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Raccolta di poesie di Ada Aliprandi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Tra le crepe del vento

Già so che domani
saremo soli
Io e l'Altrove
che non transige
Senza te
-ultima speranza-
che mi guardavi
forte
E mi portavi nel mezzo

 

*

È una storia diversa

E’ una storia diversa,
e io so in cuor mio che sarò tradita,
Forse di notte, quando piove rabbia
e le persiane saranno chiuse
Verrà l’uomo nero di turno
a dirmi che era uno scherzo.

E' noto a tutti;
riposi, attraverso la mia cella,
fiori volti all'eternità,
superando la mia diffidenza di chi sa
è destinato a perdere

Privata di quest' Amore credetti mio per sempre
sognato ogni giorno della mia stupida vita!
... cosa potrei immaginare ancora?

Ho rinunciato ad essere qualcuno
con i miei atti di prudente, lurida ribellione.
Potrei ancora , sai, potrei ancora.
Io posso, potrò ancora,
afferrare il mio coltello di seta
Vestire da umano paziente e osservare
gli spazi tra i perché inguaribili
per ricreare nuove umili possibilità...

'Catullo resisti, tu non cedere'

*

Smetto di starti appresso

Smetto di starti appresso cantandoti le odi della mia
esistenza stati di coscienza che spacci per capricci ma
che invece a volte sono perfino felici
Smetto di mostrarti il fremito che sento quando
l'abisso si fa più vivo
Smetto di pensarti come primo e ultimo custode del
mio travaglio che ama
Non cerco attenzione, ne approvazione
ma catarsi umanizzante
Tanto penseresti comunque che sono ingiusta,sia
quando mostro la parte che patisce che quella che
inorgoglisce.

*

A no mia

Me ne sto qui 

a misurare la distrattenzione

in fibrillazione sulle nostre distanze

con la mente che impazza chiusa in un sacco

Se non camminassi sulle ortiche algoritimiche

della pornografia emozionale

non avrei modo di raggiungerVi

non avrei modo di raggiungerMi

di saltare in mezzo per poi rimbalzare nel vuoto.

L’ identità e la libertà vendute

in cambio di sfogo di espressione

(residui microcosmici di paure neoplastiche )

Ed è dipendenza 

un buco nero che risucchia la Presenza

(lo senti che te ne stai andando senza capirci )

Non c’è più bisogno di Dio, di Pensiero, di Bellezza, di Rivolta, di Giustizia, di Disperazione, di Fuga, di Partito,di Compassione,di Cosa e di Chi, di Pazzia e di Fantasia; 

non c’è più bisogno di Uomini.

"Condividi e sarai felice"

La nuova Religione più bella.


*

Piano evasivo

Nessuno parla della nostra solitudine
immersa tra milioni di click
Nessuno parla dei mostri acidi che ingoiamo
aspettando che la notte insonne svanisca
Volti al futuro marcio i nostri picnick tra neologismi
di falsi dei.
Riutilizzate le stesse poesiole e le ripassate di glassa
o di merda, secondo la voglia della platea del momento
I giochi che manipolate sono vecchi
e li vendete come robba nuova in realtà è
solo un mal copia di rivoluzioni scadute
(Ma parlo di te! Non di quello lì che indichi davanti al sipario!)
Fuori dal mondo coi sogni in abbandono
La voglia di starci presa a botte mentre guardi e ne chiedi di più
Nuove croci nel tuo virtual cervello e va bene così.
Non ne parla nessuno della solitudine.
Nemmeno voi della vostra
Così moderni e così connessi al vuoto fragore
multidinamico di parole sbagliate.
Ed io sarò più moderna di voi.

Bevo con te, amore, mentre mi stringi e mi sussurri
che la stagione cattiva è finita
Il mondo si capovolge e ci ricordiamo che la vita, in fin
dei conti, è una puttana simpatica
Un po' di terrore, dopo il sussulto, mi rapisce
convulso, mi coglie con lo sguardo assorto verso
il cielo; il mio cielo più vicino.
Noi ci teniamo per mano e beviamo una doppio malto
... mille orgie di pensieri tra i nostri sguardi di animali
feriti.
Voci ignoranti (nel senso che ignorano) intorno a noi
di gente che ride e non si diverte.
Non ho bisogno di ridere accanto a te;
sono libera di piangere in queste lunatiche fragili
sere,
anche quando le mie lacrime significano Amore.

La birra costa troppo, ma puoi comprarti un cellulare:
si vivono più cose dentro una scatola.
Dove sono tutti? Io ho perso il desiderio di cercarli.
Cosa c'è di mio? Esiste qualcosa nostra e basta?
Neppure la poesia è mia.
Non so scrivere, ma scrivere è diventato veramente banale.
E' virtuale quest'occhio che ti spia e che ti obbliga a sembrare.
E dunque per cosa ti mostri?
I pensieri hanno bisogno di manutenzione,
sono severi e privi di fantasie nuove,
ma mi tengono compagnia:
l'unica cosa che posso fare è parlarmi.

Posso resistere, questa resistenza che è solo sopportazione,
affinchè rivenga lunedì con una nuova intenzione,
così ingenua da provare vergogna nel rimostrarla.
Qui non c'è spazio per arrancare ancora.
Il cuore si ribella alla pietas criminale, chiudendo le porte.
E' inutile che io vi dica 'non ho bisogno di voi',
se mentre lo dico chiedo il vostro perdono

*

L’oktoberfest della mente

Spazzare via i pensieri grigi
che atrofizzano
le perdute essenze
Volare senza affogare
tra paradisi e inferni
come dovrebbe sempre
Giri e rigiri col cuore gonfio
sapendo che le rive confluiscono
nel sacro niente
Dominano il mare
le nostre audaci onde
Orgasmica insonnia
nelle vie traverse
Passo dopo passo
Ascolto
Passo dopo passo
Mimesi
Negli occhi le ombre
della stessa sorte
E respiri forte
ingordo di aurore
nel profumo insorto
della notte

*

Il bosco del conte

Sciabole di
consapevolezza si squarciano
sull'agonizzante Terra.
Piangono sull'asfalto
melmoso di luci senza pienezza dal
loro spazio
infinito di cose finite. Piangono i santi
di ogni epoca. In questa città di
scheletri e
vermi viscidi. Compianto di Dio morto
in croce.
Scrivo cose non sense per difendermi
dall'orrore.
Sono protetta da mille luci sonore. E
la libertà cresce.
La vita va sulla tua testa.

Gli angeli rigettati nel fiume della
perdizione
degli allori rinascono con forbici
alate e pregano amore e amore
rinasce … silenzi distorti e visioni
plenilunari. … cuori strappati senza
anestesia … nei soli gelidi tra le furie
attese.
Soltanto per stasera
voglio stare in piedi. Baluastri d'insulti
che le mani
generano sui tasti esplodono ad ogni
colpo.

Narciso è dietro la crisalide
psicoattiva. Pericolose
convergenze nel nevischio della
rabbia. Il gioco della
penitenza. Il gioco dell'incoscienza.
Niente di niente.
Al centralino non rispondono.
Incolmabile impazienza. Delitto della
fede. Acqua è vita. Ho sete.
Sprezzante vanescenza delle
ridondanze superflue.

Basta con queste poesie
non poesie. La
sfera primordiale del mio Io risiede
nella casa in
collina tra le tetre ombre delle
memorie sospese.
Qualcosa non funziona nell'aria gelida
del tempo
perso. Giaccio in un letto
d'insicurezze ereditate e
trasmesse come germi infetti.

Connessione interrotta. Porte chiuse
in faccia.
Hypocrite lecteur, mon semblable,
mon frère. Ne
t'inquiete pas. E' una storia lunga. E'
una storia
perversa.

Mi va d'inventare.
Scagliare pietre
contro le istituzioni destituenti. Non
mi va di stare su
una panchina stordita a leggere
esorcismi di mari in
tempesta e cantilene dilettantesche.
E li e qui. Per
sempre. Tabula rasa. Cogli la rosa
prima che
appassisca. Cogli la rosa e inghiottila
voracemente.
Andiamo via. Un'altra vita. E ancora e
ancora.
Ovunque. Sono. Esisto. O forse
morte.

*

senza titolo

Siam qui … tra crespe e buie insurrezioni di vento
Voglio silenzio sazio … Alberi luminosi grigio

E in questa torpidità che muovono i sentimenti più confusi drogati di valenze stringenti .
DELIRANTI SCOMPENSI.
Nevischi d'imprudenze e illogicità fumanti.

Ho il cuore insabbiato. Voci interiori dimenticate si diramano nell’inverno infestato del sole più nero.

E parlerò di me e parlerò di te. Dei nostri corpi incrociati danzanti tra atomi di ossigeno pericolanti.

Hanno distrutto i nostri sogni; libellule moribonde di una gioventù bruciata. Gioventù nascosta.

Io non so spiegarmi.

*

Pensieri parassiti

Fastidiosi cancri mentali

Superfici e profondità

(giochi di primavera)

L’autunno con i suoi sospiri clementi annebbia

ma il tuo volto ripresenta e tanti altri ancora

(per tante notti ansiogene)

E ricordo feste nuotanti in mari internati

Trame borghesi di brindisi insonni

Fuori lo scherno

(Giuda Iscariota)

Leggere brezze di abbracci

(Se sto fingendo non so dirlo)

Manca non so cosa

qualcosa manca

(Mi manca)

Ricordo

Sono solo pensieri

che si annidano

(Il cervello non ha pietà)

*

Il cuore non sa star Solo

 

"Il cuore non sa star
Solo
E’ sempre altrove
Da qualche parte
Con qualcuno."

 

Ti amo
ora che non esisti più
e mai più
e mai più
e mai più …

Odio
La maledizione
Del nostro incontro
La tua stigmate incisa sulla fronte
Ogni paura di morte
Nel gemito di lupi
Affamati persi

Amo te
E niente più.

*

Sentimenti psichedelici solitari

 

Parte 1

"Ami? Mi ami?
Scherzi?
Sei un astereoide stanco che vuole esplodere sul mio volto stanco.
Lo sento nell'aria turgida, dentro lo stomaco contratto, nella testa
che schizza sangue.
Sei, chi sei?
Fuggo dal vuoto del mio mondo.
Dal vuoto del mondo. Dal vuoto del tuo mondo.
Io non mi lascio prendere.
Corro verso te, mentre fuggo. Non sto ferma, corro, nel mio letto, nel tuo letto
Corro. Sfinisco il peso gracile del mostro ingenuo che temo
dentro me.
Sono una lacrima nera stanca
tu una bestia armata di lame claustrofobiche.
Già sapevi. Già dicevi.

Più matti dei matti.

Occhi persuasi dall'innocenza dell'abbaglio
Il mondo apollineo scivola facendo chiasso sulle lenzuola
Dello schivare magico dionisiaco
Dove sono?
Il cuore duole
Ricordi vomitati tra le polveri
D'impazienti cataclismi
Microbi spasimanti di voci diffidenti
Ho il cervello bloccato,
Mi han detto
Troppe virtù d'inganni incastrati
Tra i capelli
Respiro affannosamente
Perdo,
risorgo.

Imparo a bere il tempo."

[...]

*

Terapia

"Il pensiero di suicidio è un efficace strumento di consolazione: con esso si superano bene molte cattive notti"F.N.

Inondami di beatitudine,
fuoco puerile
Le tue braccia sono un fuoco di guerra
un porto d'armi
di soli sgarcianti di canto
Vibra nel gelo,
nel tedio di rami strattonati
da ignoti desideri,
nel'animo fuggitivi
occhi marchiati da virtù oscura
(pardadisiaci inganni)
Nell'onda barbarica di moderni assassini
ingordi di immortalità
(vigliacche) ecc....
pieghi il cuore su lancie ghiacciate
tra venti criptici di lievi catarsi
fiorisci, risali
(mentre gemi sorridi)
nello schianto purgatoriesco
(Dio è morto)
La tua condanna è il tuo stigma di Santo
che insorge nel cerchio di ragni esplosi
disarmonica musica di matti
(adoro)
nell'aria rosea livida di dolci strazi
Sol l'amore ...
vita mia...
annerito il rancore che chi persuaso dal grigiore incatenante del dubbio
ne fu vittima e creatore
Affrancati in letti lirici di malati,
sol l'amore vita mia
rompe la solitudine cosmica
torbido intreccio di voci,
anime sconsacrate
da soli instabili,
vagan vivide di riscatto stellare
Sol l'amore,
fiore vergine
su fuochi d' estenuante esperienza,
ricco d'ira,
sol l'amore
...vita mia

*

Continuerò ad alzare la voce

"Il suono dei miei pensieri
sulla tua bocca
fanno rumore
E continuerò ad alzare la voce
in squilibrio
tra terra e mare
Fino a spezzare le corde
dell'anima
gracili di catastrofe"


*

Birreria I 5 tavoli Via del sole 26

Attraverso
a piedi nudi
un fiume
guardandoti
e il cuore frana
senza preavviso
domato da un indole dannata
sento l’abbraccio
e i respiri
sospesi, ancora vaganti
nell’aria
idee di mani intrecciate
nei sentieri
tra rovi verdi incatenati,
volatili nascosti
discreti e
folletti assopiti sognanti tra rami
incoscienti

26 febbraio 2012

*

Il sogno di Xavier

Il Poeta voleva morire

Uscire dalla casa degli specchi

Vivere una vita da uomo semplice

*

Senza titolo

Ti penso quando chiudo gli occhi e non c'è vento


Avrei voluto conoscerti altrove

fuori spazio e tempo

di complotti di maschere

NON SONO IO SONO UN'ALTRA

Quella fuori di me quella non nata

SOLO TE VOGLIO TE

Non posso non adesso

Perderò e ho già perso


Non so cosa cerco mentre cerco non ti dico

ho bevuto la notte

nutrito il deserto col mio deserto

Aldilà del ponte di me parleranno male

ogni voce come già sempre

Ne qui ne lì

sarò lontana da ogni processo che umanizza

sul ciglio nero di un sogno dipinto

come un gatto che immagina ...

 

*

Quattrocento ingrandimenti

Cavità corporee vuote su vetrini di smeraldo pseudo cuori di ceramica appesi
steli di papaveri mal nutriti coi calici capovolti
gocce di stagnante melma simbionti usurpatori di molecole gravide
messa a fuoco idee microscopiche in continua emersione revisione derisione
meccaniche inesatte di orologio privato di forme scritto riscritto censurato
tempo tempo tempo nessuna visualizzazione
dietro muraglie di pietra conclamate vivida carne nuda tra animazioni folklori
e convulsioni di folla santi sfuggiti alla morte spargono elettrici ammutinamenti
demoni danzanti sulla croce nessuna visulizzazione
io c'ero annerita dal sole sventrato battevo il ritmo tra i silenzi fuoritempo
commenti di plastica annunci circoncisi dal canto di sirene storditi
volano sulle ali dell'oblio sentenziati nessuna visualizzazione

*

Post Mortem

Ho visto
Contorcersi l’iride
Attorno ad una piastra rovente
sul grembo
Di Atlante sconfitto
I battiti
decaduti
Farneticano
Sotto l’effigie
Dell’urlo
Catalitiche voluttà
Danzano
Isteriche
Su la coltre
Di sangue

Di fronte
lo specchio

Il corpo
dell’ anima
deflagrata