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Raccolta di poesie di Giovanni Avogadri
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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anniversario Pablo Neruda

ODE PARA PABLO
Se guardo il tuo volto
il tuo corpo Di maschio ben costruito
Mi chiedo dov' il canto La passione
la preghiera cosmica Laica terrestre
al Padre Bolivar
Alla Madre Terra PACHAMAMA.
Sacerdote terrestre d'una dignit
Che non ha pi testimoni
Sono qui a raccogliere quelle parole
Che ora suonano strane,
Ora che gli uomini hanno imparato a rinunciare.
Dormi tranquillo grande poeta
Amico e amante di ogni cosa
Anche per te risuoner
Il pi grande di tutti i canti:
un Figlio di uomo torner
Egli sa
che chi ha amato
Anche per se stessa
La creazione immemore
Non rester senza ricompensa.
E allora s,
Per sempre verremo per cantare.

Id: 5368 Data: 23/09/2010 13:45:46

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lapprodo »
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Croatia 2008 »
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Dialoghi a bocca chiusa

Le prime di queste quasi poesie sono nate nel dialogo parlato e letto-scritto - con tre grandi poeti e poetesse, delle quali riproduco le poesie o parti di esse, indicando l'autore. Si tratta di Luciana Stegano Picchio che mi onora da anni della sua amicizia e del suo affetto, scomparasa alla fine di agosto. Armindo Trevisan, il pi grande poeta gauchovivente che ho avuto lonore di ospitare nella mia casa a Firenze dopo tante serate nella sua splendida Porto Alegre, conversando di arte poesia religione politica nella Libraria E Cultura. La terza stata scritta per equilibrare lo choc prodotto dallincontro con Rio de Janeiro, citt mitizzata nel mio immaginario e infine rivelatasi molto oltre ogni immaginazione. E stata scritta uscendo dalla casa di Affonso Romano de Sant Ana, grande poeta brasiliano nonch direttore della Biblioteca Nazionale Brasiliana).
Le altre che seguono sono giochetti di significato che divertono l'adulto dopo le cose serie: l'attenzione all'universo femminile, il navigare senza motore, cantare con la memoria accesa.

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La verit non c
Perch c solo linterpretazione
Non c il bello ma il gusto
E la poesia pi bella
quella
Che ci ha dato
Il quoziente maggiore dinformazione

Siamo soli nel caos
Senza leggi e modelli

Nostalgia di un dio
Oltre la nostra idea di dio

Nostalgia di un amore
Oltre la nostra esperienza dellamore

Nostalgia di cantare in coro
La canzone
Da trasmettere ai figli
(Luciana Stegagno Picchio)

Ti porto a braccetto
Nel corridoio della tua casa romana
- Verrete s, ci andiamo in Liguria?
Tra quadri del seicento li voleva lui, gli piacevano tanto!
Nei passaggi liberi dai libri.
- Incontrarla come entrare in una citt - Dicevano i miei amici
E per le strade nelle stanze
Apparivano Calvino Jacobson Levi Strass,
Si erano fermati Ungaretti Murilo Vinicius

Che cosa volevi, Luciana
Girovagando da una stanza allaltra,
comunque sorridendo e afferrandoti al mio braccio.
Poi ho capito:
da me da noi
vuoi solo essere accompagnata fuori
Da quel labirinto di parole
Che a me piaceva tanto

-------------------------------
In una qualunque citt del mondo
Ritroverai te stesso. Basta
Che dimentichi, per un momento, la tua lingua
La tua famiglia che abita altrove.
La citt che visiti per te il mondo,
il cielo, la notte, il giorno, principalmente
lamore. In una qualunque citt del mondo
puoi essere triste o felice, ma in modo diverso
(Armindo Trevisan)

RIO
troppo velocemente
siamo scivolati
in questa foresta
che somiglia ad una citt'
che vive ancora
nel ritmo immobile
dell'utero di Abya Yala
della terra senza tramonto
con i bambini sulle spalle
o sporti sui fianchi
arrivavano senza stupore
a queste lunghissime spiagge
per immergersi
nella fonte della fertilit,
Carioca...

Adesso coqueiros e banani
sono i portici sotto cui scivoliamo
nella notte di pioggia calda
Avenida Vinicius de MOraes
botequim Garota de Ipanema
gli appartamenti dei ricchi
sogni tappezzati
di legno d'ogni specie
stanchi epigoni del modernismo
disprezzano la feijoada
ascoltando Bach
mentre dietro l'angolo
si sale alla favela
ma il buraco quente
non e' la porta della citta' di Dite,
apre verso un altro mondo
dove un'altra storia sta nascendo
prima o dopo il moderno non importa pi

...Come faccio a dire
la nostalgia di averti lasciato
senza averti conosciuto,
Rio de Janeiro?
***
Una e molteplice
come la creazione
aperta e chiusa
sotto lo sguardo
del Demiurgo
fotografia e anche pellicola
racconto immemore
ed istantaneo riconoscimento
di ogni scandalo e grandezza
della storia;
utopica e concreta
come il desiderio degli uomini
che pure vollero qua sopra
l'abbraccio placido del Redentore.

Non si finisce mai di guardarti
sapendo di non poterti possedere,
inizio e fine,
genesi ed apocatastasi,
Corcovado e Redentor
terribile e meravigliosa,
Baia di Guanabara.
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A cena con Armindo e Cleuza, a Lucca

Lo pensavo dopo averti letto Pavese
in una buona poesia deve esserci tutto,
almeno un inizio ed una fine ti pare poco?

In realt ci vuole una veglia prolungata
Attesa e preparata
che spalanca i sensi
E li apparecchia per la Cena
Che poi si consuma accesi i lampioni
In questa citt piccola come una casa
che si traversa col cuore quieto
per il sapore che hanno la sera i fossi e le foglie

il vino il pane della fraternit

con gli uomini e le cose.

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Genere femminile
Sono come velieri
Scivolano leggere e forti
incomprensibilmente verticali
Sopra al traffico tra le vetrine.
Passando
alzano un vento
Che fa bene alla vita.
Gli angeli non resistono
A quel passo a quel ritmo
Si arrendono senza parole
Ogni volta
Come di fronte al terzo giorno,
Alla dolcezza con cui
Il nostro gentile Signore
Dopo averci fatto addormentare
Dolcemente
sulla croce quotidiana
Estrae giorno per giorno
Una nuova Eva.

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Surfismo zen
Non so pi
Se una lastra di piombo
O il dorso dun cetaceo primordiale
QuestACQUA
Che cambia colore con lo sguardo
Lascio che i cavalloni mi sommergano
E continuo a navigare
Quieto
appeso con le braccia
adesso sono su un trapezio -
mi giro ancora una volta verso terra
E non la riconosco.
- sento un suono da dentro
Da dove proviene il respiro
ma la paura
non ferma pi il mio corpo.
Era lanima dellanima

nascosta e custodita

dal movimento

che per un attimo

mi ha fatto

MARE

-----------------------------------------------
Noviembre
Hoy en la tarde
despues del temporal
mientras que el sol
tocava su final
yo entrava en las olas
del Tirreno
pero ellas tenian
el color tempestoso
de la Plata
y ahora soy yo
que canto
siempre la misma
rima elementar:
"Deseo,
mire donde mire
te veo"...



Id: 924 Data: 09/09/2008 12:18:13

*

Epifanie labroniche

1.

Pomeriggio,
agosto di vento:
non si naviga solo
per spostarsi
ma per entrare nel tempo.

1.2

Viale
Il mare
Un grido di gioia
Un sorriso sconfinato
La pelle fresca sotto il vento
Ma nellattimo
Che io voglio
IO VOGLIO
entrare dentro.

2.

Giardino di lecci,
mezzogiorno immoto di cicale
lo stemma D Medici
dimenticato
sulla chiesa sconsacrata,
a Livorno si offre solo il frammento.
Ma tutto sacro
nello spazio ritrovato

3.

In Villa Fabbricotti tra i busti dei Granduchi
Sul viale dei cinque anni
Crescono le palme di Montevideo
Oppure stata colpa della Villa
Se sono morto di nostalgia
Per le palme di fronte alle ramblas?

4.

Passo davanti alla vecchia costruzione della Biblioteca dei Ragazzi.
Per me ogni racconto nasce da l.
Dautunno sono le fiabe di Andersen, poi, dinverno, la sera scende presto tra i platani e si pu iniziare Dickens con tutta calma.
La tarda primavera si annuncia con Tom Sawyer e, soprattutto, Huchkleberry Finn
Ma destate la volta del pi forte di tutti. Occhieggia tra le ombre dei cespugli, si nasconde appena entri nel vialetto, finch, alla fine della mattina, se sei fortunato, Il Cavaliere dalla Triste Figura esce fuori da un bosco di lecci .

5.

Pomeriggio dagosto senza tempoAlla televisione ci sono i campionati datletica leggera,
Subito dopo imitati e reinventati con gli amici in cortile
Le Olimpiadi rinascono ogni estate, anche per le strade di una citt di mare del tardo miracolo economico.

6.

Parterre

Perch mi aspetto di vedere Cesare proprio qui
attendere la sua ballerina sulla panchina di fronte?

Forse non cera niente da fare
In quellangolo di sogno esotico dietro lospedale,
dal muro si vedevano i resti del dopoguerra
e mio nonno mi apriva le strade
spingendo la bicicletta.

Id: 71 Data: 05/12/2007

*

Da un evo prossimo venturo

Che lAlto Medioevo sia in effetti il periodo al quale potrebbe meglio adattarsi il volgare e tranquillizzante luogo comune di et oscura cosa ben conosciuta. Forse meno conosciuto e parimenti meno tranquillizzante - che la ri-evangelizzazione e la ri-umanizzazione del continente europeo sia in buona misura ripartita da Ovest, dallIrlanda, la provincia pi lontana dal centro dellimpero e della Chiesa doccidente.

Segni in forma di lettera
da un evo prossimo venturo

Non ne ascoltammo i richiami dal Sogno
- come Paolo invocato dal Galata -
N tantomeno un comando umano ad inviarci;
dai nostri monasteri s intravvedeva lOceano
e la fede discese nella pietra
si pu dire
bell pronta, come la Sposa
dalla Gerusalemme Celeste.
Non affrontammo eresiarchi n lotte fratricide,
La semplicit del Simbolo
Conquist le nostre menti e, forse,
cedemmo allorgoglio
quando si seppe che Roma giaceva
come fonte distrutta
alla quale si abbeverano i cinghiali,
che le terre tornavano incolte
e le macchie dellAppennino
si riprendevano le Pievi;
gli uomini come il Figliuol Prodigo
tornavano a nutrirsi di ghiande.

Per questo partimmo a due a due
Mentre il Coro intonava gli INNi
Nella lingua che ricevemmo.
Fu breve il passaggio di mare
-Il caos imprigionato tra due rive-
e poi pianure, fino alle Alpi.
Non scegliemmo la pianura
Ma lapertura di una valle
Scoscesa e fonda ricca di acque
E forre e nebbia.

Adesso che vedo la gran macchina del Ponte
Scavalcare con fatica le acque tonanti
Lascio che sia esso
a parlare Per i secoli
della dottrina che ascoltammo,
la pi piccola di tutte
il granello di senapa
che germogli lalbero della Sapienza.
Poi furono pietre sui pietre
Parole con parole e canto
e colore di mosaico tratto dal fiume
ad illuminare la cripta.
Ricacci nel fondo dei boschi
i mostri e le fiere,
la gran forza dello scaturire
fu in parte racchiusa e utilizzata,
il Caos ordinato come nei Sei Giorni
in spighe e grappoli e animali ben governati
il tempo riprese il suo corso
in giorni e stagioni.

Ora sono io, Attala,
a parlare senza bisogno di parole
perch quel che ho da dire
lo diranno per sempre
questi segni come parole
incarnati nella pietra
che sigilla il mio corpo:
questo ci che pu nascere
dal seme della Parola
a tal frutto chiamato luomo
che sposa la Sapienza.

Hic sacra beati membra
Miani solvuntur
Cuius caelum penetrans, anima.


Nella Chiesa di San Francesco,
dietro lAbbazia di San Colombano

Un buon profumo di rose
Come altare di legno
Pulito da mani amorose
E unto da cera dapi

Non so da dove entrato
O forse sono i tigli del giardino
Comunque
non basta a spiegare
Lincontro;
La rosa laltare
La cera il profumo,
Sono rosa profumo
Cera e altare
Perch sono parte
Di Te.

Id: 70 Data: 05/12/2007

*

Febbraio 2004

Per Hrvoje,
Forse qualcuno ci arriver
dopo infinite macerazioni
- all’oceano del silenzio - all’aleph
al punto matematico al centro d’ogni luogo

....

Io per me

via dalla paura
sono sgattaiolato tra istante e istante
incerto sul marciapiede ogni mattina
felice
d’aver acchiappato al volo un’altra volta l’autobus
o soltanto perch mi avevi telefonato.

Stasera ci sono entrato senza volerlo:
da destra ho smesso d’ascoltare
il megamicrofono con le bocche che urlavano
- aggettivazione eccessiva -
a sinistra chi mi consigliava altri luoghi
ed altri spazi:
ho solo guardato le istantanee del tuo racconto
- le luci nella notte del bombardamento -
- una bellezza improvvisa e inutile -
nel cuore del continente che muore -
e siamo entrati insieme nella notte fredda
e adesso la parola fluisce.

*

Dossologia della seconda dopo Pasqua

Stamani,
nella chiesa abbandonata
inondata di sole
dopo il lento lavacro
delle preghiere
Il Tuo Corpo sapeva
di giglio marino
e m’ha inebriato.

Io ti portavo senza saperlo
il sapore dell’isola
il cisto il lentisco
l’agro del sudore
ed il fuoco della notte
nei panni.

Fuori il mare era tutto fresco di vento
e ora non conto pi i giorni e le ore.

*

Luglio al Cavo

Sete
di azzurro fondo
Di verde controsole
Di macchia di scoglio

Fame
di alghe di profumo Di pesce

Forse sei Tu
Che mi dici
Dal fondo di ogni attimo bevuto senza fretta:

Sono Io
che desidero mangiarti
e lo far molto lentamente
usando tutta la tua vita,
fino allultimo pezzetto.

*

8 luglio

Lo scirocco ha picchiato tutta notte e solo la luna emergeva da un mare di nuvole agitato.
Poi, il giorno, la vita del piccolo paese prende altre strade, la gente sparisce, assorbita da occupazioni misteriose, telefona, scrive, aggiusta oggetti dimenticati, o semplicemente si permette il lusso di perdere un giorno di mare

Qualcuno, terminate le incombenze domestiche, lascia i propri cari a dormire sonni agitati nelle stanze ombrose, e mentre gli altri stanno al chiuso, lui fuori, al vento, solo con un vecchio costume indosso
Poche gocce di pioggia, lacqua del mare di qualche grado pi fredda, plumbea e profonda.

Si nuota a favore e poi controvento, il vento teso liscia la superficie dellacqua e da dietro la punta lo vedi alzare piccole creste bianche.

Ci si asciuga su di uno scoglio, senza sole, col vento in faccia.

E si pensa alle partenze, quelle immediate, al sapore dellimprevisto che abbiamo assaporato e che non ci ha sfamato abbastanza.

E si ha paura di restare intrappolati in un meccanismo perverso nel quale, come in un gioco di prestigio eseguito troppo bene, si sveli OPLA lio prestidigitatore.

Eh no.

Abbiamo imparato a navigare con un altro spirare.

La voce dellAltro, di ogni altro, il nostro richiamo.

Il silenzio e lattesa i nostri unici mezzi.

La certezza del dolore come compimento.

Il volto dellaltro: lorizzonte dellarrivo.

Ci si rituffa un po infreddoliti e si ritorna a casa.

*

Paraclitus

Abbiamo visto il terrore
Trascorrere sulla macchia
Come un colpo di vento
Lo zenith del sole
Suggerire la fuga.
Apollo
ci ha colpito nel tardo pomeriggio
e lo abbiamo visto
da una rupe di vento
riunire con lo sguardo
le onde e le ombre di una cala immota.

Tutto questo lo abbiamo gi conosciuto,
vero mistero Colui
che resta accanto a noi
quando noi non sapremo pi dirci
colui che resiste accanto alla Negazione
lo Spirito che riempie le nostre vele
quando tutto perduto
Quando il nulla di noi
Creato, voluto
O perfino subito
Lo chiama: limmanenza di Dio
- la nostra libert

*

18 luglio

Ci siamo accorti della massa enorme di granito che ci soverchiava soltanto dopo aver doppiato il capo.
La giornata era calda, ventilata da una forte brezza da sud.
La parte meridionale dellisola dominata da queste masse di roccia e da una vegetazione tipica di zone aride.
Solo gli oleandri, qua e l, spezzano il colore calcinato delle pietre.
Il mare subito fondo, di quel blu scuro che soltanto luglio ed il vento di oggi sanno far risplendere.
Torniamo controvento e ri-doppiamo il capo, proveniamo da nord ovest e tagliamo le onde di traverso, pi ci avviciniamo al capo pi le chiglie vengono alzate e spostate dalle onde, mentre le nostre pagaie correggono la traiettoria quasi ad ogni colpo.
Il vento si incaricato di incrociare questo doppio in realt molteplice movimento spostando le greggi di nuvole addosso al monte ed ai massi calcinati che si innalzano verso la vetta di questo versante, fino a afrangiarsi, chiss, appena arrivate sul continente.

Solo ora ci penso, cos mi piace vivere e vedere il mondo: contemplare il movimento muovendosi noi pure.

Solo questo ci avvicina un po alla meravigliosa e terribile avventura del reale.

*

Kouros

Vengo dallArcipelago
di acque trasparenti
E fondali di roccia
Attraversando
Un oceano di paglia
Fango e fracasso
Nel diluvio nel traffico
Di Montevideo
Sei apparso
Salendo le scalette dellomnibus
Con i ragazzi del liceo
Il turno serale
Poco pi grande di loro
Bello come un kouros
Un passo appena avanti
Senza impermeabile
Reciti a voce ferma
La litania delle cose che vendi
Caramelle dolci cioccolato
E non c poesia pi vera

Per quanto ancora
ti rester sul volto
Questo sorriso di stasera
Che un coltello nellintimo
Un dolore sottile addormentarsi
con le luci di Montevideo
e le nuvole sul porto?

Ragazzo del Sur
La tua dignit
non vale il nostro mondo intero.

*

15 agosto

Oggi domenica
Tutto mi dice questa cosa
cos semplice e palmare
una domenica australe.
Saluto Jemanj
sulla spiaggia della Plata,
ci siamo allontanati poco
in canoa verso la piccola isola
immersi nell acqua scura rimescolata
poi tamburi e danze
per le strade di questo inverno australe


Io sono
Acqua, spiaggia, cielo, casa bianca
sono Mare Atlantico, vento e America
sono un mucchio di cose sante
mescolate con cose umane
- come faccio a spiegarti? -
cose del mondo
Sono stata bambino, culla, seno
tetto, coperta
ma anche terrore, spettro,
grido, pianto
dopodich mescolarono le parole
oppure sono sfuggiti gli sguardi
qualcosa accadde,
non capii pi nulla!

Andiamo, dimmi,
raccontami tutto quello
che stai passando ora
perch senn
quando la tua anima sta sola piange,
devi tirare tutto fuori,
come la primavera
nessuno vuole che dentro di te qualcosa muoia !
Parliamo guardandoci negli occhi
tirando fuori quel che si pu,
e dentro nasceranno cose nuove!

Sono pane, sono pace, sono di pi di colei che sta qui
non chiedo pi di quello che vuoi dare oggi,
oggi dai, domani prendi,
come si fa con le margherita
come il mare, come la vita
la vita LA VITA!

Andiamo, dimmi,
raccontami tutto quello
che stai passando ora
perch senn
quando la tua anima sta sola piange,
devi tirare tutto fuori,
come la primavera
nessuno vuole che dentro di te qualcosa muoia !
Parliamo guardandoci negli occhi
tirando fuori quel che si pu fuori,
e dentro nasceranno cose nuove! (Mercedes Sosa)

*

22 agosto

Ma chi sei tu
mistero di occhi e terra e oceano
che non mi lasci partire
che stanotte non mi lasci dormire?
Il sangue e il grito
Le lacrime trattenute
Il sapore amargo
La stretta di mano
Di una passione che ritrovata nel fondo di un tempo che pareva perduto - non credevo
Di conoscere cos bene
Ho solo lasciato che entrasse
E adesso s presa tutto di me.
Cos sia.

Id: 69 Data: 05/12/2007