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Tra noi e le cose
Dun tratto le cose esplodono sonore.
Rilucono gli alberi dopo le raffiche di pioggia
come palpebre spalancate
percorrono il mare nei bagliori in lontananza
mentre I Cantos di Pound rintoccano
di bellezza Ci che sai amare rimane/
il resto scoria.
Radure sdipanano memorie
radicate nelle arterie e nelle giunture
di chi cerca di capire Faulkner, Durrell,
Kafka, Conrad, Nabokov, Fitzgerald
con uno sguardo che non dorme mai.
Tra noi e le cose un dialogo sommesso
lascia dietro una traccia
come pietre roventi bisbigliano
nella terra e nellaria
fluttuando verso il durevole .
Maria Allo
Id: 50879 Data: 13/10/2018 08:02:09
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chiunque tu sia
La riva del disamore cresce se non si costruisce il coraggio che unisce le due rive. Sul lungomare di Torre la luce incrocia lombra tra ciottoli sconnessi increspata fino al mare. Chiunque tu sia non parlarmi con parole oscure. Non c vita sulla terra solo uniformit senza stagioni mentre il treno corre sempre pi veloce e la notte attraversa il giorno come la luce dall'alto in verticale. In altro luogo il foglio si schiude erompe la parola chiunque tu sia in questo alfabeto lascia una traccia nella quale riconoscersi.
Maria Allo
Id: 50819 Data: 09/10/2018 06:04:29
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dentro un rigo
FAUST: Ma quella chi ? MEFISTOFELE: Quella Lilith FAUST: Chi? MEFISTOFELE: La prima moglie di Adamo
Chiamarsi Lilith dentro un rigo finch si radica il silenzio tra i diluvi . Cos ciottoli amari scuoiano le bore con la caparbia del vulcano sulle alture. Entra nel passato rimani in volo dettato lineare corpo a corpo strofa venata di morte, metafora di vuoto. In mezzo alle conifere, sera dopo sera traspare il vento dentro una lanterna. Lilith ricorda ancora il suo potere.
Maria Allo
Id: 47165 Data: 13/02/2018 07:40:34
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Mai attaccarsi alle cose
Mai attaccarsi alle cose. Nessun cielo protegge lo splendore di un pomeriggio che volge al termine fondendosi col vento mentre aculei rotti in un vaticinio accartocciano lorizzonte in fiamme. Non attaccarti alle cose che ami solo perch da sempre il distacco richiede il coraggio del muschio tra la neve con la quiete del silenzio tra i bisbigli . Forse di noi non si avr memoria oppure nell ordine compatto delle cose in dissolvenza la luce declinando come fiamma dentro uno spiraglio lalfabeto e i nomi di tutto luniverso incide. Maria Allo
Id: 46705 Data: 21/01/2018 10:21:49
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La terra che rimane
Una nuvola gialla incide le vertebre del cielo. con il susseguirsi delle ore si sgretola senza redenzione sul dorso di un gabbiano. Dobbiamo avere memoria sulla pelle anche delle cose che non abbiamo avuto come roccia che divampa e non si ferma come acqua che nasce dal silenzio per la parola del tempo senza una vera meta. Soffia un vento insolito che ci assedia da duna a duna con la sete e lacqua che ci sorprende al risplendere dellalba. Dobbiamo avere memoria sulla pelle per vangare la terra che rimane. Maria Allo
Id: 46460 Data: 12/01/2018 11:27:16
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Sul tuo ciglio
Capita di sentirsi una spina picchiettata di pioggia
che si spegne insieme
alla voce dei giunchi affilati dellEtna.
Cos scavo con le mani capovolte
per estrarre la fragranza delle bacche
dai cespugli di Dicembre .
Ecco. Gli alberi rivelano la luce
in punti variegati del cielo
come scaglie di mare sul tuo ciglio.
Maria Allo
Id: 45569 Data: 09/12/2017 06:24:47
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c luce
Stamane i gatti cercano riparo.
Il vento dispiega itinerari gi tracciati
dove le foglie degli alberi si perdono
fra i gridi del presente che ci possiede
in catene.
Si sa che lumanit ha gi percorso questa strada
ma ora dissecca la linfa nelle vene ,
si confondono i linguaggi delluomo
dispersi in frammenti dutopie.
Dimmi come cambiare le cose
se in ombra si scrive sul dono della luce
come Walcott dice
se memorie di voci scordate
si perdono e si ritrovano
nel vento che ora scivola basso.
Ma io difendo in me la vita e le cose.
Maria Allo
Id: 45396 Data: 01/12/2017 06:03:30
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solo un velo
Non basta il mattino a restituirci il cielo. Lalba e gli alberi colmi di distanza non definiscono il nuovo giorno ancora . Ecco, lennesima tragedia del mare , un altro stupro a Roma le piccole odissee di ogni giorno e le porte dei caff aperte . Solo un velo lEtna oracolare mentre si muore cos la luce che ora brilla tra odori e radici sembra un dono nella sua bellezza strana.
Id: 45337 Data: 27/11/2017 08:32:13
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Mi perdono
Me ne sto in ascolto coi colori di Novembre a sbirciare tra i riflessi del mare ma laria a forma di me diviene attesa . Le cose che esistono - mi dico- hanno valore le sconfitte gli abissi la vita che succede. Ogni cosa come un corpo nudo nel giorno che si chiude fino in fondo al suo finire e noi in questa intermittenza di confine per nascita a camminare in volo. Niente dura per la vita -mi dicesti- con rauca voce ma con tutta la grazia della fede che sostiene . Cos da allora non ho bisogno di capire. Mi perdono.
Id: 45292 Data: 24/11/2017 16:07:52
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Qualcosa che conta
Solo gocce di pioggia .
L’onda rifrange i segni convincenti dell’alba,
riflessi di noi nell'acqua e la fonte di luce
che si riversa sul mare.
Come fendente fra le carte
ci afferra il cerchio del giorno e della notte,
oscillano le cose, ombra e chiarore .
Ci serve un orizzonte al sorgere del sole
a ogni tramonto , nella tua voce di pioggia
mentre soffia tra i germogli un dono
perfino nel silenzio tra le crepe
qualcosa che conta
visto che niente dura senza amore.
Id: 45049 Data: 12/11/2017 07:40:34
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La voce di Cassandra
Scopro dalla finestra incendiarsi il sole e l’orizzonte.
Ecco l’attimo per ritrovare sulle labbra le mie ali
brivido della vita intera vicina al sangue come approdo
senza sapere di chi sia la pelle e quella voce .
Ecco porta via le nubi questo vento
nel riverbero dell’aria tutto intorno
dove finisce il tempo e il destino tutto ridotto in schegge.
Anche la voce di Cassandra si è spezzata
le manca il fiato.
Non c’è più nulla da insegnare e se ne sta in piedi alla finestra.
Id: 44820 Data: 28/10/2017 15:01:36
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quel suono che ci tiene in vita
Scroscia a mezzaria la foglia come un respiro soffocato a soli pochi centimetri dal petto ridotto tutto in schegge sul selciato . Diviene istante dai tanti volti ma crolla nelle cose di ogni giorno in caduta libera fino a incendiarsi nellangolo fuori dal recinto. Ah, potesse vibrare dal profondo quel suono che ci tiene in vita come fluido di territudine ignaro delle catastrofi ma memore delle sue radici al vento.
Maria Allo
Id: 44538 Data: 08/10/2017 06:51:57
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Dove si frange il volo
Voglio stare qui nella trapunta cru di mia nonna
con il sole tra le fessure della tenda rossa .
Odori di caprifoglio dentro suoni come respiri in cieli lontani
tengono a perdifiato il mio esistere
in un unico mare di pienezza
dove si frange il volo della memoria e corre incontro
alla primavera che goccia sul colore delle foglie
oltre larchetipo come il vento di un dio presente.
Id: 43458 Data: 11/07/2017 14:13:27
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la terra un grumo
Scrivo versi di cenere senza incipit o chiuse con il sapore amaro di cardi e un addio su cigli di tombini. Echi all'orizzonte svenano nel mare bisbiglia nella memoria un bianco vasto lambito da unidea imperiosa scheggia erosa dal vulcano nel fondo della valle cosi il sangue delle cose diviene un grumo accanto a coefore mute. Ecco. Alfabeti esiliati inchiodano invocazioni di sepolti e lamenti di morte ora la terra un grumo che recide i roveti grandi mentre un biancospino nella molteplicit delle ferite di questo strano inverno coglie suoni di tuberose
Id: 43419 Data: 07/07/2017 07:01:35
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Sulle nostre bocche
Sulle nostre bocche fiorisce il deserto. Ma c un confine in tutto E il dentro compiuto Senza didascalie o schieramenti di cui porta il nome Non coniuga idee solo frammenti a mille A volte un pampino ci pu sfiorare Nel mezzo della notte Disseminare sulla battigia sassi levigati Inseguire fantasmi di nereidi Ma non sapremo mai quanto durer. Sulle nostre bocche fiorisce lattesa. Recide laria densa di aromi Inchiodati alle narici su improvvisi fili di pioggia Seme come prova di memoria salvifica Ma c lo sgomento di essere vivi. Sulle nostre bocche fiorisce la polvere. A volte puntella lombra E quando ormai non rester pi nulla Si sciuper la vita stessa su tutta la terra E cos che agisce la luce Eppure in un punto convergente Nulla accadr mai invano
Maria Allo
Id: 40671 Data: 20/12/2016 15:14:02
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Fuori cresce il giorno
Inchiodato al cielo lo scirocco geme, vortica alla marina , invade i cortili, recide laria , corre nei vicoli socchiuso tra le auto ferme e non c fragore di vetri infranti nel silenzio del pomeriggio invernale colmo di respiro l dove nasce e si spegne .Ma il vento nel silenzio penetra gli alberi, ondula sulle abrasioni dei muri ,tra gli intonaci rossi delle case mentre il fragore del treno stride verso il nulla anche se la terra a poco a poco fa vibrare i teneri trifogli. E intanto la pioggia infuria e assale un coro di voci antiche tra gli sterpi nella dura luce del restare acuminato e del nostro umano passare nel ritmo della risacca. Ora le sillabe crollano sull'acqua dei tombini crepitando sopra le verdi cime i cardi, i nidi i rami spogli. Eppure sui monti di roccia dura fiorisce il mondo.
Maria Allo
Id: 40531 Data: 07/12/2016 18:04:51
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ἀπορία
Se per tutto c termine e il fiume scava le nostre vie di ombre tronche perch sostare senza perdono? Fingersi veri senza simmetria mentre cresce nella ferita questa lama disumana che soffocando inganna , tiene svegli , mentre fredda alita la sera tra le vigne , le pietre e i ruderi di fronte Ma in un punto invisibile la luce della luna si spande , trova luogo dentro i contorni delle cose , sulla soglia che lambisce unaltra forma umana fino al mare come una forza che mentre nasce muore. Questo autunno indifeso tra i contrasti dei colori di Mondrian Muore prima dellalba con il ritmo di brume invernali Mentre si fa nero il cielo e pi lontano cadono le foglie. Ma non questo il punto Si muore restando in piedi con il coraggio di un acrobata cretese Anche se in agguato il reale assedia il nostro andare
Maria Allo
Id: 40272 Data: 17/11/2016 12:13:29
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Purch tu viva
Adagiarsi sul corpo della terra Lasciarsi attraversare da tutte le stagioni Essere acqua dentro e fuori Scandire il ritmo al limite del silenzio Offrirsi in pasto al vuoto cambiare luogo Purch tu viva Essere imminenza nella notte Suono inarticolato riflesso di morte Deserto eroso dai dubbi inevasi Germoglio e fango dietro il recinto di lava Purch tu viva Essere ceneri spente di agonia A partire dalla notte essere ponte Tra dettagli di ortiche essere sasso Foglia salda ai rami sangue tra le radici Sul bordo nelle fessure di miserie oltre quel muro fluire con le mani alle tempie Purch si resti umani
Maria Allo
Id: 39464 Data: 21/09/2016 14:57:26
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Vergine dei sussurri di Maria Allo
Lento nel passo e vuoto nel tuo nome Solo il silenzio Sbaraglia la rugiada del mattino Il vento soffia e contro il vento La lotta si fa dura ai bordi in verticale Sopra ogni ostacolo In questo luogo senza luogo Ecco Vergine dei sussurri Nel silenzio di carne nuda Resisti al vento Dovunque in un luogo qualsiasi Vigile mi sorprendi con un grido Imploso sulla nuca E la diffidenza di unassenza Prima di andare via
Maria Allo
Id: 39209 Data: 03/09/2016 10:43:25
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Cancelleremo parole
Un occhio disteso nella rapidit Della memoria E in ogni rivolo si riannodano Quei fili erosi dalle parole Nel sogno smarrito Impenetrabile ma mai incenerito In questo scavare nel taglio di confine Disarmata da un riverbero Socchiuso in mezzo al guado Tangibile con ogni gesto un levigato Agosto Cade sopra i detriti Ma i segni sfaldano laria intorno Rapidi nel volo sguardi infranti Di mancanze ripetute nella realt Su fili prudenti composti tra le dita Ormai chiuse a custodia del sangue Cancelleremo parole Che la memoria non sa pi evitare
Maria Allo
Id: 39054 Data: 19/08/2016 14:13:20
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Resistere
Esplodono bisbigli nella notte. In un guizzo le parole roride di vuoto Fluiscono nelle galassie e sfiorano Trasparenze e rifrazioni di altri cieli Brandelli in attesa senza ricompensa Nutrono questa ricerca di mani Nellincresparsi dentro le parole Foglie cadute a riempire oscurit Scrutano il mare Nel vento forse c un riparo Ai suoni spezzati Come nel deserto che avanza La vibrazione del resistere
Maria Allo
Id: 38244 Data: 13/06/2016 19:07:37
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Questa fine di Maggio
Raggi innaturali sfavillano sui tetti. Non riconosco questo potere cieco di aria inchiodata sulle tempie che goccia a goccia pietrifica lattesa. Lo spazio risuona senza fiato tangibile come lurlo che mi tiene ad ogni ora o la mia carne che brucia ad ogni stagione. Questa fine di maggio senza sole come certe cose iniziano e non hanno fine libere al vento crollo di sogni che nascono e si spengono tra le rovine. Mi manca il mare e prendo atto del tempo che mi resta da percorrere nella vita che mi data vivere. Silenzio e perdita in questa primavera abbandonata tra le tue braccia che affiorano sulle mie spalle mute.
Maria Allo
Id: 38136 Data: 05/06/2016 18:47:48
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Madre
Lasciami parlare del mare e dei suoi abissi si fa luce nelle sue trasparenze come i ricordi o ci che manca -vedi -resta questa gola insabbiata un foro dentro il petto con sterpaglie in tutte le stagioni. Lasciami parlare della notte quando si raggruma sulle tempie e sul tuo nome allora mi rischiari e resti dentro questa carne strappando lombra e la distanza che avvicina il cielo. Lasciami il tuo coraggio arato sulle labbra custodisce e abbraccia i confini del mare come la memoria che resta e si trasmuta .
Maria Allo
Id: 36570 Data: 28/02/2016 20:00:36
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Lasciatemi il respiro
Mi sento un autunno dalle radici appese. Lasciatemi da sola col mio dolore non fatemi domande che prolunghino tanto orrore. Non voglio ricordare quelle orrende mani vorrei pensare gi al domani. Ma lincubo ritorna Il mio urlo lontano Il silenzio della notte piombo nei miei passi hai sognato cercheranno di farti credere Ma un mistero dentro tanta solitudine le mie mani sudicie carezzano pietre freddo pianto dentro si unisce al vento lo dilegua. Il fango del possesso la forza bruta offendono lanima. Lasciatemi il respiro... E sapore amaro quello che rimane Incubi alienanti le mie notti insonni. Non mi arrender. Indosser nuove ali e ricomincer a volare. Lasciatemi il respiro.
Di qui la luce percuote glicini a stormo e molteplici suoni dissonanti modellati dal mare. Di qui esplodono gerani in verticale Non lascia scampo alle tempeste la ruvidezza di sguardi che affiora a tratti sul coraggio di tanti. Cos si ridisegnano distanze [ omissioni calcolate?] fino al margine della coscienza dove sconfina questa terra forse pi vera oltre quel vento . Credimi non resa ma un passo necessario per ritrovarsi interi. Da ogni ferita a un certo punto della nostra vita da ogni crepa si percorre ferocemente la vita ma non si muore. *** Ecco lo stesso legame nella memoria di braccia chiuse in alchimia di frantumi e vertigine di grumi. Eppure uno spartito infrangibile di spazio percorre tempie dietro brezze di vagiti, docili alla fede prima del richiamo. *** Alberi foglie vento in un abbraccio straripano ancora dai giorni stampati a sangue sul tuo petto con labbra che ritmano il mondo anche se Inascoltato il buio inarca zolle di gesti estremi. Avanzare anche soffrire se a decifrare desideri non resta che la fuga nelle turbolenze del domani. *** Quanta fatica a ricomporre il macero segreto anche se il punto fermo insidia il dono e oggi amare la crepa sui muri che screpola la terra. Tu vuoi questo cardine sconnesso taglio di carne impresso nelle carni? Vedi Siamo sempre acqua e terra in rivoli tra ciottoli, flussi di luce e ombra nel disordine inafferrabile. Nel moto siamo respiri di memoria e silenzio, impronta di pienezza o perfezione in ostaggio al mare lontananza in cielo lingue di fuoco svenate allorizzonte. Ma non c compimento Tutto ancora qui avanza nel vortice di flussi convergenti Intanto serpi invadono tombini cos sciupiamo la vita e questa terra, [e noi cosa saremo] Vedi C ancora luce in cima ai colli tra rugiada e foglie. Siamo alberi anche noi flussi di di linfa e venature che il tempo attraversa come allinizio radici e semi in attesa di frutti, volute di colori tra le ciglia finch il cadere da qui diviene soglia.
Maria Allo
Id: 34182 Data: 07/09/2015 12:44:11
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Per ritrovarsi
Di qui la luce percuote glicini a stormo dietro assolate foglie e molteplici suoni dissonanti modellati dal mare. Di qui esplodono gerani in verticale. Non lascia scampo alle tempeste la ruvidezza di tanti sguardi che affiora a tratti sul coraggio . Cos si ridisegnano distanze omissioni calcolate fino al margine della coscienza dove sconfina la terra forse pi vera oltre quel vento . Credimi non resa ma un passo necessario per ritrovarsi interi. Da ogni ferita, a un certo punto della nostra vita, da ogni crepa si percorre ferocemente la vita ma non si muore. Maria Allo
Id: 34166 Data: 05/09/2015 21:28:14
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sentire la poesia mentre io mi ritiro Tomas Transtromer
Luniverso si fa largo un po alla volta
stria le gote del mattino con una falce viola
mi toglie di mezzo.
Resto a contemplare il buio
come cellula scomposta
andata a male.
Osserva
la casa morta
di limoni gialli ancora odora
e grappoli viola
sul glicine fiorito in ogni dove
aspettano
forse da sempre
pensai
La luna riflette i crinali
sullarenile bianco
e scavando tra i rovi
ridisegna i volti amati
cose sparse e durevoli.
A schiera cigolano i ricordi
intrecciati al cancello
e nella profondit della terra
trasmuti il dolore
in rose borracine
Maria Allo
Id: 34060 Data: 27/08/2015 11:20:16
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A immagine del mare
«(di più falso non c’è nulla che il voler dire il vero) è vero questo approssimarsi. è vero che a qualcosa, sempre, noi ci approssimiamo» Giuliano Mesa
Io ti invoco . Ti invoco e ti chiamo, anima. Una lieve ombra ti lascia affiorare sulla carne prima del mattino , dentro una foglia che non ha pi voce. Ecco: cielo e terra esistono. Loro voce la stessa evidenza. Cos esisti nei rovi affilati dal libeccio in moto contrario a vele tese nellora incerta che precorre il giorno, quando a detergere gli inferni un sole ostile posa su nembi di cenere. Tu esisti nei dossi del deserto ostinato che ci coglie, nei frantumi di filari dentro la radura quando la morte intera reclina a immaginarci ancora vivi. Tu esisti quando affondano le navi tra le onde riflesse in ogni gradazione screziate di barlumi come artigli tra fessure. Accade di ritrovarti nuda ai piedi della terra come impronta nello scorrere dei tuoi umori, e se io piango come al capezzale di mia madre perch nulla vi ho potuto trovare dove tu non fossi. Se ti invoco perch niente di ci che vede il giorno svanir per sempre e finch tu esisti si pu ancora approdare alla profonda spiaggia dove il rumore tace.
Maria Allo
Id: 33238 Data: 23/06/2015 22:39:59
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Doppio tempo
(immagine di Tommy Ingberg)
Ecco lo stesso legame nella memoria
mentre ancora le braccia sono schiuse
in alchimia di frantumi
come una vertigine di grumi
su uno spartito infrangibile di spazio
e le tempie corrono dietro brezze di vagiti,
docili alla fede prima del richiamo.
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Alberi foglie vento in un abbraccio
straripano dai giorni
stampato a sangue sul tuo petto
e tendono le labbra al ritmo del mondo.
Inascoltato il buio nella notte
inarca il cielo al rischio di gesti estremi
su zolle di vie senza nome.
Avanzare è anche soffrire
se a decifrare desideri
non resta che la fuga nelle turbolenze
del domani.
***
Tutto ancora qui avanza
nel vortice di flussi convergenti
ricomposti al cadere senza rumore
quasi testardaggine di bellezza vera.
Tu vuoi questo cardine sconnesso
taglio di carne impresso nelle carni?
Quanta fatica a ricomporre
il macero segreto
anche se il punto fermo insidia
il dono e oggi amare è la crepa
sui muri che screpola la terra.
***
Siamo acqua e terra in rivoli tra ciottoli,
flussi di luce e ombra nel disordine
inafferrabile.
Nel moto siamo respiri di memoria e silenzio,
ma non c’è compimento, impronta di pienezza o perfezione
in ostaggio al mare lontananza in cielo
lingue di fuoco svenate all’orizzonte.
Intanto serpi invadono tombini
così sciupiamo la vita e questa terra,
[e noi cosa saremo…]
Eppure la luce c’è in cima ai colli
e il cielo chiaro ancora si ferma tra rugiada e foglie.
Il tempo trascorso e il tempo rimanente ci attraversano in un albero tra una foglia e laltra. Negli interstizi una luce nasce e muore. Cos nel respiro del vento si racchiude il segreto: ha il timbro del sangue che ci scorre, il chiarore dellalba sulla bocca mentre sinuoso il cielo diviene seme in una foglia.
Maria Allo
Id: 31891 Data: 12/04/2015 13:40:24
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Mi fiorisce dentro Aprile
Gridi di luce nella gola arida reclamano labbra e occhi da scavare. Lembi del passato scrutano fino a farmi male, orizzontalmente si macerano veglie come calice di un veleno che non promette scampo. Acini di alfabeti dispersi si flettono dentro le venature delle mie gote sempre pi sottili Ma le tempie del mare balenano mia madre in dissolvenza, i tratti del suo viso lancora della sua fermezza su margine in frantumi di silenzi. Ecco. Assaporo il pane caldo delle mie mestizie.
Intanto mi fiorisce dentro Aprile.
Maria Allo
Id: 31740 Data: 03/04/2015 00:06:16
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monologo
Il silenzio in pieno giorno
indomito insiste su questa pioggia
che loscurit del cielo rende luminosa.
Tu non chiedermi ragione di questo silenzio.
E pronuncia di oblio senza dolore
come il glicine che in un pomeriggio
dautunno mettemmo a dimora
Tu non sai che i fiori del glicine da sempre
sono nemici delle foglie per un mistero
che il glicine non confess mai?
Prima di fiorire attende che cadano le foglie
o rapidamente uccide i fiori prima delle gemme.
Tu non chiedermi ragione
di questo sguardo fluido sulle cose
lievito tenace nel silenzio
pi del fragore del mare.
Maria Allo
Id: 30497 Data: 12/02/2015 19:32:08
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Figlia di puttana
Sei lingua biforcuta
fai scricchiolare tutte le ossa
e gli spazi discali sradicati dal corpo
ascolti le voci dell'universo provenire
da ogni fusto.
Tra labbra socchiuse
fluttui nel pozzo
squarciando la tua nudità.
Figlia di puttana
cadi in ginocchio con la faccia
rivolta al cielo
e sei fra tante
la realtà che ancora tiene
ah parola...
Id: 30333 Data: 06/02/2015 10:48:42
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Accade dinverno
Stasera questo vento spiritato intralcia le mie mani e taglia laria intorno come la lama un tronco irregolare. Rimani e ascolta. Linfanzia torna la catena doro col topazio bianco sul gil il grande pino la casa rossa E Rosi. Era come mio padre di questo di lui ricordo. Si ergeva solenne Attenta figghitta ricorda lacqua daranciara non si bivi. Durante linverno il temporale ingrossava quei torrenti e lacqua scrosciava gi dai calanchi e quando il grande pino fu abbattuto rimasi a guardare la bocca aperta e il naso per aria senza fiatare. Aveva mani gigantesche il grande pino nodi di vene gonfie e locchio buono come un vecchio frate. Rimani fin quando mi sveglier. Accade dinverno quando dietro le vibrazioni del vento sento la voce burbera e calda la mano di mio nonno. Maria Allo
Id: 30193 Data: 01/02/2015 07:26:11
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non si vede il mare
Bagliori bianchi attraversano il cielo
gelide trasparenze dell'etna si perdono
in lontananza
e non si vede il mare
o forse semplicemente
la parte più profonda del mare.
In certi moti quando il respiro passa
tra le foglie
arde la forza delle cose in me
più del fragore minaccioso
del vulcano.
A volte non si vede il mare
in questo orizzonte sconfinato
che non distinguiamo ancora chiaramente
ma in cui presto forse sapremo orientarci...
Id: 30147 Data: 29/01/2015 15:52:41
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Euridice
a frantumarmi le ossa questa ubiquità di voce
intangibile
lungo orme di giorni feroci
su confine d'erba e scrimolo di mare.
come rumore che biancheggia in volo
quando il silenzio scava solchi di perdita
[non c'è rimedio all'ade ormai
euridice è oblio non più radice]
su rovi che implorano il perdono.
ma a brulicare parole
è questo biancospino tenero nel buio
traspare come luce e mi trattiene
così l'inverno inesorabile avanza
nel suo volo
maria allo
Id: 29832 Data: 14/01/2015 14:52:24
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avrei voluto
avrei voluto restituirmi intera
senza afasie
scolpire il tempo come linea attiva
in cammino
dietro eco di sussurrie fruscìi come cerchi
che dilatano in mattino.
[approdo e silenzio]
avrei voluto germinare in cerca di luce
come pianta e contemplare
solo palpebre nitide di vento
dove fiorire
smisurata aria in faccia al cosmo.
[liberarci da quelloche ormai non è più
che uno schema per noi]
maria allo
Id: 29798 Data: 12/01/2015 22:30:23
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mai lanima sola
c'è sempre un groviglio di radici
dietro fili incerti di memoria
e se cenere assedia le carte
minaccia di morire.
dietro velate nubi sopra abissi
ci coglie caotica
in questa esilità di gesti
fra gli sterpi
impaziente di spazi e calore
cocci di memoria cone sangue asciutto
sul filo di azioni asettiche
a far crescere rovi tra sassi
in mezzo ai pini
e noi a radicarci nel silenzio
finchè nella radura
esploderà la luna i suoi furori
con fragore
entro i cieli d' europa.
[l'immagine vive]
mai l'anima è sola
Id: 29094 Data: 01/12/2014 18:09:09
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quando una donna
"Accade ciò che non può accadere"
Hannah Arendt
quando una donna resta
lotta
sicura di perdere
sorride
nel suo esilio
muore
nel suo inferno
ma semina la vita
e nessuno saprà mai
la solitudine
che si è scavata
dentro.
[omettere nel dolore
esige forza]
Id: 28954 Data: 25/11/2014 16:00:02
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in questo mare
fuori di sè
non ha voce nè tempo
ma come giunco nella bruma
è ombra di orma balbettante
invisibile ferita
dentro venature di carne
[esplosione di oscurità]
dolore senza canto
incisione di solitudini e silenzi
l'uno è realtà dell'altro
frammento e memoria di sè
volontà blasfema che fa di noi
a fine di autunno lento
esseri senza compimento.
solo il dubbio viaggia
in questo mare
per un respiro
Id: 28725 Data: 16/11/2014 14:22:00
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tutto si contiene
tutto è dentro e tutto si contiene
inferno e paradiso
il cielo nella mente brulica di oblio
la terra di luce morente tace.
come volto trasparente la luna
mi attraversa
quasi ombra offuscata dalla pioggia
scivola nelle mani dischiuse
ma forse è il mare a sfiorarci
in un giorno dove tutto è accaduto
[distacco equivale a nascita]
inizio è andare
sentire il fruscìo di alberi
radicati in un canto perduto
solco lambito da stagioni imperfette
su varchi rimossi e autunni in rivolta
dentro un vortice di pollini
vive di terra e di crescita il silenzio
tralcio tenace che non cede
fino al cerchio al mutamento
m.a.
Id: 28021 Data: 14/10/2014 22:22:43
*
Lungo la strada...
[alieno il cielo si dilata “com'avesse l'inferno a gran dispitto"]
Estinguersi dischiudendo lo spazio
incamminarsi e non riconoscersi
nei mille volti come semi sparsi
tra palpebre in fuga
[ in questo universo che frastorna ]
mi fa linea di profilo in ombra
*
nel silenzio di chi veglia stilla il mare
l'alba trapela fioccando alfabeti
[da dove diavolo viene quel canto]
*
non si può rinunciare al respiro primigenio
mai dimenticato
ma siamo corpi facili a perderci nelle nebbie
albe mitrate su fondali che non disperdono
mai la notte [ci sta a guardare]
[e non c'è niente di finto nel dolore]
siamo schegge in ostaggio alla marea
anime in trincea spaginate nel quotidiano strepito
e tra cenere e terra
fermenti di Settembre in agonia
ma dalle ceneri non rinunciare
per un qualche futuro
al respiro da cui prendere respiro
[scavare e dare voce all'ombra salva dall'oblio la luce]
tra alberi attoniti e muti l'autunno mi coglie
[in volo]
ma la terra polverosa [ senza indulgenza]
ne dilegua l'ombra
senza indulgenza
incamminarsi in autunno
graffiando
scie di silenzi migranti
è scoprirsi già inverno
dietro lo stormire fioco
che cresce a caso nelle vie
incamminarsi dietro appartenenze
mancate
[mi fa diventare acqua piovana ]
nel fragore mi scopre inciampi di radici
mura scrollate e semine sfiatate
di foglie stecchite
ma sui rami testardi ancora il vento
incide il suo fiato stanco
*
crescimi dentro in verità
scavalca la sete
di quello che non so
ma respirami
con l'autunno che verrà
[nel brulichio di un germoglio]
e anche adesso ai colpi di vento
passo dopo passo
travalica il silenzio che a tratti
sfiora la notte che mi nutre
maria allo
Id: 27683 Data: 29/09/2014 09:52:39
*
Langelo che ci cammina accanto
Al termine del viaggio
come trasparenti gocce
saremo custodi del vagare
in gesti cadenzati sulla sponda
di questo inabissarci
appartiene a tutti e a nessuno
e sul ciglio del supremo traguardo
riconosceremo nel silenzio
orme e suoni
dell'angelo che ci cammina accanto
maria allo
Id: 25486 Data: 30/04/2014 15:56:58
*
sarebbe cos facile
sarebbe così facile
lasciarsi trascinare dal vento fino allo cima nel grembo di cieli senza peso
*che tu non sempre puoi toccare
cibarsi di bacche stranite cercarti in tutte le notti dispersa – aperta a tutte le visioni ma brandelli- agonie stagnanti puntano alla ragione del sangue rivoli di rime crocifisse barlumi di voci a radere la pelle * supina non scendo a patti
* sarebbe così facile piangere come al capezzale di tua madre ma in cima agli alberi imperfette rime a rendere ragione del sangue * a perdifiato
maria allo
Id: 20026 Data: 16/04/2013 17:02:53
*
lembi di coraggio
lembi di coraggio più fragili di passi nella notte percorrono il viale di ogni creatura siamo soli nell’enigma che sostiene sulle spalle il peso di un cerchio di luce siamo soli tagliati fuori da protervie inaudite in piena bufera sradichiamo ritorni nel cadere siamo sussurri scrutiamo il mare nel fragore di chi ascolta fino in fondo * nel dormiveglia un sms registrerà forse di noi come lampo l’ombra
Maria Allo
Id: 18983 Data: 02/02/2013 07:02:59
*
rumori
rumori alle prime luci dell’alba giorni frenetici scorrono la vita ritorna * sapessi nel vento questo rumore che fa sentire le cose rumore del vivere luce dischiusa nei cerchi infranti dei frammenti dell’universo ragione della vastità a prescindere da una distanza che ci separa questo rumore parla d’amore luce sulle tenebre. * niente di ciò che vede il giorno svanirà per sempre un pò del nostro sangue fluirà nei filamenti di tutte le carni * rumori madidi di parole scritte nel silenzio sapori di terra e di vento già lontani radono lenti il nostro cammino
Maria Allo
Id: 18943 Data: 30/01/2013 13:22:11
*
fragmenta
un appuntito domandarsi
su piedi lubrificati non scansa la morte ma trattiene la vita la trattiene docile in catene erba alle calcagna e labirinti sopra il prato * alberi di latta inferriate in attesa luce silenzio odore di caffelatte non rimarginano le ferite una voce di den tro tace non ha ali e non ci somiglia percorre futili giorni rasente alla nostra pelle negli incavi del cuore credo si tratti del giorno in uno spazio di autunno * pioggia sparsa di dolore e noi in pasto al mistero come cenere * un lampo negli occhi nella pelle nel sangue srotola semi di attesa confine di vento che offusca sconfitte su erranze e assenze come genesi respinta su radici di quercia dove fluisce la parola che traduce gocce fra due luci * bisbigli di corvi a sera * un andare e ritornare non sigilla occhi e viso ma riporta nello stesso luogo un chiamare per fuggire è solo scudo per occhi recidere recidere dentro anche il respiro aprirsi aprirsi verso dentro verso fuori cecità nella luce di silenzio follia nel delirio che ingerga la parola di unisono * reale e non reale tutto include * non esiste verità apre le sue chiuse apre le sue rovine di integrità in un momento ascolta il rumore di sangue che stilla oltre l’orizzonte sogni ombre voli di occhi svanire nel gelo vuoto cigola sui cardini del Nulla sorsate di sabbia gridi di gabbiani al tramonto sul fianco di un colle sopra ogni mutamento salpano col moto alterno delle onde ticchettio tregue brandelli di giorno su pelli strappate al mondo risuonano nell’incavo della mano come di perdita futuro sparso * non c’è sollievo ci curva un peso di tempeste vivere sul ciglio della strada ci silenzia una mancanza di luce eppure il cielo imperla tutti i mari ma non sfiora voli qui dentro non schiude corpi la fuori solo pezzi di memoria solo parole deformate inganno di vocali forse per non soffrire mai solo sguardi di avversità per timore di uccidere epifanie in dissolvenza un cigolio ci incatena le tempie * non parlo di ieri o di domani
* un lampo negli occhi nella pelle nel sangue ad ogni passo nasco per una foce che non esiste ferita attraverso l’ombra di una condanna a tratti parole si frangono in silenzi fino a vene profonde e mai così nude la verità si sperde dentro i tuoi occhi sguardo di sale volto di pietra scavato nel buio di terra straniera * alle soglie dell’autunno * si inseguono ombre azzurre e un po’ di sera come sogno errante di sparviero affila questo mio tempo di meridiane scalfite assenza compressa volto di pietra sangue che stilla un’attesa silenzio che diviene acqua come marea nuda la pioggia molteplice si arrende alla sabbia ‘* brucia tristezze un incenso effimero e non lascia tracce di ore di giorni annodate al respiro di cenere muta detriti solo detriti di occhi assenti asserragliati e non presenti ti rinnego e trafiggo parole ma le proteggo con tanto fiato in gola nel silenzio che mantiene in ginocchio le parole accecando stupori e redenzioni * intanto tu distorci le palpebre al cielo in cambio di una gola arida chnon esiste verità apre le sue chiuse apre le sue rovine di integrità in un momento ascolto il rumore del tuo sangue che stilla oltre l’orizzonte sogni ombre voli nei tuoi occhi svanisco nel gelo vuoto cigola sui cardini del Nulla lancia strali e silenzi di pietra derubi la luna per un demone a cui non sfuggirai * aguzzino di te stesso e non poeta * pelle e verbo dentro una luna d’amaranto trasportano più in fondo oltre la morte me pazza balbuziente e straniera belva selvatica senza superbia acqua fuoco terra simile alla mia terra e non sono se non l’altro
Maria Allo
Id: 18924 Data: 29/01/2013 07:05:54
*
anche dopo le parole...
tetti bianchi come la nostra anima
cigolano silenzi non sapevo di essere dentro in un punto affilato del glicine
prima di fiorire * sul crinale la casa di pietre nude il cancello arrugginito i vicoli di pietrisco la luce bianca sul tronco un vento sulla nuca il pianoforte muto polvere sul ripiano
senza sfiorare la ringhiera non so se sparire o restare * nubi da ogni parte la parola rimbalza al tempo giusto pietra anoressica brandelli di fori nemici di foglie si levano in alto schegge di carni anche dopo le parole