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Raccolta di poesie di Simone Madarena
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Sabbie mobili

Un labirinto di cemento

e mille strade di pensieri.

Ascoltando i discorsi del vento

In me tramonto.

*

Vega

Io so dove finiscono le profondità del mare

sognando tempeste.

O dove la primavera nasconde i petali zaffiro dei suoi fiori.

So anche quali segreti sussurra il vento alla neve.

O nelle cristalline nottate invernali quali verità bisbigliano le stelle.

 

I suoi occhi.

Nei suoi occhi,

il mondo

trova un senso.

*

Per i suoi occhi di neve

Tremolante,

fioca luce.

Mi perdo

nelle infinite tempeste di neve

che cela il suo sguardo.

Sprofondando in oceani di quiete,

frammenti di un stelle

come schegge di cielo,

ladre,

mi rubano l'anima.

Dolcemente annego

nelle profondità cristalline 

dei suoi occhi.

*

Epifania

Ho smesso di scrivere

o meglio ho smesso di scriverti.

Non vuol dire ti abbia dimenticata.

Anzi.

Però è semplicemente più giusto

che tu rimanga dentro di me.

Ogni tanto il mare mi parla di te.

Ma io non l'ascolto mica,

fossi scemo.

Non ci tengo a perdermi.

Oddio,

Ogni tanto un orecchio glie lo tiro.

Come sei buffa nei suoi racconti:

una cotoletta di sabbia.

Ma rinvengo subito,

mi ritrovo solo nel buio.

Ma sono poi così solo?

Con me c'è la notte,

c'è il mare,

una pallida Luna.

Infondo,

cosa può volere un uomo

più di perdersi sotto questo cielo stellato?

Ora sono sabbia

Ora sono mare

Ora sono vento

Ora sono rumore

Ora sono oscurità

Ora sono niente.

 

 

 

 

 

*

Ti troverņ, mi troverai

Andremo avanti.

Vendendo freddi scorrere i giorni

nella loro buffa nevicata di ore,

e non ci incontreremo mai più.

Tu non mi cercherai,

persa nelle luci della tua aurora.

Io non ti troverò,

distratto dalle ombre dei miei tramonti.

 

E ogni tanto ti penserò,

e ogni tanto tu mi penserai.

E mi vivrai nelle tue ore che verranno,

e che non saranno mai più mie.

E ti vivrò in tutti i giorni che ancora devono venire.

 

Ci sogneremo,

e a volte ci sveglieremo lontani.

A volte tanto vicini

da sentire i nostri respiri affannati dal sonno.

Altre volte,

semplicemente,

torneremo a dormire

per continuare a sognarci.

 

Ci convinceremo che non avrebbe mai funzionato,

che era tutto sbagliato.

Riusciremo anche a credere

alle menzogne che ci racconteremo nel buio della notte,

nella vana speranza

di renderla meno oscura.

 

Andremo avanti

e non ci incontreremo mai più.

Ma non ci abbandoneremo mai.

 

*

Tanabata (Confessione di una stella)

Io.

 

Tu.

 

La gente. 

I loro occhi,

una galassia di stelle.

Un fiume di luci,

come lacrime divine

in cui perderci.

 

Anche oggi piove,

e nessun ponte d'ali

potrà mai portarti da me.

*

La principessa splendente

Una barca di marmo alla deriva.

Nel suo giocoso

scintillio d'acqua

rivedo il tuo sorriso,

i tuoi capelli bagnati.

 

Mi volto.

 

Il vuoto.

 

Una perfida folata di vento,

mi accoltella con il tuo profumo.

Sotto questa pioggia di sole

lentamente annego.

 

Il riflesso rosso del vespro,

muore

sulla pelle di marmo

di questa città.

 

Raccolgo i frammenti della mia anima.

 

Sarai sempre la mia kaguya-hime,

tornata alla sua Luna.

 

Roma 30/04/18 

*

Due ombre

Due ombre,

due volti da bambini.

Pallidi ricordi,

mentre la luna disegna i tuoi lineamenti.

Solo il vento

può bisbigliare il mio nome.

 

Tu eri il sole.

Caldi arcobaleni di colori,

morivano nei tuoi occhi.

Ora c'è solo una pallida Luna.

Ed io sono la notte.

Nel mio buio tutto divoro,

anche la mia anima

dilaniata,

dal masticare

della mia memoria.

 

Perso in questo cielo di pece,

mi è facile ricordare il tuo volto. 

Echeggia nella mia anima

come il suono di un sole

al tramonto,

come il colore,

tetro,

di un violino che piange nel vento.

 

*

Venere/Cenere

Due mani serrate,

dolcemente,

si sussurravano sogni.

Mentre io sommerso

in una mareggiata di capelli d'oro,

soffocavo

le fiamme della mia anima,

negli oceani

infiniti

dei tuoi occhi.

*

Sospiro

Sei così leggera,

forse più di un semplice bisbiglio di vento,

ma fai troppo rumore dentro di me.

*

Resti di me

Un fantasma,

un'ombra,

nulla più di un'anima in pena.

La sabbia

le mie membra,

il mare

la mia voce.

*

Confessione

Una notte irreale

e un mare calmo

che lentamente mi bisbiglia pace.

 

Ma la solita tempesta di pensieri

tormenta la mia anima.

Mentre una dolce e pallida Luna

persuade le tenebre a far rischiarire un po' il mondo.

 

Eccoti

in quella fievole luce.

Capelli dorati che danzano in quel mare di pece.

Ora una flebile brezza notturna gioca col tuo profumo.

E quegli occhi

privano di luce anche le stelle più luminose

 

Eccoti.

Eccoti che danzi nei miei ricordi,

al ritmo della tempesta dei miei pensieri.

*

Non vai via

Sdraiati,

sperduti in una tempesta di colline.

Ingenuamente felici,

sotto cascate di raggi di sole.

Rivedo oceani di prati in fiore,

e noi li distesi,

dolcemente vi naufragavamo.

Ricordo i tuoi capelli di grano

e il profumo di fiori di campo.

Due mani congiunte,

mentre,

con la fantasia di bambini,

davamo forma

alle nuvole.

*

I tuoi occhi

Cero invano i tuoi occhi,

il tuo volto

stella polare del mio cammino.

Le tue labbra,

tiepidi raggi di un sole spento.

Il vento spazza via i miei pensieri.

In me ti trovo.

*

A mio nonno

Nel buio della notte.

Ricordo le sue spalle,

quanto le ricordo grandi.

Ricordo che da la sopra,

il mondo sembrava un francobollo.

Li su ero al riparo dalla rovente sabbia d'agosto.

E in me pensavo sempre a che piedi forti potevi avere

per sopportare quel calore e quei sassi con me sulle spalle.

Ma con l'ingenuità di chi conta ancora gl'anni sulla punta delle dita,

non capivo che non era grazie alla forza di quei piccoli piedi

che mi tenevi li su al riparo.

Chiudo gli occhi,

e vedo quel cappello bianco da pescatore

che zompettando qua e là tra gli scogli

veniva da noi per stupirci col granchio più grande mai visto prima

e che eroicamente avevi preso a mani nude.

Spesso ti cerco nei miei ricordi

e mi ritrovo coperto di lacrime.

Ma poi penso che tu non avresti voluto

 

Allora facciamo finta che non siano lacrime,

Ma solo acqua di mare.

 

 

 

*

Insonnia

Nel buio della notte

l'ansia tormenta il mio corpo.

Incubi come ombre divorano i miei sogni.

Il tuo pensiero mi fa da giaciglio.

*

Alla mia anima

Ascolterò i segreti del vento,

tra le carezze del mare in burrasca.

Racconterò i silenzi

di un placido pomeriggio estivo.

E su spiagge d'ebano imparerò a perdermi

nell'oceano della mia anima.

Camminerò sentendo le carezze del sole,

l'erba umida di fiori, sotto i miei piedi.

 

*

Vuoto

I tuoi occhi,

flebili stelle cadenti.

Luci spente,

come lugubri presagi di vuoto.

Effimere promesse di eternità

lentamente consumate

dal buio della notte.

Sfioriscono,

come un ciliegio

agonizzando,

piange petali di lacrime cremisi.

*

Hanami

Conoscevo a memoria ogni minimo riflesso dei suoi occhi,

anche se potevo osservarli solo nei miei sogni.

In ogni poesia

avevo letto del suo sorriso,

avevo assaggiato il sapore delle sue labbra.

Cercavo disperatamente

di tenerla viva nei miei pensieri,

come il ricordo di un sogno

che lentamente sfioriva.

*

Tregua

Una freccia di sole colpisce il mio cuore.

Il mio corpo

leggero come un palloncino,

colorato di primavera,

si perde nel cielo.

*

Fiori di legno

Una rosa finemente decorata

che dolcemente riposa

su uno scrigno dorato.

Li si confonde tra i riflessi iridati

di mille altri fiori,

ugualmente intagliati

in nobili materiali.

Ma sotto la scatola,

tra agonie e sofferenze,

un piccolo supporto di legno

sorregge il peso di tutti quegli ornamenti luminosi.

Non osa paragonarsi a loro,

lui e di umile materiale,

logoro e spoglio.

Ha trovato il suo posto nel mondo,

sa come rendersi utile,

ma ciò non lo trasformerà mai in un fiore.

Ma con delicata pazienza,

vive la sua faticosa esistenza

ammirandoli da lontano.

Gli altri fioriscono fuori

lui dentro.

 

 

 

 

*

Crudele spettatore

Crudele spettatore di un'anima triste.

In me rifletto,

minatore della mia esistenza.

 

Lembi di nuvole squarciati dal vento,

e un sole stanco che lentamente vi frana sopra.

Piove,

piccoli frammenti di cielo

delicatamente mi impregnano l'anima.

 

Fuori di me,

splende giocoso il sole.

Dentro,

il cuore

non smette di piovere.

*

Dietro quegli occhi verdi

Dietro quegli occhi verdi

nascondeva oceani

e terre ancora inesplorate.

Torridi pomeriggi estivi

e piovosi inverni grigi.

Dietro quegli occhi

nascevano mondi lontani,

e io dolcemente vi naufragavo.

*

Tempesta

Il cuore mi martellava in petto,

come fosse il metronomo

della sinfonia che il mare stava componendo.

*

Primavera

Mi fiorisci dentro,

nel cuore, nel petto,

come vento di primavera.

Onde di fiori

mi invadono l'anima.

Sbocciano e ognuono porta il tuo odore,

il tuo sapore.

Nel bocciolo di una rosa le tue labbra,

nel vortice di petali di una peonia la tua pelle.

Le mie mani e il mio corpo

corteccia che vive della tua primavera.

Ti penso,

anche il buio di questa notte può essere luminoso.

*

Tramonti

Lui sapeva di mare,

lei profumava di cielo.

Ovunque si sfiorassero

sbocciava un orizzonte.

*

Sorriso

Lampi di luce,

come fulmini di gioia

illuminano il mondo.

*

Strade

Il rosseggiare di un faro in lontananza

e un milione di gocce accese sul parabrezza.

Galassia di colori

nel buio della notte.

Orientandomi tra esse

come stelle.

*

Per un capello

Sottile filo dorato

tra le pieghe di un vecchio maglione.

Compagno di guerra,

abbandonato sul campo di antiche battaglie.

Reliquia di un tempo passato.

Ora lentamente scivoli in terra

leggero come foglie d'oro nel vento.

Cadi,

senza fare rumore.

*

Memorie

Un sole spento

che dolcemente si poggiava

su uno specchio di cristallo.

Ricordo arcobaleni di colori,

e i riflessi verdi dei tuoi occhi.

Tutta quella luce che agonizzando

moriva sul tuo volto.

 

Un mare di nebbia

e un mondo che si vestiva di bianco.

Lentamente

tutto perdeva i contorni.

Una mano calda,

un profilo solamente intuito

delicatamente si muoveva

lungo il confine tra sogno e realtà.

Li stretti

testimoni del vano tentativo di obliterare il creato.

 

Sabbia d'ebano

e un tremendo sole estivo.

Tu sognante fissavi il mare.

La tua mente si perdeva

nelle viscere di quel mostro,

la cui ira,

distrugge navi e frantuma roccia

e che ora placidamente

accarezzava le tue gambe.

Anch'io lo guardavo

perso nei miei pensieri,

ricordo che sembrava ancor più bello riflesso nei tuoi occhi.

 

Il rumore di un treno in lontanaza

mi riporta al presente.

Un cielo di piombo

lascia cadere

qualche lacrima di pioggia.

Chiudo gli occhi