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La morte di Gaetano
UN CAPITOLO DEL ROMANZO LA TRASGRESSIONE, di Valeria Borgia, edito da Proposte Editoriali
Premessa: Gaetano un personaggio secondario del romanzo La trasgressione, di Valeria Borgia. E innamorato di Beatrice, sorella di Claudia, personaggio principale del romanzo. E un amore infelice, in quanto non corrisposto. Viene richiamato alle armi (siamo ai tempi della seconda guerra mondiale) e viene inviato in Albania. Riesce a farsi rimpatriare, insieme a due suoi superiori di grado, di cui ha conosciuto la fede antifascista e chiede loro di farlo arruolare tra elementi antifascisti di Milano.
Tra le nebbie mattutine pi o meno fitte ma ancora piuttosto fredde di quellaprile, su una strada secondaria dellentroterra milanese, avanzava scoppiettando un furgoncino scoperto, traballante, alla cui guida era Gaetano, infagottato in un cappotto troppo grande per lui, regalatogli da uno dei suoi recenti amici e calzando stivaloni impermeabili, guanti e berretto di lana: loccupazione presente ed il clima, infatti, lo costringevano a quellabbigliamento per lui insolito. Doveva girare di notte e appena faceva chiaro con quellautomezzo lento e precario doveva arrivare nei centri pi importanti della zona, dove lasciava, in luoghi prestabiliti, pacchi di copie dellUnit fresche di stampa nascoste dentro balle di fieno poste sul furgoncino. Ogni balla poteva contenere un centinaio di copie e Gaetano consegnava tutto insieme, fieno e giornali, agli indirizzi pattuiti. Allapparenza era un contadinotto che andava a portare il foraggio agli allevatori del posto ed era fornito naturalmente di documenti ben falsificati. Si era anche industriato a parlare con quella intonazione lombarda che del resto somigliava abbastanza alla veneta, a lui nota. Fischiettava, quella mattina, un motivetto in voga e pensava. La sua vita fino a non molto tempo prima era stata una vita sprecata. Vaghi gli ideali, molti gli sbagli, i cedimenti. Ed ora, che fare? Era quello il suo destino, rendersi parte attiva nel rivolgimento prossimo degli eventi politici? Entrare nella storia, in un modo o nellaltro, viverla sul serio e magari morire, assicurandosi cos leternit, il ricordo del passaggio sulla terra. Forse, pensava, la segreta speranza di tutti, questa: ribellarsi alla morte, essere qualcuno per vincere linevitabile. Mancavano ancora due o tre chilometri, pens, per giungere alla prima meta, un casolare da cui poi si diramavano altri collegamenti: l avrebbe dovuto lasciare tre balle di fieno, ossia trecento copie del giornale. A Milano si erano avuti prima gli scioperi tanto attesi ed anche Gaetano era stato arruolato per il volantinaggio clandestino e per la sorveglianza allentrata della Falk. Se lera cavata fortunosamente al momento della reazione fascista. Poi la vita era ripresa con il ritmo di prima, ma era aumentata la tiratura del giornale, grazie ad una nuova tipografia, che si trovava in campagna, in un casolare contadino. L aveva conosciuto Mara, una bella ragazzotta lombarda, che subito si era invaghita di lui e, in un certo senso, lo aveva sedotto, prendendo lei liniziativa. Tra una consegna e laltra del fieno e delle copie del giornale, con i rischi che tutto ci comportava dato che i fascisti e i tedeschi battevano la zona di giorno e di notte, i due avevano approfondito sempre pi la loro conoscenza, nascosti dietro i covoni nel vasto fienile. Gaetano, poi, felice ma stanco e cosparso di fieno in tutto labito, si metteva alla guida del furgoncino e, data la spossatezza, non si accorgeva di buche e sconnessioni della strada, che prendeva quasi tutte, perdendo un po di fieno lungo la via, come una scia attestante il suo passaggio. Pensando a Mara, tra gli altri ragionamenti che andava facendo, si diceva che era s, quella, una compagna facile e allegrona, ma che si comportava con naturalezza, avendo nello sguardo quella sincerit e quellabbandono vero che nessunaltra donna gli aveva mai dimostrato. Era quello il vero amore, concludeva tra s, altro che sogni e illusioni Nemmeno Gloria era sincera e amante autentica come Mara. Ah, se fosse stato catturato, si ripromise, il suo ultimo pensiero sarebbe andato a lei, a Mara la bruna, lultimo amore, quello vero. Ma ora voleva vivere, proprio perch aveva trovato questaltro aggancio alla vita Mentre rifletteva assorto, fischiettando, ecco che una grossa moto gli si avvicin rombando. Gaetano impallid. Eccolo arrivato al momento cruciale, dunque. Tutto era andato troppo liscio finora. Dalla moto vide protendersi un braccio e una paletta. Doveva fermarsi, inutile opporsi, era un poliziotto, naturalmente armato. Fermo! Va bene, eccomi. Fermatosi, Gaetano discese. Documenti, Gaetano glieli porse. Il poliziotto controll attentamente. Sembrava tutto in ordine. Ma era un pignolo: Dove sta andando? Alla fattoria ad un chilometro circa da qui. Laccompagno. Si avviarono entrambi. Gaetano si sent in serio pericolo, a quel punto. Che cosa aveva potuto insospettire il poliziotto? Il suo aspetto? Eppure si era ben camuffato da contadino e aveva mostrato tutti i documenti, anche il finto congedo per malattia Perfino la barba lunga e i calli che si era fatto venire alle mani manovrando la forca a formare le balle di fino, anche quella ruvidezza attestava il suo nuovo stato di contadino Tutto era stato studiato ma, si sa, c sempre qualcosa dimponderabile, di poco o niente probabile, magari, che capita o che si tralascia, perfino nei piani pi accurati Che cosa poteva essere stato? Gli venne, nonostante tutto, un sorrisetto sardonico alle labbra, mentre si avvicinavano sempre pi al casolare: a che valeva, dopo tutto, recriminare? Contro il destino non si pu far nulla: ora che gli sembrava di aver trovato un senso alla vita, ora che ne possedeva anche laggancio sentimentale, Mara, oltre a quello ideologico, ora, soltanto ora poteva essere arrivata la fine. E logico pens Deve essere cos. Meglio prenderla filosoficamente. Dopo tutto, chiss, forse me la caver ugualmente. Devo mostrarmi sicuro di me, spavaldo. Ecco il casolare, ecco Ambrogio, il compagno fattore, ecco il viso di lui preoccupato nello scorgere il poliziotto, ecco poi su quel viso lespressione noncurante, a nascondere la preoccupazione. Ecco i cani abbaiare a pi non posso. Ciao, Ambrogio, come la va? Bene, bene, Guido. Il tempo quello che , si sa Scarica pure. Gaetano scese e scaric le tre balle di fieno. Ti aiuto a portarle. Intanto, anche il poliziotto era sceso dalla moto e osservava la scena. Ambrogio si caric due balle su un carrettino e Gaetano si mise laltra sulle spalle e si avviarono al fienile. Scaricatele, si avvicin loro il poliziotto. Come mai solo tre balle? Quante mucche ha? Due mucche ed un cavallo. Le bastano? Mi faccio portare il fieno ogni tanto. Preferisco cos. Alle bestie piace il fieno fresco. Capisco. Il poliziotto era perplesso. Gli sembrava che fosse pi naturale riempire il fienile. E poi, tutto quel fieno perduto per strada come se non fosse al fieno che veramente tenessero, quei due Ecco, ci vedeva poco chiaro. Dette un calcio ad una balla e sent il piede urtare contro qualcosa di duro. Subito, allora, pose mano alla rivoltella e: Aprite una balla! Ambrogio e Gaetano erano titubanti. Se avessero previsto la mossa del poliziotto, sarebbero corsi a ripari, ma ormai era stato tutto fulmineo. Minacciato dallarma, Ambrogio tolse il legaccio alla balla di fieno. Ne usc il pacco dei giornali. Finsero sorpresa, ma il poliziotto non ci casc. Ordin loro di aprire le altre due balle e ne uscirono altri due pacchi di giornali. A quel punto, sempre con larma in mano, ordin loro di camminare lungo la via, con lui dietro sulla moto. Dopo un quarto dora di cammino, arrivarono in una piccola frazione. Di l il poliziotto telefon al comando. Lurlo della sirena fece accorrere i pochi abitanti del paesino, che assistettero allarresto dei due contadini, spinti nellauto in malo modo. Si erano formati due capannelli di gente che parlava vivacemente, cercando di capire ci che era successo. Circolare, circolare, grid il poliziotto motociclista. Auto e moto si diressero a Milano. Vi arrivarono che ormai il sole era alto, dovevano essere le dieci, pens Gaetano. Sempre a spintoni furono condotti dal direttore di San Vittore. Subito cominci linterrogatorio, ma i due non parlavano, fingevano sempre di non saper nulla di quei giornali nascosti nel fieno. Fu promessa loro la libert appena avessero fatto dei nomi. Gaetano chiese spavaldo: Ma i nomi di chi? Siamo semplici contadini e basta!. Laria sicura di Gaetano, che non aveva voluto dire da dove provenisse il fieno, mand in bestia il direttore. Ah, non vuoi dire niente, eh? E ti permetti di fare lo sfrontato? Allora, occorrono mezzi pi convincenti. E lo fece portare in una cella nel sotterraneo. Ambrogio, invece, fu rilasciato, apparentemente senza ragione. Infatti, il direttore aveva chiamato il poliziotto motociclista e gli aveva ordinato di riaccompagnare il contadino al casolare, sequestrare i giornali e lasciarlo libero. Il poliziotto si era meravigliato: Ma, come? Perch? Da quellaltro, se ho ben capito, non sapremo nulla Questo, diverso. Lo terremo sotto controllo e prima o poi si tradir. Poi il direttore and nella cella sotterranea, a controllare linterrogatorio, si fa per dire, di Gaetano. Be? Procede ma non dice niente, borbott il maresciallo addetto a quel compito. Vabbe, continua. Il volto di Gaetano era tumefatto. Stava rannicchiato in un angolo della cella. Aumento?, chiese il maresciallo, perplesso. Fa tu. Quel maresciallo sera noto per saper dosare bene i mezzi convincenti, ci si poteva fidare di lui. Dopo un po, il direttore torn a verificare. Allora? Ha detto che lui lo . Ma non parla di altri. Gaetano era irriconoscibile, una maschera assurda. Aumento?, chiese di nuovo il maresciallo, titubante. Vedi tu, bisbigli il direttore e se ne ritorn su, nel suo ufficio. Da un cassetto tir fuori una bottiglietta di acquavite e ne bevve tutto dun fiato un bicchierino. Che momentacci, quelli, quando doveva prendere quelle decisioni ma il maresciallo sapeva a che punto fermarsi, dopo tutto Nel sotterraneo, Gaetano era al limite. Non vedeva pi, ogni tanto solo intravedeva delle ombre che si muovevano sopra di lui, da quelle fessure che erano ormai divenuti i suoi occhi Calci, pugni, botte sulla testa a quando il colpo di grazia? Parla, disgraziato, non farmi continuare, non voglio finirti Fa presto, invece, finisci lopera, Gaetano riusc a mormorare a stento. Parla!, grid esasperato il maresciallo, accompagnando il grido con un pugno ben assestato e un calcio altrettanto a segno. Gaetano stramazz lungo a terra. Ecco, si sent leggero, improvvisamente. Non pi dolori lancinanti, non pi quel bruciore insopportabile agli occhi Stava camminando, leggero, su un prato soffice derba, bellissimo e ondulato e incontro a lui qualcuno procedeva, altrettanto lieve, come in un sogno bella, bellissima, bionda e vaporosa e gli protendeva le braccia, gli sorrideva Bella, bella, mormor, rapito. Beatrice Beatrice. E rimase cos, con quelle fessure tumefatte intorno aperte, a rimirare quella visione, con un sorriso felice sulle labbra gonfie, mentre un rivoletto di sangue gli scivolava pian piano da un orecchio. Il direttore scese di nuovo a controllare. Bestia, bestia che non sei altro Che hai fatto?, url alla vista di Gaetano. Non so, ho continuato Deve aver urtato contro lo stipite, non me ne sono accorto. Il maresciallo, suo malgrado, era turbato. Stavolta non sei stato attento abbastanza. Ora, non rimane altro che pulirlo, metterlo un po meglio e poi impiccalo, come se ci avesse pensato da solo. Dove? Come, dove? Nella cella di quegli altri due, quei sovversivi delle manifestazioni alle sbarre della finestra quando vanno allaria. Lo troveranno l. Va bene. Si parl molto dellimpiccato, tra i prigionieri. Chi era? Ed era chiaro come il sole che non si era impiccato, ma che lo avevano seviziato, ucciso e poi approntato quella macabra messinscena. Ma chi era quel poveretto, quelleroe? La notizia trapel, poi. Ambrogio e gli altri vennero a sapere della morte di Gaetano. Ed anche Gloria fu avvisata. E le poesie furono messe in un cassetto da Umberto, in attesa di poter vedere la luce, a guerra finita. A piangere veramente la morte di Gaetano, per, fu soltanto Mara, lumile contadina, che lamato, nonostante i propositi, non aveva neanche ricordato, prima di morire.
Id: 14243 Data: 21/04/2012 12:39:03
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Il proprio tempo
Il proprio tempo di Valeria Borgia
Strano, ma questo tempo non m'appartiene, come se fossi un'altra e altre vite lontane, in cui ero io avessi ormai percorso. Ma esiste il tempo, o come dice la scienza, un connubio con spazio e noi siam qui, ma forse siamo, chiss, in altri mondi infiniti? Passano i giorni albe e tramonti stagioni e pioggia e sole e fiori... un paradiso, allora perduto e riaffiorato, in un tempo indeciso. Un tempo per amare, un altro per sognare, un altro, infine, ancora per raggiungere i cari del proprio tempo.
Id: 14242 Data: 21/04/2012 12:00:45
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