chiudi | stampa

Raccolta di poesie di Felice Serino
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra


con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita

*

Luce annoda

luce annoda le voci
nell'aria liquida
fuoco delle attese
dove
anime si cercano


-un fiume d'echi

*

Il tuo detrattore

come a dire quello
del "tu pensa per te"
l'alterego che
va col lupo seguendo
la pista del sangue
lo stesso che ti seduce e
lo sguardo svia dagli occhi
forti della luce

*

La tua stagione

(a Rimbaud)


in echi d'inchiostro
verde virgulto tu
esploderai


vergini pensieri
incolli nel tuo cielo
ispirati a scandire
la tua stagione
età dell'oro e
"maledetta"

*

Vita di mare

essere circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab

*

Nuvole vaghe

le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato
della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare

*

Cieli bianchi

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli


poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi


a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita

*

Borderline


la tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d'amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito

*

Far posto all’angelo

dev'esserci forse un angelo
alla mia sinistra
e sì che per natura
non sopporto nessuno da quel lato
camminando per strada
che non sia una benefica presenza


chi mi accompagna nella luce
declinante degli anni
non sa di dover fare
posto all'angelo


che provvido
mi aiuti a scalzare
ogni giorno la morte

*

Ulissidi

veleggiare verso lidi
dell'Origine
impastati di luce
alchemica
in fondo agli occhi
aperti mari
dei sensi

*

Il preesistere

e tu a chiederti il perché
dell'effimera bellezza del fiore o
della breve luce che vive la
farfalla


e del preesistere
d'ogni singola specie non dici
che si sa nominata
e trasfigurata è oltre
quell'orizzonte dove
continuano
il mare i gabbiani nel fondo degli occhi

*

Pi¨ d’una vita

l'insistente
mostro della mente
e l'embolo d'ombre
e quanta
morte in questa vita
più d'una
a far nascere
ali
dove sanguina
la trasparenza

*

Nell’aria vegetale

si aprì il mattino azzurro
nell'aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d'un amore tendente alle
stelle

*

Mio sangue alato

tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore


vita: mio sangue alato


ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato

*

Prima del tempo

prima del tempo
non c’era che amore
quello-che-muove-
il-mondo
danza nel cielo
della Luce-pensiero
della notte
a scalzare le tenebre

*

A lato del cuore

non voltarti
indietro - mi dico -
percorri lo stretto
marciapiede a lato del cuore:
nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate
ascolta il grido
verticale
che da caduta si fa preghiera

*

Al parco

(fuori da un periodo depressivo)


vade retro male di vivere
nuova luce
di orizzonti leggo nello sguardo
dell'anziano sottobraccio nella
macchia di sole a farci isola
ora che nuovi
m'appaiono i semplici gesti
un sorriso una parola
forse questo
il senso mi dico
Lui ben sa
"utilizzarmi" al meglio
va-de re-tro mal du vivre
ti riconosco dal tuo odore
acre ti ricaccio nel buio
fondo

*

L’esistente

è dall'origine
della foglia la foglia-madre
così della parola
il cuore la luce
Verbo che muove
i mondi
il dio in noi
la bellezza dell'oltre

*

Alzheimer

i suoi giorni
come un vortice di foglie
a dilatare deliri
gioca
con le ombre sui muri
vuole afferrare
la biancaluna
incorniciata nella finestra


alle prime luci riaffiora
un barlume
di quell'io bifronte
che ha perso la strada di casa

*

Allo scoperto

(a Francesco futuro Santo)


uscire nudo allo scoperto
un morire al mondo
spoglio
di alibi-corazze
il cuore che risale
in luce
sue macerie
la vertigine del tempo vuoto

*

Docile alle Tue mani


docile pasta alle Tue mani
plasmami secondo il Tuo volere


sgabello di gratitudine ai Tuoi piedi


farfalla lucente di Tue piaghe

*

D’un sogno

casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto

*

Brandelli d’amore

dammi Signore
un collante di passione


-atto di fede
che snudi il giorno-


per fissare nel blucielo
brandelli d'amore


pezzetti
di me

*

Ali


riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose

*

Scampoli di vita

tra le pagine del cuore
sfogliate dalle dita del vento
passano bluffando con la morte
scampoli di vita


non può dimenticarci
la bellezza

*

La condanna

(a tutti i carcerati e alla loro metà)


bianco urlo dell'altra metà del cielo


(tempo scandito
a elaborare:
due prigioni - di qua di là
delle sbarre
-patteggiare dell'essere
con lo stillicidio che squaderna le ore)


dal fondo del mondo
luce ferita dove è terra
di nessuno


dove il cappio
oscilla

*

L’offerta

vagheranno le nostre ombre
la sera sulla terra
quando non saremo più
inavvertite
si chineranno sul fratello
come offerta
di perdono ad un'offesa
legata al sangue o alla lama
della parola
-balsamo sul cuore
inconsolato
sarà l'angelica
ala

*

La tentazione

(a Padre Pio)

 

estenuante lotta sanguinosa
poi alla luce ubriaca
del nuovo giorno ecco librarsi
sull'umano
azzurra ala la parte angelica

*

La ricerca

uscire
dal porto -il cuore in mano-
issare la vela della
passione
dietro lo stridulo
urlo dei gabbiani
tra le vene bluastre del cielo
foriero di tempesta
squarciare
nel giorno stretto
il grande ventre del mare
che geloso nasconde
negli abissi
i suoi figli

*

Giro di luna

giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata

*

Chi siamo

caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):


non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore

*

Alta Engadina

diario [mentre "mi" scrivo spiando
il mondo da qui tra terra e cielo]


è il caso di dire
un bianco
da ferire gli occhi
la parete del
ghiacciaio
riflettente una luce
quasi
ultraterrena


a bucare la notte
-mentre qui
mi scrivo

*

Il mio posto

 

a David Maria Turoldo


nella tua costruzione
Signore dove
metti il mio tassello


quale
il mio posto:


sia pure
l'ultimo - ma
come Tu disponi:


indelebile
profumerà
per Te il fiore
del mio sangue

*

Nell’ultimo

a Madre Teresa


di Cristo mi graffia
la bellezza


tocco
nell'ultimo la sua
dolorante carne

*

Un appiglio

[Studiando una poesia (in questo caso propria) può venirne un'altra e forse un'altra...]

 

giorni sui precipizi
vivendo
in braccio a capricci del vento


un appiglio sarebbe il cielo
a rinascere
in echi d'inchiostro?

*

Il quadro

lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori

*

Step


pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria

*

Un dÚjÓ vu

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare


gli sembra di esserci già stato
o forse l' ha sognato
... e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni


e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso (avvolto
nel mantello del vento)
sporgersi da una rupe
di passione
in un amen
il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza
del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
-la morte un paradosso

*

Senza carta e penna

(semiseria)


a tratti l'anima
ora esulta ora si perde
nei bui corridoi di parole dove
una quartina balenante e poi indistinta
vuol farsi luce ma quasi per sfida
inafferrabile si fa
gioca a nascondino con lui preso
di sorpresa nei suoi vortici... ahi!
sprovveduto poeta che non sa
raccogliere in tempo un sangue vivo

*

Kronos

fratto il Tempo


non più riflette
lo specchio - esser vivo
quasi una finzione


Sogno congelato
dove si piega
il cuore


-senza remissione-

*

Nel sangue della parola

[scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi
dalla morte di Alda Merini]


nel sangue della parola il canto
tuo del tuo amore
per la vita
segregata incompresa crocifissa


nel sangue della parola
l'azzurro
canto della "follia" che sale
dalle sbarre di carne dei manicomi


nel sangue della parola il grido
dell'innocenza violata e dei
diseredati che tu amavi
tanto

*

Questo Sogno

nel momento che
questo sogno di carne
si trasfigura
in cristalli di luce


una nuvola di uccelli
uscirà dal suo arioso
cranio


a glorificare il Signore

*

Glorificare la luce

(a un martire della cristianità)


complice il buio: a perdersi fra
le cose i gesti - nessuno
ad ascoltare il Grido - Dio
dov'era...


nessun canto d'angelo
-il suo cadavere trafitto
sulla punta delle stelle

*

Nell’azzurro riflesso

(ad un corrispondente immaginario)


un altrove in me ride sereno
-ti scrivo oggi col cuore


come vorrei -in quest'ora benigna-
che la sprezzante tua penna
s'intingesse
nell'azzurro riflesso
dove sputi

*

Come in sogno

[a chi è affetto da attacco di panico]


come nel sogno quando
a quattro zampe ti trovi
-impotente-
a graffiare la terra in salita


... poi la libertà del risveglio
mentre ad allentare
la morsa è quella
impressione di morire

*

Ad Ungaretti

nel carnato della terra
d'alessandria -zolla
palpitante nel sole


nascita di un dio minore
a battesimo d'inchiostro

*

Io ero lÓ

(nella ricorrenza dell'11 settembre)


quasi un assentarmi da me (stato
catatonico davanti allo schermo)
(auto-
difesa inconscia per non viverlo
quel momento?)


-ma io "ero" là
tra vite spaginate nell'aria:


io presente-assente
stagliato contro un cielo stravolto


...e in me


cadevo

*

Sogno un mare d’erba

(a Walt Whitman)


amo le tue odi dolce vecchio
Whitman -
un lampo ed ora ti vedo
tra nubi giocare coi capelli
di Dio Padre (tu ritornato
bambino) - ed ecco
ti si ricongiunge l'ex
"allievo" - il profeta *
barba-di-luce - fluttuante
nel mare d'erba del cielo


* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,
morto il 5.4.97

*

L’ego

ovattata vita
di chi l'altro non "sente"
-muro eretto
con impasto dell'ego


inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo

*

La bellezza della rosa

[ispirata da una omelia]


le tue scelte abbiano
profumo di Paradiso
-anche se
verità attira
l'odio del mondo


la bellezza della rosa brilla
del sangue sulle spine

*

Colui che intinge

non si estingue questo fuoco
che passa per la carne del cielo
-il mio abbracciare dalla croce il mondo
-il tuo trafiggere nei secoli
questo Cuore senza più sangue


di giuda è piena la storia - tu
guardati intanto da chi
credi un amico:
è quello che con te condivide
il pane la luce l'obliquo raggio
degli occhi

*

Non Ŕ che un perpetuo tramare

la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:


non è che un perpetuo
tramare
"cospirazioni" del nascere


miracolo d'amore

*

Radici

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu


un sentirti perso - fuori
dal tuo centro - quasi senza
un io reale


... e in quel frangente
aggrapparti con l'anima
a radici del cielo


-come ad una madre

*

L’energia s’addensa

l'energia s'addensa in un tempo
rallentato


-noi qui nel divenire


-palpiti d'anima e cielo


(un
trascendersi)

*

Vortice di foglie


distrazione
del Supremo - dici - la nostra parte
mancante? ovvero caduta
d'angelo nel mare-mondo?


non siamo
che un vortice di foglie


ma se il precipitare
in se stessi è in vista di risalita
(alla notte
segue il giorno)


allora non esiste
-sai- chi potrà recidere
questo cordone ombelicale col cielo

*

Negazione della morte

inargenta sul mare la fine del giorno


sapere che Qualcuno
da sempre mi conosce


notte d'ossidiana ora m'avvolge
mi sogna nelle vene del buio
io
non posso morire


morire alla vita...

*

Cos’Ŕ il mare


non puoi spiegarlo
alla bimba dagli occhi di luna
se non l'ha mai visto prima


se non è rimasta rapita
dal ricrearsi sull'acqua
di riflessi dorati
-ed è poesia...


lei può solo sognarlo - il mare -
come una carezza di vento
salato e spazi
aperti e voli


vederlo nel proprio cielo
alla stregua in cui s'immagina
un altrove
chiamato paradiso

*

Aleph

 

nell'oltre non c'è ombra
-lo sai- ombra che ti possa
nascondere allo sguardo


è una chiarità che t'attraversa
non come qui che guardi
per speculum in aenigmate


lì non si consultano dizionari
né atlanti: sei tu la biblioteca
il motore di ricerca


-alfabeto voce conoscenza- :
nel Tutto tu sei e tutto
è te - (l'aleph del poeta cieco)*


è dove ti si svela ogni
contrario - la vita non è prima
della morte


* Jorge Luis Borges

*

Congetture

si vive
per approssimazione


si sta come
d'autunno...
di ungarettiana memoria


o
dall'origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte
... fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un'altra cosa...


congetture


ma lasciatemi sognare
un sogno che non pesa

*

Come un irradiarsi di cieli

 

Amore è una parola a rischio
Nelo Risi


Amore è


come un irradiarsi di cieli
anteriori


esaltazione al calor bianco


o
pane impastato con lacrime


un lungo lungo gemito più
che sospiro di vento e foglie


casa del sole e delle ombre


dove disarmato
è il cuore

*

Mare dentro

 

riverberi maja di luce


rosso schermo dietro
gli occhi (te supino) in
barbagli a lenti
tratti


le vene del mare coniughi
con geometrie
di gabbiani sul filo arcuato
d'orizzonte


questa vastità
di cielo e mare
dentro - le
anime del mare -


... come perdersi


[Pola, 6 agosto 2011]

*

Fragile palpito

in una selva di gridi
come lepre braccata
dal tuo incondizionato amore:


Tu che governi i cieli
"bisogno" hai di me?


perché pungoli questo
fragile palpito


fino al sonno della morte?

*

Si dice di Agostino

[Al Dottore della Chiesa
il quale dava da "masticare" il Verbo]


si dice di Agostino - era forse
un sogno? -
gli fosse apparso un angelo-bambino
che voleva raccogliere
con una conchiglia
tutto il mare in una buca


la morale tra le righe: nulla è
impossibile a Dio


(prima che passasse nell'aria e fosse aureolato
da giovane Agostino era un dissoluto)

*

Venne a trovarti la poesia

giunse come un vento lieve
a frugarti le pieghe
dell'anima
e guidandoti verso stanze
inconsce
mondi paralleli ti apriva


ora sperimenti
il tuo daimon
-a divorarti
per sempre

*

Fosfeni

a Maurice Maeterlinck, drammaturgo


è finestra sul cielo
il cuore invaghito a carpire
fòsfeni lampi


tu custode
dei sogni - dal cuore puro -
ti libravi come
i tuoi uccellini azzurri
che "si nutrono di raggi di luna"


e
si espandono
nell'Inconoscibile
tra svolìo di ali...

*

Nel cerchio di dolore

nel cerchio di dolore
lo tiri in ballo - ed è sì umano
quel "Padre perché m'abbandoni"
occhi rovesciati e veste
di sangue -


tu cerchi
una via d'uscita
eviti la porta stretta

*

Da una parabola

"non puoi servire due padroni"


scrivere con la luce
la vita la morte
vestire
di primavera i gigli


non così l'uomo
dal suo apparire


preso nel vortice
delle cose
egli scrive su sabbia l'avere


-nel cuore la paura
del bambino

*

Cosa resterÓ

siamo mistero a noi stessi
cosa resterà quando dopo
di noi sarà a sopravvivere
finanche l'albero
vetusto del giardino di fronte
e le suppellettili e i cari libri


la tua la mia storia
scritta sull'acqua

*

Sogno bagnato

[dalla parte dei traditi ed uccisi]


vedere l'angelo
della morte
entrare nel mio sogno


ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani


"tu quoque brute"
... per mano di chi
si credeva amico

*

Il raggio verde

[ad Agnes (Madre Teresa)]


filtra raggio verde
dalla porta
della conoscenza


vi accede l'anima
assetata in estasi


sanguinando amore

*

Dai cieli del sogno

precipitare dai cieli del sogno
fino all'età adulta
richiami di sapori
di voci l'odore
del mare inalare il vento
salato sibilante sotto
le porte -
gibigiane echi
liturgie
di memorie
l'iniziazione del sesso
i segreti


... cieli dell'adolescenza
passati come in sogno

*

V˛lti al cielo

(ai martiri della cristianità)


(testimoni -
non maestri coi loro
fiumi di parole)


vòlto al cielo colui
che grida nel deserto - l'uomo
pneumatico - *


in visione celeste rapiti e
fulminati
sull'altare le mani
a benedire - rosso fiore
sul petto -


* per San Paolo è l'uomo spirituale

*

Alberi che camminano

[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]


a Madre Teresa
e altri 'grandi' fino a Gino Strada


il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi
che camminano


oggi dallo scrittoio del cuore
vorrei dirti gino
che insieme a te si alzano
dalla radice del bene


alberi che camminano
anche se
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo

*

Nell’urlo

(mercoledì delle Ceneri)


nel giro delle braccia
le acque del mutamento - le mani
a impugnare il limite


penetrare in sé
nel profondo - eredità
di cicatrici - dove si tende
una strada nel cielo


rigenerarsi nell'urlo
della croce

*

Quel senso di

aspettando sempre qualcosa
qualcuno:
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperdimento quando la vita
è a chiederti
dove sei tu


quel senso di...


aspettandoti -
aspettando di nascere

*

Di altrove

[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]


di altrove
è lettura capovolta il mondo


chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere


così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue

*

Aung San Suu Kyi

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione


non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte


dal suo sangue si leva alto
il grido di purezza
a confondere intrighi di potenti

*

Non ricordo

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?


-non ricordo: in verità ti dico
l'Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato


ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale

*

Di qua del velo

onirica visione dell'eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno


un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

*

A ritroso

(Hikikomori)


un vivere a ritroso
le spalle all'oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l'ombra e l'anima


hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E' il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.

*

Dove piove musica

[a David Maria Turoldo]


ai confini del cuore
zona rischio lebbra


dov'è l' essenza
luogo non luogo dove
piove musica


rendimi bianco
come neve delle vette


Signore

*

Per metafore

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce


(farfalla
di fumo)


foglio bianco
schizzato grido

*

E tu a dirmi

lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua "follia"


e tu a dirmi: Lui
l'irrivelato
nasconde il suo azzurro - è
lamento amoroso

*

Armonia cosmica

espansione a irradiare
poesia a labbra
di luce


indicibile fiore
del sangue

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso
-avvolto nel mantello
del vento-
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso

*

Dell’indicibile essenza

dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza


solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce

*

Step

pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria

*

Ti so dolce presenza

 

A Carlo Acutis, morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura della Causa di Beatificazione)


ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
nell'apparirmi in sogno mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai


-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste

*

L’invito

Il poeta: un vuoto
G. Seferis


e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto


parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole


la plasmi a scalpelli di luce

*

Ri-creare la Bellezza

A Lolek (Karol Wojtyla)


la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce


- posata sulla stoltezza
del mondo

*

L’esistere specchiato

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *


ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -


un mondo in un altro


*il corpo secondo la Bhagavadgita

*

Nel segreto del cuore

 

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte

*

Libro sacro

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola

*

In una goccia di luce

s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce

*

Sic transit

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge


è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza


lo scheletro la trasparenza

*

Spiove luce

spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria


siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?

*

A specchio di cielo


a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore

*

Momento

ad Angela


torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano


ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell'eterno

*

Mondo


freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato


tu esperienza della ferita
per l’amore che lasci morire
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?


dell’uomo incompiuto vòlto al cielo
tu mondo piaga e grido

*

Se ci pensi


capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?


se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d'ali


- e tu immagine
passeggera
dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -


ci sei ma non ti appartieni
sebbene all'esistere
ti attacchi
come ostrica allo scoglio


mentre ti ripugna
il disfacelo lo scandalo
della morte
il salto nel vuoto

*

Entrare nella luce

leggere sull'acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi


nella parusia entrare nella luce
goccia
che si frange nel sole
- che contiene un mondo

*

Lacera trasparenza

insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza


sostanza di luce e silenzio


sapore dell'origine


fuoco e sangue del nascere

*

Ricorda

[ispirandomi a David Maria Turoldo]


sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina


ma sei amato


immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia


ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido


ricorda: sei parte
dell'Indicibile - sua
infinita Essenza


nato
per la terra
da uno sputo nella polvere

*

Insostanziale la luce

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)


luce verde della memoria
scuote la morte:


il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile

*

In sogno ritornano

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
si affaccia nel tuo sogno sudato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell'inconscio dove naviga il sangue
e tu non puoi disfartene

*

Maya

il di qua dice l'asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno


sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito


non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra


si è dunque
del cielo o anelito
d'infinito ancor prima
del primo respiro?


- certa è la fiamma che dentro
ci arde - sottile -

*

Ad altezze segrete

(volontariato)

 

sperimentare l'Indicibile


spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete

 

sperimentare l'Altro da sé
nel diversamente abile - pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita -
lui ti ricambia con l'oro
di un sorriso

*

L’essenziale

arrivare all'essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)


così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all'Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico

quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra

*

Morire a ritroso


amiamo ciò che passa
legati eppur distanti
a corpi di carne mentre
il tempo scava lento
per noi e per la morte che
buca la notte
è un morire a ritroso finché
si esce da questa
vita da questa
morte

*

La notte laterale

unghie crescono nella morte
il gravitare dell'ombra che
ti segue a lato - questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte

*

Sotto un mutevole cielo

[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]


sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso


cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell'ora dolce dei vivi

*

Sperdimento

silenzio-ombelico di luce -
affondo
in vertigini di cielo

 

... unforgettable...
le uve dei suoi occhi
ad addolcire il sangue

 

(sperdimento il tempo
che si sfoglia e squama
questo cuore di paglia)

*

Sospensione

un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

 

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi

*

Dal di fuori

precipitati da un primo
mondo di luce indivisa -
essere qui e insieme
altrove


dal di fuori il pulsare
dell'universo
impregnato di dolore e di canto


questo dolore questo
canto: ne siamo
l'essenza


siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno

*

Quel sorriso

oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell'aria
ti appare ora sospeso come fumo

 

lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove -
l'ha disperso il vento

*

Se questo mondo

se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani

 

su me che sono altro
scommetti pure la tua vita
di me non vergognarti:
ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d'amore

 

sono il mattino che ti coglie
cuore di madre

*

Nell’abbraccio del mistero

terebrante luce: intima
ferita celeste

 

(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)

 

nell'abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi

*

Io-un altro

questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte

*

Per speculum in aenigmate

chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa


questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria


...caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia


un ri-trovarsi:
moltiplicato

*

Stanze

[ispirata leggendo Il corponauta -
appunti di viaggio di uno spirito libero,
di Flavio Emer]


io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell'oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me


rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell'abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue

*

A risalire le ore


non resteranno tracce
dei giorni informi
solo parole
scritte sull'acqua

 

a risalire le ore
del sangue il vortice
del vuoto: solo
parlerà l'amore
che si è donato

*

Gioco di specchi

l'ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te - insospettato

 

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi...

*

Ha memoria il mare

grovigli di rami
disegnano
la forma del vento
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d'acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

 

interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce

*

Parvenza d’amore

pietre ancora calde di sole
con la luce declinante
una virgola di amore ti è rimasta
negli occhi
-un sangue rappreso

 

come un olio è passata la luce
sopra il dolore -
pseudoincarnazione di
un sogno -

*

Creatura

mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano

 

Signore non posso
che offrirti il mio niente -

 

fragile creatura
una morte ti devo

*

Il peculio di luce

(a Simone Weil)

 

(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco
fremiti di vita)

 

ha mani che sfondano muri
di solitudine

 

amore

 

germoglia grido di luce
da nuovo dolore

*

L’ombra

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce - se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

 

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

 

che estinta con l'ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra - senza un grido
tutt'uno con la morte -
senza perché - solo ombra

*

Sprazzi di pace

spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento - quasi
provenisse dall'oltre

 

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare -

 

il vissuto la vita
sognata

*

Mio sangue alato

tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore -

 

vita: mio sangue alato

 

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato

*

Fantasia

nel giro d'una
luna
ti sognerò levarti
da orizzonti di fuoco
su cavalli
d'aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell'amore

*

Poesia cosmica

io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce

 

sentirmi espandere
nell'amore
infinito sparso per il cielo

*

M’inond˛ il sogno

fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo
vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

 

il mio sangue confuso col cielo
della memoria
precipitato nella vita

*

In un punto dell’eterno

(momento)

 

spiove luce di stelle
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell'eterno palpitò la mia essenza
biancore irreale
carne-e-cielo
l'Io
nell'oceanosogno si guarda cadere
a imbuto
fuori del tempo
fino all'attimo prenatale
alla luce del sangue

*

Voli a solcare l’indaco

(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)

 

ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini - l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro...

*

Creatura di sabbia

io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido

 

Sogno sono di me

 

io creatura
di sabbia

*

Poesia

scavare nascere nel bianco - parola
intagliata nel cielo del sogno -
è come estrarre sangue dalle pietre

 

(ecco forbici di luce
sfrondarti):
la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

 

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)

*

Sei luce sei fuoco

presente a te
chiamami amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio
galattico
presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro

*

Gravide di lampi

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni

*

Infanzia

[Eravamo nell'età illusa
Eugenio Montale]

 

la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell'oro del sole appesi
alla luna

 

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

 

quel sentirsi dèi - quasi
alati senza peso - e
non sapere la vita


Innocenza nostalgia del paradiso

*

Vita in nuce

sangue del pendolo
tempo-maya dagli occhi
di giada
capovolti

 

nell'oltre è cuore
del sole abisso
di cielo - antimondo

*

Sospensione

tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo-sospensione l'aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non-tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale

*

In fondo agli specchi

(a J. L. Borges)

 

in un moltiplicarsi di specchi
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu -
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno
-lì è il centro il mondo
rovesciato

*

Vento di memorie

è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
vento di memorie
la vita
-ora sospesa
carne e cielo

*

Angeli caduti

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

 

ora non sanno più chi sono

 

presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce - curano
le ali spezzate

 

per risalire nell'azzurro

*

La vita inesauribile

la mente in stand-by
ti culla un canto
d'alberi e di cielo
assapori per poco ancora
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che ti scorre
dentro come un fiume (batte
rotondo nel sangue il tuo tempo -
ti senti in comunione col sole):
adesso che afferri
vita - più vita - allontani
per paradosso la tua
dissoluzione

*

Angelo della poesia

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue

io-non-io: in me ti trascendi e sei

d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore

*

Il lago del mio spirito

al di fuori di me -
io stesso luogo-non-luogo -
mi espando

 

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

 

fremito d'acque e stelle

*

Chi siamo

caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):

 

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore

*

Uroboros

calato
in un io che non sai dire
chi sia se non presenza
passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell'amore:
attesa di pienezza nel pleroma

*

E violentaci dunque

 

(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il
morbo dell' AIDS)


(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.
Eugenio Montale)

 

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte -
tu messo in un angolo come vergogna
presto non più
che mucchietto d'ossa - Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo
-tu bambino già adulto-
con la purezza del tuo giorno breve

 

mentre questa morte - vedi -
già s'ingemma di sole

*

Nel paese interiore


nel paese interiore eiaculo i miei sogni -
fuoco e sole dell'anima - vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

 

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce

*

Trasfigurati aneliti


(a Emanuel Swedenborg)

 

(quest'abito sta stretto - è
peso di terra

 

un fuoco passa per la carne)

 

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

 

per volare fra le braccia della
luce

 

profonde azzurrità
l'attraggono - sua origine e
sorgente

 

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
- di là - benevoli

*

Risalire all’immagine infranta

(A Danilo Dolci)

 

risalire all'immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo - limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
il tuo credo e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell'uomo nuovo - del suo
costruirsi incessante -

*

Un dio cibernetico?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)

 

vita
sovrapposta alla sfera
celeste regno d'immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell'occhio-pensiero

*

Anche per voi

 

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte

*

Essere

bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d’entità
masticati da morte)

 

essere
come momento
il Sé
universale

 

perdersi in chiarità
di cielo
farsi libro aperto

 

(dove albeggiano
azzurrità
di strade alte)

*

A risalire vortici

a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d'ore
ubriache)

 

vorresti tuffarti
nell'azzurro fonderti
con la luce

*

Nei tuoi occhi di vento

[A Davide, morto a 17 anni
il 16.4.1995, la domenica di Pasqua]

 

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

 

eri la loro preda di turno: sul collo
il fiato di quella banda di cani
armati di mazze

 

(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

 

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

 

ti ho rivisto all'obitorio: sentivo
palpitare un intero
universo
nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo

*

Iqbal

[in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995.]

 

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

 

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli

 

quel mattino che nascesti in cielo - dimmi -
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?

*

Sogno

(a Dino Campana)

 

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta - in un istante

 

l'anima del
poema mai concepito
s'imbeveva di alfabeti
ineffabili -
galleggiava in quella luce
bianca

*

Parola

(una stella di sangue è il sole
della pagina)

parola - tua preda o forse
tu
sua preda

amore
zenitale

le nozze del fuoco

*

Come sospesi

è perdersi nelle stanze
arimaniche
questo disconoscerti
poesia della vita
è come stare sospesi
nello sporgersi
da delirante vetta interiore
l'aprirsi
di crepaccio
la sua bocca ad urlo

*

La vita nelle mani del vento


palpebre d'aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d'ombre
annegano il grido
dell'anima giocata testa e croce

*

Magnetici occhi ha la notte

(a Hemingway)

come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell’ombra
occhi in liquido cielo
capovolto

*

Lsd

nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d'amore immagine
accartocciata mortale

*

Io

da acque amniotiche
gettato dentro il mare-mondo
l'io: tanti io diversi

io sospeso spasimo
fatto vertigine e sogno
io-onda io moltiplicato
e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
d'arto amputato

*

Tiro alla fune

luce/ombra le mie due metà
tendo all'Uno all'androgino
l'io la linea che mi
divide
in grovigli di vene
sussistono tutti i contrari
un tiro alla fune
finché
non si frantuma il mio corpo
di vetro

*

Grido il mio nome

smarrimento dell'essere a
mimare la morte
io anelito sulla
bocca di Dio
perduto grido il mio nome
nei crinali del vento
discendo
nel mio specchio
attendo
una nuova nascita

*

Giro di luna

giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata

*

Azzurre profonditÓ

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi) -il foglio la mano un
vuoto-
mi levo dal sogno bagnato
di luce

*

Dentro una sospensione

forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte -
col terzo occhio (in un
capriolare all'indietro di dolce
vertigine) fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
-appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell'immenso corpo cosmico

*

Cielo indaco

confondersi del sangue con l'indaco
cielo della memoria dove l'altro-
di-te preesiste - sogno
infinito di un atto d'amore

*

Fragile foglia

e nel momento del distacco

l'io si farà fragile foglia

appoggiata ad una spalliera di vento

*

L’ angelo

noi lacere trasparenze

-sostanza di luce e di sangue-

a superare d'un passo la morte

 

solleva l'angelo un lembo di cielo

svela l'altra faccia del giorno

*

Libro

mastica piano la morte

il libro del corpo - orecchio

del cuore - : fatuo

risillabare palpiti di soli

fino all'ultimo

rigo-respiro

 

-congelato di bianca luce

 

*

Nascosto star˛ nella rosa

finché non avrà inghiottito

il tempo osceno il suo grido

nascosto starò nella rosa

azzurra

 

perché non intacchino

i veleni del mondo

la bellezza del cuore

*

Dentro silenzi d’acque

[Incontro]

 

sul lago s'è alzata la luna

dentro silenzi d'acque

è dolce la luce

nel respiro

delle foglie una smania che dilania

abbraccia i contorni della notte

*

Ho sognato di essere trasparente

vortico in un vento

di luce

 

da fenditure di un sogno

spio il mondo

*

Inverni

quanti ancora ne restano

nel conto apparente degli anni

incorniciati nella finestra i rami

imperlati di gelo e la coltre

candida che copre

anche il silenzio dei morti

 

immacolato manto

come una immensa pagina bianca

la immagini graffiata da

due righe di addio

il sangue delle parole già

rappreso mentre

è lo spirito a spiare da un

lembo del cielo

*

Nostos

in lampi di visioni

vita sognata

con occhi di cielo

 

il sangue ad ascoltare

la verde età

fuggitiva

*

Ladro di parole

[l'ispirazione della poesia]

 

la farfalla immagine-pensiero

sotto la volta del bicchiere

-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo

attimo e poi il volo...-

la destrezza nel carpirne la luce

frangente nei colori -

l'inavvertito suono

*

La visione

ancora sono sogno e inizio

di pensieri e sento

un angelo con l'ali

vellutate coprirmi

 

nel bianco silenzio

allagato di luna

mi do d'amore mia "fuga"

nell'intima mia essenza

sorda al mondo

*

Marina

sull'onda bianca della pagina

inavvertita la musa

come un'ala si posa e

si china discreta

a ricreare di palpiti un vago

sentire di mare

*

Ali

riscattare le ali

contro l'ingiuria del tempo

risalire

luce dopo luce

a un'alba rossa di vene esplose

*

In divenire

appoggiato alla spalliera

d'aria del divenire

tu -

 

arcoteso

 

futuro anteriore o

tempo che ti mastica

sangue del pendolo

*

Forse un angelo

a trascendersi in me

è forse un angelo

nel punto dove l'anima vibra

come diapason

e in un mutevole cielo d'occhi

mi asseconda

a snudare la bellezza

da frammenti di parole e suoni

 

qui nel mio sangue

ecco si leva il fiore

che non so dire

*

Quel che sono

(ispirandomi a Nicodemo)

 

sono quelle immagini

che in me parlano

a consegnarmi a un io

vissuto come in sogno

 

nell'avvicendarsi degli anni

m'inerpico sulle spalle

di quell'io di ieri

per vedere il mondo dall'alto

*

Fiume d’echi

fuoco delle attese dove

anime si cercano e

nell'aria liquida

voci annoda il fiume

di luce e ricama

sospiri

*

Nell’infinito di noi

(visione)

 

abbracci senza

mani

di corpi immateriali

 

i nostri

volti unificati

 

noi fatti d'aria

 

tu ed io

 

una sola persona

*

Munch

nel buconero

del Grido

spiralante la vertigine

 

la raccolgo dentro

un foglio

 

vedi

 

pesco sogni di ragno

rimasti

nell'intreccio della tela

*

Sguardi e il tracimare

sguardi e il tracimare

di palpiti

alle rive del cuore

 

aria dolce come

di labbra

incanutire di fronde

nella liquida luce

*

Il pensiero vola

il pensiero vola

 

quindi

volo

 

anche se zavorra

giù mi trattiene

 

le invidio tuttavia

per quegli ossicini cavi

le creature del cielo

 

noi

-peso di terra-

ossa come vetro

a sbriciolarsi con gli anni

*

Naufragi

il viso un libro

le pagine

gli io indefiniti

maschere che indosso

se non mi trovo

 

poi s'apre

il corpo -occhi

lapidati- nell'emergere

dai tanti me

 

*

Vivere in volo

fantasia questo vivere

in volo

nella liquida luce

 

notti acrobate

a fare incetta di sogni

per un’alba d’inchiostro

*

Una certa luce a flettersi

una certa luce a flettersi

nella dimora della mente:

quel tuo ostinato cercare

tra i naufragati ricordi

il volto amato

reciso dalle forbici del tempo

 

nell’assedio degli anni

oggi ti sorprendi

a dar corpo alle ombre

 

di fantasmi inanelli il tuo presente

*

Di altrove

di altrove

è lettura capovolta il mondo

 

chi ti dà

occhi buoni per il cielo

se non sai vedere

 

così la cieca

sopraffazione

la gioia cattiva del sangue

*

Dai vetri

tè per due ed un sorriso

ricambiando lo sguardo

sopra il bordo della tazza

 

dai vetri il fermento

con gli ultimi guizzi di luce

e un altr’anno alle spalle

 

altro non t’aspetti

non la bottiglia dall’oceano

tutto già accaduto

 

pure

tenti glissare

sui sussulti del sangue

*

Sconnessione

pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni

 

ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo:

e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae

*

Nascita

come appena

emerso

 

da naufragio di sangue

a luce

ferita

 

rosa

del tuo fiato - madre -

*

Blu marino

sciami di pensieri

sparpagliati

in riflessi di luna fantasma

ore dilatate un’alba fitta

d’inchiostro blu marino

 

altri me a sciorinare

-tenerezze in sorrisi di fiori-

della vita anteriore

*

Ondivaghe maceri parole

quando ti rigiri tra le lenzuola

-ondivaghe maceri parole

dove latita il cuore-

somigli al gabbiano ferito

che solo in sogno ritrova

il suo mare - la vita altra

*

Nudo alla luce

è velo che cadrà la carne

 

rendere fruttuosa la morte

"perdendo" la vita

 

rovescio

dell'io tra nome e senza nome

 

ma è l'amore che mi sceglie

 

-nudo

alla luce

 

ho sognato d'essere trasparente

*

Angelo della luce

adagiati creatura del sogno

sulla curva del nostro abbandono

 

la lontananza è ferita insanabile

un cielo d'astri divelti

 

e tu balsamo sei

-tu orifiamma tu altezza

sognato stargate-

dove voce insanguinata c'inchioda

 

dalla caduta

 

*

FonŔma

insufflato dal dio

passa come un vento di mare

il ricercato fonèma

 

che nel sogno dispiega le ali

di scintillante bellezza

*

Ricambio d’ali

va controtempo in un ricambio d'ali

l'angelo insozzato di mondo

 

nel sonno del giusto

abbevera le radici

del sangue della luce

*

Indivisa sostanza

sono indivisa sostanza

dimora delle origini

porto il respiro di voci

tra ramate ombre

 

nelle trame del vento

lascio si dilegui la morte

mi vivono nella carne

illimitati cieli

 

mi ustiono di rosacea luce

 

*

L’essenza

inadeguati noi

gettati nel mare- mondo

legati ad una stella di sangue

 

noi siamo l’alfabeto del corpo

che grida

il suo esserci

 

noi essenza degli elementi

 

appendici della terra

 

labbra del cielo

*

In un levarsi di voli

scuce tempo Penelope sdegnosa

così noi a sfogliare le ore morte

 

fuori dal tempo uroborico

in un levarsi di voli sarà voce

del sangue a dirci che forse

non sarà stato che un sogno la vita

*

La misura del sogno

avevi l’occhio lungo tu

nel dire che la vita ricalca

le orme dei passi

 

altro sangue i destini

che ci unirono

 

sai:

nelle acque della memoria

oggi di te non cerco

che la misura del sogno

 

nell’ondivaga luce degli occhi

trasparenze

*

Le vele del sogno

me ne andrei quasi di soppiatto

alle prime luci

mentre si fredda la tazzina

mai portata alle labbra

 

entrerebbe il vasto orizzonte

nei miei occhi azzurrocielo

il mare aperto

nell’abbraccio

delle vele del sogno

*

Un canto nelle vene

scompariremo

 

sì - la verità ci attende

 

spariremo alla vista

per essere altro: forse

vaghezza di nuvola o

sorriso di fiori

 

saremo volti

che galleggiano

sulla superficie del sogno

 

e avremo nelle vene un canto

*

Briciole di poesia

anima

casa di mare

dove a frotte s’annidano

gli uccellini azzurri di Maeterlinck

a ispirarmi l’abc del sogno

a beccare briciole di poesia

 

ferve nel tuo cielo

un volteggiare

di fòsfeni ed ali

*

Senza titolo

ora

il mio sangue si eleva

al battesimo della luce

 

vedi

sono fiorito

 

e la morte non la ricordo più

 

sono uscito da lei come da un fiume

di tenebra

*

Elegia

ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda

 

anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché

 

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

*

Geografia di graffi

dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio

 

pensavo fosse finita
mentr’ero sballottato
come una cosa

 

poi mi guardai
la geografia di graffi

 

e mi toccai
inebetito

*

Lungop˛

noi due mi dici
siamo della stessa pasta
-quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio

 

le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d’acqua

 

tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso

 

mi chiedo quanti inverni

ancora nelle ossa

che gemono nelle giunture

*

Angelo

angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all’ indietro
a contemplare i lineamenti perfetti

 

nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m’ incantavo

 

poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo

 

quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi

*

La rosa di sangue

in sogno spio se

riesce a passare "qualcuno"

per la cruna

Dio non è stanco

mai dell'uomo

 

gl' insulti gli sputi

gli scivolano addosso

Lui perdona sempre perché "non sanno"

 

sempre viva è la rosa di sangue

e splende di bellezza

*

Sapremo

sapremo - io di te tu di me dei nostri

scheletri nell'armadio

di ciò che non ci siamo detti

delle ammutolite coscienze nell'ora

alta delle scelte

dove si curva l'orizzonte dei pensieri

 

sapremo - non per speculum

in aenigmate: trasparenti saremo

*

E oggi che mi ritrovi uomo fatto

padre che sei rimasto di me più giovane

consumato anzitempo

una vita sul mare e le brevi

soste col mal di terra

 

avevi la salsedine nel sangue

 

così presenti

mi restano le rare passeggiate

mattutine e mai che mi avessi preso

per la strada in discesa

a cavalcioni sulle spalle

 

di carezze non eri capace

 

e oggi che mi ritrovi

uomo fatto

sai: mi fa male quel distacco