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Raccolta di poesie di Gerardo Dani
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Evanescenza permanente del rudere

 

 

Sia fatta la tua ingenuità, il vezzo infantile

per il quale la marea del riso è risoluta

risalita a rima dall’arenile

fino a rotta voluta.

Gusto la ridda di schiume perfette

che liberano orizzonti lontani

con un crepitio piano

su cui scommette

l’ala come una sorta

di fabbrica del vento

che sbatte la porta

in faccia al tormento.

Sia ripresa l’ingenuità dal tuo vessillo,

sia posto in te il rumore dell’anca

che si dimena giovane e franca

quale richiamo alla pupilla,

tolta alla vela seduta stante,

di un legnoso relitto natante.

 

 

 

*

Caduta di stille

 

Che io sappia qualsiasi catena rima con pena

- magari l’anello poggia su quello

e non sul più bello.

Oddio, a furia di battere lo stesso tasto

ben poco mi sarà rimasto!

Oppure: scrivo senza ritegno mai pagandone pegno

- una banalità, questa, andata a segno.

D’altronde, mi è difficile credere che,

fatto di terra, io sia venuto se

già con il tronco ero privo di me.

Lo so perché la mia scrittura è avventata, non serra,

piuttosto interra.

Lo so perché il foglio, il foglio virtuale intendo,

rende lo spirito branchia che ancora sento

- siano pure omesse h e i - a stento,

come si vede nelle compagnie di banco

- mi sia concessa qui la r tra b e a - al fianco.

Così io potrò liberarmi da tante salme

volanti, a tinte dall’azzurro parente calmo,

quasi turchese, dove lo colse Raylight

da una stesa di voci tese: Really, I do not like casual flight!

Esiste, e mi tocca. Se anche così non fosse, resto

con la parola che manca del visto.

 

 

 

*

Dai lombi

Il silenzio fu primigenio e morì

senza tracce notevoli. Il rombo

che generò ovunque rimbomba

ed è quella luce giunta fino a qui.

 

Per questo la poesia non è tomba

ma una strada per pensieri tassì

che abbordano altri mondi così

discordanti come loro e il piombo.

 

Pure, tutte le voci hanno un abc

persino il buio ha le sue trombe

e mare e rosa, roccia o colibrì

 

se non tuonano come le bombe

mettono in giro quell’armonìa

che addirittura scuote dai lombi.