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Raccolta di poesie di Felice Serino
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Vivere in volo

fantasia questo vivere
in volo
nella liquida luce


notti acrobate
a fare incetta di sogni
per un'alba d'inchiostro

*

Di fosfeni e nubi


a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive


vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano

*

Di luce l’abbaglio

(testimonianza)


colma la bocca
di luce l'abbaglio
della veste


sentivo nelle ossa un fuoco


come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell'aria

*

Vertigine di specchi


un'incognita ti resta la vita
nebulosa sogno o cos'altro
che ti avviluppa in una bolla


o forse solo velo da strappare
col beneplacito del tuo angelo


vedi
alle spalle i frammenti di te
in una vertigine di specchi
aggrapparsi al vuoto
ricacciati
indietro
dall'unghiuta morte

*

Cul-de-sac (2)

tu che deambuli come
su inclinati piani
dimmi che vedi in questa
bolla d'alcool e droga
se mondi immaginifici o
sorta d'inferni


ti scagli sulla madre per la
giornaliera dose
tu potenziale omicida
su strade d'asfalto allucinate


ahi che non vede mai giorno
il tuo cul-de-sac
è rovi e croci
sangue pestato nei tuoi vaneggiamenti

 

*

Vaghezze di luna

vola nel sangue della parola
l'anima gemmante


un'alba cadmio
accoglie
in vaghezze di luna
l'erratico cuore

*

Dove l’angelo

falesie di pensieri
nella fragilità del giorno
quando alta
s'eleva la parola - dove
il senso di sé t'innamora


dove l'angelo
perde una piuma

 

*

Anamorfosi

del sognato
ricordi a brani
mentre l'io è anamorfosi
nella "valvola" del sogno


ti svegli e ti ritrovi davanti
a un te dagli enigmi irrisolti
un circolo vizioso
il tuo uroboro


ti appare anamorfosi
a volte
anche questa vita che imita
sempre più il sogno
nell'avvicendarsi degli anni
i treni persi
alle stazioni

 

 

*

Un occhio di riguardo

un occhio di riguardo
per quei tralci che non
secchino anzitempo


-noi protendimento
dell'Albero che nei secoli affonda
le sue radici


un occhio di riguardo
ché a prezzo di sangue
fu il riscatto

*

Ulissidi


ulissidi e la vela della
passione su perigliosi flutti


intrisi di mistica luce
a sbraitare di gioia
il cuore
sull'orizzonte la terra
promessa

*

Fantasia 3

la barca trasparente del sogno
dove ti porta?
palpiti
seguono la scia
uscendo dalla
camera della mente


immagini icastiche
gli argini rompono
del trasognato sguardo

*

Fantasia 2

dipingono il mio sonno i morti
veleggiando al chiaro d'una luna
complice sul filo
d'orizzonte
ricreando gl'incantesimi del
bambino in me mai perduto


veleggiano
discreti sul filo del respiro
entrandomi su dalle narici
con la barca di cristallo
dei sogni
le vele al vento per l'ignoto

*

In una piega del vento

luce obliqua sui tuoi anni andati
sui tuoi fogli nell'aria sparsi


quale data incideranno
sulla tua lapide un giorno
non ti è dato sapere


ma sono degli uomini
le convenzioni
e scomodare kronos è eresia


rinascere in una piega del vento
senza guerre né odi
per la rotta del cielo


pindarici voli
che ti lasciano
le ali spezzate

*

A bocca piena

trucidata vita
dai lenzuoli di sangue nei telegiornali
un dire assuefatto freddo
che ti sorprende non più di tanto a bocca piena
che non arriva al cuore


-per quei bambini occhi rovesciati
a galleggiare
su un mare di speranza
la cui patria è ora il cielo


violata la sacralità
vita che non è più vita
vilipesa resa
quale fiore a uno strappo feroce
di vento

*

Dammi l’abbrivio

dammi l'abbrivio musa
nel dormiveglia o
nel profondo fa che s'accenda
la mia casa di nuvole in verdi
cieli e alfabeti


sostieni quella
neo-nata struttura
arco di parole e suoni
che si parte
dal cuore a navigare
il più bello dei mari


[ultimo verso: da Hikmet]

 

*

Vicolo

dolore antico
di donne in nero a segnarsi
se dal profondo si levano i morti
a dare infausti presagi


vicolo
inghiottito da un grappolo di case
appese a strapiombo


ricettacolo
d'umori ancestrali
in un tempo cristallizzato sospeso

*

Sfiorite rive

sfiorite rive
in cadenza d'anni l'azzurra
vastità di te solo


si svenano
in caducità di foglie i giorni
accartocciati
sul viale della dimenticanza

*

Aneliti d’infinito

è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce


ti dai d'amore in aneliti
d'infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi

*

GiÓ grande ti vedo

dai che ti porto alle giostre
finiti i compiti
promettimi
che prima di dormire
stasera dirai una preghierina
per quei bambini saltati in aria


-la larga macchia rossa sull'asfalto
nella liquida luce degli occhi
penetrare
in quell'abbaglio
fino al sogno-incubo


su
da bravo che ti porto alle giostre
ci perderemo nella
fantasmagoria di luci


ecco: già grande ti vedo


a risvegliarti domani
convitato di pietra
il Tempo

*

Nell’ora sospesa

quel giorno ti sbarberanno
t'infileranno il vestito buono
ma
non serve prodigarsi più di tanto
non restano che spoglie l'anima è già via


nell'ora sospesa
fisseranno compunti quel viso di marmo
mentre il tuo presente ha chiuso la porta


il pugno o la palata di terra
con la benedizione dell'officiante poi
a tavola com'è uso per dire la vita
continua


qualcuno forse già alticcio
leggerà con deferenza
alcuni tuoi versi trovati in tasca


restano in rete briciole di te

*

Il limite

(ad un materialista)


devi ammetterlo
come nave incagliata ti senti
bravo al più
nel leggere fondi di caffè


non certo alla tua portata
della poesia il rinnovato sangue
i frammenti di stelle la lucente
coda di cometa a cui s'attaccano
in sogno i bimbi


non certo quei misteri insondabili
che impregnano i muri di casa
con le anime dei morti
che abitano il tuo vuoto


non alla tua portata
quella profondità
del gran mare del sogno che
è vita che si lascia vivere

*

Come asessuato angelo


sospesa nel vuoto m'appari
asessuato angelo
mentre in dormiveglia mi rigiro


giungerà mi dici squarciando
le nubi lui l'Atteso
ci sorprenderà come un ladro
a strapparci alla morte
carne della sua carne


e ruggine allora sarà l'oro

*

Nel vasto mare del sogno

nel vasto mare del sogno
galleggia l'immagine
di te esile scricciolo
a sussurrare all'orecchio
del cuore edulcorate parole


ritrovarci
nel nostro giardino d'infanzia
mano nella mano
impastati di sole a rincorrere
saltabeccanti piccioni
riandare alle incoscienti
acrobazie per i soli tuoi occhi


interrotte
dall'acuto richiamo
di tua madre per la merenda


smosse le acque del sogno
ora a svanire
da un oltre ti sento

 

*

L’oltraggio

perso nelle forme strane
delle nuvole mi sento
lontano da un mondo estraneo


assisto all'oltraggio
della rosa che si
perpetua


sono esposto alla vita

*

Il carro dell’oro


sotto cielo aperto
una ad una
cadute le teste


a calcificarsi sorrisi ebeti
sul trasfigurato carro
dell'oro

*

Una certa luce a flettersi

di buon'ora bisticci con la lampo
t'insegue tiranno il tempo


una certa luce a flettersi nel cuore
fa strada a un dove che non trovi


perdurasse quel lampo che viene va
prima che lo fermi su carta ma


se non torna non ha "dignità"


raduni pezzi di un puzzle scombinato
nello sperdimento d'una stagione andata

*

Alterigia

[Ispirandomi al verso di Vincenzo Cardarelli: "vorrei coprirti di fiori e d'insulti"]


m'appiglio alla tua fredda
grazia come ad un
corrimano: sto su inclinato
piano mentre t'offri
a una vertigine di distanze


ancor più ora ti fai
preziosa

*

Sotto porticati

sotto porticati
cartoni e
cappotti lisi hanno respiri


a un passo
vetrine ridono in abbagli di sole


più in là privati
paradisi


un rombo testarossa è strappo
d'anima a dividere
la terra tra i "morti" e i vivi


il mondo ha denti aguzzi

*

Navi di nuvole

(visione)


raggio verde balena
nel tramonto


su navi di nuvole
vedere apparire angeli
udirne i celesti canti


rassicuranti presenze
ondeggianti lievi
tra i pensieri
orfanezze d'amore a consolare


messaggeri
di luce
ondeggianti nel sogno
ad ascendere dove s'inalba
il cuore

 

*

La parola

la parola è nostra
madre


che genera la
danza e la gioia nuda


la parola
dice di sé
del tempo del primo stupore


t'apre
il terzo occhio


parla all'orecchio del cuore

*

Da un dove

 

i repentini voltafaccia del tempo
alle soglie dell'autunno
le foglie già morenti


invita due corpi il tepore
delle lenzuola
nella bocca dell'alba


sai
il momento migliore
per il dono dell'ispirazione è quando
ti giungono ovattati i rumori
e tu in un tuo mondo
col sonno di un eterno respiro


più tardi poi sul lungomare
sulla pelle la fresca brezza
forse un gabbiano
avrà per te
nel becco un verso prezioso

*

Doppio celeste


rigenerarsi in linfa a disperdere
grumi


dove si china
l'anima a contemplare


nel profondo di te ecco
il cielo farsi d'un "azzurro"
misterico e
tu da un suo lembo
a spiare


un te senza morte
-specchiato

*

Vele stanche


leggi scavi ché nasca
-ne va del creare affossato-
linfa nuova a diradare
quella nebbia della mente


dal grembo della notte esca
la tua barca


vi spiri augurante
il buon vento a gonfiare
le tue vele stanche
per nuova ventura nel mare
blu d'inchiostro


dove è bello
finanche morire

*

Cielo amore

manto d'azzurro palpito
capovolto abisso


misericorde
ben conosci il fondo delle pene


di noi mendichi d'infinito
specchio sei


dove invertigina il cuore
nell'abbraccio delle stelle

*

Occhi secchi

clessidre di sangue emotivo
a sovrastarti
stillicidio nella mezzaluce


a chi chiedere di questo
ginepraio di pena e
l'oro del mattino fatto piombo


occhi secchi
a perdere
pezzi di cielo


nel sangue degli echi

*

E sarai raggio

sei disceso angelo per vivere
in carne la morte


non sguardo dal ponte: vieppiù ti lega
trama di dolore e rara gioia


le spoglie deporrai e sarai raggio
di quel Sole che non puoi vedere

*

Cul-de-sac

dritto ti c'infili
se pensi che
la fine è sempre in atto
e il mondo
è un addio dopo l'altro
è maschera invece per chi
finge di non accorgersi


negli occhi ti restano
saltabeccanti
sui resti di una festa
colombi a frotte

*

Fammi luce

 

ti prego fammi luce
in questo pauroso dedalo dell'io
assalito dai mostri della mente
avvolto
nella camicia di nesso degl'istinti


sono cieco fiume senza foce
da me diviso arreso


fammi luce


e sarà giorno quando
ti saprò riconoscere
staccato dalla mia ombra mortale

*

Auschwitz

il velo della memoria
in luce di sangue si ravviva


è fiore che s'apre
nell'urlo

*

I passi all’indietro

nell'ora dolente
Ti consegno i passi all'indietro
le volte
che ho svoltato l'angolo
davanti all'ingiustizia


al cuore sperso
dona corazza
di verità senz'alibi


rivestimi Signore
con veste di fuoco

*

Chimera

vaghezza di nuvole a stracci


tu
nella mezza luce mi chiami
poesia chimera


mi conforta la tua ala
vellutata d'angelo


quando come in sogno
visiti
le vuote stanze
di quest'anima vagante

*

NuditÓ


(di un sogno ricorrente)


labirintici corridoi


ti vedi venire contro
traversandoti una
moltitudine


ti fa strano che
non fan caso che giri nudo


poi come un ladro ti trovi a spiare
dentro stanze ottocentesche
aspettandoti semmai
un incontro piccante

*

Il pensiero vola


il pensiero vola


quindi
volo


anche se zavorra
giù mi trattiene


le invidio tuttavia
per quegli ossicini cavi
le creature del cielo


noi
-peso di terra-
ossa come vetro
a sbriciolarsi con gli anni

*

Il Tuo splendere

su un remoto
di assonnate rive
-spiumata
di luce l'anima-
torna


a far breccia il Tuo splendere


settanta volte sette
ho conficcato i chiodi
altrettante non
basteranno
lacrime da versare


sulle Tue luminose piaghe

*

Trompe-l’oeil

(l'ispirazione)


nella mezzaluce
t'invita l'occhieggiare
del trompe-l'oeil


la visione centrata
nell'intime corde
ti sale
da un remoto
di ancestrali lidi

*

Spleen

 

brusio di voci


galleggiare di volti
su indefiniti fiati


si sta come
staccati
da sé


golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi


vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

*

Quante piccole vite

(a Iqbal)


tra trame
di tappeti e catene lasciò
a terra la sua ombra e
s'involò


quante piccole vite
su di sé per farne
una


-indivisa-


la sua
firma di sangue su
un Sogno immenso

*

Colui che intinge con me (2)

Gesù aveva i suoi "followers"
ma per nessuno vorresti la sua fine
(in)gloriosa


quale fuoco ti attraversa la carne
giuda-di-turno


nel laccio dell'inganno il mondo


la croce è la porta stretta che
ha chiavi d'aria

*

Vaghezza d’immagini

non un appiglio neppure
l'aggancio da un sogno


vaghezza d'immagini
preavvertite quasi
a scivolare di sguincio
nella immensità dei silenzi
senza il tempo di rubargli
l'ultimo fiato


-complice una quasi
misterica luce


boccheggia l'anima
nell'eco d'un grido
come di un frantumarsi di cristalli

*

Come sbuffo di fumo


riconoscilo
l'hai tirata per i piedi
non un'immagine
viva che susciti
un tuffo al cuore
né metafore o
enjambements


se spazi nel tuo mondo trovi


-anche un
batter d'ali a ispirarti


invece
buttata lì


lei dal fondo
del bianco grida
la immeritata
striminzita vita

*

Lo sguardo velato

dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d'intenerimento


la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato


ora come allora


quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì


-ah ridicolaggini

 

*

Dall’obl˛

la poesia quella di lungo
respiro dà vertigine


è come
prendere il mare e non vedere
che l'orizzonte e mai la terra


le immagini vedi dall'oblò
del cuore sovrapporsi
fare ressa e


infine sbarchi
boccheggiando
col mar di terra

*

Kandiskij


sfilacciano sogni
di ragno
graffi di luce


a destarti un'alba
bagnata di colore


quel giallo
spalmato
nel canto della tela

*

Asimmetrici voli

parole
colte e frante
nella febbre d'un grido


aperte ali dei sensi
contro
pareti di cristallo


scrivere sul sangue
di un sogno kafkiano

*

Quell’uomo che


quell'uomo che
"incurante"
della tempesta dormiva


che ha diviso il mare
che è uscito dalla morte
squarciando i cieli


quell'uomo che
se il granello
di senape non muore


uomo-dio fattosi
bambino ed ultimo
Dio incarnato


trascinato dal cielo
dal peccato

*

Un dove

trafitto
da ustioni di luce
quasi a difesa avvolto
in un mantello di vento


vano
interrogare un dove


in bianchi cieli
l'angelo è di pietra


l'anima un buco
nell'immenso

*

Spleen (2)


lo scoglio
e tu
come un tutt'uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce


labbra di cielo
questo
contatto di sole


vedi nell'aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all'infinito

*

In linfa d’alfabeti

manca poco possano piovere
lettere
nel tuo sogno controllato
e tu
ti veda
riflesso in pozzanghere
a cogliere parentesi unghie-di-luna
e il grido
delle a le sospensioni delle e


poco manca
sia la musa un donarsi in linfa
d'alfabeti
di cui s'imbeve il tuo sogno
lucido

*

La nuditÓ del sangue

pindarici voli
leggevo nel tuo cielo
e i tumulti del sangue
in cadenza di note
sul pentagramma di sogni
rubati e franti


oltre quel fatuo fuoco
è ora un discendere
nel tuo specchio
incrociare la nudità del sangue


dal profondo ti vedo
riavere il cielo
veleggiando sicuro


ed è la corazza che indossi
a darti la forza del perdono


laddove
ti appariva debolezza

*

Dal giardino dei sogni

forse quando
il tuo orizzonte è a chiudersi
sullo scenario del mondo
e tutto è consegnato all'evidenza
della fine

 

dal giardino dei sogni
ti strizzerà l'occhio
ancora qualche verso

 

lo vergherai in fretta
su un tovagliolo al bar
prima che si disintegri nell'aria

 

come i tuoi io
dagli anni risucchiati

 

*

Volare basso

volare basso
per dare tanto con poco


lei a volte si cela
nello specchio o nel buio del divano


luce affebbrata
la parola che ti tiene avvinto


celeste fuoco

*

Vanagloria

vita che mi mastichi
mia vita
dagli equilibri spezzati
e anse d'ombre
dove annegare il grido


difendimi
dal mio profondo


uccidi in me quel capriccio
aureolato
solo
da esibire

 

*

Antinomia la morte

ritenere antinomia
la morte - la tua


come un abbaglio o un
trapassare di veli


e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza


" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga

*

In quest’aria stagnante

pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare


in quest'aria stagnante
come un olio passa
la luce
sopra il dolore

*

La parola essenziale

non altra che quella
l'unica
annunziata
che la mente arrovella


fanne cuore e centro
il raggio renda armonico il disegno
senza
ne urlerebbe la trama


il sangue fatto
acqua

*

Vita sollevaci

vita sollevaci
dall'ignavia dei giorni
-serpe mimetica


fa che non sprofondiamo
in questo buio di stelle calpestate


le addomesticate coscienze
fanne bottiglie
a navigare mari di speranza


e
come un fuoco
vivo a forma di croce


giunga
il messaggio
della tua sacralità

*

E’ bello sognare

come tirare su
un secchio di ricordi
custoditi in fondo al tuo cuore


come riesumare
i tuoi morti
aspettarti da loro fausti presagi


o l'apparire
di vagoni di nuvole e lunghi
corridoi di porte chiuse


dove ti sembra essere stato

 

*

La Musa

dove inginocchiata è la luce
lo spirito contempla


come un incantesimo
la novità di lei la tua corda
sfiora


accordando
il tuo vagheggiare


s'anima il tuo cielo
in volo d'angeli


e febbre
è la parola

*

In un angolo remoto

la vita d'un uomo
nella luce degli occhi


i paesi esotici i mari
che ha varcato


a barattare per nuove
esperienze
la vecchia pelle
di coriaceo ulisside


ma si passa una vita
intera
senz'ancora conoscersi:


in un angolo remoto
l' ombra da tenere
al guinzaglio

*

A volo d’angelo

il nero asfalto il lenzuolo
i nasi all'insù l'attico
al ventesimo
depressione dicono


autopsia perché:
se non s'è
tirato un colpo
si è "solo" spaccato

*

Come in primavera

impoverito mi sento
quando
sfuggono a volte le note
di quell'aria struggente che alberga
nell'anima e
-breve appagamento
di fioriture e voli-
nelle ore vuote m'accompagna
a sprazzi


pure ritorna
rivivendo in letizia
come in primavera la chioma di verde
a ornare quell'albero triste
-superato il morso del gelo

*

Schegge di stelle

a mitigare il gelo delle parole
che il tuo volto a volte
veste


non riesco ma a notte
quando
il tuo corpo s'apre a una luna complice
schegge di stelle mi
sorridono

*

Questo giovane cuore

(alla figlia)


capriolare nell'ante-nascita
tu rosa vestita per la vita *


tuffarti nell'azzurro e
respirare la poesia pura
d'incontaminati cieli vorresti


ah non debbano i veleni del mondo
-mio e tuo anelito-
intaccare questo giovane cuore

 

* termine preso in prestito dall'amico poeta
Raffaele Piazza

 

*

Senza titolo 2


ho sognato d'essere
un bosco devastato


e in me cadevo


cadevo


con schianti d'alberi

*

I cieli del jazz

capricci di note
facce ondivaghe in acque del sogno
la nausea lungo
i corridoi di latrine
il gemito del sax le gonfie gote
tempo
rallentato avvitato
nel marasma di umori


poi il mattino li raccoglie
spugne
e l'anima della musica che attraversa
muri di separazione

*

L’estro

dicono abbia avuto
da piccolo
"familiarità" con le feci


-oddio! strillava la madre
e le comari:
-niente paura è roba sua


e già l'estro emergeva
ché ci scribacchiava per terra
tra losanghe di luce

*

Nell’anima bambina

come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a coppa e il caldo fiato


o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta


come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l'acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole


immagini vive custodite
nell'anima bambina


che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni

 

*

Pasqua

del Suo olocausto
ha ribaltato il fondo
rovesciato la pietra
che teneva in scacco la Vita


-escono lucenti raggi
da acqua e sangue del costato


al canto d'osanna
l'angelo
si china sul giorno umano

*

Blasfemýa

ricusi l'abisso capovolto
intriso
del Suo sangue


dall'orlo della luce
ti distanzi
in vaghezza dell'effimero


vanagloria leva al cielo
un pugno d'aria

*

Spleen 2

ali e croci dell'esistere
sono il veliero che attende il buonvento
sotto i mille occhi di un cielo allucinato
a farmi il verso un gabbiano
in volo da un dove non so dire

*

Controllare il sogno

è diventata la sua arte
ne sa uscire
e rientrare quando vuole
e secondo l'umore persino
programmarlo


mentre prende sonno
basta che si concentri
e in vividi colori le appaiono
pesci uccelli fiori
vasta varietà di flora e fauna
finestra su cui s'affaccia
un mondo altro


nel suo luogo di degenza
un bell'evadere dal grigiore è vivere
questo exo-esistere
parallelo


lei divenuta oggetto di scherno
un libro aperto
lei amica-madre dei gatti
col loro gnaolìo alla luna

 

*

Ti cadevano gli occhi

capre e cavalli di nuvolette pigre
in un cielo dilatato nel respiro
ecco da dietro l'angolo apparire
la ragazza dalla maglietta rossa
a fare footing nella luce
lattiginosa del mattino


poi t'accorgi d'aver solo sognato
-desiderio fatto pensiero allucinato-
e nel ritrarsi quel cielo
la ragazza s'è come sovrapposta
a quella vista la prima volta
al parco or sono trentanni


quando
dovunque guardavi
ti cadevano gli occhi su quella figura
esile nell'alone
di luce lunare


ma tant'è che stasera
ti "cadono" gli occhi davanti
al teleschermo

*

Resurrezione

rinfranca
il Tuo offrirti in croce
chicco che germoglia
in esplosione di vita


ma il silenzio del cuore
si fa abisso:
duemilanni e la pietra
sepolcrale come non fosse
rimossa:


al primo canto
a rinnegarti

*

A darti l’abbrivio


a darti l'abbrivio
sarà forse l'urlo
del fiore che s'apre


creare
è del funambolo senza rete o
è come andare su vetri


una parola un taglio

*

Luce di luna

(l'ispirazione)


ti dai d'amore e in veste
notturna t'ammanti
all'occhio del cielo


in silente vaghezza
il tuo porgerti china
sul sangue che ridèsti


nell'essere mio: m'irradia
d'epifanie luce
di luna

*

Un cielo ci nasce

dal peso mortale
un cielo ci nasce


penetra luce
nella ferita più fonda


siamo respiro cosmico
legati a una stella
di sangue
originaria armonia
che nel vivere si frange

*

Divergenze

la luna
china sulle mie notti disfatte
di poeta in erba
a carpire versi da "urlo"
beat ante litteram
coi sogni di gloria nel cassetto
in cerca della parola
luminosa che "spacca"


e tu rivolto alla mia
"crisalide"
che andavi blaterando nel
citare la preistoria
carducci et similia

*

Chiedilo alla luce

scrivere la luce
inginocchiato nella luce


inspirando bellezza
ch'emana
come da un tempo altro


pure
ami la luce
ferita:


chiedile
delle infinite crocifissioni


fattene guanciale
in notti di pianto

 

*

Nei fondali


per nulla mi separerei
da questa pena
nel macerarmi chino sulle parole
tra respiri di solitudine


-v'è un accendersi
di segni e strade
mentre attraverso l'inconoscibile
che in sogno spio


non altro anelo che questo
inabissarmi
nei fondali di fonemi


finché la morte
mi sorprenda
in un'emorragia d'inchiostro

*

Ancora in volo

perduto in me
l'aquilone ancora in volo
dal tempo che
più che reale m'era sogno
la vita


ora forse nascosto
dietro le nuvole o
a giocare col vento


in cadenza di vortici
imprevedibili


come l'esistere

*

L’indicibile

dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile


ciò
che non può essere detto


ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare


le voci
trattenute
nella gola del vento


l'indicibile
nella luce della bellezza

*

Il lebbroso

alle sue spalle
un cielo bianco cadmio


e la figura
ieratica
a fendere la folla
chiudere le distanze


luminosa
Farfalla "vede" posarsi
sulle dolenti piaghe

*

L’attesa

ti tiene in vita come a fine inverno
la primavera canterina


(non già l'appagamento
senza più desideri)


ti tiene in vita quel non so
che riempia i vuoti


(come il trepidare per l'uscita
delle prime poesie o
per il primo appuntamento)


ecco risuona l'attesa
come un'eco di mare


sei la vela che si gonfia di vento

 

*

Il grido

ad un cielo
sordo ad ogni voce ed eco
appeso il grido
testa e croce ti giocasti l'anima
nel bailamme
d'un'allucinata notte
a simulare la morte

*

Spleen

lei dagli occhi blucielo
inquadrata in un ritaglio del
tuo sogno lucido


ed è un morire dentro
percorrere
l'acciottolato d'un bianco accecante
che conduce al mare


e quel sorriso
a durare nel cuore
perdutamente altrove


ti fa il verso il gabbiano
planato
sulla tua isola di spleen

 

 

*

Auschwitz

impigliato
il cuore al filo spinato
sui prati di sangue


decorati dal fiore dell'urlo
mai dissolto nell'aria tremante
-grido
che cammina
nella memoria della storia


coperto dal velo
di pietà

*

Rosa d’amore

vita che ti attraversa
in un vento di luce


angelicato fiore
rosa che si schiude
fra cristalli dell'inverno

*

Poesia ti libri

dal sangue un nascere d'ali
poesia ecco ti libri
in verde cielo d'alfabeti
dove l'anima si ascolta e
la vita si guarda vivere

*

Luce d’amore

carne che presto
si dissolverà nell'aria
occhi
che rideranno al cospetto
dell'Assoluto


il tempo è breve
delle ombre allungate sul cuore


invaderà tutto l'essere
quella Luce che addenti

*

Se gratti l’argento

[ispirata leggendo "Finzioni", di J. L. Borges]


paradosso
temere di sparire se
gratti l'argento dello specchio


quasi
non t'appartenessi


realtà sfumata nel mistero


non sei che parvenza
sognata da un dio


nell'insondabile
suo cielo d'esagoni e sfere

 

*

Funamboli

metti noi due
guardali
in bilico sulla corda
tesa dell'esistere
a contare gli anni come grani
nelle curve dei silenzi
gli abbagli nel vuoto del cielo
lo sporgersi sul tempo che viene


e le cicatrici di luna nelle
primavere risalendo in luce
da inverni amari di
catarro e croci

*

Casa di riposo

sono io oggi
ad imboccarti
al pomeriggio poi il solito
giro nel viale
lo scricchiolio delle ruote sul selciato
gli alberi vedi han perso la bella chioma
ed è ancora clemente il tempo
tu adagiata in una smarrita indolenza
riflesso
nei tuoi occhi il cielo
t'asciugo con garbo un filo
di bava lucente
ora che non hai più voce
mi giunge eco di madre
mangia se stesso chi
non si dà

*

Poesia si fa

è che poesia si fa da sé
nel seme del suo autocrearsi


è nella danza del calabrone sul fiore
nel gioco
della luce con l'ombra attaccata ai piedi
nelle parole bagnate in un lancinante addio


casa della poesia è dove nasce l'onda
la radice del vento il volo aquilonare
è vedo non vedo in una grazia velata


poesia è la bellezza
che tiene in scacco la morte

*

Mi piace il tuo garbo

(a mia moglie Angela)

 

ora dici mi piace
ancora il tuo garbo
e un pizzicotto mi chiedi
per vedere se non è un sogno
nel letto abbracciati
nel dolce tepore
l'attesa
che salga la luce e c'inondi
grati al cielo d'essere
insieme sembra anniluce
o primavere scandite che
han visto le nostre tenerezze i silenzi

*

Sogno di carta

alti muri
di carta
laceri strati e strati
senza via d'uscita
labirinti mentali
ove galleggiano improbabili
parole e voci
bagaglio d'un viaggio kafkiano

*

Fine anno

semmai un aggancio
la mano del vicino
ora
che un senso di sperdimento
è la vita rivoltata
ma le volte che vi hai sputato


girovagare tra
luminarie e vetrine
ti richiamano all'incanto del bambino
mentre ti lacera dentro
la morte del clochard
sotto i portici nel gelo

*

Finestre d’aria

fa strano guardarlo
mentre il bacio deponi
come su freddo marmo


dici sembra
dormire


se immagini di aprirgli
la spaziosa fronte
vedresti attraverso
finestre d'aria


come uccelli aleggiare
alfabeti felici
che dicono l'inesprimibile

*

Flebili echi di conchiglia

fai che voltarti
alle spalle ampie aperture
d'un livido cielo
dove gorghi
hanno succhiato linfa
ai molteplici io


ancora flebili echi
di conchiglia
dal mare aperto dei ricordi
che il sogno criptato
fa suoi

*

Il tuo sangue che vola alto

(a Madre Teresa)


non ombra che occulti
la tua anima di piccola donna
immensa
come il mare
specchio alla bellezza


la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi


oltre


le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male


non v'è ombra a coprire
il grido di luce in te
gemmante

*

Luce al tuo passo

Luce al tuo passo

(ad un figlio)


reinventati la vita


non t'accorgi d'essere
vivo per apparire


dai una mano di bianco
alla tua anima d'autunno


migliora la tua aura


fermati estatico
davanti ad un volo o l'esplodere
gemmante di un fiore


ringrazia il Signore


fai pace
con la vita che mordi e ti morde


è luce
al tuo passo l'angelo che
sulle tue orme cammina

*

L’inesprimibile

questo rebus
che sei
intreccio d'anima e istinto
sul bordo del tempo
vago sogno in te
specchiato
l'indefinito
di te


un sé
dilatato in cieli
ancestrali
dove l'esistere è il suo
pensarsi

*

Fiore nero

l'avvicendarsi degli anni a cogliere
il nero fiore della morte


i figli emigrati
in cerca di eldorado


e l'anima che ha perso pezzi del suo cielo


trasudano presenza della tua metà
le fredde pareti e


le lettere d'amore ingiallite
nel fondo del baule

*

Ricordo un angelo

da piccolo
ricordo un angelo
raffigurato al soffitto


con lui mi confidavo quando
la febbre mi teneva a letto


nell'azzurra volta
trovavo altre nuove figure
lassù nascoste
mute testimonianze
di mie visioni


così passavo le ore
pomeridiane
mentre una lama di luce
cadeva obliqua
dalle socchiuse persiane

 

*

Allucinate visioni

la sensazione di cadere
in un vuoto vertiginoso


ma si era soltanto assopito


le voci confuse
della tivù si fondevano
con le sue allucinate visioni
di fosfeni


più netta la linea
di demarcazione


ora
che la sua testa emergeva
come da alti muri d'acqua

*

Lettere amo indorare

finché loro ci sono
e hanno le mani nel sangue
quasi presenze


percezioni inconsce a ravvivarle
come in padella a fuoco vivo
galleggianti in olio bollente
dagli scoppiettanti schizzi


insieme a parentesi a guisa
di unghie-di-luna appena
scottate


ecco che il cuore
madido di luce
ci si nutre


invaghito di lettere appena
pescate
dall'inferno dell'olio

 

*

Agli occhi del cielo

agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine


quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte


e tu non avrai più nome


allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati


mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani

 

*

L’ora che dall’alto

l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita

*

Luna park

ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci


un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato

*

La penna nella luce

(ad un agnostico)


e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre


glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria


tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita

 

*

La casa delle nuvole

cieli d'acqua e cavalli
d'aria


lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni


lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema

*

Da mondi di vetro

(visione)


da mondi di vetro
mi giungeva il respiro
di cieli anteriori
dov'ero sollevato
su ali d'aquila
dimora del mio centro
luce del sangue
lì custodita
in comunione col palpito
degli astri

*

Gocce di sogno

navigare di nuvole pigre
nel cielo della mente
da queste aspettarti quasi
sprizzino gocce di sogno
come da mammelle


come nasce una poesia ti chiedi
e inatteso ti si offre
un appiglio in quel
dondolarsi del bambino al parco


ti lasci condurre come
un cieco e non sai mai
dove ti porta poesia

*

Al crocevia dei venti

(la fatica dello scrivere)


magari ti soccorra
una voce fatta carne
scavata nel sogno
complice la luna


una quasi presenza
al crocevia dei venti

*

Nell’inquieto mio cielo

[ispirandomi alla figura di Giobbe]


nell'inquieto mio cielo
ferite gridano
il Tuo nome


disseminato altrove
fiorirà
il mio spirito


sì fiorirà


come nel cuore della pietra
la Bellezza
di angelica veste

*

Echi d’infanzia

bacia il sole
immense distese a
maggese


così anche il cuore in
fioritura


con l'eco dei gridi
di ragazzini a frotte
tra sciabolate di luce


vedermi uscire
dal ricordo
nell'agitarsi in quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa

 

*

Le vene cariche di notti

(stato depressivo)


le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso


laddove
è a confondersi col sogno la vita


il tuo imbuto a
risucchiarti

 

*

Il posto riservato

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita

*

Nell’infinito di noi

(visione)


abbracci senza
mani
di corpi immateriali


i nostri
volti unificati


noi fatti d'aria


tu ed io


una sola persona

 

*

La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra


nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole


un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente

*

Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement

 

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

 

porta
sogni e nuvole al guinzaglio

 

*

Sogno travestito

dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
-dietro la maschera
una tristezza che
invade

*

Maremondo

gettato dentro il maremondo
a masticarmi kronos

avevo smesso di capriolare
in quel naturale mare materno


tornerò ad essere un grumo appena


come quando
impastato di una luce di mistero
mi fondevo
col respiro del cosmo

*

Nella fragilitÓ dei giorni

un sé
perduto
nella fragilità dei giorni
e questa
insaziabilità dell'anima
da vivere come
una croce


laghi d'occhi vaganti
in cieli di spleen
sull'eco d'un io
espanso


e in sé disperso

*

Vele


acqua mutata in vino
perché continui la festa


così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra

*

Sei altro

forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro

*

Ancora a sorprenderci

dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco


ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna


ancora a sorprenderci
in fermento la vita


e tu che vai
filosofando

*

L’indefinito

 

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch


l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell’intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato


l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita

 

*

Uno di quei sogni

quando sai
essere un sogno e ne esci


o vorresti trattenertici


trovandoti davanti a un mare
sconfinato
fasciato di luce
vivissima


dai colori caldi
da far vibrare
l'anima e i sensi


quasi un flash


frammento di sogno
vigile


come fosse solo dipinto

 

*

Nomade d’amore

la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere


Tu
a farti bambino ed ultimo


per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe

*

Conosco le voci

conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere


conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo


e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade


conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava


e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino


per risorgere o morire

 

*

Questo improbabile azzurro

(risposta da un corrispondente immaginario)


che ne so di questo
improbabile azzurro
rarefatto e mutevole
scandaglio il mio tempo-clessidra
di sangue emotivo
attendo
giungano da un dove un'eco
un nome
guardo in fondo
al pozzo degli anni
l'ombra dei miei io perduti
o semmai vi tremi
sospeso
l'angelo che dici

*

La separazione

alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo

*

La migliore poesia

quella
che devo ancora scrivere
-si dice così e sarà vero


è un brusio indistinto
a volte
come un moto del cuore


a ispirarmi: forse un angelo
la cui ala si libra
nel mio sangue


ma lettere storte
restano scritte sull'acqua


fermentano
in me alfabeti
che attendono sempre
di nascere

 

*

Luce ed ombra

luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni


guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti

*

Radici

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu


un sentirti perso: senza
un appiglio o un io
reale


e vorresti in quell'attimo
aggrapparti con l'anima a radici
del cielo


-come ad una madre

*

Non era questa la vita

non era questa
la vita che volevi
bambole in panno lenci un amorino
più avanti negli anni poi
il male che covava nascosto


sedicianni:
vita breve ma abbastanza per dirci
se davvero hai amato e quanto


da angeli ora sei accolta
lì nella casa del cielo
non bambole o un amorino
per il tuo non-tempo
nel mistero di luce corteggi
le stelle

 

*

La maschera strappata

ti scoprirai alla fine
vulnerabile
offrendo il costato alla lancia
dell'amore


dallo squarcio il sangue redento
non ti darà adito
di scaricare
la tua croce addosso al vicino


la tua maschera
la strapperà per sempre
l'amore che ti av-vince

*

Spazi aperti

(a Danilo Dolci)


palestra di vita
a formare allievi
aperto seme
l'anima che s'infinita
nei colori del cielo


sognavi la "città terrestre"
di là delle notti
che si spaccano alla volta
del cuore


al rango della luce
spazi aperti
sognavi
per un'alba che sa di nuovo

*

Il guardiano

il mostro è guardiano
del labirinto interiore


oh quale dispendio
della mente in sudari di calce
anelante alla riva
primigenia del sangue


l'angelo è di cenere
dove grida
la carne
le ustioni della luce

*

Cieli di cobalto

segmenti
di luce schizzati dalla tela
a colpire i sensi
in forma di danza
ad accendere i sogni:
all'orizzonte
lungo le rive degli occhi
cieli di cobalto
venati
in prismatico chiarore
dal grido giallo di kandinskij

*

Quel nugolo

più quel nugolo
di mosche assale il mio "desco"
più il mio cuore Lo cerca
allo stremo d'una impari lotta

sparire vorrei le volte
che nei sogni mi vedo
un giuda
il cappio a oscillarmi davanti

può la pianta ripudiare
la radice?
e la corolla che s'apre nella luce
odiare la luce?

*

Il lampo

livida luce a torino
questo cielo che non promette
la testa sul libro e dei versi
che vengono a torturarmi
alla mia destra in panchina
il fumo di un tizio s'inanella
grazieadio sottovento
in soccorso il lampo verrà
della musa a posarsi
colomba sulla mente aperta?

*

Fiume d’echi

fuoco delle attese dove
anime si cercano e
nell'aria liquida
voci annoda il fiume
di luce e ricama
sospiri

*

Quel che sono


(ispirandomi a Nicodemo)


sono quelle immagini
che in me parlano
a consegnarmi a un io
vissuto come in sogno


nell'avvicendarsi degli anni
m'inerpico sulle spalle
di quell'io di ieri
per vedere il mondo dall'alto

*

Sale la luce

(a Dario Bellezza)


alba d'un bianco cadmio
che annega i sogni d'una notte
famelica di corpi
alle spalle
di quest'ombra che ti pesa sugli occhi
sale la luce che ti tiene
avvinto
all'arida ora dei vivi

*

La vita a raccontarsi

volti
galleggianti sul mare del sogno
nella composizione
della luce
aprirsi di corolle
palpitanti anemoni
la vita
a raccontarsi
con la bocca dei morti
col sangue delle pietre

*

Il giorno a schiarire

il giorno a schiarire
risalendo
con gl'occhi della memoria
ad arcobaleni e
transiti propiziatori
riscoprendo quel vento che
nel suo azzurro vortice
risucchi lo sprofondo d'apatia e
rigonfi le vele per
l'avventura

*

Deliri

in buona compagnia
dei saltabeccanti piccioni
raccoglieva torsoli di mela
tra i rifiuti e
biascicava versi improbabili
parto dei suoi deliri


nel nosocomio
conobbe una sua pari
portava con sé dei versi
di campana e una foto sgualcita


lampi di visioni
a mordere giorni di macerie
poi un mattino li trovarono
abbracciati le vene recise
che già sorvolavano cieli
sconosciuti ai mortali

*

Le radici del cuore

cogliere una piccola morte
nello strappo di radice
dove altra ne nasce
dal suo grido


cogliere l'inesprimibile
di questo morire
che s'ingemma d'eterno

*

Fiore di sangue

vuoi bastare a te stesso
il tuo "assoluto" è polvere
che abita nella bocca dei morti
pazzia fare a meno di Lui
quattr'ossa in croce
altro non sei nella vastità di cieli
ma a un tempo quel fiore
di sangue del divino
in te profuma e canta
-urla la radice se la strappi

*

Sarebbe forse un cadere

sarebbe forse un cadere in demenza
meno devastante
che questo abbuiarsi del sangue
mostro della mente che
come un gioco m'intrappola
in un giro vizioso ed io
a mordere il giorno
come sfuggirgli dove nascondermi
uscire da me stesso
annullarmi
ah trafiggetemi stelle mare avvolgimi
nel tuo fresco lenzuolo
oggi è un penare che non sostengo più

*

Nel chiuso della stanza

le mosche assassine della mente
nel cantare il Tuo nome
nel chiuso della stanza


ah più breve sia l'arco
che da Te mi separa
e da questo naufragio di sangue
la Tua mano mi tragga

*

Ali di farfalle

sono emerso da profondità oniriche
come da abissi senza scafandro
lì ho incontrato i miei morti


la luna si bagnava nei loro sguardi
dai sorrisi spiccavano voli
improponibili farfalle
ali enormi mi avvolgevano
in un senso di pace
mentre mi perdevo
nei loro vertiginosi colori
come in un quadro di kandinskij

*

Come in sospensione

aria dolce della sera
unghia di luna
sovrastante
la linea cielomare
questo sentirsi
come in sospensione
un sognarsi altro da sé
a dilatarsi in un
ignoto spazio
mentre la vita impone
suoi ritmi

*

Oasi di verde

sul lato opposto un po' d'ombra
il solito giro poi
la panchina il libro
oasi di verde da respirare
vaghezza di nuvole a riflettersi
sulla pagina
e i gridi
dalla vicina scuola
di chi anela alla libertà degli uccelli
e la ragazza a fare footing
tempo quattro minuti tondi
e ecco da dietro l'isolato laggiù
ti rispunta la maglietta rossa

*

Anche tu a precedermi

(all'amico Flavio)


anche tu a precedermi
sulla via dell'Inconoscibile


piena la valigia
avevi di falci di luna
e di balenii di vergini aneliti


te ne disfacesti insieme al corpo
per "vestire" una verità nuda


oggi dallo scrittoio del cuore
a te mi volgo
e i tuoi versi mi suonano
come una profezia

*

Forse un angelo

a trascendersi in me
è forse un angelo
nel punto dove l'anima vibra
come diapason
e in un mutevole cielo d'occhi
mi asseconda
a snudare la bellezza
da frammenti di parole e suoni

*

Magnetici occhi ha la notte

(a Hemingway)


come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell'ombra
occhi in liquido cielo
capovolto

*

Kronos


fratto il Tempo
non più riflette lo specchio
– esser vivo
quasi una finzione
sogno congelato
dove si piega il cuore
senza remissione

*

I ricordi del cuore

quel po' di stordimento
dopo un bicchiere di troppo
è la vita che scorre al contrario
la brezza marina la mente a vagare
resuscitando fantasmi
ti risalgono dal profondo abbozzando
la smorfia del pianto
il loro grido a confondersi
con quello dei gabbiani
bianche creature danzanti
sulle onde crestate
che a beccate ti sembrano
straziare
i ricordi del cuore

*

La notte laterale

è il gravitare dell'ombra
che ti segue a lato
o l'orbitare dell'unghiuta morte
questo saperti
enigma
vederti come
in una vertigine di specchi
a scalare la notte

*

Altra veste

un vedermi lontano
io che vesto parole
di carne
alfabeti di sangue
da me lontanissimo
ché ad altra
sembianza anelo
per voli su mondi
ultraterreni

*

Sulle labbra

(ad un interlocutore immaginario)


come dire ferire di penna
tu a dileggiare il vero
intingendo nell'azzurro
eludendo l'angelo


poi svanirai nella luce
anche tu
qualcuno al tuo capezzale
forse potrà leggere il verso
più bello
sulle labbra morenti
mentre invochi la madre

*

Nell’arco degli occhi

andare come su cocci
la pelle dell'anima
tesa come tenda
oltre le stanze viola della mente
vedere
infine quel male oscuro
uscire dal tuo specchio e
il fiore della grazia
aprirsi a ventaglio
nell'arco degli occhi

*

Vita contromano

(a James Dean)


teso sul grido
d'una vita contromano
animo di ragazzo bruciato
a perderti in un oceano di
spleen
brami ti visiti in sogno
nel risalire dagli anni
la dolce madre
-profondità celestiale-
le dita affusolate
nei capelli

*

In divenire


appoggiato alla spalliera
d'aria del divenire
tu -
arcoteso
futuro anteriore o
tempo che ti mastica
sangue del pendolo

*

Nell’indaco cielo del sogno

a Walt Whitman


nell'indaco cielo del sogno
odo l'aedo
cantare le tue odi
con sottofondo di musica celeste
mentre
fluttuante nel mare d'erba del cielo
tornato fanciullo ti vedo
giocare coi capelli di Dio

*

Critici

(semiseria)

 

ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo
ravvivano il grido di luce
della parola sofferta
concepita nelle viscere
ove hanno asilo le lettere del sogno
vanno con la lente fino
all'intimo pertugio
ti spellano rivoltano
risalendo al lampo
della musa
dove regna la parola annunciata
hanno l'aureola da edotti
sotto i soli bianchi delle lampade

*

Eldorado

aneliti annodi al tuo giorno
novello ulisside
voci di conchiglia echi
si fondono
col sangue in luce
nel sogno di eldorado
rammendi la tua vela stracciata

*

Rinverdire

aria screziata
d'umori anonimi
in un rigurgito
rinverdire dell'anima
dissolta quasi nel bailamme
biancore di cieli
dove annegare
il grido

*

Nuova poesia

non dirmi
che questa in grafia minuta
è "inconsistente" come
la mia "collezione di farfalle"


cielo grigio si riflette
negli occhi


-unforgettable


piove l'immagine
di te attraverso il vetro
mentre


il marciapiede si allontana


ho da dare i miei occhi a quel che passa

 

*

E’ da giorni

è da giorni che
persiste una visione
come di creatura uno scricciolo che
voglia nidificarmi nella testa
decido di adagiarla
sul bianco della pagina-lenzuolo
con la delicatezza d'una nutrice
quasi ne tremo ed è
un tripudio del sangue
come chi trovi un tesoro

*

Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra


con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita

*

Luce annoda

luce annoda le voci
nell'aria liquida
fuoco delle attese
dove
anime si cercano


-un fiume d'echi

*

Il tuo detrattore

come a dire quello
del "tu pensa per te"
l'alterego che
va col lupo seguendo
la pista del sangue
lo stesso che ti seduce e
lo sguardo svia dagli occhi
forti della luce

*

La tua stagione

(a Rimbaud)


in echi d'inchiostro
verde virgulto tu
esploderai


vergini pensieri
incolli nel tuo cielo
ispirati a scandire
la tua stagione
età dell'oro e
"maledetta"

*

Vita di mare

essere circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab

*

Nuvole vaghe

le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato
della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare

*

Cieli bianchi

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli


poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi


a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita

*

Borderline


la tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d'amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito

*

Far posto all’angelo

dev'esserci forse un angelo
alla mia sinistra
e sì che per natura
non sopporto nessuno da quel lato
camminando per strada
che non sia una benefica presenza


chi mi accompagna nella luce
declinante degli anni
non sa di dover fare
posto all'angelo


che provvido
mi aiuti a scalzare
ogni giorno la morte

*

Ulissidi

veleggiare verso lidi
dell'Origine
impastati di luce
alchemica
in fondo agli occhi
aperti mari
dei sensi

*

Il preesistere

e tu a chiederti il perché
dell'effimera bellezza del fiore o
della breve luce che vive la
farfalla


e del preesistere
d'ogni singola specie non dici
che si sa nominata
e trasfigurata è oltre
quell'orizzonte dove
continuano
il mare i gabbiani nel fondo degli occhi

*

Pi¨ d’una vita

l'insistente
mostro della mente
e l'embolo d'ombre
e quanta
morte in questa vita
più d'una
a far nascere
ali
dove sanguina
la trasparenza

*

Nell’aria vegetale

si aprì il mattino azzurro
nell'aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d'un amore tendente alle
stelle

*

Mio sangue alato

tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore


vita: mio sangue alato


ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato

*

Prima del tempo

prima del tempo
non c’era che amore
quello-che-muove-
il-mondo
danza nel cielo
della Luce-pensiero
della notte
a scalzare le tenebre

*

A lato del cuore

non voltarti
indietro - mi dico -
percorri lo stretto
marciapiede a lato del cuore:
nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate
ascolta il grido
verticale
che da caduta si fa preghiera

*

Al parco

(fuori da un periodo depressivo)


vade retro male di vivere
nuova luce
di orizzonti leggo nello sguardo
dell'anziano sottobraccio nella
macchia di sole a farci isola
ora che nuovi
m'appaiono i semplici gesti
un sorriso una parola
forse questo
il senso mi dico
Lui ben sa
"utilizzarmi" al meglio
va-de re-tro mal du vivre
ti riconosco dal tuo odore
acre ti ricaccio nel buio
fondo

*

L’esistente

è dall'origine
della foglia la foglia-madre
così della parola
il cuore la luce
Verbo che muove
i mondi
il dio in noi
la bellezza dell'oltre

*

Alzheimer

i suoi giorni
come un vortice di foglie
a dilatare deliri
gioca
con le ombre sui muri
vuole afferrare
la biancaluna
incorniciata nella finestra


alle prime luci riaffiora
un barlume
di quell'io bifronte
che ha perso la strada di casa

*

Allo scoperto

(a Francesco futuro Santo)


uscire nudo allo scoperto
un morire al mondo
spoglio
di alibi-corazze
il cuore che risale
in luce
sue macerie
la vertigine del tempo vuoto

*

Docile alle Tue mani


docile pasta alle Tue mani
plasmami secondo il Tuo volere


sgabello di gratitudine ai Tuoi piedi


farfalla lucente di Tue piaghe

*

D’un sogno

casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto

*

Brandelli d’amore

dammi Signore
un collante di passione


-atto di fede
che snudi il giorno-


per fissare nel blucielo
brandelli d'amore


pezzetti
di me

*

Ali


riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose

*

Scampoli di vita

tra le pagine del cuore
sfogliate dalle dita del vento
passano bluffando con la morte
scampoli di vita


non può dimenticarci
la bellezza

*

La condanna

(a tutti i carcerati e alla loro metà)


bianco urlo dell'altra metà del cielo


(tempo scandito
a elaborare:
due prigioni - di qua di là
delle sbarre
-patteggiare dell'essere
con lo stillicidio che squaderna le ore)


dal fondo del mondo
luce ferita dove è terra
di nessuno


dove il cappio
oscilla

*

L’offerta

vagheranno le nostre ombre
la sera sulla terra
quando non saremo più
inavvertite
si chineranno sul fratello
come offerta
di perdono ad un'offesa
legata al sangue o alla lama
della parola
-balsamo sul cuore
inconsolato
sarà l'angelica
ala

*

La tentazione

(a Padre Pio)

 

estenuante lotta sanguinosa
poi alla luce ubriaca
del nuovo giorno ecco librarsi
sull'umano
azzurra ala la parte angelica

*

La ricerca

uscire
dal porto -il cuore in mano-
issare la vela della
passione
dietro lo stridulo
urlo dei gabbiani
tra le vene bluastre del cielo
foriero di tempesta
squarciare
nel giorno stretto
il grande ventre del mare
che geloso nasconde
negli abissi
i suoi figli

*

Giro di luna

giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata

*

Chi siamo

caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):


non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore

*

Alta Engadina

diario [mentre "mi" scrivo spiando
il mondo da qui tra terra e cielo]


è il caso di dire
un bianco
da ferire gli occhi
la parete del
ghiacciaio
riflettente una luce
quasi
ultraterrena


a bucare la notte
-mentre qui
mi scrivo

*

Il mio posto

 

a David Maria Turoldo


nella tua costruzione
Signore dove
metti il mio tassello


quale
il mio posto:


sia pure
l'ultimo - ma
come Tu disponi:


indelebile
profumerà
per Te il fiore
del mio sangue

*

Nell’ultimo

a Madre Teresa


di Cristo mi graffia
la bellezza


tocco
nell'ultimo la sua
dolorante carne

*

Un appiglio

[Studiando una poesia (in questo caso propria) può venirne un'altra e forse un'altra...]

 

giorni sui precipizi
vivendo
in braccio a capricci del vento


un appiglio sarebbe il cielo
a rinascere
in echi d'inchiostro?

*

Il quadro

lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori

*

Step


pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria

*

Un dÚjÓ vu

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare


gli sembra di esserci già stato
o forse l' ha sognato
... e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni


e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso (avvolto
nel mantello del vento)
sporgersi da una rupe
di passione
in un amen
il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza
del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
-la morte un paradosso

*

Senza carta e penna

(semiseria)


a tratti l'anima
ora esulta ora si perde
nei bui corridoi di parole dove
una quartina balenante e poi indistinta
vuol farsi luce ma quasi per sfida
inafferrabile si fa
gioca a nascondino con lui preso
di sorpresa nei suoi vortici... ahi!
sprovveduto poeta che non sa
raccogliere in tempo un sangue vivo

*

Kronos

fratto il Tempo


non più riflette
lo specchio - esser vivo
quasi una finzione


Sogno congelato
dove si piega
il cuore


-senza remissione-

*

Nel sangue della parola

[scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi
dalla morte di Alda Merini]


nel sangue della parola il canto
tuo del tuo amore
per la vita
segregata incompresa crocifissa


nel sangue della parola
l'azzurro
canto della "follia" che sale
dalle sbarre di carne dei manicomi


nel sangue della parola il grido
dell'innocenza violata e dei
diseredati che tu amavi
tanto

*

Questo Sogno

nel momento che
questo sogno di carne
si trasfigura
in cristalli di luce


una nuvola di uccelli
uscirà dal suo arioso
cranio


a glorificare il Signore

*

Glorificare la luce

(a un martire della cristianità)


complice il buio: a perdersi fra
le cose i gesti - nessuno
ad ascoltare il Grido - Dio
dov'era...


nessun canto d'angelo
-il suo cadavere trafitto
sulla punta delle stelle

*

Nell’azzurro riflesso

(ad un corrispondente immaginario)


un altrove in me ride sereno
-ti scrivo oggi col cuore


come vorrei -in quest'ora benigna-
che la sprezzante tua penna
s'intingesse
nell'azzurro riflesso
dove sputi

*

Come in sogno

[a chi è affetto da attacco di panico]


come nel sogno quando
a quattro zampe ti trovi
-impotente-
a graffiare la terra in salita


... poi la libertà del risveglio
mentre ad allentare
la morsa è quella
impressione di morire

*

Ad Ungaretti

nel carnato della terra
d'alessandria -zolla
palpitante nel sole


nascita di un dio minore
a battesimo d'inchiostro

*

Io ero lÓ

(nella ricorrenza dell'11 settembre)


quasi un assentarmi da me (stato
catatonico davanti allo schermo)
(auto-
difesa inconscia per non viverlo
quel momento?)


-ma io "ero" là
tra vite spaginate nell'aria:


io presente-assente
stagliato contro un cielo stravolto


...e in me


cadevo

*

Sogno un mare d’erba

(a Walt Whitman)


amo le tue odi dolce vecchio
Whitman -
un lampo ed ora ti vedo
tra nubi giocare coi capelli
di Dio Padre (tu ritornato
bambino) - ed ecco
ti si ricongiunge l'ex
"allievo" - il profeta *
barba-di-luce - fluttuante
nel mare d'erba del cielo


* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,
morto il 5.4.97

*

L’ego

ovattata vita
di chi l'altro non "sente"
-muro eretto
con impasto dell'ego


inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo

*

La bellezza della rosa

[ispirata da una omelia]


le tue scelte abbiano
profumo di Paradiso
-anche se
verità attira
l'odio del mondo


la bellezza della rosa brilla
del sangue sulle spine

*

Colui che intinge

non si estingue questo fuoco
che passa per la carne del cielo
-il mio abbracciare dalla croce il mondo
-il tuo trafiggere nei secoli
questo Cuore senza più sangue


di giuda è piena la storia - tu
guardati intanto da chi
credi un amico:
è quello che con te condivide
il pane la luce l'obliquo raggio
degli occhi

*

Non Ŕ che un perpetuo tramare

la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:


non è che un perpetuo
tramare
"cospirazioni" del nascere


miracolo d'amore

*

Radici

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu


un sentirti perso - fuori
dal tuo centro - quasi senza
un io reale


... e in quel frangente
aggrapparti con l'anima
a radici del cielo


-come ad una madre

*

L’energia s’addensa

l'energia s'addensa in un tempo
rallentato


-noi qui nel divenire


-palpiti d'anima e cielo


(un
trascendersi)

*

Vortice di foglie


distrazione
del Supremo - dici - la nostra parte
mancante? ovvero caduta
d'angelo nel mare-mondo?


non siamo
che un vortice di foglie


ma se il precipitare
in se stessi è in vista di risalita
(alla notte
segue il giorno)


allora non esiste
-sai- chi potrà recidere
questo cordone ombelicale col cielo

*

Negazione della morte

inargenta sul mare la fine del giorno


sapere che Qualcuno
da sempre mi conosce


notte d'ossidiana ora m'avvolge
mi sogna nelle vene del buio
io
non posso morire


morire alla vita...

*

Cos’Ŕ il mare


non puoi spiegarlo
alla bimba dagli occhi di luna
se non l'ha mai visto prima


se non è rimasta rapita
dal ricrearsi sull'acqua
di riflessi dorati
-ed è poesia...


lei può solo sognarlo - il mare -
come una carezza di vento
salato e spazi
aperti e voli


vederlo nel proprio cielo
alla stregua in cui s'immagina
un altrove
chiamato paradiso

*

Aleph

 

nell'oltre non c'è ombra
-lo sai- ombra che ti possa
nascondere allo sguardo


è una chiarità che t'attraversa
non come qui che guardi
per speculum in aenigmate


lì non si consultano dizionari
né atlanti: sei tu la biblioteca
il motore di ricerca


-alfabeto voce conoscenza- :
nel Tutto tu sei e tutto
è te - (l'aleph del poeta cieco)*


è dove ti si svela ogni
contrario - la vita non è prima
della morte


* Jorge Luis Borges

*

Congetture

si vive
per approssimazione


si sta come
d'autunno...
di ungarettiana memoria


o
dall'origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte
... fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un'altra cosa...


congetture


ma lasciatemi sognare
un sogno che non pesa

*

Come un irradiarsi di cieli

 

Amore è una parola a rischio
Nelo Risi


Amore è


come un irradiarsi di cieli
anteriori


esaltazione al calor bianco


o
pane impastato con lacrime


un lungo lungo gemito più
che sospiro di vento e foglie


casa del sole e delle ombre


dove disarmato
è il cuore

*

Mare dentro

 

riverberi maja di luce


rosso schermo dietro
gli occhi (te supino) in
barbagli a lenti
tratti


le vene del mare coniughi
con geometrie
di gabbiani sul filo arcuato
d'orizzonte


questa vastità
di cielo e mare
dentro - le
anime del mare -


... come perdersi


[Pola, 6 agosto 2011]

*

Fragile palpito

in una selva di gridi
come lepre braccata
dal tuo incondizionato amore:


Tu che governi i cieli
"bisogno" hai di me?


perché pungoli questo
fragile palpito


fino al sonno della morte?

*

Si dice di Agostino

[Al Dottore della Chiesa
il quale dava da "masticare" il Verbo]


si dice di Agostino - era forse
un sogno? -
gli fosse apparso un angelo-bambino
che voleva raccogliere
con una conchiglia
tutto il mare in una buca


la morale tra le righe: nulla è
impossibile a Dio


(prima che passasse nell'aria e fosse aureolato
da giovane Agostino era un dissoluto)

*

Venne a trovarti la poesia

giunse come un vento lieve
a frugarti le pieghe
dell'anima
e guidandoti verso stanze
inconsce
mondi paralleli ti apriva


ora sperimenti
il tuo daimon
-a divorarti
per sempre

*

Fosfeni

a Maurice Maeterlinck, drammaturgo


è finestra sul cielo
il cuore invaghito a carpire
fòsfeni lampi


tu custode
dei sogni - dal cuore puro -
ti libravi come
i tuoi uccellini azzurri
che "si nutrono di raggi di luna"


e
si espandono
nell'Inconoscibile
tra svolìo di ali...

*

Nel cerchio di dolore

nel cerchio di dolore
lo tiri in ballo - ed è sì umano
quel "Padre perché m'abbandoni"
occhi rovesciati e veste
di sangue -


tu cerchi
una via d'uscita
eviti la porta stretta

*

Da una parabola

"non puoi servire due padroni"


scrivere con la luce
la vita la morte
vestire
di primavera i gigli


non così l'uomo
dal suo apparire


preso nel vortice
delle cose
egli scrive su sabbia l'avere


-nel cuore la paura
del bambino

*

Cosa resterÓ

siamo mistero a noi stessi
cosa resterà quando dopo
di noi sarà a sopravvivere
finanche l'albero
vetusto del giardino di fronte
e le suppellettili e i cari libri


la tua la mia storia
scritta sull'acqua

*

Sogno bagnato

[dalla parte dei traditi ed uccisi]


vedere l'angelo
della morte
entrare nel mio sogno


ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani


"tu quoque brute"
... per mano di chi
si credeva amico

*

Il raggio verde

[ad Agnes (Madre Teresa)]


filtra raggio verde
dalla porta
della conoscenza


vi accede l'anima
assetata in estasi


sanguinando amore

*

Dai cieli del sogno

precipitare dai cieli del sogno
fino all'età adulta
richiami di sapori
di voci l'odore
del mare inalare il vento
salato sibilante sotto
le porte -
gibigiane echi
liturgie
di memorie
l'iniziazione del sesso
i segreti


... cieli dell'adolescenza
passati come in sogno

*

V˛lti al cielo

(ai martiri della cristianità)


(testimoni -
non maestri coi loro
fiumi di parole)


vòlto al cielo colui
che grida nel deserto - l'uomo
pneumatico - *


in visione celeste rapiti e
fulminati
sull'altare le mani
a benedire - rosso fiore
sul petto -


* per San Paolo è l'uomo spirituale

*

Alberi che camminano

[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]


a Madre Teresa
e altri 'grandi' fino a Gino Strada


il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi
che camminano


oggi dallo scrittoio del cuore
vorrei dirti gino
che insieme a te si alzano
dalla radice del bene


alberi che camminano
anche se
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo

*

Nell’urlo

(mercoledì delle Ceneri)


nel giro delle braccia
le acque del mutamento - le mani
a impugnare il limite


penetrare in sé
nel profondo - eredità
di cicatrici - dove si tende
una strada nel cielo


rigenerarsi nell'urlo
della croce

*

Quel senso di

aspettando sempre qualcosa
qualcuno:
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperdimento quando la vita
è a chiederti
dove sei tu


quel senso di...


aspettandoti -
aspettando di nascere

*

Di altrove

[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]


di altrove
è lettura capovolta il mondo


chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere


così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue

*

Aung San Suu Kyi

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione


non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte


dal suo sangue si leva alto
il grido di purezza
a confondere intrighi di potenti

*

Non ricordo

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?


-non ricordo: in verità ti dico
l'Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato


ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale

*

Di qua del velo

onirica visione dell'eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno


un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

*

A ritroso

(Hikikomori)


un vivere a ritroso
le spalle all'oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l'ombra e l'anima


hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E' il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.

*

Dove piove musica

[a David Maria Turoldo]


ai confini del cuore
zona rischio lebbra


dov'è l' essenza
luogo non luogo dove
piove musica


rendimi bianco
come neve delle vette


Signore

*

Per metafore

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce


(farfalla
di fumo)


foglio bianco
schizzato grido

*

E tu a dirmi

lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua "follia"


e tu a dirmi: Lui
l'irrivelato
nasconde il suo azzurro - è
lamento amoroso

*

Armonia cosmica

espansione a irradiare
poesia a labbra
di luce


indicibile fiore
del sangue

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso
-avvolto nel mantello
del vento-
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso

*

Dell’indicibile essenza

dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza


solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce

*

Step

pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria

*

Ti so dolce presenza

 

A Carlo Acutis, morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura della Causa di Beatificazione)


ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
nell'apparirmi in sogno mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai


-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste

*

L’invito

Il poeta: un vuoto
G. Seferis


e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto


parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole


la plasmi a scalpelli di luce

*

Ri-creare la Bellezza

A Lolek (Karol Wojtyla)


la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce


- posata sulla stoltezza
del mondo

*

L’esistere specchiato

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *


ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -


un mondo in un altro


*il corpo secondo la Bhagavadgita

*

Nel segreto del cuore

 

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte

*

Libro sacro

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola

*

In una goccia di luce

s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce

*

Sic transit

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge


è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza


lo scheletro la trasparenza

*

Spiove luce

spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria


siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?

*

A specchio di cielo


a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore

*

Momento

ad Angela


torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano


ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell'eterno

*

Mondo


freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato


tu esperienza della ferita
per l’amore che lasci morire
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?


dell’uomo incompiuto vòlto al cielo
tu mondo piaga e grido

*

Se ci pensi


capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?


se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d'ali


- e tu immagine
passeggera
dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -


ci sei ma non ti appartieni
sebbene all'esistere
ti attacchi
come ostrica allo scoglio


mentre ti ripugna
il disfacelo lo scandalo
della morte
il salto nel vuoto

*

Entrare nella luce

leggere sull'acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi


nella parusia entrare nella luce
goccia
che si frange nel sole
- che contiene un mondo

*

Lacera trasparenza

insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza


sostanza di luce e silenzio


sapore dell'origine


fuoco e sangue del nascere

*

Ricorda

[ispirandomi a David Maria Turoldo]


sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina


ma sei amato


immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia


ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido


ricorda: sei parte
dell'Indicibile - sua
infinita Essenza


nato
per la terra
da uno sputo nella polvere

*

Insostanziale la luce

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)


luce verde della memoria
scuote la morte:


il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile

*

In sogno ritornano

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
si affaccia nel tuo sogno sudato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell'inconscio dove naviga il sangue
e tu non puoi disfartene

*

Maya

il di qua dice l'asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno


sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito


non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra


si è dunque
del cielo o anelito
d'infinito ancor prima
del primo respiro?


- certa è la fiamma che dentro
ci arde - sottile -

*

Ad altezze segrete

(volontariato)

 

sperimentare l'Indicibile


spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete

 

sperimentare l'Altro da sé
nel diversamente abile - pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita -
lui ti ricambia con l'oro
di un sorriso

*

L’essenziale

arrivare all'essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)


così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all'Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico

quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra

*

Morire a ritroso


amiamo ciò che passa
legati eppur distanti
a corpi di carne mentre
il tempo scava lento
per noi e per la morte che
buca la notte
è un morire a ritroso finché
si esce da questa
vita da questa
morte

*

La notte laterale

unghie crescono nella morte
il gravitare dell'ombra che
ti segue a lato - questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte

*

Sotto un mutevole cielo

[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]


sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso


cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell'ora dolce dei vivi

*

Sperdimento

silenzio-ombelico di luce -
affondo
in vertigini di cielo

 

... unforgettable...
le uve dei suoi occhi
ad addolcire il sangue

 

(sperdimento il tempo
che si sfoglia e squama
questo cuore di paglia)

*

Sospensione

un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

 

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi

*

Dal di fuori

precipitati da un primo
mondo di luce indivisa -
essere qui e insieme
altrove


dal di fuori il pulsare
dell'universo
impregnato di dolore e di canto


questo dolore questo
canto: ne siamo
l'essenza


siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno

*

Quel sorriso

oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell'aria
ti appare ora sospeso come fumo

 

lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove -
l'ha disperso il vento

*

Se questo mondo

se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani

 

su me che sono altro
scommetti pure la tua vita
di me non vergognarti:
ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d'amore

 

sono il mattino che ti coglie
cuore di madre

*

Nell’abbraccio del mistero

terebrante luce: intima
ferita celeste

 

(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)

 

nell'abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi

*

Io-un altro

questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte

*

Per speculum in aenigmate

chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa


questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria


...caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia


un ri-trovarsi:
moltiplicato

*

Stanze

[ispirata leggendo Il corponauta -
appunti di viaggio di uno spirito libero,
di Flavio Emer]


io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell'oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me


rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell'abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue

*

A risalire le ore


non resteranno tracce
dei giorni informi
solo parole
scritte sull'acqua

 

a risalire le ore
del sangue il vortice
del vuoto: solo
parlerà l'amore
che si è donato

*

Gioco di specchi

l'ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te - insospettato

 

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi...

*

Ha memoria il mare

grovigli di rami
disegnano
la forma del vento
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d'acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

 

interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce

*

Parvenza d’amore

pietre ancora calde di sole
con la luce declinante
una virgola di amore ti è rimasta
negli occhi
-un sangue rappreso

 

come un olio è passata la luce
sopra il dolore -
pseudoincarnazione di
un sogno -

*

Creatura

mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano

 

Signore non posso
che offrirti il mio niente -

 

fragile creatura
una morte ti devo

*

Il peculio di luce

(a Simone Weil)

 

(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco
fremiti di vita)

 

ha mani che sfondano muri
di solitudine

 

amore

 

germoglia grido di luce
da nuovo dolore

*

L’ombra

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce - se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

 

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

 

che estinta con l'ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra - senza un grido
tutt'uno con la morte -
senza perché - solo ombra

*

Sprazzi di pace

spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento - quasi
provenisse dall'oltre

 

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare -

 

il vissuto la vita
sognata

*

Mio sangue alato

tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore -

 

vita: mio sangue alato

 

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato

*

Fantasia

nel giro d'una
luna
ti sognerò levarti
da orizzonti di fuoco
su cavalli
d'aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell'amore

*

Poesia cosmica

io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce

 

sentirmi espandere
nell'amore
infinito sparso per il cielo

*

M’inond˛ il sogno

fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo
vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

 

il mio sangue confuso col cielo
della memoria
precipitato nella vita

*

In un punto dell’eterno

(momento)

 

spiove luce di stelle
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell'eterno palpitò la mia essenza
biancore irreale
carne-e-cielo
l'Io
nell'oceanosogno si guarda cadere
a imbuto
fuori del tempo
fino all'attimo prenatale
alla luce del sangue

*

Voli a solcare l’indaco

(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)

 

ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini - l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro...

*

Creatura di sabbia

io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido

 

Sogno sono di me

 

io creatura
di sabbia

*

Poesia

scavare nascere nel bianco - parola
intagliata nel cielo del sogno -
è come estrarre sangue dalle pietre

 

(ecco forbici di luce
sfrondarti):
la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

 

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)

*

Sei luce sei fuoco

presente a te
chiamami amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio
galattico
presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro

*

Gravide di lampi

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni

*

Infanzia

[Eravamo nell'età illusa
Eugenio Montale]

 

la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell'oro del sole appesi
alla luna

 

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

 

quel sentirsi dèi - quasi
alati senza peso - e
non sapere la vita


Innocenza nostalgia del paradiso

*

Vita in nuce

sangue del pendolo
tempo-maya dagli occhi
di giada
capovolti

 

nell'oltre è cuore
del sole abisso
di cielo - antimondo

*

Sospensione

tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo-sospensione l'aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non-tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale

*

In fondo agli specchi

(a J. L. Borges)

 

in un moltiplicarsi di specchi
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu -
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno
-lì è il centro il mondo
rovesciato

*

Vento di memorie

è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
vento di memorie
la vita
-ora sospesa
carne e cielo

*

Angeli caduti

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

 

ora non sanno più chi sono

 

presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce - curano
le ali spezzate

 

per risalire nell'azzurro

*

La vita inesauribile

la mente in stand-by
ti culla un canto
d'alberi e di cielo
assapori per poco ancora
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che ti scorre
dentro come un fiume (batte
rotondo nel sangue il tuo tempo -
ti senti in comunione col sole):
adesso che afferri
vita - più vita - allontani
per paradosso la tua
dissoluzione

*

Angelo della poesia

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue

io-non-io: in me ti trascendi e sei

d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore

*

Il lago del mio spirito

al di fuori di me -
io stesso luogo-non-luogo -
mi espando

 

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

 

fremito d'acque e stelle

*

Chi siamo

caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):

 

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore

*

Uroboros

calato
in un io che non sai dire
chi sia se non presenza
passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell'amore:
attesa di pienezza nel pleroma

*

E violentaci dunque

 

(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il
morbo dell' AIDS)


(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.
Eugenio Montale)

 

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte -
tu messo in un angolo come vergogna
presto non più
che mucchietto d'ossa - Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo
-tu bambino già adulto-
con la purezza del tuo giorno breve

 

mentre questa morte - vedi -
già s'ingemma di sole

*

Nel paese interiore


nel paese interiore eiaculo i miei sogni -
fuoco e sole dell'anima - vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

 

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce

*

Trasfigurati aneliti


(a Emanuel Swedenborg)

 

(quest'abito sta stretto - è
peso di terra

 

un fuoco passa per la carne)

 

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

 

per volare fra le braccia della
luce

 

profonde azzurrità
l'attraggono - sua origine e
sorgente

 

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
- di là - benevoli

*

Risalire all’immagine infranta

(A Danilo Dolci)

 

risalire all'immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo - limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
il tuo credo e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell'uomo nuovo - del suo
costruirsi incessante -

*

Un dio cibernetico?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)

 

vita
sovrapposta alla sfera
celeste regno d'immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell'occhio-pensiero

*

Anche per voi

 

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte

*

Essere

bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d’entità
masticati da morte)

 

essere
come momento
il Sé
universale

 

perdersi in chiarità
di cielo
farsi libro aperto

 

(dove albeggiano
azzurrità
di strade alte)

*

A risalire vortici

a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d'ore
ubriache)

 

vorresti tuffarti
nell'azzurro fonderti
con la luce

*

Nei tuoi occhi di vento

[A Davide, morto a 17 anni
il 16.4.1995, la domenica di Pasqua]

 

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

 

eri la loro preda di turno: sul collo
il fiato di quella banda di cani
armati di mazze

 

(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

 

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

 

ti ho rivisto all'obitorio: sentivo
palpitare un intero
universo
nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo

*

Iqbal

[in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995.]

 

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

 

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli

 

quel mattino che nascesti in cielo - dimmi -
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?

*

Sogno

(a Dino Campana)

 

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta - in un istante

 

l'anima del
poema mai concepito
s'imbeveva di alfabeti
ineffabili -
galleggiava in quella luce
bianca

*

Parola

(una stella di sangue è il sole
della pagina)

parola - tua preda o forse
tu
sua preda

amore
zenitale

le nozze del fuoco

*

Come sospesi

è perdersi nelle stanze
arimaniche
questo disconoscerti
poesia della vita
è come stare sospesi
nello sporgersi
da delirante vetta interiore
l'aprirsi
di crepaccio
la sua bocca ad urlo

*

La vita nelle mani del vento


palpebre d'aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d'ombre
annegano il grido
dell'anima giocata testa e croce

*

Magnetici occhi ha la notte

(a Hemingway)

come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell’ombra
occhi in liquido cielo
capovolto

*

Lsd

nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d'amore immagine
accartocciata mortale

*

Io

da acque amniotiche
gettato dentro il mare-mondo
l'io: tanti io diversi

io sospeso spasimo
fatto vertigine e sogno
io-onda io moltiplicato
e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
d'arto amputato

*

Tiro alla fune

luce/ombra le mie due metà
tendo all'Uno all'androgino
l'io la linea che mi
divide
in grovigli di vene
sussistono tutti i contrari
un tiro alla fune
finché
non si frantuma il mio corpo
di vetro

*

Grido il mio nome

smarrimento dell'essere a
mimare la morte
io anelito sulla
bocca di Dio
perduto grido il mio nome
nei crinali del vento
discendo
nel mio specchio
attendo
una nuova nascita

*

Giro di luna

giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata

*

Azzurre profonditÓ

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi) -il foglio la mano un
vuoto-
mi levo dal sogno bagnato
di luce

*

Dentro una sospensione

forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte -
col terzo occhio (in un
capriolare all'indietro di dolce
vertigine) fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
-appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell'immenso corpo cosmico

*

Cielo indaco

confondersi del sangue con l'indaco
cielo della memoria dove l'altro-
di-te preesiste - sogno
infinito di un atto d'amore

*

Fragile foglia

e nel momento del distacco

l'io si farà fragile foglia

appoggiata ad una spalliera di vento

*

L’ angelo

noi lacere trasparenze

-sostanza di luce e di sangue-

a superare d'un passo la morte

 

solleva l'angelo un lembo di cielo

svela l'altra faccia del giorno

*

Libro

mastica piano la morte

il libro del corpo - orecchio

del cuore - : fatuo

risillabare palpiti di soli

fino all'ultimo

rigo-respiro

 

-congelato di bianca luce

 

*

Nascosto star˛ nella rosa

finché non avrà inghiottito

il tempo osceno il suo grido

nascosto starò nella rosa

azzurra

 

perché non intacchino

i veleni del mondo

la bellezza del cuore

*

Dentro silenzi d’acque

[Incontro]

 

sul lago s'è alzata la luna

dentro silenzi d'acque

è dolce la luce

nel respiro

delle foglie una smania che dilania

abbraccia i contorni della notte

*

Ho sognato di essere trasparente

vortico in un vento

di luce

 

da fenditure di un sogno

spio il mondo

*

Inverni

quanti ancora ne restano

nel conto apparente degli anni

incorniciati nella finestra i rami

imperlati di gelo e la coltre

candida che copre

anche il silenzio dei morti

 

immacolato manto

come una immensa pagina bianca

la immagini graffiata da

due righe di addio

il sangue delle parole già

rappreso mentre

è lo spirito a spiare da un

lembo del cielo

*

Nostos

in lampi di visioni

vita sognata

con occhi di cielo

 

il sangue ad ascoltare

la verde età

fuggitiva

*

Ladro di parole

[l'ispirazione della poesia]

 

la farfalla immagine-pensiero

sotto la volta del bicchiere

-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo

attimo e poi il volo...-

la destrezza nel carpirne la luce

frangente nei colori -

l'inavvertito suono

*

La visione

ancora sono sogno e inizio

di pensieri e sento

un angelo con l'ali

vellutate coprirmi

 

nel bianco silenzio

allagato di luna

mi do d'amore mia "fuga"

nell'intima mia essenza

sorda al mondo

*

Marina

sull'onda bianca della pagina

inavvertita la musa

come un'ala si posa e

si china discreta

a ricreare di palpiti un vago

sentire di mare

*

Ali

riscattare le ali

contro l'ingiuria del tempo

risalire

luce dopo luce

a un'alba rossa di vene esplose

*

In divenire

appoggiato alla spalliera

d'aria del divenire

tu -

 

arcoteso

 

futuro anteriore o

tempo che ti mastica

sangue del pendolo

*

Forse un angelo

a trascendersi in me

è forse un angelo

nel punto dove l'anima vibra

come diapason

e in un mutevole cielo d'occhi

mi asseconda

a snudare la bellezza

da frammenti di parole e suoni

 

qui nel mio sangue

ecco si leva il fiore

che non so dire

*

Quel che sono

(ispirandomi a Nicodemo)

 

sono quelle immagini

che in me parlano

a consegnarmi a un io

vissuto come in sogno

 

nell'avvicendarsi degli anni

m'inerpico sulle spalle

di quell'io di ieri

per vedere il mondo dall'alto

*

Fiume d’echi

fuoco delle attese dove

anime si cercano e

nell'aria liquida

voci annoda il fiume

di luce e ricama

sospiri

*

Nell’infinito di noi

(visione)

 

abbracci senza

mani

di corpi immateriali

 

i nostri

volti unificati

 

noi fatti d'aria

 

tu ed io

 

una sola persona

*

Munch

nel buconero

del Grido

spiralante la vertigine

 

la raccolgo dentro

un foglio

 

vedi

 

pesco sogni di ragno

rimasti

nell'intreccio della tela

*

Sguardi e il tracimare

sguardi e il tracimare

di palpiti

alle rive del cuore

 

aria dolce come

di labbra

incanutire di fronde

nella liquida luce

*

Il pensiero vola

il pensiero vola

 

quindi

volo

 

anche se zavorra

giù mi trattiene

 

le invidio tuttavia

per quegli ossicini cavi

le creature del cielo

 

noi

-peso di terra-

ossa come vetro

a sbriciolarsi con gli anni

*

Naufragi

il viso un libro

le pagine

gli io indefiniti

maschere che indosso

se non mi trovo

 

poi s'apre

il corpo -occhi

lapidati- nell'emergere

dai tanti me

 

*

Vivere in volo

fantasia questo vivere

in volo

nella liquida luce

 

notti acrobate

a fare incetta di sogni

per un’alba d’inchiostro

*

Una certa luce a flettersi

una certa luce a flettersi

nella dimora della mente:

quel tuo ostinato cercare

tra i naufragati ricordi

il volto amato

reciso dalle forbici del tempo

 

nell’assedio degli anni

oggi ti sorprendi

a dar corpo alle ombre

 

di fantasmi inanelli il tuo presente

*

Di altrove

di altrove

è lettura capovolta il mondo

 

chi ti dà

occhi buoni per il cielo

se non sai vedere

 

così la cieca

sopraffazione

la gioia cattiva del sangue

*

Dai vetri

tè per due ed un sorriso

ricambiando lo sguardo

sopra il bordo della tazza

 

dai vetri il fermento

con gli ultimi guizzi di luce

e un altr’anno alle spalle

 

altro non t’aspetti

non la bottiglia dall’oceano

tutto già accaduto

 

pure

tenti glissare

sui sussulti del sangue

*

Sconnessione

pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni

 

ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo:

e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae

*

Nascita

come appena

emerso

 

da naufragio di sangue

a luce

ferita

 

rosa

del tuo fiato - madre -

*

Blu marino

sciami di pensieri

sparpagliati

in riflessi di luna fantasma

ore dilatate un’alba fitta

d’inchiostro blu marino

 

altri me a sciorinare

-tenerezze in sorrisi di fiori-

della vita anteriore

*

Ondivaghe maceri parole

quando ti rigiri tra le lenzuola

-ondivaghe maceri parole

dove latita il cuore-

somigli al gabbiano ferito

che solo in sogno ritrova

il suo mare - la vita altra

*

Nudo alla luce

è velo che cadrà la carne

 

rendere fruttuosa la morte

"perdendo" la vita

 

rovescio

dell'io tra nome e senza nome

 

ma è l'amore che mi sceglie

 

-nudo

alla luce

 

ho sognato d'essere trasparente

*

Angelo della luce

adagiati creatura del sogno

sulla curva del nostro abbandono

 

la lontananza è ferita insanabile

un cielo d'astri divelti

 

e tu balsamo sei

-tu orifiamma tu altezza

sognato stargate-

dove voce insanguinata c'inchioda

 

dalla caduta

 

*

FonŔma

insufflato dal dio

passa come un vento di mare

il ricercato fonèma

 

che nel sogno dispiega le ali

di scintillante bellezza

*

Ricambio d’ali

va controtempo in un ricambio d'ali

l'angelo insozzato di mondo

 

nel sonno del giusto

abbevera le radici

del sangue della luce

*

Indivisa sostanza

sono indivisa sostanza

dimora delle origini

porto il respiro di voci

tra ramate ombre

 

nelle trame del vento

lascio si dilegui la morte

mi vivono nella carne

illimitati cieli

 

mi ustiono di rosacea luce

 

*

L’essenza

inadeguati noi

gettati nel mare- mondo

legati ad una stella di sangue

 

noi siamo l’alfabeto del corpo

che grida

il suo esserci

 

noi essenza degli elementi

 

appendici della terra

 

labbra del cielo

*

In un levarsi di voli

scuce tempo Penelope sdegnosa

così noi a sfogliare le ore morte

 

fuori dal tempo uroborico

in un levarsi di voli sarà voce

del sangue a dirci che forse

non sarà stato che un sogno la vita

*

La misura del sogno

avevi l’occhio lungo tu

nel dire che la vita ricalca

le orme dei passi

 

altro sangue i destini

che ci unirono

 

sai:

nelle acque della memoria

oggi di te non cerco

che la misura del sogno

 

nell’ondivaga luce degli occhi

trasparenze

*

Le vele del sogno

me ne andrei quasi di soppiatto

alle prime luci

mentre si fredda la tazzina

mai portata alle labbra

 

entrerebbe il vasto orizzonte

nei miei occhi azzurrocielo

il mare aperto

nell’abbraccio

delle vele del sogno

*

Un canto nelle vene

scompariremo

 

sì - la verità ci attende

 

spariremo alla vista

per essere altro: forse

vaghezza di nuvola o

sorriso di fiori

 

saremo volti

che galleggiano

sulla superficie del sogno

 

e avremo nelle vene un canto

*

Briciole di poesia

anima

casa di mare

dove a frotte s’annidano

gli uccellini azzurri di Maeterlinck

a ispirarmi l’abc del sogno

a beccare briciole di poesia

 

ferve nel tuo cielo

un volteggiare

di fòsfeni ed ali

*

Senza titolo

ora

il mio sangue si eleva

al battesimo della luce

 

vedi

sono fiorito

 

e la morte non la ricordo più

 

sono uscito da lei come da un fiume

di tenebra

*

Elegia

ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda

 

anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché

 

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

*

Geografia di graffi

dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio

 

pensavo fosse finita
mentr’ero sballottato
come una cosa

 

poi mi guardai
la geografia di graffi

 

e mi toccai
inebetito

*

Lungop˛

noi due mi dici
siamo della stessa pasta
-quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio

 

le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d’acqua

 

tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso

 

mi chiedo quanti inverni

ancora nelle ossa

che gemono nelle giunture

*

Angelo

angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all’ indietro
a contemplare i lineamenti perfetti

 

nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m’ incantavo

 

poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo

 

quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi

*

La rosa di sangue

in sogno spio se

riesce a passare "qualcuno"

per la cruna

Dio non è stanco

mai dell'uomo

 

gl' insulti gli sputi

gli scivolano addosso

Lui perdona sempre perché "non sanno"

 

sempre viva è la rosa di sangue

e splende di bellezza

*

Sapremo

sapremo - io di te tu di me dei nostri

scheletri nell'armadio

di ciò che non ci siamo detti

delle ammutolite coscienze nell'ora

alta delle scelte

dove si curva l'orizzonte dei pensieri

 

sapremo - non per speculum

in aenigmate: trasparenti saremo

*

E oggi che mi ritrovi uomo fatto

padre che sei rimasto di me più giovane

consumato anzitempo

una vita sul mare e le brevi

soste col mal di terra

 

avevi la salsedine nel sangue

 

così presenti

mi restano le rare passeggiate

mattutine e mai che mi avessi preso

per la strada in discesa

a cavalcioni sulle spalle

 

di carezze non eri capace

 

e oggi che mi ritrovi

uomo fatto

sai: mi fa male quel distacco