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Raccolta di poesie di Elena Midolo
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Se

Nell'invisibile filo

che unisce le nostre energie

non è coinvolgente se

mi pensi ma se

mi senti in te.

 

*

Senti il mare?

Senti il mare che ti parla?

Con il suo profumo...

con la sua musica...

ti parla e gioca

con le onde che accarezzano la tua anima

e sei lì...

dentro la sua poesia...

fra le sue limpide acque...

ma non è lo stesso mare

di quella sera!

Non è lo stesso mare

delle vostre carezze...

delle vostre promesse...

delle vostre risate...

Eppure fra le onde vedi

quei giorni imprigionati

dal mare geloso di antichi segreti...

custode di antiche lacrime.

Senti il mare dentro te?

Se chiudi gli occhi

sei il mare...

sei le onde ciarliere...

sei i ricordi sepolti nell'eterno

rumoreggiare spumeggiante

del riflesso del cielo

complice di sguardi e follie.

Sei nell'odore di salsedine

ad accogliere quel volto

che fra le onde increspate

di nostalgia

nasce.

Sei la leggera brezza

di un momento e il rimpianto

di un bacio giovane...

sei il mare e le sue parole...

impigliate

nell'ambiguo linguaggio

di amore e gelosia

e fragile passione

di chi fu e non è più sui binari

del treno impazzito.

*

A te

Delle fiamme della voluttà

preda

il tuo essere passionale

egoista assaporavo.

Nella rete dell'estasi

sfinita

da stravaganti brividi

di calore e di luci

ora intense ora sfumate

giacevo tua tela

mentre nell'ombra complice

mi dipingevi.

 

 

 

 

 

*

Il solitario

E spesso capita di sentirli dentro

quei respiri che

vorresti tirar fuori e non puoi

perchè la vita

ti ha inchiodato martoriato insegnato che

non ci sono ciottoli sul selciato

per giocare.

Non si gioca più nell'infinito eterno...

ed è già l'ultimo respiro.

*

Danzavo

Quante bugie in un quadro imperfetto

dove la tua conquista fra le braccia stringevi e

con ardore la bocca le baciavi.

Quante bugie fra le labbra tue

mentre le snelle tue dita alle mie legavi

e intrecciavi note di fiati

e cattiveria e passione

erano respiri di vita fra gioco e illusione.

Quante corse

per sfiorare la ribelle anima tua e poi...

poi l'acquazzone. Violento.

Acqua sporca brusca inaspettata

come coltellata

la benda sugli occhi ha squarciato.

Ho danzato.

Ho danzato fra le grinfie di rabbia e vendetta.

Ho danzato con l'amarezza

e un addio ti ho sputato in faccia.

Dolcemente.

Ho danzato mentre ti guardavo...

la nostalgia di te mi assaliva

ma danzavo... sulle ali della tristezza. Sola andavo.

 

*

Urla squarciarono la notte

Urla squarciarono la notte

di bimbi senza sogni.

la polvere come nebbia andava

verso orizzonti infiniti

e tu

eri lì circondato

con la paura che ti lacerava il petto

senz'armi.

Eri lì

senza più lacrime

a scalfire il viso anonimo

a bagnare la città in lutto.

Allungavo una mano

per stringerti a me.

e stringevo il nulla.

Eppure ti sentivo nel mio respiro

rapido e profondo.

Anelavi ossigeno e

un sorriso.

 

Finalista alla Giornata mondiale della poesia, Roma 2017

 

*

Profumo di resina

Intenso profumo di resina

nell'ombroso bosco

delicato ammanta il secolare silenzio.

Lo spirito si eleva e

fra le note del penetrante silenzio

ancora vivo il sapore

dei baci tuoi.

*

Bevve

Bevve.

Bevve

sangue amaro

dalla sua bocca.

E fu schiava.

*

Con gli occhi del cuore

Con gli occhi del cuore

non ho visto

la malizia dell'inganno.

La beffa inghirlandata

con la malvagità

scarniva

la fiamma fluttuante

e nel buio degli occhi del cuore

tramava

per erigere un castello

di carta. Ora cenere.

 

*

La muraglia

La muraglia attorno a me

non crolla

sotto i violenti colpi della grandine

che non cessa

di precipitare dal cielo plumbeo.

Eppure quel suono, così lungo e insistente

l'ha perforata.

Di nuovo quel suono...

misto a rabbia e astio

e pregno di ogni briciola di noi

mi ha spogliato l'anima

mentre

gocce di sangue allagavano l'orgoglio

dei lividi che sotto la pelle

non si vedono.

*

L’urlo

Dirompente l'urlo

che echeggia

nell'aria satura.

Fracassa i vetri dell'anima

che si frantumano

nella storia martoriata

mentre un rapido brivido

di rabbia percuote i sensi.

 

*

Stridio

Stringare

acre odore di sesso

in preda ai fumi dell'alcol

pensiero ossessivo.

Dalla profondità del mare

un treno ad alta velocità.

Stridore...

una poesia

racchiusa in una fotografia.

*

Solo per te (10 ottobre 1996)

Del sole il primo raggio

rischiara la fredda e bianca stanza

nel giorno del coraggio

dell'attesa e della speranza.

Nel chiarore

del tuo nuovo mattino

piangente il cuore

a te mi avvicino

e chiamo

con la forza della mente

il padre che amo.

Attorno a me il niente.

Non dimenticare

me bambina

le estati al mare

le passeggiate in collina

dell'antico passato

le corse spensierate

l'abito materno di caffè sporcato

le tue sgridate

le cadute dalla bicicletta

le ginocchia insanguinate

la polvere sulla maglietta

le guance di lacrime bagnate

di una donna la triste solitudine

di un figlio l'accorato pianto

smarriti fra tante roselline

e tra le righe di un breve canto.

Non dimenticare

come crescevo

il giorno che mi conducesti all'altare

quando, voltandomi indietro, piangevo.

La collera nell'animo colta

per non aver saputo

abbracciarti l'ultima volta.

O forse voluto.

Della mia vita la prima fonte

aspettavo

ma la gelida fronte

baciavo.

 

Finalista alla XXI Edizione del Concorso "Les Cahiers du Troskij Cafè" (2016) 

*

Non č una malattia

Non è una malattia.

Non è un difetto.

Non è della tua vita una sciatteria.

Non è della tua vita un dispetto.

E' del tuo essere una dolce caratteristica

che ti costa tanta fatica.

E' la tua marcia in più.

E' il tuo ingranaggio mentale in più.

Ti rende stupendamente diversa

di affascinante diversità inversa

di quella che si può solo desiderare

di quella che non sa annoiare.

Sillabe disordinate e lettere danzanti

sono destabilizzanti

ostacoli da superare

con silenzioso impegno da affrontare.

Lo so: è una difficoltà

ma non annienta la volontà.

E' la tua forza misteriosa

e sei sempre curiosa,

ciò che è vero e non vero

chiede il tuo pensiero.

E' il tuo essere creativo

il tuo nobile ragionamento alternativo

intuibile

da chi è molto sensibile.

Leggi: non è una malattia.

E' solo dislessia. 

*

Ombre

Sei capitano armato

di un veliero arenato

dove tramontano le stelle.

Salata la tua pelle

dal mare baciata

dal sole sfiorata.

Vuoti della mente i bicchieri

dove affondasti pensieri

di solitudine e malinconia.

Capitano non rincorrere nell'aria l'armonia

di evanescenti parole e suoni

ombre di antiche illusioni.

 

*

In volo verso te

In volo verso te fuggono pensieri

fra i più belli di un vissuto ieri

vago per afferrarli

e riportarli

là dove posso immaginare

e ancora sognare.

*

Senza titolo

Oscurità

avvolge come freddo manto

e con forza

tira fuori

la tristezza di un'antica solitudine.

Come davanti ad uno specchio lesionato

a denti stretti

scorre la vita scivolata

in un attimo di distrazione.

Forare il pensiero

mai più.

*

Dicembre nel cuore

E' dicembre, freddo irrequieto

scatena tempesta

acqua lesta

fiume non cheto.

Indomito pezzo di mare

lontano inafferrabile

è nel profondo tuo invisibile

mentre aperte son le onde a spumeggiare.

Gelida goccia

al confine fra vento e pioggia

senti? Profuma l'umida legna

nella fitta boscaglia dove regna.

Uno sfavillante camino

a te vicino

sconvolge ma non placa il dicembre del cuore

scevro di calore.

*

L’emozione di un momento (16 dicembre 2016)

Va oltre le frontiere

il caos dell'esistere.

Sfoglio la mente

e balzo nel buio del niente.

Afferro violenta l'equilibrio

per dominare l'aspro sapore di un tremolio

e chiudo a chiave la stanza 

della speranza.

Accarezzo impassibile la tentazione

in un attimo tradisce l'emozione

di un momento

da cui fuggo sfiorando il mento.

*

Attimo

Lentamente

buio s'insinua.

Palpebre stanche.

Cancelli del cuor divino si chiudono

ai rumori di sfocate immagini

di carezze e baci.

Su ali dorate

viaggia il pensiero e lascia

alla mente silenzio dominante.

Piove oscurità

su noi viandanti

dal freddo sfiorati.

Legati da invisibile filo di seta

mentre la nebbia dissolve i dubbi.

*

Oltre la nebbia

Oltre la nebbia

la porta.

Avvolta nel buio

la mia luce.

*

L’altalena

La bambina sull'altalena

scioglieva i capelli al vento

dondolava fra le sfumature

dell'azzurro mare.

Raggi di sole cadevano

da piccoli spazi

creati dalle nuvole

come fossero cascate di luce.

Afferrandosi a quei raggi

volò

incontro al mistero del sonno eterno.

*

19 agosto duemilasedici

La luna 

sovrasta le abitazioni

domina la città

ancora sveglia.

Non si vede l'orizzonte.

Occhio inganna la mente.

E' l'illusione della notte

e nel buio

si specchia il tuo buio.

Tonda luna spia.

E ricordo i dipinti

del pittore dell'universo.

*

Non sono un poeta

Non è che un pezzo di carta.

Vive con me e di me.

Il chiaror dell'alba

è luce dentro.

Vuole esplodere.

No. Non sono un poeta.

Non scrivo di mari che luccicano

sotto il manto della lontana luna.

Non scrivo di rami spogli baciati dalla brina

brillante come un diamante ai primi raggi di sole.

Non sono poeta

dell'uomo solitario

del buio universale

dell'amore mondiale.

Non dipingo con parole raffinate

ammaliatrici preziose coinvolgenti

emotivamente oscure

il foglio puro.

Non dipingo autunni con fogliame accartocciato rossastro

ai piedi dell'albero che si prepara al sonno invernale.

No. Non dipingo con le parole.

Non sono un poeta.

Non scrivo di uomini curvi

su pezzi di terra brulla.

Non scrivo di riccioli biondi

che svolazzano sotto il cielo sereno

né di capanne ombrose.

Non sono un poeta.

 

*

24 agosto

Alba estranea diversa

con nuovi giorni da costruire

per chi ha perso molto

in un momento

di ribellione di madre terra.

Tele imbrattate di sangue

che scorre lentamente fra le fronde degli alberi

che parlano al vento

di amore e sofferenza.

Catene spezzate

catene rinsaldate

nell'alba di quegli alberi

sradicati

abbattuti al suolo

cupo

fratturato.

Il sole tristemente illumina

e uno spiraglio di luce si cerca

fra le macerie da dove

un pezzo di cielo 

è respiro.

*

Notte senza stelle

Notte senza stelle,

lieve chiarore di timida luna,

accarezza i ricordi.

Dentro me

un battito ancora.

Greve respiro.

Volo nel buio.

Sono qui

nel silenzio dell'oscurità.

Strazia il cuore

briciola di pane.

*

Giugno

Lentamente

si fa spazio, sfiorando la tiepida aria

per giungere nei cuori dei fanciulli

che abbandonano al vento vespertino i fogli del sapere

e sognano castelli di sabbia.

Nell'avanzare vivace saluta la mite primavera

e prepara i giorni alla calura della magica estate

dei poeti e delle ginestre

dei girasoli che guardano ad est

e ti ricordano Clizia e il dio Apollo.

Giugno odora d'estate con campi biondi

e succosi fichi e rosse angurie.

Tutt'intorno spande il delicato profumo di colorate fresie

e, notturno, s'insinua il canto di un solitario grillo.

Ecco là:

placida e accogliente

l'immensa acqua marina,

un luccicore invitante e il fresco profumo di alghe e salsedine

complici saranno fra i sussurri di sbocciati amanti

baciati dai raggi del sol selvaggio

che, stanco, riposerà lasciando il dominio della scena all'amica luna.

Giugno,

mese d'incanto

che sul calar della luce mi accogliesti su questa seducente vestusta terra mia

in un dì di festa.

Come dimenticarti?

*

Vorrei

Vorrei una pioggia di stelle

che mi protegga le spalle

come manto fatato.

Correre sulle acque limpide di un fiume in piena

baciato dal sole.

Volare fra i gabbiani sfiorando le nuvole

per guardare bimbi giocare

e raccogliere in ogni sorriso

un luccichìo d'amore.

*

29 giugno duemilasedici

E' l'alba.

Scorrono grevi pensieri sul foglio inerme

come fiume in piena

che indolenzisce gli argini.

Li affido al tempo che va oltre le barriere.

Tempo inesorabile inespugnabile inesplorato

tempo che fu

tempo che mi facesti giungere a quasi metà secolo

ignorando l'infante che segna i miei passi

e cerca d'aggrapparsi alle gonne materne

e cerca la paterna mano.

Tempo

che accartoccio stringendo pugni vissuti

che libero come sabbia dorata che scorre fra le dita

che si dilata fino a non esistere più.

E m'illudo che un brandello di luce

possa sfiorare volti impressi nella eterna memoria

del cuore

ma son sola a volare fra i gabbiani

splendidi nel luccichìo del mare che gioca con le onde della fantasia immortale.

Fluttuano ricordi che scorrono su binari

colorati di bianco

son treni che viaggiano veloci

fra i giochi del quotidiano vivere.

E' l'alba di un nuovo giorno

che s'impiglierà fra tramonti e rinascite

colorando tele invisibili

e io son lì... immersa in un altro 29 giugno.

*

A mia madre

L'impossibilità di dimenticare

luce e calore

dei miei giorni andati.

Sorriso e amore

nell'eternità.

Scrutami l'anima

come in quel breve infinito

in cui andavi

lasciando il tempo fra le mie mani.

 

Poesia con la quale ho dedicato il mio romanzo "Dentro il silenzio" a mia madre.

*

Mamma

Dolce guida nella mia vita

ti ho persa fra le dita

e dei gabbiani

il mattino sciolse le ali

libero volo

verso la meta infinita.

Svelami il segreto,

fiore reciso,

di giorni immensi,

coinvolgente sorriso,

di tempo senza vuoto

di spazio senza limiti.

Nostro è il sonno separatore

mi scuoti per svegliarmi

dall'insano torpore

accarezzo senz'armi

la calda tua voce

e ascolto nostalgica.

Cullandomi nel tuo sguardo

ecco parole di mamma

mai dimenticata:

la polvere annosa

che trattieni in te,

forziere inesplorato,

getta al vento.

Delicato la poserà

su valli incantate,

la mescolerà

ad altre polveri di storie andate

e noi saremo solo amore

figlie di un'illusione.

 

(A mia madre)

 

 

*

Nel caos del risveglio

E sono la luna e sono le stelle

e sono il mare di notte

e sono il mare in tempesta

ondoso spumeggiante

e sono la terra e sono il sole

e sono l'acqua del fiume scrosciante

scintillante limpida

e sono te

nel rumore del silenzio

che non mi lascia riposare

e sono noi.

*

Il bimbo

Bimbo

sorride

vola nell'infinito

ti tende la mano paffuta.

Senti il suo calore

sulla pelle giovane

accogli in te

il tocco dello sguardo ambizioso.

La luna non è lontana

tira fuori quel bimbo

e accarezza i tuoi sogni.

Liberali

e voleremo leggeri

diffondendo nell'aria tiepida

il suono

del battito vitale

del bimbo che eri.

La luna non è lontana.

 

(Pubblicata sulla Rivista Internazionale n°36/2015 Poeti e poesia - ed. Pagine) 

*

Amamna

Ascoltando Alexander Platz

i colori del mare nei tuoi occhi

innocenti.

Salta corri balla iattaredda mia.

Amamna

su foglio a righi larghi

con immenso amore

scrivesti.

L'estate fu grigia.

Con immenso segreto dolore

celata piansi.

Non ti lasciai nel tempo.

La tua età feci mia

verso l'autunno avviandomi

con tanta fatica

accolsi come dono

la tua dislessia.

Salta corri balla iattaredda mia.

Canticchiando Alexander Platz

ammansito il dolore.

Amamna sempre con te.

Dell'azzurro dei tuoi splendidi occhi

vesti la nuova estate.

Salta corri balla iattaredda mia.

 

(Pubblicata sulla Rivista Internazionale n° 36/2015 - Poeti e poesia - ed. Pagine)

 

Amamna significa Mamma. La prima volta che una dei miei figli, dislessica, scrisse mamma frequentava la prima elementare. Io non capii il significato di questa parola ma la mia bambina, dolcemente, mi disse: "mamma, ho scritto mamma".

*

Emanuela

Giocano

luci colorate ed ombre

sul palco dell'emozione.

Sullo sfondo ottocentesco

spiraglio di luce eterea

la leggenda della Ronnafugata...

è là...

vedo danzare

quella donna fuggita

soffice l'abito pervinca

leggiadra volteggia

in punta di piedi.

Apre le braccia

allongèe

e solo su te,

stupenda Emanuela,

infinito chiarore illumina

grand pas de chat

tour jeté

jeté en tournant

viso estasiato

ora vicina ora lontana

nel cuore del ritmo

di note ben accordate.

Ella accompagna i tuoi passi.

T'inchini al pubblico

e la donna fuggita

s'insinua nella notte buia

dei tuoi nuovi quattordici anni...

annuncia il sole nascente

che danzerà con la tua anima.

 

(Pubblicata sulla Rivista Internazionale n°36/2015 - Poeti e poesia - ed. Pagine)

*

Sposi recisi

SPOSI RECISI (19 febbraio 1966 - 19 febbraio 2016)

Sposi recisi

non videro l'alba dei cinquanta.

Scatto magico di un fulgido istante

sorrisi, gioia, emozioni

di giovani sposi imprigionati nell'immagine

che si colora di storia antica

e profuma di rosa scarlatta

impreziosita da gocce di rugiada

che nasce dalla notte fresca 

e muore nell'afflato di un tempo

racchiuso nel palmo di una fredda mano.

Sposa incantevole 

madre amorevole

candida la tua veste 

puro il tuo cuore!

Sorridevi felice allo sposo

che ti cullò e guidò fra basse ed alte maree

dei vostri trent'anni di unione terrena.

Non ti lasciò

senza parole d'amore

quello sposo

che perdesti

nel silenzio di una mattina uggiosa

momento di semina di solitudine e sofferenza.

Pelle che non accarezzasti più

occhi cerulei che non dimenticasti più

lacrime che non asciugasti mai.

L'anello al dito

affiancato a quello che il tuo sposo ti donò

in segno d'amore eterno

togliesti sofferente

nell'ora del tuo battito ultimo

fra gli ultimi vitali.

Non servirono anelli

per ricongiungerti al tuo sposo

nelle tenebre della fugace notte

in cui cielo e mare si baciarono

e foste unico fascio luminoso che,

a splendore,

dir non si può.

 

*

Andata in autunno

Pioggia d'autunno

dito sul vetro

ti vedevo oltre la trasparenza

lanciavi gocce ritmate che scivolavano

sembravano lacrime.

Aperta la finestra

piacevole afferrare il tuo odore

sprigionato dal prato coperto da foglie giallognole

sulle quali dolcemente ti posavi.

Il tuo odore entrava nel calore della cucina

s'intrecciava al profumo

della ciambella di mamma

appena sfornata.

Calava l'oscurità

e le foglie morivano

io giocavo.

Pioggia d'autunno

dito sul vetro

ti percepisco oltre la trasparenza

le tue lacrime confuse fra le mie

scavo nella memoria

il tuo antico odore e il profumo di ciambella.

Oscurità attorno.

Come quelle foglie

lei è andata

una sera d'autunno.

 

(Finalista alla XV edizione del concorso "Les Cahiers du Troskij Cafè"- E' già autunno!)

*

Si sta come d’autunno

Le foglie nel vento e nel tempo

disperse.

Gocce di pioggia

colorate scintillanti

dal tiepido raggio del solitario sole.

Va la vita

sull'orizzonte

e torna fra le mani

come l'arsa foglia

dall'albero natìo allontanata

accarezzata vissuta.

Non ho mai visto Milano.

 

(Finalista alla XV edizione del concorso "Les Cahiers du Troskji Cafè" - E' già autunno!)

*

Haiku

E sopravvisse

amor incatenato.

Lungo la spiaggia.

*

Dal fiore iluminato

Dal fiore illuminato scendono lettere

come neve si sciolgono

toccate dal tuo sguardo.