio una bella gita

anche se l' anno non è lo stesso per noi

e neanche il giorno.

Il sole è ancora quello e l' aria un pò più fredda.

 

*

Ne ho avute tante

Davvero tante.
Fin da bimbo.
Fucilini a tappo, tirasegni,
ferrari rosse per sfrecciare nel circuito di indianapolis sotto casa.
In un baleno si son trasformate in pistoni, fasce a elle e canne cromate.
Gomme tassellate e fango.
Sapevi che le gomme tassellate fan presa anche in aria?
O forse è solo l'effetto della controrotazione.
E son state sempre nuove,
corde e valvole calde, aria che vibra nella cassa toracica a ritmo di musica.
Aria.. in riva al lago, a guardar le stelle vanitose specchiarcisi.
E poi c'è stata lei.
Ma non sono finite, ne ho avuto ancora di più.
Molte proprio grazie a lei.
Gioie, si chiamano gioie.
Certo la ferrari rossa è diventata una bici d' argento e sfreccia sulle vie d' acqua
ma loro non smettono mai.

 

La prossima sarà a primavera
e si chiamerà Anna.

*

C’è chi ama le rime

C'è chi ama le rime,
quella in ore è ancora la migliore
si può attaccare a cuore
ma se cuore != amore
allora cuore = dolore
se invece cuore == ardore
allora cuore = sudore.
E sulla pelle, si sa, sudore = bruciore.
Che ci voglia un estintore?
Si, un estintore
e sul bruciore puoi tornare vincitore.

*

Invisibile

Era proprio la parola esatta

nessuno riusciva a vederla.

Forse uno? Due?

Ma no.. Zero.

Zero il numero insopportabilmente esatto.

Così s' inventò un sogno.

Sognò di essere sognata, e chiamata per nome. Il nome esatto.

 

The most beautiful dream.

 

E non ne uscì più.

*

Scintille

Computer..

stupide cose.

 

Se gli dici in loop

"se ore uguale 10 accendi una luce"

"conta 10 secondi e spegnila"

lui la tiene accesa un' ora.

O meglio la spegne un millisecondo e la riaccende.

Neanche te ne accorgi.

L' uomo no.

C'è qualcosa nella mente dell' uomo,

scintille e lampi elettrici

veloci e inconsapevoli che evitano l' errore e fanno la cosa giusta

e alla fine ti fan trovare come dirglielo.

 

Nel modo giusto.

*

Luce

Lei era la crepa nel mondo

dove entrava la luce

troppa

non faceva dormire

l' ho stuccata.

*

Lettori

Strane creature

capiscono i poeti.

Ti spiegano cos' han voluto dire

E credono sia vero.

*

Poeti

Strane creature

sempre in ascolto.

Non fan domande

hanno già scritto le risposte.

E credono sian vere.

 

*

Trappola (canzone per Alda)

Forse è stato un caso
era solo così buono
e poi, quando il mondo fuori era freddo e buio
da far paura
lui sapeva far tornare il sole, e l' allegria
potevi sentirti bellissima.
Ma quando se ne andava tornava notte nel tuo mondo
All' inizio stava via poco
bastava desiderarlo e tornava.
Con lui al fianco eri al sicuro.
Non c' era niente altro a cui pensare.
Ma un giorno iniziò a piovere
e non capivi
non capivi però bastava stringerlo più forte
ogni volta più forte.


Ora la bottiglia è vuota
lui non c'è più.

Ma spero che lì dove sei adesso non piova.

*

Poesia? informatica

int emotionPin = A0;
int logicPin = A1;
void setup()

{
logicval= (analogRead(logicPin)
}

void loop()
emotionval= (analogRead(emotionPin)

if(emotionval > 5000))
{
logicval = emotionval +1

}

else
{

}

if(emotionval > 15000))
{
logicval = emotionval +1

}

else
{
}

if(emotionval > 30000))
{
logicval = emotionval +1

}

else
{
}

if(emotionval > 32767))
{
logicval = emotionval +1

}

..error..
..rolls over memory..

 

*

Preghiera #SaveAshrafFayadh

Non volevo scrivere una poesia

e di sicuro questa non è una poesia.

Una preghiera, forse

una richiesta di grazia,

di perdono

per l' indifferenza

e la presunzione di credere che una poesia

o una canzone

serva a non farne uccidere altri.

 

(anche i barboni a Natale possono fare indigestione)

 

 

*

Ho trovato una ninfa nel bosco

Non spiegarmi cosa voglio dire con
Ho trovato una ninfa nel bosco
è la mia ninfa
non ne puoi sapere nulla
Forse è solo un verso su questo foglio
e anche il bosco è solo una parola
una riga
non un sentiero
ma l' ho trovata
da sempre
a volte canta
con voce di vento
a volte danza
con movenze di vento
a volte è invisibile
ma non per me
quando è invisibile suona
con suoni di vento
un giorno nello slargo in fondo alla riga
nel mezzo della parola
la vedrò cantare
e danzare
giocando con le margherite.
Le margherite crescono sempre
comunque
Forse sono l' unica cosa vera

in questa storia

*

Non andare verso la luce

Non andare verso la luce.

Quasi sempre è una fregatura.

Una carenza di ossigeno e glucosio.

Sovradosaggio di sostanze chimiche.

Una lampada accecante.

Uno specchio.

Guardati.

Sei tu che fai luce.

 

*

Solo per una sera?

A me piace Natale.

Davvero.

Piace prepararlo, con cura,

piace l'odore dei peperoni arrostiti e della cucina.

E poi la sera, tombola e scala quaranta,

carte strappate dappertutto, e confusione.

Profumo di panettone.

 

I volti dei bimbi non hanno prezzo.

Ma anche gli adulti non scherzano.

 

Se pensi sia solo per una sera vuol dire che non hai neanche quella.

 

 

*

Parole

Parole,

prendine di gialle, dorate e piene di semi

sistemale sul foglio, ben in ordine

e un pò di quelle rosse, ardenti.

Non scordare quelle azzurre, acquose, a volte,

o leggere.

Tra di loro ci stanno le bianche, soffici e vaporose, pure.

Puoi metterne qualcuna nera, che svolazza qua e là, quasi obbligatorie

come pure quelle color nostalgia, diverse per ognuno

E quelle dolorose? Un pizzico.

Continua, mettine più che puoi, finchè colano dal foglio.

Potrebbe uscirne una poesia, o forse solo una canzone.

Se non fosse per il verde..

Si vede troppo che non c'è.

*

Non andare via

Non andare via
cielo
dove ho visto nuvole disegnare strade
e ganci
e forme di donna brillare nel sole
e arcobaleni.
E neanche tu
desiderio di guardarlo.
Perchè non basti mai.

*

Giorni

Passano, i giorni
aspettando giorni inventati
che non arriveranno.

Finchè ci sveglieremo in un mattino di sole.

*

Nascerà a primavera

Nascerà a primavera
assecondando desideri antichi di bambina.
E sarà donna.
A noi tocca accompagnarla nei suoi
e se sarò fortunato,
vederli.

*

Ferita a morte

Per sempre.

E avete indetto una giornata

per ricordarmelo

E scritto canzoni

e poesie.

Da secoli.

Grazie.

Ma io ho ancora paura.

*

Va bene così

La puoi disegnare

alta, bella e maestosa,

puoi disegnare il terreno dove poggia i piedi

e ci affonda,

puoi disegnare il cielo dove alza le braccia

e ci si confonde,

puoi disegnare la pelle riscaldata dal sole,

puoi disegnare la chioma rilucente.

Poi vai al bosco

e scopri che la foglie son tutte lì, sul terreno dove affonda le radici

e anche qualche ramo s'è spezzato, aprendo un altro buco in cielo

e la corteccia mostra nuovi segni.

Allora, inutilmente, l' accarezzi,

inutilmente, sposti i rami caduti,

inutilmente togli un pò di terriccio dalle sporgenze del tronco,

inutilmente.

Perchè a lei andava bene anche bene così.

Lasci un pensiero. Un seme.

Al ritorno, a casa,

la puoi ancora disegnare,

alta, bella e maestosa,

con le braccia al cielo,

la pelle calda

e la chioma rilucente.

Mentre lei aspetta primavera.

*

Assenza

La casa, qui di fronte, ha un bel colore allegro

ben protetta dalle intemperie e dal freddo

col cappotto nuovo.

È stata vuota, tutto il giorno, con le tapparelle alzate. Come in attesa, ad aspettare un ritorno.

La guardavo dalla finestra ogni tanto ed era sempre lì, ignara.

Il figlio sì sapeva.. saran gli ultimi giorni. 

Ora il buio ha solo scurito il bel colore allegro,

il freddo è riuscito a entrare e le tapparelle si son chiuse

così silenziosamente da sentire l' assenza girare per la casa.

 

*

Pensieri

Li vedi?
Là in alto, che brillano accanto al sole
o a un sorriso di luna.
A volte passano veloce, di albero in albero
o corrono lungo le radici.
Altri dicono che non li puoi vedere,
altri ancora che siano fiori che il vento sa dove portare.
Lampi che portano vita, gioia o morte e dolore.
Ma quelli più veri non hanno lingua.
Hanno forma di te.
E sono per te.
Tuoi.

*

Immagina

Immagina,

il sole.

Perchè oggi

qui

s'è alzata la nebbia.

*

Qualche anno in meno

Non tanti eh,

facciamo 40

e potrei portarti ancora nei camerini dell' Ariston.

Niente di grande o artistico o poetico..

L'Ariston in quel di Bresso,

balera di ingaggi giovanili.

Si suonava cielo grigio su

and ticket to ride.

Ma gli intervalli in camerino

chiusi

forse sì c' era poesia

nel cercarsi

e scoprirsi

nel dirsi si.

finche qualcuno bussava,

e ricominciava il canto.

Oggi che ce li ho grigi su

e cielo grigio giù

posso ancora portartici

ogni volta che voglio.

Nella mia mente

*

Solo un film

Lei sognava un amore da favola.

Da una vita.

Lui anche.

Da una vita.

E alla fine ce l' hanno fatta.

Poi lei è partita.

 

Lo so, è una banale trama di molti film d' amore.

 

E ai vecchi è solo per l' età che lacrimano gli occhi.

 

*

Questa non è una poesia.

Una poesia dovrebbe parlare di cose profonde
ispirate da muse, archetipi o grandi miti.
Non di alzataccie mattutine
e code di millemila puntini rossi e bianchi in autostrada.
Non di manovali bergamaschi, o impiegati
o di gente che non va a vedere l' infinito di un orizzonte sul mare.
Ma quando è uscito il sole il cielo s'è fatto rosa sopra quelle vite.
E anche questo è il mondo.

*

luoghi

Accade qualcosa a volte,
in certi luoghi, che ti ci incatena.
Non solo il luogo natio.
Lì un giorno
sei stato davvero tanto bene..
o tanto male.

Non importa quando.

Magari lì su quello svincolo, un giorno

hai incontrato una tigre dai denti a sciabola

e sei riuscito a sfuggire, tornare a casa e raccontarlo alla compagna.

O poco più avanti, proprio prima dell' uscita,

t'ha preso.

*

Novembre

Ci fosse almeno la caratteristica nebbia..

ma oggi il sole splende,

e filtra tra i rami.

Riscalda tetti e pelle.

E tutta l' aria chiama.

Ma tu, che hai lasciato un addio,

non rispondi.

E non lo vedi.

*

Canto per un leslie innamorato

Vibrazioni d' acciaio
scivolano
su un tappeto rotante di oscillatori e valvole.

*

La casa della bellezza

Proprio in fondo alla via,

dietro una curva

c'è una casa, ha fiori ai balconi.

Gerani e margherite, l' edera abita i suoi muri

e il sole la illumina tutto il giorno così che le stanze sono luminose.

 

Non è quella.

 

Dietro, nell' ombra e nascosta alla vista, ce n'è un' altra.

Ha stanze segrete che si lasciano immaginare

sempre diverse

forse è uguale all' altra, forse no,

forse è solo diversa.

Quasi sempre è vuota

eppure le porte sono aperte

anzi, a guardar bene, non ci sono.

Alla finestra qualcuno vede una donna

qualcuno due

o un uomo

o un bimbo

o sè stesso.

 

Qualcuno non l' ha mai vista.

 

 

*

Se un giorno, all’ incrocio

Nel passaggio quotidiano

fermandosi all' incrocio lo puoi vedere.

Un edificio troppo grande, sembra fatto solo di finestre,

Non partire al verde!

Lascia fuggire tutte le auto

e nel silenzio che segue la puoi vedere, affacciata a una finestra,

in attesa.

La puoi sentire, puoi sentire il suo sguardo che dice sta arrivando!

Ma tutto è così sfumato,

immagini ferme e annebbiate nella memoria.

Sai che non puoi salire, non ci sarà nessuno.

Così riparti al prossimo verde.

Finchè un giorno tutto si farà più vivido.

Allora salirai.

*

Il portone in Legno

C'è un portone in via Rovelli

se entri, subito dopo un piccolo androne, c'è una scala

in granito, che sale buia al piano sopra

e più avanti il cortile.

Da lì si vede tutta la casa, i davanzali coi gerani,

il ballatoio che percorre tre lati delle mura, le mamme che richiamano i bimbi a pranzo che poi salivano sprezzanti e armati di paura le buie scale.

E la signora Verga, sempre bella e sorridente, il signor Verga, coi suoi scarponi alla Van Gogh sempre esposti sul ballatoio ad asciugare dopo una gita in montagna.

Lui stava spesso sul ballatoio.

Gli piaceva impastare carta di giornale con acqua e farina e colla e farne casette o statuine rugose come il viso della moglie.

E in fondo al cortile una porticina verso l' avventura, oltre palme e fontane, tartarughe e animali esotici, nani da giardino e ninfe.

Era sempre aperto quel portone..

Ci passo ancora a volte ma è sempre chiuso. Automatico.

Ci passo per andare a suonare a un campanello e farmi aprire ma non l' ho mai fatto.

Forse per non scoprire che sono spariti gli scarponi, e le statuine.. e il bimbo che sale le scale.

O peggio, che le ninfe e gli animali esotici non sono mai esistite.

*

Gli inguini

Gli inguini son come colline

alcune brulle e altre boschive.

Oggi però, da qui, in questa nebbia piovigginosa di vapore si vedono solo tetti e case.

Piove. Come si dice? La gatta non si muove..

Non puoi neanche programmare il prossimo viaggio.

Se non la direzione.

Perchè le più belle le trovi svoltando a caso, in una stradina sconosciuta.

Lì puoi anche trovare un abbeveratoio, come fosse lì ad aspettare.

Che senza dir niente sa che non lo scorderai.

E ripasserai.

 

*

Un piccolo luogo

A un certo punto della provinciale si vede un castelletto, sulla collina,

a destra.

Lì devi girare per salire sulla collina dove c'e un santuario.

 

Non è quello il luogo.

Scendendo l' altro versante si incontra un lavatoio..

deserto,

ma se ti siedi sulle panchine ai bordi riesci a sentire il profumo del sapone,

il vociare delle massaie e il ridere dei bimbi nel prato a fianco.

 

Ma neanche quello è il luogo.

Prosegui, la strada si fa sterrata e si inoltra nel bosco,

scende verso il fondo della valle passando da uno spiazzo, cintato da siepi, con un crocifisso in legno e rosari appesi, ma non cè nessuno.

 

Neanche quello è il luogo.

Da qui la strada si fa più ripida e sconnessa, scende veloce e scura, passa da un' antica abbazia, in mezzo al bosco, e subito dopo un tornante un abbeveratoio, tenuto colmo da una fontanella.

Un luogo sperso nel tempo.

 

Ma non è il luogo.

La strada adesso è ancora peggiore, scavata dall' acqua che tracima e scava lavando fuori i sassi e oscurata dai pini.

Qualche tornante ancora e si arriva a fondovalle, con un ponticello si passa sopra al fiume che lo percorre, scorre calmo, tra filari d' alberi e prati ai lati e fiori e l' aria non è più umida e scura.

 

Non è lì.

Pochi km e si esce dall' altra parte del bosco, su un' altra provinciale, verso casa.

Casa, quello è il luogo,

da lì puoi tornare all' inizio della poesia e da lì,

magari con una bici argentata,

correre verso la fine del viaggio.

 

O programmarne un altro.

*

jam session

E la musica è come un bambino

che cresce e impara.

*

Ci sono ore

C'è un buco nell' albero qui di fronte, tra le foglie.

Ci sono ore, come adesso, che è nero e i pensieri ci passano attraverso cupi.

In altre ore è azzurro, o bianco, può anche essere mosso dal vento, che allo stesso modo agita i pensieri.

Ma c' è un' ora precisa in cui il sole ci passa attraverso e esce in mille raggi.

Io non so qual' è l' ora muta delle fate di Fossati..

Forse nessuna, forse è quando non guardi e da lì escono cose incredibili.

*

In unica posa (Come una statua remake) quello che non cè

Gli occhi ingannano,

certo è splendida da ammirare, con le sue forme statuarie,

potrebbe essere anche in legno, più caldo del freddo marmo,

potresti lasciarla un pò davanti al camino per darle ancora più calore.

Oliarla con oli profumati.

Si lascia ammirare e ti piace starla ad ammirare.

Quello che manca è che non ti guarda, non parla e non risponde al tocco.

Non cè nessuno scambio dei desideri.

*

Routine mattutina

Il primo a svegliarsi è il pensiero cosciente,

cosciente di lasciare un sogno a riposare fino a sera.

Un sogno dove gli alberi parlano, e ti salutano al passaggio,

dove tra i cespugli di margherite si possono trovare belle ragazze, o ninfe dei boschi.

Poi si svegliano gli occhi.

Uno sguardo alla luce che entra dalle finestre per un' anticipo della realtà. Sembra un bel giorno

 La curiosità fa alzare le tapparelle,

il cielo è azzurro, a pois bianchi, solo una striscia di grigio all' orizzonte che il sole forse caccerà.

Ma l' aria? E allora si aprono le finestre, 

è ancora fresca ma anche questa il sole riuscirà a scaldare. Non c'è vento che muova aria o foglie e la raffreddi.

Sul retro invece c'è un albero che doveva essere in attesa che la finestra si aprisse.

Saluta con un ramo, un ramo solo agitandolo come a dire Buongiorno! Ben svegliato. Oggi sembra un bel giorno.

Un rumore improvviso però fa uscire il colpevole.. un merlo nero.

Ma sarà lo stesso un bel giorno.

Una nuova avventura.

 

 

 

 

*

Un cespuglio di margherite, al bosco

Se ne sta lì, nella piccola radura che dà sullo stagno.

Davanti a un casolare abbandonato.

 

Se ne sta lì solitario,

Al sole o alla pioggia aspetta che passi qualcuno.

 

Si lascerebbe guardare, accarezzare, si farebbe prendere anche qualche margherita per una carezza.

 

Ma son così pochi i passanti..

qualche fungaiolo,

due bimbi con la canna da pesca, credendo in un miracolo,

qualche vecchio in bicicletta.

 

Però così ha potuto crescere rigoglioso.

 

Se ne sta lì, al sole,

Il vento ogni tanto agita le corolle

e lui si guarda in giro.. ma non c'è un altra margherita in tutto il bosco.

 

Forse è proprio con quel vento impertinente che lo muove spettinandolo che è arrivato il seme.

 

*

Il prezzo dell’ anima

E' venuta a trovarci un giorno
non si sa perchè
nè quanto tempo rimarrà.
La nostra casa ci è sembrata troppo piccola per contenerla
e continuammo ad allestire nuove stanze,
a renderla accogliente perchè rimanesse.


E ogni tanto si mostri.
Muta.


A volte ci parla come in un Sogno.


Chiede solo un prezzo da pagare.


Il ricordo da svegli

*

Di-segni

Tornando in autostrada.

Gli alberi e i campanili all' orizzonte

iniziano a colorarsi di buio,

il sole riverbera d' arancione il cielo azzurro

mentre affonda alle loro spalle.

Qualche chilometro e resta solo il cielo

azzurro e pieno di segni rosa,

due ali, o un paio di baffi?

maschi e femmine disegnati, pirati,

c'è pure un galeone volante dove poter salire con la fantasia.

Pochi chilometri ancora perchè i disegni cambino dal rosa al nero

e il cielo dall' azzurro al blu.

Le luci dei caselli poi fanno atterrare il galeone.

*

Come una statua

Vi vedrò ancora nude?
Con i seni inarcati di pesante marmo
e le natiche possenti

strette in un abbraccio.
Fredde? Forse, al tocco.
Ma agli occhi tutto il calore del corpo,

al cuore tutto il calore dell' anima,

alla fantasia tutte le movenze
fissate dall' artista in un' unica posa.

Le amiche (Salvatore Grillo)

*

Transfert

Oggi è una bella giornata di sole,
si può fare fare una bella passeggiata in città.


Magari partendo dalle mura,
guardare le vetrine,
i monumenti,
ascoltare il ticchettio dei tacchi sull' acciottolato,
sentire il calore del sole sulla pelle,
a braccetto.


Cosi il tempo non passa.


Poi, in fondo alla via, si svolta a destra..
E io mi trovo in riva al lago.
E tu in Piazza Grande.

*

Nuvole

Chi scrive in cielo con le nuvole?

E cosa?

In che lingua?

A volte credi di vedere una lettera, un simbolo noto, ma non è così

Sono solo idee, idee svolazzanti che ognuno fa sue come vuole.

Le puoi prendere e farci il corpo della donna amata.

 

*

Se tu fossi un uomo

Se tu fossi un uomo..

non ci crederei.

Nemmeno se mi mostrassi quel segno genetico tra le gambe.

E non sbaglierei.

Perchè in realtà non lo sei.

*

Ghost

Non era molto tempo fa,
mi offrivi la schiena,
il petto,
o un pudico inguine coperto.


E non so se sia più viva la carne
o il suo ricordo.

 

Mi chiedevi di non fraintendere
e ho frainteso,
non vedendo le braci di una stella esplosa nel cuore.

 

Eppure stavo a guardare.

*

Nomi, Vite e intrecci

Umberto era un uomo famoso,
un giorno decise di partire e partì.
Non tornò mai più.

Laura era una persona molto solitaria,
non parlava mai.
Chissà cosa pensava laura.

Fritz era forte e coraggioso, gli piaceva andare in guerra.
Andò in molte guerre.
In una morì.

Rosy era una scrittrice,
molto brava,
ma nessuno leggeva i suoi racconti fino in fondo.
Chissà come finivano i racconti di Rosy.
Chissà dov' è finita Rosy.

Luigi stava piangendo,
Luigi era molto triste.
Come stia adesso, non so.

Gianni passeggiava molto,
un giorno vide una ragazza piangere sul bordo della strada,
ma non si fermò.
Gianni si chiede ancora oggi perchè piangeva quella ragazza.

Roberta nella sua vita disse solo gne gne
e nessuno seppe mai perchè.

Rosy e luigi erano innamorati folli uno dell' altra.
Ma non lo seppero mai.

Cristina era una ragazza molto dolce e sensibile,
un giorno si mise sul bordo della strada e pianse,
Gianni non le chiese perchè,
nessuno le chiese mai perchè.

 

Di marta non saprete mai nulla.

 

Gianni un giorno si accorse che era finito veramente
e capì perchè piangeva quella ragazza.

 

Luigi è ancora triste
aspetta Umberto
ma Umberto è partito,
e non tornerà più.

 

Perchè Rosy ha raggiunto Umberto,
e neanche lei tornerà più.

 

Nostradamus era un profeta,
la sua profezia più cupa il giorno preciso della Fine.
Quando quel giorno passò nessuno se ne accorse,
tranne Gianni.

 

 

Ma in fondo chissenefrega...

*

Yung Chu

Yung Chu era uno strano uomo

il suo nome non gli piaceva

così decise di cambiarlo

si fece chiamare Fritz.

 

Un giorno lo chiamarono in guerra

in una battaglia morì

insieme a molti altri Fritz.

 

Nella stessa battaglia di Yung Chu non ne morì neanche uno.

*

Stelle

E un giorno capì che nessuna stella avrebbe esaudito i suoi desideri,
stavano là, e brillavano, e non avrebbero fatto nulla.

 

E fu molto presto, troppo.

 

Allora costruì un' astronave, una corazza lucente dove nascondersi,
e partì.

 

Lì dentro bastava strizzare gli occhi per vedere nuovi mondi e navigarci.
e le stelle erano così vicine, come cristalli tra le mani.

 

Che importa se mi ha lasciato qua a guardarlo, a combattere e pagare per i desideri.

 

Almeno lui è nel suo mondo. Sopra questo

*

Fotografia

Sul vialetto verso il castello

e sullo sfondo il ponte levatoio.

 

Capelli corvini al sole e scarpette in tinta,

non le stesse con cui venivi a trovarmi a militare,

sarebbe davvero troppo per un paio di scarpe.

La conosco a memoria, tanto che potrei averla scattata io,

l' avessi fatto avrei detto:

questa sarà la mia mamma! E nessun altra.

 

Ma io non c' ero

e dal sorriso direi che l' ha scattata papà.

 

Oggi se ne fanno a migliaia

chissà se i posteri saranno migliaia di volte più felici.

 

*

Lo so che lo sai

Ma non so come fai

ma che importa

fallo quanto vuoi

mi piace

*

6 agosto ’45

Erano circa le 8 di un 6 agosto del 45.

 

Una bella giornata, poche nuvole,
una luce bianca e forte sulla città.
Il B-29 volava tranquillo, con la città nel mirino elettronico.


Ma nei mirini elettronici non si vedono le donne portare i bambini a scuola,
gli uomini fermi alle fermate dei bus,
per andare al lavoro,
la vita che si svegliava ogni giorno.


Intanto il ragazzino, si stava preparando,
con calma,
mettendosi in posizione.

 

Quando il mirino diede l' ok
il B-29 lo partorì.. un ragazzino di oltre 4000 chili.
Poi fuggì cabrando oltre i 18mila metri.


Era stato progettato bene, e baciò la terra con ardore.

 

La citta tremava.
Poi 71 mila uomini si alzarono in un fungo di polveri e ceneri,
portandosi dietro anche le case.
Altri 20mila se ne andarono nella notte.
50 mila entro un anno.
200mila entro il '50
E altri negli anni dopo.

Ma c' era la guerra da finire.


15 anni fa gli occhi che hanno visto il "ragazzino" piangere si sono spenti,

accanto alla moglie,
senza rimorsi né incubi.

 

Disse.

*

Fuochi sul lago

Evaporò brillando in una nuvola,
proprio la sera dei fuochi sul lago.

Ma lui se ne accorse.

 

E fu così:

 

Contò lentamente le parole dette e non dette,
diluendole nelle lacrime piante.
Tirò un sospiro e sparse il fumo nell' aria.

Restò solo un odore pungente.

Ma chiuse la finestra, spense la luce
e si spense nell' acqua dolce del lago.

 

E resterà così:

 

Solo un sospiro, mai svanito.

*

No border

Certe sere
nel silenzio della notte
quando non ho confini
sento il profumo del mare... rumore di onde
odore di erbe marine
brezze profumate
Scogliere schiumose
acquosi chiarori di luna, orizzonti sconfinati.....
Quasi potrei toccarli
ma toccarli sarebbe rendere reali i confini.

 

Reali come un lago
come una lavandaia col suo asse che guarda all' altra riva,
come un bimbo immerso fino ai ginocchi, con una canna da pesca,
come l' odore delle alghe di lago,
come il suono delle onde della memoria,
come un battello che passa e ripassa
come le stagioni.

 

Come foglie alla Breva e acqua dolce negli occhi.

*

Lilith

E' quella che disegnano gli artisti,
musa incantatrice,

cantata da uomini e poeti che l' alzano alle stelle.
Sembra che il mondo sappia tutto di lei.

 

Ma non è vero.

 

Lei beve a fontane che non dissetano mai.
Scritta ma mai letta,
dipinta e mai guardata davvero,
musicata e mai ascoltata.

 

Urla in silenzio
piange lacrime invisibili.
Senza età e senza tempo.


Bella di una bellezza che non sfiorisce.

 

Ma mai madre..

*

Uomini

Così grandi ai tuoi occhi di bambina,
qualcuno abitava anche il tuo cuore.
Li amavi, senza chiederti cosa fosse l' amore.
E i giorni erano belli, sempre nuovi da scoprire.


Poi qualcuno te l' ha rubato, l 'amore,
non importa come,
semplicemente se l' è portato via
e non è più tornato.

Non è servito il tempo a far tornare i giorni nuovi.

Nessuno abiterà più il tuo cuore,
ma glie lo farai credere.
Ti farai dare amore o glie lo ruberai.
Non li scuserai.

*

Un giorno

Un giorno andrò ai pini.


Lo so.


Porterò una tenda, e una sedia,
casomai l' attesa sia lunga.
Magari una brandina, non si sa mai.
Panini, sigarette e una chitarra,
e un taschino pieno di ricordi.


Chissà se da lassù si vede la strada sottostante,
chissà se si vede la nostalgia viaggiare in macchina accanto ai viaggiatori,
e chissà se salirà la nebbia
o splenderà il sole.


Chissà se mi sentirà aspettare.

*

Nuda

Nuda,
come allora.
Dentro gli occhi non importano i giorni,
i mesi, gli anni.
In fondo agli occhi il tempo è illuso.
E tutto è come allora.

 

Oggi la presbiopia compensa le rughe.
E tutto è come allora.

*

Volevo scrivere una poesia

Volevo scrivere una poesia.

 

Magari sui soliti ricordi d' infanzia,
sulle fughe sotto le bancarelle del mercato.
..fughe da casa..
Troppo scontato..

 

Potrei parafrasare qualche canzone,
parlare di Vasco o Zero.
Non mi va.

 

Una poesia per mandare a fanculo qualcuno?
O qualcosa..
fa sempre audience.
Ma non son capace.

 

Una poesia sulla guerra,
sulla pace,
sulle sofferenze del mondo..
Tutto già detto.

 

Sui gatti!
..a chi interesserebbe?

 

Una poesia su quella volta che mi sono innamorato,
e riinnamorato,
e ancora continuo..
Ma anche questo a chi interessa?

 

Allora ho deciso,

 

Non la scrivo più..

*

Bau!

Bau fa il verso a Napo.

Chi è Napo?

E' Napoleone, il cane della mia amica,

quella magra.

Ma sa cantare, la mia amica

Anche per Napo che non canta più.

*

Per aspera ad Anima

Giocavo con ogni cosa
coi sassi, sulla riva del lago,
con le tartarughe,
che stavano in un piccolo giardino
dietro una porticina in legno scuro in fondo al cortile,
E con tutti i suoi abitanti,
vermi a palla, pettirossi, millepiedi
nani da giardino e elfi, nascosti sotto le palme.
E sopra le palme le nuvole disegnavano in cielo.


C'era sempre musica intorno.

 

Poi, un giorno, la notte crebbe all' improvviso
il giardino, per la troppa voglia d' avventura si chiuse.

I fiumi si fecero viola

e l' aria irrespirabile.

Non servì a nulla una coperta, o fingere di dormire,
la notte durò molti giorni.


E Lei non si vedeva.

 

C'era la paura,
dello straniero con la tasca nuda,
a cui non so voler male,
di chi sapeva, e guardava, e studiava.
Perfino delle stelle, oltre i vetri.

 

Finchè la stessa musica di allora tornò un giorno

a riprendermi,

senza alcun merito.


Oggi resta solo un pò di penombra
la sera.

Forse è sempre Lei.

*

Big Bang

Scoppierò in cielo un giorno
tra le nuvole o le stelle
e sarò nell' aria.

 

Allora sì ti rivedrò
o ti Vedrò se mai t' ho visto davvero.

 

Non te ne accorgerai,
forse solo un giro d' aria sulla pelle
se lasci le finestre a farla girare,
o un formicolio ai piedi,
o un fischio continuo alle orecchie,
o un improvviso arrossarsi delle chiappe.

 

Non te ne accorgerai,
finchè anche tu non scoppierai in cielo.

 

Allora te lo dirò.

 

Se non è già il contrario.
E allora me lo dirai.

*

il giudice

Aveva sempre fatto leggi giuste,
che proteggessero gli uomini dalle loro umane debolezze.

 

Con ragionevolezza.

 

Ma una notte un diavolo lo andò a svegliare.

 

Cosa vuoi?
Le mie leggi sono buone.

 

Non temere,
devo solo ringraziarti
per gli uomini che bruceranno nel fuoco
ogni volta che le trasgrediranno.

 

Quella notte solo il giudice se ne accorse,
ma la ragionevolezza bruciò nel fuoco.

 

E il giudice pianse sulle sue ginocchia

*

Sogno

Volevo solo riempirmi gli occhi.

Che male c'era a riempirsi gli occhi di te
di qualcosa più grande del mare
del cielo e della terra
.
Sogni..

 

briciole sospese nell' aria
come fuochi sul lago
si spengono sulla superficie

 

guarda sotto

.

*

Venghino

Venghino signore e signori,
cosa cercate?
Giocattoli?
Scarpe?,
Carte luccicanti?
Vestiti firmati,
pacchetti,
pacchettini,
un libro di parole ripetute dall' inizio dei tempi?
albe e tramonti da sogno?

Non cè quello che volete?
E allora tutti fuori,
in giro
che importa la pioggia,
il vento,
il caldo o il freddo.
Tanto poi si torna a casa , dietro a una finestra, termoregolati.
Magari a festeggiare,
a chiacchierare,
a lamentarsi del lavoro,
a lamentarsi dell' amore,
a guardare dalla finestra e cercare ancora fuori.

E sono davvero lì,
fuori,
invisibili,
sognatori,
soli coi loro pensieri,
lontani,
magari svendendosi,
o vendendo un elefantino di legno,
per qualche soldo da mandare a casa.


Ma là in fondo.. in vetrina c'è un nuovo televisore al plasma

*

Solo una pompa

Sta in petto,

riceve segnali,

elettrici.

E lei pompa.

Sangue.

A volte accellera, per uno spavento, o una gioia.

O duole, per una delusione,

ma dicono non sia questo

è solo colpa di sostanze chimiche e qualche ormone in circolo.

Un giorno si fermerà

e le stesse sostanze, cercando invano di farla ripartire

provocheranno visioni,

magari riempiranno gli occhi di bianco

o accenderanno ricordi scordati.

 

Questo sembra sia oggi.

Solo una pompa

che sta in petto.

 

 

*

E se fosse per sempre?

Che palle!!

*

Come non se ne andasse mai via

Non si saprà mai il perchè.

 

Non era che mancasse il desiderio
nè l' amore..

 

Solo ha visto un' altra luce
e se n'è andato
solitario.

 

E tu come stai ora?

 

Ora che torna ogni sera a poggiarti la testa sul seno
per farsi accarezzare i capelli.

 

Ora che aspetti ogni domani.

E il domani non verrà mai.

*

fessura

Proprio qui

Sul pollice

 

Una sottile linea che si colora di rosso.

 

Ne esce un pensiero feroce

 

Che subito va a morire.

*

All’incanto dei desideri

Costano i desideri, dicono.


Ma allora.. se costano, basta pagare.
Molto.
La monetà è la paura,
la devi lasciare tutta sulla porta (chiedilo alla porta)
l' angoscia..
che se ne frega della porta

e l' attraversa

come fantasma d' arto mutilato.

 

Devi dare tutto quel che hai


Allora sì il corpo si modella ai desideri.

 

..ne resta solo uno..

                           ..che non puoi comprare..

*

Il bacio delle farfalle

Aveva appena smesso di piovere

L' aria era ancora fresca e il sole cominciava a filtrare dalle tapparelle

Così le ho alzate piano

E stava lì, sull' aoenium.

Bianca.

Non sembrava voler fuggire, anzi sembrava in attesa.

E infatti ne è arrivata un' altra, uguale, bella come lei

Han preso subito il volo

Volteggiando

Come in una danza

Scontrandosi

Sono state così per un po' davanti al mio balcone

E poi si sono allontanate

E io tra loro

 

*

Oggi è così

Sai quando guardi dalla finestra?
Lo so a memoria ormai il paesaggio.
La strada,
i due alberi che formano due mezzelune in cielo,
un altro un po' osceno,
il parcheggio con la tettoia scoperchiata che mostra la struttura arrugginita,
e le case, le solite case.

 

Oggi sembra che tutto sia fuori posto..

 

Al posto del parcheggio dovrebbe esserci un lago
e la strada non dovrebbe essere asfaltata e piena di buche,
ma in salita, verso il bosco e i monti.

Gli alberi sempre lì ma molti, molti di più.

 

Forse è solo la finestra che non è al suo posto,
o forse io, che guardo da dietro i vetri.

 

Ma farà sera
e tutto tornerà a posto.

 

*

Di draghi, spade lucenti e arcobaleni.

Sta negli occhi, inconsapevole,

tutt' attorno alle pupille,

come un arcobaleno.

 

Gli puoi mostrare carte infinite

impossibili da riempire

potrebbe iniziare a leggerle..

ma al secondo verso scorderà il primo,

e al terzo il secondo..

Alla fine le brucerà.

 

Puoi mostrargli una spada lucente

Un misto di acciaio e mogano

capace di risuonare nell' aria 

guidata da un' abile mano.

 

Bellissima

 

E fuggirà

 

Solo un arcobaleno uguale al suo potrebbe fermarlo.

Se solo non avesse giá bruciato tutte le carte..

 

 

*

Fede minore

Chissà perchè l' hanno costruita all' incontrario..

di spalle, verso gli alberi.

Forse che loro non potevano guardarla?

e neanche lei non doveva vederli?.

 

Ma loro trovavano la via.

Di nascosto.

E per un po' sparivano tra le sue accoglienti braccia.

 

Madonna Olinda

Affori- dentro le mura di Gerico

 

 

 

*

Il mio angelo

Lo so.


Verrà su un' husqvarna rossa.
Fiammante.

Gireremo per cave d' argilla
e guadi nei boschi.

 

Avrà una chitarra sulle spalle
come la mia
al posto delle ali.

 

Faremo concerti in tutto il mondo!

 

Andremo a donne, anche,
lui saprà dove portarmi,
e a trovare amici, e parenti.

 

Proprio come fanno loro, adesso, con me.

*

Mancanza

Non ti ho mai sentita tanto
come ora,
che non ti sento.
Se è un sogno.. è d' oro.
Mi vedo riflesso nei tuoi occhi,
come in uno specchio
che mi rimanda intatto,
e se li chiudi...
m' imprigioni
e mi rileggi l’anima.

Io, da qui, penso questo ogni volta che manchi.

Tu, da là, pensa questo ogni volta che manco.

*

Ninnamamma

Basta una gita,
una strada
un colore.
Un cannone a metà tra cielo e lago
che spara lontano un ricordo.
E risorge.
E così, arrivati in cima,
abbiamo proseguito su quella mulattiera.
Andiamo a vedere i narcisi, e le margherite.. più avanti?
A prendere i ciclamini?
Poi facciamo i vasi, coi rametti, per metterceli dentro.


Il tempo era lento.
Le gambe forti..
e poi, semmai, c' era babbo e le sue spalle forti.

 

Ora il tempo è veloce
e i muscoli iniziano a dolere.
E' tempo di tornare.
Farà presto sera

Ninna nanna ninna o
questo bimbo non lo do
perchè perchè perchè

perchè vuol bene solo a me.

*

La carne dell’ anima

Ha fame.
Ti pianta le sue arterie e le vene nel ventre,
come radici.


Si nutre dei tuoi desideri
poi te li mostra.


Fa male, e paura a volte,
eppure ha mani come le mie,
gli stessi capelli,
ride, piange e gode.. come me.

 

Forse sono io a aver radici in lei.
E chissà chi è che sbrana l' altro

*

La piazza in riva al lago

Sembra una normale piazza
come ce ne sono in molte città.
Sulla sinistra, guardando verso il lago,
una fila di portici e caseggiati antichi.
Sulla destra il Duomo.
Al centro passeggiano i piccioni,
mi ci portavano nei pomeriggi di sole,

a rincorrerli, buttargli il riso,
vederli svolazzare a destra e a sinistra.


Oggi non è cambiata molto
ma è diventata magica.


Quando ci vado in mezzo c'è quel bimbo, che rincorre i piccioni,
e se guardi a sinistra, sotto i portici,
ce n'è un altro, armato di spago e calamita che pesca monetine nelle grate davanti alla standa.
Da destra ne sbuca un' altro, pedalando veloce sulla sua biciclettina, poi alza le gambe e si lancia nel lago esondato fino ai portici.
Più avanti un ragazzo entra nel negozio di modellismo, a cercare nuovi pezzi per un plastico.
E un furgone della lavanderia si ferma a scaricare proprio davanti al negozio, in un ristorante. Poi fa scendere il figlio e entrano insieme nello stesso negozio.
Li guardo da sotto i portici, lo vedo uscire quel figlio, cresciuto, e con un figlio suo.
E proprio in fondo, sulla riva del lago, ci siamo davvero.. tutti e tre.

*

Prima di venirti a trovare

Prima di venirti a trovare
butterò tutte le fotografie.
Scorderò le parole.


Prima di venirti a trovare
scorderò anche te,

il sesso,
i luoghi,
la strada per venire,
le cose di questo mondo.

 

Porterò la curiosità.
Che il trovarti sia una cosa nuova.

*

Eri così bella

Stavi sulla riva del lago,
a sognare un figlio,
e t' ho visto.
Io ero nell' aria, nel sole e nel vento.
Eri così bella che t' ho scelto.
Io.
Il tuo nato.

*

Bianca

Splendeva,

Nel riquadro luminoso della finestra.
L' aria era calda, dal sole del mattino
e nebbiosa di vapore.
Sui vetri formava goccioline
che il sole trasformava in scintillii

che danzavano
per la stanza e sulla pelle bagnata.
E tutto era caldo.
Accogliente
In pace.

*

Io faccio finta

E un sasso diventa una montagna

da scalare.

Ma se apro le braccia

posso scenderne volando.

Con una pila divento speleologo

costruisco tunnel

e ci entro.

Due alberi e un pò d' erba

diventano un bosco incantato.

Una foresta da esplorare.

A casa, sotto la tenda,

posso anche farti un caffè.

Che non si vede.

 

Io faccio finta,

ma tu credici davvero

 

*

Torna quando vuoi.

Eri lì
l' altra notte
nello stipite della porta
mi guardavi battere su questi tasti
e non dicevi nulla.


Lo so è tardi, pensavo
ancora cinque minuti..
due righe..
una canzone..

 

Quando mi son voltato
per dirtelo
non c' eri più.

 

Avrei voluto dirti che mi dispiace
d' averti fatto aspettare
la sera.


Tutte quelle sere.

Qualche volta per giorni.

Ora so com'è.

 

Ora posso dire solo
Torna quando vuoi.

*

Vorrei scrivere di te

Vorrei scrivere di te.


Della tua pelle che m' incanta,
delle goccioline che ci brillano
nella luce della finestra,
dell' aureola che hai intorno
in un giorno di sole.


Ma questo in fondo è scrivere di me
che ti guardo.


Vorrei scrivere davvero di te.


Della tua gioia di venirmi incontro in quel sole,
di trovare cose nuove per me.
E riuscirò un giorno.

*

Metti che

Metti che leggi una poesia,
c' è una donna dentro,
e pensi..
ma questa è lei.


Metti che
ne leggi un' altra,
e ti meravigli di come fa questo scrittore a sapere della terra che hai mangiato.
Degli amori che hai avuto
Dei tumulti che hai nel cuore quando guardi un lago
Della gioia che hai in petto quando guardi una farfalla, o una rosa.
Dello strazio che ti prende al ricordo del bimbo che hai lasciato nel bianco.
Della dolcezza che ti si scioglie in cuore per una favola, un sogno, una cosa lontana lacerante e irraggiungibile come le stelle.


Metti che un giorno provi a scriverle tu tutte queste cose.
E leggi solo l' ombra di quello che volevi dire.
Allora non è il momento di smettere ma di riscriverle più forte.

*

Sogno N°1

Vieni! Dicevi. Ti bacio..
E così sono venuto stanotte..
con una mano sulla spalla.
.. Tu non c' eri..
Ma l' anima illudeva la presenza
e affrettava sempre più il passo.
Finchè, uscendo, s' espanse.

*

Sogno N° 5

Ti contavo le vertebre
la prima,
la terza,
la quinta.
Come un re
Un passaggio in quarta e settima
veloce
poi il re si fece minore.
E tutto si fece onda
onda che batte sulla rena della spiaggia.
Ed era dolce affondare in quell' acqua salata

*

Aquilone

 

Inseguendo profumi, colori, luci e orizzonti
ho visto un cielo non mio.

Ci abitava una stella..

una stella veloce,
inafferrabile.


Inutile rincorrerla.

 

Poi, lei ha trovato
il mio cuore,


e ne ha fatto aquilone.

*

Come una cosa mia

Come fosse una cosa mia

lo uso ogni giorno,

lo porto in petto

scordando che l' ho già regalato.

 

Forse non lo sa.

*

Stranger

Non poteva crescere con me

e così l' ho abbandonato.

Nel bianco.

 

*

La notte

La notte,
dopo che il giorno s'è spento
lentamente nella sera
Lei esce.
Non serve rincorrerla.
 
Eterea, impalpabile come il pensiero,
scivola sola sul vento della notte,
io la conosco,
è l' anima mia.
Si stacca fuggendo,
come andasse a un furtivo appuntamento,
col mattino tornerà,
senza dare spiegazioni,
riconsegnandomi al mondo.
 
Ogni giorno,
finchè un giorno,
stanca,
si scorderà di tornare.

*

I bimbi si nascondono sotto le coperte

...

Però lei passa volando sul tempo,

come sulle onde.

E li riconosce.

Allora si ferma un pò.

Li aveva sentiti cantarla un tempo, da grandi.

Quanto devono averla sognata dal loro rifugio.

Unica via per confortarli, farsi sognare.

Mostrarsi avrebbe posto termine al canto.

*

Cerchio

Ho cercato colori, trasportati dai suoni nell' aria

ma mi son ferito le dita

raschiando i confini.

 

Mura da abbattere

da ridurre in rovina perchè escano le note

fino al cielo

e brillino, e danzino, e si colorino

minuscole gocce al sole.

 

Formeranno un arcobaleno

e tornerà a terra

al centro.

 

Per continuare a riempirlo

di suoni e colore

ma senza chiudere ferite da dove potrà uscire di nuovo

per un canto

che si rialzi al cielo

a brillare, a danzare

 

e che ritorni al cuore...

*

Ho sognato di approdare

La prua batteva in due quarti sull' onda

azzurro il cielo

e azzurro il mare.

 

La prua batteva in due quarti sull' onda

e la barca procedeva veloce.

L' aria era calda e umida per gli schizzi di schiuma finchè si fece sera

e sparì l' orizzonte.

 

La prua batteva sempre i due quarti sull'onda

ma ai lati della barca due strisce, come un corridoio, una guida

l' aria sempre calda ma l' andatura rallentava

In fondo le luci di una baia e più da vicino il porto.

Sicuro. Confortevole. Accogliente.

 

Poi tutto si fece azzurro

azzurro il cielo

e azzurro il mare

 

La prua batteva in due quarti sull' onda..

*

Perchè io l’ ho visto

Perchè io l' ho visto.

L' Amore.

E non è che l' ho visto amarmi mentre lo amavo

chè sarebbe facile.

O non amarmi mentre lo amavo..

 

L' ho visto amarmi mentre lo uccidevo.

 

Da allora è sempre con me,

con me per corridoi dove pochi lo vedono,

con me quando non c' era via e "là fuori era un paese lontano"

con me adesso, in un assolo in re minore

con me anche quando tace.

 

*

Il taschino

Nel mio taschino non c'è orologio.

Forse qualche capello corvino, un pelo, un pezzo di stoffa.

I plettri fanno compagnia a scontrini dimenticati.

Nel mio taschino c'è tutto quello che va conservato per non andar perduto.

E ogni tanto una donna diventa un fiore

volgendo la corolla all' Ararat.

*

Come un pianto

E' come un pianto..

Eppure è qui,

ha messo i vestiti sulla sedia

e vestita di dolcezza mi parla felice.

Basterebbe un movimento a farla vera.

Invece con la mano copre uno spiraglio che dà su un posto magico.

Come a dire dobbiamo restare di qua..

ma si può intuire come un pianto.

*

nel fondo del tuo posto più bello

 

Com' è duro il mio bussare alla tua soglia

a volte, stanco, deluso, rinuncio.

Chiudo gli occhi.

E allora arriva il tuo sorriso

arrivi addormentata in un cielo stellato

arrivi con le parole, proprio al centro.

 

Ma più bello del venirti a cercare è quando arrivi senza avvisare

e lì sei la donna dei sogni di bambino,

di ragazzo , di sempre,

splendida e nuda.

Nuda l' anima e nudo il corpo, splendido come un fiore che sboccia.

Accendi il  desiderio e lo ristori con l' acqua della tua sorgente, e allora l' albero, ancora giovane, si fa più grande con la tua acqua..

per venire lì, con te.. nel fondo del tuo posto più bello

..

A generare una poesia.

Poi, altrettanto senza avvisare, te ne vai..

 

e resto ad aspettare, appeso..  il successivo incanto.

 

Che scioglierà la neve