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Raccolta di poesie di Graced
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Linfa benefica

 

Esiste un orizzonte

che non è dato vedere

è racchiuso dentro noi

che si va a visitare

attraverso viaggi fantastici

dove tutto è bello e luminoso

e dove si può restare, si può partire

per poi ritornare

e sostare a lungo col pensiero

accompagnati dal tintinnio dell’emozione

in cui aprirsi ai lunghi respiri della vita,

ai desideri soddisfatti,

 alle aspirazioni colmate,

magari i più strampalati

perché non esiste limite né perimetro

dove si possa spaziare nella dolcezza

intrisa in quelle stille d’ambrosia e miele

di cui è colma la fantasia,

carezza per la mente

e rifugio per il cuore

che si pasce

nello scorrere festoso del sangue

irrorante linfa benefica ai nostri giorni.

 

Grazia Denaro

*

Dalle terrazze del cielo

 

Dalle terrazze del cielo

una farfalla vola

nel suo bianco velo,

poi scende

e di fiore in fiore si posa

a dissetare il cuore.

 

Oggi si respira il sereno

dei mattini chiari e colmi di luce

quando l’azzurro splende

come diamante blu

conducendo all’apertura siderale.

 

Gli slanci degli uccelli

spiccano voli pindarici

  stagliandosi gioiosi verso l’apogeo

accompagnati

dalla melodia dei cinguettii.

 

Il vento accarezza e sussurrante

conducendo per contrade misteriose

 intersecanti le vie dell’anima gioiosa,

si poggia sulle piante rigogliose

preparandole così

al rigoglio dell’estate.

 

Grazia Denaro

*

Ho le iridi infiorate

 

Oggi la valle

è una distesa verde

ed io dalla panchina all’ombra

osservo svolazzi e trilli di uccelli

che rallegrano il cielo

mentre il vento mi riporta effluvi

di piante in movimento.

 

Ho le iridi infiorate

dallo splendore emanante dalla natura

esaltata dai raggi fulgenti

che regnano incontrastati

sotto la volta blu cobalto

a regalare oro al paesaggio

nella divina luce del ridente giorno

deliziato dal suono

gorgogliante del torrente

che dona un canto di serenata

a questo meraviglioso contesto

dispiegato in tutta la sua aulica poesia

di cui interiormente mi sento parte…

 

… ed il pensiero ritorna

al tempo delle trecce, delle risa,

delle gioiose grida

quando le corse non le fermavano

neppure le sbucciature alle ginocchia.

 

Grazia Denaro

*

Dismessa guerra

 

Su questo poggio di gennaio

vorrei riprendere fiato

eliminare scheggia dopo scheggia

a quei passi portati a ferire

e piaghe purulente poter lenire.

 

E dopo ripartire

 per un sentiero condiviso

in cui due anime

camminino col sorriso

 azzerando

quel vivaio amaro, amaro

e ripiantarne un altro

come fosse prima 

e novella fioritura.

 

E tu a fianco

a carezzare mano e fronte

in un fruscio di dolci parole

a cancellare affanno al petto

per questa ormai dismessa guerra.

 

Grazia Denaro

*

Come fiore nel vento

 

Nel buio silenzioso della notte

a volte il cuore

accende chiarori rifulgenti

in ghirigori

che illuminano e scaldano

da quel freddo esteriore

che pare voglia ghermire

riportando a fronte

pensieri molesti

che puntellano il petto.

 

Guardo tra le pieghe

della coperta

e mi viene in aiuto

il tepore della sua pelle,

il suo respiro leggero

il suo viso sincero

che come fiore nel vento

mi rassicura emanandomi

il suo aroma gemmato

e penso confortata

che malgrado

questa primavera taciuta

da questo sole mancante

e da nuvole sparse

sono lontana

dal gelo dell’inverno.

 

Grazia Denaro

*

Nel buio dei crepuscoli

Si riaccendono ricordi

di voci stanche

ormai votate al silenzio

anche se sulla volta celeste

dominava il riso dell’universo

non riuscì a scuotere i cuori

impigliati nell’eco dei temporali

a soffocare il canto,

le risa, la gioia, le parole

e le purpuree emozioni

dentro al petto.

 

Poi anche il vento

smise di sibilare

alzando un muro di silenzio

a perpetrare

albe nuvolose e ghiacce

che crearono a lungo andare

un’ansia struggente

disciogliendo il sentimento

disperso

nel buio dei crepuscoli.

 

Grazia Denaro

 

 

*

I giardini di marzo

 

Nella sera d’oro di prima estate

il sole abbraccia le stelle

d’un ambrato tramonto

non scalfendo la tristezza

che mi vige dentro.

 

Sul filo dell’incertezza

corre il sentimento

sovrastato da nuvole scure

che come pietre pesano sul cuore.

 

Nei miei occhi

non si riflettono più

 giorni baciati dal sole.

 

M’aggiro smarrita in un arido deserto

dove non scorgo più l’orizzonte

mentre ogni respiro

attanaglia le ore.

 

Ormai sono lontani i giardini di marzo

vissuti sotto i raggi della luna

in cui il vento trasportava

essenze olezzanti

donando dolce languore

avviante alla gioia e all’incanto

di quel sogno ormai infranto.

 

Grazia Denaro

*

Nella stupenda primavera

 

Nella stupenda primavera

quando ogni gemma sbocciava,

nel mio cuore l'amore germogliava.

 

Nella stupenda primavera

quando ogni uccello cantava

ti confessai la mia anelante brama.

 

Quando ti fisso negli occhi

svanisce ogni pena e dolore

e quando bacio la tua bocca

mi sento del tutto risanata.

 

Quando mi chino sul tuo petto

 un'estasi m'avvolge

e quando mi dici ti amo

l’uragano s’insinua in me e mi pervade.

 

Sono gemma che trema senza radici

adagiata ad una siepe che sfoglia sospiri

a ghirlande di dolci sorrisi:

- fruscio di desideri incollati al mistero -

 

Grazia Denaro

*

La silente magia della sera

 

La silente magia della sera

adagiata in un’aura sospesa

nel momento

in cui il suo cielo cangiante

va dal rosso al cinerino

mi riflette il passaggio

della vita alla morte

e, nel mezzo quel frammento

che dalla luce del sapere,

dall’aver visto

trasporta nel mistero più assoluto

inoltrandoci in mondo

che non avrà più un domani.

 

Un mondo senza cielo, senza alberi

e senza mare.

 

Sarà forse un interminabile labirinto

cieco di splendore la dimora ultima

che ci attende?

 

O forse dall’altra parte del tramonto

dopo il buio che ci ingoierà

ad ogni porta che si chiuderà

dietro a noi nuovi inquilini

si presenteranno archetipi e splendori?

 

Grazia Denaro

*

Una sola melodia

 

Fu il rosa tenue del cielo

ad incantarci in quella mattina

d’inizio primavera,

quel frusciare di spighe

che l’alito di vento sprigionava

tra il rifulgere del sole

che unì nell’abbraccio

le nostre essenze.

 

Fu quel navigare in simbiosi

colmo di parole suadenti

tra il cielo dei nostri sguardi

con le mani nelle mani

come chicchi di frumento

posti sotto un caldo manto

che agì come rintocco

di campane a festa.

 

Nella bellezza della natura

sentimmo come

se ogni cosa per noi

fosse stata creata

apposta in quel momento

i fiori, la primavera, il firmamento:

 

gioia e fine coesi

in una sola melodia.

 

Grazia Denaro

*

I tuoi passi in quelle sere d’oro

 

Ripenso ai tuoi passi in quelle sere d’oro

quando mi aspettavi paziente lungo il vialetto

con lo sguardo sorridente e colmo di domande

e, quegli abbracci delle tue amorevoli mani

li sento ancora, madre…

 

ti rivedo nella grazia dei movimenti

girare nell’aura delle stanze affaccendata

e le voci rivivono gioiose come allora.

 

Di pace e di dolcezza era abitato il tuo cuore

che trasmettevi al mio attraverso le tue carezze

percepite ancora sulla pelle.

 

Fosti mio rifugio

ed equilibrio nel desiderio di giustizia

che m’inculcasti e nel quale trovo spazio

per sperare e mai disperare

rifugiandomi in quella musica descritta

nel tuo spartito che mi riporta te

 quando il mio sole si spegne

lasciandomi desolata e triste.

 

Quando la tua mancanza

diviene sofferenza, io irrequieta vago

per sentirti ancora in me

e  per sentirmi ancora parte di te

accarezzata seppure dalla tua ombra.

 

Grazia Denaro

*

Il raro fasto della natura

 

In questa magnifica giornata

la luce ed i profumi

si espandono su terre distese e solari.

 

Candido il giorno batte il tempo

nel suo lento trascorrere delle ore.

 

Messi ondeggiano al vento lieve

in un suono che inneggia a vessilli di quiete.

 

Il cielo di maggio echeggia dei voli

e dei canti degli uccelli

adagiati tra i rami degli alberi

che incorniciano la radura

mentre il cielo d’azzurro vestito

si rispecchia nei nostri occhi incantati.

 

Lo splendore della natura

è acqua e luce del mondo

dono di cui s’imbeve la nostra anima

irretita da questa lingua sconosciuta

ma finalmente assimilata

ché ci parla con immagini rifulgenti

atte a far risaltare il suo raro fasto

che ci avvolge e nella gioia ci contiene.

 

Grazia Denaro

*

Variare i tempi del presente

 

Assorta in segreti pensieri

questa sera ho nostalgia dei tuoi silenzi

e del tuo guardarmi sorridente

ai rimbrotti affettuosi che ti rivolgevo sovente.

 

Tu hai abitato da sempre il mio sentire

era un amarci colmo di  voci

che sgorgavano sincere dai nostri cuori.

 

Col tempo si erse fra noi un muro

e non riuscimmo più a comunicare.

 

Ho tolto la tua ultima foto,

ho dovuto cambiare le parole,

variare i tempi del presente

girandoli al passato.

Il noi non c’è più, ora governa l’io

e s’esalta l’imperfetto.

 

Incontrarti oggi, anche casualmente

è stato un grande dolore.

 

Ricordo il pontile delle nostre passeggiate,

il  fantasticare sul nostro futuro

da me tanto desiderato.

 

Ma non eri tu

 il ramo portante del mio tronco

e neppure il soggetto dei miei versi dedicati.

 

Grazia Denaro

*

Un tempo che non varia

 

Non so dove appigliarmi,

sarà forse l’indole cupa del tempo

o la scura incrinatura del cielo

che mi sovrasta

rendendomi malinconica

ed apprensiva

nel vedermi davanti

un muro invalicabile

ed io arresa davanti al nulla

della tua mancanza

che mi aspetta

vestendomi i giorni di pena

velati da quella spenta luce

che non conduce

 ad orizzonti di aurore

ma invia ad inverni avari

 di colore?

 

 Sento l’aria pesarmi fortemente

sulla fronte e sulle spalle:

 farfalla abbandonata

in una stasi solitaria

di un tempo che non varia.

 

Grazia Denaro

*

Ventagli di luce

 

Spighe rilucenti

fino allo splendore dell’oro

 baciate dal sole e carezzate dal vento

mi accolgono:

 

- purezza di chi può tornare risanato

alle antiche sorgenti –

 

ripercorrendo quelle strade smarrite

e finalmente ritrovate

respirando spire di risveglio

nell’aria nivea della luce del cielo

a riaccendere giorni di serenità e pace.

 

Ho cancellato quel mistero che fu pioggia

lontano dall’azzurro firmamento

che mi tenne rannicchiata ed impaurita

in sottoscala umidi e scuri

donando false fioriture

gelando lo sguardo

perché colmavano d’ombra

le cose future.

 

Oggi ho imparato ad apprezzare

quei ventagli di variegata luce

che ravvivano la vita

nelle loro cangianti sfumature.

 

Grazia Denaro

*

Ogni tua liquida parola

 

Due laghi alpini i tuoi occhi

limpidi e trasparenti

come puro cristallo

che trasmettono

immagini raminghe di poesia

trascinanti in un volo surreale

e suggestivo ad incontrare un angelo

che attrae l’anima

sciorinando gesti di tenerezza

orizzonti azzurri al margine del cielo

atolli di rose profumate

battuti da venti lievi

che sussurrano d’amore…

 

... ed io rapita d’emozioni

mi nutro

d’ogni tua liquida parola.

 

Grazia Denaro

*

Curvando angoli appuntiti

 

Il vento mi riporta
antichi suoni
di dolcissime carezze
e lemmi appassionati
di una vita di respiro
dal continuo e ameno variare.

 

Erano lucciole in volo, farfalle leggere
fiocchi di neve le note danzanti
del nostro cammino.

 

Ma l’esistenza è anche
passare attraverso l’ombra,
a nuvole in cielo, a momenti di stasi,
a sprazzi di luce e nuovo cammino.

 

La vita rispunta dai tronchi potati
che fanno posto ai germogli
da nuova linfa nutriti
ed irrorati.

 

A ricomporre l’armonia
di cuori straniti
servono gesti e parole congeniali
atti a risorgere l’intesa
donando appiglio
alla levità delle cose
e curvando angoli appuntiti.

 

Grazia Denaro

*

Rimani qui

 

Rimani qui

dove lo zefiro torna a carezzarci

con le lusinghe della primavera

lasciando il suo messaggio

di gioia e fiori

su cui il sole riscalda e rifulge

mettendo le ali agli occhi

 e regalando sorrisi al cuore

che corre su itinerari

di dolci capriole.

 

Qui tutto parla di noi

delle albe rosate lucenti e cristalline,

delle sere vissute

nella bellezza del nostro sentire

di anime prese l’uno dell’altra

interagendo

in quella lingua infiorata

aperta al linguaggio

degli irresistibili istinti

intinti in pennellate di sogni

atti ad innalzare l’anima

verso l'apogeo del cielo

per rimirare le costellazioni

ed il loro incanto.

 

Grazia Denaro

*

Rinascere a nuova vita

 

E' un avvicinarsi all'argine

questa pace che sento.

 

Dopo tanto nuotare

trascinata dal vortice impetuoso

di correnti e mulinelli

atti a ghermire

in un'ansa scevra di luce

attraendomi in un assedio

esiziale di minuti, di ore, di giorni infiniti

nel risucchio di un affondo

impedito dall’impatto di una pietra.

 

Ma un tranquillo golfo

m'accoglie stamattina

nell’approdo di un’aria di clemenza

e riflessione.

 

Da una fine drastica

può scaturire il bene più sublime

risorto e ritrovato

in un culminante rinascere

 a nuova vita.

 

Grazia Denaro

 

Dedicata a tutte quelle donne che sono scampate al  loro carnefice.

*

La serenità dell’esistenza

 

Quando lo sguardo s’invola al cielo

perché troppo fitta è stata la notte

e troppo buio è il bosco dell’anima

credo bisogna schiudere l’uscio

ed imboccare la via che conduce per mano

a quel sacrario d’ombra e d’oro

immerso nell’aura del manto celeste.

 

E’ saggio abbracciare quei sentieri

che si stagliano nel chiaroscuro della luce

atti a risvegliare valide riflessioni

ed intendimenti equilibrati

che regalano la pace interiore

e la serenità dell’esistenza.

 

Grazia Denaro

*

Un palpito d’azzurra emozione

 

Quest’anno manchi alla primavera

che gioiosa e solare

apre le porte alla rinascita

facendo da contraltare alla mia tristezza

contornata dalla tua mancanza che pesa.

 

Io sfiorita tra il rigoglio della natura

e il lampo della sua luce

tendente a rimarcare dolorosamente

la mia immane solitudine.

 

Un mesto sorriso affiora

al ricordo di quel giorno lieto

quando incontrai il tuo sguardo audace,

la prima volta che ti vidi.

 

Mi colpirono i tuoi occhi così belli

due laghi azzurri, trasparenti,

mi trasmisero dolci melodie senza tempo

nell’aria assolata di quel lungo viale

tra il frusciare delle betulle

ed il canto degli uccelli.

 

Fissai in te la mia dimora

in un palpito d’azzurra emozione.

 

Grazia Denaro

*

Nell’aspettativa del nulla

 

E’ pesante l’andazzo della vita

per alcuni

che stanchi e delusi

cercano di deviare il cammino

imboccando altre vie

alla ricerca di sorrisi ignoti,

di sguardi interessati alla propria persona,

di parole non dette

che il cuore gradirebbe sentire.

 

Si va in cerca di conforto e riposo

sotto la vastità di un cielo sentito avulso

che pare ripudiare il respiro vitale

alimentando ansie

e preoccupazioni nel presente

non donando agio di poter raccogliere

alcuna briciola di serenità.

 

Ogni stagione presenta solo vuoti e deserti

come percorso.

 

E’ un morire in silenzio - piano piano -

nell’indifferenza di chi è accanto,

 nell’aspettativa del nulla…

 

Grazia Denaro

*

Ombre opprimenti

 

Oggi il respiro del vento

mi riapre un cammino di parole

diretto proprio al cuore delle cose

che carezzano e pungono il mio sentire

 opponendo un muro di silenzio

ai miei quesiti.

 

No, non mi lascerò sopraffare

dal disincanto di questa distanza

che ci rende muti

ma cercherò di abbattere quel muro

che mi pesa tanto.

 

Abbraccerò con la mia anima

la luce solare del tuo sguardo

ed i nostri cuori batteranno 

nuovamente all’unisono

sincronizzati al ritmo del nostro sangue

cancellando quelle ombre opprimenti

che hanno alimentato le distanze

in un silenzio scheggiante

che ha trafitto.

 

Grazia Denaro

*

Il tuo riflesso

 

Il tuo riflesso  - palpito -

mi accompagna

anche quando non ci sei

e quando sei lontano

sento lo sfiorarmi delle tue dita.

 

Ma quando sei vicino

un giorno fulgido s’accende

dalla finestra aperta su un cielo grande

di sorrisi e canti in armonie accordate

al suono degli eventi.

 

Così procede l’impronta impressa

e calpestata dai nostri cuori schiusi

che portano agli altari membra calde

tra spighe di grano ondeggianti

accese di suoni sotto pelle

pregustando il pane quotidiano

tra i dolci frutti dell’azzurra magia

che fa dimenticare quei venti incostanti

che a volte hanno alitato

scacciati da un astro [sempre risorto]

di caldo ristoro.

 

Grazia Denaro

*

Il tuo riflesso

 

Il tuo riflesso  - palpito -

mi accompagna

anche quando non ci sei

e quando sei lontano

sento lo sfiorarmi delle tue dita.

 

Ma quando sei vicino

un giorno fulgido s’accende

dalla finestra aperta su un cielo grande

di sorrisi e canti in armonie accordate

al suono degli eventi.

 

così procede l’impronta impressa

e calpestata dai nostri cuori schiusi

che portano agli altari membra calde

tra spighe di grano ondeggianti

accese di suoni sotto pelle

pregustando il pane quotidiano

tra i dolci frutti dell’azzurra magia

che fa dimenticare quei venti incostanti

che a volte hanno alitato

scacciati da un astro [sempre risorto]

di caldo ristoro.

 

Grazia Denaro

*

E’ in te che mi ritrovo

 

Quando in me mi perdo

nel bosco degli affanni

che la notte mi dipinge più cupo…

 

tu, amore vienimi incontro,

accoglimi tra le tue braccia

e colma quell’assenza come isola di luce

che mi accoglie e mi scalda col suo tepore

avvolgendomi nei suoi profumi

ristorandomi.

 

Vorrei cancellare in quei momenti

l’irrequietezza che mi avvia ad adombrarmi

nell’andare alla ricerca delle cose inespresse

che mi precludono

di afferrare il colore di un raggio di sole

e la gioia della divina luce

rigettandomi nel buio dei miei passi incerti

quando in me cristalli d’essenza

in acuto grido perforante s’infrangono.

 

Perciò è in te che mi vinco e mi salvo,

è in te che mi ritrovo.

 

Grazia Denaro

*

Nel tumulto del mio petto

 

E’ fiorito il mirto come se la primavera

che dovrà arrivare lo avesse carezzato

col suo caldo tepore e col suo vento lieve.

 

Anche se l’inverno non è ancora finito

in queste tiepide giornate sento profumi

che olezzano per l’aria…

 

pure il melo appare trasformato:

è trapuntato di stelle profumate.

 

Osservo la dolcezza della terra

che calpesto

nei soffici solchi vangati,

in essi sento la pienezza

di un ventre gravido di sole

che attende

di germogliare i suoi frutti.

 

Straripante è lo splendore

e la fragranza di questo giorno

i cui lampi azzurri e chiari

di questo cielo trasparente

si riversano nel mio sangue

che scorre veloce ardendo 

nel tumulto del mio petto.

 

Grazia Denaro

 

*

Poliedrica creatura

 

Amo le vie colme di luce
turbinose di vento

che accarezza e ricuce la memoria

in scaglie fulgenti nel clamore dei pensieri
che mi riportano ai bagliori di ieri.

Amo i paesaggi mattutini
dorati di sole, nel fruscio delle foglie
che il sangue accendono in un fluidificare
di pensieri palpitanti emozioni.

Amo cogliere la bellezza pura
nell'incanto della natura
nel suo verde brillante
e nella magia di un tramonto
che di rosso tinge l'orizzonte.

Amo l'imbrunire

quando scendono le ombre scure
di quelle meravigliose sere azzurre
di danzanti stelle che colmano il cuore

di mille fiammelle.

Amo l'uomo da me prescelto
essere che attrae la mia fantasia
colmandola di magia

 in quell’esultanza che m'abbraccia

e mi contiene nella bellezza della vita.

 

Grazia Denaro

 

*

E’ splendente la luna stasera

 

E’ splendente la luna stasera

gli alvei sembrano occhi

tesi a spiare la terra.

 

Osservo dalla finestra

i campi che hanno cambiato aspetto

sono un timido brillio di verde

in  movimento.

 

Agli alberi sono spuntate

le nuove foglie e nel loro incavo

sono incastonate timide gemme,

il vento gioca tra i rami

facendoli frusciare in armonioso suono.

 

C’è un’aria nuova:

l’inverno apre le porte

alla primavera che s’appressa

e tutto è nel fermento

della nuova germinazione.

 

Ciò schiude il cuore alla speranza:

mi sembra di essere un fiore

sotto questo cielo d’argento

mentre il pensiero corre alla farfalla

di quel bacio sulle labbra

di cui ne sento ancora il sapore…

 

ed il petto mi s’irradia d’emozione.

 

Grazia Denaro

*

Il suo esaltante Frastuono

 

Mi gemmi nel cuore

in quel dolce sentire

che come assolo di violino

accompagna i miei giorni

quando mi rifugio nel silenzio

per poterti meglio percepire vicino.

 

E’ allora

che mi scorre in petto

quella musica soave e magica

avente la tonalità

della tua voce profonda

quando si rivolge a me

nei momenti d’abbandono

quale sovrana meraviglia

coinvolgendo

il cielo, la luna, le stelle

ed il creato tutto.

 

Ed io come viva meridiana

tra lo scorrere magnifico del tempo

a cadenzare il tocco tuo solenne

che mi coinvolge

nel suo esaltante frastuono.

 

Grazia Denaro

*

La vita non ha più colore

 

Era appena ieri

anche se nell’incoscienza

e nella lontananza t’incontravo.

 

Stamattina il viso immobile,

il cuore ha cessato il suo pulsare

e con esso il mio.

 

Ormai la vita non ha più colore.

quest’alba gira lontana,

corre verso la notte

rannicchiandosi

in un buio senza riparo…

né giunge alcun rumore:

spietato è il silenzio

che si assiepa attorno a te.

 

Una lama affonda il fendente

in mezzo al mio costato.

 

- Tutto si è fermato -

il sangue s’è pietrificato dentro mie vene,

vertigine mi coglie ledendomi il respiro

 azzerandomi la voce.

 

Grazia Denaro

*

Nel gelido giaciglio dell’inverno

 

Adesso sei esamine

e all’ombra emani il tuo flebile respiro.

 

Le mie fragili speranze alberganti nel petto

ogni giorno divengono più labili

come filo che si sfilaccia piano piano.

 

Ogni momento ti spingi sempre più

nel grigiore della distanza

 che ti conduce

lungo il corridoio dell’assenza.

 

Sei stato succoso frutto divenuto secco,

ora sei isola dai contorni indefiniti

a fluttuare nel mare della lontananza.

 

Sei sogno brumoso

ed evanescente delle notti

che imprimono

il marchio alla mia sofferenza

e all’instabilità dei dì

in cui il bisbiglio d’oro

non riflette più i suoi raggi

confinandoci

nel gelido giaciglio dell’inverno

circondati da cristalli infranti

emananti riflessi obliqui

che feriscono gli occhi e le carni

fino a farli sanguinare.

 

Grazia Denaro

*

Al cielo s’espande

 

Vivo giornate di attimi imperfetti

in questo scorcio di tempo

scevro di albe,

appeso all’attimo del momento

nell’attesa angosciante

che arrivi lo scialbo tramonto

e poi la notte nera a rapire l’anima

generando quella metamorfosi definitiva

adagiata in una mongolfiera solitaria

che eleva verso il cielo l’entità in attesa

di arrivare nella sua collocazione

lasciando sulla terra il suo ultimo giorno

e l’involucro che rimane nei ricordi

di chi gli è vicino in una pace arida, attonita

che ha bisogno di scavare miniere pregne

di quella rugiada che scaturisce

dal profondo del petto

a fluidificare respiri di pace

non riuscendo a staccare la spina

da  quello sguardo profumato

di grano maturo

che al cielo s’espande.

 

Grazia Denaro

 

*

Vento spicchi di luce e cieli tersi

 

E sento il canto del vento

in questo tempo che scorre inesorabile

sotto l’azzurro o grigio cielo

a seconda delle giornate

in cui le foglie appese sui rami inquieti

cadono in terra accartocciate.

 

Sul fiume c’è un battere di remi cadenzato,

le sue onde scorrono leggiadre

con un fruscio di seta stropicciata

nel silenzio della giornata vellutata.

 

Osservo la natura nell’aura rosa del mattino

e i ricordi scorrono lenti

sotto forma di figure a rallentatore

a risvegliare nostalgie di quei verdi e azzurri

che avvolgevano cori e risate

in armonie di mani intrecciate.

 

Mi torna all’improvviso un assillo

di sete insoddisfatta di quei momenti

tale da risvegliare un languore

che prorompe dal fondo del mio io

come un fiume che sfocia in canto

a rinarrare vecchie storie di arpeggi

che sanno di vento,

spicchi di luce e cieli tersi.

 

Grazia Denaro

*

Ombra lontana

 

Ho cercato di raggiungere

quel sogno custodito

nello scrigno del mio cuore.

 

Sei stato così vicino

esaltandomi emozioni

di albe cristalline roride di rugiada

aperte ad un cielo dipinto di rosa

che si rifletteva in noi.

 

A volte mi chiedo

se sia stata colpa

del disegno mal tracciato

che non ha dato quel dolce richiamo

o soltanto un gioco fra di noi.

 

E’ stato difficile estirpare

il mio sentire:

- gloria immaginata -

ché i palpiti ad ogni tuo sguardo

scoppiavano nel petto.

 

Oggi sei ombra lontana

immersa nella nebbia

distante

dallo scorrere del mio tempo.

 

Grazia Denaro

*

Nell’aria di cieli tersi

 

Quel silenzio che si riflette

in quelle sere offuscate dalla bruma

rabbuiando prematuramente la luce

non profonde né rugiada né canto

alla nostra anima

lontani come siamo dai gioiosi mari

lasciati nei ricordi degli anni

che s'affacciavano

sopra i raduni degli imbarcaderi.

 

Dove viviamo adesso

c'è il sibilo sel vento

che dopo il gran bisbiglio d'oro

cade sui monti singhiozzando

in una tonalità che non rincuora.

 

E quando s'incontra una fonte

che scroscia cantando argentina

risveglia i tempi lieti

di cui si sentono con nostalgia

gli echi di amate voci

volate via

nell'aria di cieli tersi.

 

Grazia Denaro

*

I tuoi sguardi silenti ed infiniti [Dedicata]

 

In quei momenti tristi

ed attoniti

in cui la vita mi bastona

lasciandomi segni pesanti

ardui da sopportare

e difficili da cancellare,

mi sciolgo

quando tu mi sei carezza 

col tuo amore

sussurrato lievemente

come il fiore

che poggia esile sullo stelo

 ma mantenendo il perfetto equilibrio

ché la corolla non reclini il capo

ed allo stesso tempo

emani quel profumo

che inebria

come dolcissima poesia:

 

- elisir di vita, soffio -

ad addolcire l’interiorità

di sensazioni fugaci, emozioni

proprio come fai tu

con i tuoi sguardi silenti ed infiniti.

 

Grazia Denaro

*

Questa lontananza

 

Quella tristezza ostinata

che mi stringe e mi confina

nello scolorire del grigio della sera,

si rasserena solo quando il sorriso

mi si schiude sulle labbra

[almeno per qualche momento]

nell’immaginare le vostre amate voci

che recepisco in lontananza

atte a lenire la mia vita abulica

e  priva di armonia

che mi getta carponi nel graffio

 del mio tempo arido e sofferto.

 

Il mio respiro brama disperatamente

una fonte gorgogliante

alla quale potersi dissetare

e ch’esalti vita facendomi rifiorire.

 

Brucia e consuma questa lontananza…

 

Grazia Denaro

*

Sono pagine di muschio i tuoi occhi

 

Il gelo di questi giorni,
questa neve
mi portano a trascorrere
momenti blandi e sottotono
come vivessi in una notte eterna
per la tua indifferenza
che mi tocca fin nel profondo
oscurando il cielo a me
  fiore reciso e buttato in un canto.

 

Mi sento come stessi assistendo
ad un’opera solenne di Requem
o a un De Profundis
con il peso di un masso
sul cuore che non si arrende
dallo schiacciarmi
specie quando incontro
il tuo sguardo
e sento ancora
che sono pagine di muschio
i tuoi occhi.

 

Grazia Denaro

*

Sono lontani i tuoi occhi

 

 

Sono lontani i tuoi occhi

da questi prati

che odorano di umido fieno

con l’aria fina intorno alla campagna

aleggiante fino al blu del mare.

 

 Tutt’attorno pietre e ginestre

a far da cornice alla mia solitudine

che penetra senza rumore

attraverso la pelle, assorbita dal sangue:

 

- veleno che corrode l’anima -

 

in questo mio tempo labile, immobile

rimasto nei desideri sfuggiti dalle mani,

e incardinati nei pensieri con le loro ombre e luci.

 

Grazia Denaro

*

Nell’alienazione del respiro

Ad illuminare i giorni

era la sua parola,

la sua gioia, il suo sorriso

di un tempo ridente e sincopato

che vedeva la faccia di un bambino

che di questo cielo rimase felicità perduta

di giorni senza nuvole e senza vento

in cui non si muoveva

neppure l’erba del giardino,

né fronda, né ramo o fiori:

 

ma si sentì ad un certo punto

il fragore del pugno      

di com’è difficile vivere

in un universo avverso

che si proclama scevro di speranza

avulsa nella profonda notte

a sentenziare la costellazione del dolore:

 

 furiosa tempesta che incalzò

in una lingua nuda

cedendo il passo alle cose

in cui tutto si dissolse e s’annientò

nell’alienazione del respiro. 

 

Grazia Denaro

    

*

Elisir di vita

 

Quando osservo nei tuoi occhi

l’umidità di certe albe

penso sia bello naufragare

oltre quelle rive splendenti

in cui il tuo mare mi avvolge

con il suo canto silenzioso

fomentandomi il petto

con la sua armonia.

 

La tua vicinanza

tripudio di dolcezza aprente porte

ad attimi passionali scevri di recinti

in cui la vita è levità, gioiosa libertà

come se la primavera con la sua aura

arrivasse all’improvviso

e con i suoi colori, le sue fragranze

insinuasse in noi essenza

di elisir di vita.

 

Grazia Denaro

*

Un deja vu ammirato all’infinito

       

La luce quando nasce

comincia ad allargar la mente e l’animo

rivestendoli di un'aura lucente

che volge al bene

donando immagini solari

che ondeggiano in riflessi chiari

ed in controluce regala tela

da ricamare in alta fantasia

in un de ja vu ammirato all'infinito.

 

Grazia Denaro

*

Intensità

 

Io li chiamo intensità

quegli sguardi empatici

quelle conversazioni

che coinvolgono

e diminuiscono

le distanze fra due esseri

ad implicare pelle e  pelle

in una corrente sotterranea

che avvicina

dove le parole divengono azzurre

e la distanza diviene dolcezza di piuma

carezzevole e inattesa

ad elevare sogni

che non trovano ostacoli di sorta

ma viaggiano armoniosamente

a disegnare immagini toccanti l’anima

con la levità di carezze leggere

allontanando l’io afflitto

dal fuoco, dal vuoto

che aleggia intorno:

un mondo senza occhi,

senza mani

colmo di silenziosi alberi scuri

che gira sotto un cielo

velato di bruma.

 

Grazia Denaro

*

Nel serico silenzio della notte

 

Oggi sento nel cuore
un vago fremito di stelle
che in un abbraccio di luce
mi rifulge ricordi lontani
in cui fiocchi di baci aveva la neve
come in una fiaba incorniciata
da un’aura chiara ad illuminare
i sentieri più reconditi
in un vibrare d’aria tersa
riflessa in quell’incanto d’azzurro
che il cielo trasmetteva.

 

E quell’acqua chiara
incontaminata dei ruscelli
scrosciava cristallina
dai torrenti di montagna.

 

In quelle sere
in cui brillava la luna nuova,
il tuo respiro ed il mio
si fondevano all’unisono
interiorizzando la magia
adagiata nel silenzio e nella musica
che incantava i nostri cuori
nel serico silenzio della notte.

 

Grazia Denaro

*

Oggi la nebbia fende l’aria

 

Oggi la nebbia fende l’aria

giro per la casa vuota:

il silenzio è un masso

che schiaccia il cuore…

 

tento di seminare il dolore

ma il ricordo di te mi prende

- aleggia per la stanza -

s’infiltra in ogni cosa.

 

Anche le finestre

elargiscono meno luce

di quando in questa casa

soggiornava la tua ombra.

 

Grazia Denaro

*

Affiancati passi


Affiancati i nostri passi

seguono un ritmo coordinato

e in sintonia.

 

Sento la mia fragilità nell’ascoltare

la tua assennatezza nel dissertare

su ciò che da ora sarà il nostro futuro

e dei giorni che si apriranno

a questi viali tanto belli e sconosciuti

in cui un vento nuovo ci accompagnerà

in un cammino condiviso.

 

Tutto è più vasto e più umbratile

in questo giorno di foschia,

ma i timbri e i suoni che aleggiano nell’aria

mi giungono come i gradevoli battiti

di una danza.

 

Sento che amerò di cuore

questa città tutta da scoprire

che mi attrae per i suoi suoni ovattati

ed i colori grigi un po’ spenti:

 

dalla mia anima

già scaturisce un canto

rivolto al suo cielo

dall’aria densa e profonda.

 

Grazia Denaro

*

Quei dì ormai fuggiti

 

Oggi fischia il vento

e m’investe come schiaffo

in pieno viso…

 

ho una gran sete di sereno

e di canti nuovi

che cancellino quell’aura funesta

stampata sul mio volto.

 

Ma lui sbuffa di violento grigio

soffiando con veemenza

anche su tutto ciò

che ormai è incenerito.

 

Vorrei tanto risvegliarmi

in un mattino che elevi un canto

ad increspare in ristagni tranquilli

che riempia di speranza

e di pensieri a planare

nel giubilo dei giorni

adagiati in stagioni d’azzurri

e nel bisbiglio d’oro

di armonica luce

di quei dì ormai fuggiti.

 

Grazia Denaro

*

Desiderio di vita

Ritornano ricordi di fioriture mute
vissute sotto un cielo crepuscolare
che mi portarono per lungo tempo
gli occhi a lacrimare.

 

Un tempo che mi tenne
esiliata all’angolo
lontana da quella gioiosità
nell’abbandonarsi alle cose desiderate:
agli azzurri brillanti di cieli sereni,
nell’essere baciata da spire di luce
e nel poter assaporare l’aroma del mare.

 

Per tanto tempo fui sostenuta
dal cerchio scarno delle mie braccia,
ansante nel respiro
e scevra di desiderate parole,
fui costretta a vivere
lambita da un’ombra tetra
e privata dalla bellezza dei colori dell’iride,
non ci furono né sole o pioggia
a cui potermi rigenerare:

 

elementi pregnanti ch’elevano lo spirito
alla leggerezza e alla bellezza
ch’esalta il cuore e accende quell’ardore
che è desiderio di vita.

 

Grazia Denaro

 

*

Quel filo rilucente

 

Ascolto il gran silenzio che mi circonda

ed i miei pensieri divengono aerei

vicini al cielo:

 

oggi prediligo la solitudine

e nella leggerezza che sento

azzurri scorrono i desideri

carezzati da un vento interiore

che mi incita

per strade e sentieri inesplorati

con l’ansia di frugare

tutto ciò che attecchisce e avvicina

alle cose origliate

alla madre splendente e vivida natura

che parla con lettere celesti emozionali:

 

- trame sottili di pensieri gioiosi e puri –

in cui risplende quella fiamma necessaria

alla vita a cui ci ancoriamo.

 

Rivedo i miei capelli al vento

e quel tempo delle corse nei prati

col sole sulla pelle

raggiante nell’aria splendente.

 

 La risaia d’argento gorgogliante

mi risplende ancora negli occhi

riempiendo tutti i miei pensieri

facendomi smarrire nel voler districare

quel filo rilucente…

 

Grazia Denaro

*

Quel lampo impazzito

 

Quel continuo cercarsi

di noi due

sotto il cielo blu cobalto

di giorni candidi ed inflessibili

in cui batteva il tempo

il metronomo sul piano

ad accordare musica emozionale.

 

I nostri sguardi a mirarsi

con le pupille accese:

- urli nei quali il cuore si scuce -.

 

E momenti interminabili di parole

nel lento trascinarsi delle ore

sentendosi planare addosso

la magia in un dischiudersi

di momenti pregni

d’essenza interiore

a condurci in una simbiosi

serena ed imprevedibile

nei passi dei giorni

lungo la scia luminosa

di quel lampo impazzito

che nasce dal cuore.

 

Grazia Denaro

*

Folgore

 

La voce è ferma

dove il canto andava:


a quei momenti

in cui gli spazi sterminati degli arenili

la loro luce nitida e rifulgente

emanavano sete di libertà

e fame di conoscenza verso il mondo:

 

non ci si sazia mai della bellezza

e del suo splendore e neppure dell’osservare

le meraviglie dell’universo e portarle appresso

tra le vie dell’anima in modo da poter gioire

rivisitandole nei ricordi.

 

Il tempo scorre lentamente

ma inesorabilmente

soffermandosi

tra le nostre tappe e le nostre mete

che rispecchiano il vissuto

in cui abbiamo gioito, ma anche patito

per le ore cineree e la solitudine ribelle

che ci ha confinato in sere scure senza scampo

inviandoci a ricercare quella luce

che lenisca le sofferenze…

 

 … accade invece che

dell’agognata luce

s’incontri una folgore

che incenerisce…

 

e la vita è terminata.

 

Grazia Denaro

*

Sogni ad occhi aperti

 

Era il tempo in cui vivevo
attraverso sogni ad occhi aperti:

vedevo orizzonti sconosciuti
da esplorare
pregni di luci eccelse
e di magnifici colori
che mi scorrevano interiormente
come perle iridescenti
tra lo splendore del cielo,
il placido mare
ed il vento tra le fronde
a carezzare lievemente l’anima.

 

Scorreva dentro me
bisogno di sensazioni nuove
da assorbire
con tante domande mute sull’andare
e tanti desideri di un percorso
di passi ambiti
che m’inviassero alla meta
in un volo di dolcezza
pregno di un’altana di emozioni
tale da far fibrillare il cuore
per quel mondo immaginato
ed allo stesso tempo tanto desiderato.

 

Grazia Denaro

*

Fiamma verticale

 

Cos’altro farei qui

se un giorno

il mio sole non brillasse più?

 

Sei tu il mio sole:

- soffio che mi scalda -

piacere dolce che mi ghermisce

 forza di marea a riempirmi il petto

melodioso canto che mi culla

con quegli accenti

a creare simbiotica armonia

alimentando frange di luce

a bagnarsi nel blu degli orizzonti

accompagnando il cammino

in un clamore gioioso

virando verso il caldo di quest’autunno

 per noi maturato

che accende ancora fiamma verticale

in mani di dare e dita di trattenere

 

Grazia Denaro

*

L’eternità

 

Vanno sulle strade

minuziosamente i pensieri

soffermandosi in un contesto disperso

divenuto coriandoli al vento,

gingilli frantumati o fiori strappati.

 

Vite che vanno in direzioni contrarie

al nostro cammino.

 

Hanno fame di cielo, leggerezza e pace

lasciano con sollievo o dispiacere

la pesante zavorra

che affligge la vita minando l’interiorità.

 

Spesso è un fuggire senza preavviso,

a volte senza poter raccontare

di un bel sole o di grigie nuvole,

di intimità condivise, di profumi assaporati

di sogni svaniti a causa di ali tarpate.

 

Alla fine nulla rimarrà di sé:

esseri non saranno più materia

perché andranno incontro

ad un tempo statico

che li abbraccerà per l’eternità.

 

Grazia Denaro

*

La stagione del raccolto

 

La ricerca di noi due

così sereni ed imprevedibili

vissuta nella pace

e nell’essenza di quel presente

mi riporta al desiderio

di quell’armonia

perduta piano piano

nel silenzio dormiente dell’anima

e nel non aver saputo accogliere

la pioggia di pensieri positivi

condividendoli

e coltivando nel contempo

 i nostri sogni

perché crescessero rigogliosi

come spighe di grano maturo

 abbracciando appieno

la stagione del raccolto

 

Grazia Denaro

*

Ruggine e crudo sale

 

Tu, misto di dolcezza e rabbia

splendido sole e grigia nebbia

amore muto in mezzo alle spire

passione che si teme senza pace.

 

Acceso è il fuoco più vivido

ma mai sediamo alla luce

della sua fiamma.

 

Riflessi vanno e vengono

e antiche brame si trascinano

nel sangue che scorre nelle vene.

 

L'aurora entra a piccoli passi.

 

Sarebbe l'ora di svegliarsi in amore

ma mi ritrovo in una stanza chiusa

con ruggine e crudo sale

nella strettoia della gola...

 

Grazia Denaro

*

Questo rosseggiar di foglie


A questo rosseggiar di foglie

si rispecchia la mia anima…

 

questo tralcio d’autunno

la infiamma vestendola

d’infiorata poesia

per la stupenda perfezione

del colore delle foglie, delle bacche

e degli aromi conosciuti

adagiati al margine di questo tempo

che è cambiamento di stagione

e di vita vissuta.

 

 Tutto arde

 sotto il manto azzurro del cielo

e come fiamma prigioniera

accende tumulto di emozioni

di gioia remota e dolore strisciante

che langue dentro le arterie.

 

Si fa mesto l’io nel rimembrare il dì

in cui il vile gesto della luce

si fece ombra e crepuscolo

per noi due.

 

Grazia Denaro

*

Il canto del tempo

 

E’ stato un grande sogno
vivere quegli anni
nella casa antica
che non c'è più.

 

Furono anni vissuti
in uno specchio
che rifletteva la gaiezza del cielo
nel cammino
effervescente di una strada
irradiata dal manto giallo
agognato dai nostri cuori
assaporando la luce
di albe carezzate
dai venti lievi dell’est
e ridendo

in un modo gioioso.

 

Oro, perle, ametista
riverberarono quel tempo
nel chiarore e nei profumi
dei fiori di nardo, di biancospino
e rose purpuree
a scandire
il canto del tempo dolce e fremente
di umide ciglia, pelle e calore.

 

Poi, si fece sera senza scampo

in cui un fuoco accidentato ed invasivo

alimentato da un vento furente

spazzò via verso il nulla quell'armonia

 

Grazia Denaro

 

Dedicata ad Isabella

*

Ardite sentinelle

 

Alberi spogli

al richiamo del vento

lasciano cadere foglie

accartocciate

che volteggiano nell’aria

posandosi sui lunghi viali.

 

Solo i cipressi s’ergono dritti

nel loro verde intenso

e sul loro robusto fusto:

ardite sentinelle a costeggiare le vie

che conducono a questo sacro luogo

dove la vita di anime trapassate

hanno lasciato qui le loro spoglie mortali.

 

Il silenzio che aleggia

porta a composta riflessione,

sul passaggio della vita

e della sua conclusione.

 

Si odono solo i passi dei visitatori

che calpestano la ghiaia e le foglie morte.

 

Un senso di pace e di quiete

aleggia nei sacri campi

immedesimandoci

al pensiero della morte

e  del suo mistero.

 

Grazia Denaro

 

*

Ci sono giorni

 

Ci sono giorni

in cui le crepe

divengono dilaganti

laghi d'acqua scura limacciosa

in cui ci si sente imprigionati:

giorni che ci si augura

di non più rivivere.

 

Sono giorni

in cui l'aria è disadorna

e si è estraniati da ogni ardore,

solo il tarlo a corrodere fino in fondo

a ricordare di essere ancora vivi

e abbandonati

sulla tavola del mondo inospitale.

 

Si brama una parola gentile

e rassicurante,

una carezza e un abbraccio

che sciolga quel senso di gelo

e di malinconia

che corrode il petto

appesantendo come masso

l'io disorientato.

 

Grazia Denaro

*

Inquietudine

 

Inquietudine

è un gorgoglio muto

d’interiore trambusto

che non riesce esteriormente

a scaturire.

 

E’ un uragano nel cuore

che ha nello sguardo

i solchi avari del sorriso

e vive in un gioco di distanze

tra se stessa ed il mondo

che non sente amico.

 

 Si auspica la clemenza del cielo

in quei momenti irrequieti,

sono giorni imperfetti

ché qualcosa preme nel petto:         

un macigno pesante a ledere il respiro,

una voce penosa che batte e ribatte

in una flessione di luce

che vira

verso un crepuscolo angosciante.

 

Grazia Denaro

*

Un calice scintillante

 

Come le foglie

mosse dal vento è la nostra vita

e nulla è uguale e ripetitivo

nel lungo percorso

che ci presenta i suoi colori.

 

Anche l’odore varia nelle orme del tempo:

 

infinite mattine, infinite notti,

a volte, va dolce il nulla

il dolcissimo nulla dell’etereo vivere

come lo scorrere del placido fiume.

 

Ma quando la conca dei mandorli è lì

a ricordarti le tue radici e il tuo fiorire

in una disamina approfondita

che ti rimembra la strada percorsa,

quanto hai pianto,

quanto hai riso e gioito dopo la tempesta

nel rivedere i colori dell’arcobaleno

nel giubilo dell’iride dell’altro

che si riflette nel tremito tuo

per una musica di note morbide e fresche

sognate in un connubio

ti rendi conto che la vita

è un calice scintillante

a cui dissetarsi con esultanza.

 

Grazia Denaro

*

Amore venduto

Tu farfalla innocente
nel tuo decentrato volo
non trovi mai fiori ma ortiche
perché suggi un nettare
né puro, né dolce che spesso ti nausea
ma che per non morire
devi tuo malgrado ingerire.
 
Farfalla ch'esplori sordidi sentieri
volando in cieli infimi e perversi,
 sopravvivi in discariche maleodoranti,
non respiri il sussurro del vento
e non segui mai
la benevola scia del sole fulgente.
 
La notte vivi in laidi gironi
accostandoti ad anime impure
che contaminano sprezzanti
le tue fragili ali
macchiando la tua levità
per un amore venduto.
 
Grazia Denaro
 

*

Il respiro del nostro domani

 

Tutto è più chiaro

in quest’alba morbida

come il tuo viso

che mi rispecchia i giorni di sole.

 

Affascinante il tuo sorriso

al risveglio della notte

sia che tu abbia lasciato indietro

qualche sensazione umbratile

o interiorizzato sogni belli

rimasti ad aleggiarti dentro l’anima.

 

Il mare oggi

 è di un azzurro limpido

e le sue onde placide cantano nenie

descritte in pagine di luce

che noi ascoltiamo

con un senso di beatitudine

sognando posti nuovi

da visitare in un connubio

che incrementi sempre più

l’amore ed il respiro

del nostro domani.

 

Grazia Denaro

*

Lo scrigno dei ricordi

 

Dalla banchina lacustre

che calpesto

come suono d’arpa gentile

note mi risvegliano colori

di un fine estate spensierata

vissuta tra i canali salmastri

in cui noi in barca vagavamo

tra i profumi delle piante acquatiche,

circondati dalle siepi selvatiche

nel dondolio delle foglie

e l’odore delle opulenti vigne

che ci affiancavano:

 

andavamo per diletto

alla ricerca di mitili

facendo il pieno di emozioni

attraverso i nostri sguardi

che si attraevano.

 

Fu sul finire di quell’estate

che congiungemmo i nostri cuori

e le nostre vite

incamerando quei profumi

e quei colori

assieme alle emozioni

che ci agitavano il petto.

 

Oggi quei ricordi

da cui è germogliato

il nostro albero di vita

sono serbati gelosamente

nello scrigno dei ricordi

come preziosi brillanti

che continuano a risplendere

e scintillare nel nostro presente

 

Grazia Denaro

*

Quell’alone di magia

 

Un venticello lieve

espande nell’aria la tua voce,

un dolce canto il tuo

che mi ha emanato negli anni

il puro suono con cui hai diffuso

il tuo prezioso sentimento

a colorare d’azzurro i miei giorni

donandomi quelle emozioni

che sono il mio interiore nutrimento.

 

I tuoi occhi

contengono

quello sguardo guizzante

del condottiero

che mi riportano alla mente

lo studente che mi ha stregato

con le sue strategie segrete di ragazzo

che sapeva condurre la partita

con una solerte danza

accompagnata

da un’occulta melodia

intrisa in quell'alone di magia

atta ad involarmi verso il cielo.

 

Grazia Denaro

*

Tra veglia e sonno

 

Tra veglia e sonno,

nel torpore del mattino

il tuo soffio dolcissimo

accarezza la mente e il cuore.

 

E’ un dolce cullare

l‘emozione che sento,

ma anche il ristagno del tempo

che vivo in una favola rosa

mi fa apprezzare

questo convivio colmo di pace

immerso nella luce

 che va oltre gli spiragli del tempo

donanti spire di sole

carezze di vento

qualche nuvola chiara

ad intrecciare le nostre essenze

in un pulviscolo d’universo

assorbito nella magia del sentimento

sospesi nella beatitudine gioiosa

 vissuta attimo per attimo

della nostra vita.

 

Grazia Denaro

*

Nella foschia serale

 

Nella foschia serale

di questi cieli settembrini

avvolta da pensieri molesti

cerco un punto fermo che fissi un confine

alle mie sicurezze, alle mie certezze.

 

In questo saliscendi della mente

che mi avvolge

come marea dilagante

avanza un silenzio inquieto

di cose nascoste e non definite

rimaste adagiate tra le pieghe dei perché

a cui risponde un oracolo sepolto

di cui non afferro le parole.

 

Cerco indizi su risposte evasive

che mi fanno entrare in orbità di discordia

con l’altra mia metà

per quel muro che si è alzato fra noi

azzerando quel lievito felice

di un vivere in serenità.

 

Grazia Denaro

*

Scivolano le ombre

 

Ormai l’estate
non ha più il suo suono chiassoso
e ridimensiona i suoi colori
allentando il calore della stagione
che dà il passo all’autunno.

 

Già scivolano le ombre
nell’aria leggera e volatile
dove il gioco del vento fresco
muove le fronde degli alberi,
le pale eoliche
tenendo in sua balia
tutte le cose.

 

Il rosso comincia ad incombere
in ogni sua declinazione
facendo da contraltare
al verde ed al giallo della natura.

 

Stagione in fase di cambiamento
dona un’aura
un po’ soffusa all’universo
che col suo rumore intrinseco
svela la metamorfosi della terra
inglobando iprofumi muschiati dei boschi
in cui si respira meraviglia.

 

Grazia Denaro

*

Tocco di vita


 

Giorno di luce e parole

mi vieni incontro

in un soffio di voce

 con soffuso colore

attraendomi

col tuo dolce tepore.

 

Tu vieni a me

come biondo uccello

in rabbuffato sbalzo

a spaziare nell’immensità

del cielo blu

colmandomi interiormente

d’emozione gioiosa

con la carezza alata

del tuo respiro

che il cuore fa vibrare

nel margine del petto,

mentre il tuo profumo

è tocco di vita

ravvivata

delle tue affettuose dita.

 

Grazia Denaro

*

Melodie senza tempo

 

Riverberano tra i fili dei pensieri

raggi di melodie lontane

che di luci all’improvviso s’indorano

scortandomi per quei sentieri antichi

riportandomi al tempo nostalgico

ad accendere emozioni azzurre

dei miei verdi anni.

 

Rivivo dolci beatitudini,

grandi richiami interiori

vissuti tra il sole e le danzanti stelle,

accompagnata dalla carezza del vento

e lo sciabordio delle onde di quel mare

che fa da cornice a quella terra ancestrale.

 

L’uno all’altra in quel contesto

ci ritrovammo avvinti

in un cerchio di luccicante meraviglia

che ha portato all’intrecciarsi delle nostre vite

vissute nelle stagioni dei dodici raccolti,

atomi felici che si facevano materia

atta a sostenerci nei momenti di stasi

come poesia che nasce sul foglio bianco

e crea incanto.

 

Grazia Denaro

*

Sentirai la mia anima fluire

 

Il mio cuore è pieno di te!

 

Ti vidi in un giorno di primavera

ed i miei occhi s'incontrarono con i tuoi

mi prese uno strano languore

e per incanto mi si dischiuse il cuore…

 

come petalo turgido colmo di rugiada

gli stami divennero i miei sogni.

 

Nelle mie notti rischiarate dagli astri

che irradiano la stanza di luce argentea

guardando lo stesso cielo

sentirai il mio desiderio accarezzarti

sentirai i miei respiri e sospiri

ch'emanano il richiamo

del mio cuore che arde d'amore.

 

Quando l'odore dei gelsomini

nelle sere d'estate i sensi trasporta

sentirai la mia anima fluire

che si lascia sinuosa danzare:

 

si, tu la vedrai

in una soffice nuvola arrivare.

 

Grazia Denaro

*

Più nulla mi appartiene

 

 A volte

quando il giorno muore

si riflettono i ricordi che come pietre

di un granitico buio basaltico,

ostruiscono quella visione

d’immagini soavi a me care

che il tempo ha sfumato

ed opacizzato.

 

Stasera ho come fondo

il silenzio tra le stelle,

non un suono

né una parola si propaga

attorno a me.

 

Ormai in sabbia

si sono disfatte le mie dita

e nulla più si può ricomporre:

 

il vento ha disperso tutto

senza scampo,

le arpe sono appese

ai salici piangenti

e dell’esistenza

più nulla m’appartiene.

 

Grazia Denaro

*

Con la forza dei rami

 

Il nostro vivere è qui

dove poggiano i nostri sguardi

ad ogni risveglio.

 

E’ dolce l’incanto

nel mio guardarti dove brilli:

un po' più in là

nello splendore del sole

che tutto illumina

e tutto fa risplendere

nel rumore del mondo

che ci circonda

 ed osservo in silenzio

con gioia nella gioia

nel camminare sicura

alla luce del giorno con te:

un passo indietro,

un passo avanti

allungando le mani

con la forza dei rami

che s’incrociano toccandosi.

 

Grazia Denaro

*

Al timone dell’universo

 

 

Non senti l’odore dei gelsi

e lo stormire delle fronde

carezzate dal vento caldo

di questa stagione?

 

E’ un gioire di bambini

ch’elevano al cielo il loro tripudio

colmo di grida e di risate

in una festa che battezza l’estate.

 

L’aria adorna di profumi e voli

 induce all’ardore

accendendo la tavola del mondo

apparecchiata ed ospitale

verso noi fragili creature

che siamo qui a godere

di questa splendida natura

e dell’abbraccio

impercettibile dell’aria.

 

Osservo bene ombra e luce

che si posa sulle creature e sulle cose

e penso che siamo noi seme e zolla

al timone dell’universo.

 

Grazia Denaro

*

In controluce

Le nostre strade

non hanno più segreti.

 

Respiro e vivo

con la tua intensità

che si può trovare

sulle pagine dei giorni

segnati col segnalibro rosso.

 

A volte si pensa di andare in giro

per piccole storie,

incerte mete,

intimità provvisorie

e invece si trovano meraviglie

da gustare

come il sapore delle more

e ciliegie rosse d’assaporare.

 

Il sentire nel tuo corpo

l’odore del mondo intero

che si scuce

è una carezza che mi ritorna

in controluce.

 

Grazia Denaro

 

                  

*

Un abisso di pura magia

 

Respira il cielo

a questo splendore

che esalta la sera

con un vento accattivante

atto a far danzare

quest’alta marea

riflessa da una luna beante:

 

- astro risorto in questa notte -

a disperdere profonde incertezze

ma nell’accendere fuochi

alla veste del desiderio

e nel far fluire il sangue

verso le vie trillanti del cuore.

 

La notte emana

i suoi profumi arcani

nascosti nei riflessi dell’argento

dove noi due in simbiosi

ci adagiamo

nella culla dell’esultanza

che ci avvia

verso un abisso di pura magia.

 

Grazia Denaro

*

Settembre Acrostico

S corre il tempo

E largendo movimenti

T endenti all’azzurro e bianco

T ra  cirri che corrono lievi

E d eleganti

M odellando figure:

 

B ambagia ad ornare

R identi cieli nella carezza del vento

E cheggiante l’autunno.

 

Grazia Denaro

*

Raccolgo gli ultimi raggi del sole

 

Raccolgo

gli ultimi raggi del sole

che non s'arrende

come fuoco invade la mia mente

come i caldi raggi dell'estate

quasi volessero generare

succosi grappoli di piacere.

 

Il mio pensiero migra

alle emozioni,

agli istanti più belli

scolpiti nel cuore

quando c'eri tu

che con lance aguzze

irradiavi il tuo splendore...

 

Grazia Denaro

*

Un’ombra eterna [dedicata]

 

Oggi è più calmo il mare
ma il vento mi riporta in bocca
il gusto del suo sale
risvegliandomi quel fiele
che mi fa star male.

 

Non posso non constatare
che la vita ha su ognuno di noi
potere di pace e tormento.

 

Gli accadimenti spesso
non si lasciano prevedere,
specie quando la vita
viene recisa senza motivo
facendo mancare
i momenti belli da vivere
e il fulgido futuro che aspetta.

 

Essa decide

[ma sovente manovrata]
che in un tempo divenuto
stropicciato all'improvviso,
dalle sue pieghe occulte
violenti tornadi esplodano
  in tutta la loro violenza
abbattendosi su rami
che vengono recisi di netto,
ma anche i virgulti spuntati a primavera
non vengano risparmiati
disperdendo la loro linfa vitale
ed azzerando del tutto il loro vigore

che da un cammino di luce
a cui erano destinati,
li avvia inesorabilmente
verso l'ombra eterna.

 

Grazia Denaro

*

Lunghe strade

 

Come brandelli di una bandiera

di pace

corrono nuvole bianche

sul mio capo.

 

Il vento

tende in festoso pavese

i rami di una grande acacia

che mi sovrasta.

 

Penso alle lunghissime vie

che corrono in rettilineo

divorate dal sole

che le illumina e le rende liete.

 

Ammirandole i miei sogni misteriosi

hanno una continua evoluzione

dileguandosi di minuto in minuto.

 

In mezzo a tanta grandezza,

a tanto splendore

sono una piccola spora al cospetto

dell'immensità dell'universo.

 

Grazia Denaro

*

Un giorno nuovo

 

E così sei qui

disegnato nell’estate

scolpito

in un ozio senza superficie.

 

Ma ecco il dono,

il meraviglioso dono:

 

riscopro finalmente la tua luce

in tutto il suo fulgore

e nella gioia

che mi suffraga dalle incertezze

che mi hanno abitato interirmente

nell’ultimo periodo.

 

Penso sia meravigliosa la vita

accompagnata dai colori dell’iride

e da tutte le bellezze che ci regala l’universo

che mi accolgono lucide e senza più ombre

nello spicco dello sguardo.

 

Il cielo scorre nuovamente su di me…

e le nuvole sono un azzurro

visto di schiena.

 

Grazia Denaro

*

Pantalica

 

Il cielo d’un azzurro scevro di nubi

 si rifletteva nel passato remoto di quel luogo

ed attraverso le crepe che ha lasciato

canta ancora la sua arcaica storia.

 

Un’aura misteriosa

sprigionavano quelle pietre,

le grotte rupestri e la necropoli

abbarbicate su un terrapieno

digradante verso la costa.

 

Fui ammaliata

da quella natura selvaggia

in cui torrenti e piccoli fiumi

fluivano silenziosamente

incastonati lungo canyon

formatesi tra le calcaree rupi.

 

Il belare delle capre

che brucavano

sotto un portentoso sole

tra le siepi scarne

radicate fra le ripide pareti

poggiate sull’Anapo

che scorre fino a valle

fu l’unico suono di questo luogo

selvaggio ed antico.

 

E lì, sul margine del prato

nell’osservare quel contesto

 m’innamorai del vento

che carezzandomi dolcemente

mi sussurrava

i segreti ritmi di quell’antico canto...

 

Grazia Denaro

*

Rileggo

 

Da antiche pagine che rileggo

sgorga vita vissuta.

 

Tenerezza e rimpianto

che tutto sia passato

su quel piccolo ambito terrestre

che il suo frutto ha lasciato

con le cose fatte, le cose pensate

e ciò che la gemma sbocciata

ha assimilato.

 

Acuta nostalgia sgorga dall’anima

s’immerge in quei momenti

per riviverli appieno.

 

Un rivisitare quel suolo ameno

dove lo sboccio

determinava eterna primavera:

 

captare ogni sfumatura di colore

donata da creature consone

e specchianti chiarore

che furono fortezza e sicurezza

accompagnando con perizia

lungo percorsi da tracciare

ma su cui riluceva un cielo aperto

e irraggiante

pregno di luce e di calore.

 

Grazia Denaro

*

In un’aura di pace

 

Profumi d’estate la brezza sussurra:

 

un’esca si fa miraggio gioioso

nella sera armoniosa

che con la complicità della luna

dona a dismisura

effigi di ciò che carezza

la mia cava più segreta.

 

Come forza di marea

tutto ciò che mi circonda:

la luna, le stelle, l’universo

colma il mio petto

d’incommensurabile

dolce struggimento

avvolgendo di fiamma esaltante

il mio io che vive

quest’ora di emergente magia.

 

E’ una di quelle notti

in cui la vita risplende

dal buio stesso con esultanza

e di luce e parole

si alimenta gioioso il mio costato

dilatandomi il cuore

mentre il tempo mi avvolge

in un’aura di pace.

 

Grazia Denaro

*

Dalla tua armonia


Nel cuore della notte

ti osservo

e sento il tuo soffio

che mi scalda

come canto ancestrale

che percorre l’anima.

 

E’ dolce carezza

che mi avvia al sonno

il tuo respiro:

 

- sussurro rassicurante -

a cui risponde il mio sospiro

con gli accenti

assimilati interiormente

dalla tua armonia.

 

Grazia Denaro

*

L’immensa ebbrezza dello spazio

 

Notturna apparizione

nel cuore della notte mi compari

come isola che il sogno popola

e brumosa ti sciogli

a riportarmi immagini

ritornate a respirare.

 

In te mi perdo

nel venirti incontro ad occhi aperti

seguendo le tue spire di sole

che fanno certi i miei passi

avviandoli verso cristalli

che fondono e s’infrangono

tra mille scintille

trascendendomi

verso il cielo silenzioso:

- strada e sigillo -

attraenti alla ricerca

della calamita dei tuoi occhi

che mi osservano dolcemente

nell’immensa ebbrezza dello spazio.

 

Grazia Denaro

*

Al timone dell’universo

 

Non senti l’odore dei gelsi

e lo stormire delle fronde

carezzate dal vento caldo

della nuova stagione?

 

E’ un gioire di bambini

ch’elevano al cielo il loro tripudio

colmo di grida e di risate

in una festa che battezza

l’inizio dell’estate.

 

L’aria adorna di profumi e voli

 induce all’ardore

accendendo la tavola del mondo

apparecchiata ed ospitale

verso noi fragili creature

che siamo qui a godere

di questa splendida natura

e dell’abbraccio

impercettibile dell’aria.

 

Osservo bene ombra e luce

che si posa sulle creature e sulle cose

e penso che siamo noi seme e zolla

al timone dell’universo.

 

Grazia Denaro

*

I bisbigli del cuore

 

S'addentra l'anima mia

lungo sentieri di orme leggere

percorsi in quelle limpide giornate

dove tra noi aleggiavano

i discorsi più veri

intrecciati tra stradine

battute dal vento d'aprile

e ammantati dall'azzurro del cielo

a donare gioia ed emozione

nel lasciare entrare nell'interiorità

la pienezza del sole a rifulgere sogni

di belle speranze

di virgulti ed aromatiche piante.

 

Nella cornice incantevole di quell'approdo

ambito dai bisbigli del cuore

noi cantavamo soavi melodie

irrorate di rugiada

atta ad alimentare linfa

da aspergere

lungo i viali della vita.

 

Grazia Denaro

*

Al singhiozzo del rauco canto

 

Un tempo gabbro

che pare sfuggire alla vita

perimetro irreversibile,

silenzio e durezza di pietra

a domande mute

di un cuore che batte smarrito.

 

Non scorre fiume in libera discesa,

aridità di venti risalgono la sponda

di cocci e di pietre aguzze disseminata

a ferire l’anima frastornata

adagiata sul gelo della paura e dell’incertezza.

 

Il fluire del mio tempo ristagna in crisalide

scevra di mutamento.

 

Vorrei tanto vivere un possibile cambiamento

finora soffio d’una luce svanita

 e consegnata

al singhiozzo del rauco canto.

 

Grazia Denaro

*

Il caldo vento degli alisei


Stasera le tue parole

lasciano impronta sul mio cuore

e gli occhi vedono azzurri mai uditi.

 

Incantata guardo la rotonda luna

che da lassù brilla per me

azzerando l’eternità della distanza…

 

... e il battito nel petto

comincia a navigare sulla tua rotta

spinto dal caldo vento

degli alisei.

 

Grazia Denaro

*

Il sogno

 

A volte la notte si schiude al sogno

e della sua dolcezza il cuore nutre.

 

I sensi invade di dolce sentire...

 

sono visioni che l'essere nutrono

e l'incanto pervade a placare la sete,

sono respiro stimolante

a saziare l'anima anelante.

 

Il tempo si ferma in un non tempo

che la vita pare rallentare

ma dona gioia e nutrimento

all'ego che l'accoglie

e l'abbraccia dolcemente.

 

Grazia Denaro

*

Il prodigio del tempo

 

Rimango qui

irradiata da questa luce

che mi riflette la gioia

della benedetta aurora

nei voli e nei canti degli uccelli,

 

e nell’attesa che arrivi tu…

 vola d’azzurro il cielo

nell’aria trasparente

e ristagna in me

il prodigio del tempo.

 

Grazia Denaro

*

Quella magia di cui ci facciamo dono

 

Quando in quelle sere che in me mi perdo,

giungono parole che fanno rallegrare

il campo circoscritto della mia interiorità

facendola tremare d’emozione

per l’esaltazione di quelle ali

che solo in due volano all’unisono

verso messaggi di fuochi avvolgenti,

aure profumate di fiori appena sbocciati,

di grappoli di ciliege in fiore

che con le loro rosate striature

inneggiano l’istane desiderato

in cui gli occhi si avvincono

ed i corpi eretti con le mani legate fremono:

 

- io in te mi perdo -

mio raggio di sole dei passi certi.

 

Sotto la luce delle stelle di un cielo rifulgente

è allora che noi emaniamo un unico sussurro

dalle assonanze pregne di quella magia

di cui ci facciamo dono.

 

Grazia Denaro

*

Ti amo poesia

 

Come freccia scoccata dal tuo arco

quando ascolto la tua voce

tanta luce solare in me raccolgo

che azzera quelle notti buie,

 travagliate e prive di stelle

tenendomi confinata

in un silenzio tenebroso.

 

Tu mi apri un cammino di parole

che va diretto al cuore delle cose

carezzate dall’eco del tuo canto

respirato al ritmo del mio sangue

con quella gioia di poter dire

senza disinganno

ciò che detta l’alito scaturente

del mio interiore sentimento.

 

Ti amo poesia

per la bellezza che emani

quando in crescendo canti

ciò che la mano scrive

e l’anima modella.

 

Grazia Denaro

*

Oblio

 

Oggi non è giorno di parole,

si sono arenate

tra le pietre e gli sterpi

di quel viottolo ripido e scosceso

precipitato nel burrone

degli inganni.

 

Un velo di dolore copre ancora

quella luce incontaminata

che mi fu amica

azzerata da un cielo vuoto

del suo azzurro:

 

- fendenti di dense nebbie -

occultarono quel percorso

di strade maestre

in cui i passi camminavano

fermi e sicuri

nel perseguire il cammino

di quella voce d’amore

persa tra gli echi

di una luce evanescente

scevra di suoni e colma di ombre

che il vento come lamento

ancora sparge nella mia aura

riportandomi di essa solo l’oblio

che non lenisce sofferenza.

 

Grazia Denaro

*

Il dolce frutto della vita

 

Cos’altro puoi dirmi

che non sappia già

di ciò che ho assaporato

avendoti vicino:

 

- noi due aria e fuoco

in uno scintillio di passione -

 

 vene di sole

che il sangue fanno scorrere

ad illanguidire il petto

in quell’ansimante sfrangiare

tra l’azzurro del mare

ed il rosso tramonto del cielo.

 

Sapore di salmastro

a toccare i pori della pelle

 facendola vibrare

quando l’onda languida

accarezza gli scogli

ed il vento batte il suo tamburo

in suoni e cadenze misteriose

come fa il cuore quando è accelerato

dal battito dell’ala misteriosa

ch’esalta l’emozione ed il desiderio:

 

- radici allo scoperto –

s’intrecciano in un edenico giardino

mano nella mano ad assaporare

il dolce frutto della vita.

 

Grazia Denaro

*

Quei chiari di luna

 

Ricordo quei chiari di luna

e fioriture di stelle

in quelle sere d'estate

in cui il cielo era una scia brillante

che illuminava la mia isola incantata

- o forse ero io che le magnificavo -

 

ma mi esaltavano il cuore

scaturendo sogni e chimere

che s'indirizzavano

a vie da percorrere in discesa

verso un futuro tutto da assaporare

nella coscienza e nella consapevolezza

che sentivo dentro me

pensando che il vento avrebbe sibilato lontano,

anzi, avrebbe avuto un movimento

di carezzevole danza

atta a purificare la luce dei  miei giorni

irradiandomi interiormente

ed accompagnando i miei passi consapevoli

di durata e percorsi lungo le strade del mondo

verso richiami di voci e desideri

che mi avrebbero avviata

nel volo meraviglioso della vita

osservando sempre quella volta celeste

che vige e protegge.

 

Grazia Denaro

*

E non ci sei

 

 

Hai oltrepassato quella porta

e con noncuranza sei andato via.

 

Mutata è la scena

è più tranquillo, più scarno

il mio vivere ora

ma il conto non torna:

pare la calma dopo la tempesta

ma non è il mio pane

e neppure il vino che ora degusto.

 

Ho viaggiato nella tua incongruenza

ora la mia,

nel tuo umore altalenante,

ho scavalcato grossi massi

coperti di muschio

tendendo sempre a scivolare.

 

Scevra d’equilibrio

per il pesante castigo della tua presenza…

e ora, non ci sei.

 

Grazia Denaro

 

*

Stille di luna piangente

 
Stasera in un cielo
 splendente di stelle,
seta trapunta di blu ed argento
nel suo bavero anteriore 
spicca un pò appartata
e silente la luna.
 
Astro lucente 
d'immaginifici pensieri
riempie la mente 
di storie fantastiche 
ed evanescenti.
 
Nel dormiveglia incantato
l'ombra d'un sogno m'accarezza:
sento un leggero fruscio, 
un volto sbiadito m'appare 
che io faccio fatica a distinguere.
 
Sfoglio le pagine del tempo
nella speranza 
di scorgere ancora quel viso,
ma danza vuota la risposta:
solo fogli ingialliti appaiono,
 paradgma di giorni incolori vissuti
di cui riesco a percepirne appena il sentore
che non percorre più le valli del cuore.
 
Il mio cammino ora è arenato
tra sterpaglie d'ombre e pietraie
che intristiscono le iridi 
ed il mio più intimo sentire
su cui colano stille di luna piangente
atte a dilavare pagine di sillabe vuote 
di un dialogo arreso su strade mai percorse.
 
Grazia Denaro

*

Osservando la notte

      

Credo

non ci sia limite all’emozione

quando si osserva la notte

ascoltandone il silenzio

che avvolge ogni cosa...

 

 respirare

il sentore dell’universo

nell’atto di porgere

le sue meraviglie e i suoi profumi

mentre il cielo è una trapunta

di stelle brillanti

capitanate

dal diamante lunare

che nel suo stile specchiato

illumina l'ombra occultata

 tra le pieghe del buio

accendendo meraviglia

ed  immaginazione

da incamerare in un equilibrio

di occhi ed anima.

 

Grazia Denaro

*

In un’estasi di vita

 

Momenti,

giornate in apnea:

vivo in un letargo che fa il paio

con questa capricciosa primavera

accasciata

tra i limiti ristretti del tempo

che mi confinano in un limbo

senza colore

aspettando che passi la notte

a risvegliare un fiore,

una nuvola di sogno

su cui poter fantasticare,

un tono ambrato da riverberare

tale da risvegliare quella luce

che mi faccia elevare gli occhi

ad osservare

il sublime mistero dell’universo:

matrice che nutre

e plasma l’interiorità alla gioia

e alla libertà del proprio io

come acqua che all’acqua va

e di se stessa s’alimenta:

liquido che fluisce e rivive

in un’estasi di vita.

 

Grazia Denaro

*

Né vita né ritorno

 

 

I tuoi sogni volati nel vento

nel muto riflesso

di una sera illune.

 

Respiri affannati

ricordi svaniti

che tornano indietro

su passi irrisolti.

 

Sortilegio

di graffi sul cuore

sono deliri di dolore.

 

Ira della tormenta

stiletto duro invisibile

che s’infiltra

a forza nelle ossa.

 

Metamorfosi di luci

che piombano

in un buio profondo

dove non c’è vita

né ritorno.

 

Grazia Denaro

*

Pe un attimo soltanto

 

 

 

 

 

Dei giorni belli

non resta che quella luce

filtrata dallo sguardo

che arriva fino al cuore

tamburellante e sordo

come ingenuo primitivo

strumento di dolore

di quei dì colmi di tremore.

 

L’ assedio del dolore

in spire d’onde coglie

e mi rinchiude nelle segrete

della vita mia tradita

mentre l’anima nell’assolo del violino

su corde taglienti si dibatte.

 

Da quelle antiche terre mi raggiunge

la caduta di ogni suo frutto.

 

Ogni tua parola era un affondo,

un pezzo di bravura

tale da disgregare sicurezze

e annerire lo specchio

dove noi due abbiamo brillato

per un attimo soltanto.

 

Grazia Denaro

*

Musica dolcissima e controcanto

                                                                                                  

 

Quando il disgelo

scioglie la neve,

di lì a poco

meraviglie affiorano

come piume e stormi

in movimento

che si rispecchiano nella luce

del blu intenso

riflettendosi nelle iridi:

- finestre aperte verso l’alto -

che dipingono sali-scendi e gridi

di deja vu a scorrere sul filo

 della rinascita di nuovi germogli

in un inizio rifulgente di natura,

carezze interiori

donate da questo coro di musicanti

che ondeggiano

ad ogni solfeggio d’aria e di vento

sotto un cielo fissato al lampo

dell’intensa luce

donata da miliardi di sfere

e dallo spirare dolce

di zefiro tra le messi

in musica dolcissima

e controcanto.

 

Grazia Denaro

 

*

L’iter dell’esistenza

 

Quando il cielo è un’alba chiara

di sublime ombra e luce

e di viali profumati,

con te al fianco null’altro ambisco

se non la primavera

a sprigionare le sue meraviglie

che mi pare porti dentro sé il tuo amore

che mi elargisci dolcemente

nell’aria tiepida che risuona

di fremiti ed aromi.

 

E’ un echeggiare di magiche sinfonie

che la natura dona in tutta la sua armonia:

il dolce vento, il frusciare delle messi,

la scorrere del torrente nel suo letto

che mormora argentino sui sentieri

scortati dalle betulle colme di amenti.

 

Anche il cielo ed il mare abitano l’infinito

in un connubio di uguale colore,

il loro movimento è musica

di un canto ancestrale che gravido di sole

racconta al vento l’iter dell’esistenza.

 

Grazia Denaro

*

Del tuo frumento mi sono nutrita [A mia Madre]

 

Cammino lungo la strada dei pensieri

osservando ciò che dipinge il ricordo

rispecchiante i miraggi antichi con nostalgia

di quelle brezze leggere e profumate

che il mare in lontananza regalava

in quegli anni ameni e spensierati

di cieli azzurri e di sorrisi.

 

Ricordo che recepivo

con gioia la tua mano

che leggiadra mi accarezzava

e la tua voce che con dolcezza mi parlava.

 

Dalle bionde spighe di grano

che tu di anno in anno hai raccolto

e mi hai donato

i preziosi semi in terra feconda ho seminato,

e del tuo frumento mi sono nutrita

seguendo sempre la luce

del tuo amorevole sguardo:

- magnifico ventaglio chiaro -

che sempre ha illuminato la mia anima

donandomi quell’equilibrio

tra il sole e l’ombra che fanno capolino

nei momenti dell’esistenza.

 

Grazia Denaro

*

Fu dolce quell’ora

 

Fu dolce quell’ora di magico incanto

d’abbacinanti luci

 ed esaltanti tocchi di rosso fuoco:

-soffi suadenti adagiati al cuore-

 

S’accesero coni d’azzurro

in un pullulare d’afflati:

- emozioni di caldi fremiti -

che inviarono

a quella danza divina ed avvolgente

 di treccia d’amore irretente i sensi

in quel bagliore magnifico

che non arretra ma risplende.

 

Grazia Denaro

*

Il mio corpo diviene arpa

 

Quando mi guardi

nel buio delle notti

mentre la luna sfavilla in cielo,

il tuo lieve respiro incide dentro me

come un cesello

emanante richiami

che s’addentrano nei sensi

e liquidi scivolano

nell’anima mia crepitante

scaturendo fremiti

come le cadenze del vento

che alla pelle sussurrano imperiose voci

di canti nuovi lanciati nel richiamo

di fiori schiusi sotto il cielo

del cuore che arde…

 

ed il mio corpo diviene arpa.

 

Grazia Denaro

*

Stringimi

 

Nella varia immaginazione

del blando sonno,

dolci sogni tu alimenti.

 

 Ti dico con dolcezza:

- stringimi -

 perché l’anima mia si bea del tuo calore,

della tua essenza,

di cui ho tanta nostalgia.

 

 E ancora:

stringimi guardandomi negli occhi

e io canterò per te tutto ciò che sento

esternandoti le emozioni del cuore.

 

Noi siamo come gli uccelli

che nell'aria fanno l'amore,

le rose di maggio che splendono al sole,

il dolce fruscio delle fronde carezzate dal vento.

 

 Allora: stringimi

quando la sera sul cielo piove la luna

e argentea inonda i nostri volti

avvinti da quei desideri d'intesa

nell’aria tiepida che lambisce l'attesa...

 

Grazia Denaro

*

Di brama nella notte

 

In quelle notti silenziose

quando il sonno latita

ed i pensieri scorrono in un turbinio

affollando di confusione il mio io

con calma cerco di tranquillizzarmi.

 

A volte per rassicurare me stessa

individuo una scala di suoni

che divengono carezza e sussurro del vento

che avviino ad un cammino di parole

dirette al cuore delle cose

che si desiderano chiarire.

 

E’ un arrovellarsi nel trovare la maniera

di cercare di dirimere il dissenso

riproponendo ogni giorno l’eco di un canto

con frecce scoccate dall’arco di cupido

che smuovano l’intransigenza

ed alimentino il sentimento

in modo da toccare la radice

di colui a cui sempre porgo la mano

quando viene a cingermi

di brama nella notte.

 

Grazia Denaro

*

Ben arrivata primavera

 

Stamane mi sveglia il canto degli uccelli,

sono lieta,

penso che la primavera, finalmente, sia arrivata.

 

Sento addosso un’aria ed un’energia nuova

e noto che il cielo è terso e le nuvole sono così lievi

che sembra si possano smuovere col fiato,

infatti il vento le sposta a suo piacimento

col suo soffio lieve.

 

Si sentono per l’aria i pollini atti a fecondare

e il crocchio dei piccioni

sale e scende dai tetti e dalle terrazze

in cerca di rimasugli di cibo.

 

Osservo attentamente l’intorno

e mi sento catturata da una vertigine

ch’esalta il mio turbamento

perché scorgo al di là della finestra

segni di nuovo che si fanno strada

tra gli alberi ed i cespugli.

 

Finalmente il grigio ed il freddo

lasceranno il passo

al verde variegato delle piante,

al sole e al dolce zefiro.

Cambiamenti che da millenni si ripetono

ma da sempre desiderati.

 

Grazia Denaro

*

Ammiro l’infinito

 

Stamattina

 dalla finestra ammiro l’infinito:

un fremito mi coglie

come se un’ala di gabbiano

m’accarezzasse il petto.

 

Porto ancora in me

i sogni della notte

che mi sorridono

con trasparente levità.

 

Osservo gli spazi azzurri

che sanno d’immensità

cingendo di luce intensa

le striature rosa dell’alba:

- pizzi e merletti pregiati -

ad esaltare la magnificenza del cielo

che culla aliti d’armonia

adagiati tra le fronde

ch’elevano la loro voce

al cuore delle cose

in un linguaggio arcano

che è cantico di tenera melodia

di un sentire levigato

che ogni asperità nell’anima mia

ha cancellato.

 

Grazia Denaro

*

Quell’attimo sublime

 

E’ in quell’eterno fluire

di melodie lontane

che ritorna quell’eco di bellezza

in cui rifulge quell’attimo sublime

e poi il suo dopo

che ascese verso un azzurro cielo

tra le carezze di uno zefiro

e nel candore

delle lusinghe della primavera.

 

Grazia Denaro

*

Ti parlerò di noi


Sempre adorna del tuo riflesso

che incornicia la mia memoria viva

come lo è la natura

in ogni stagione dell’anno,

 

ti dico che ciò che ci lega

fino alla vertigine

al di là delle parole pronunciate

che sono memoria dagli albori

di quando gli sguardi s’intrecciavano

esaltando fremiti e sorrisi,

ancora oggi i nostri aneliti si fondono

in misure di mare e cielo

rispecchiandosi in un riflesso

che ci attraversa e c’illumina

opposto all’invasione della notte

e all’abbandono delle cose.

 

Ambiamo all’unisono

la complicità del cielo e del suo azzurro

e non abbiamo mai amato le nuvole

con le loro distonie.

 

Grazia Denaro

*

Nel fremito di vita

 

Palpiti interiori
in fluttuare d'onda
mi dona ogni tuo sguardo
che in scala musicale
scandisce attorno a me melodia
aprendo un cammino di parole
diretto al cuore dell'incanto.

 

Sei carezza d'ala che schiude
sorgenti d'acqua
col loro scorrere argentino
sciorinanti immagini
che accendono desideri
a toccare il profondo del mio io.

 

La tua stella di luce
si rispecchia nella mia anima
che in crescendo canta
percorrendo ogni senso della gioia
con assonanze armoniche di accordi
in cui si colora d'azzurro il canto
nel rimescolio delle emozioni
che mi contengono rimbalzando
nel fremito di vita.

 

Grazia Denaro

*

Ti rivedo

 
Ti rivedo in una sera
di dolce primavera
in cui i profumi emanati dalla natura
ed il cielo trapunto di stelle
risvegliano l'incanto
del nostro sentimento.
 
Ti rivedo in un incontro
di musiche e parole
ad arpeggiare le corde del cuore.
 
Ti rivedo in un fiore d'hibiscus
che con i suoi emananti profumi
e splendidi colori
rispecchiava i nostri sogni d'amore.
 
Eri tu quell'amore sognato
desiderato, ambito, bramato
non voluto dal fato
che ha prosciugato
la mia esistenza
condannando la mia anima
all'oblio dell'ombra
che nessun astro potrà mai rischiarare.
 
Flebile ed etereo il ricordo
del tempo vissuto assieme,
a volte
 da non percepirne il sentore
ma il rammarico

tocca sempre il cuore.

 

Grazia Denaro

*

In quel rosato d’alba

 

In quel rosato d'alba
ho aperto la finestra,
ho sentito la primavera
nei canti e cinguettii degli uccelli
risuonanti dalla volta del cielo
soffuso di rosate striature,
pizzi pregiati, impalpabili
rispecchianti il rigoglio dei peschi
e dei ciliegi in fiore
nel risveglio della nuova stagione.


I sogni della notte riemergono ovattati
e pregni di dolcezza
nell'attesa del nostro incontro.

 

Grazia Denaro

*

Una sola melodia

 

Fu il rosa tenue del cielo

ad incantarci in quella mattina

d’inizio primavera,

quel frusciare di spighe

che l’alito di vento sprigionava

tra il rifulgere del sole

che unì nell’abbraccio

le nostre essenze.

 

Fu quel navigare in simbiosi

colmo di parole suadenti

tra il cielo dei nostri sguardi

e le mani nelle mani

come chicchi di frumento

posti sotto un caldo manto

che agì come rintocco

di campane a festa.

 

Nella bellezza della natura

sentimmo come

se ogni cosa per noi

fosse stata creata

apposta in quel momento

i fiori, la primavera, il firmamento:

 

- gioia e fine -

avvinghiati in una sola melodia.

 

Grazia Denaro

*

Risorgere

 

Giunchiglie in fiore

i tuoi occhi mio Signore

nel delta del tuo cuore mi rifugio.


Gonfia è l'anima mia

per ciò che hai subito,

per le pene che hai patito

ma l'uomo ha rimosso

il tuo grande sacrificio.

 

La vita eterna c'hai donato

a discapito

del tuo preziosissimo sangue.

 

Sento una voce interiore

che mi guida in silenti passi

convergendomi verso te

mia radice!

 

La notte è chiusa.

 

Finalmente arriva l'alba

che avvolge e bacia il mio viso

come apostolo di luce.

 

Grazia Denaro

*

Di luce respira il giorno

 

Di luce respira il giorno

nella carezza dell’equinozio

notte e dì equamente divisi

plasmati nel contesto della natura,

nel profumo dei fiori urlanti i loro colori

tra il verde dell’erba.

 

Ali in volo e trilli di uccelli

in canti e richiami

salutano la nuova stagione

nello splendore del sole

 allietando i passi dei giorni.

 

Passeggio tra i viali della città

leggera e col cuore colmo di letizia,

tutto è luce, tutto mi sorride.

 

Non penso alle cose perdute

ma apprezzo ciò che ho salvato:

gli affetti, il candore delle cose minute

divenute ora importanti.

 

Oggi il suolo s’accende al cielo

 scevro di nubi

e  si riflette in un chiarore lucente:

è un inno che io sento vibrare nell’anima!

 

Grazia Denaro

*

Silenzio primordiale

 

il tuo solitario andare sulla riva del fiume
tra i canneti e le piante di papiro
che smorzano la luce declinante del crepuscolo
mentre il vento suona rapsodia
sulle foglie delle piante.

 

Il sole cala all’orizzonte,
ti attira l’acqua ed impatti sulle pietre:
stordita ti lasci trascinare dalla corrente
e la tua vita vola nell’apogeo del cielo
scevro di suoni e nel rigore del vuoto.

 

Ginestre e tamerici testimoni del folle gesto
tendono i rami al vento in un flebile lamento,
si zittisce il canto delle cicale
ed aleggia nell’aria un silenzio primordiale.

 

Grazia Denaro

*

Bagliore

 

Se tu sapessi

quanto ti desidero…

ma non ho il coraggio

di raccontarmi:

sono anima di poche parole

e tengo tutto dentro me

come un segreto.

 

Se tu sapessi

come accelera il mio cuore

d’inevitabile spasmo

ogni volta che ti vedo:

 

sei gioia ambita,

 mio bagliore di vita

che in un mondo di lucciole

illumini il mio cammino.

 

Grazia Denaro

*

Fu lungo correre per te

 

Chiamami a te in un giorno

o in una notte che sia senza nubi

ricoperta da un manto

che mi rinverdisca i profumi

da me amati

conservati nei meandri dell'anima

come preziosi grani di luce.

 

Sento il tuo alito d'ambrosia e miele

nell'afflato dei ricordi

come quando m'abbracciavi

e fitto fitto mi parlavi

con la tenerezza che contenevi

nel tuo cuore.

 

Sentirò nostalgia dei miei prati

e di tutto ciò che finora

m'ha attorniato

ma pensando

che mi riceverà il tuo volto amato

non ho paura

di ritornare nel grembo

che m'ha cullato.

 

La vita anche se breve

quando presenta il sudario

t'invita a stenderti nell'ultimo riposo

e tu capisci che:

fu lungo correre per te...

 

Grazia Denaro

*

Dentro la bocca del buio


 

Pensiero che incornici i miei giorni indifesi

ed in memorie scorri a ritroso nel tempo

a comparare presente e passato

a rimestare in quelle sinfonie d’erbe

di mattini gentili quando il petto esultava

in quell’aria lieta di maggio

anche se scorrevano nuvole silenti

o sotto tigli che di fragranza l’aria inondavano

sotto lo zucchero dei raggi del sole.

 

Adesso confondi il mio cuore ed il mio io

nell’alternanza di serenità e timori.

 

Alti e bassi di pioggia e sereno

m’inviano a ripercorrere un vago cammino

lasciandomi sospesa ed indecisa

come foglia altalenante al ramo

aspettando timorosa il colpo di vento.

 

Non so se il cielo rifulgerà chiarore

alla mia porta

o sarà la tempesta a sbiadirne l’azzurro

che in luce aspra e scura

scrosciando pianto sui teneri germogli

li porterà a marcire dentro la bocca del buio.

 

Grazia Denaro

*

Un cielo interiore

 

Viaggio lungo fiumi di silenzio

senza mai vera pace,

sbattono ali uccelli neri

osservandomi da un cielo interiore.

 

All’improvviso l’incomprensibile

si è fatto squarcio

parlandomi ancora

di un passato che ritorna,

mi lavora ponendomi davanti

massi da scansare,

ed alte barriere da scavalcare

in un ansare a ledere il respiro.

 

Vorrei poter ammirare paesaggi lucenti,

monti e valli riverberate dal sole luminoso,

immergermi nel verde variegato dell’erba

ed invece m’imbatto e mi dibatto

in aure crepuscolari che mi confinano

in un tempo amorfo

dove il mio io ascolta i tumulti del mio cuore

che si dibatte tra il buio della notte

e brividi di gelo.

 

Grazia Denaro

*

Mondo incontaminato

 

L’aria gelida

stamattina mi percorre

e mi sferza corroborandomi

e spingendomi nel mio cammino

tra i larici della valle imbiancati

come candidi  angeli.

 

E’un mare latteo la pianura

ch’esalta

la bellezza incontaminata

della natura

 percorsa da altezze d’aria

a vivificare

 richiamando lo sguardo

ai pilasti del cielo terso

che mi accoglie dolcemente

tra i suoni attutiti

dispersi nelle immense distese

e con quella luce particolare

di cartolina invernale.

 

E' di una purezza infinita

questa candida distesa

donando visione di lungo respiro

poiché l’orizzonte è svanito.

 

Gli effluvi della resina

corroborano il petto

facendo apprezzare

questo mondo incontaminato

 vissuto fuori dal clamore consueto.

 

Grazia Denaro

*

Il buio della notte

 

In questi giorni

questo gelo, questa neve

che invade terre già dilaniate

e sofferenti

incombe nei miei spazi tranquilli

e mi conduce alle insidie

che può opporre la natura

alla già precaria vita dell’uomo.

 

Insidie d’un bianco d’aria pura

ad un grigio plumbeo di cielo nefando

che opprime  alito d’umanità

già graffiata e dalla pena curvata

camminante con passo piegato

nell’attesa della cura anelata

bramando di poter al più presto

essere risanata.

 

Nessuna apertura di cieli all’azzurro,

solo ricordi e speranze

trasfigurati in lontani momenti di serenità

ora bloccati al resistere all’insidia del destino

e al buio della lunga notte

che tuttavia l’attende…

 

Grazia Denaro

*

La lingua del cuore

 

Ho aperto le porte

del mio petto

per poterti parlare

con l’esatta lingua del cuore

libera dai sigilli e dalle reticenze.

 

Poterti dire della vastità del cielo

che sento in me

della liquidità dei mattini

che mi accarezzano radiosi

nello sbocciare di fioriture amene.

 

Sapessi:

sei l’approdo dei fremiti

l’ebbrezza del vento lieve

che dolcemente mi accarezza

nell’equilibrio e nell’armonia

che mi esalta e trema

nei miei giorni fulgidi e ridenti.

 

E’ l’intensità del tuo agire

che mi dona questo slancio.

Sei porto dove non albergano tempeste

esaltante mistero

che mi abbraccia e mi contiene.

 

Grazia Denaro

*

Nella luce dell’alba

 

Nella luce dell'alba

m'inoltro come gazzella

nei labirinti scoscesi

del tuo silenzio.

 

Bacio le tue labbra

con piccoli baci muti:

 

le ho baciate per amore,

per riso, per promessa,

languidi passi

sulla tua bocca nuda.

 

Frammenti di albe

che si ripetono

all'ombra del nascente giorno,

sguardi vagabondi

a sancire sogni.

 

Grazia Denaro

 

*

Obliqua luce

 
Fruscii di vento tra le nubi
a scompigliar giardini,
marea d'alberi
subisce impeto di tempesta
in un sibilo lamentoso
che scorre nell'aria gelida
e piena di correnti.
 
La terra è divenuta scevra di luce

e si è abbassata la volta del cielo

ingombra di nembi scuri
che pare vogliano cadermi addosso.
 
L'universo si è obnubilato
in una cella tetra avvinta da un torpore
colmo di spire grige per risvegliarsi
in un impervio tragico riflesso
che grava l'anima di obliqua luce.
 
Grazia Denaro
 
 

*

Nuovi orizzonti

 

Fu il vento caldo

di quella natura incontaminata

 a trascinarmi

col suo ammaliante canto

dentro un groviglio d’emozioni:

- un languore –

che mi cinse d’assedio

e m’avviò verso quel sorriso,

verso quello sguardo…

e  fu come un bagnarsi

nel blu di nuovi orizzonti.

 

Fu un destino

di travolgente passione

a condurmi

nel biancore e nella luce

dell’aurora

dirigendomi in nuovo mattino

nel profumo e nel tremore

di un’aura rovente.

 

Grazia Denaro

*

Quel cerchio di luce

 

Quel cerchio di luce

irradiava lo stagno

e nell’attorno rifulgevano

nella luminosa estensione

le robinie, gl’iris insieme a piante rare

mentre i salici venivano carezzati dal vento.

 

Le ninfee fluttuavano

sulla superficie dell’acqua,

nivee vergini

circondate dai vibranti colori

della flora lacustre appesa al cielo

in un rispecchiarsi nei riflessi

ora gioiosi, ora quieti

a seconda delle ore

e il declinare del sole.

 

Miraggi incantati

esplicati dal sentire dell’io

impressi su tele vergini

forgiate con grande maestria

di un vivere in una sublimazione

fortemente sentita

mirabile e convergente

a contatto

con quella magica natura.

 

Grazia Denaro

*

Il tuo canto

 

Stanotte mi sfioravi

in una nuvola di sogno

illuminato dalla luna.


Era un soffio

che mi scaldava il tuo canto,

un piacere assaporare la tua voce

atta a sfamarmi

come pane di promessa del mulino.

 

Era una forza di marea

a riempirmi il petto

e ad accendere l'ombra

sprigionando faville come grida

dirigenti luce

distesa verso il cammino

della primavera

che dovrà arrivare.

 

Grazia Denaro

*

La luce che vi fu

 

Si è fatta notte

e giro ancora per la stanza,

fuori regna un’atmosfera irreale,

tutto è ammantato di bianco:

sembra zucchero filato.

 

I suoni sono attutiti,

i lampioni lambiscono con la loro luce

tutte le cose.

 

Tra me e me scorrono fiumi di parole

respirando al ritmo del mio sangue

che scorre in palpiti di inquietudini

investendo l’eco del mio canto.

 

In un’analisi veritiera

 scevra da schemi e preconcetti,

penso che serva

incastrare tasselli al posto giusto

per avere un’inquadratura di prospettiva

del puzzle della mia esistenza,

alzando quel velo che genera ombre

in cui si nascondono distanze d’intenti

che sarà meglio definire.

 

Aprirò alla calda carezza del sole

nell’attesa che ritorni

la luce che vi fu.

 

Grazia Denaro

 

*

Preludio

 

E' quel volo che si compone

e s’innalza nell’eccelso azzurro

in un tocco di battute e fiato corto

innescando gioioso rintocco

di campane a festa

che arriva sobbalzando nelle vene

in un preludio di fontane zampillanti

alimentate da cascate d’esultanza

e volute di luce

che s’allacciano al cielo

in un sublime canto.

 

Grazia Denaro

*

Ti prendo per mano

 
E' nel crepuscolo della vita,
in momenti di nemesi del pensiero
quando tutto diviene orizzonte d'ombra
nella stasi del tempo che confonde stagioni
e non annuncia ritorni di primavere
né di domani forieri d'alternanze
nel donare e ricevere sementi
in rigoglio di fioritura e fruttificazione
che regalino profumi e sapori
a mitigare matasse di dolore...
 
è in questo tuo tempo dell'io smarrito
che ti prendo amorevolmente per mano
mio simulacro di dolorosa assenza
che ai ricordi toglie spazio ed orientamento.
 
La tua mano nella mia mamma
[anche se sono io a sostenerti adesso]
è musica appesa al cielo
che m'avvolge nella sua melodia
e sempre mi contiene
nel nido del tuo cuore.
 
Grazia Denaro

*

Spegnere una stella

 

Sotto un quadrato di cielo scuro

senza alcuna pausa al male,

sperduta

sotto un segreto e orrido frastuono

la tua vita imprigionata

migrò lontano

oltre quell’orrida stanza

fra terrore, deficit di memoria

e gemito mortale…

 

ultimo fremito di vita:

scambio tra luce e buio

del tuo corpo violato

e poi mutilato ed in pezzi occultato.

 

Nessuna dolcezza dei tuoi cari

ti fu di conforto nella sofferenza,

né il tuo cuore colmo d’amore

ti ha potuto salvare

da mani adunche e peccaminose

che commisero questa barbarie

con l’atrocità di un’anima dannata

che spense insensibilmente

la tua stella luminosa.

 

Grazia Denaro

*

Intervallo di pura magia

 

 

 

Cerco risalire

della bassa marea

su torrenti a bordo di giunchi

nella brama di osare

nel raggiungere Il mio scoglio dorato

col sangue che fuma

nel risveglio vivace della coscienza.

 

Di trame oscure:

uno spiraglio si schiude…

 

al di sopra del valico

spunta l’aperto tra il buio e la luce.

 

Esiste ubriachezza più bella

del dormiveglia?

 

Intervallo di pura magia

e di semi coscienza,

quando la mente trilla

come foglia sonante

che sussurra segreti alla

sua vicina di ramo.

 

Grazia Denaro

*

Il gomitolo dei ricordi

 

Dal gomitolo dei ricordi

oggi tiro il filo rosso

che mi riporta a te:

al tuo viso.

 

E’ un fiume scorrevole

ora il pensiero…

 

m’investe il tuo riflesso

da cui mi sento irradiata

rivedendo i tuoi occhi che mi osservano

con quello sguardo antico

ad irretire un groviglio di emozioni

mai dimenticate.

 

Sento le tue braccia che serrano il mio corpo

e ciò mi accelera il battito del cuore.

 

In un tripudio di luce:

s’è aperto il cielo col suo azzurro

e s’è destato repentinamente

il canto della natura

in una festa di suoni e di colori

fondendo in un’unica verità

i ricordi confusi della memoria.

 

Vorrei rimanere abbracciata a questi eventi

che risvegliano la vitalità di me fanciulla.

 

Grazia Denaro

*

La vita è spreco vuoto senza te

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ti ritrovo sul pendio
sotto un cielo splendente.
 
Come gabbiano
dalle ali mozze anela il mare
capisco con dolore
che la vita è spreco vuoto senza te.
 
Non ci saranno più affanni ed ardori
ma solo fiaccole
che bruceranno i nostri cuori.
 
I baci dati o ricevuti
non saranno più rivissuti,
quale sia stato quello estremo
non lo percepii nemmeno.
 
Guardandoti dritto negli occhi,
quel giorno,
incantata dai fiori in giardino
assaporai la gioia suprema
in quell'auro mattino.
 
Questo tumulo
che grava sul mio petto
non sarà dimora
del mio spirito diletto,
tu vivrai e viaggerai con me
a ricordare il nostro
inscindibile vissuto.
 
Grazia Denaro

*

Donare vita a nuove fioriture

 

 Oggi Il vento schiaffeggia l’aria

con la rabbia

che c’è in un campo di battaglia

lasciando volare ogni cosa

come in una vertigine

mentre il suo sibilo trascina l’eco

in un lamento.


Ho le mani gelide ed osservo

che tutto in quest’angolo di vita

è scompigliato:

tutto si dissolve in mulinelli d’aria

che lasciano l’anima smarrita

a vagare dolente

 verso quell’ansa di grigio cielo

che crea timore

non avendo parvenza di sole

da opporre alla crudezza della vita,

pesante fardello

scevro di quella trasparenza

necessario conforto di ogni esistenza

che si prodiga ad interrare

sementi germoglianti

o a spargerle come polline

 che nel loro fluire

possano donare vita a nuove fioriture.

 

Grazia Denaro

*

Conservaci la memoria mio Dio

 

A coloro che son divenuti cenere

sparsa nel vento per mano di carnefici,

cervelli indottrinati

erettosi giudici d'un popolo inerme e indifeso

propugnando un'autorità e una crudeltà bestiale

va la mia pena ed il mio dolore,

ai carnefici va il mio orrore.

 

 Con disumanità hanno ucciso gente inerme

su cui s'immedesima il mio cuore

che prova  tristezza e dolore

nell’immaginare il loro terrore.

 

Poveri martiri  bersaglio di un odio razziale e bestiale

che  fece sgorgar lacrime

seminando lutti sotto il cielo d'Europa.

 

Ho pena dell'agonia dei gasati,

dei morti arsi dalle fiamme,

degli uomini e donne mitragliate

e in grandi fosse comuni seppellite,

del bagno di sangue perpetrato.

 

Conservaci la memoria mio Dio

per quegli occhi spenti  di milioni d'innocenti

che hanno risalito il Calvario

e hanno avuto in gola la preghiera ricacciata.

 

I prigionieri ridotti ad esseri miserandi

vissero nel vento albe atterrite dalle forche dell'orrore

e affrontarono col respiro  sempre più spento

il cammino del supplizio.

 

Un popolo mutilato, torturato, massacrato!

 

Conservaci la memoria mio Dio.

 

Grazia Denaro

*

Cenere dispersa nel vento.

 

Fanciulli, giovani, uomini, donne

che guardavate con stupore

attraverso i vostri cuori nudi e disarmati

le bellezze che la terra elargiva

ed il cielo benediva

essendo inconsapevoli che mani rozze

e cuori di pietra

spargessero seme avvelenato

atto a sopraffare refoli di fiato

scatenando un'ecatombe tempestosa

coniugata col buio della morte

che polvere e fumo acre generò.

 

Da questa oscura cavità di ossa

[a futura memoria]

ancora oggi s'elevano i respiri innocenti

di coloro che furono cenere

dispersa nel vento.

 

Grazia Denaro

*

Denudami l’anima

 

Spoglia dei miei orpelli l'anima

denuda il mio io

scandaglialo con delicatezza

come foglia danzante

e leggera all'alito di vento

io sarò radice

e assorbirò il tuo canto.

 

Sentirai la mia anima abbracciarti

trasmettendoti il mio puro sentimento.

 

Sentirai il rosso fuoco

che in essa arde

come tramonto in un cielo d'estate.

 

Ti parlerò dei miei sogni d'amore

che come ciliege rosse

invadono la mia mente

ed il mio cuore.

 

Grazia Denaro

*

Una distesa di luce

 

Erano sospiri sottili

come il vento lieve

che si posa con leggerezza

sulla pelle

quando in quell’angolo incantato

t’incontravo

ruscello d’acque vive

dove i gigli inebriavano

le ore amene dei sogni intatti.

 

Navigando tra le rive delle tue braccia

mi perdevo:

gli occhi fissi alle stelle del tuo petto

- rivivo il tempo fulgido che riemerge

nello splendore del tuo corpo –

 

 Quel contatto mi trascendeva

in una carezza d’ala d’angelo

portandomi

ad uno schiudersi della vita…

 

eri sorgente d’acqua

in uno scorrere

a volte impetuoso,

altre lento e trasparente

che mi ha condotto

in questa distesa di luce

atta ad illuminarmi la vita.

 

Grazia Denaro

*

Il tuo intimo sentire

 

Anima raminga

non metti mai paletti

nell’assaporare le cose acquisite

continui ricerca estenuante

battendo strade dure

irte di pietre e sassi atti a ferire.

 

Sei attiva nel varcare porte

che non sai se aprono usci

su fitta nebbia o parvenza di sole.

 

Segui il sibilo del vento

non provando sgomento

al suo richiamo enigmatico e impaziente

vai incontro

con una complicità che non si arrende

alla ragione ragionata

 scevra di ripensamento.

 

Segui lucciole in volo

abbagliata da fugaci luci vaganti

farfalle leggere, fiocchi di neve

in un’estate leggiadra

effimera o vera?

 

Dai tronchi potati

 subitaneamente abbandonati

speri rispunti nuova vita

 di germogli a fiorire

in un abbraccio allettante

che invii nel tuo mondo interiore sensazioni

a scommettere sempre sulle emozioni

del tuo più intimo sentire.

 

Grazia Denaro

*

Essenze

 

Li, oltre la linea dell’orizzonte

che si delimita tra gli azzurri

rincorro il tu profilo insito in me,

complice

la liquida carezza dei tuoi occhi

a cui il mio sorriso danza

con labbra fragili

come petali di rose profumate

che ti rincorrono

a donarti la mia essenza

ch’eterea s’espande

e si scompone in un effluvio

che s’invola

a carezzare la soglia del cielo

offrendo messaggi di luce

che nascono dal cuore

come richiamo e desiderio

d’incipiente fioritura.

 

Grazia Denaro

*

Desiderio

 

E’ a doppio taglio la lama del desiderio

e sfaccettate le alchimie della sua fiamma

che in ali di vento porpora ghermisce

e attrae l’anima e il cuore scalda.

 

Nel suo cerchio stregato

è incantesimo

a cui non può fronteggiarsi

nessuna sfida o resistenza.

 

Se è troppo tenue la sua fiamma

trascolora, langue, si spegne

poiché freddo è il cuore e nuda l'anima.

 

Ha un senso antico il desiderio

è come sogno segreto d’arcani venti

 soffianti nel cuore o sulle braci

producono scintille volteggianti

di fantasie inducenti ad una folle danza

che nulla può colmare

se non il consumare l’atto subliminale.

 

Grazia Denaro

*

Fiaba d’amore

 

La luce cristallina

d’un mattino d’inverno

ci trova insieme

tra le ore dischiuse

ad accogliere il giorno.

 

Vitalità si sparge ancora

nella tenerezza dei nostri abbracci.

 

Con mani avvinte

raccogliamo sogni

sfolgoranti polvere di stelle

che abbracciano le pieghe del cuore.

 

Dal verde ammantato di neve

un messaggio arriva

dalle fronde inanellate

che c’invitano ad intrecciare ghirlande

con bacche ed arbusti colorati

da offrire al giorno che avanza

nella luce benedicente del cielo.

 

Grazia Denaro

*

Così io sogno l’amore

 

Piccola grande stanza

d'emozioni s'ammanta

col rimando di tutte quelle allegorie

dipinte sulla volta e alle pareti.

 

Giro gli occhi ed ovunque vedo

scene d'amore sensuale,

mi suggestionano gli occhi

ché mi riempiono l'anima

di richiami vagheggianti d'antiche voci

d'amori ancillari libidinosi

in pose flessuose

che espongono corpi formosi.

 

Persa nell'universo

di quel soliloquio d'anime denudate

mi sento smarrita ma aderente ad altra vita...

 

i miei sogni più belli dormono

sotto l'ombra delle mie ciglia,

hanno la dolce inclinazione d'ali bianche delicate

volteggianti in un azzurro cielo

e la levità d'una farfalla che vola di fiore in fiore

e dona la carezza del suo tocco magico

ad illanguidire il cuore.

Così io sogno l'amore...

 

Grazia Denaro

*

In aspettativa di te

Fluisce il tempo

in scampoli scomposti di pensieri

che giungono dal mio cuore

arido e assente.

 

Non ho ricordi belli a cui appigliarmi...

l'alba è disfatta e soffoca nel sole.

 

Osservo il mare con richieste mute

mentre onde gentili bagnano i miei piedi.

 

Miro l'orizzonte ed un'ansia m'assale:

lì, oltre bianche isole di falsi paradisi

ci perdemmo di vista lasciandoci la mano

ognuno di noi s'allontanò piano piano.

 

Questo mare che tanto amo

t'allontanò da me

senza porgerti l'eco

del mio accorato richiamo.

 

Tutto lasciasti alle spalle

senza remora né rimorso

ma sappi che ancora tutto giace

in aspettativa di te...

 

Grazia Denaro

*

Magico istante fra noi

Magico istante fra noi
quel fioco grido che ci unisce
è un canto!
 
Si, un canto che sgorga dall'anima
intriso di gioia e sentimento.
 
Se al futuro guardo,
penso che anche il deserto selvaggio
per noi due sarà giardino ameno.
 
Immagino splendide fioriture
dentro il cerchio delle nostre braccia.
 
Fili d'erba come seta
e fiori profumati
ci accompagneranno
lungo i bordi dei sentieri
e parole a coprire l'ombra dei pensieri
in una luce senza ombra d'inganno
in una fiamma rifulgente di zaffiro...
 
Grazia Denaro

*

Scie nebulose sull’antica melodia

Il sibilo del vento

  porta spesso ricordi imperfetti

che nel tempo remoto

non sono stati ben interiorizzati

da poter donare a futura richiesta

alla mente scioltezza

su nitidi rimandi di pensiero.

 

Inesperienza e sbadataggine

d’immaturità dell'età evolutiva

ha disperso molte note

di quelle armoniose sinfonie

abbraccianti cuore e carne

nell’aura vermiglia d'allora

 

Le poche gocce di fresca rugiada

che l'animo ha assimilato

si dissolvono velocemente

lasciando domande inevase

su importanti accordi

dell’antica melodia. 

 

Grazia Denaro

*

Questo tempo

Questo tempo ch'esalta
il bianco e nero sui muri
le ombre sbiadite ed ingrigite
e dalle ardesie dappertutto rivestito,
 
nel mio passeggiare lungo la battigia
noto che anche il mare
si disfa nel respiro
e l'odore del salino s'infiltra
tra le cabine e le case chiuse.
 
L'autunno arretra addormentandosi
tra le pieghe del tempo che gela
anche se a volte la sua eco continua,
ormai siamo arrivati ai giorni
che sono una trottola di foglie
e si arriva ai passi dell’inverno.
 
Tra il rosso e il giallo s'evince
un sole malato in un velo d'alba
che ci parla di riposo, di stasi,
di una muta in embrione
declinante in stagione successiva.
 
Noto che i gabbiani

nella loro cosmica magia
virano in un vento di bengala
che li tiene sempre attivi
in ogni periodo dell’anno.

 

Grazia Denaro

*

Giochi di luce

Autore Henry Matisse

 

Giochi di luce

in caldi colori

terra dorata

da caldi venti alitata

paesaggio ambrato

d'immensa distesa,

oceano di sabbia senza confini.

 

Solo qualche oasi circoscritta,

risacca ristoratrice

attorniata da verde manto

dà refrigerio al calore bruciante

dell'anima viandante.

 

Riposo ombroso sotto grandi palme,

incontri e scambi tra gente itinerante

sorgenti d'acqua a cui si accede

con allegria e si riconquista

quel sapore che dona vita

a quel vagare bruciante

ed estenuante.

 

Rimirar nella luce un cielo indaco

che riporta ad una lontana danza

intrisa di sogni persi nell'implacabile sole

ma non nella speranza...

*

Sotto la croce del sud

 

Pensieri colmi di nostalgia

per quell’isola felice

che apriva braccia di speranze

accogliendo a nuove latitudini

dove il tempo

pregno di luci incontaminate

accendeva dì gai e danzanti

accompagnati da brezze leggere

ed accattivanti

a risvegliare meravigliose aurore

nel prosieguo di giornate

eternamente gentili

affacciate a quell’oceano

in cui si rifletteva quel chiarore

ed in cui giocavano i delfini.

 

Quel raggio riscaldava il cuore

donando gioia e tepore

anche nelle giornate invernali.

 

E quando scemava l’urlo del giorno,

si accendevano quelle sere magiche

da cui si poteva scorgere anche la Croce del Sud.

 

Il cielo sopra il deserto era illuminato

da una trapunta di stelle,

mentre nella quiete della notte

brillava come orecchino

il quarto di luna

in un luccichio sopra il silenzio

 incontaminato della notte.

 

Grazia Denaro

*

Immagini di ridenti soli

Brillano negli occhi aurore

atte a diradare

nebbie che gravitano sul cuore:

 accendono antichi momenti rifulgenti

d'immagini di ridenti soli

oscurati dalle brume dei crepuscoli.

 

Grazia Denaro

 

 

*

Un tango

Storditi dal profumo

intenso delle orchidee

sparse nei vasi per la stanza,

quella sera all'improvviso

l'atmosfera divenne inebriante

e sensuale.

 

Attratti ed ammaliati

dai nostri occhi

che si bevevano con le pupille accese

sentimmo un desiderio ardente

ed anelante

che ci spinse in un tango appassionato

e malizioso:

ballammo come fossimo in ipnosi...

 

i nostri corpi s'avvinghiarono follemente

in giravolte e spaccate insinuanti

che accesero i nostri sensi

e ci portarono

ad amarci perdutamente...

 

Grazia Denaro

*

Un perdurare eterno

Ti osservo dormire

con lo stesso incanto

con cui si osserva la luce

che si apre all’azzurrino del cielo

nella folgore incantata del mattino

e con la commozione che si prova

quando l’anima è innamorata

o come nel vedere lo schiudersi

una rosa di gennaio.

 

Sento lo stesso ardore che ha il fuoco

che divampa divorando i desideri

poiché nello scorrere della pelle

migliaia di parole in stupiti mulinelli

trasmettono all’elettrico del cuore

un rivelato tutto

nell’intensità che irretisce i sensi

in un languore

conducendo alla gioia della vita

colma di quegli attimi

simili al perdurare eterno.

 

Grazia Denaro

*

Musica segreta

M i scivoli sul cuore

U nico dolcissimo

S egreto imperituro

I neguagliabile emozione

C he come canto soave mi porti

A recepire auliche sensazioni d’incantamenti.

 

S inergie di vita

E lementi alchemici pregnanti

G ravitazionali che si posano sul cuore

R esettando eclettiche funzioni

E levanti reconditi sentimenti

T ali da involare al cielo

A late  e magiche sinfonie d’amore.

 

Grazia Denaro

 

Acrostico

 

 

 

*

Accenti in armonia

Disegnare vorrei

come in sogno

aurore inargentate,

nascenti

sopra campi d'erbe

e su mari cobalto

mai visti prima

dove il vento bisbigli

splendidi segreti

vaganti in quegli spazi

immortali in cui la luce

è danza purificata

che attrae

nella lingua agognata

dagli accenti

cantati in armonia.

 

Grazia Denaro

*

Pesante torpore

Risuona di tristezza

la mia sera:

è il tocco di un vento forte

che vibra sui vetri

con la veemenza di un respiro convulso

risvegliando parole di sillabe vuote

feticci d’incompiutezza eclatante

che scrollarono membra

gettandole in un riflesso d’ombra

col mondo crollato nel sangue

adagiando l’anima

in un pesante torpore.

 

Grazia Denaro

*

La soglia di una nebulosa

Il tempo per i vivi

non s’arresta ai giorni già vissuti

ma conduce spesso

alla bellezza delle cose.

 

A volte, invece

avvia a bere l’amaro calice

donato dal graffio della vita

che resta inciso

nella pena e nell’amarezza

degli accadimenti

con la cadenza rabbuiata

di una spirale

che conduce alla soglia

di una nebulosa.

 

Grazia Denaro

*

Tra le rive delle nostre braccia

Quel soffio di vento

che unì le nostre essenze

con una melodia di canto primordiale

percorrendo il canyon della nostra pelle

allacciò le nostre vite congiungendole

in amalgama di pensieri e d'intenti

in cui sole e nuvole furono la nostra scrittura

mentre le nostre voci divennero stretto nodo

emanate vibrazioni

scaturite da profondità inesplorate

da cui ancora fuoriescono emozioni

ad un ritmo

che si rispecchia nelle nostre iridi.

 

Noi due sotto la rima aulica del cielo

navigando tra le rive delle nostre braccia.

 

Grazia Denaro

*

Fusione d’anime

Stanotte assaporo
quell'ebbrezza impaziente,
onda sinuosa
su piaceri d'intesa
che stuzzica il cuore
ed irretisce i sensi.
 
Ricama sapori
di brezza leggera
o d'intenso vento
che abbraccia
e regala sinfonie
in fusione d'anime
disinibendo remore
elargendo suadenti carezze
fruscio di baci
e cascate di foglie
adagiate sullo scrigno del cuore.
 
Allacciami i fianchi
dico piano,
invadimi gl'inguini...
 
portami nella tua serra
d'esotiche piante
e inondami di odorosi umori...
 
Grazia Denaro

*

Nel cono d’ombra

Scorre arido il mio tempo

come sabbia tra le dita.

 

Si sgretolano i miei giorni di sale

in un'arsura che brucia

lasciando trecce d'amara sete.

 

Reminiscenze lontane:

arcobaleni dai vividi colori

origami gentili di piante nel vento

baciate dal sole,

odore di menta ad inebriare il cuore.

 

Tutto è fermo ed immoto ora

in ore che non sono ore:

non scorre la clessidra del tempo

e la meridiana è sempre lì

nel cono d'ombra.

 

Grazia Denaro

 

*

Limpida ebbrezza

Nell'ombra scalza e lenta

la sera sta morendo:

il silenzio bisbiglia i suoi segreti

mentre la luna spalanca la notte.

 

Tu

scivoli suadente

nelle valli del mio tempo,

danzi come pioggia

e benefica ti posi sul mio volto

inondando il mio corpo

sorgente zampillante e pura

e con impeto sovrano

irriverente ed impetuoso

mi trascini nell'estasi catarsica

che squarcia lo scrigno dei desideri.

 

Tu

limpida ebbrezza

impetuosa e malandrina

questa notte galoppi irriverente

a colmare la mia danza d'attesa.

 

Grazia Denaro

 

*

Molto presto s’allungano le ombre

Questo tempo di transizione

che avvia al freddo inverno

è come un’opera pittorica

che ci dipinge i suoi colori

e le sue sfumature pacate

attraendo lo sguardo

per la sua bellezza.

 

Stamattina batte il maestrale

come un picchio alla finestra

ed una trottola di foglie

gira con costanza

mulinando nell’aria,

assecondando

il vento nella sua opera.

 

Adesso

le ombre s’allungano molto presto

per colpa delle nuvole

che sovente coprono il sole

riflettendosi sui muri

mentre il cielo

sembra una tessitura d’acque

avendo i meriti di donarsi a noi

che lo respiriamo

nel mutamento di luce

di una formula

di variegata e affascinante fusione.

 

Grazia Denaro

*

Alate carezze di vento


Ho trattenuto il respiro

nel sentire l’abbaglio

delle tue parole.

 

E’ un arpeggio il tuo sguardo

che scuote le corde più intime del mio io

in giochi d’ombra e sole

tinteggianti di miele e d’oro il mio sentire.

 

Ti ho guardato con le emozioni del mio cuore

che la tua mano carezza

donando il calore del fuoco

che arde, rapisce ed estasia.

 

Un leggero sorriso t’increspa le labbra

memoria che incamera

viaggianti sensazioni

donanti brividi sulla pelle e sui fianchi:

-alate carezze di vento-

che abbracciandomi mi contengono

in una gioia infinita.

 

Grazia Denaro

*

All’infinito

Vivo la vita

in fasci di luce

e tristi penombre:

altalena in cui sento la carezza lieve

delle messi della terra,

il dondolio dell’onda

che tra due blu infiniti avanza

a colmarmi il cuore

e anche quando il vento da lontano accorre

recando i pollini dei fiori ed altri effluvi

 tra i miei spazi sono soddisfatta

del vivere il sogno realizzato.

 

A volte giaccio tra vuoti bui

in mancanza di orizzonti

coperti da opachi veli,

la mia anima si concentra

in un farsi sera senza scampo

apparendomi che il senso della vita

sia questo solo

ma mi rinfranco

volgendo lo sguardo al passato

vissuto appieno.

 

Penso che i passi dei giorni

sono creta duttile

e plasmabile all’infinito…

 

Grazia Denaro

*

In lieta aspettativa alla tua soglia

In quelle albe di luce

dove il pensiero vaga

e vige dentro la mia cava

più segreta

vibra un’aura gioiosa

che mi conduce in un cammino

di ricerca fantasiosa.

 

Le strade dei tuoi passi

non conosco

ma verrei a cercarti in capo al mondo

e come fa il mare ti accoglierei

in un abbraccio gentile e festoso

o mio delfino.

 

A volte in boschi ombrosi

e tra rami turgidi di foglie odorose

ti vedo passeggiare:

 

questo pensiero

sovente mi accompagna

donando serenità al mio animo

e predisponendolo

in lieta aspettativa alla tua soglia.

 

Grazia Denaro

*

Sfumata è l’armonia

 

 

 

Se tu sapessi

come scalpita

 il mio cuore,

vento di libeccio

nelle arterie

il sangue scorre

mentre i miei occhi

cercano i tuoi

che sfuggono il mio nome.

 

Al silenzio dei pensieri

le parole si sono fermate

e i gesti si sono allineati

all’immobilità delle cose.

 

Qui domina un’altra luce

 il buio s’è inoltrato

nello sguardo.

 

Tra noi s’è aperto un vuoto

e il tempo si è diviso

grano a grano.

 

Sfumata è l’armonia

come aria fra le dita

e gli occhi

sono saturi di sale.

 

Grazia Denaro

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*

Sogni ambiti

 

Fugga

lo specchio immobile

dell’iride

che preclude la bellezza

rifulgente

di quegli azzurri

assimilati dall’anima

 esaltandone il sorriso

ed accendendo

il cielo di quella soavità

leggera ed impalpabile

che eleva la gioia universale

di un sorriso:

 

fonte che scaturisce

desideri

atti ad innescare

sogni ambiti

volti a dipingere

realtà desiderate.

 

Grazia Denaro

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*

Il rosso sangue scorre per le vie

 

In quest’estate torrida

che avrebbe dovuto essere

gioiosa e versatile

e invece negativa in tutti i sensi

a deprimere quella gioia e quella serenità

dell’esistenza.

 

 Oggi la vita non è vissuta più

all’insegna dell’umanità

e della fratellanza

se in una notte torrida ed orrenda

senza cielo e né terra

cessa il respiro nel silenzio e nell’indifferenza.

 

Un essere ignaro ed innocente

consegnato alla mercè di un energumeno

e di due lacchè suoi compari:

gente di vuoto d’anima in questo tempo

che pare senza Dio…

 

dalla vita, alla paura, al dolore

si passa alla morte

che spegne quell’aura luminosa.

 

Straniera terra che hai fagocitato

il solco lungo di quel petto

lontano dai propri cari in gelida solitudine

in una notte di bufera e di follia.

 

Umanità smarrita

che all’ululare dei venti

si guarda da sponde opposte,

non si aggrega e non aiuta

credendo di avere così mani pulite

anche se il rosso sangue

scorre per le vie.

 

Grazia Denaro

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*

I colori del vespro

 

La brezza accarezza i colori del vespro

riflettente il chiarore solare

diffuso in un cielo d'ampio raggio

rimandante luce

in spirali di flessuose chimere

inscenando splendide immagini

di un mondo colorato d'inchiostri fioriti.

 

D'ambra e miele s'effonde il meriggio

di voli e d'ali gioiose

viene invasa la volta del cielo

rimandando gridi e cinguettii

mentre anime scorrono in controluce

transitando per le vie di sole e d'ombra

che si riflettono sui volti e sui muri

d'antiche pietre

levigate dal corso del tempo.

 

L'aura gialla della luce del tardo meriggio

s'esalta nel giubilo dell'allegro rumore

e del parlottio della vita che scorre.

 

Grazia Denaro

*

Sentii l’anima esultare

 

Il vento alitava sulle piante del sempreverde

quel meriggio d'inverno,

sorpresa mirai

la snella ed aitante figura dello sconosciuto

che mi veniva incontro

nell'aura diafana del momento.

 

Fui attratta repente dal suo viso

e il cuore mi balzò in petto

perché lo vidi in tutto il suo splendore,

inquietudini e palpiti mi danzarono dentro

mettendomi in confusione.

 

Mi rivolse carezzevoli foglie di parole

adagiatesi nello scrigno del cuore,

sentii l'anima esultare

e di porpora divenne il mio viso.

 

Una tranquilla quiete aleggiava sul prato,

 mi resi conto in quel momento

che gli occhi avevano sedotto la ragione

 

Grazia Denaro

 

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*

Priva d’energia

 

Baratto determinate situazioni

con silenzio

di finto assenzo conviviale

che non rispecchiano il mio intimo sentire.

 

Dentro mi traballa tempesta

per le dolci imposizioni

che accetto in nome d'un vivere normale.

 

Nel gioco delle parti che è la vita

colui che ne è regista

impartisce le sequenze

ed io che sono attrice

subisco i suoi suggerimenti.

 

Anche se la scena m'appare sghemba

cerco di placare il mio ego

che sovente, con grida viscerali

si ribella a questa anomalia.

 

Guardo fuori, vedo che la vita scorre...

giocano i bimbi, il vento li rincorre

e splende un luminoso sole...

 

Grazia Denaro

 

 

 

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*

Esultano parole

L'alba colora l'infinito

di roseo incanto,

attendo te che arrivi

col sorriso sulle labbra

trasmettendomi tenero sentimento.

 

Il cielo mostra i rossori del mattino,

natura d'aria liberata

in spirali di fulgido assurro

irradiante il giorno a venire.

 

Grande dono la nostra vicinanza

ore trascorse in grande esultanza:

gioie di cristallo terso

sfociano al di là del sogno ambito

in girandole di teneri lemmi

che inalo con ardore

assieme all'essenza del tuo profumo.

 

Confini convergenti i nostri cuori

rispecchiantisi nell'attrazione dei nostri sguardi

e nella luminosità del benedetto giorno.

 

Esultano parole

nel ritmo del respiro...

 

Grazia Denaro

*

Osservami oltre l’esteriorità

Ti prego

non guardarmi superficialmente,

osservami oltre l'esteriorità

in modo da captare il mio intimo sentire.

 

Non pensare sia banale,

la mia anima palpita

nel bramare desideri di te

che tengo conservati gelosamente

nello scrigno dei segreti.

 

Ruscelli di lacrime

gonfiano i miei occhi

perché nell'ora della solitudine coatta

il vento mi sbatte come cespuglio arreso

alla sua primordiale veemenza.

 

Quando la tua bocca,

rossa melagrana si offre

percepisco il sole allo zenit

ma quando non ci sei

la tristezza m'invade e mi pervade:

tessuto di pesante trama

 ricade sul mio corpo

imbozzolandomi in un'esistenza minima.

 

 Il mio cammino conduce

 per irte strade

lastricate da grosse pietre

su cui faccio fatica ad avanzare...

 

tu sei l'eterno mio sanguinare interno!

 

Grazia Denaro

 

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*

Mare d’inverno

Questo mare d'inverno

mi riporta furore selvaggio d'allora

onde altissime spandono

odore aspro di salsedine

bruciando gli occhi, 

facendoli lacrimare

e mettendo il cuore in subbuglio

a risvegliare ricordi

d'un ieri latente.

 

Scendo veloce il sentiero,

capelli liberi al vento di maestrale

mentre il mare urla il suo richiamo

una mano prende il mio cuore

donando tutto il calore che arde al momento:

ricordo una stretta, un caldo sorriso,

un bacio lontano

cullato dalla voce cavalcante delle onde.

 

L'arcana empatia fu la nostra magia

che ci catturò intensamente

ma in un sortilegio

l'amore sbiadì tra le nebbie del tempo.

 

Solo un mormorio rimane

di quell'antico sentimento

-ormai in dissolvenza velata dal vento-.

 

Grazia Denaro

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*

Il mio peregrinare

 

Non è finito il mio peregrinare...

ho sempre valige da riempire

e da svuotare,

ostelli sconosciuti da abitare.

 

Stanze squallide e disadorne

m'accolgono con le brezze dell'ovest

che la notte la luna non riesce a rischiarare.

I miei giorni

non hanno mai fiori d'annaffiare.

 

Vivo da nomade,

lontani i giorni stabili e stanziali

quasi da non percepirne più il sentore,

solo un vecchio organetto

col suo suono familiare

mi riporta ogni tanto

al mio vero essere reale.

 

Mi chiedo:

quale sarà il porto

del mio perenne mare

in cui potro, finalmente,

ormeggiare la mia nave?

 

Grazia Denaro

 

 

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*

Porto dentro me il tuo respiro

Porto dentro me il tuo respiro

un mare in tempesta

è la mia anima irrequieta

dagli occhi scendono lacrimoni,

sono immensi turbini

i pensieri che mai riposano

-eterne bufere-

in alte cime innevate.

 

Esiste un linguaggio

che va al di là delle parole

che io recepisco con i sussulti del cuore,

le negative sensazioni,

le pene, le incertezze...

 

ho imparato a decifrare

le tue mute parole,

i tuoi discorsi astratti

là dove i tuoi reali pensieri

sono stati sepolti.

 

Ci fu un cambiamento tra le nostre vite:

hai lasciato alle spalle

ciò che di bello avevi dentro

e gelo hai sparso tutt'attorno.

 

Grazia Denaro

 

*

Nel gorgo della barbarie e dell’annientamento

 

Siamo tutti assediati

in un mondo che si combatte

e come prede e pedine ci mordiamo,

serpenti che hanno bisogno d'espellere il loro veleno

in un circolo vizioso che chiude un crudele cerchio.

 

Figli e figliastri di cui non poter mischiare il seme

che si combatte

in questo tempo di migrazioni,

di lampi viola, di canti funebri,

di mistificazioni e d'ipocrisie

vissute in tempeste d'astrazioni

e di massacri attuati sotto un cielo impassibile

e all'orrore incomprensibile

che si perpetra da una parte all'altra del pianeta.

 

Un incubo devastante

che ci coinvolge tutti in questa crudele ordalia

velata di nebbia nel sentore del clangore.

 

Ormai non è più tempo di silenzi né di temporeggiare

se si riesce ad arrivare fin sul gradino d'un Duomo Cristiano

nel cuore dell'Europa a perpetrare stragi

e massacrare innocenti genti ignare

a cui viene cancellato il sorriso all'improvviso.

 

E' tempo di risvegli da ponderare nella ricerca di un rimedio

per non essere dal demone risucchiati

nel gorgo della barbarie e dell'annientamento.

 

Grazia Denaro

 

Salva

*

Le stagioni a venire

Suonavi per me

immemori melodie

che io recepivo in ogni sua nota

regalandomi albe meravigliose

e giorni inghirlandati

riscaldati dal tuo fulgente sole

riflesso e richiamo del tuo amore.

 

Era il tempo dei nidi e dei pigolii incrociati

complicità di sentimenti

carezze alate nelle notti innamorate

 profumate di te.

 

Poi foglie marce e nubi io vidi,

dell'ombra l'anima fu disseminata

e il cuore poggiò su spigoli appuntiti,

non ci furono nuove fioriture

a rinverdire le stagioni a venire.

 

Grazia Denaro

*

Nell’oblio del tempo

In stanze acute

dagli ibridi colori

dove il sole non rifulge né indora,

mi ritrovai a dover trasmigrare

nell'incognita del divenire.

 

Rimuginai a lungo

sull'altare sacrificale toccatomi

sotto quelle alte cuspidi

di solenni e algide cattedrali

 non rimbalzanti per l'aere

l'eco del mio sentire né l'eco del mio dolore.

 

Nel tempo coatto

della mia permanenza

un eremo solitario portai sulle spalle

che tu non riuscisti mai a raggiungere

chiuso nell'indifferenza e nella dimenticanza

d'un cuore frantumato fra macerie gettato

lasciato lì a marcire nell'incuria del vento

e nell'oblio del tempo...

 

Grazia Denaro

*

Nei passi stanchi della sera

Brumoso e liquido il mattino

si rispecchia piangente

sulla terra e sull'acqua del fiume

 scorrendo lentamente.

 

Il mio cuore s'offusca

ed è pesante il peso del dolore

da trascinare

e nulla di te riesce ad intravedere.

 

Un altro giorno d'attesa

di vana speranza

mentre tutto non torna alla mente

del rigoglio di vita vissuta,

della gioia avvolgente del nostro cammino

che ha smarrito quel sentiero di luce.

 

Ora nuvole incombono sul mio petto

dedalo d'assenza da cancellare

ma è difficile la via giusta da imboccare.

 

Ovunque ti cerco

mia alba che risplendi di luce

e m'infiori con i colori dell'aurora,

ma non t'intravedo

nei passi stanchi della sera.

 

Grazia Denaro

*

Cessa il vento

Cessa il vento

si disvelano atmosfere

colme di luce

in visioni armoniche

 

Anche l'inchiostro

diviene materia azzurra

d'incredibile bellezza

atta ad innalzare ostelli

di pace, serenità ed amore

rischiarato da dorati soli

e da aulici fregi.

 

Ed io, coesa

nel loro sfolgorante chiarore

con il cuore colmo

d'emozione e di gioia

m'affido

a questo splendido ordito.

 

Grazia Denaro

 

 

*

Si spegne la speranza

Un giorno dopo l'altro

si spegne la speranza

di una vita all'insegna della fratellanza.

 

Le strade ormai non sono più sicure

e le città son divenute antri di paure.

Ogni giorno è uguale all'altro,

non dà avvenire di pace e sicurezza.

 

Branchi di lupi mimetizzati tra gente civile

predano ignari agnelli da sgozzare.

Occhi speranzosi cercano invano

un ritorno normale, sereno, tranquillo

che si prospetta alquanto incerto

ed assai lontano.

 

Dilaga la paura di colpi

che troppo spesso s'abbattono all'improvviso

innestando terrore ed orrore.

La speranza ormai è un'abitudine

scarsa di forza, usurpata da altra latitudine.

 

Grazia Denaro

*

Cruori e lacrime in una notte d’estate

Tragedia immane

in una notte d'estate.

 

Evento importante

da festeggiare:

gente sul lungomare

bambini, palloncini

che s'involano al cielo,

bancarelle d'ambulanti

in allegra cacofonia.

 

Persone integrate di varie etnie

in un convivio d'armonie

passeggiano serenamente

ma in un momento

scatta la più becera follia

di mente malata

e all'odio indottrinata.

 

Nella brezza leggera

d'una notte di festosa gioia illuminata

massacro d'ignari esseri umani

che inermi tra cruori e lacrime

la vita hanno avuto spezzata.

 

Grazia Denaro

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Corolle di vivida luce

Sei buio che si frantuma

in voli alti di rondini la sera

mare componente l'armonia

con la sua soave melodia

accompagnante l'onda d'ogni pensiero:

-portami con te nelle profondità

dei tuoi gesti illuminati,

innalzami in intimi voli

tra gl'inesplorati varchi del tempo

che siano eterna brezza

essenza del tuo io d'immagini gioiose

 illumininanti le mie ombre

attraverso corolle di vivida luce.-

 

Grazia Denaro