chiudi | stampa

Raccolta di poesie di Sara Cristofori
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Il bruco colorato *

C’è un bruco variopinto

sotto la foglia del melo

d’aspetto assai distinto

l’ho visto per un pelo.

E’ un bruco raffinato

col cilindro e la marsina

di un color ben abbinato

verde e anche acquamarina.

Mi ha guardata da piacione

-lo sa bene di esser bello –

devo porlo in protezione

o sarà pasto di qualche uccello.

Lui ha ripreso la sua discesa

di foglia in foglia con molta eleganza

a dire il vero e senza offesa

di fisarmonica ha somiglianza.

Dovrò metterlo in salvo

prima che faccia sera

lo prenderò sul palmo

e troverò una fioriera.

Gli cerco un posticino

magari nel roseto

nel fondo del giardino

*

In mezzo alla neve *

In mezzo a questo bianco

di neve appena posata

nell’odore dell’aria

nebbiosa,

il silenzio ovattato

ti isola

dal resto del mondo

-forse ti nasconde –

e ti risucchia

nell’idea d’infinito

d’immenso

fors’anche di Dio.

*

Hai voglia che nevichi *

Hai voglia che nevichi

per sognare di librarti

su tetti

su campi

coperti di bianco

cercando purezza.

Son come i giorni

di tutta una vita

quei fiocchi

che scendono lenti

a raccogliersi

in una coltre

che copre il passato

ma anche il presente

piano piano

e non fa differenza

di bello

di brutto

di prima

di poi…

*

Campagna d’inverno *

E’ quel senso di perdita
che aleggia sui prati
schiacciati dal gelo
tra le ville chiuse
abbandonate
                               -ci sono ancora i sorrisi
                              di quelli che ormai non amano più -
tra i rami secchi
e i fiori appassiti,
è quel senso di incompiutezza
che ti avvolge e ti riempie
mentre guardi un cielo grigio
incombente
impietoso
quando un vento si alza
foriero di malinconica forza
e attendi che il sole si bruci
un varco fra le nuvole.

 

*

Sera sul lago *

Sera sul lago

 

Guardo accendersi le stelle

sull’acqua quasi ferma

le più luminose

                         -Vega, Aldebaran -

sembrano galleggiare

insieme ai miei pensieri

cullati dalle onde lente

tranquille

nella piccola risacca

riflessioni si rincorrono

             -alcune ancor con fremiti -

ma alzando gli occhi

al cielo

la volta

sfavillante di diamanti

mi riporta quella quiete

la stessa del mio lago.

*

Maelstrom *

Per sempre non esiste

è fin dove arriva

la tua illusione

                        -si estende a tutti i luoghi

                        a tutte le persone –

pensi ci saranno sempre

ma niente dura

tutto inghiotte il gorgo

del Maelstrom

luoghi persone amore

persino gli anni effimeri

dell’infanzia.

Solo la perdita rimane

e si protrae nel tempo.

*

Un foglio di carta *

Come un foglio di carta

                -scritto con due righe appena -

portato dal vento

lasciato cadere

tra pozzanghere

e  macchie di nafta

                   -non ha sentimenti il vento –

ma pur sudicio e bagnato

ancor si legge

quel grido

 

…e ho nostalgia di me

         di come ero prima…

 

mentre scende giù

la pioggia

e cancella quel sospiro.

 

*

Mattinata ottobrina *

Così tanta è la dolcezza

di questo sole che non brucia

ma invece ti vezzeggia

nell’azzurro di un cielo

spoglio nudo ed indifeso

come gli occhi di un bambino

al color dell’innocenza

con quel vento già presago

delle foglie che cadranno

e una luna sorridente

che non vuole tramontare.

*

Tramontana *

Ci sono giorni come oggi

di tramontana

in cui il cielo

-terso azzurro libero -

si curva sul mondo

lo avvolge

come fosse un abbraccio

che termina sull’orizzonte.

Un cielo diverso

vicino ed amico

un cielo tutto di cielo

tutto di luce.

*

Vuoti *

Ancora  ho i “vuoti a rendere”

di quella tua birra.

Dovevamo vederci

per poterli restituire

(ricordi? persino lavati)

ma si lascia troppo spesso

che scorra il tempo

si pensa di averne

così tanto

così tanto…

mai giocare

con il tempo

è vigliacco e traditore

se ti vede impreparato

gode a toglierti un amico.

Oramai quelle bottiglie

(adesso ancor più vuote)

non saranno

che ricordi

e pensieri in controluce.

 

(a Paolo)

*

Silenzio campestre *

E’ azzurro il sentire

di pace

son bianche le nuvole

e poche

c’è anche un raggio

di sole

a svegliare le ombre

del bosco.

C’è silenzio

rivelato da

un belato lontano

un muggito oltre

il monte

o la cincia sul ramo

più alto.

Un silenzio creato

da voci

da luci e colori.

*

Sulla battigia *

E sulla battigia

dopo la pioggia

                                 /la spiaggia è ancora bagnata/

un uomo in piedi

guarda il mare

lo sguardo perso lontano

non sente il vento

che sembra attraversarlo

                                /forse sta piangendo/

immemore di tutto

anche di se stesso

non si muove.

Chissà

cosa pensa

                                /un amore una donna una vita una solitudine/.

Guarda il mare. Fermo e solo.

Il mare calmo e lento

lo asseconda.

 

*

Verrà un giorno *

Verrà un giorno che

mediterò su quella luna blu

aspettando di raggiungere

la mia shangri-la

sulle ali di una berta maggiore,

dimenticherò senza soffrire

ogni dolore

ne conserverò ricordo

come pugno di sale

e sfiorando un fiore

si aprirà –imprevisto –

uno squarcio di luce,

                                         /come un’imposta

                                         nel buio nascosta

                                         aperta dal vento

                                         fa entrare raggi/

                                         

allora si rischiarerà la strada

e io finalmente la potrò vedere.

*

Attendere *

È tutta un’attesa.

Dal fuori al dentro.

Dal dentro al fuori.

 

Attendi nei corridoi

                              –cupi e bui –

del labirinto qualcosa

che sollevi la tenda

per far passare luce

                              -indifferente l’universo

                               a ogni tipo di preghiera –.

 

Attendi che il futuro

sia terra di conquista

                              -deve esserlo –

chiudi allora il passato

/non per sempre, non puoi/

lo sprofondi

coi suoi testimoni

e i suoi motivi.

 

Attendi una terra di nessuno

dove sia svanito ogni

punto di riferimento

dove sia tu a crearne di nuovi.

                       

                                -Dove sia tu che davvero

                                                               li vuoi -

 

Attesa, lunga, lunghissima.

Fine.

*

Anche Parigi aveva un suo perché *

Anche Parigi aveva un suo

perché

in quell’autunno

rigido

di piogge e di nebbia

quando cercavi

tutto quello che

sentivi mancare,

nel profondo,

e ti illudevi di poterlo

trovare proprio

in quella città.

*

Le tappe della vita *

Scivolano veloci

le tappe della vita

-non ci sono appigli –

e mentre scendi via

guardi su alle stelle

in cerca di speranza

                           -è rossa Betelgeuse -

si leva una preghiera

ma anche una domanda

per leggere lo scopo

                           -sfavilla Rigel blu –

ma ti avvolgerà la notte

senza dare risposta

senza una nuova alba.

*

Domenica *

Guardo questa domenica

così solitaria

quel senso di vuoto

come un cortile deserto

una casa spenta

un vento senza ostacoli.

Pomeriggio interminabile,

risuona isolato e lontano

un cane che abbaia

un pianto di bimbo

una partita in un bar,

suoni di una città spenta

e la malinconia di tanti

che grava sulle strade

come è quel pensiero

che mi porta indietro

forsanche da te.

*

Quando la sera *

Quando la sera

rifuggi la gente

sospeso nel chiarore

di una luna

o di un bar

ti stringe quel senso

di perdita

di vuoto

di mancanza

un nulla senza

ragione

e non trovi più

niente da dire

nemmeno a chi ami.

*

Notte *

La notte ha un suo motivo
che sfugge nel giorno
(limitato è il giorno
la notte è infinita)
si liberano pensieri
ribelli al controllo
su piani di dolori
di ricordi e di paure
nell’aria sempre fredda
lontano dai lampioni
all’ombra delle case
cresce la solitudine
nell’illusione di libertà.

*

Sognante gioventù *

Si brindava ai futuri ricordi

-quelli belli da ricordare -

le notti troppo lunghe

guardavano al domani

con poca convinzione

ma forte la speranza

mimava le certezze

scalavano vette

i sogni d’incoscienza

-piaceva osare troppo –

e poi col tempo

/nemmeno piano piano/

ci siamo omologati

ferendoci la faccia

su una realtà lontana

da ogni aspettativa.

*

Sul canale *

 

Fluttuano pensieri
dalla cima dei capelli
alle ciglia
scendono
verso
quella macchia scura
-da sempre alberga in petto –
così le foglie ruggine
scendono
verso
l’acqua del canale
rabbrividente e quieta
volano
storni
composti in formazione
bacche
brillano
nel sole opaco
chiude
la gola
un vento già freddo.
Le cime più alte
sono imbiancate
dalla prima neve,
leggermente.

*

Stagione lontana *

Era vento appesantito

dal profumo  dei fiori

e rombo di risacca

come ultime note

di tango

tra strida rauche

di gabbiani

nell’aria opprimente

i sogni soffocati

e le speranze vane.

Troppe le soste ad oggi

per scandagliar fondali

-è tanta la stanchezza che senti nelle mani -

esauste le risorse

il buio arriva presto.

*

Sospirano fiori *

Sospirano fiori

al caldo dell’estate

cuciono le tele

gli anni di gioventù

ma ancora quell’angoscia

/nuvola bianca e unica/

vela il sole

di una giornata azzurra

e mentre mi ruba

il profumo di giugno

io muoio tra le margherite.

*

Paesaggio autunnale *

Vira sull’oro

il verde dei prati

la ruggine dei boschi

s’abbina

al viola di Ognissanti

si accende in rosso

l’acero

mentre i cipressi

forano

degli olmi le chiome,

e poi l’argento degli ulivi

il blu delle vigne

e le finestre accese

in quel casale roseo

col fumo dal camino

e aiuole con le dalie.

*

Se *

Se in quel cielo zaffìro lontano dal mondo

una volta, una volta soltanto

la luna ci fosse sorella,

non dovremmo rubare farfalle e lucciole

e brividi di pelle

come i ciclamini d’inverno

coperti di neve.

Se solo ci nutrisse questo silenzio,

potremmo fare a meno della musica

                                                [ma, oh quanto abbiamo bisogno di musica]

per far muovere mani,  bocche

e respirare l’immenso,

si potrebbe restare muti per sempre,

e nudi.

*

Giorno di pioggia *

Un giorno di pioggia

 

Piove, lei passeggia

           -piove fuori

                           e dentro di lei-

con accanimento

ma senza forza

come delirio di vecchi

/son gocce legge

se battono sui vetri/

la isola dal mondo

e a modo suo la scalda.

 

Un giorno di pioggia

                              -per lei

                                    di lacrime agli occhi-

deserta la spiaggia

grigia di scogli

e di spuma

le porta un ricordo

                       -non è più reale

                                   da tanto è remoto –

è solo finzione

per farla tremare.

*

Oro e argento *

Oro e argento

 

Nel mezzo di notte brumosa

non guarda più alle stelle

                           /lo sguardo volto in basso

                           gli occhi semichiusi

                           come nube a velare

                           un sole d’agosto/

si nutre del freddo

però ama il calore

che non vuole la fine

nel limbo di storie scadute,

che non cede alle ombre

di ricordi del passato

-così presto trascorso –

Nonostante qui manchi

l’oro rosso delle passioni

e resti solamente un gelido

colore d’argento.

*

C’è stato un tempo *

C’è stato un tempo

lontano da qui

di grandi speranze

di quella gioia

trovata soltanto nel cuore

di un futuro pensato radioso

/ne aspiravi il profumo/

del calore che poi

hai scoperto inventato

-era davvero solo dentro te –

ma era un tempo felice

e ricordarlo

ti apre una lama di luce

ti scalda come raggio di camino

rossoaranciogiallo

dietro una vecchia finestra.

*

Ti ricordi una volta? *

Erano girotondi immensi

cantando tutti insieme

nei pubblici giardini

di quella mia Certosa,

la neve per Natale

 

con l’albero piccino

il mare di vacanza

raggiunto con il tram.

Domenica a passeggio

con il vestito buono

cucito dalla mamma,

 

le sere dell’estate

in piazza coi monelli,

le porte sempre aperte

e nulla da temere.

Infanzia  spensierata

ma dietro l’apparenza

già c'era solitudine

e forse delusione.

*

Disincanto *

… e il profilo d’orizzonte

con le isole lontane

lusingava nuovi

approdi

nella luce del futuro,

troppo lunga

fu la rotta

non si vide alcun veliero

per salpare verso terre

che nessuno avea

promesso…

*

Il vento di Genova *

E quanto era il vento

di certe giornate

sui moli del porto

tra gli alberi delle vele

e i fumaioli delle navi

                                  -la darsena emanava un afrore di sesso –

l’aria portava i richiami

e le beffe

di cento camalli

scandite dal metallo

di magli e catene

trionfavano navi orgogliose                             

e cento carrette

in attesa nelle rade,

accostate alle banchine

piccole imbarcazioni

nella culla del porticciolo.

Soffiava quell’aria

da spiagge lontane

da monti remoti

si avvolgeva ai capelli

spiava pensieri

di luce e di vita  

                                    -forse era la gioia? –

*

Colori e stagioni *

Han fatto una vita

i colori

di mille stagioni

siamo essenza di passato

siamo arcobaleni

caleidoscopi

colori di vento

di musica

di emozioni

e tutti divengono

il ricordo

di un ricordo.

Vorticano quei colori

e galleggiano

mentre intorno

continuano

ad ammassarsi

gli anni.

*

Un clochard *

Era senza  età  il vagabondo

mirabilmente disegnava

con il cuore

/quel suo cuore malato/

panorami di città

chissà se vissute

o solo sognate.

Chiedeva “un soldino”

-anche piccolo davvero –

ma non vendeva

quei disegni…

forse erano

i suoi sogni.

Non lo vedo più

oramai da troppo tempo,

mi parlava di Lisbona

voglio immaginarlo là

a disegnar castelli e torri

come faceva sempre

poggiato sul cofano di un’auto,

oppure sotto un ponte.

*

Strade di notte *

E guardo dall’alto
sfilare le auto
un torrente
di luci bianche
e rosse
scende e sale
quando viene 
buio
-luccicano 
sotto la pioggia
come giocattoli –
Poi 
nel cuore della notte
le stesse strade
deserte
chiusi i portoni
delle case
(raccolgono voci
sorrisi amori).
Ha il fascino la notte
della possibilità
come non ci fosse
domani…

*

Fiocco di neve *

Sospira

il fiocco di neve

cade

si poggia sorridente

e si fonde

nell’anima

bianca.

Unico e irripetibile

come ognuno

di noi.

*

Goccia nell’ambra *

Un bozzolo d’ambra

-oro del tempo -

avvolge una goccia d’acqua

ha milioni d’anni

racconta di piogge

senza gli occhi dell’uomo

nel profumo del mugo

di quelle foreste

che non sono più

conserva qualcosa

di immenso

un ricordo irreale

quasi un gesto

d’amore,

d’ a-mors,

oltre la morte.

*

Trevignano *

C’è un filo conduttore

dall’acqua chiara e cheta

ai tigli del vialetto

dai cigni bianchi e neri

alle case del borgo antico,

le luci che la sera

si affacciano ai pontili

su quell’azzurro mite

che in tenera risacca

racconta tanta storia,

culla pensieri

di ricordi che

sfumano

(non li voglio trattenere).

C’è un filo conduttore

da questo lago

a me:

qui ritrovo quella pace

che altrove mi è

negata.

*

Aspetto le rondini *

Guardo il cielo inclemente

di nubi

                                     _ son lontani gli azzurri degli anni nel vento_

non si colma quel vuoto

di attesa

di paura

quel senso profondo

di perdita

come un albero attaccato

all’ultima foglia

                                     _ogni giorno una preghiera alla vita_

sperando sia dolce quel soffio

che ti spegnerà…

eppure ogni primavera

aspetto

le rondini.

*

Prime viole *

E spero che primavera

mi rinnovi una speranza

mi illumini il cammino

di rosate luci

lontano da quel mondo

che serba rancore

per ritrovare ancora

quel senso dell’amore

che scorre fluido

nell’arco della vita

così da sempre attendo

le prime viole.

*

Non ritorno più *

Non ritorno più

non mi interessano più

quei valori

quei gioielli

niente è rimasto

di tutta quella cenere

solo un po’ di polvere

nei recessi dell’anima.

Nulla è rimasto di

quell’io

che eravamo noi.

*

Sera *

Si spengono

ogni giorno

iridescenze antiche

si accendono

brillii

di sguardi

sospesi

nell’attesa del domani.

Ma è dopo il tramonto

che si amplifica lo spazio

                                    -gli amori del passato

                                    hanno lasciato nuvole sul cuore –

così non puoi nasconderti

nemmeno dentro te.

*

Mare a gennaio *

Piatto mare d’inverno

colori spenti

sfumati  grigio pallido

celeste e rosa

mare immobile

confuso all’orizzonte

il cielo appena acceso

da un sole sbiadito.

 

Metafora di vita

tra collere  bonacce

e perenne movimento,

un mondo sul tuo mondo

dove fra nebbia e neve

rimane sempre quello

squarcio azzurro.

*

Parole del cuore *

Scandaglio nel fondo

di questo mio cuore

cercando parole,

ben poco è rimasto

di quelle d’amore

ci trovo soltanto

lemmi di amarezza

e qualche rimpianto,

ma sono anche questi

sentimenti  profondi

li  portiamo dentro

negarli non serve.

*

Fiori di pesco *

Distoglie l’azzurro il senso del rosa

                                  -scarlatta la tenerezza –

spezzate alfine le nubi

                                   -coprivano il cuore –

soffonde  un effluvio

di dolce sentire

quell’aria sottile

di petali pregna.

*

Una zattera colma di vento *

Una zattera colma di vento      - (Rielaborata) -

 

Una zattera colma
di vento
profila ancestrali
orizzonti
salsedine crepa
le labbra
il sole asciuga
la pelle

                (soffierà presto
                 l'ostro
                 senza ritegno offendendo
                 l'oblio
                 per condurre alla
                 tempesta perfetta
                 e l'onda sarà
                 stordimento vittorioso
                 nell'ultima luce
                 di un noreaster )

le notti scarmigliano
sogni piegati alle ciglia
sospirano angosce
e inopinati miraggi
deserti di sole
financo alle vele...
                   (oh quelle vele
                  di pelle bambina
                  ignuda ed esposta
                  all’immane vuoto
                  d'azzurro).

*

Fiore di campo *

Uno strappo nel velo

di una sposa

                         distratta

 si  è fatto fiore 

                         di pizzo bianco.

 Un piccolo cuore

                        nel centro

ricordo di quel giorno.

Uno strappo nel velo

di una sposa

                         distratta

 si  è fatto fiore 

                         di pizzo bianco.

 Un piccolo cuore

                        nel centro

ricordo di quel giorno.

*

Malvone *

Proteso al cielo

                      -offerta o candelabro –

nel mistico rosa

di  glorificanti corolle

                       verdeggia speranza

tra le foglie

solida sul sostegno del fusto.

*

Il ferro e la rosa *

Tenera appoggia

la sua ultima

                  freschezza

al ferro,

compiacente la sorregge

                  delicato

di un ricciolo affettuoso

                   l’adorna.

 

 

 

 

 

 

 

 

*

Il ciuffolotto *

Sopra il sorbo

a beccar bacche

per il fine settimana

è venuto un ciuffolotto

in tenuta da parata

come guardia di regina

rossa rossa la marsina

il colbacco nero nero

e quell’aria tanto tronfia

da persona d’importanza.

È paffuto e sofficioso

-sembra un po’ una cocorita –

mangia tutto poi si stira

allargandosi le alucce

il piumaggio poi si alliscia

si becchetta le zampette

è davvero vanitoso!

Da domani sopra al ramo

io gli lascio un pettinino

e magari uno specchietto

così se vuol farsi bello

lo farà senza fatica.

*

Architetto Dott. Ragnetto *

Tra le foglie del gelsomino

ho scoperto stamattina

che un ragnetto piccolino

ci si è fatto la telina.

Di vedere son curiosa

quanto è piccolo il ragnetto

di una casa sì graziosa

tutta fili e niente tetto.

Poi lo vedo è molto buffo

devo dire è proprio micro

(Spyderman gli fa un baffo)

ma si sente proprio macro.

E’ architetto molto degno

visto come ha collegato

in geometrico disegno

tutti i rami che ha trovato.

Lo lascio stare sul balconcino

anzi se trovo qualche zanzara

per aiutarlo un pochettino

gliela cucino alla carbonara.

*

Déjà vu (qui nella sala) *

Qui nella sala riunioni

io so che un paio

di occhi

mi vedono non come

collega

ma come donna da

amare.

*

Déjà vu (la sabbia gelata) *

La sabbia gelata

del mare d’autunno

riporta pensieri

o anche ricordi

di estati remote.

E’ umido il vento.

Ritornerò a casa.

*

Déjà vu (in questa fumosa cave) *

In questa fumosa “cave”

ascolto musica e poesie

che mai nessuno

conoscerà…

mi piace ed amo

questa mia libertà

di scelta e di pensiero

lontano dal mondo.

*

Déjà vu (ceno da sola) *

Ceno da sola

in questo bistrot

lontana da tutto

affondo nei miei

pensieri

mi sorride qualcuno

dal tavolo accanto.

*

tanka (neve scolora) *

neve scolora

paesi boschi cime

ombre nasconde

 

sotto la nostra pelle

germogliano dei fiori

 

*

Déjà vu (attendo le viole) *

Attendo le viole

come sempre

col cuore in primavera

ma si sono obliate

le antiche letture

non sono servite

a cambiare i sospiri

di una vita

nel limbo di attesa.

 

*

Un soldato *

Fruscio di foglie

crepitio di sterpi spezzati

pesa il kalashnikov

non so dove sparare

(mai avrei voluto uccidere)

non conosco bene

neppure il perché…

Questa non è terra mia

non è gente mia

(ma se disertassi?)

Arriva una raffica

un pugno allo sterno…

centrato nel mezzo

del petto appena

a lato del cuore,

copre il mio sangue

erba e margherite

cado bocconi

incredulo e stupito

mordendo le zolle

e mentre svanisco

vedo il sole che

tramonta.

 

*

tanka (scoglio su riva) *

scoglio su riva

sole sta tramontando

mare tiepido

 

è tardi per bagnarsi

e poi con i vestiti

*

tanka (cadono giorni) *

cadono giorni

come fiocchi di neve

lenti e silenti

 

cammino e lascio orme

è segno che esisto anch’io

 

*

tanka (se cado) *

se cado dolce

soffice come neve

sul tuo dolore

 

riempi di me il cuore

sarò io la religione

*

tanka (scricchiola il ghiaccio) *

scricchiola il ghiaccio

scivolano le scarpe

dopo la neve

 

speranza di riuscire

a casa di tornare

 

*

haiku (gazza sul ramo) *

gazza sul ramo

becca le albicocche

in pieno sole

*

haiku (cade la neve) *

cade la neve

silenzio avvolge il mondo

piccola pace

*

haiku (brilla la luna) *

brilla la luna

argento sui rami

bianco di neve

*

haiku (inizia l’anno) *

inizia l’anno

tra fuochi d’artificio

speranze accese

 

*

haiku (stelle nel cielo) *

stelle nel cielo

indaco sfolgorante

luna crescente

*

Nella lontananza *

Nella lontananza di un miraggio

/velati i contorni/

cerco un rifugio lontano

da me

che vivo su monti di ghiaccio

mentre Anguane e Naiadi

giocano nelle acque verdi

di primavera,

troppo lontano il canto

quasi non si sente più.

*

Come stai? *

Come stai?

 

 

(Quello che lei dice).

 

La sciocca domanda,
sai che niente per me
sarà più come prima,
però gli occhi abbassati
il sorriso sfrontato e:
mai stata meglio
(lo sai che dentro
ho i singhiozzi),
salutami la vita
tu che la vivi ancora.

 

(Quellu che lê a pensa).

 

Ta-a li a domànda du càsso , 

cómme  belìn devu stâ?
staggu de gnìsca, un lêugo.
Cöse ti te aspêtâvi 

brùtto gondón ?
t’ae mandou a bagàscie
a  mæ vìtta 
òua  a-o pòsto de fâ domànde

a càsso de càn,
amia un pitìn d’anatene a

aciapalu  intu brêuxo!

*

Perché tu *

Forse per quell'emozione
di scordato tepore
e le lucciole intorno
ma potrebbe esser stata
la pioggia cupa
e il freddo del nulla
oppure il vuoto
nelle mani stanche
e la polvere nell'anima
o anche solo voler scordare
un passato spinoso
e sperare un presente.
Forse senza perché
senz'altro motivo
che non fosse l'amore.

*

Déjà vu (il giardino piove) *

Il giardino piove
petali di rosa e melo,
sole tra le fronde
ad accendere
illuse speranze
e sensi.
Nel profumo dei lillà
mi avvio lenta
lungo il sentiero,
pesa sul mio braccio
il cesto di ciliegie.

*

Ricordo Parigi *

È così remota Parigi
nei ricordi.
Mai eri con me
né mi aspettavi.
Profumo di cedro
e di cioccolata
speravo i tuoi occhi
alla fine di un tè.
In questa città
che era un sentimento
dell'anima mia
non vedo più luci
ma solo la neve.

*

Gorgo *

E torno indietro
torno indietro
io lo so che
mi avvito
su me stessa
creando un gorgo
che mi risucchierà
verso l'inferno.

*

Primule e caprifoglio *

Sotto alla mantella del tempo
ancora questa voglia di primule
e ti sposti nei giorni
giocando a nascondino
- speri il caprifoglio
sia davvero il tuo profumo -
mentre accendono le luci
sull’incanto della sera
anche la nostalgia
se ne va danzando sulle punte.

*

Notturno*

La notte mi avvolge
mi libera
non sono più nulla.
Lo spazio mi assorbe
mi eleva
l'infinito è in me.
Ombra su ombra
aria su aria
non più forza
di gioia
di pianto
solo silenzio
silenzio silenzio
e io in ogni cosa.

*

Notte

La notte ha un suo motivo

che sfugge nel giorno

(limitato è il giorno

la notte è infinita)

si liberano pensieri

ribelli al controllo

su piani di dolori

di ricordi e di paure

nell’aria sempre fredda

lontano dai lampioni

all’ombra delle case

cresce la solitudine

nell’illusione di libertà.

*

Il calendario dell’Avvento *

Sbriluccica l’abete

del giorno di Natale

mentre son sere liete

l’Avvento è un po’ speciale.

Son tanti i cassettini

da aprir sul calendario

con chicche ed oggettini

lì dentro al casellario.

Ci son dolcetti piccoli

pastine in cioccolata

minuscoli giocattoli

confetti in marmellata.

Se vuoi un abbraccione

per ogni finestrella

-non fare qui il birbone! -

farai un’azione bella.

Allora come deve

c’è possibilità

che sia bianco di neve

il Natale che verrà.

 

*

Il gatto e la volpe *

Volpina volpetta

che cosa ci fai

qui sopra al mio prato

in cerca di guai?

Non sai qui c’è un gatto

che è molto geloso

e se ti vede girare per qua

sicuramente diventa furioso.

Ma il gattino vedendo volpetta

con molta attenzione le annusa la coda

decide alla fine che è solo un gatto

un poco più grosso che veste alla moda.

Volpetta affamata si guarda d’intorno

rosicchia un osso che era del cane

beve poi l’acqua dalla fontana

infine trova anche un tozzo di pane.

Allora micio da grande signore

le offre il cibo della sua ciotolina

poi escono insieme dal mio cancello

il gatto e l’amica volpetta volpina.

*

Romoletto *

Romoletto è un passeretto

tutto tronfio e assai sfacciato

ed un giorno sopra il tetto

mi spiegò “non ho mangiato!”

allor mossa a compassione

gli lanciai qualche mollica

lui discese sul balcone

e mangiò senza fatica .

Ogni mattina adesso è così

me lo ritrovo sulla ringhiera

con un gran cipicià e cipicì

mi chiede cibo fino alla sera.

Ora  per questo comportamento

tutti i passeri della grondaia

scendono a frotte persino cento

e l’atmosfera è allegra e gaia.

Può sembrar strano ma qui in città

pei passerotti  dall’aria spavalda

-quasi una favola in verità –

è stata aperta una… tavola calda.

*

Avvento *

Cammini nell’aria 
dolcemente fredda
in questi giorni d’Avvento
mentre in alto l’indaco
accende una striscia 
di luna e una stella,
ti entra dentro piano
quel sogno grande di cielo
va oltre te stesso
le tue cento guerre
le mille sconfitte
le sere disperate
lontane da ogni scopo,
ritrovi il profumo
d’illusioni remote
e lasci alle spalle il gelo
di ricordi che hanno
perso il sole.

*

La scopa innamorata *

La Befana è abbacchiata
la sua scopa s’è fermata
con il rischio che i bambini
non ricevano i giochini
ha chiamato il carro ACI
per veder se son capaci
di rimetterla in funzione
senza spendere un milione.
Han provato in officina
con la cera e la benzina
ma la scopa non si muove
si dovrà provare altrove.
Forse con Maga Maghella
il problema si cancella
ma la maga poi s’arrende
il motivo non comprende
questa scopa dispettosa
d’altre cose è bisognosa.
Che desideri carezze
dolci frasi e tenerezze?

Se la scopa è birichina
qui ci vuole una fatina
la Befana premurosa
chiama fata Biancarosa
che nell’angolo avvicina
la scopetta malatina
- Che succede amica mia?
non vuoi più l’Epifania?-
-No, fatina non è questa
la ragion che mi fa mesta:
l’altro giorno nell’androne
visto ho uno scopettone
mi ha guardata mi ha sorriso
e io ero in paradiso
ma l’ha chiuso il portinaio
proprio a chiave nel solaio-
Piange povera scopina
ma ci pensa la fatina
batte la bacchetta forte
e si aprono le porte
ecco arriva scopettone
proprio dritto nel portone.
Ci sarà con la Befana
tutta questa settimana
scopettone con scopina
che si tengon  la manina…ehm…saggina.

*

Dolcetto o scherzetto? *

Dolcetto o scherzetto
mi fa un po' paura
di bianco fantasma
la tua sinistra figura.
Col lungo cappello
io sono la strega
ho molti poteri
nessuno lo nega.
Che bella la zucca
con dentro la fiamma
cattivo è il suo ghigno
ma vicina è la mamma.
Stasera ci lasciano
fare nottata
che bello esser svegli
a notte inoltrata.
Evviva la festa
che non fa pensare
a tutto il dolore
che dopo due giorni
dovrai ricordare.

*

Virtual sex *

Il sesso virtuale

a detta di molti

una grande trovata (?)

Ti guardo al di qua

tu mi vedi al di là

di uno schermo,

se metto le cuffie

ti sento sospirare (!)

Nessuno che giudica

non c'è prestazione

che ingeneri ansia

né alcun orgasmo

da simulare.

Fantastico!

Il coito imperfetto

ma sesso sicuro.

Non tocco

non bacio

neanche accarezzo.

E questa è goduria

e grande piacere... (?!)

*

Germano e Germana *

Germano e Germana

son due paperelle

che sembrano finte

da quanto son belle.

Sul lago di Como

si sono incontrate

e da quel dì

non si son mai lasciate.

Galleggiano allegre

con tutti gli amici

e a volte si librano

in voli felici.

E l’anno passato

qui sulla mia barca

deposto han le uova

credendola un’Arca.

Or che è primavera

il nido preparo

così i pulcini

avranno un riparo

con Germano e Germana

le due paperelle

che sembrano finte

da quanto son belle.

*

Erotica burla

Legami al tuo letto
coperta di panna
striscia la tua lingua
e vestimi di saliva
affonda le tue mani
facendomi soffrire
strappa questi veli
con impietosa forza
mortifica la mia carne
sarò schiava e padrona
di tutte le tue voglie
di ogni tuo piacere
fino al momento in cui...
coperto di sudore
cadendo giù dal letto
ti sveglierai di colpo.

*

4 ottobre *

C'è un mondo in silenzio
dietro le tue palpebre chiuse
tra le tue mani distese.
C'è un vuoto di ricordi
che il tempo non ha colmato,
e ormai è troppo tardi...
C'è una grande siepe bianca
in fondo a quella via
così non puoi vedere
che oltre non c'è nulla.

*

27 gennaio *

Nella nebbia nella neve
oltre il filo spinato
volano in fumo anime.
Strazia ancor più
che di morte il timore
l'impotenza a salvare chi ami.
Nessun nuovo battesimo
cancellerà tanta vergogna.

*

Girotondo *

C'è oggi una notizia sensazionale
però non la manda il telegiornale.
Ieri la donna dalle belle ciglia
che tutti vogliono e nessuno si piglia
era più stufa, e lo disse decisa,
della sua vecchia stufa di ghisa.
Tra pochi giorni era ancor capodanno
e non voleva fosse come l'altr'anno.
Si annoiava già da Natale
voleva che almeno questo fosse speciale.
Fece una lista degli invitati
che al cenone avrebbe chiamati.
Il primo era giurin giurello
quel gran bugiardo di un menestrello
e poi l'ambasciator coi suoi cavalli
che arriva sempre sui monti e sulle valli.
Lo disse anche a quel pescatore
che pesca con amo e rete a tutte l'ore
fece chiamare anche i tre soldatini
tornati dalla guerra coi loro spadini
dovette perciò invitare la figlia del re
che voleva andar sposa a uno dei tre
con lei venne anche la bella fantina
che prende l'acqua ogni mattina.
Per fare festa volle farfallina bianca
che vola vola e mai si stanca
e do-re- mi-fa, do-re-mi- fa-sol-la-si-do
cantarono in coro per un bel po'.
Poi a mezzanotte fecero un giro-girotondo
e fu il capodanno più bello del mondo.
 

*

Ti ricordo così *

Una lama di luce
in un soffio di vento
ridendo mi ha chiesto
un appoggio sicuro
per quel tuo essere
allegro e sincero
ti diedi parola,
ma ormai è giunta l'ora...
Rimane un ricordo
di fresco sorriso
ed una promessa
che non serve più.
 
(dedica)

*

Olocausto *

Su quel carro bestiame
urlavo il mio terrore
piangevo i miei cari.
Non sapevo dove e perché
torture forni ingiurie bieche
mi attendevano.
La morte da questo
dolore immenso
pietosa finalmente
mi venne a liberare.

 

*

per sempre... *

non più forze a trascendere giorni
verso albe illusorie di fede
soli costipati nel dolore
di vita quasi sempre negata
sperare nel fondo più fondo
sofferenza non abbia il momento
                                    
                                     fra tutti il più solitario
 
allor che quella fiamma di luce
troppo amata perché troppo bella
sarà per sempre spenta
                                  
                                    è così tanto tempo ‘per sempre’…

*

L’ora del sonno *

Cerco conforto
appoggiata al cuscino
dei ricordi,
ma rivedo solo nebbia
nei giorni del sole
e un freddo di pioggia
quando cercavo tepore.
Troppi capitoli
aperti poi chiusi
troppe false letture.
Spegniamo la luce adesso,
è l'ora del sonno.
Ti prego però...
senza sogni.

*

Stelle *

Ho bisogno di stelle
tante davvero
e tutte brillanti
come la prima della sera.
 
Ho bisogno di stelle
e tutte polari
nel freddo di questa notte
bianca di neve.
 
Ho bisogno di stelle comete
lassù nel cielo
a illuminare la festa
che sento dentro me.

*

Romanzo *

Con occhi sperduti
cercando un altrove
indosso vestigia preziose
del tempo passato
nell'animo suonano
lontane le note
di musiche antiche
romanzo ormai
verso l'epilogo
rimangono tanti
infine pochi i ricordi
la mia vita passava 
io forse non c'ero
da molto lontano
la stavo aspettando
e ignara di essa
intanto vivevo.
 

*

Luci *

In pausa di vita
per ritrovare i miei sogni,
ma non so dove sono
né dove li ho messi.

 
Intanto mi accorgo
del vento che scherza,
di un canto di donna
in lingua straniera.
 

Luci accese laggiù
in fondo al giardino,
c'è gente che ride
e sembra felice

 
- proverò forse
a raggiungerli
non sono infine
così tanto lontani -

*

La leggenda del baobab *

Il baobab vantò bellezza
di frutti e fiori
ciò gli fu castigo e pena da espiare
lo capovolse un dio troppo severo
dentro la terra
rendendo le sue foglie
cieche a ogni bellezza
che era in superficie
ma par che le radici levate verso il sole
possiedano magia
e che soltanto un saggio
potrà salirvi sopra per trarne beneficio.
Senza speranza ormai
di remissione alcuna
cresce in solitudine tra rocce di savana
proteso ancora
in alto verso il cielo
quello stesso da cui reietto fu.

*

Febbre *

Arde fuoco di tramonto
sulla mia verità celata
vergogna sì ma
nessun pentimento
occhi bassi su
labbra chiuse
[quanto ci sarebbe da dire]
finirà tutto con me
nessun ferito
solo io
niente di più.

*

Incantesimo *

Quante notti buttate
a cercare uno scopo
quante illusioni scritte
su fogli di quaderno
era un limbo
una vita non-vita.
Era prima di te.
Nel baratro buio
dove precipitavo
trovai la tua mano
che fece l'incantesimo.
Ora torno a cantare
le filastrocche dei bimbi
e ascolto la favola
dei sogni sognati insieme.
 

*

Déjà vu (Ballo finalmente) *

Ballo finalmente con te
il crespo della gonna
si avvolge alle gambe
brillano gli alamari
sulla tua divisa bianca.
È così bello
quello che provo.

*

Collana spezzata *

Feroce il dissenso
induce sofferenza
lasciando poi muto
di ogni preghiera
il rosario sgranato
nel tempo di giorni
rotolati via
quali lucide perle
di collana spezzata.

*

Déjà vu (Sotto le arcate delle terme) *

Sotto le arcate delle terme
nell'aria umida e calda
fra tintinnare di boccali
e musica di valzer
incontro te.
È una promessa
il tuo sorriso
so già che
mi farai inebriare.

*

Momento *

Avvolgo in riccioli
di lana caprina
un filo di vita
che chiede e vuole
solo semplicità.
Non è possibile, mai.

*

haiku (fremono ciglia) *

fremono ciglia
illanguidisce sguardo
notte d'amore

*

Fantasie d’estate *

Sensi anelanti umidi languori
pelle incantata da note di luna
sul muschio l'afrore
di corpi in delirio
mani avvinghiate ai capelli
tese nello spasmo le membra
labbra infuocate gridano l'amore ...
giacciono infine i corpi
pulsanti e vinti.

*

Specchio *

Dovrai capitolare
davanti all'inspiegabile
conosciti davvero
nei raggi di uno specchio
non puoi che vacillare
sul filo del rasoio
che lede la tua carne
mentre con occhi orbi
cerchi un'irreale luce.
Affonda le mani
nell'acqua dei tuoi sogni
nient'altro puoi avere.

*

Dedè *

Un maggiolino genovese
voleva lavorare già da un mese
nella sua città lo chiamavano Dedé
era sicuro che altro nome non c'è.
Volò a cercar lavoro oltre il confine
ed a Massa trovò delle contadine
- Dicci che sai fare e cosa vuoi da noi -
- Sono un Dedé e porterò fortuna a voi -
Ma da quelle parti si chiaman coccinelle
e lo spediron via le contadinelle.
Dedé tornò così mortificato
a Monterosso su uno scoglio riparato.
- In fondo voglio solo portar fortuna
non è mica che chiedo la luna
nessuno davvero ha più bisogno di me? -
ed era triste il povero Dedé.
Mentre pensava di fare un inutile lavoro
udì vicinissimo di bimbi un bel coro
- Guardate guardate che giorno fortunato è
laggiù su quello scoglio c'è un piccolo dedé.
Evviva evviva porterà fortuna a tutti
a quelli belli ma anche a quelli brutti!

*

Déjà vu (Nell’aria sospesa) *

Nell'aria sospesa

sul frinire delle cicale

la calura ci avvolge

mentre disegni

i miei contorni

con tratti sapienti.

Ronza un'ape

sotto l'ombra

di questa quercia.

*

Signora d’antan *

Ai passanti porge
con serena dignità
ortensie essiccate
e mazzetti di alloro
l’anziana signora.
Bianca la crocchia
fuori tempo l’eleganza
dello scialle macramé
delle boccole in granati
pare uscita da un baule
odoroso di spigo
e di ricordi.
Una foto
color seppia
di una nonna d’altri tempi.

*

Come eravamo *

Domenica andiamo a ballare
mamma non dirlo a papà
ti prego mi posso truccare?
sì ma non farti vedere da me.
Lilly, mia amica del cuore,
mettiamo la gonna
più corta che abbiamo,
le sigarette comprale tu
dopo facciamo a metà
e per una volta prendiamo
la cocacola col rum.
Passo a prenderti alle tre
ci accompagna mio fratello
che si è appena patentato.
Non possiamo tornare
dopo le otto di sera
le madri hanno detto:
un solo minuto di più
e vi potete scordare
la prossima uscita!

*

Il volo *

Quando la sera scese
inevitabile
inesorabile
(così sola)
volle l’anima librarsi
qual disegno di Folon
lontano dal crepuscolo
in cerca della luce
sperata inutilmente
nel giorno con coraggio
decise allora
che bastava un balzo,
magari anche piccolo,
oltre il davanzale
per provare se una volta in aria
giù verso la strada
finalmente avrebbe potuto
volarsene via.

*

Danze *

Ruota la mia sottana

in danza di campagna

sorrido al sole in faccia

le mani tue mi stringono

salde di tepore.

 

Vibrano le carni

in mosse da odalisca

tra campanelli e ciondoli

guardandoti oltre il velo

prometto quel che sai.

 

Altera ed orgogliosa

al suon di tacchi e nacchere

ti sfuggo e mi riprendi

nel coro di chitarre

ti cedo la mia rosa.

*

Déjà vu (Umidi e gelidi) *

Umidi e gelidi
i vialetti del giardino
saranno presto
vivi di fiori
stride la ghiaia
sotto ai passi
io ripenso a te
cui ho potuto solo
dire addio.

*

La siepe *

È al di sopra

della siepe

che guardo

i tuoi occhi.

Se mi alzo

in punta di piedi

riesco anche

a vedere

il tuo sorriso.

Mi vedi tu?

*

19 aprile *

Una vita a te vicina

amica di sempre

in ascolto ai tuoi silenzi

dividendo tormenti

gioie e dolori

gli errori sofferti

di una non facile esistenza

pur se spesso mi hai delusa

oggi amica cara

in questo compleanno

posso dirti

- prima volta -

che quasi ti voglio bene

e allora

auguri tanti Sara

da me che sono te.

*

Rinuncia *

Me ne andrò

per troppo amore

per ridarti la vita

che è tua

per non chiederti la vita

che non mi sai dare.

Me ne andrò

prenderò il peso

delle nostre solitudini

(di certo della mia).
Non capirai e sarà

solo mia la colpa
quando non tornerò,
il mio è amore
e lo faccio per te.

*

Pena *

Non è nulla

vedrai

è troppo violenta

perché possa durare

vedrai

ce la farò

esco da qui

ed entro in altrove

a cercare

l'ultima canzone

della mia vita

cantata a squarciagola

o sussurrata piangendo.

*

Delusione *

Solo fili d'erba bruciata
e nessun fiore.
Un tronco rinsecchito
arido e senza gentilezza.
Questa la storia
che mi hai regalato
mentre speravo
le aiuole colorate
dell'ultimo paradiso.

*

Per te, mamma *

Nell’aura di dolci silenzi
venati in azzurro
respiravo il sorriso
dei giorni incantati
protetta cercavo
l’infanzia
ignorando lusinghe
del tempo
ma giunse a tradirci
un vuoto agli sguardi
lontani da me
evaporato il senso
di tante carezze
perduti nel tempo
si chiusero i giochi
(prima ancora di partire mi avevi lasciata)
ma conservo quel calore
che l'assenza non consuma.
 

*

Caramelle *

Non più nostalgia
di luci passate
amori anche troppi
un poco da ognuno
e niente da tutti
sempre accordi
di note accennate
mai melodia
solo giochi di frasi
nessun racconto
e niente da dire
caramelle
per confondere
l'amaro,
non è questa
la dolcezza.

*

Muro *

Parlavano una volta
i nostri silenzi
fu poi solo silenzio
nelle nostre parole.
Volevo fosse Parigi
non è andata così
il nulla era ormai
intorno a noi.
Oggi manchi da tanto
se guardo davanti
vedo il muro vicino
(già ne distinguo i mattoni)
un poco di metri
un poco di passi
e dopo l'impatto finale.

*

Déjà vu (Sale dal parco) *

Sale dal parco
profumo di eucalipti
e tigli fioriti
è fresca quest’aria
di prima mattina
cammino per sentieri
azzurri di ortensie
- hai detto che sono
color dei miei occhi –
ti avrò vicino oggi
o forse per sempre.

*

Innanzi tempo *

Avrei voluto ornarmi

coi lustrini della neve

per danzare insieme agli elfi

respirando odor di muschio

con ali di libellula

librarmi sulle acque

di sorgenti senza tempo

tra i colori dei pastelli

far tinnire campanelle

di fiori sbocciati sugli scogli

e raccolti nelle culle...

ma un sentiero solo vidi

mi indicava dove andare

per sparire innanzi tempo.

*

Odiato sole *

Sei tornato a svegliarmi
ho sentito gridare
il mio pianto
- in bocca sapore di lacrime -
il sole scalda ancora
l'alba
lo stesso sole
alto nel cielo
e beffardo
ti ha guardato scivolare
nel lago del buio
trascinare sul fondo
prospettive sognate.
Quel sole ha brillato
ogni giorno
inesorabile insolente
sulla mia dolorosa impotenza…
ho potuto solo odiarlo
con fermezza
con forza
e per sempre
così come
ho amato
te.

*

Figli *

Li vuoi così forte
li ami così tanto
li perdi così presto.
li perdi dentro
dentro di loro
ti lasciano
                - è giusto così -
e tu rimani
con tutto quell'amore
che pesa inutile
nelle tue mani. 

*

Estate *

Ancora questi giorni
di luce
di vuoto
malati di tempo
consunti di vita
frugano inconsistenti colpe
di peccati da espiare
con rimorsi senza fine.

*

Diario da spiaggia *

Spiagge lontane
di un tempo passato
vibravano chitarre
attorno ai falò
accendevano i sensi
quei canti fin oltre la luna
argentava le onde
per discinte nuotate
noi respiravamo indifesi
il profumo
emanato dal futuro.

*

Una schizofrenica *

Quante volte piangendo

hai invocato il verde

del ventre materno

per non aver più paura.
 
Con quel fiotto rosso

sgorgato dai tuoi polsi

sei uscita da te stessa

per andarlo a ritrovare.

*

Araba fenice *

L'araba fenice
non si rialza più
un vento troppo forte
ha sparso le sue ceneri.

 
L'araba fenice
ormai non può risorgere
l'ha fatto troppe volte
adesso si è stancata.
 

L'araba fenice
non vuole più volare
il destino l'ha piegata
e ora vuol sparire.

*

Attendere

È tutta un’attesa.

Dal fuori al dentro.

Dal dentro al fuori.

 

Attendi nei corridoi

–cupi e bui –

del labirinto qualcosa

che sollevi la tenda

per far passare luce

-indifferente l’universo

a ogni tipo di preghiera –.

 

Attendi che il futuro

sia terra di conquista

-deve esserlo –

chiudi allora il passato

(non per sempre, non puoi)

lo sprofondi

coi suoi testimoni

e i suoi motivi.

 

Attendi una terra di nessuno

dove sia svanito ogni

punto di riferimento

dove sia tu a crearne di nuovi.

Dove sia tu che davvero

li vuoi.

Attesa, lunga, lunghissima.

Fine.

*

Claude Monet - Ninfee *

Cullava la brezza

quei petali bianchi 

                          - specchaivano i rami le foglie -

gioventù rinfrescava

l'attesa d'amore

coloriva le guance

di rosa soffuse

                          - inviolati gli steli nell'azzurro celati -

Tutto sembrava immobile

bloccato e soffice,

solo la luce

rivelava i sospiri.

*

Analisi *

Lusinghiera la freddezza

costruita da me stessa

-posso uscirne quando voglio –

ma è rifugio al sentimento

che diventa troppo caldo.

Mi proteggo come posso

cerco di non ricordare

-le ferite così profonde

cicatrizzano pian piano –

ancor restano nel petto

quel dolore soffuso

quell’ottusa sofferenza

ma è difficile

-e anche inutile oramai -

stabilirne la sorgente.

*

Foto antica *

Guardo le tinte brune

di questa antica foto

due fanciulle mie antenate

occhi languidi e sognanti

(malinconici, forse un presagio )

delicatamente belle

come i fiori sui cappelli

come i pizzi del colletto.

Han vissuto così poco

non può essere  bastato

per conoscere la vita

e nemmeno per l’amore.

Forse avevano dei sogni

e speranze da incontrare

impietoso fu il destino

per Elisa ed Isabella.

*

Lontano da qui *

… e ti porterò lontano da qui

dalla folla e da te stesso

da ogni remora di peccato,

non sarà che per poco,

non avrà età il tempo

non importerà il reale

e se non ci sarà luce

gusteremo meglio

quegli attimi infiniti…

*

Nella lontananza...

Nella lontananza di un miraggio

/velati i contorni/

cerco un rifugio lontano

da me

che vivo su monti di ghiaccio

mentre Langane e Naiadi

giocano nelle acque verdi

di primavera,

troppo lontano il canto

quasi non si sente più.

*

Déjà vu (Il mercatino antiquario) *

Il mercatino antiquario

mostra ricordi lontani

di un tempo che fu,

scelgo tazzine spaiate

quando una mano sconosciuta

mi porge un piccolo

bouquet di viole.

*

Marcigliana *

Le brulle colline

d’inverno

non si nascondono più

non hanno segreti

come anime denudate

in un confessionale.

E mentre cammini

per  un sentiero coperto

con tutte le foglie

dell’ultimo autunno

senti che anche la tua anima

vorrebbe finalmente

spogliarsi.

*

Settembre *

Dolceamaro l’oleandro

dipinge riviere

e corteggia l’ibisco

s’è addolcito il sole d’agosto

la sera respira con aliti freschi

che sanno di pino

ondeggiano tamerici

al vento di settembre

soffia sul ventaglio delle palme

portando con sé

illusioni di un’estate finita

e promesse d’autunno

con qualche lacrima

di questa stagione.

*

Alba marina *

Quando davanti alla luce

gloriosa di rosa e di freddo

la vista del mare

ti induce al silenzio

puoi allora ascoltare

un canto di Nereidi

innamorate

e librarti dove i sensi

si dissolvono col vento.

*

Mia figlia ha un filarino *

È biondo ed ha un bel ciuffo

cambia strada se mi incontra

ed attira l’attenzione,

al portone l’accompagna

si salutano da amici

lei non sembra innamorata

lui si volta cento volte

mentre svelto si allontana.

Io li guardo alla finestra

giusto dietro la tendina

poi quando lei rientra

non protesto anzi mi gusto

quella piccola bugia

“la prof ci ha trattenuto

un po’ dopo l’orario”

… e sorrido dentro me.

*

Riflessione *

Le soste di un lungo

percorso

sembravano dare

speranze,

ma eran passate

le estati

le musiche

e tante illusioni,

rattristato anche l’oro

di ogni tramonto

restava soltanto

una pace di sere tutte

uguali e silenziose .

*

Incubo

Pareti di vetro nero

si frantumano

dietro ai passi

nel freddo di cortili

abbandonati.

Giubiana salta ghignando

                                   -rosse le calze inquietano il buio –

sugli alberi secchi

piegati da un vento

di minaccia.

E c’è una casa

                                          -spenta, ammuffita –

in un velo nero

completamente avvolta.

                                          …Lontano si ode un singhiozzo… 

*

Déjà vu (nel silenzio romantico) *

Nel silenzio romantico

di quell’antico quartiere

un poco in collina

si apre un cancello

quasi  mi scontro con te.

Due sono i sorrisi

e tutto avrà inizio.

*

Déjà vu (cammino per strade) *

Cammino per strade non mie

incontro a una vita imprevista

lontana da ogni passato.

Più fievoli anche i ricordi

forse lasceranno spazio

ad altri più nuovi.

*

Primavera, la mattina *

In questa  mattina di primavera

-tenera,  adolescente -

luce di sole riscalda la soglia

tiepida la pietra sotto ai piedi

l’aria colma di quel suono

dolcemente strano, vago,

quel suono di ogni cosa

verde della terra

che si risveglia, cresce

rinfrescando pensieri e voglie.

Esci allora a cercar fiori

per poterli respirare.

*

haiku (fiori son belli) *

fiori son belli

anche senza colori

bellezza pura

*

haiku (in quella casa) *

in quella casa

camminai sulla tomba

del mio passato

*

tanka (tutto era sospeso) *

tutto era  sospeso

tutto attendeva la luce

tra ansia e rimpianto

 

bastò un colpo di vento

a spazzare la nebbia

 

*

tanka (è bianco il velo) *

è bianco il velo

intatto della neve

pietoso copre

 

crudele invece uccide

senza rimorso alcuno

*

haiku (danze nascoste) *

danze nascoste

i fianchi muovevano

sensi all'estremo

*

Di rossi e di viola *

Calato il sole sfolgorante

di rossi e di viola

punge l’oscurità.

Si sfollano le strade

- sospesa a mezz’aria la notte -

mentre incroci le storie

di passanti sconosciuti

- non sai come -

ti sembra di provare

l’emozione di un amore

quando nasce

e vorresti  strappare le stelle

per  fregartene dei sogni.

*

Vespertina la lucciolina *

Vespertina lucciolina

è davver capricciosina

di mattina vuol brillare

e fa tutti disperare.

La maestra le ha insegnato

di far luce sopra il prato

ma soltanto nella notte

per le fate un po’ distratte

che si scordan la lucina

quando van dalla Regina

della Notte per ballare

e con gli elfi là a suonare.

Vespertina si consola,

mica può brillare sola,

però ottiene fatto e detto

di restar per un balletto.

Or non fa più capriccetti

balla adesso  coi folletti

poi con le altre luccioline

farà luce alle fatine.

*

Il freddo della sera *

Ignoro se sia quella prima stella

/così lucida così sola/

o l’odore di antico nell’aria

o anche quell’andare nel buio

/non vede e non lascia esser visti/

ma il freddo di sera

lascia un’ombra nello sguardo

come un ciglio caduto

o una lacrima del mattino.

*

Là dove fa male

Siamo fatti di passato

impastati di ricordi

quanti visi

quante voci

sensazioni assai lontane

quasi sempre rimosse,

ma aspettano  ancora

chiusi qui dentro al petto

tutti i sogni nascosti

là dove fa male,

dove niente è cambiato.

*

tanka (serve una stella) *

serve  una stella

a cadere dal cielo

nella notte blu

 

ho un solo desiderio

mi dovrebbe bastare

*

tanka (rimbalza scura) *

rimbalza scura

dal nulla all’occhio spento

senza risorse

 

soltanto una vetrina

ti mostra luci e cibo

*

tanka (niente rimane)

niente rimane

delle antiche vestigia

solo terrore

 

qui il mondo si fa  schermo

solo con cinque dita

*

Seme di soffione *

Così tanto il freddo

                        -neve cade a intervalli-

gelido e puro il vento

ti si sbatte in faccia

come la verità

spazza via brutture

da strada e pensieri.

Attimo di serenità

                        -liscia come le cosce

                                          della gioventù-

ti fa volare come

seme di soffione

e dimentichi  i giorni

che si sperdono lontano

in questa  breve

eternità di vita.

*

Elliott *

Elliott è uno scoiattolo
grande meno di un barattolo
solo la coda assai pelosa
è molto lunga e vaporosa.
Salta tra i rami da un albero all’altro
è birichino e molto scaltro
sa che gli metto noci e nocciole
in una casetta alla luce del sole
fa colazione in grande fretta
e porta via quelle per la cenetta.
Col suo squittìo particolare
quando va via mi vuol ringraziare
dà appuntamento per l’indomani
con mille corse in mezzo ai rami.
La cosa buffa è che stamattina
mentre guardavo dalla cucina
gli occhi ho strizzato un paio di volte
ché le sorprese erano molte:
insieme a Elliott in allegria
altri tre c’erano in compagnia!

 

 

*

Déjà vu (rimbombano i passi) *

Rimbombano i passi

sulla scala di legno

-ancora profuma di quercia-

mentre ti raggiungo in soffitta

per cantare la nostra canzone

tra ricordi polverosi

lassù dimenticati

-la finestrella filtra raggi di tramonto-.

*

Déjà vu (soffia calda) *

Soffia calda l’estate

sull’asfalto di questo

paese straniero.

Cappello di paglia

e musica country

non faccio progetti

ma vado così come

senza una meta.

*

E furono rotte diverse... *

E furono rotte diverse

vedemmo diverse le mete

binari per correre

lontano da noi.

Gelida la sabbia di notte

-il mare indifferente dialogava

il suo sabir contro lo scoglio-

mentre lottavo

con leviatani e piovre

generati dalla solitudine.

Alla fine della lotta

fu rinascita tardiva

/rammarico negli occhi/

da affrontare disarmata

in quel rifugio vuoto

di echi.

*

Petunie *

Colma l’assenza quel rosso

vibrante sul grigio di ruvida vita

-il sole non scalda la pietra-

nessuno si siede alla soglia

non voce che canti.

L’assurdo di cento petunie

è sangue che sgorga dai polsi

cadranno d’inverno

insieme alla neve

tanto rosso d’amore lascerà

solamente un’orbita vuota.

*

Autunno irresistibile *

Scarpe chiuse e impermeabile
il velluto del muschio 
coperto di foglie
le panchine del viale
bagnate di pioggia
(chissà se l’autunno rimpiange l’estate)…
cammino nel parco
ovattato di nebbia
nel silenzio 
scricchiolano sulla ghiaia
i passi,
cammino dentro me 
nella penombra
di questa sera
fredda e lucida
d’ autunno 
per ritrovarmi. 

*

Il fringuello innamorato *

Chi si lancia questa sera

contro il vetro della porta?

non son foglie, né bufera,

ma cos’è ‘sta cosa storta?

Sto più attenta nel guardare

e mi accorgo che è un fringuello

io non so che cosa fare

per salvare quel monello.

Dal di fuori l’ho notato

gli fa specchio la mia porta

il fringuello è innamorato

come tale ha vista corta.

Crede ci sia in casa un rivale

ad armi pari vuole sfidarlo

si scaglia allora però si fa male

devo sbrigarmi se voglio salvarlo.

Che pazienza coi fringuelli

amore sciocchi li fa diventare!

presto chiudo gli sportelli

or non si può più rispecchiare.

Si convince di aver spaventato

quell’uccellaccio troppo gradasso

e tutto tronfio e rincuorato

vola a cantare in cima a un masso.

*

Panico

Proteso sul magma del gorgo

                               -mostri irsuti di spine spalancano fauci, crudeli gli occhi -

annaspa in bilico cercando un appoggio

non vuole cadere

sarebbe per sempre perduto

                               -ma irresistibilmente è attratto-

chiede di Dio

chiede forza per vivere

guarda in alto al cielo di pece

… e scopre le stelle

                              -pulsanti, gioiose-

mai viste prima…

Ormai è troppo tardi

l’abisso lo chiama

                              -agita le braccia brancolando-

ma ecco nel buio incontra

una mano

è quella d’amore

                              -solida e calda-

gli offre l’appoggio

lo afferra, lo salva,

lo porta nel sole.

*

Ricordo d’autunno *

Vento e foglie carezzavano il selciato
dondolavano nell’oscurità
le cime degli alberi a place Dauphine, 

lampioni come gemme brillanti
rettangoli di luce davanti ai locali.
Era fredda l’aria d’autunno
mentre dalla finestra respiravo 
l’odore della Senna
la sirena del bateau mouche
riportava al pensiero di te
a quell’autunno lontano da noi
alla poesia che ci apparteneva
e non avevamo saputo conservare.

*

Valentina e Clementina *

Valentina è una bambina

tutta bionda e ricciolina

lei trovò una chiocciolina

l'ha chiamata Clementina

ora sta con Valentina

come una sorellina.

Quando ha fame Clementina

alza solo una cornina

e capisce la bambina

e le dà l'insalatina

sceglie ogni fogliolina

che dev'esser tenerina

e la sera Clementina

dorme in una scatolina

proprio sulla finestrina

della camera piccina

dell'amica Valentina.

 

 

*

Dalla finestra *

Guardo il balcone

là oltre la strada

-un vaso di gerani, uno sgabello-

un cane è chiuso fuori

in punizione

fissa i vetri sbarrati

immobile in silenzio aspetta,

forse non sa la sua colpa

ma festoso e umile

accetterà il perdono.

Come quelle spose

- così tante -

umiliate tradite offese,

ma sempre là

immobili e fedeli  

ad attendere

la distratta carezza

ad accontentarsi

di un osso spolpato

d’amore.

*

Abbandono *

Me ne sto andando via
dalla libertà di me
dai giorni di sole e
di te.
Non so cosa è stato
non era l'amore
l'amore è anche un poco
di tutti
una scheggia di vita
non mia
e solo mia
lontano dagli occhi
del mondo.
Adesso sto meglio
o sto peggio
ma è l'unica cosa che oggi ho
di me.

 

*

Al parco *

... è il verde smeraldo
 dell’erba novella
quel senso di attesa
del salice al lago
la palma festosa
dei suoi pappagalli,
sono i ragazzi
di corsa nel vento
quella mamma
che allatta nel sole,
e i cani ruzzanti
ebbri di libertà…
è tutto questo
il bello che appaga
porta in alto le nostre
speranze di vita
ci fa pensare che forse
_non sappiamo dove_
qualcuno ci ama.

*

Claustrofobia *

Devo respirare.

Ho bisogno

d'aria di libertà

di pioggia sul viso

di nessun orario

di prendere freddo

di commettere errori

per pentirmene poi

di farmi anche male.

Non voglio sapere

come andrà a finire.

Non voglio più

sensate custodie

e saggi consigli.

Ora voglio solo

... respirare.

*

Notte d’estate *

Notte al sapore d'anguria
piedi lambiti dall'onda
sabbia tiepida
fin dentro ai vestiti
gli occhi su al cielo
a cercare stelle cadenti
per ritrovare
quella notte fatata
di tanti anni fa...

oppure era ieri...
o forse non è stato mai.

*

Due rose *

Due bottoncini di rosa
porteranno avanti
nel tempo
i miei colori
e qualche riflesso
del mio sentire.
Ci sarò ancora
quando anche
il ricordo di me
sarà svanito.

*

Vita serena *

Quiete di piccolo lago
risacca lenta e tranquilla
casetta nel borgo
appena in collina
balcone fiorito a primavera
fuoco acceso d'inverno.
Pagine da leggere in due
vino rosso sincero
davanti alla stufa
aspettando l'estate
per bere menta gelata
in veranda
commentando quel film.
Due passi al mercatino
la domenica
a trovare qualcosa di inutile
che piace ad entrambi
o comprare una cosa golosa
da gustare per cena.
Non ci serve altro
per vivere bene.

*

Serendipity *

Ogni primavera azzurro all’azzurro

in attesa di una serendipity

portata dalle rondini

con un colpo di vento...

solo pensarla è già conforto

e il cuore rinfresca

pur sapendo che il tempo è finito

che ormai è troppo tardi

per un mondo migliore,

e Gilgamesh è rimasto tiranno ad Uruk.

*

Paura *

Mi chiudo a chiave

lascio fuori il mondo

e coccolo

la mia fragilità

non sono forte

come faccio apparire

quindi avvolgo

di penombra

le paure le ansie

e i miei déjà vu.
Troppo mi spaventa
la verità
che sta dietro
quella porta.

*

Lo farò *

Con passo sfaldato

non so dove vado

quindi non saprò mai

se sarò arrivata

ma cerco un lieto fine

e so che sì un giorno farò

ordine fra i miei versi

i miei ricordi

le mie foto

la mia vita,

non so quando

ma _ forse _ un giorno

lo farò.

*

Padre-padrone *

Dimmi padre mio
cosa vuoi da me?
Sto già annientandomi per Te.
 
Rinuncerò alla mia vita
per far tranquillo Te.

*

Solo una tregua *

Solo una tregua
-che sia pure armata-
un attimo chiedo
per trovare il respiro
per un sorso d’acqua
chiudere gli occhi
alzare il viso
a sentire la pioggia
poi guardare la luce
del sole nascente.
Troppo il tempo sfuggito
tentando di vivere
nel vuoto di questo lago
lontano dal mondo
colmato di nulla
adesso ti prego
mi basta una tregua,
una tregua soltanto.

*

Vacanze separate *

Da sola stesa al sole
su quella spiaggia bianca
un uomo seducente mi porge
frutta vino e sguardi di passione.
Mi allieto d'esser bella
ma fermo la sua mano.
Vorrei "lui" lo sapesse
invece è ben lontano
che offre il meglio suo
a varie alternative.
Ah poterlo saper prima!
cambiato avrei il corso
di una vita insulsa
vissuta insieme a forza.

*

Andare *

Una strada sconosciuta
andare e andare
per vedere dove arriva
poi un’altra ancora
e sempre avanti
per vedere se mi stanco
per trovare qualche cosa
che mi possa far fermare
e scoprire se ha ragione
tutto questo camminare.

*

Così tanto il tempo *

Così tanto il tempo
scivolato sopra noi
ma ancora non è
l'ora del sonno
non è ancora buio
nel nostro viale
ci sono colori mai visti
più veri di prima
c'è la mia mano
che cerca la tua
e chiede di darti
il proprio calore
non devi temere
è tanta la dolcezza
in questa speranza.
Ora non servono
parole già troppo udite
non dire più nulla
ascoltiamo soltanto
il canto lieve delle stelle.

*

Solo grazie *

Solo grazie
al sorriso dei tuoi occhi
che hanno incastonato il cielo
-lo sguardo sempre attento
a scrutare dentro me-.
Solo grazie
per aver mai giudicato
ma cercato di capire
le ragioni più profonde
e persino più nascoste.
Solo grazie, a te,
e l’augurio di una vita
che ti porga quel che serve
sempre a renderti  felice.
 
(a mia figlia)

*

Cicatrici *

Come vecchie cicatrici
di reduce
non finiscono mai
di fare male
certe ferite.
Illusione credere
poter ricucire
gli strappi nell'anima
sola speranza riuscire
a conviverci
fino a che il male
si cronicizzi
diventi parte di noi
illudendo così
di non sentirlo più.

*

Abracadabra *

Abracadabrasullabrosilibra.
A cavalcioni di un raggio che è
entrato dalla finestra dischiusa
parto per il paese di Chissadovè.
Là si festeggia
ogni giorno dell'anno
con torte e pirotecnica
la festa di non-compleanno.
E poi ci son funghetti
al gusto di cannella
è fatta in marzapane
quella pianta bella.
Assaggia i ciottolini
che sanno di babà,
sono in millefoglie
le casette là.
Gli alberi sui rami
han foglie di biscotti
di miele e di meringa
e se lo vuoi li tocchi.
Bevo dal ruscello
l'acqua che è aranciata
corro sopra un prato
che ha fiori in cioccolata.
Ma il raggio ormai scompare
ci scivolo sopra olé
abracadabrasullabrosilibra
lascio il paese di Chissadovè.

*

Ricordi *

È stato davvero
non era per gioco.
Il cuore le stelle
la musica e il corpo
il suono francese
di dolci parole
le rime composte
un tempo in riviera
i pizzi le sete
le cene frugali
i film brutti e allegri
i balli sgraziati
e i baci infiniti...
Non era per gioco
è stato davvero.

*

Déjà vu (dove curva nel sole) *

Dove curva nel sole
la passeggiata a mare
in quest'ora solitaria
aspetto qualcuno.
Spero arrivi correndo
ma potrebbe
non arrivare mai.
Sono così tanto lontana
da casa mia.

*

Il corvo *

Vorrei poter
vedere il sole
anche se fuori piove
offusca il suo splendore
quel grande corvo nero
pesa sulla testa mia
ancora un po' bambina
non riesco mai a scacciarlo
nemmeno quando prego.

*

L’orologio matto *

Ticchetacche
taccheticche.
L'orologio tutt'un botto
ha deciso che si è rotto
son saltate le rotelle
e vuol farne delle belle.
Non vuol girar soltanto a destra
è stufo marcio di 'sta minestra
vuole andare a destra e a manca
in girotondo finché non si stanca.
Rigira e balla con le lancette
una quadriglia e mai non smette
suona la sveglia a tutte le ore
e fa bum-bum come fosse un cuore.
La sfera corta ai minuti manda
mentre la lunga le ore comanda
gioca a calcetto con un rubino
con la corona si fa un cappellino.
Non gli va più di non essere gaio
ma andrà a finire dall'orologiaio.
 

*

haiku (un pettirosso) *

un pettirosso

tra i rami del ciliegio

in primavera 

*

Déjà vu (piove dolcemente) *

Piove dolcemente

in questo pomeriggio

tiepido di primavera

solo il rumore dei miei passi

lenti sulla ghiaia

tante storie nei pensieri

tante immagini di una vita

a farmi compagnia.

*

haiku (alba rosata) *

alba rosata

meriggio infuocato

presto tramonto

*

haiku (rami nodosi) *

rami nodosi

vestiti di petali

vita che vince

*

... è che tutti se ne vanno *

...è che tutti se ne vanno
escono prima o poi
dalla tua casa
dalla tua vita
dai tuoi pensieri
ti restano solo dei flash
di parole
di volti
di persone
e rimani solo
con tutta quella folla
dentro di te...

*

Il trenino e la corriera *

Il trenino Oreste
colorato azzurro e rosso
si usava per le feste
e fischiava a più non posso.
Un bel giorno verso sera
per la sagra contadina
incrociò una corriera
che chiamavan Clementina,
fu amore straordinario
(ancor oggi se ne parla)
ma lui era sul binario
non poteva mai incontrarla.
Così il treno innamorato
idea ebbe inver geniale:
deragliò sopra un bel prato
proprio a fianco alla statale.
Clementina vedendo il trenino
che le rideva laggiù sul prato
fece un sorriso e gli corse vicino
con il motore un po’ imballato.
Così ancor’ oggi li puoi vedere
stretti vicini in fondo al prato
e se vorrai ti ci andrai a sedere:
or son ristorante assai ricercato.
 

*

haiku (rondini in alto) *

rondini in alto

stridono nell’azzurro

speranza  per noi

*

Fumo *

Si satura la vita
di attese disattese
di tutti quei
vediamoci sentiamoci
di quei pagherò
non puoi sperare niente
troppi crediti insoluti
che non lasciano respiro

... non è  nulla, dai
è solo questo fumo
che mi fa lacrimare.

*

haiku (bianche le cime) *

bianche le cime

verde nella pianura

fine d’inverno

 

*

Mercato d’ingiuria *

"Ti offro la mia merce"
"Dimmi il tuo prezzo"
"Dipende da quello che cerchi"
"Io voglio le cose più turpi"
"Io non voglio prendere botte"
"Allora dai sali sull'auto...
attenta alle rose
le porto a mia moglie"
Nasconde il buio
le loro miserie
l'una pietosa
e l'altra vigliacca.

*

Giochiamo? *

Uno due tre stella
oggi sono la più bella
e mi voglio rispecchiare
nella fonte che va al mare
faccio un passo da formica
così aspetto la mia amica
con il passo del leone
troverò le paste buone
però nei quattro cantoni
vado ancora un po’ a tentoni
salto veloce dagli alti ai bassi
inciampando sopra ai sassi
gira allor la ciribiricoccola
ma mi consola presto una coccola
sono assai brava se gioco a campana
e non mi spaventa qualche mattana.
Anche la vita in fondo è un bel gioco
si può giocare persino con poco
un raggio di sole sopra uno specchio
la luna che trovi nel fondo di un secchio.
E bim-bum-bale-giù
ora si fa la conta o non si gioca più.

*

Incontro *

margarita
mojito
cin cin

da molto che non capitava
stai bene ora lontano da me?
adesso sì, davvero, e tu?
anche io, anche meglio
senz'altro di più

che faremo
di noi stasera?

 

*

Estate lontana *

Che sole in quei giorni d'estate
ricordi?
la costa la sabbia
i voli da te
le chiuse d'amore
quasi senza mangiare
e tutta la classica
di quel channel TV.
E poi le seadas e
il mirto e i gelati
la vecchia città
e il mare dipinto.
Non era l'amore...
sembrava però.

*

Macerie *

Cuore scalciato
da piedi deformi
calzati di ferro

Violati sentimenti
da biechi stupratori
di anime sole

Nell'angolo buio
un cumulo di macerie
da dove proviene
un pianto di bimba.

*

Noi, esseri *

Velieri di vita
su storie incomprese
riflessi di anime 
di ignote realtà
fantasmi a noi stessi
in parallelo mondo
sconosciuti scopi
ignorate dignità
piegati a speranze
senza alcun fondamento
avanti così tenaci
guerrieri perdenti sempre
nella derisione divina
senza indurre pazzia
nonostante.

*

Così è *

Avulsa dai sogni
di magiche vie
cercando fra i sassi
le stelle comete
mancando per sempre
ad ogni progetto
tra nero e grigiopiombo
solo guardando
l'ombra che segue.

 

*

haiku (sole che cade) *

sole che cade

tra le braccia del mare

sera sorride

*

Per mia madre *

Sapevo che c'eri
anche se da lontano
sei stata mia amica
e mia dolce tiranna
amore esclusivo
ma sempre costante.
Quei lontani momenti
mi restano dentro
come le cose buone
come le certezze
fai parte integrante
del meglio di
questa mia vita e
ti ho ancora vicina
nei miei sperduti pensieri.
Ormai sono da sola,
ricordami tu.

*

haiku (pioggia di stelle) *

pioggia di stelle
negli occhi dentro al cuore
pianto di luce

*

Scuro velo *

Coprirà lo scuro velo
                           dei rimpianti
anche il tuo rosso fiore
soffocandolo laggiù dove giacciono
                           i sogni
perduti nello stagno
delle remore lontane delle illusioni perse
se non è troppo tardi ancora ti basti il mio sorriso
                           e ti vesta.
 

*

Umani *

Piccola fiamma di eternità
dentro di noi
nella nostra finitezza
l'idea dell'infinito
nostro limite
e nostra grandezza
nostro imbrunire
e nostra alba.

*

Claude Monet - Parliament *

monet parliamet.jpg

 

Nessuna nebbia azzurra

potrà frenare la corsa
della tua corrente
rossa e vibrante
di passione.
Mi raggiungerà
torre che già si disvela
alla luce ineluttabile
del desiderio
e che bruna si erge
anelante di capitolare.

*

Alberi di città *

Anche gli alberi di città
subiscono il vento
e gocce di pioggia
 - è così forte -
il cielo adombrato
sempre più lontano
quel lago è adesso
grigio ricordo
                     /rotolava l’onda lo scoglio scompariva
                                                           e riappariva come i germogli sul cuore
                                                                               patetici e vani/
ora il vento della sera
soffia mille sortilegi,
mentre scioccamente penso
che i frutti del corbezzolo
non si trovano più.

*

Atolli

Una lunga poesia
dai versi interrotti
una sola canzone
nel mio cuore stanco.
Non sai i miei ricordi
-tu cosa ne sai-
conosci i tuoi versi
hai le tue melodie
da poter cantare
io non riesco a impararle
non le ho mai sentite.
Uniamo i nostri corpi
ma le anime restano
due atolli distanti. 

 

*

Sconforto

Verrà mai il giorno
in cui le nubi
dell’aurora
resteranno sotto
ai nostri piedi scalzi
almeno un poco
                             - solo un poco -
prima di aprirsi
per affondarci ancora
nel fango della vita?
Verrà mai qualcuno
a raccontarci che
alla fine pioverà ancora
nonostante la calura
                             /gocce grandi inaspettate
                              l’aria respira fresca/
e che sì,  c’è sempre
una speranza?

*

Perdono *

Quando la dolcezza
ti sfiorerà di quel vento
-non è mai troppo forte-
si frantumeranno incertezze
dissolvendosi nell’aria
saprai di aver scelto
sempre il tuo destino
nel petto il tepore
di un tempo senza date
ti sarà testimonianza
di essere vissuto
allora, solo allora,
pur non dimenticando
riuscirai anche tu a
perdonare.

*

Pioggia *

Pioggia da nuvole basse
fin dentro ai pensieri.
Capelli bagnati
che sanno di muschio.
E ancora pioggia
si infiltra nell'anima
bagna e non lava
i miei sentimenti.

*

Sabbie mobili *

Si profilano agli sguardi
approdi dentro
banchi di nebbia
morgane seducenti
speranze vane del mattino
mentre arrancano piedi
in sabbie mobili
/sudore di fatica/
sperando nonostante
sui graffiti di strada
sia dipinto l’Armageddon.

*

Ninna nanna *

Dormi dormi andrai così

velocissimo da qui

nel paese di Chiusocchi

dove "non" si portano i balocchi

ma se dormi con l'orsetto

te lo puoi tenere stretto.

Chiudi gli occhi e arriverà

senza dir né a né ba

quella magica fatina

che si chiama Rosaspina.

Lei ti mette un liquidino

profumato al biscottino

sulle palpebre assonnate

che saranno addormentate

te lo stende col pennello

per chiamarti un sogno bello.

E tu sogni che una stella

porta a te una caramella

ti regala anche un gelato

e una torta al cioccolato

giocherai con paperelle

ippocampi e tortorelle

volerai sul tuo trenino

guiderai il tuo camioncino.

Da Chiusocchi verrai via

con il cuore in allegria

solamente la mattina

con il bacio di mammina.

Ora dormi e chiudi gli occhi

corri corri nel paese di Chiusocchi.

*

Silenzio *

Non è così facile

manca qualcosa
dentro al mio petto
quel caldo di brace
quel suono di musica
c'è solo metallo
e freddo
e silenzio
non serve cercare
in un letto disfatto
una muta risposta
o ascoltare parole

mai nate da

alcun turbamento

passata è oramai

la dolce stagione.

*

Le maschere non nascondono gli occhi *

C’è carne e anima
dietro ogni maschera
storia vissuta 
dolori amori 
maschera che protegge
nasconde lacrime
smorfie nauseate
deforma voce
- non senti se trema -
solo gli occhi
puoi vedere
parlano raccontano 
chiedono aiuto.

*

Confusione *

Frasi sovrapposte

immagini incrociate
un passato che
torna presente
ma le emozioni
non son più le stesse.
Si è rotto qualcosa
là nel profondo
dove pulsa ancora
quella ferita
troppo poco curata
per poter guarire.

*

Approdi sbagliati

Approdi sbagliati
emozioni lontane
avvolte di nebbia
Intrico di volti
che il cuore ormai
non riconosce più

Sono tanti i ricordi
smorzati dal tempo
e troppe le parole
come bolle d'aria
non dicono nulla
adesso come allora.

*

La nota blu *

Visioni di cieli aperti
smarrite nel buio
degli anni
ricchezze d’amore
disperse
insieme a ogni
certezza.
Divennero allora conforto
le bugie raccontate
a sé e al mondo
furono rifugio
per continuare
per non finire oltre
nel limbo 
 [forse misericordioso]
della follia...
e non c’è nessuno
quando sottovoce
canta la sua
nota blu.

*

Come stai? *

La sciocca domanda,
sai che niente per me
sarà più come prima,
però gli occhi abbassati
il sorriso sfrontato e:
mai stata meglio
(lo sai che dentro
ho i singhiozzi),
salutami la vita
tu che la vivi ancora.
 
Translation
 

Eccola la domanda del cazzo,
come minchia devo stare?
sto di merda, un cesso.
Che ti aspettavi
brutto stronzo?
hai mandato a puttane
la mia vita
ora invece di fare domande
alla cacchio di cane,
vedi un po' di andartene affanculo!

*

Signora di Shalott *

Puntuale primavera

tornerà col verde tenero

come signora di Shalott

ancora scruterai

lo specchio di verità

resterai incredula

cosciente che il domani

non porterà indietro

i sogni e le speranze

saprai che il tuo futuro

ormai è già passato.

*

Percorro i giorni *

Percorro i giorni
nell’impasto di ore buie
                            - occhi chiusi su
                            ardui pensieri -
chiarapelle non ama il sole
quando “per sempre”
è il tempo più breve.

*

Domani lontano *

Un domani lontano

forse aurora respirerà

su giorni nuovi

di pace perfetta

freschi di vita

soltanto in attesa

di luce…

poi sospese sul lucore

della sera

-veli bianchi fluttuanti-

ridenti melusine

danzando arriveranno

nel profumo delle fonti

allora voleremo

sulle vette del sentire.

 

 

 

 

 

*

haiku (cadono nubi) *

cadono nubi
sono fiocchi di neve
è pace intorno
 

*

Neve sul mare *

Lente falde bianche

si spengono sopra

un mare ormai grigio

muove stancamente

lunghe onde di abbandono

s’imbianca la sabbia

non riconosce il manto lieve

che presto scompare.

Son fiocchi di giorni

di troppi pensieri

sentimenti mai perduti

adesso disciolti

insieme alla neve.

*

Natale d’antan *

C’era tanta neve
una volta per Natale
e profumo di vaniglia
in giro per le strade.
Le porte erano ornate
di mandarini e rami
i bimbi non volevano
che bambole di pezza
o qualche soldatino.
Il pranzo era completo
(per quella volta almeno)
ma era a mezzanotte
che si aspettava Dio
nella chiesetta adorna
soltanto dal presepe.
Stavano tutti uniti
cantando le corali
e c’era amore e fede
nel fondo di quei cuori.

*

Déjà vu (non nevica più) *

Non nevica più

aria pulita, frizzante

la luna di mezzanotte

sembra percorrere con me

l’autostrada.

Andrò lontano

solo per non restare.

*

Soffiano bufere *

Soffiano bufere sulla pelle
col freddo di ghiacciai
lontani da ogni sole

 

- ricordi di pulviscolo dorato
nella luce del mattino -

 

e sempre in mezzo al petto
il peso di quei massi
ti squarcia nella notte 
dilania ciò che è stato
ma è il dolore

 

- quel dolore -

 

a distinguerci dalle pietre
che ci portiamo dentro.

*

Vecchio pianoforte *

Tra pareti nerofumo
come vecchio clochard
conservi ricordi
di note rosate
levate ai cieli 
di tante stagioni
aperte a visioni sognanti.
Non resta più nulla
seccati anche i fiori
per l'ultima volta
omaggio a una tomba.

*

Bianco nebbia *

È bianca la nebbia
ovatta anche il sole
si fonde alla neve
ombre scure le case.
Anch'io sono ombra
e in questo biancore
mi sento protetta
da amniotico gelo.

*

Arcobaleno piccolo *

S’impiglia un raggio di sole
nella tela del ragno
bagnata di rugiada
nasce dal riflesso
un arcobaleno piccolo.

*

Ti voglio *

Ti voglio.
Non posso ancora aspettare
non ci sei da tanto
troppo tempo.
Ho bisogno 
del tuo calore
del tuo odore
del tuo sapore
mi mancano la tua tenerezza
la tua passione.
Nei meandri della vita
ho solo cercato te
il nido delle tue braccia
la pace della tua presenza.
Ora non aspetto più.
Ti voglio.
 

*

San Rocco di Camogli *

Potevo struggermi
sotto le acacie fiorite
a picco sull'acqua.
Pensavo tu l'avessi
capito
anche se non lo
sapevo.
C'era suono di mare
e profumo di pitosforo...
e il vento tra i capelli?

*

Stagioni *

Dopo i tanti profumi amati
a primavera
e la spuma tra gli scogli
dell’estate accesa
lasciami ti prego godere
la morbida dolcezza
dei colori dell’autunno
e l’odore di freddo
nella neve dell’inverno.

*

Dolce fuoco *

La musica e il camino
il vino e le poesie
mi guardi consapevole
sì certo anch'io lo sento
scambiamoci la pelle
bruciamo in due nell'estasi
poi aspettiamo ancora
un più dolce riaccendersi
di questo nostro fuoco.

*

Rustichello e Grandepalco *

Marcondirondirondello
qui c'è l'orso Rustichello
di Grandepalco superamico
un cervo grosso e molto fico
è un'amicizia eccezionale
mai se n'è vista un'altra uguale.
Nel bosco quei due amici
passeggiano felici
in giro per trovare
le bacche da mangiare
coglie i germogli Rustichello
sui rami alti per l'amico fratello
e Grandepalco corre a rubare
per l'orso il miele nell'alveare
insieme dormono nelle grotte
e giammai faranno a botte.
Sorride la foresta
facendo loro festa
bella è l'amicizia vera
affettuosa e assai sincera
tra creature nate diverse
senza badare a norme traverse.
Stretta la foglia larga la via
dite la vostra che ho detto la mia.

*

Emigranti *

Questa coltre d'azzurro
- così prossima la speranza -
con pochi poveri
sogni di vita
si è fatta sudario
a onta del mondo
cento occhi si spengono
e chiedono
mille mani lasciano
graffi senza sangue
tu aiutami se puoi
a

iu 

ta
me.

*

haiku (nuoto di notte) *

nuoto di notte
nella scia della luna
bagno d'argento

*

Bambola *

Bambola di pezza
- occhi cuciti
sorriso dipinto -
voleva volare
su verso la luce
dov'era il suo cuore
ma è stata strappata
e fatta a brandelli
nel cuore rimane
soltanto la paglia.

*

Lucciole *

Luna velata di rosa
lucciole ingioiellano
il buio delle fronde
è calma questa notte d’agosto
com’era nel tempo
delle attese.

*

Autunno d’Abruzzo *

S’indora la faggeta

e arrugginisce

sulle groppe dei cavalli

dell’acero la fiamma

accende il verde cupo

degli abeti

stridono le gazze

volando sugli agnelli

s’alza verso sera

l’odore dei camini

e  ri-trovi quel che vale

insieme a ciò che è bello.

*

Garibaldi *

Da me c’è un pettirosso
simpatico e sfacciato
mi ha vista lungo un fosso
e lì mi ha adottato
Garibaldi l’ho chiamato
e lui sembra contento
con un fischio modulato
arriva controvento
solo fragoline chiede
semetti un po’ di bucce
e quando i mici vede
marameo fa con le alucce
si buggera dei gatti
e se col cibo tardo
loro diventan matti
ma lui non ha riguardo
cinguetta a manca e a destra
saltella senza posa
davanti alla finestra
sui rami della rosa
è bello e coraggioso
e questa primavera
è diventato sposo
di una capinera.
Il nido è sopra un pino
e di lassù mi guarda
nel mezzo del giardino
fino alla sera tarda.
Aspetta il mio ritorno
e io lo cercherò
fischiando tutto intorno.
finché non lo vedrò.
 

*

Antica casa *

Guarda questa casa oggi così buia,
eppure non sai quante luci
come nastri colorati
uscivano dalle sue finestre,
anche il patio è inutile e desolato,
e scuro nella sera invernale
(era stato costruito per il sole dell'estate 
di un tempo, quella che rideva).
Ora vedi la facciata scolorita
come un volto vecchio
che rivela l’amarezza degli anni?
Bene, io mi vedo riflessa lì
come in uno specchio,
nessuno ascolta il mio grido,
è muto al mondo...

*

Lamento per eritema (parodia di Lorca con molte scuse) *

Alle nove della mattina
Eran le nove in punto della mattina
Un bambino portò il telo di spugna sulla sdraio
alle nove della mattina
Una sporta di abbronzanti era già pronta
alle nove della mattina
Il resto era da portare solo da portare
alle nove della mattina
E lo scirocco seminò sale e sabbia
alle dieci della mattina
Già combatteva il bagnino con l'ombrellone
alle dieci della mattina
E una coscia del bagnino si ferì
alle dieci della mattina
Cominciarono i suoni di imprecazione
alle dieci della mattina
La campana della colazione suonò
alle dieci della mattina
Negli angoli gruppi in silenzio si fumavano
alle dieci della mattina
Nessuno aveva il cuore in alto
alle dieci della mattina
Quando venne il sudore dell'afa
alle undici della mattina
quando la spiaggia si coperse di corpi
alle undici della mattina
La bagnina pose i lettini sul bagnasciuga
alle undici della mattina
 
Poi vengono le sette della sera
Alle sette in punto della sera
Sei così bruciato che è una bara il letto
alle sette della sera
Il toro già mugghia dalla tua fronte (so' corna bello mio)
alle sette della sera
La stanza n'ha da racconta' de tu moje
alle sette della sera...
Da lontano già vedi la zoccolona
alle sette della sera
Copulò con gli inguini di tutti quando stavi al mare
e non solo alle sette della sera
L'eritema brucia come sole
alle sette della sera
E gli amanti fuggono dalle tue finestre
alle sette della sera
Alle sette della sera
Ah, che terribili sette della sera!
Eran le sette a tutti gli orologi!
Eran le sette, massimo sette e cinque, della sera!

*

Ombre *

Sono soltanto ombre
ad avvolgermi la vita
sussurri del passato
luci riflesse dentro
nulla resta di antiche certezze
di tutto un mondo intorno
rimango solo
io.

*

In cammino *

In cammino verso la nebbia

sognando cormorani

col ricordo delle notti

nascosto in una mano

persa ormai la luce

dei tramonti profumati

di futuro e il delirio

onnipotente delle aurore

(brillava Parigi di attese

in ogni suo angolo)

*

Sunset boulevard *

Non puoi più percorrere
a ritroso il tuo viale
né più ci troveresti
quei fulgidi sentieri.
 
È l'ora del tramonto
e tu sei solo un'ombra
confusa ed indistinta
che forse impietosisce.

*

Dindolon e Celestina *

La farfalla Celestina
molto molto birichina
svolazzava un po’ annoiata
sopra i fiori e l’insalata
era stanca di volare
lei voleva galoppare…
Poco in là sul praticello
vide un cavallino bello
era in legno Dindolon
cavallino dondolon
anche lui era annoiato
senza esser cavalcato.
Celestina lo avvicina
e gli chiede assai carina
“mi faresti galoppare?”
Dindolon senza esitare
“ogni volta che vorrai
e che qui tu mi vedrai”.
Fu così che il cavallino
elegante e assai bellino
il galoppo a farfallina
fece fare ogni mattina
e ogni giorno per giocare
arrivaron fino al mare.
No so se sia vero ohiné
ma chi c’è adesso c’è
chi non c’è adesso ormai
ci sarà forse giammai.

*

Un sabato *

Caldo quel sabato
d’ottobre romano
margherite viola piantate
con rabbia
non c’era più intesa
- se mai c’era stata –
poi un messaggio
“sta male ritorna
più presto
che puoi”
a nulla è valsa
la corsa di un taxi
ormai era tardi
per gesti parole
... e speranze
ci siamo lasciati nemici
mai più potremo
leggerci dentro.

*

Panna *

È mancata la panna
a quei giorni di fragola,
eri troppo occupato
con le vuote meringhe.
Ho cercato la crema
solo dopo di te,
mi consola la panna
che mi aggiungo al caffè.

*

Potessimo ancora... *

Potessimo ancora

far sorgere soli

dentro di noi

respirare profumi

d'ambra e cedro

sentire il sereno

nel centro del petto

sarebbe lieve allora

il cammino

e anche persino

fiorito.

*

Sei vento *

Sei un colpo di vento
che spalanca la porta 
- sbatte l'imposta
la fiamma trema -
ora non posso impedirti
di creare vortici
nella mia vita.

*

Kenya *

Chiaroscuro intrigante
nella luce del tramonto
desideri si frangono
su abiti leggeri
canti nostalgici
di voci nere
tra odori speziati e
buganvillee sgargianti
nell'aria che brucia
non è più l'amore
è l'accoppiamento
torniamo ai primordi
in riva a questo lago
che domani sarà
degli elefanti.

*

La sciarpa rosa *

A quell'angolo di strada
una giovane piangeva
invano attendeva ogni sera 
fino all'ultimo tram
- volava nel vento
freddo di novembre
la sciarpa sua rosa -
sperava tornasse
chi a primavera
aveva detto "per sempre"
ma adesso dicembre
con nocche di neve bussava
e l'aveva ormai dimenticata...
passavano i giorni lei diventava
più diafana e più trasparente
fatta solo di lacrime.
Soffiò forte una sera
un gelido vento dal Nord
l'avvolse e la portò
su... su... su...
sparì tra le nubi.
Sul selciato rimase
una sciarpa rosa
a coprirsi di neve.

*

Cascata *

Non siamo andati
oltre la nostra pelle
né ci siamo letti l'anima
ma dietro al velo delle lacrime
come dietro a una cascata
forse un rifugio esiste
per guardare con distacco
tutta l'acqua che vien giù.
Dentro ho ancora voli
di gabbiani di farfalle
e nonostante tutto
disperatamente sogno.

*

Non vedevo corolle... *

Non vedevo corolle
richiudersi e appassire
spegnersi ogni giorno
un sole diverso
guardavo lontano
speravo quella luce
vibrante dal mattino
           - io sola la sentivo -
soffiavano brezze leggere
su chiari capelli
sui tepori di maggio
sul camino d'inverno
scorrevano anni
su maree d'ignavi flutti 
            - si ampliava vuoto nel petto -
rovi cresciuti tra ruderi
dove aveva abitato amore
ricordi non colmavano
spazi vuoti di vita e parole
era tutto perduto
era ormai troppo tardi
             - la tenerezza tradita non offriva rifugio - .

*

Domenica *

Pomeriggio di domenica
si stempera la solitudine
su questa panchina
davanti al lago calmo
ricopre l'oleandro
di fiori quei pensieri
ormai troppo lontani,
veleggiano cigni
incontro al tramonto
la pace è all'intorno
e io la respiro.

*

Lotta *

Andrò in questa mia notte
nessuno all'intorno
padrona del gioco
da sola per scelta.
I denti serrati
le mani due pugni
mi bruciano gli occhi,
ma non piangerò.
Se questa è la storia
accetto la sfida
per quanto è sicuro
che perderò ancora.
Lo so, lo sappiamo,
non ho vinto mai.

*

La verità *

Sfonda l'asfalto
invade la strada
ferma sorride
lenta togliendosi il velo
ignara mostrando
il danno di mille ferite
negli occhi ormai spenti
di luce smarrita.

*

Mille vite *

La mia vita è mille vite
iniziate in un momento
che l’autunno era incipiente
non ho mai considerato
quegli anelli senza impegni
io volevo storie antiche
da potere tramandare.
Senza vicinanze affini
in balia di troppi mostri
a cercare in superficie
quel profondo che mancava
senza appigli e senza vento
per cambiare la deriva
resta un legno abbandonato.

*

Album *

Foto lucide
di tanti sorrisi
non scavare più
nel tempo remoto
rimane in cantina
la tela del ragno
prova ad aprire
l'ombrello
se pensi la pioggia.
Ricorda
continua a spostarsi
la meridiana
e ancora ti devi
svegliare.

*

Vorrei *

Vorrei venire da te
quando sarà notte

prima che ti incontri la solitudine
 
quando i fiori della luna
nascondono una spina
e si spegne ogni giorno
nell’ombra di un sorriso…
         
ma no, non potrò essere lì
 
sono ferme le pietre dentro
non riesco più a riflettermi
negli occhi di qualcuno
 
così alla notte chiedo
se ricorda - almeno lei –
se e quando fui felice.

*

déjà vu (Strada deserta) *

Strada deserta d'agosto
di pietra lo storico palazzo
finestre aperte nel sole
mostrano soffitti del legno
di cento stagioni
entro nell'ombra fresca
del portico sperandoti
(tremano le mie mani)
non sono sicura che ci sarai...

*

Smarrimento *

Un oceano di silenzio
nei tuoi occhi di luna
nel tuo sguardo perduto
al di là di me
verso fiori spenti
verso attimi sconosciuti.

*

déjà vu (sotto l’ombra odorosa) *

Sotto l'ombra odorosa
degli stessi tigli di allora
bevo tè ghiacciato
e ancora ricordo
come speravo l'arrivo
del tuo sorriso guascone
sotto la tesa di un panama chiaro.
Rivivo l'antica magia 
ma oggi manca quella musica.

*

Effluvi *

Non fosse quel tepore
a opprimere le guance
nell’aria sorridente per gli effluvi
dei rami imbiancati di fiori
potremmo anche avanzare
senza tristezza alcuna
potrebbe anzi sfuggire
l’ombra di un sorriso
rivolto verso l’alto.

*

Nel sonno *

lenzuola bianche
di lino
quasi un sudario
a coprire
questa morte
apparente
                solo ci salvano
                            i sogni

*

Notturno di ricordi *

Nell'ombra furtiva
nascosta anche al cielo
i passi nell'erba bagnata
di questo giardino
mi fermo a spiare
tra rami di lauro
la casa deserta nel buio
son chiuse le imposte
eppure là c'erano vita
sorrisi e tante speranze,
                            e forse anche amore
adesso il silenzio
più nulla racconta e
tacciono anche i ricordi...
 

... è meglio che vada
comincia a far freddo
qui fuori.

*

Dolce solitudine *

Amo affondare
nella mia solitudine
come affondo un dito
nella panna montata.
È dolce soffice e
mi fa male.

*

Perle di sole *

Perle di sole
a far brillare sogni spenti
in questo silenzio 
velato di rosa
venato d'azzurro
mentre le ore
colano opache
senza sorrisi
tra grovigli di rovi
e sterili spine.
Nella gogna dei giorni
raccontano le querce antiche
storie di cavalieri
e mentre Valentino si veste
ancora di nuovo
negli orizzonti delle fate
si spegne ogni giorno 
una luce.

*

Tamerici *

Sospirano le tamerici
al vento dell'autunno
svolazzano le sciarpe
come vele strappate
all’albero maestro
polvere leggera
spazza le strade a raffiche
e turbini di foglie.
Cullata dal vento placato
poi l’aria si fa chiara
tutto sembra nitido
subentra quel senso di pace
quando sai che qualcosa
è finito.

*

Ultima dea *

E ci sarà bellezza ancora
e luce
distese su giorni
da portare lontano
allora giunte le mani
pregheremo.
Tu salva-mi l’illusione
(voglio stare al gioco)
sotto quella luce
mi voglio addormentare
lì non si rattrista
tramonto ma
vibra di lustrini e promesse
verso braccia tese
di notte in plenilunio
di luci lontane,
c’è solitudine serena
forse è speranza.

*

Turchese *

Brandelli di nuvole nere
nel mezzo del cuore
turchese di cielo lontano
e freddo di neve.
Se penso - e non voglio -
rivedo quel prato
tremante di sole
adesso è il silenzio d'ovatta
a riempire l'assenza.
E il cielo è lontano
più ancora di prima
ormai è soltanto
un ricordo
turchese.

*

Tante maschere *

Giullare di sempre
ogni giorno ho scelto
la maschera
per nascondere
la mia verità.
Tante maschere
oggi possiedo
ma guardando
nello specchio
più non trovo
il mio viso.

*

Claude Monet - Gigli d’acqua e ponte giapponese *

 

 

 gigli d'acqua.png

Come novella Ofelia                                               

mi sento galleggiare

su quell'acqua amniotica
tra le mani reggendo
bianche corolle
gli sguardi rivolti
con vana speranza
a quel ponte sempre
di presenze disatteso.
Ormai lascio andare
le mie ninfee 
le mie dolci pazzie
avrà anche per me
un suo senso
la blanda corrente
che scivola verso
l'uterina protezione
del verde più intenso
di salici e papiri.
Non mi stanca assecondarne
il lento moto

mentre intravedo tra le fronde

un azzurro sereno di cielo.

*

Brindisi solitario *

Ricordo le ore
passate ridendo,
il vecchio antiquario
e il piccolo anello che
"tieni è per te",
le nostre baruffe
e i baci di pace,
i fiori son bianchi
insieme al caffè.
"Perchè se ti amo
mi vuoi solo bene?"
ma non era vero
per te e per me.
Champagne e fragole
insieme in quel borgo
oggi brindo da sola
a cosa e a chi?

 

(2004)

*

Memento *

Eutanasia
Riprendersi le speranze
Strada in salita
Nessun motivo
Aiuto
Esorcizzare la solitudine
Buca l'anima per farla spurgare
Assenzio
Sogni finti e finiti
Bugie da raccontarsi
Decomposizione di corpo e anima
Basta
 
(2007)

*

Approdo *

Investe questo vento
pensieri e
riflessioni

-garriscono le rondini 
adesso come allora –

morgane si allontanano
nelle nebbie del mattino
e Lilith sorridente
tira le cime lente
verso la deriva.

*

Una canzone *

Non c’è più stato modo
- troppo il tempo in attesa -
per esserci rinascita
non ricordavi più
- forse lo volevi -
quelle note ascoltate
in un’estate d’acerbi anni
di sorridenti lune.

*

Déjà vu (Un muro di pietra) *

Un muro di pietra
in ferro la piccola porta
il sole che filtra
attraverso l'intrico
di edera e rose.

Apro quell' uscio nascosto

col cuore in tumulto
aspetto un sorriso
amoroso e sincero.

*

Italia, 150 *

No, non lo sapevo
né lo sospettavo
questo amore legato a te.
Da sempre ti vivo
e mai ho detto "t'amo".
Oggi però dal cuore 
è salito agli occhi
in lacrime di tenerezza
questo sentimento nuovo.
No, non lo conoscevo
e un poco mi ha stupita
il mio attaccamento a te,
o Patria mia.
 
(2011) 

*

Fra Martino *

Fra Martino campanaro
si è svegliato molto presto
oggi ha un ricordo caro
e a nessuno spetta il resto.
Venne assunto campanaro
una massa di anni fa
e anche se può sembrar raro
sempre qui ancor lui sta.
Quanto tempo è ormai passato?
anni e anni a "decinaia"
e ogni anno ha suonato
le campane a voce gaia.
Ha suonato le campane
per riempire tutti i sogni
han cantato sera e mane
per colmar tutti i bisogni.
Oggi vuole far concerto
di campane all'infinito
non sa se il successo è certo
ma sarà d'amor condito.
Suonò allor per ore ed ore
le campane al campanile
e siccome c'era il cuore
il paese fu gentile.
 
Tutti cantarono di auguri un coro
a Fra Martino bravo suonatore
che ricevette la Campana d'Oro
con il diploma di Grande Suonat...Sognatore.
 

 

*

Elementi *

Vorrei tu mi scoprissi
quale nuova terra
e  mi respirassi
come aria tra le foglie.
Vorrei tu mi sentissi
come calore di fuoco
e mi amassi tanto
quanta è l'acqua del mare.
Vorrei che mi pensassi
come una possibilità.

*

Night *

Luci rosate soffuse
musica roca di sax
si muovono i fianchi
in un crescendo
di note e di voglia
mi stringi più forte
m'invade la bocca
il tuo bacio
sono uno i corpi
è uno il desiderio...
andiamo via adesso
portami con te.

*

Va’ all’inferno *

Va' all'inferno?
Certo ci vado
ma non con te
ci andrò con lui.
Noi in eterno
mai divisi
come Paolo e Francesca
tu invece solo
in un noioso paradiso.
Non temo l'inferno
quello vero 
l'ho conosciuto qui,
con te.

*

Per una bimba *

Mangia la mela bella bambina,
adopra il fuso principessina.
Specchio mio specchio
son la più bella
o deve nascermi
in fronte una stella?
Fantaghirò non è un giovincello
non trova sonno per un pisello,
ma del fagiolo la magica pianta
arriva all'orco: paura è tanta!
Portati in spalla quella vecchina
vedrai ti premia se arrivi alla cima.
Vai con la zucca di corte al veglione
e non temere se il re è un bestione.
Bacia quel rospo senza rivali
manda quel gatto con gli stivali
ad incontrare la sirenetta
ma di cristallo con la scarpetta.

Credici, sogna bimbetta mia
solo ti salva la fantasia.

*

Autunno *

È tempo di vendemmia
in questo nuovo autunno
appoggiato a tante primavere.
Ormai nei nostri pampini
prosciugata la linfa gentile
resta solo scabra corteccia
ma forse laggiù
proprio là nel profondo
ancora debolmente pulsa
un tenero piccolo bulbo
pronto a soccombere
o anche a gemmare.

*

Canzone *

Occhi chiusi in un bacio
lungo quanto la musica
le mani intrecciate alle mani
ballando voliamo vicini...
la voce dal disco
che sfuma...
scendiamo allora
qui in terra
per guardarci negli occhi.

*

Stupida ragazza *

È ancora ritornata
quella stupida fanciulla
che soffre di languori
e sogna sul futuro.
È pazza poverina
la devo compatire
chissà magari spera
di poter ricuperare
quei giorni e quella vita
che in fondo non ha avuto.
Un poco mi fa pena
lo so che ci sta male
ma troppo mi disturba.
Io voglio star tranquilla
non posso ancor pensare
di avere a questa età
da crescere la bimba
che vive dentro me.

*

Fine *

Chiudiamoci il cuore
su quei pomeriggi
di caldo di sole
di noi
ho voltato le spalle
(non sai che piangevo)
adesso ti resta soltanto
il vuoto di me
il tempo dei sogni
è fermo in quei giorni
- adesso lo so anche io
adesso lo sai anche tu -
non è più stagione
è inutile, dai,
potremmo soltanto soffrire
ancora di più.

*

Mondomagia *

Su dammi la mano
ti porto con me
al di là dello specchio
a vedere che c'è.
Adesso saltiamo
e bididibù
il mondomagia è
proprio quaggiù.
La Fata Turchina
ci porta a vedere
i funghi a casina
degli elfi nel bosco
e Campanellino
condurre ci vuole
a conoscere gnomi
che colorano fiori.
Ma ora i folletti
che sono monelli
ci prendon per mano
e fra mille saltelli
ci fanno ruotare
in un gran girotondo.
È bello giocare
al di là dello specchio
ma ora è il tramonto
dobbiamo tornare.
E bididibò
il gioco è finito
ma lo rifarò.

*

Nemico-amico *

Nemico-amico Amore
sorride a te beffardo
sa che vincerà
la sfida che gli lanci
e non avrai speranza
il suoi mirati dardi
ti colpiranno il cuore
ed egli gioirà
vedendoti ferito
ma quando penserai
d'essere stato ucciso
ti accorgerai che invece
soltanto in quell'istante
avrai iniziato a vivere.

*

Tenera speranza *

Tanta la polvere del passato
tanta vita alle nostre spalle
ma non è già l'ora del sonno
nel viale di questo tramonto
non è ancora buio
ci sono colori mai visti
più veri di prima
e c'è la mia mano
che cerca la tua
per darle il proprio calore,
non devi temere
c'è tanta tenerezza
in questa speranza...
Adesso non servono più
le parole già troppo sentite
non dire più nulla
ascoltiamo soltanto
il canto lieve delle stelle.

*

Déjà vu (L’ala dell’aereo) *

L'ala dell'aereo
si staglia contro un cielo livido
di sera piovosa
vento umido
mi soffia tra i capelli.

Lascio tutto qui
e viaggio sola
verso le luci
di una città straniera.

*

Valzer a Venezia *

Capelli avvolti dal vento
su pensieri sereni
sfiorava il battello
ridente laguna
sfidavano gli occhi
raggi al tramonto
(non una nube velava quel rosso).
Nel cuor della notte

un valzer danzato
in piazza San Marco
non c'era nessuno
- rideva la luna contando le onde -
noi due nell'incanto
del magico affresco
e una Venezia di perla
silente nel sonno.

*

Appia Antica *

Il sole lucidava
le lastre della via
cresceva erba smeraldina
in mezzo alle colonne
passava anche per noi
nel petto un’illusione
                       nascosta dietro mura del passato
                       maliziosa sorrideva una ginestra.

*

Opale e zaffìro *

Quando le sere
d’opale e zaffìro
si espandono
sulla mente
rivedi la tua storia
cerchi allora
le strade più buie
le più solitarie
per alzare un pensiero
a quanti hai amato
che non sono più
e perplesso ti chiedi
se mai siano stati.

*

Sorriso *

Come un sorriso

nascosto dietro una mano

si cela nel sole

che oggi ancora non scalda

una promessa di primavera.

Sarà ancora la dolce stagione

e ancora e ancora

primavera ci sarà ...

*

Come una brezza...

Rimani con me
sarò un sussurro
un bacio sui capelli
un alito di vento
sarò come una brezza...
mi basterà una rondine
un fiore in mezzo all'erba
un'onda senza spuma.
Rimani con me
non ero un cielo azzurro
un gabbiano sul tuo mare?
se vuoi andare via
voltati dunque
la mia vita è nei tuoi occhi
non potrò sparire
se continuano a guardarmi.

*

Un oggi *

Non basta una pioggia
                                   quasi d’estate
a sciogliere il trucco spalmato
                                   sul viso
di un oggi a misura plasmato
per come qualcuno aspettava
                                    - o meglio voleva -
 

non va oltre la pelle di un corpo
che ha smesso di fare domande.

*

Primavera *

A palpebre chiuse
respiro profumo snervante
di glicine e gelsomino
sotto una pioggia
tiepida di primavera.
Un dardo sottile di luce
a illuminarmi l'anima
pronto a spegnersi
appena apro gli occhi.

*

Un sogno *

Cammino in quel viale
per mano con te,
odore di mare
arriva da giù,
laggiù proprio in fondo
non senti le onde?
Però c'è un cancello
da oltrepassare
è chiuso
è di ferro
allora mi volto
ma non ci sei più
sei oltre quel ferro
e nemmeno c'è il mare.
Che stupido sogno...
un mondo finito
è in fondo a quel viale.

*

Tradimento *

Cambio i fiori gialli
davanti al tuo ritratto
pulisco la lapide e prego.
Non soffro più adesso
lo strazio di allora.
 
Mi addolora oggi se pure
nel contempo mi consola
quella rosa rossa non mia
che ogni volta trovo
e non vorrei buttare via.

*

Onde *

Piloto la mia vita
sulle onde
di una normalità studiata
consapevole che non potrò
essere mai
come realmente sono.
                    Oh non temere
                    saprò essere
                    come mi si vuole
                    come ci si aspetta
                    come è sempre stato.

*

Cappotti *

Le nostre vite
come cappotti
appesi vicini
solo sfiorandosi.
Anonimi individui
li hanno poi indossati
portandoli lontano
e forse 
era giusto così.

*

Meriggio *

Lunghi silenzi
di aria salmastra
soffi di maestrale
fra i capelli e sulla pelle.
Onde lucenti
nell'ora più calda
e più sola.
Ansia di vita
nel cuore
e paura.

*

Arabeschi *

Sensuale questa musica
            mi spoglia dei vestiti
accende la mia carne
            in cerca di un sapore...
                           
                           disegnami sul corpo
                                        arabeschi d'argento.

*

Nereide *

Nereide esiliata
a neve disciolta
a scorta di sole
procedere attenta
contando ogni passo
impresse le orme
su scogli lontani
la schiena bagnata
da incerto sudore.

*

Azzurro e bianco *

Occhi di ladro
azzurro d'oltremare
con spietata dolcezza
in fuga dal cuore
si portano via
il meglio di me
in un effluvio di
bianche gardenie.

*

Cambio *

E cambio ancora
esco da un'altra pagina
della mia storia

 

[ristagna l'odore di terra bagnata
sotto i fiori caduti degli ippocastani]

 

dal finestrino guardo
la vita correre al mio fianco
io vado in direzione contraria
per trovare un luogo
senza ricordi dove
poterne forse costruire

 

[troppe case troppe cose
troppe chiese chiuse]

 

da molto speravo radici
invece vado ancora cercando
il sogno di un profumo.

*

A mio padre *

Son stati tre mesi
per contro a una vita.
"Eri dunque così?"
che strana domanda
da te che già c'eri...
Son pochi tre mesi
a colmare il silenzio
di tutti quegli anni,
adesso lo sai
cosa abbiamo perduto...
mi ha riscattata
quel po' di rimpianto
provato per me
così oggi ci spero e
sommessa mi chiedo:
chissà se un pochino
mi hai portata con te?

*

Il tempo *

Ostenta futuro il passato

entrambi distratti
al presente nebbioso
e notte e giorno
ombraluce che
tempo non è
visione distorta
di un unico intero
spezzato all'interno
da tutte le ubbìe
per l'attesa del sepolcro
che raggiungeremo soli.
 

*

Plenilunio *

Trionfa il plenilunio
tra legnose essenze
rubate alla notte
sospirano le gemme
su canti di fanciulla
biancore che luccica
e si espande là
dove il verde
dentro al mare sfuma...
la sensazione è dolce
come una carezza
che arrivi dall'immenso.

*

Déjà vu (Siepe di bosso) *

Siepe di bosso
intorno alla casa
mare lucente di luna
una lanterna sull'uscio
che sto per aprire.
Troverò accese le candele
della tua cena
e il calore del tuo animo
poeta.

*

Acqua di mare

Da quell'acqua
di liquido cielo amo
farmi prendere e lasciare
e poi trascinare
e opporre resistenza
per poi ancora abbandonarmi
in un gioco di vita e di morte.
Entro tra le onde
le onde entrano in me
come un rapporto intimo
teso verso un acme
di complice spuma.

*

Nonno Carnevale

C'è festa nel paese
di Nonno Carnevale
dobbiamo andarci tutti
sennò ci resta male.
Mi vesto da Fatina
tutta di tulle e stelle
tu invece da Regina
saremo le più belle.
Nuvole di coriandoli
ci piovono dal cielo
mille stelle filanti
ci coprono di un velo.
La maschera da Luna
si bacia con il Sole
mentre laggiù Arlecchino
fa mille capriole.
Pierrot con finta lacrima
corteggia Colombina
le dedica poesie
di sera e di mattina.
C'è anche Pulcinella
vuol far bella figura
e canta a squarciagola
stonando da paura.
Passeggia Topolino
per mano ad Eta Beta
mentre là spunta l'elmo
di un gran Mazinga Zeta.
Arrivano le frappe
che Spank ci porta qua
e noi ce le mangiamo
con tre Barbapapa.
Il Nonno Carnevale
sembra ringiovanito
e manda baci a tutti
sulla punta di un dito.
  

*

Incertezza *

Non so più chi sono
né come sono
ho confuso la mia rotta
intrecciando le mie cime
in nodi serrati e scomposti
non trovo più il capo
per poterli sciogliere.
In questa 'gassa d'amante'
mi dibatto e
piano piano
soffoco.

*

Giacigli *

Giacigli di finto sonno

ci attendono nel buio
- si muore per sempre -
dove irrealmente
potremmo sognare la vita
e forse sognando
riuscire il senso
a sfiorarne.

*

Parigi ancora *

Non mi appartieni più
Parigi mia.
Ti ricordo
nel profumo trovato
in quegli anni
di lucide speranze
- per le strade
brillanti di pioggia
tra le mostre ed i café
la mia ombra ancora
vaga cercandomi -
Ti ho vissuta con
amore d'artista e
passione d'amante
ora fai parte di una
storia inesistente.

*

Follia *

Parentesi pazza di tempo
al di là di ogni tempo.
 
Nessuna logica
e niente ragione.
 

È così tanto
è così forte
è così vero.

 

È.

*

Listener *

Ti offro la mia verità
ma tu stammi vicino
incantami
fammi sentire viva
progettami a un futuro
lontano da colpe fasulle
per consuetudine cercate
voglio lanciare al cielo
in mille e più colori
lo schema modellato
per destabilizzare
un'esistenza facile
da poter governare.
Eccomi io sono questa
e se lo vorrai
(se ancora lo potrai),
salvami.

*

Fiabola *

Volevo offrirti un volo di farfalle
per accarezzarti
(le speravo dietro l’ororosso delle nubi)
arrivai sul limitar del mondo
per cercarne il  riflesso in mare
si aprirono le nuvole
sotto c’era il nulla
la luna soltano vide la mia paura
e disse "aspetta
ti soffio nel retino
la sabbia dei pianeti
e una stella grande
da poter donare
quella stella cometa
di ogni Natale".

*

Ultime rose *

È tardi,
per questo spargo nel vento
i petali delle mie ultime rose
verso mani e bocche sconosciute
e respiri d'immenso
saprò di aver sbagliato
ma non so ricuperare
troppo freddo di neve
a farmi compagnia
quando al vento offrivo
il mio calore.

*

Farfalle *

Sentimenti di vita

da questo fiore duplice

di una radice sola

sono come farfalle

per andare lontano

verso un sole più grande

verso un cielo più puro

senza albe di nebbia

né tramonti di pianto.

*

Orme *

Visibile è la vita
pioggia che purifica il paesaggio
luce a illuminare aurora
nebbia a nascondere verità
e le nostre orme sulla neve
... ma sono sotto al sole.

*

Love card *

Ritrovo un biglietto
in lingua straniera
"I'm waiting for you
you've to come soon"
... Batteva la pioggia
quel porto del nord
e io avevo freddo
se pur era estate
ma c'era al rientro
la stufa di ghisa
e il vino del Reno
stappato per me,
poi quelle tue braccia
che erano casa
e tanto da dire
per noi due stranieri
di terre diverse...
Fu solo un sogno
un po' tenero e folle
"yes my dear darling
'twas only a dream".

*

Luce *

Sotto un cielo di smalto
abbagliato dal sole
- canta lontano una voce di bimba –
si leva l’anima in volo
di gioia quasi perfetta
a cercare il bacio di Dio.
  

*

San Valentino *

Torno a una casa vuota
in questa notte di San Valentino
                             [ancora ho nella testa le ruvide parole del tuo addio]
un anno è ormai trascorso
dal profumo di noi su di noi
tu non sai la solitudine
il freddo della notte
il buio nelle strade
                            [sorridevo a qualcuno stasera mentre dentro piangevo per te]
nella poca luce di questo viale
cammino tenendo per mano
tutti i sogni del passato
assieme a te perduti.

*

Niente intorno *

Primavera ancora così lontana
è tanta la neve
a coprire ogni cosa
in questa notte d'inverno
pungono gli occhi
lacrime gelate
troppe le stelle
sembra più buio il cielo
nessuna luna a turbare
ricordi e rimpianti
: niente è intorno
nell'aria senti
l'anima del mondo.

*

Circo *

Pagliacci truccati
troppo rossi i sorrisi
su facce di maschere
bistro che cola
(non vedi le lacrime?).
Sulla pista del circo
alla fine dei giochi
rimane soltanto
segatura pestata
e qualche paillette.

*

Dopo

Marinai non vi furono
a tornare col legno tra le mani
nei porti sotto al sole
mai restituirono i flutti
nessun’anima né un corpo
nel lino delle vele
per donare la speranza.
Solo e sempre blasfemi canti
o preghiere illuse
l’esorcismo del terrore
per quella condanna
non sai come meritata.

*

Legno *

Sì, legno che è fedele, legno che rassicura
come noi
prima era foglie e uccelli oggi è barca e letto
come noi
poi sarà sarcofago e alla fine croce
nell’illusorio intento
di raggiungere l’eterno.
  

*

Fuori tempo *

Come un passo di danza
sbagliato
una nota che suona
stonata
il soldato caduto
l'ultimo giorno di guerra
non coordino gli atti
ai pensieri
mi ha oltrepassata
il tempo oramai
inutile inseguirlo.

*

Corazza *

Avvolta in corazza
di granito
mi dibatto
per ritrovare
quel senso di azzurro
che porta il sorriso.
Onde anomale
hanno spinto al contrario
la mia vita
per questo corro avanti
senza guardare dove
mentre stringo tra i denti
pochi scampoli di tempo
e le note di una
canzone francese.

*

Freddo *

Cammino in questo

crepuscolo gelido

l'aria è di neve

il cielo di vetro

grigio e rosa

come la vita

odore di legna bruciata

ma forse è un'idea...

 
davvero è già passato Natale?

*

Anacronismo *

Ancora in divenire

alla fine dell'autunno

germogli anacronistici

pronti a gelare

sotto la prima neve.

 

Porterebbe speranza

la tua luce di fede

che ahimé non riesce

ad illuminarmi.

*

A-mici *

Per tutti questi anni
vissuti un po’ in simbiosi
fra gioie da godere
e giorni da consolare
vi voglio dire grazie.
Per essermi vicini
con dolce discrezione
ma pronti a recepire
quello che giusto occorre
per farmi stare bene
a volte un po’ tiranni
e spesso anche gelosi
ma sempre e unicamente
in nome dell’affetto.
Di me sapete tutto
più di chiunque al mondo
e nonostante questo
voi mi amate ancora
allora vi ringrazio
miei unici e sinceri
amici mici.
 
(a Ciaffo e Bellalì)

*

Cielo *

Mi opprime la felicità
di questo cielo incombente
come una benedizione azzurra
mentre rientro
nel mio nulla dove
cercarvi un senso ha tolto
colori al mondo.

*

Déjà vu (in mezzo ai contralti) *

In mezzo ai contralti,
la gonna lunga e nera,
nella foga di un kyrie
poi nell’incalzar dell’alleluja
mi fissavano i tuoi occhi
ero turbata e consapevole
sì, mi avresti aspettata
alla fine del concerto.
  

*

Se avessi studiato musica... *

Se avessi studiato musica
avrei incantato vecchie melodie
ne avrei elaborate nuove sognanti
avrei potuto avvolgermi di note
ovattarmi in scale musicali
scaricare su una tastiera
o tra le corde di un violino
tutte le mie anime tormentate.

 

Se avessi studiato musica
avrei potuto amare un concertista
dividere la vita con un compositore
o meglio ora potrei suonare per strada
insieme all'uomo dal viso tondo e rubizzo
con quel cappotto sui gomiti liso
e i palloncini colorati nella mano
che sarebbe l'ultimo uomo della mia storia.
 

*

Malinconia dolce *

Se lassù quel cielo
- luce gelata e distante -
le ombre colmasse
di un vuoto di vita
non avrei
nel crepuscolo d’inverno
questo tremulo
velo d’angoscia
da stordire
con musica e incensi
e ogni sera
tutti quei fantasmi
a tenermi compagnia
mentre ricarico

antichi orologi.

*

Piccola chiesa *

Giungo a questa chiesetta
così bianca e piccola
conserva la musica
di risa infantili
lontane nel tempo.
Adesso è solo silenzio
all’intorno
è chiuso il portone
sfiorite le rose sul muro.
Rimangono solo
un po’ di ricordi
da far rivivere
in solitudine.

*

Bigiotteria *

In questa vetrina polverosa

come chincaglieria ossidata

rivedo velleità e speranze

di una vita.

Ciondoli di storie

dai colori sbiaditi

perle ingiallite

di lacrime passate

anelli fuori moda

forse troppo stretti

e i nastri scoloriti

dei legami

senza più valore.

Tutti esposti

sulla seta

ormai opaca

dei ricordi.

*

Claude Monet - Le Boulevard des Capucines *

monet-boulevard-des-capucines.jpg

 

Come film di Lelouch
vedo da questa finestra
figure che sfiorano
col proprio destino
storie di altri
gente vestita di scuro
fa risaltare
bianco di neve gioiosa
è poca la nebbia
e il cielo promette
un ricordo ceruleo
agli alberi che stendono
un trepido velo,
carrozze lasciate in attesa
è bello sentire
il freddo sul viso
passeggiando sereni.
Adesso anch'io scendo
qualcuno mi aspetta
presso la bancarella
colorata forse coi fiori
di questo Natale.

 

*

Pietra *

Con la complicità

di questa molle notte estiva

- l’onda sale tra rigurgiti di schiuma -

vorrei farmi pietra

in muro diroccato

avanzo di antico castello

fra erba e cespugli incustodito

fiori selvaggi nati tra le crepe

lucertole nel sole a farmi compagnia

e grilli nella notte

forse qualche innamorato

inciderebbe un cuore…

vorrei esserti cuscino

alla fine della corsa

mentre vivendo aspetti la vita.

 

*

Nella neve *

Nel blu brillante
di questa notte
cammino all'ombra
della luna
mentre respiro freddo
e solitudine
le mani in tasca
scalcio la neve fresca
sto bene, davvero,
è solo per il gelo
se lacrimano gli occhi.

*

Baccarat *

Sempre ho guardato il mare

senza occhiali scuri

e ho mangiato neve

là dove resta pura.

Ieri respiravo nebbia

e strade polverose

oggi regola il mio umore

il vento di mistral.

Ho amato sola sempre

ogni volta come prima

nessuno mai guardò

nel mio cuore in Baccarat

così nessuno sa che dentro

c'è una lacrima.

*

Notte remota *

Nottata sui tasti
battendo la tesi
con te che dettavi
che mi incoraggiavi.
Baci sigarette
e tanto caffè
correvano le ore
nell'ansia crescente.
Poi gli spaghetti
al chiarore dell'alba
cocacola per brindare
al testo concluso.
Vent'anni avevamo
o poco di più
era quasi estate
e forse l'amore era tanto...
Mai più ci siamo sentiti così.

*

Segreto *

Di questo salmastro
negli occhi
dei giorni riempiti
col vento
di quella speranza
non più lieve carezza
delle notti
iniziate con l’alba
nessuno potrà mai sapere
resteranno il segreto
nascosto e geloso
da portare per sempre con me.

*

Una vita fa *

Ci fu una vita
remota nel tempo
coi giorni di sole
ed ombre nascoste.
Sfuggivano gli occhi
quasi senza parole:
l’amore si estingue
incredulo sempre
e tu già lontano
più allora che dopo
mancavi il coraggio
di dire sincero
“l’amore è finito”.

*

Inverno bello *

L'ombra di due abeti
una stella nel mezzo
forse la luna dietro il colle.
Tanta neve
sotto le scarpe
la sciarpa sul naso
e gli occhi felici.

*

Filastrocca ’bestiale’ *

La mucca Pagnocca
è mucca bislacca
se manca la cocca
non fa più la cacca
e pure Alfonsino
quel bel maialino
non è mai brutale
ma senza carezze
ci resta assai male
che dir di Gigetta
la vispa capretta
se non le dai retta
fa ogni “dispetta”
e poi c’è Zelmera
la pecora nera
che vuole e che spera
carezze ogni sera.
Son tutte bestiole
che portano il sole
e accendono luce
nel cuore che duole
con magico affetto
ti narrano fole
ti fanno coraggio
così che a gennaio
in un raggio di sole
ritrovi il tepore
del mese di maggio.
  

*

San Silvestro *

Brillano bicchieri
tra musiche festose
identici propositi
accesi e spenti
coi fuochi d'artificio
nasce il nuovo anno
(forse non sarà da ricordare)
accumulati i giorni
su monti di speranze
alfine sempre quelle
le stesse da una vita.

*

A Natale vorrei esse... *

Si me consentite 'a licenza
io vorrei esse con vostra pazienza
a Natale, e nun è poco,
er Bambinello e manco pe’ gioco
sì perché senz’ arcuna creanza
vorrei sgonfia’ de tanti la panza
in primo, possano mori’ ammazzati,
de tutti li politici infilzati
ma pure de le donne l’assassini
che je farei casca’ li gioiellini
e anche li pedofili (eh lì me ce divertirei,
ma so’ sempre ‘na signora dirve come nun potrei)
e poi tutti li ladri de mano e de rapina
li farei mette in fila a ‘na ghijottina.
Lo so lo so che er Bambinello
è sempre stato bbono caro e bello
ma io so’ io e si fossi Lui anche ‘na sola vorta
so’ certa che la mano mia je darebbe ‘na svorta
pure a tutte quante l’ atrocità
da Lui vissute ner bello dell’età
e quanno che ce s’ aritrovasse ‘n giorno
j’avrei levato 'n ber po’ de monnezza de torno.

*

Solitudine mia *

Solitudine mia 
scaldi copri
nascondi
proteggi avvolgi.
Mi fai sentire libera
nel bene e nel male.

*

Imbrunire *

Quel cielo lontano
ed assente
in quell'ora un po' dopo il tramonto
un po' prima di sera
quando tutto può essere vero
nell'aria sottile
che parla di promesse
e tu ti perdoni e ti ami
almeno quel poco
almeno al di sopra del cielo.

*

Natale antico *

Il fuoco nel camino
la zuppa sul fornello
un gatto sulla sedia
che ronfa il suo star bene
promette neve il cielo
sarà bianco il Natale
rosse saran le luci
a illuminar l'abete
una cometa d'oro
sul cielo del presepe
zampogne e  vecchie nenie
in strada per la chiesa
carta lucida dei pacchi
che apriremo la mattina
respirando il dolce aroma
delle mele alla cannella
mentre volti sorridenti
si confermeranno amore.

*

Tende *

Caligine soffoca la città
cielo grigio come una tenda floscia
verrà soffiata via
rivelerà lo spazio oscuro
dietro la tenda di pizzo
lei attende chi mai arriva
nuova collera
vecchia disperazione
lacrime asciugate col dorso della mano
da tempo sono ormai
incrostazioni di sale
su emozioni da anni svanite.

*

Pensieri *

Non serve calare nel prato
seme di erba novella
sarà troppo freddo
per farla spuntare.
Affonda nel muschio
passi oramai disgregati
condurranno al gelo
di tristi navate
nel gotico austero
di chiesa straniera.
Più non cercare
la pietra filosofale
essenza di tutto
rimane l'amore
evapora lento
resta a mezz'aria
si mescola a nebbia
e in nubi disperse
anela scenderti sul viso
con stille di pioggia.

*

Pushkin, Natale *

Gelida l'aria
nel parco di Pushkin
tanto tempo fa
il Palazzo coperto
di ghiaccio e di storia
sul viale bianco di neve
correva la slitta romantica
era Natale
noi due
eravamo abbracciati.

*

haiku (neve sui rami) *

neve sui rami
infreddoliti passeri
cuore d’inverno
  

*

Favola di Natale *

Odore di freddo
e cielo zaffìro
la luna è un opale
che esalta la neve.
Le fiabe ritornano
ad ogni Natale
cammina cammina
e c'era una volta...
ma affondo nel bianco
e diventa più buio
è ancora lontano
il figlio del re
il sentiero nel bosco
mi mette paura
ma scappo veloce
così non mi trova
la perfida strega
e l'orco non corre
qui in mezzo alla neve.
Se poi getto briciole
dietro ai miei passi
io riesco di certo
alla svelta a tornare
in quella casetta
di panna e bignè.
E là c'è il tepore
di un fuoco vivace
di un piatto di cibo
di un vino speziato.
E là alla fine
io potrò contare
cent'anni vissuti
felici e contenti.

*

Déjà vu (mentre sollevo) *

Mentre sollevo con la mano
la seta di una gonna turchina
scendo veloce la scalea
bianca di luna.
Mi guardo furtiva
alle spalle ma
c'è un sorriso
nell'anima mia:
so già che
non tornerò indietro.

*

Vigilia *

Passeggio per la piazza
sulla  neve appena scesa
guardo alberi di Natale
(quanti ne ho ornati sola
tentando di seguire comete)
nessuna impronta
vicino alle mie
in questo 24 dicembre
che è sempre lo stesso
ma ha perso l'anima
e fa troppo freddo.
Ormai è tutto lontano
devo solo aspettare
del tempo la fine...
 
... rigiro in tasca un paio di monete andrò a farmi un punch al bar.
 

*

Solitudine *

La mia solitudine
fiore di deserto
ha petali grigio ardesia
nel tempo spento
delle foglie secche.
Guardo da fuori
quel film non mio,
luce colorata
non porta tepore
in questa penombra
dove unico rimane
un solitario di carte
davanti ai miei occhi.

*

Ancora Natale *

È sempre un po'
meno Natale
non so dove ho messo
le stelle di vetro e
più non importa
se l'albero è rosso
o forse anche blu.
Finiti i sorrisi
durante l'avvento
si spengono lente
le antiche caròle
qui resta un abete
ma senza le luci.
Nessuno nasconde
l'allegro tesoro e
cessano i cori
davanti alla notte.
Tu aspettami là
dove prega una messa
(non voglio si veda
quanto mi manca).
Non devi temere

vedrai arriverò.

*

Vita d’acqua *

Sgorgai limpida e
giocosa
ben costretta tra le
rive
mi travolse una
cascata
ma ripresi la mia
via
poi un masso mi
disfece
fu così che m’inoltrai
verso rive sconosciute
nascondigli di paure
la mia corsa si fermò
nella melma di uno stagno
ci fu poi una gran pioggia
tracimai e mi diressi

a quel mare che 
da sempre mi attendeva.

*

Crisalide *

Ci incontrassimo ora
dagli angoli acuti del destino
alle spalle una vita
gli errori scontati
ogni giorno

 
(e noi dicevamo l’amore)
 
vedendoci adesso
di certo potremmo
insieme fuggire
invece scelgo i miei sogni
dove ancora crisalide
riuscirò come farfalla
da pareti di calce
a volare lontano
oppure contro un vetro
a morire.

*

Camperos *

L'aria del Natale
profumava i bicchieri
volevo far parte
di un gioco
giammai stato mio
- assente negli anni
la mia giovinezza -
sentivo la musica
nascosta vibrava
una corda.
Io moglie
io madre
sognavo i camperos.

*

Villa Ada *

Passeggiata solitaria

imbianca ogni prato

la brina di dicembre

crepitano fronde gelate

sotto il peso dei passeri

non c'è quasi nessuno

solo un cane giocoso

tolgo i guanti lo accarezzo

raggelati nella bruma

salgono in volute sospiri

di pensieri un po' tristi...

... il baretto ha appena aperto

prenderò un caffè caldo

tutto bene

manca solo un po' di neve.

 

*

Adesso *

Vienimi vicino
ti voglio respirare
scalda le tue mani
su di me.
Tu mia forza
e mia debolezza
baciami.
Adesso.

*

Quel poco che resta *

Bastasse la luce iridata
di questi tramonti
illanguiditi di cielo
si potrebbe raggiungere
in alto il pulsare di
lucide stelle 
trovare vicinanze
d'incompatibili colori
contatti d’anime lontane
o infine quel poco
che resta 
di noi.

*

Poi *

Poi ti raggiungerò
oltre il limite del tempo
nell'abbraccio di un eterno
che non è circostanziale
troveremo nuovi modi
per trasmetterci l'amore
poggeremo nuche stanche
sulle ipotesi infinite
e potremo dilettarci
coi ricordi di chi resta.

*

Oscurità *

Si frange risacca di sogni
nel buio di notti viola
ritorna la musica
perdute le note
vibra nel petto
acuendone il vuoto
lontana l’aurora
è fredda ogni strada
non c’è orizzonte
da fissare negli occhi
soltanto le nubi
che ovattano il cielo.

*

Déjà vu - (Nebbia sfilacciata) *

Nebbia sfilacciata
dai rami dell'autunno
da questa vetrata
la vedo giù nel parco
mentre fuori piove.
Un setter fulvo ascolta
il mio "clair de lune"
suonato sottotono.
È quasi inverno.

*

Punti luce *

Si consumano ore
nei brandelli di una vita
a battezzare stelle
- blu azzurra bianca -
tutti questi punti luce
recherebbero speranza
se riuscissimo a contarli
quando la sera sospira
una pace volta al divino.

*

Illusioni *

Scheggiano perduti sogni
crepe colmate di spuma
a nascondere sofferenza
di  delitti innocenti
(fiati distorti da ninfe crudeli)
nell’infido canto
di mille sirene.

*

Tempo

Scivola il tempo
lento e feroce
ti succhia la vita
ti mangia l'aspetto.
Non riesci a frenare
non puoi che cadere
nell'ombra più tetra
che non sai se è viva.

*

Inadeguatezza *

Alberga nel limbo irridente
di antichi inculcati timori
mi involve mi avvolge
mi stressa mi squassa
mi artiglia e mi affonda
in miasmi ancestrali
di imposti divieti.

*

Bambina *

Da sempre bambina
tra cocci di conchiglie
e bambole woo-doo
cercare un sicomoro
sperando veder Dio
nel silenzio micidiale
dove quiete non respira
non c’è più fruscio di foglie
spariscono dal bosco
coboldi e trolls 
inghiottiti dalla notte
fa paura anche l’aurora
oramai lo ha imparato
a lei è strega matrigna.
 

*

Dedica *

Vesto la luce

dei giorni tuoi
nell'azzurro
di occhi che
sanno il dolore
ma guardano alto
a meta di cielo
scaldi il mio tempo
(tu sai che ci sono)
mi senti importante
e io ne risorgo.

*

Spes *

Eseguo l'anamnesi
degli ossimori della mia vita
e assemblo con lacci
di memoria
le mie sofferte contraddizioni
a tutte le incongruenze tollerate
per poter auspicare
una palingenesi futura.

*

Golconda *

Troppo alta la montagna
                    e nera
là oltre il fiume
- scivolavano i passi
sulle pietre muschiate –
scorrevano rapidi i flutti
formavano gorghi
nessuna mano
                   si tese
e ora non c’è modo
di raggiungere Golconda
non adesso
                   non più.

*

La zattera *

Una zattera colma
di vento
profila ancestrali
orizzonti
salsedine crepa
le labbra
il sole asciuga
la veste
soffierà presto
l'ostro
senza ritegno offendendo
l'oblio
conducendo alla
tempesta perfetta
e l'onda sarà
stordimento vittorioso
nell'ultima luce
di un noreaster.

*

Innocenza finita *

Ti chiedevo di lasciarmi
solamente un po’ di sogni
quelli tutti colorati dei bambini
mi bastava di salvare
gli occhi lucenti
della mia ingenuità
fiducioso sorridevo
indugiando sulla soglia della vita
dopo averla oltrepassata
vidi allor dentro al tuo cuore
nulla fu più come prima
imparai la verità
quella senza la finzione
di ipotetiche virtù
non potevo più tornare
alla fede mia di bimbo
perduta l’innocenza
ero ormai omologato
me ne andai a bere whisky
accendendo uno spinello.

*

haiku (su quegli abeti) *

su quegli abeti
la trina della neve
bianco profondo

*

Attesa *

Ha qualcosa di eterno
di immutabile nel tempo
la prima volta che
guardai il vostro viso
dopo mesi a sentirvi
parte di me
a reggere già amandolo
quel peso dentro
mentre mi chiedevo
come sareste stati
se mi avreste riconosciuta
e la sensazione vaga
di quel doppio cuore in petto
rimasto lì per sempre.
 
(ai miei figli)
 

*

Gerico *

Si riempie lo spazio
poi dopo nel sonno
crollano di Gerico le mura
nella libertà di dolore e gioia
ricrei pezzi di vita tua
oltre la morte ti porta il sogno
senza annaspare in cerca d’aria
per trovare sempre il vuoto
dove rotolano bilie colorate
che sono solo sassi.

*

Il viaggio *

Di tutto questo

dolore dentro

volevo parlarti

raccontarti come

è nato

e del perché

non muore

ma ti vedo poco attento

sei distratto alla mia vita...

Appassite anche

le rose

resta un treno

per partire

e procedere in quel viaggio

senza meta né illusioni

che da sempre mi è

destino.

*

Green Island *

Quell'isola bianca
di sabbia e di sale
appena ombreggiata
da un verde di jungla
è ormai così tanto
lontana nel tempo.
Gelato di mango
squagliato dal sole
e io che ridevo
e tu che filmavi
noi due, anche noi
ormai così tanto
lontani nel tempo...

*

Sous la pluie *

Pioggia leggera
lustrava Parigi
bagnando pensieri
rivolti a speranza
brillava negli occhi
la mia libertà
gioiosa di solitudine
attendevo con fede
fra storia e Printemps
l’incontro con un volto
sperato da tempo.

*

Il cuscino *

Andavi via
ed io
affondavo il viso
nel tuo cuscino
a respirare l’odore
e quel tepore vago
lasciato
da te.

*

Sì... forse *

Sì, ci attenderemo sempre

ai bivi della vita

sotto un cielo grigioscuro

avremo mani tese

per accarezzarci il viso

guardando oltre la siepe

del labirinto poi

vedremo l'orizzonte e

potremo infine udire

gli angeli cantare

...forse.

*

haiku (sale la nube) *

sale la nube
degli umani sospiri
lacrima scende

*

La vite *

Brillano soli diversi

sulle esistenze di qualcuno

e strane lune illuminano

i sentieri

invasi dai tralci

secchi della vite

(ricordi quanto pianse?)

solo quell'ombra scura

vela la luce di un

giorno di pace.

*

Bassa marea *

Bassa la marea a ricoprire ciottoli di sogni
lenta nella monotona risacca
forse innocua ma
sottesa a quella tempesta perfetta
che tutto annienta e da cui
tutto potrebbe rinascere
se qualcosa ci fosse.
  

*

Insonnia *

Resta silente in attesa nel buio
non vuole si veda la sua paura
ascolta il volo vellutato delle ore
ripensa a quanti che ancora ricorda
lo hanno ormai dimenticato
sullo specchio intanto scende
una lacrima di vapore e riga
la sua immagine offuscata.

*

Nunc dimittis *

Adesso vai

sciogli quel vetro di ghiaccio

che filtra il tuo sole

(lontano indovini il tepore)

ti fa prigioniero lì sotto

nell'acqua gelida e ferma,

getta quegli abiti senza colore

indossati nei giorni miei

e fai meraviglia di azzurri

alla vita.

*

Ciclamini *

In quel cielo zaffìro

lontano dal mondo

se una volta, una volta soltanto

la luna ci fosse sorella,

non dovremmo rubare farfalle e lucciole

e brividi di pelle,

come i ciclamini d'inverno

coperti di neve.

*

Abissi *

Non temere gli abissi
se nella sera
sospira la pace
rivolta a un sentire
immaginario di quiete
tra flutti carezzevoli
e madrepore compiacenti
nessuna luce di aurore boreali
solo il frusciare dei pianeti
nel buio silente
innamorato di mare.

 

*

si sta bene *

… e si sta così bene fuori
tra le luci delle feste
nell’incanto della sera
                                     (ho fiducia nei miei dubbi)
scendono ultime foglie
corre felice un cane
l’aria fredda pizzica il viso
                                    (coi ricordi di ben altre brine)
non mi rattrista l’inverno
solo manca da sempre
quel che non c’è stato mai.

*

Luce d’alba *

La luce di un'alba nevosa

abbaglia le mie risorse

conquisto uno stato di pace

di sola apparenza

è ancora brina in superficie

scura la terra che sotto soggiace

all'eterno conflitto.

Nel lucore traslucido

di questo gelo profondo

avvolge ogni pensiero

la nebbia rosata del tuo sentimento

che pur anela un palpito

a pelle di serpente

e quindi adesso,

vai.

*

Lontano *

Sempre così lontano
ti affacci alla mia vita
dall'uscio dei ricordi
negli attimi più strani
nei momenti più vivi.
Sempre così lontano
eppure tanto intenso
limpido e struggente
da sentirmi soffocare.

*

Gauguin *

Quando l'ordito dell'aurora velerà

le coscienze smarrite, allora sì,

danzeremo la musica delle stelle

(gravitano intorno alla vita)

dagli angoli di un cerchio

tenendo per mano speranze del passato,

e avremo fiori tra i capelli

e nudi seni, nei colori di Gauguin.

*

Notti e vele *

Notti scarmigliano
sogni piegati alle ciglia
sospirano angosce
e inopinati miraggi
deserti di sole
financo alle vele...
                   (oh quelle vele
                  di pelle bambina
                  ignuda ed esposta
                  all’immane vuoto
                  d'azzurro)

*

Un cenno *

Attende un cenno
da sempre
per essere migliore
ma è solo silenzio 
giammai un ritorno
gli scrigni coi tesori
come tante chimere
affondati nel buio
di acque che sono
condanna
remote a quello
splendore di sole
che sfaccetta raggi
e sovrano trionfa
a genuflettere pagani.

*

Piccoli sepolcri *

Inferno che rimane
a insulto di Dio
nessuno il conforto
giammai e per sempre
rifugia la mente
in dolce follia
irreali verità fingendo
chi – vita distrutta -
lascia un corpo piccino
in quel campo
allegro all'apparenza
colorato di giochi
girandole e musica
come asilo d’infanzia
di tante infanzie
tutte finite ancor prima
che fosse domani.

*

Sweet november *

Oro sgocciola nei viali
passi umidi di pioggia
ripensando quante cose
del passato
hanno perso di valore
ai  colori che ha
cambiato la speranza
i progetti - così tanti –
quasi sempre gettati via
(gela il freddo le mie guance)
e ritrovo le preghiere
per chi non le ascolta più.
  

*

Mediterraneo *

Baia di sabbia rosata
caldi venti da lontano
soffiano ancestrali profumi
nell'ombra di ulivi e fichi d'India
affonda la sera un sole di lacca
nel mare tiepido
mi sento selvatica e viva
mentre guardo il paese bianco
addormentarsi nel buio
dell'antico promontorio.

*

Oversize *

Ho infagottato sentimenti
e cuore
in abiti larghi
così non puoi
vedere
quanto siano grandi.

Non vorrei mai
ti facessero
paura.

*

Viaggio a Parigi *

Per rivivere un’emozione
ho viaggiato sola
ora sono nascosta
nell’ombra di un bistrot
l’idioma tanto amato
culla il mio ascoltare
mi ordino un pernod
e lascio che i pensieri
affondino tra guanciali
di ricordi quando
qui a Parigi
per cercare te
mi sono persa
tra le sue strade umide
e il freddo dell’inverno
ma resta un sogno bello

da non dimenticare.

*

Il mondo migliore *

E mi piango dentro
trascendo la luce del giorno

avvolta in nubi di ossido
mimetica restando in sordina.
E rinuncio a quel mondo
il migliore possibile
perseguito a forza
ma senza riscontro.

*

E oggi... *

Il tuo grande camino
coi gatti e quel bosco
la pioggia sul lago
e il sole nel borgo
fanno ormai anche
parte di me.
Non so cosa aspettare
né se c'è qualcosa
ma riempie i miei giorni
il pensiero di te
non faccio domande
né al mio né al tuo cuore
nessuna risposta
si può prevedere
ma il giorno e la notte mi
vivono senza pensieri.
Spaventa il futuro
quel poco o quel tanto
ma ho sempre davanti
il tuo grande camino
coi gatti e quel bosco
la pioggia sul lago
e il sole nel borgo
per mano con te.

*

Déjà vu (scivolano sui vetri) *

Scivolano sui vetri
gocce di pioggia
guardo in basso
il traffico e le luci
in questa sera d'inverno
è buia la mia stanza
e non c'è nessuno.

*

Dentro me *

Ho guardato dentro me dall’uscio secondario
per aprire piano piano  anche quello principale
il percorso è stato lungo non avevo mai scrutato
veramente qui all’interno non sapevo quindi che
c’era tutto quel coraggio e davvero tanta forza…
Mi hanno colta di sorpresa
ma nel mare del silenzio
non mi hanno più lasciata.

*

Relitti *

Di mille naufragi
accumulati i relitti
bruciati sugli altari
di indifferenti dèi
nell’urna serbando
ceneri di una vita
perduta a cercare
la linea d’orizzonte
come vecchie preghiere
ingannano fede trascinando
corpo morto su avversi fondali
in cerca di ormeggio
sperdute tra flutti e colori diversi.

*

Vita *

Quante pagine

aperte poi chiuse

quanti giorni sorti e finiti

per arrivare fin qui

tanta la vita trascorsa

aspettandola

resta una discesa

senza appigli...

ma ancor si rifiuta

(eppur si sapeva)

può essere già

quasi tutto finito?

*

Sadness *

Volevo farti ridere
col mio essere pagliaccio
e persino intenerirti
con i fiori più belli
raccolti dentro me
ma lungo è stato
il tempo dell'attesa
ormai è troppo tardi
per sperare il tuo ritorno.
Come bimbo deluso
in questi abiti da uomo
chiedo ragione al cielo
lo guardo e un po' lo prego
ma mi accorgo solamente
che tra poco pioverà.

*

Baiser volé *

Un abito da sera
(chiffon e paillettes)
in fondo ad un baule
rivedo a quella festa
te, storia mia mancata
dagli occhi innamorati
che mi rubavi un bacio
lontano dagli sguardi.
Inutile ormai chiedersi
come sarebbe stato
se avessimo saputo
amare solo noi.

*

Rosa di dicembre *

Scalo coi pensieri
rocce d'esistenza
aggrappata a sensazioni
per tornare dentro me
come rosa di dicembre
nella musica dei pioppi
mi nascondo anche
a me stessa
le spalle controluce
a negare la realtà.

*

Burla notturna *

Non era davvero gran bello
seduto al bar sopra quello sgabello
guardava con occhi un poco bovini
arrivare le donne giù dagli scalini.
La musica lenta lì nella balera
metteva una voglia già di prima sera
seduta da tempo a quel tavolino
volevo piacergli almeno un pochino.
Scolando martini lanciavo gli sguardi
all'uomo seduto che tirava tardi
fumavo smaniosa la mia sigaretta
volevo notasse le mie gambe in fretta.
Poi scese e arrivò da me per ballare
e fui in balìa delle onde del mare
non era gran bello neppur da vicino
ma quella notte mi parve divino
fuori per strada era buio profondo
e mi sentivo regina del mondo.
Ma l'indomani là dentro al mio letto
vidi che era davvero un rospetto!
Oddio cos'ho fatto, con chi ho copulato?
La notte e il martini che mi han combinato?

*

Naufraghi *

Perduti nel limbo morente di nafta
prede di chimaere irrisolte
meduse agli sguardi
sirene lascive a sedurre profeti
mentre fuoco come murena
brucerà i loro occhi
acqua che sarà fango
su questa sabbia
distruggerà coscienza del loro valore
sguaiatamente deridendoli.

*

Fine dei sogni... *

Fine dei sogni
di tutti quei viaggi
millantati e perduti
nella pozza di un’acqua
neanche sorgiva
che del mare
conserva ricordi
di vecchie leggende.
Occorre condurli lontano
liberare anima e mente
da inutili recessi
ombrosi e muffiti
vittime sacrali di ricordi stantii
da lasciare al limbo immutato

dei giorni.

*

Baita *

Casetta bianca e legno
nell'abbraccio degli abeti
sembra un carillon
pizzo alle finestre
dove resta impigliato
l'odore del camino...
                         sistemiamo nei cesti
                         pigne e cardi
                         raccolti sui sentieri.

*

Lorelei *

Languido tramonto di novembre
accarezza ogni ricordo
con mano di fratello
ha luce un po’ appannata
come tutte le illusioni
nelle nubi ancor lontane
addolcita dall’autunno
s’è nascosta Lorelei
per raccogliere i capelli
sotto il manto della nebbia
più non canta ma sussurra
qualche volta una preghiera
nelle ore della notte
- sono sempre tanto lente -
finalmente anche lei sa
non potrà uscire mai
dalla vita sua sbagliata.

*

Tramonto *

I jeans arrotolati
scendo al mare
e su uno scoglio
(basso il sole all'orizzonte)
siedo a ricordare
altri tramonti
più veri e mai stati miei
scende una lacrima,
sempre la stessa,

ma devo andare adesso
dalla casetta bianca
qualcuno mi chiama.

*

Sguardo *

Guardami tra le ciglia
come quando è sole buono
apri le pupille
con stupore bambino
tieni fermo quel sorriso
all'angolo degli occhi.
Amo leggere il tuo sguardo
quando non ha difese
per questo
ti guardo in tralìce
ti spio da vicino.

*

Lullaby *

Mi perdo in atmosfere d’inverno

cerco il castello nascosto anche agli elfi

protetto da un branco di candidi lupi

sospesa nel vento tra fiocchi di neve

bevendo la luce di un diafano sole

per rendere il ghiaccio un sangue vitale

e ogni montagna un forte guerriero

- fruscia un vinile in sottofondo

  suona in sordina la mia lullaby -

*

Foglia *

Come foglia d’autunno
quel lontano scirocco
mi ha fatta volare
lontana dal ramo
volteggiare impazzita
cercando l’appoggio
di un difficile suolo
sollevata
tenuta sospesa
poi fatta cadere
- paura e dignità
deridendo -
in fondo a pozzanghere scure.
Beccate di storni
hanno lasciato ferite
finché il maestrale
soffiando pietoso
su soffice sabbia
mi ha riportata
donandomi al mare.

*

Rabbia *

Vorrei uscire
dalla mia vita
chiudere porte, finestre
e gettare via la chiave
"let me forget about today
until tomorrow" 
ma domani è ancora lontano
e perciò
"let's start this fuckin' day".
 
 

*

Cenere *

Restano tra le dita
i fili di una storia
le lacrime di un sogno
i pezzi di un vestito
indossato troppe volte
e tutto questo vuoto
e tutto questo tempo
le gocce di un amore
che amore non è stato
bevo il tuo veleno
guardandoti negli occhi
è calda la mia cenere
ma sai che non ci credo.

*

La collana *

Annodano dita nervose
un grigio filo di perle
(ricordi quando te ne fece dono?)
contratte le labbra scarlatte
esaltano il pallore
nell’ansia dell’attesa
inutili i sogni
false le illusioni:
lui non tornerà…
lacrime di bistro nerofumo
la storia è finita.

*

Carambola *

Non ascoltare il silenzio
Biancaneve è ormai muta
cosa aspetti a tornare
nella tana del ghiro?

 

Sai che amo giocare
a far la regina
del mazzo di picche
degli scacchi di gesso.

 

Ora fammi nascondere
dietro lo scoglio
non mi spettano più
i castelli di sabbia.

*

Déjà vu (scroscia improvvisa) *

Scroscia improvvisa
sui campi
la pioggia di questo
temporale estivo.
Profumo di terra
e di erba bagnata.
Coi capelli grondanti
corro sotto al portico
mi lascio cadere
sulla panca di legno
e scopro il tuo sguardo.

*

Arc-en-ciel *

La scia dell’arc-en-ciel

ha trovato la sua discesa

lascia solo sfumature sfatte

                                  e luce inesistente

non ci sarà Leprechaun con l’oro

alla fine dei colori

si è dissolto il tempo

                                  non ha più ricordi – o troppi –

ancora si levano domande

come di foto bruciate il fumo

soffocato il dolore ma lontana la gioia

                                  inaccessibili a tutti le cicatrici

l’anima sempre uguale accumula progetti

su strati di deluse speranze

ma al di fuori e all’intorno

                                  sono sfuggiti gli anni.

*

Scheggia di specchio *

Rotolano via
perle d'anima
mentre si estingue
l'ambra grigia
dei sentimenti
e resti come
scheggia di specchio
dimenticata
in fondo al deposito
della tua vita.
  

*

Paguri *

Asciuga nel vento
i capelli bagnati
di pianto
è tutto ammuffito
là intorno
anche il muschio
ha perso colore.
Non puoi più cercare
l'anello perduto
la spiaggia è deserta
è scesa la sera
neanche i paguri
ci vogliono stare.
Vai via.

*

Ciò che è perduto *

Nulla restituisce ciò che è perduto
nemmeno le stelle che stanno silenti
a farsi guardare sperdute
e spaurite da tutto quel vuoto
che non dà ragione -  e non ha ragione -
ma domina
incombe senz’esser fratello
nemmeno del mare dove
affondano i baci
necrofori di tante notti
annegate in malevole acque
e nocive
(selachimorphae impazzite
a impedire risalita).
  

*

Ottobrata *

Questo sole ottobrino
nasconde promesse
di dolce intimità
sotto veli di malinconia
ingialliscono i viali
attendendo quel vento
che li farà rabbrividire
spogliandoli.

*

haiku (fulgide stelle) *

fulgide stelle
nella gelida notte
spengo la luce

*

Oltre il monte *

Incombe stagliato da sempre
tra anima e vita
quel monte un po' grigio
fors'anche fiorito
ma è controluce e
resta in penombra.
Oltre quell'impervia altura
nel vento e nel sole verdeggiano
libere praterie che
ieri volevo raggiungere
e oggi so che mai
diventeranno un ricordo
saranno soltanto un pensiero
in fondo alla mente.

*

Un bacio *

Quando respirerà il tuo immenso
questa bocca
scaveranno grotte nei sensi
frugheranno umori e voglie
le labbra
discinte carni divorando
su scomposte membra.

*

Se *

Se solo ci nutrisse questo silenzio
se potessimo fare a meno della musica
[oh quanto necessitiamo di musica]
per far muovere mani e bocche
e respirare l’immenso,
si potrebbe restare muti per sempre,
e nudi.

*

Ghiaccio *

C'è stata una volta Parigi
con le fontane ghiacciate
quell'acqua bloccata
in un gelido pizzo.
 

Mi scaldavi le dita
dentro la tua tasca
e dentro la tua mano.

*

Déjà vu (nel crepuscolo brumoso) *

Nel crepuscolo brumoso
le ruote di un'auto
crepitano sulla ghiaia
del viale un po' in salita.

 

Ho sul capo un cappello
di feltro grigio.
Nasconde quasi interamente
il mio volto.

*

Diversità *

In questo schema di vita
ci sei tu con quelle ellissi
e i pensieri tra parentesi
io sono lì vicino
con tutti i miei colori
forse un po’ fané
e quei fiori stilizzati
un poco démodé
diversità che siamo
e che sono nostra forza
per non cedere al destino.

*

Mare d’autunno *

Battigia di novembre
mi scalda solo
un calore di vodka
respiro aria
di salmastro e rimpianti
scivolano luci
verso un orizzonte
troppo definito
oppresso dai ricordi
stridono i gabbiani
come anime liberate
una musica suona
in sottofondo
dolce e nostalgica
l'acqua è una Lorelei
che invita all'oblio.

*

Bagaglio a perdere *

Questo presente
esaurita ha ogni storia
improbabili i ricordi
resta addosso
un senso soffuso
di vuoto e tu  
porti con te
                            (bagaglio a perdere)
l'azzurro di tempi
di cielo
e talcato profumo
di aria pulita.
Al netto di speranze
sono vuote le mani
ove nulla rimane
ora che ogni gesto
è stato compiuto.

*

Sonno *

È calmo
nella notte
se sento
il tuo calore
se sfioro
la tua pelle
è in pace
nel tuo abbraccio
... ssssshhhh...

*

Notte estiva *

Succo d'uva spina
imbrattami
corpo e anima
mi leccherò le dita
per nulla perdere
del tuo sapore
mentre respiro
l'alito peccaminoso
di questa notte estiva.

*

Ricordo uno sguardo *

Dolce di cielo

granito nel fondo
vicino e distante
chiuso nel mistero
dei tuoi pensieri
velando forse dolori
o gioie nascoste
celavi l’anima tua
dietro quegli occhi
che pure così tanto amai …
        (impallidiva l’azzurro del tuo sguardo quando ti arrabbiavi, ricordi mamma?)

*

Viaggio *

Così lungo
questo viaggio
per percorrere la vita
attraversando gioie
e dolori d’esistenza
non ho più valigie di sogni
tutte perse nel percorso…
Mi rimane un po’ di strada
da percorre tra i campi
di una terra sorellastra e brulla
per quel tempo in cui ancora
è visibile il sentiero.

*

Attimo *

Piove piano
cammino tra la gente
di colpo alzo gli occhi
sotto un ombrello
incrocio il tuo sguardo
un breve sussulto…
ci siamo riconosciuti
e non ci conosceremo mai.

*

Ribes *

L'anima vuota
di inutili amori
vanno lontano
gli affetti sicuri
cambiando colore.
Crepuscolo di stelle
l'aria è ormai scura
è scesa la notte.
Sciroppo di ribes
colore del sangue,
è sangue lo sai,
è certo... lo sai.

*

Invito *

Lasciami percorrere
il tuo viale
porgimi un bicchiere
per brindare
fammi sentire
nei tuoi passi
la tua felicità
guardami nell'ombra
e abbi il coraggio
di te.

*

Lune *

Cento lune scandagliano
abissi di morti coralli
tra spugne ermafrodite
schiantandosi quindi
con l’ultima onda
sui fianchi di un reef
- breve muto addio -
portando sospiri di pace
lontani da rotte errabonde
trascinate alla deriva
su battigie d’illusione.

*

Scarpe di tela *

Mi aggrappo a una scivolosa speranza

gli occhi socchiusi per non vedere bene

la testa lontana sperando ricordi futuri

ma si insinua l'ormai nota pena

nel più profondo del mio sentire.

Non alzo il capo (non serve più adesso)

rimango muta a fissare in basso

quest'erba morente e le mie scarpe di tela.

*

Nostalgia *

Mani aperte
vuote di sabbia
da sempre cancellata
e mai scritta
un diario che narra
ricordi mai stati,
dove sono
le mie stagioni
i miei abiti smessi
e quelle canzoni?
               Profumo francese
                    che non fanno più.
Fuoriscena di vita
il gioco continua
ma fa troppo male
e ora non posso
non posso
non posso.
Non posso...
e non so.

*

haiku (dolce stagione) *

dolce stagione
si tingono le foglie
festa dei boschi

*

Amato autunno *

Preferisco l'autunno
i suoi colori sontuosi e sensuali
l'elegante malinconia dei tramonti
l'abbraccio dei veli di bruma
e quell'odor di lacrima
fuso nella fragranza antica
della legna bruciata nei camini
mentre l'aria pungente
risveglia ancestrali desideri
di casa e di famiglia.

*

Parole *

Una vita di parole
pronunciate ed ascoltate
lette e scritte.
Dure cattive
come schiaffi nemici,
dolci suadenti
come baci d'amante.
Tutte si affastellano
nel profondo
tante evaporano
tante restano
e diventano
quel che sei.

*

Nebbia *

Autunno piovoso

grigiofumo di noia
amplifica il senso
di un vuoto di vita
né dolore né gioia
mente abulica
non si ferma a pensare
no, adesso non più
(verdi le foglie dello stencil al soffitto)
aspetto la sera
per poi raccontarti
come mi uccide
la nebbia.

*

Memoria *

Cerco rifugio
nella sofficità
di un ricordo
lontano...
mi illudo che sia
un bel ricordo.

*

La notte non dorme *

La notte non dorme
ancheggia sinuosa
sussurra intrigante
dirige i tuoi sogni proibiti
diventi un eroe
ti porta su in alto
ma sei marionetta di sempre
al riaprirsi degli occhi
allora ti lascia cadere
nel suo mondo vuoto
nel suo buio silente
che non conosce stelle.

*

Caffè Fiume *

Pesci nell'acquario
e musica soft
lampade liberty
e specchi rétro.
Sulle poltrone
di quel piccolo bar
solo noi gli avventori.
Calici levati
a confermarci
in un sorriso
che va bene così.

*

Via Margutta *

Pensieri e suggestioni
agli angoli degli occhi
un palpito di luce
accende nel profondo
il ricordo di un profumo
e torna la mia mente
laggiù a via Margutta
alla fine di un’estate
per mano insieme a te.

*

Acrostico *

T  i cercavo invano da tanto e da sempre
I  n mezzo a speranze ormai chiuse

 

A  vevo rinunciato ai sogni miei perduti
M  ostrando una realtà irreale e costruita
O  ra hai acceso questa vita riempiendola di luce

 

A  ncora mi scalda il sole
M  i incanta la neve
O  mia dolcezza e gioia
R  inasco con te a fianco
E  ti amo di amore nuovo e primo

*

Nel bosco *

Sostanza di foglie
le ninfe dei boschi
assetate di sole
cantano con piccole note
nell’ombra del muschio
e mentre un raggio 
penetra le nubi
lenta cala una luce rosata
immemore del giorno
sospesa sui primi respiri
della sera.

*

Sera d’aprile *

Si disfano nel vento
gli alberi fioriti
(sottile la pioggia sul mio viso)
in questa sera d'aprile 
rivedo una vita 
che più non so
se davvero c'è stata
e se m'è appartenuta.
Si è portato via il tempo
tutto all'intorno
e tanto di me.

*

Pizzo *

Cucio i tuoi fiori
sugli strappi
dell'anima mia
diventerà come
un velo di pizzo
un velo da sposa.

*

La panchina *

Il viale è immutato
là c’è la nostra panchina
(quanto tempo da allora)
un sole uguale illumina oggi
il ricordo dell’ultimo incontro
quando  - chissà se rammenti -
nel profumo del mare
di un tempo
una volta ancora
abbiamo sentito cantare
le onde…

 

*

Dissolvenza *

Tira il filo dei sogni
falli scendere a terra
piegali, riponili nascosti
e dimentica dove
indossa un sorriso e vai
lascia le tue orme sulla battigia
solo finché l'onda lo vuole...
si sfumerà la tua immagine
in una sfocata macchia
di colori pastello.

*

Una giovane estate *

Era il posto delle lucciole
là sugli scogli lungo il mare
- si arrivava dal parco
per quel vialone buio -
orchestrina in sottofondo
melodie sentimentali
nel profumo del mare
tremante di luna
tutti i baci e le promesse
di un giovane amore
che sarebbe durato
l'eternità di una stagione.

*

E così sia *

Piccoli  fragili
molecole folli
ripiene di anima
malate di morte
di sciocca vita
odii querelle
battaglie guerre
tanta paura inconfessata,
e versi illusi...
Poi alla fine
restano solo
un paio di lacrime
forse un sorriso
del giorno dopo,
e così sia.

*

Non era previsto... *

Non era previsto
quel tuo sguardo sincero
nella nebbia bugiarda
di giornate inutili
ricamavo disegni
su vetri appannati dal gelo
facendo tacere una nota
da sempre stonata al ricordo
.                                     ... adesso nascondimi
                                     dentro di te.

*

Pescasseroli *

Protetta da quei monti
ombrosi di faggi
sul sentiero della volpe
tra larici e rocce
ritrovo la parte migliore
di me.
So di potermi fidare
di quelle cime
che non mutano nel tempo
che mi rassicurano
come casa di mamma.

*

Genova mia *

Ridevo di gioventù e speranza
mentre ti lasciavo ma
sempre mi è mancato
quel mare, il tuo,
in lotta col libeccio
le sirene delle navi
in partenza coi sogni di qualcuno
l'odore di basilico e di acciughe
nei tuoi "carrugi" stretti
dove i gatti cantano alla luna
e tra vestigia splendide
di un'antica prosperità
le corse mie di bimba
ebbra di sole e scogli
e poi il primo amore
nel profumo dei pitosfori...
Tanto mi manchi ancora
ma no, non tornerò
ormai io e te, Genova mia,
non ci riconosceremmo più.

*

Ricerca *

Sempre cercai quanto
è difficile avere
e quando lo trovai
compresi delusa
non essere ciò
che davvero volevo:
io nel frattempo
ero diventata
altro ancora.

*

Outlet *

Progetti e sentimenti
come capi importanti
firmatissimi da me
adesso sono all'outlet
passati un po' di moda
mancano le taglie
esauriti i colori
ipersaldi tra poco.

*

La Camosciara *

No, non ci si perde
in questi tuoi boschi
neanche sui tratturi
si smarrisce la via
i torrenti fanno strada
i monti sono guida
e tu oggi mi salvi
quando vorrei perdermi
così tanto che nulla più
si ritrovasse di me
nemmeno il profumo.

*

Tuberose *

Mancano tante stagioni
agli anni di ieri
mancano tanti sorrisi
ai giorni di oggi
                          zucchero e fragole
                                    languido profumo
                                              di bianche tuberose
                         cielo di cristallo
                         carezze del vento
e ancora ci credo
ancora ci penso
e mi chiedo perchè.

*

Gatti *

Quel manto flessuoso
quegli occhi onniscienti
di idoli antichi
e di antiche eresie
vi guardo e mi sento
in simbiosi di istinti
io so che capite.

*

haiku (gli alberi bruni) *

gli alberi bruni
si sono inteneriti
in biancorosa

*

Al mattino *

Brilla sospesa tremando
(stella diurna o lucciola d’alba)
una goccia di pioggia
sotto un raggio di sole
si fa iridescente
abbaglia i rami dell’abete
e cade.

*

Stanchezza *

Stanchezza di volgere
occhi stellanti
a certezze irreali
credere in forze
che non sono mai state.
Stanchezza di nascoste verità
prendere schiaffi
che non rendi mai
labbra gonfie di pianto
pezzi di anima
e voglia di andartene
che qui ci stai male.

*

Déjà vu (lago lucido) *

Lago lucido di stelle
(arriva fin quassù alla loggia
l'umida fragranza dell'acqua)
il buio profilo del bosco
si staglia lontano.
Non sentirò stanotte
l'atteso sciabordio
di quella barca
che mi portava
il tuo abbraccio.

*

Aquiloni *

Lascia volare
i tuoi sogni colorati
senza pensare al vento
che ora tende il filo
e forse poi lo lascerà
cadere ai tuoi piedi
ridendo.

*

Caos *

È stata ormai plasmata
la confusione esistenziale
l'incomprensione tra essere e fare.
Non soddisfo l'io profondo
e mi appoggio a giorni semoventi
che non incontro mai.

*

Bolle di sapone *

Potevamo immergerci
in tepide acque
tra rosei vapori
per giungere lenti
alla foce del mondo
cullati dalla melodia
dei giorni sereni
ma una scelta di addio
stilata nel tempo
a contrasto di sole
e di memorie a perdere
ha scavato buche
e alzato scogli
deviando il corso
di quei placidi flutti.
Solo i balocchi forse
ci porteranno indietro
dove ancora le stelle
sono bolle di sapone.

*

Con te

Con te oggi
non mi sfiora
quell'ombra improvvisa
che cala
sulla luce del giorno
quella sorta di pena
un poco dopo il tramonto
né più mi spaventa
in mezzo alla notte
il vuoto di tante presenze.
Hai stretto tra le braccia
i pezzi della mia vita
come fiori
trucco in blu
i miei occhi 
ora più non piangono:
con te sanno
dove guardare per
avere un orizzonte.

*

Sul lago *

Qui adesso è solo silenzio
lontana la casa
e vuota
da tempo
gli alberi gli stessi
capovolti in questo specchio
universo parallelo
dove immagini sbiadite
di un passato scomparso
- così pochi ricordano -
vivono nell’acqua ancora
                        o forse la musica che allora
                        vibrava
                        è solo uno spartito accartocciato
                        sul fondo.
 

*

Appuntamenti *

Lo stolido perseguire
un reiterato ideale
ha perso il suo valore
nello svolgersi del tempo
 
(bruciano cicatrici ancora infette)
 
cerco adesso l'anima lontano
dove non ci sono specchi
soltanto si potrebbe
guardarsi in faccia
 
(ma nessuno che lo voglia)
 
tardi ora per mostrarmi
non posso mancare
tutti quegli appuntamenti
presi troppo tempo prima
 
(riempio di orologi casa mia)
 
servirebbe poi di vita
un lungo tracciato ancora
per accendere speranze
ipotizzate al futuro.

*

Se tornassimo... *

Se tornassimo ad accendere
sogni sui fianchi della sera
non avremmo nubi di pianto
a soffocare musica
a fermare voli di passi
per cercare rifugio
nel cuore di qualcuno.

*

Poesia *

Quando cogli quella sfumatura
e scegli l'attimo speciale di magia
che torna alla tua mente inaspettato
dopo quella sensazione
che ti ha attraversato il cielo
come un astro o un meteorite
nato dall'essenza tua più vera
allora sarà dolce il poetare
e credibile e vero a chi potrà
riconoscere in quei versi
la musica che assomiglia
un poco anche a se stesso.

*

Ritrovarsi *

Sull'isola del tuo cuore
straziata da tante tempeste
ho posato il mio piede nudo
di naufraga...
La sabbia era dolce
il vento si è fermato
è nato un fiore bianco e rosso.
Lungo è stato il viaggio
avevamo sofferto tanto.

*

Oggi *

Volo sul mio
presente
con un piede
nella nebbia del
passato
respiro aria di ogni giorno
senza inseguire idee di  
futuro
salto sulla luna
vestita di lamé
per aspettare l'alba
gli occhi struccati
rivolti ad occidente.

*

Casa *

Ho alzato spesse mura
nella casa delle attese
dove resta quella musica
col profumo di Parigi.
(Ora ho freddo
pioggia e lacrime
rigano vetri e viso).
Lascio chiusa oggi la porta
che io sola posso aprire
nasconde quel tormento
che non voglio più incontrare.

*

Sliding doors *

Vagavano avverse sensazioni
su lontane memorie d’amore
non più domani ad aspettarci
solo il viale oscuro di “un giorno o l’altro”
 
                           [premo i palmi sulla fronte
                           per alleviare il peso dei ricordi]
 
poi quel sabato brocantes
con amici di sempre
- sole caldo fine estate -
tra la gente a Ponte Milvio
 
                          [“è sempre in ritardo
                          non cambierà mai”]
 
... un messaggio spaventato
l’inutile corsa di un taxi
l’urlo mio e dell’ambulanza
poi la mia inerme rabbia con Dio.

*

Maggio *

Musica nell'aria
è in carica
il cuore
la vita si schiude
coi fiori del laburno.
Soffia un vento amico
fa garrire in alto
le rondini
e gonfia il velo
delle spose.

*

’La Cuccia’ *

Ridammi il tuo balcone
fiorito di giunchiglie
rifammi poi sentire
il canto della cincia
e lasciami lambire
i piedi dal Fondillo.
Verrò lassù vedrai
nella tua terra magica
ci baceremo presto
nei boschi con i funghi
e ancora e poi ancora
nei prati con le fragole.
Ci abbraccerà serena
"La Cuccia" tua odorosa
di legna nel camino.

*

haiku (bianco di luna) *

bianco di luna
tintinnano le stelle
notte serena

*

Sensi *

Sull’erba fresca
- melodia lontana –
porgimi le labbra
amo il tuo sapore
cade l’oro delle pigne
fuochi di rose
accendono i giardini
noi la natura
siamo in simbiosi
dentro la vita.

*

Scena *

Come se fosse vero
riempio la mia anima
già colma di un'assenza
di note e di versi
come se fosse vero.
Come se ci credesse
l'anima piegata
canta quelle note
e recita quei versi
come se ci credesse.
S'illumina la scena
il buio resta dentro.

*

Fiori di sambuco *

Dall’argine nel torrente
fiori di sambuco si specchiano
tiepidi di sole
friniscono cicale ebbre di calore
esaltano il silenzio
pensieri si rincorrono a rivivere emozioni
riportano ricordi
di amori e persone perdute lungo il tempo
risvegliano tormenti celati e mai sopiti
ma ecco le tue dita
s’intrecciano alle mie
adesso nulla può  
farmi male.

*

Un balcone *

Un'altra primavera
ogni volta più vuota
sempre più alte
volano le rondini
quasi deserto il parco
e mi chiedo all'improvviso
se sarà fiorito ancora
quel piccolo balcone
appeso su in alto
al cielo di Parigi
in quella stanzetta
dove la mia gonna
scivolò via felice
sotto le tue carezze.

*

Nel tepore... *

Nel tepore di due braccia

consapevoli di me

ho ripreso la mia rotta

troppe volte vagabonda

e mi piace l'illusione

di poter ricominciare

questa vita

- quel che stato ormai

è stato -

io da sempre sopravvivo

per i sogni che nascondo.

*

Musica *

È tardi
è ancora così tardi
non recuperi il tempo
né riprendi la strada.
È fatto
è stato tutto dato
e tutto preso.
Accendi quella musica
alza forte il volume.
Più forte
di più
fino a non sentire
i tuoi stessi pensieri.

*

Dervishi *

Nel circolo inverso e perverso

da soli beviamo l'assenzio

spaventa l'attesa

per quel tunnel buio

di tutti e di ognuno.

In questa nicchia

dervishi rotanti

finita la musica

speriamo rinascita.

*

Il poeta *

Cercherà il poeta di far lacrimar le stelle
con il dramma degli amori più contorti e complicati
lo strazio delle morti di quegli avi sempre buoni
le ossa nella fossa il sesso più selvaggio sui velluti di Damasco
mentre narra che si posa sopra un fiore una dentiera
così sembra molto meglio per difficile intuizione
com'è vero com'è raro quando il suono dice poco
a chi legge ed anche al cuore che giammai lo condurrà
a far rima con amore ma a probabili bypass
che nemmeno sa spiegare solo giochi di parole
pur si aspetta traduttori di improbabile pensiero ma di vaga conoscenza
poi  non sentirà la colpa di ogni verbo che avrà eliso
tante volte ciò dà un tono di poetico narrare come
il lemma un po' volgare lo farà sentir "maudit".

*

Rosso di luna *

Quel rosso drappeggio di veli sapienti
su una vecchia luna trasognata
riflette ricordi di rosee stagioni
fa specchio sul mare all'impotente scoglio
rubando sospiri di sogni mai stati
mi faccio illusione nel ritorno dell'onda
e se pur tanto lontano da me
mi ricopre ancora dell'astro incantato
la polvere rossa così fina 
ci scriverò sopra le note di un canto
da perdere al buio in mezzo alla spuma.
  

*

Infinito *

Gocce di luna
e note di Chopin
guardo le stelle
sembra più buio il cielo
lenta risacca
profumata di rose
versi morbidi
di grandi poeti
alba nascente tra poco
in anelito di vita
nessun inizio e fine nessuna.
Un attimo di eterno
che si rivela inaspettato
e scioglie lo spirito
dai legami terreni.

*

Melodia *

È giunta a tradimento
quella vecchia melodia
proprio come fece allora.
Non sono stata lesta
a nascondere il viso
a stringere i denti
in un sorriso indifferente.
Per questo ora vedi
che piango.

*

Piovosa primavera *

     Nel qualunquismo di
una serenità estrapolata
dalle corse di un cane
nel solito sperare
per abitudine consueta
mi sento ancora
troppo lontana dal cielo
                                 troppo...
          

      mentre poi riaccende
lo zefiro tutte le velleità
si confondono nei profili
le gemme degli olmi
coi ricordi rimossi...
          
       e non smette mai di piovere
                                 mai...

*

Lascia le nuvole a piangere pozzanghere *

Lascia le nuvole a piangere pozzanghere

schizzare di nerofumo e neve

l’asfalto come fosse pepe/sale

( luce intermittente di neon

riflessa su macchie di gasolio

in notte desolata di bruma)

reclama le folli attese meravigliose

tutte le scatole ancora chiuse

i fiocchi intatti

pur se adesso non regge lo sguardo

nemmeno una luna fasulla

solo svincoli di nebbia

a risucchiare pensieri

e polvere dorata d'ali di farfalla.

 

Speralo che ancora fioriranno gelsomini

e salirà il profumo allo squarcio azzurro

portandosi appresso languori sopiti

di sogni mai sognati

o giungerà a lacerarti il dolore

sotto quel cielo di smalto

schiacciandoti il petto

forandoti il cuore

gli occhi sbarrati in sterile grido

a chieder perdono d’incolpevoli colpe.

 

Diventerò allora statua di neve

- ciglia imperlate di brina

ghiaccio nei capelli -

sola nel giardino di vetro

col vento a stordire

di polvere gelata

il sogno nascosto nel profondo

di spiagge rosate e tepide onde.

*

Standby *

Bianca la sabbia
riverbera il sole
lontano da tutti
e fuori dal mondo
mi spoglio di ogni
retorica accusa,
non so se verrai
importa soltanto
mi regga i capelli
questo fermaglio
fiorito di ibisco.

*

1968 primi versi *

Erano i miei versi allora
per hippies colorati 
per canzoni di rivolta
d’amore vincente
su chitarre amiche
nelle spiagge della sera
così tra vino e birra
nasceva quella voglia
di scrivere poesia
lontana dall’acciaio
su sogni di cartone
sfuggiva al mio controllo
l’amor di libertà
e dentro in esplosione
tutti gli ingenui versi
di grandi aspettative
per migliorare il mondo
che insieme a un 
“California dreamin'”
servivano a cantare
quell’illusione nostra.