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Raccolta di poesie di Paolo Ottaviani
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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TU#cherchezlafemme

E vennero gli ulivi a visitarmi

e Tu stavi lontano, sull'immenso

abisso della luce.


Id: 49661 Data: 11/07/2018 10:25:31

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’Cantate la parola’

CANTATE LA PAROLA
(Al M Fabio Ciofini)


Cantate la parola e con la mano
accarezzi in segreto un turbinio
di note che, danzando da lontano,

scendono nel tuo cuore dal brillio
delle Grotte di Ghiaccio o da altre cime
intorno a Salisburgo: zampillio

che vagheggia la gioia del sublime
sulla tastiera di un bimbo chiamato
Amadeus. Nei vicoli le prime

dolci eufonie dal cielo stellato
sigillate per anni
nelle mani amorevoli
di un fiammingo di Thorn, Guglielmo Ermanni.
Sui colli in Collescipoli incantevoli
il Maestro organaro
con nobilt veggente il suo pi raro,
ineffabile dono
lasci nel vento e il suono
angelico per secoli in oblio
ora nelle tue mani in nuovo avvio.

Italianizzazione di Willem Hermans (Thorn, 1601- Roma, 1683), Maestro organaro, da cui prende il nome lomonima Accademia.


Nota metrico-rimica

'Cantate la parola' fa parte di un gruppo di poesie ancora inedite che vanno sotto il nome di 'cometa'. Con questo appellativo ho voluto indicare una composizione poetica a forma chiusa di 20 versi, composta da tre terzine e da una stanza di cinque settenari e sei endecasillabi.
I primi dieci versi ripetono il modello dantesco delle rime incatenate. Poi per, dallundicesimo al ventesimo verso, gli endecasillabi si alternano e si intrecciano con i settenari, rispettando il seguente schema metrico-rimico secondo il quale le prime ricorrenze di e, f, g e le entrambe di h sono sempre versi settenari e tutti gli altri sempre endecasillabi: a-b-a // b-c-b // c-d-c // d-e-f-e-f-g-g-h-h-i-i.




Id: 38396 Data: 25/06/2016 10:00:17

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Treccia delle betulle in fiore #poesiapoeti

Treccia delle betulle in fiore #poesiapoeti

 

 

 

Dormono calde nuvole nei boschi di betulle

dove il cielo s’impiglia tra i pini e le fanciulle,

liete come le nuvole, vanno nella fanghiglia:

il sole silenzioso guarda calmo e festoso.

 

Sembrano volar via su pattini d’argento

leggere e variopinte bambine controvento:

è l’acre profezia delle braci indistinte,

accese nell’assenzio, poi spente nel silenzio.

 

S’accorda alla terra

come inquieto velo

il cielo, poi sferra

sulla terra il gelo.

 

La foresta dispiega la potenza del verde,

una luce s’incarna tra umidi rami, perde

forza il vento. Si piega sulla rossiccia marna

un giovane alberello. Vola raso un uccello…

 

poi s’alza e sfiora il bianco delle betulle in fiore:

è il cerchio che ripete la gioia del colore.

Com’è ferita al fianco la grazia dell’abete!

Un umile lacerto sanguina a cielo aperto.

 

La linea bella

del bosco e del mare

con viva favella

muove a poetare.

 


Id: 24926 Data: 21/03/2014 09:29:59

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Trihaiku del naufrago

Trihaiku del naufrago

(Per i morti di Lampedusa)

 

 

La terra è là.

La colomba è tornata

sola, a morire.

 

Chi urla, chi spinge.

Cado con altri in acqua

senza più forze.

 

Un’onda, un’altra.

Oh com’è buio il mare

chiuso sul cuore.


Id: 22975 Data: 03/11/2013 15:09:58

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In una scuola di lingua straniera

IN UNA SCUOLA DI LINGUA STRANIERA

 

 

In una scuola di lingua straniera

più di cento ragazzi intervistati

sul perché studiassero fino a sera

 

tarda e di che fossero interessati

hanno risposto che no, non per quella

lingua un po’ americana dei mercati

 

(ai quali più nessuno si ribella)

ma per un gioco - se vai dall’Italia

più lontano che puoi, prendi una stella! -

 

Ho forse pianto. (Ma non per l’Italia).

 


Id: 20619 Data: 21/05/2013 16:01:45

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Aprendo la finestra stamattina

APRENDO LA FINESTRA STAMATTINA

 

 

 

 

Aprendo la finestra stamattina

ho visto che pioveva, il cassettone

vomitava rifiuti e una bambina

 

rovistava con sciolta precisione

tra i sacchi luccicanti, poi s’è aperto

uno squarcio di sole - reazione

 

fulminea - il piazzale ora è deserto.

Un merlo urbano saltella felice

e un passante borbotta il suo sconcerto

 

- tutto per terra, che schifezza! - dice.


Id: 19884 Data: 05/04/2013 12:44:53

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Mio padre dipingeva una montagna

MIO PADRE DIPINGEVA UNA MONTAGNA

 

 

 

Mio padre dipingeva una montagna

e faggi e mulattiere dalla tela

gemmano ancora, la neve accompagna

 

una bianca memoria che tutela

la terra e i boschi dell’immaginare

come linea ignota e parallela

 

corre dalla tempesta al limitare

del cuore dove nasce lo scompiglio

che dura dentro i sogni, in quell’amare

 

confuso tra la neve, il padre, il figlio.


Id: 19844 Data: 02/04/2013 10:27:39

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Le tre tartarughe

LE TRE TARTARUGHE

 

 

 

Tre tartarughe sognano gli stessi

ventosi bagnasciuga dove varia

batte e rientra l’onda e brevi amplessi

 

offre alla terra. Qui più necessaria

si fa l’essenza occulta della quiete

e corre un balenio, va nell’aria

 

in fragile evidenza. È la sete

d’amore prima del buio, del vuoto

immenso. Le tre testuggini inquiete

 

sognano un lido ventoso ed immoto.


Id: 19426 Data: 03/03/2013 22:28:55

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Le parole e la serpe

LE PAROLE E LA SERPE

 

 

(Modulando

Versi tolti al futuro

di Elio Pecora)

 

(…suo arbritatu mundum effinxere

[dipinsero il mondo secondo la loro

arbitraria immaginazione]

Bernardino Telesio,

De  rerum natura juxta propria principia)

 

 

Se mai ci fu un inizio

fu di fuoco e fanghiglia

e di là pietre, rami,

pesci, serpi e l’umana

carne esaltata e torta

nel pianto autocosciente

di immaginaria morte.

 

Ma la foglia e la serpe

in un soffio appagato

s’accartocciano ignare

senza morte o lamento.

 

Pronta ad alimentare

un altro fuoco e un altro

vento è questa mia carne

che si muta in parola

mai ricolma di luce?

 

 


Id: 18393 Data: 01/01/2013 18:46:25

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Zampogne e madrigali

ZAMPOGNE E MADRIGALI

 

 

Come da un laborioso

formicaio stanotte

ho visto germogliare silenzioso

un albero possente e bimbi a frotte

dal buio del mio cuore

correre nella grazia dell’amore.

Zampogne e madrigali

dai vecchi cascinali

risuonano nel sogno e in ogni strada

il sangue - è Natale - si fa rugiada.

 

 

 


Id: 18153 Data: 17/12/2012 09:54:24

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Alla porta di casa

 

ALLA PORTA DI CASA

 

 

Due sconosciuti bussano

alla porta di casa

(sto aspettando - è un sogno? - una madre). Bussano

con violenza e ogni stanza è invasa

dal vuoto, dai mantelli

neri che occultano lunghi coltelli.

Non vedo i loro volti

e quegli occhi insepolti

restano muti. Con pari violenza

allontano la mia chiaroveggenza.


Id: 17728 Data: 22/11/2012 22:03:23

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Uno dentro uno fuori!

UNO DENTRO UNO FUORI!

 

“l’ammasso degli innocenti

                                                                                                     è il profilo dell’era”

(Eugenio De Signoribus,

                                                                                                       Trinità dell’esodo)

 

Uno dentro uno fuori!

È una semplice legge

dell’economia. Lavoratori,

sceglietelo voi un compagno nel gregge,

scegliete in libertà

chi dovrà morire. Ma chi verrà

 - controllate ben bene

anche il cuore anche il rene -

da noi assunto c’è l’Amministratore

che lo decide, a suo libero umore.

 

 

 

 


Id: 17615 Data: 17/11/2012 16:00:06

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Trihaiku del pesce rosso

Trihaiku del pesce rosso

 

(Su una poesia di Roberto Maggiani

accogliendo un invito di

Annamaria Ferramosca )

 

 

In una vasca

sotto pini e cipressi

c un pesce rosso.

 

Questa mattina

giunta dai deserti

pioggia rossastra.

 

Lacqua pi torbida

nel tondo della vasca.

E il pesce rosso?

 

 

 



Id: 15581 Data: 11/07/2012 09:21:52

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Per Melissa Bassi, 19 maggio 2012

Per Melissa Bassi, 19 maggio 2012

 

 

Hanno avuto paura

di un sorriso innocente

 

hanno avuto paura

della tua allegria

 

hanno avuto paura

del tuo onesto candore

 

hanno avuto paura

dei tuoi sedici anni

 

hanno avuto paura

dei tuoi sogni futuri

 

hanno avuto paura

dei tuoi passi leggeri

 

hanno avuto paura

della tua scuola pubblica

 

hanno avuto paura

delle tue compagne

 

hanno avuto paura

dei tuoi insegnanti

 

hanno avuto paura

della tua libert

 

hanno avuto paura.

 

Ma tu non perdonarci

no, non perdonarci mai

dolce, cara Melissa!

 

E ogni giorno ci sbranino

il cuore per averti

cos poco protetto.

E ogni giorno un tormento

e una pena dinferno

fin quando non avremo

estirpato lorribile

vile pianta mafiosa.

 

 

E tu non perdonarci

no, non perdonarci mai

dolce, cara Melissa!

 

Ma, ti prego, sorridi

ancora, ancora, ti prego, sorridi.

 

Paolo Ottaviani

 

 



Id: 14769 Data: 20/05/2012 10:24:29

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La fonte inconcepibile

La fonte inconcepibile



Il tuo seno in quellombra

che accompagna la veste

composta nella luce

recisa da tempeste

mai del tutto in penombra

placate: nella luce

il tuo seno stellare,

dopo il cielo, oltre il mare.

 

Quando guardo la curva

celeste e linfinita

perdita della luce

che lenta tra le dita

e il respiro sincurva,

su quellombra traluce

ancora in lontananza

lanima mia che danza.

 

Chi scioglie le trecce

l nella penombra?

Chi con boscherecce

insidie nellombra

 

 

si nasconde? Amore

dunque lultima luce?

La fonte inconcepibile

che dal nulla conduce

il sole su ogni fiore

lombra irraggiungibile

della tua identit,

della mia cecit?

 

Io pi non vedo lombra,

n sorgente n foce

ma penso solamente:

la luce quella voce

persa nella penombra

quieta della tua mente.

E sempre e sempre vaga

dal cielo alla mia piaga.

 

Il tuo seno luce

e la luce voce

che chiama e conduce

in pace alla foce.


.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Id: 14738 Data: 18/05/2012 12:35:50

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TRE HAIKU

TRE HAIKU

 

 

 

Restiamo umani.

Piet e fratellanza

tra angeli e belve.

 

Dai morti schermi:

Chi va alla guerra sappia

che l si muore.

 

Ma sulla viva

terra vivo per sempre

il dono resta.



Id: 8162 Data: 20/04/2011 09:49:34

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TRECCIA DELLE STAGIONI

Treccia delle stagioni

 

 

 

Voi che mi avete amato cercatemi dinverno

accarezzando il muschio che dallantro pi interno

 dun rude o levigato tronco odora: quel muschio

verdegiada screziato, morbido e vellutato

 

che non si pu strappare dalla terra a Natale

per un caldo presepeda un remoto crinale

io lo volli estirparesento ancora la siepe

e la terra che geme! Ma in quel tempo ero un seme

 

o forse un lichene:

non vera Natale

nel Paleocene

solo il musicale

 

canto dogni elemento. Cercate a primavera,

tra la polvere gialla dei fiori e la ciarliera

negligenza del vento, lacqua pura che balla

nelle piogge daprile, nel riflesso gentile

 

di un rapido bagliore: quellacqua e quella luce,

quel polline sar. Quando il vento riduce

la gloria del calore dellestate sar

in quellaria che odora forse gi dautunno: ora

 

e sempre cercate

la terra, quei sassi

sotto le brinate,

uno di quei sassi.

 

 



Id: 7933 Data: 04/04/2011 10:32:39

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DESIDERI

DESIDERI

 

Rosso bambino
o grigio saggio

labbra dischiuse
sempre

alla sete.

 



Id: 7541 Data: 08/03/2011 14:56:35

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APOLLINAIRE

APOLLINAIRE

 

 

 

 

Libri a met prezzo sul bancone

e sole di novembre sullasfalto.

 

Lautunno morto, devi ricordare.

Non ci vedremo pi su questa terra.

 

Pagina senza libro invoca pioggia

come foglia che si macera lenta

per tornare di nuovo terra viva.

 

 



Id: 7472 Data: 04/03/2011 15:35:08

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CLEOFE

CLEOFE

 


Dentro questo Natale, se NataleNatale
fosse Natale il giorno di Natale e la sera
gi respiro la nebbia della vigilia di Natale,
e sfioro questa gonna, calda alle mie mani
come cenere azzurra, come gli occhi mai spenti,
dolcemente incavati, mai visti sulla terra
n in cielo forse in mare solo i gabbiani a sera
un rapido riflesso di quel viola acceso

Ma tu, semplice grazia, naturale prodigio,
tu, che nessuno al mondo mai ha saputo da dove
e perch eri venuta su questa terra magra,
in questo chiuso cerchio di boschi e vette spoglie,
tra le ciarle dei sassi che raccontano una gloria
lontanissima nei sogni che ci giungono dalla Grecia,

dallAsia, in quel dolce mistero del tuo nome Clofe

Tu dentro questo nostro Natalese Natale, Natale

 



Id: 7333 Data: 22/02/2011 15:27:12

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GABBIANO

GABBIANO

Se questo mare azzurro
fosse una tela colorata
ecco staccarsi in volo
dallo scoglio il mio gabbiano
indi posarsi calmo sullacqua
ignaro del tempo che devasta
delluniverso la tela sconfinata.

 



Id: 7288 Data: 19/02/2011 13:29:29

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SIBILLE

SIBILLE

 

Dormono sassi rossi le cime
sibilline
occhi e rocce a nord-ovest
volto sfingeo lo squarcio non mira
verso il mare
n il fresco chiaro dacque
e dombre tenebroso
dentro la forra
infernale.

Bruciano sassi rossi i desideri
nella luce
serpentina per vette
che muove il nostro sangue oscuro d'erba
e di laghi lucenti
defilati destini
sulle schiene allorizzonte
oltre la fatica
e il sole.

 



Id: 7197 Data: 14/02/2011 15:56:50

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LA LEPRE

LA LEPRE

 

Saltando tra le ruote in corsa
salva la lepre che gi fugge
col tuo grido di ghiaccio alla campagna, nella sera.

                      In controcanto canti:
                     

                      Ho visto di rosso vestita
                      in strada ghignare la morte:
                      s sciolta in mano la neve,
                      vano sogno lamore,
                      a tutti comune una sorte.

Non ti ascolto e per i campi seguo e calco
il grido metamorfosato nella terra.

                      In controcanto canto:
                     

                      Ho visto una timida lepre
                      in strada beffare la morte:
                      sulla mia mano scende la neve,
                      vano sogno vedere
                      che a tutti comune una sorte.


E solo per i campi vago
nel lieto divenire della sera.

Chiss se mi guarda la lepre?

 



Id: 7128 Data: 10/02/2011 10:34:54

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POETI E PAROLE

POETI E PAROLE

 

La parola il cenno e il suono del silenzio
(M. Heidegger, Lessenza della filosofia)

 

Quel canto in silenzio raccolto
sulla curva estrema del mondo,
                  ricordi lontane viole, chiuse nel vento?

Il suono si smorza nei vuoti
e la luce col buio sintreccia.
                  Nei piovaschi ricordi quei volti?

Ci sono soltanto case e silenzi
sul limitare dellacqua del mare,
                  le reti sfuggenti allazzurro, ricordi?

La sera gonfia di sale
e il mare sinarca alle stelle.
                  Ricordi le luci fioche sui monti?

Si dicono erranti parole
sulla porta socchiusa delleco,
                  non vedi quei muri a difesa cos grigi, cos sordi?

Difendono parole perdute o non dette
da umani poeti in ricerca.
                  Nella nebbia non vedi sembianze?

Aurighi sfrenati nel cielo
volano al di l delle mura.
                  Spiragli nuovi di luce di lontano non vedi?

Lacqua col fuoco si perde
e il vento roccia diviene:

questo nostro dolce vento dellanima.
                  Vedi, ricorda:

il vento e la roccia, non altro poesia.

 

 



Id: 7072 Data: 06/02/2011 16:05:53

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INCANTAMENTO

INCANTAMENTO

 

 

Sandro e Pier Paolo per incantamento

vorrei sentire in barca ragionare

ed io cheto alla barra scrutare il mare.

 



Id: 7039 Data: 04/02/2011 13:05:08

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WALTER, GIOVANNA...

WALTER, GIOVANNA...

 

Giovanna, Walter... ascoltate il suono
che dentro i vostri nomi si ripete
e sempre in quarta sillaba risuona:
Walter, Giovanna... come un lento andare,
unaffondare il passo nella neve,
van... val... variar di nuvole nel cielo,
un batter dali che rimane aperto,
val... van...un vento calmo che ritorna,
a prendersi, a donare ogni dolore,
un sogno che si schiude dentro un sogno...

 

 



Id: 6988 Data: 31/01/2011 16:44:46

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GLI SPARTITI DI PIERO

GLI SPARTITI DI PIERO


                                                                                                                        (In memoria)

C scritto, basta leggere. E dal foglio
tormentato di chiose - a Montedoro
gi scesa la sera, (ci ha sorpreso
come ogni sera) - quel vento di rabbia
si alza e si placa tra le tue mani
e la chitarra, laggi In Palestina.
Chiss quale mistero mi port
dentro la tua leggerezza antica,
in quel confuso fiume di parole
senza miraggio di foce nel mare
gi eri nel mare e nel vento a seguire
quelle faibles nuances della voce:
ascolta com puro questo suono!
quasi gridavi da quellaltra stanza
nel tuo eterno vagare plong
sempre un poco al di l dellimmediato
contatto, quasi fossi sollevato
da terra, come smarrito in quel cielo
che ti sfiorava la fronte e brillava
negli occhi, non scendeva mai la sera
sul tuo volto chiaro, ti prendeva
alle spalle, infedele come un gatto,
ma non portavi rancore alla sera,
alla vita che fugge, a tutto ci
che finisce, ingannavi il tuo tempo
perch gi eri oltre il tempo, gi sapevi
che non c morte, ma gioia nel vento.


 



Id: 6921 Data: 28/01/2011 10:43:46

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PIAZZA IV NOVEMBRE

PIAZZA IV NOVEMBRE

 

Sulla piazza pulita dal vento
sosti allincanto di una vetrina.
La gente passa leggera: trasparente
la tua acerba felicit e ci basta
a non parlare. Una nuvola nera
di piccioni va rumorosa
alla profenda e fermo risali
dallinquieta tua voragine di dubbi.
Cammini leggero tra la gente
sulla piazza pulita dal vento.

 



Id: 6854 Data: 23/01/2011 21:45:19

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SONNO

SONNO

 

Sonno. Libero e luminoso.
Insieme fondi vita morte
e amore. Inaccessibile
sovrano sei forse tu il tenebroso
padre della luce e del colore?

 



Id: 6790 Data: 21/01/2011 11:04:20

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Barriera

Barriera
                                                                      (A mio figlio Bruno)
Oltre linforme barriera del cemento
guarda come salza all'orizzonte la collina
e come il cielo sincurva alle sue pieghe
adagiato nellamplesso, proteso allamore.

Nel cemento - lo sai - c' la storia
degli uomini e non si pu cancellare.

Ma non senti che nel bacio del cielo
alla terra pi puro diventa lazzurro
e forse pi bello il nostro domani?

 



Id: 6726 Data: 17/01/2011 15:43:58

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Stambecchi

STAMBECCHI

La schiena pi lieve la fronte pi curiosa.
Due volte son fuggito
nel giorno di sole annuvolato.

Torna il dolce tempo del silenzio solitario.

Il cuore gi sulla montagna
saltano gli stambecchi tra le pietre
festosi nellacqua sorgiva calpestano
le parole lucenti del mio canto.


Id: 6682 Data: 14/01/2011 09:08:32

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Senza una rosa

SENZA UNA ROSA

Conquistare un'eternit dissonante
non possibile
se veniamo uniti
dal buio e dalla luce
senza pi tempo
senza una rosa.
Non resta che l'umana piet
e la paura
se veniamo divisi
dal tempo di un fiore
e le nostre parole
fanno storia soltanto.
Dispersa la corolla
intuire che non siamo
se non polverosa ventura
di polline
musicali forse, ma invano.



Id: 6674 Data: 13/01/2011 09:15:45

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Balestrucci, Lavatoio

BALESTRUCCI

Toccano le foglie e la memoria
azzurra dell'ellissi
planano sugli ossidi tra cimase
sgretolate i balestrucci
inquieti sulla smarrita via.
Non chiedono che il nido sfidi l'eterno.
E l'uggia passeggera dello stentato volo
la tegola divelta
i platani bruciati del viale
il crollo subitaneo di quest'ora
a ridere sui tetti tra le antenne.


LAVATOIO

Fresca verginit dellacqua
sotto archi puri di un lavatoio
antico: inquieta cenere la memoria
di lavandaie ciarliere di me
silenzioso fanciullo
e luce e vento
e monti e cielo
ansiosi ancora.




Id: 6609 Data: 07/01/2011 23:14:58

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Mattino, Un dio

MATTINO

Un mattino celeste
pallidamente sannega
in verdi profili.
Tutto fermo.
Odo il mio cuore
padrone inutile del mondo.


UN DIO

Non io ma un dio talvolta
produce il verso misterioso
e nelloceano che sapre
tra una parola e un silenzio
festoso navigo e attento.

Id: 6592 Data: 07/01/2011 00:41:10

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Apocope, Pastello

APOCOPE

Alla memoria di mio padre
che la poesia am e
silenziosamente
mi fece amare

Esile azzurro di settembre
               dolci cosmogonie lungo i filari
               al chiurlo del falcetto si stroncava
               la gramigna infestante e le celesti meccaniche
               che ingenue senza gli dei
               ruotavano le stelle e la mia essenza.
Esile azzurro dei tuoi occhi
               apocope del mondo la tua mano
               salda sul raspo e lieve alla secreta
               pruina segnalava gi solitario
               il tuo destino e il grappolo delluva
               proponeva ad altri occhi - i miei -
               di svanire lenti, quasi cantando.




PASTELLO

Funghi sulla collina,
aria che zampilla
e irride la maest
di querce secolari.
Allegro il mondo.
La pecora china al suo pasto
derba e di saggezza:
bianca sul verde.



Id: 6582 Data: 06/01/2011 14:07:58

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Gli ulivi e la cenere, E questi ulivi storditi, E vennero...

GLI ULIVI E LA CENERE


Cenere tra gli ulivi
lungo grigi pendii,
tra le pietre incrinate della via.

Il filo della vite alla grondaia
rotta sale, tremando
per il tuono di un motociclista.

Vengono e vanno
sui selciati sconnessi gli studenti.

La storia vento,
ventura per la via.

Cenere tra gli ulivi
dargento sui pendii



E QUESTI ULIVI STORDITI D'AZZURRO


Pi nulla
se non tempo uniforme e ridente
se non tempo disperso nel vento.

E questa foglia spezzata tra denti
e questo freddo che brucia il mattino
e questi ulivi storditi dazzurro.



E VENNERO GLI ULIVI A VISITARMI

Vengo da terre lontane, posso
soltanto donare silenzi infiniti
Se tu sarai schiva
forse anche un fiore.

E vennero gli ulivi a visitarmi
e il primo freddo dautunno
nei vicoli sacri di Perugia
lodore antico dei camini

e tu stavi lontano
tra legna casalinga
e fango delle scarpe
sullorlo infinito della luce.

Id: 6471 Data: 28/12/2010 16:06:15

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Treccia del sogno di una fiamma buona...

Treccia del sogno di una fiamma buona

(o del morire degli emigranti)

 

 

Le furie della notte senza luna, le grida

soffocate nel gelo della sabbia, la sfida

del sangue nelle grotte della fame. E un cielo

implacabile: incombe sopra le dune, tombe

 

spalancate alle stelle sulla rena rovente.

E la frusta del vento sul sudore splendente

dei corpi e della pelle. L il mare e lavvento

dun luccichio di morte da carcasse contorte.

 

Bianca allorizzonte

lItalia, la terra

dei morti. Un Caronte

del mare ci serra

 

o spalanca la via. Flette una palma. Sete,

lama che acceca e taglia con furor di  machete.

Siamo lugubre scia. Davanti la muraglia

schiumosa del mare. Ma il velato sognare

 

di una fiamma fraterna, di un umano tepore,

fa in lontananza bianca la terra dellamore.

Da uneco di caverna lenta una voce sbianca

sui nostri occhi accesi, dagli ulivi protesi

 

sul nostro morire

una fiamma buona

nel calmo svanire

crepita e risuona.



Id: 5988 Data: 12/11/2010 10:58:02