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Raccolta di poesie di Marco G. Maggi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Il superstite

Stamattina davanti alla stazione
gli occhi puntati
a un vecchio palazzone lì davanti
mi sei tornato in mente, amico mio,
la volta che trovasti per me riparo
mentre mi accompagnavo di frodo
a un vecchio amore.

 

Di tutti quanti sono probabilmente
l’unico superstite rimasto
passato ancora indenne per un po’,
ma non si sa per quanto,
tra le fauci di questo tempo infame
che tutti vi ha divorati,
e ci divora!

*

Una domenica uggiosa

Una domenica uggiosa

senza costrutto
dove nulla si mobilita
e sembra avere un senso

Al binario della stazione
un’anziana signora
bassa e tracagnotta
con una grande borsa
corre penosamente
verso il treno in attes

 

Due ferrovieri mi sfiorano
parlando di campionati da vincere

 

non c’è null’altro da segnalare
nessun movimento ulteriore
prima del lunedì.

*

Una di quelle sere...

È una di quelle sere 

in cui i ricordi stagnano

come l’acqua in una tinozza 

nell’arsura dell’estate

e non mi lasciano andare a letto.

 

Dovrei buttarli via 

liberarmi della malinconia 

che mi morsica dentro

ma sono sempre lo stesso uomo

cresciuto tra gente di campagna 

abituata alla parsimonia 

 

Detesto lo spreco

come un nutrimento 

conservo anche il dolore più profondo.

 

 

 

 

*

Sarebbe buffo...

Sarebbe buffo

dopo tanto sudore

le sveglie di paura

prima del canto del gallo

 

e sarebbe buffo

per i viaggi non fatti

le cose non riparate

i libri non comprati

oh, mio Dio, i libri non comprati

migliori di quelli non letti

 

sarebbe buffo,

sì, lasciamelo dire,

per gli amici cari

che vorrei tanto vedere

per tutte le rinunzie

per quanto è mancato ai figli

 

Sarebbe buffo

se facesse ridere

aprire la porta di casa

incontrarsi a Roma o a Milano

tornare sotto l’arco d’edera

sentirsi liberi

 

e infine sparire

*

Un uomo buono...

“Noi siamo sempre d’accordo”

ti ho detto così

con uno sguardo fratello e complice

quello dedicato alle persone semplici

 

D'improvviso, ti vedevo riflessa negli occhi

la mia immagine diventata già ricordo

e ti pensavo a parlare di me

-non riuscivo a udire le parole

ma sono certo si trattasse di me-

 

le tue labbra raccontavano, forse,

di un uomo buono.

*

Quasi Natale

Quasi Natale,

scade la rata del mutuo, la cartella

per il ritardo dell’IRPEF, l’IVA

e l’assicurazione sulla vita

il bollo e l’RC auto

 

Sento parole d’augurio,

canzoni ricche di dolcezza,

serenità e amore, mentre sto

come un Babbo Natale ubriaco:

non sono stato buono quest’anno

ho solo preoccupazioni e carbone

 

Qualcuno fuori balla la samba

e io bevo gli ultimi sorsi dell’anno

tra ricchi premi e cotillons

sparando le ultime cartucce

di una festa diventata dolore.

*

Sconti in black

“Monday, Friday, Happy Days…”

così recitava la canzone, sigla

dell’omonima serie televisiva

di certo si era più felici quando

ci si trovava in centro con gli amici

non in un outlet commerciale

-virtuale o reale poco importa-

a sprofondare salari e carte di credito

nell’onda nera del Black Friday

aspettando il Cyber Monday.

 

Ma sono troppo belli questi sconti

arrivati giusto prima del Natale

a riempirci di oggetti spesso inutili

per dare un calcio alla miseria

senza pensare che per troppi

il lunedì non è mai un Monday.

*

Semplicemente

Ti avrei nascosto al tocco della terra
scongiurando la profanazione dell’acqua
sul giaciglio dove riposa la tua ombra

solo all’aria avrei concesso un bacio
per ridonare il ritmo al tuo respiro

avrei voluto questo e tanto altro

semplicemente,
vorrei tu fossi ancora qui.

*

La soglia minima

Ho il sospetto

che di tanti guaiti non rimarrà niente

soccomberanno dopo pochi giorni

lasciando ampio spazio

alla parola detta sottovoce

senza raggiungere fino in fondo

la soglia minima del dolore.

 

Anche le onde del mare

si scatenano con il Maestrale

ma poi si acquietano e,

dopo tanto frangersi e ribollire,

restano solo le acque placate

di un orizzonte soporifero

come un anestetico.

*

Da giovane...

Saresti potuto mancare da giovane 

tentasti perfino uno spiraglio

ma dietro non c’era poesia

solo qualche simulacro maldestro:

“non sei nessuno” ti hanno detto 

quei tizi sbattendo la porta 

 

Dietro le vetrate stile liberty

s’intravedevano paesaggi

tu scrutavi in silenzio il giardino 

 

forse non c’erano i ciclamini

eppure ne avvertivi il profumo.

*

Il rododendro

Ci sono donne e uomini 

che trovano rifugio nei fasti
del lusso e del consumo
ricevendo e comprando
quasi quotidianamente
forse per dimenticare il tempo
o la mancanza d'affetto.

 

Tu ti sei regalata dei fiori
rododendri che hai piantato
nel vaso davanti a casa.

 

Li guardo e mi commuovo
certo non abbiamo mai vissuto
in una torre d'avorio
ma questi colori veri
che ogni giorno ci circondano
come sentinelle difendono
la soglia del nostro sogno

 

cancellando ogni amarezza.

*

Ad Angela Ferrara nel suo 32’ compleanno#poesiapoeti

Un passaggio fugace. appena percettibile,

solo un altro contatto sui social
che mi chiedeva di votare una poesia
quasi con l’insistenza di chi sa
di avere ancora poco tempo e che
i trentadue anni d’età sono una chimera.

 

Mi spiace lontana e sconosciuta amica
di non avere letto più cose di te
magari di approfondire un’amicizia vera
ho rivisto per l’ultima volta la tua foto sui TG:
non ci credevo ma eri proprio tu
nelle pagine più buie della cronaca nera.

 

Così scopro che oggi è il tuo compleanno
un compleanno che passa senza di te
il primo giorno di primavera
tuo figlio non avrà sua madre accanto
trucidata da un marito, un padre,
-un uomo proprio come me-
e la vergogna si trasforma in pianto.

 

*

Pensiero per un bambino

Ti hanno ucciso a sette anni

con la scopa di casa senza

nemmeno l’onore delle armi

così come si uccide una bestia

infestante e schifosa

un ratto o una blatta

 

lo stesso accanimento feroce

con cui certi adulti

amano distruggere

-sempre di più-

la purezza dell’infanzia.

 

*

Riuscire a dire #GiornoMemoria

Vorrei dire qualcosa
ma forse non ne sono capace
perché mi esplode dentro
e, nel furore dell’esplosione,
le parole non mi escono.

 

Si sta avvicinando di soppiatto
il giorno della memoria
e adesso, guarda caso adesso,
in questo momento della vita
mi viene in mente che, più di tutto
più dell’odio e della follia
la Shoah è stata creata semplicemente
dall‘indifferenza dell’uomo per l’uomo.

 

Così ogni volta che la sofferenza di
qualcuno, più debole o indifeso,
viene ignorata o, peggio, calpestata
allora è come se tutto l’orrore
ritornasse all’improvviso
e l’ombra della Shoah
oscura di nuovo la Terra.

 

Questo vorrei dire
ma non sono affatto sicuro
di averlo detto
quindi vogliate perdonare
perché non sono poi così certo
di esserne stato capace!

 

*

Nonostante...

Nonostante,

non credere quando ti dico
di essere ormai distante
da ogni disegno di morte
o se simulo quasi indifferenza
con il mio vivere ai mille all’ora
mentre la macula ti mangia la vita
e tu lotti contro la malinconia
di questi ultimi anni.

 

A furia di correre come pazzi
sono rimasto fermo qui
vorrei solo più tempo da dedicarti
darti un mio braccio a stampella
con la sacrosanta commozione
e la più vivida riconoscenza
per tutto il timido affetto
che hai saputo donarmi.

*

24 ottobre, Caporetto

Uno filma un ragazzo che muore 

per strada senza aiutarlo
qualcuno gioca a fare il razzista
e sfotte Anna Frank allo stadio
altri ancora spacciando le origini
s’ingegnano per dividere il Paese

 

Padri e nonni
perché patire tante sofferenze?
Perché obbedire a comandanti tiranni
subire la vita-morte delle trincee
se poi tra questi vostri nipoti
così pochi ne sono degni?

 

Perché in questa nostra Italia
la storia ancora si ripete
e i furbi, imboscati e vigliacchi
se la cavano sempre
mentre invece chi è mite e onesto
deve sempre farne le spese?

 

Forse le sconfitte non sono bastate
il fratello disconosce il fratello
e molti non hanno compreso
che è in questa bieca ignoranza
la nostra Caporetto.

*

Giorno della memoria

A cosa serve una data
per ricordare lo sterminio dei campi?
Cosa ne è degli altri giorni
se non sentiamo la Shoah
nel nostro vivere quotidiano
nel silenzio del crepuscolo
che accompagna la sera?

 

Auschwitz è con noi
nella minestra rappresa
sotto la neve quando non c’è riparo
nel questuante che chiede il pane
nell’immigrato maltrattato

 

penetra le nostre carni per sempre
come il tatuaggio sul braccio
di un sopravvissuto.

*

Senza nome

A te che infanghi il nome di un dio
con falsi paradisi
ed opere ignominiose
ti giunga agli inferi
la nostra maledizione 


Cosa credevi di cogliere?
Il tuo nome giacerà smarrito
la tua anima non avrà pace
resterai una memoria spregevole

 

non si saprà più nulla di te
e anche se fosse
sarà solo il ricordo tragico
di un sacrificio futile
come le tante lapidi inutili
dedicate ai caduti
di troppe guerre

*

Fiori sull’abisso#SaveAshrafFayadh

Sono come fiori i poeti

appesi alla ghirlanda della vita

attaccati, abbarbicati ad essa,

ad ogni petalo d’esistenza

da essere le vittime più ambite

di chi predica la morte

per chi non s’adegua al sistema

 

Per i poeti l’opinione è libera

perciò li assale la strana audacia

di sfidare gli oppressori

ma troppe volte le loro parole

hanno il peso del sangue

che impregna la loro tomba

un sepolcro senza fiori

 

I veri poeti sono pericolosi

soprattutto per se stessi.

 

*

Feticismo #controviolenzadonne

Questa paura è fetish

sa di piedi calzati

da scarpe col tacco

che la sera s’affrettano

nel buio di un parcheggio

posando gli occhi ad ogni ombra

 

La violenza si trova

nelle ciabatte di casa

che scivolano sulle piastrelle

tra le mura domestiche

 

e non c'è neppure un'ombra

per trovare riparo

 

 

*

Senza dialogo

Ti chiederai cosa è stato

in questo tempo d’attesa

se hai avuto pianti di muggine

qualche sorriso distratto

lasciando il dialogo chiuso

a quel graffito sul muro

 

un movimento di labbra

su cui il sangue si spezza

tanto per dire “l’ho fatto,

ho voce anch’io sulla Terra”

solo una chiacchiera sterile

 

l'acrostico contro la guerra.

*

Ritrovarsi

Ritrovarsi così

a riallacciare desinenze

sulla sagoma variabile del corpo

nell’alternanza del tempo

 

raccogliere l’acqua del pudore

suggellando il pensiero

con lenzuoli di carta

 

rimettere le mani alla nuda terra

strappare dalle zolle

anche l’ultimo sogno

per rapirne il dolore

-finalmente-

 

eppure 

è ancora lì

 

intatta

 

*

Adesso

 

E adesso lasciatemi qui

su questo giaciglio di marmo

con le dita accarezzo le lettere

con le labbra il suono di un nome

fino ad alzare la voce

ma non ritorna