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Raccolta di poesie di Rosa Maria Cantatore
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Percezioni

 

ma ci pensi

che non è verde

                   davvero

il filo d’erba

né giallo il ranuncolo

 

e non ristora

                  realmente

il tuo sguardo

l’azzurro pastello del mare

 

né il raggio violetto, che celebra

il quotidiano rito del crepuscolo…

 

allora forse

            neanche

è così plumbea la tinta

che imbeve le fibre

dei giorni

 

se è solo questione dell’occhio

che percepisce

 

è solo questione dell’occhio…

*

Traccia d’oro

 

Suono duro di cristalli ghiacciati

sulle ringhiere

ed è notte

è marzo di perturbazioni nell’aria,

fra chiaroscuri di pensieri

mai così  affilati – pugnali! –

come quando un lampo li illumina.

 

Prodigio è il mattino

svaporare di nubi e rovelli

 

mucchietto di cenere i fulmini

traccia d’oro nel cielo.

*

Montava l’onda

Foglie

monetine verdi

tremolanti nel sole

bastavano

per comprarmi

una gioia da niente

 

montava intanto l’onda

dentro la tenerezza dei pensieri

ed era inesplicabilità,

desiderio incerto

 

giorni e lunghi mesi

sospinti dal soffio dei venti

levigati dal ciclo delle maree

forma gli diedero

 

e bellezza.

*

Grigio pesante

 

Grigio pesante intride le terrazze

e le punte degli alberi,

                                        dita

dal ventre oscuro dell’inverno,

 

anche se scoppia già dalle fessure

sui muraglioni

l’oro di ginestre,

invita ai fremiti

            a testarde speranze.

 

Un grido, un’ala bianca

scroscio di flutti

 

sangue d’arance

 

ricami di parole,

                    come trine,

lievi.

 

Vita pulsa

          nonostante.

 

 

 

 

 23 marzo 2014

*

Schiva bellezza

Possiede

           il mio amore

la consistenza della mandorla

nel suo guscio coriaceo

resistente alle baruffe

dei venti fra i  rami,

a morso di dente inesperto

 

è margherita gialla, bastarda

 

dal bordo del guard-rail

sporge il capo

e fino al pianto commuove

 

di schiva bellezza risplende.

*

Specchio

La piattezza del mare

dall’alto

è specchio per la mia faccia

percorsa da brezze e rincrescimenti

 

[ cosa vedi

nel lampo d’acciaio,

nella rifrazione dell’onda…

… forse soltanto la linea

spezzata dei tuoi pensieri,

la pregnanza (forse) del distacco

dall’idea, dal disegno]

 

Indifferenza di vele

nella ferocia del mezzogiorno.

*

Vividi sempre

 

Lama di sole

-pallido sole dopo un profluvio

d’acqua- penetra i vetri

e di sé inonda il pavimento

 

e questa vita, più del pavimento

dura

 

vividi sempre

i germi della gioia,

anche sotto la sferza

di bufere…

racchiusi entro involucri

e scorze d’impensabile forza,

                                   con forza erompono

                   impensabilmente attenuano

la pena

che riveste i nostri giorni.

*

Proprio allora

 

Quando un’ombra

-come di nuvole in corsa

sui palazzi e le strade

o sul mare arricciato

dal libeccio-

attraversa i tuoi occhi,

addolora gli angoli

delle labbra

 

è proprio allora

che fra le viscere e il costato

serpeggia ,

        fiamma sottile,

l’amara soavità

del mio essere madre.

 

                                                            Distante da tutto,

dal mondo

ti custodirei

(sogno impossibile                             

perverso, anche)

 

fra le pieghe

           infinite

               del tempo.

*

Eterno richiamo

e penso

a quante fragili vele

hanno solcato le onde,

sentito gli spruzzi

di quest’omerico mare

“colore del vino”

( nel riquadro dei vetri

sembra ancora lanciare

il suo eterno richiamo)

 

Gorghi

hanno inghiottito

-urla e fauci

di bestiali Cariddi-

ciurme temerarie

innumerabili schiere

che giacciono ora

sul fondo,

polvere d’ossa

nutrimento di creature marine…

 

acquetata

aleggia ormai

la memoria

su questo mare

- lago tranquillo

appare (oh, inganno)

quasi nordico fiordo-

 

con toni canori

con rombi e mormorii

sempre accompagna            

il cadere delle ombre,

il sopraggiungere

                     ambito

del silenzio.

                                                                                                                      27 febbraio 2014

*

Come tulle di sposa

Distese d’ombra copriranno

un giorno

gli oceani del nostro

essere-nel-tempo. 

             

Addolcisce

          frattanto

il fluire di giorni

e inquietudini

una mezzaluna nel cielo

e una stella

 

come tulle di sposa,

vessillo d’aurora.

*

Poni bene la mente

Foschie salmastre s’arrampicano sui vetri

gravano su orizzonti

stritolati dal buio.                       

 

Collane di lumi

decorano tristezze

in ordine sparso,

celebra la sera

liturgie consuete.

 

Poni bene la mente e l’orecchio…

un salmodiare s’avverte

di sconfitte.

*

Inesauribile

 

Inesausta

          (inesauribile?)

volontà di ricucire lo strappo

dove il vuoto vaneggia

attraverso la lacerazione

di trame

più volte riannodate,

 

intervallo

singulto di pena

 

inesauribile.

 

13 febbraio 2014

*

Stagione al limite

 

Rumori d’auto che passano

e pigolii d’uccelli appena nati

sotto il tetto

 

un senso si percepisce

di stagione al limite,

che sopravviene

-incubatrice di pensieri-

come ogni anno,

come ogni primavera

che da lontano s’annuncia

 

(ombra cupa s’insinua

nel fraseggio di giorni

germinati pazienti

pericolanti tuttavia

minacciati da frane

prevedibili).

 

Immalinconisce l’occhio a guardare

attraverso stretti spiragli

 

é il cielo aperto la sua meta,

il volo .

 

                                                                                                                            19 19 febbraio 2013

*

Un amore che chiede, adesso

Le cose cambiano

 

prendono i sorrisi

pieghe amare,

tristezze senza rimedio

sostengono la velatura degli sguardi

-forza

un tempo

hanno saputo sprigionare,

invincibilità-

 

mani,

appiglio verso complessità

e timori

(ah, come scava il rimpianto…)

parvenze tremanti sono divenute

di un amore

                 che chiede

 

adesso.

*

Splendori incidono gli angoli della sera

Un caffè nero

può scaldare le dita

confortare un’attesa.

 

Dietro l’ecru delle tende

precipita dal cielo l’imbrunire.

 

Fruscio di ruote sull’asfalto

lontano

dallo struggersi

dei tulipani nel vaso di cristallo

 

splendori

incidono gli angoli della sera,

pulviscolo di caparbie

aspettative.

*

Diversamente (Sliding doors)

 

 

 

Se tu fossi lei

se tu fossi qualunque altra lei

         più bella più arguta più brava

più tutto

 

se queste stanze

che mostrano ormai i segni del tempo

avessero risuonato

                         diversamente

dei tuoi passi

echi diversi avessero rilanciato,

diverse risate

 

se si fossero riempite di gente

(sento a volte il sibilo del silenzio

passare sotto la cornice di un quadro

amplificarsi fra una parete e una lampada)

 

se le porte scorrevoli del Caso

-il Caso? cos’è il Caso?-

si fossero

            diversamente

                                  aperte

 

non saresti

                       colei

che tiene strettamente avvinte

le radici

della mia anima.

 

 

(a mia figlia)

*

Preferivo la veduta dell’altro finestrino

 ...

pozza di nuvole in una conca

volo s’alza d’uccelli dalle zolle

 

preferivo

a vent’anni

la veduta dell’altro finestrino

-ondate s’accavallavano

al largo,

quasi sulle rotaie

venivano a morire-

 

sfoglio adesso

(identico il dondolio

             lo sferragliare)       

le pagine di un libro

 

sfoglio a ritroso abbagli,

trompe l’oeil  sullo sfondo degli anni,

di tutti i minuti che sono passati

 

non invano

 

spero.

*

Al di lÓ di ogni intuizione

Palpiti muovevano l’aria

desideri sospesi

alle chiacchiere dei grilli

(delle cicale?)

 

lontane

luci gialle d'autostrada

al di là del mare

al di là di qualunque

intuizione futura.

 

Brezze ci hanno sospinti

-ma più spesso

folate improvvise,

raffiche -

verso mete

insospettabili.

 

E comunque

abbiamo camminato

 

e stazioni di posta

abbiamo incontrato

sul nostro cammino

 

notti d’inverno

al riparo degli abbracci.

*

Cerco un senso nell’accanirsi della pioggia

 

Le ore

       si sfaldano

crucci permeano

lo sgranarsi delle intenzioni

 

(c’è stato un tempo…)

 

fino al midollo morde

la paura

 

(c’è stato un tempo

 -lontano vicinissimo –

vergine di paure)

 

ombre di insetti notturni

sulle pareti.

 

Cerco un senso nell’accanirsi

della pioggia

sull’asfalto

            degli abiti

che ogni giorno

ostinatamente indosso.

 

10 dicembre 2013

*

Assedi poetici

Sciami di pensieri

brusio d’immagini

 

urgono parole

(le senti? Battono con dure

nocche alle porte dell’immaginazione)

 

universi lisergici

 

turbini di odori

                      memori.

 

Multiformi assedi

e tranelli

tende al cuore

la Poesia.

*

Forte e cedevole

L’ombra

 

l’ombra persino mi è cara

 

la tua ombra

che accarezza la strada

nella purezza del mattino

 

e poco importa

che non sia più

( non solo )

la sostanza di frutto

dolce e asprigno

delle tue labbra,

la memoria del tocco

ruvido

( d’oro però erano le radici )

della barba

a  piegarmi le ginocchia.

 

Canna forte

               e cedevole

sotto l’urto di ogni maestrale

è un lungo amore.

*

ContabilitÓ d’autunno

Faccio l’appello delle foglie

che ancora resistono,

fragili equilibriste,

sui rami

 

conto

sulla punta delle dita

nuvole e disinganni

-ne riempirò un sacchetto,

lo riporrò fra gli orecchini di granati

e le lettere d’amore-

 

(oh, la diversa incidenza dell’ombra

sulle facciate delle case…)

 

un brivido percorre ossidato

i fianchi di alture scolpite

nella persistenza del rimpianto.

 

13 novembre 2013

*

Fra le palpebre

 

 

Attimi oscuri

quando la notte dilaga

densa fra le palpebre

e gli spiragli di luna.

 

Forme inquiete vagano

sulla soglia rischiosa del sonno

/ morte - non morte

ingannevole pace /

 

Lontano è il tempo

delle trepide ansie

gioiose

… e le attese…

oh, l’impazienza dolce

delle attese.

 

Incubi adesso

molte volte s’insinuano,

mentre cede la mente

alla pietà del sonno,

fra le palpebre

e duri spiragli di luna.

*

La meta delle foglie secche

 

Piantati 

ancora una volta

(è arrivata l'estate, non vedi?)

gli ombrelloni sulla spiaggia

 

- e un palo ben appuntito

proprio al centro del petto-

 

Drizza le orecchie un cane

verso l’aria del crepuscolo

 

ha forse udito il tonfo

di un “mai” nei miei pensieri.

 

Eppure a me

lieve era sembrato

come volteggiare di foglia

che già conosce

triste

la sua meta terragna.

 

7 giugno 2013

 

 

 

 

 

*

Ed Ŕ mattina

 

 

Giornate nuove.

 

Finalmente una luce

al primo battito incerto

di ciglia- sfuggenti fotogrammi

vorrebbero trattenere

di sogni-

 

 

ed è mattina

 

fra i sassi e i fili della luce

nelle gole canore degli uccelli

 

e nel profumo che esala

da infiorescenze di zagare

antiche.

 

Ragnatele di pensieri.

*

Haiku 2012

raggio d’aurora

lancia bronzea acuta

fra nubi ardesia

 

 

 

gatti in amore

tetti bianchi di luna

mugghio di vento

 

 

 

sorriso d’aria

nella luce ghiacciata

intorno al lago

*

Haiku 2012

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