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Raccolta di poesie di Stelvio Di Spigno
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Verso nord

Da La nudit, Pequod, Ancona 2010

Proprio qui da Vicenza dove la clinica dei matti

nella quale mi riposo come un vecchio gi da giovane

e la parola mare non suona pi come parola familiare

ma solo come distanza dai nomi portati tutti falsamente

si vede meglio come la retrovia della vita

abbia ancora bisogno di un colpo di sole

che la consegni alla pace senza tanta ripugnanza

come nel silenzio delle Prealpi in lontananza

si riascoltano i morti, ora nudi ora vestiti,

a seconda del bel tempo e del vento stizzito

o del ricordo cui manca sempre o spesso

il respiro, una devianza, un freno della mente

che lo renda preciso e incostante.



Id: 14756 Data: 19/05/2012 17:28:33

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Le due di mattina

Le due di mattina
da "La nudit", Pequod, Ancona 2010

 

Schiarisciti la mente perch se guardi la mia casa

ci trovi solo uccelli che schivano laria dallinterno

e senza pi ragnatele e radio danteguerra

sembra proprio una casa qualunque e indolore,

 

e in ogni ora del giorno e della notte

non si sogna e non si dorme per un frastuono

di finestre sbattute che martellano il solaio e

i calcinacci che piovono dal cielo

ci impediscono di entrare e di restarci:

 

siamo rimasti in pochi a mendicare una legge

divina dentro libri che rifiutano daprirsi:

sono le tarme i veri esperti di civilt e ragione

per orientarsi in una casa che ha cancellato,

senza permesso, ogni spazio tra le stanze e le strade

che alle volte ci portavano qui.

 

Guardiamo ormai alla terra come a una giovinezza,

una salvezza, una coscienza di non pensare

che crollata una casa anche le altre

non tarderanno troppo a imitarla.  



Id: 7935 Data: 04/04/2011 11:51:18

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Fine settembre

Fine settembre
Da "La nudit", Pequod, Ancona 2010


Si presentano a orari in cui ognuno prende il volo,
verso le sette di sera quando ancora c il sole,
e con i loro gridi prendono forme umane,
un gigante, per esempio, o un volto conosciuto,
tanto che locchio non distingue il perch del movimento
e vorrebbe saperne di pi, ma questi stormi
fanno a gara con corriere e treni di fortuna
a sparire per primi, risucchiando
il brusio dei pendolari, la stanchezza dei passi,
la finzione di tutto.

Vanno dove si disperdono altre voci,
questa volta scaturite dalle case in lontananza,
e c chi come noi ricorda vagamente
dove abbiamo ascoltato per primi
le parole che non hanno ritorno.

Id: 4493 Data: 14/06/2010 14:35:46

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Il gatto rosso

Da "Formazione del bianco", Manni, Lecce 2007.

(Ospedaletto dAlpinolo, estate 1991)


Ho una foto dove il nostro vecchio gatto chiarissimo,
forse per effetto della notte e del flash,
e i mogani della porta dingresso mi riportano
alla mente i boschi dellIrpinia, dove siamo stati
insieme al soriano dei nostri desideri.

Cos la memoria,
pi visione che ricordo;
le palpebre si chiudono e le sfiora
un sonno chiss quanto lontano, forse
venuto a noi da un altro mondo a chiarirci un senso
pieno dimmagini, di me, di noi, quando eravamo
ancora uniti.

Id: 3630 Data: 17/02/2010 12:28:09

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Congedo vitale

Da "Mattinale", Caramanica, Marina di Minturno (Lt) 2006


Aspettavo che il sole mi ghermisse
coi suoi raggi nellumano splendore,
e che il dono del cuore disfacesse
le catene che legano al tormento
di non sapere amare.
Tra le creature al mondo,
una legge damore,
che sciogliesse come larnia il suo miele,
la roccia duomo che credette eterno
e santo ogni suo gesto.

E discendere un giorno alle segrete
del cuore moribondo,
e trovarvi la mano che innamora,
la silice che ridiventa sangue,
la mite virt dore custodite
nellebbrezza dei fiati,
nelle mani che scambiano il morire
reciproco, con lidentica gioia.

Ma la festa ora sperde nei canali
i flussi dallegria del giorno andato:
svanito lamore e me con esso.
Ed ora luminarie, cavi, scorie,
ricoprono il sentiero che portava
allerta navicella del tuo cuore,
che sempre traghettando
verso me ogni tuo cenno,
ritrovava me stesso ad ogni approdo.

Id: 3270 Data: 17/01/2010 11:33:31

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In giro

Da "Mattinale", Caramanica, Marina di Minturno (Lt), 2006


I

Che cosa il tempo te lo pu quasi gridare
questo scorcio di mare che si inforca
tra le sponde del Tevere:
laria che diventa salina,
lo scioglimento dei rumori in calce e fumo,
il ritorno dellinfanzia sotto lalta
specie dellallucinazione...
Le mura serviane hanno lodore
e il calore
e Roma la veggente, la millenaria,
lo capisce bene
della casa delle mie vecchie zie,
o delle stanze dove sono nato,
e dove ora mi posso rifugiare
soltanto nel ricordo... Il ricordo,
unico luogo connesso e sicuro,
unico spazio dal quale
non si fugge. E sopravvive al mondo.

II

Alla fine del tempo,
su una spiaggia che dire lontana poco,
verranno ad appoggiarsi
i delfini giocosi dei ricordi:
unombra, alcune macchie, qualche benda,
e tutte le parole che dicemmo
credendo di amare e di salvarci.
E solo questo verr giudicato
dallocchio inutilmente sovrano
di Colui che, lo sappiamo, muove tutto,
poco prima di un giorno senza fine.

Id: 3253 Data: 14/01/2010 15:13:30

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Estate

Da "Mattinale", Caramanica, Marina di Minturno (Lt), 2006


I

La citt dastri un fiore di palude -
Quando al caldo si specchiava un puntale
di luna alle vetrate attorno al porto,
lanima riprendeva i propri tratti
nel metronomo diaccio delle ore,
- e a strappi - nella strige del metr
si riaddensava un fumo tropicale:
limmagine dellorto e la galassia
fuori dal tempo e calda di tormento.
Coi calanchi che spinano la vita,
pesava anche la ruggine e lo smalto
dei fari che muggivano tra i moli,
e al centro del sentiero un solo passo
riusciva a smuovere lafa gelata...

II

...il tuo - vedevo in fondo al rumorio
la lingua, il masso, il breve ammonimento
che la strada mutuata dai passanti
portava allocchio curvo nel suo orrore:
una bruma dinfanzia - o il suo fumento -
disperdere la furia del minuto
nel ciottolo pi basso ormai del piede
che al bambino mancava per restare;
la porta spalancata poi la discesa
a un dedalo di camere remote,
le forze ormai sepolte dentro il cavo
errante del lucchetto. E tu porgevi
la guancia a quel divino mutamento...

III

Ed ora il desiderio pi minuto,
pi in bilico il balcone sui bastioni
suburbani, dove sannienta il sole:
aspetto fuga dritto verso i campi
della carraia prima del motore.
Mentre rigiri ogni assalto, ogni moto,
citt che il vespro cala in una voce
che non dastri, ma rullo di contrada
che sa di farsi errore quando sola.
E mai danno riposo agli autocarri,
che forano il fumo inabitato,
il basalto e il guaiolare dei cani.
Mentre il cuore non sa se contraddire
la curva che lo muta ad ogni istante,
non so se e come arrendermi o sparire.

Id: 3246 Data: 13/01/2010 13:31:30

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Scirocco

Da "Formazione del bianco", Lecce, 2007


Dolcezza mia di essere interrotto
nei pensieri ossessivi dalla polvere bianca
che si posa dappertutto quando a mare scirocco.
come se il Sahara mi aspettasse sotto casa,
e le navi che invertono la rotta
non sanno che solo una coppia
appoggiata sul muro di cinta
pu lasciare una pausa in quel velame.
Niente lotte intestine nellamore.
Oltre il muro mai cambiato il belvedere,
e mi accorgo che la campagna rosa.

Cos la vedevo da bambino,
la campagna di sempre,
rosa come le bambole di mia madre,
e rosa ancora la vedo
ma nessuno oggi mi pu pi contraddire.
Non la vita di tutti che mi chiama
per lidea di uno squallido lavoro,
non un corpo di donna o novas coisas.
Su quel rosa mi sono ricentrato.
E nessuno mi deve contraddire.
La mente sceglie la sua immagine vitale
dove sente che il tempo passa meno.

Id: 3234 Data: 12/01/2010 10:01:30

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Restituzione

Da "Formazione del bianco", Manni, Lecce 2007

profondo il costernarsi del cielo
quando a spargerlo un moto sotterraneo
di mani limpide e ossa devote,
piene di ci che non hanno da dare.

Cos passa una famiglia di cirri,
inglobando la propria lontananza,
e nessuno sa capire perch tanto si innamori
la pelle alla mano che la lacera,
il sangue allago che lo fa suppurare.

Solo la piccola Noemi impara a dire
perch la sera sia tanto celestiale
anche il dolore che addenta la carne.

Camminavo per la Tuscolana,
tra palazzi contorti di fatica,
e pini trasecolati di vergogna;
il colore dei miei occhi era il vuoto
delle automobili in sosta nel temporale.
Dovette aspettare che sparisse alla vista
anche lultimo braccio pietrificato
nei revolver puntati tra i lampioni
il migrante che ero,
per tornare a galleggiare nel mondo.

Id: 2922 Data: 05/11/2009 14:06:50

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Leggenda (Lungomare Caboto - Gaeta)

Da "Formazione del bianco", Manni, Lecce 2007

Tra gli scogli e le piante
non c soltanto una direzione del vento,
ma anche un lampo percorso in lontananza,
un alito ferrigno,
una bocca di roccia che si sposta
e scandisce limpronta che ogni passante
paga alla sua vita intera.

Cos dovrebbe essere,
veloce, come uno scatto o un neon,
lapertura del mondo
in quei pochi centimetri, in quellattimo,
prima che il camminante se ne accorga
che non solo un corpo e non ha voce
come me, mentre lo sto a guardare,
e fugga, come sempre, l dove
pu fingere
di non essere ancora transitato.

Id: 2921 Data: 05/11/2009 14:05:02

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Memorie del Felaco

Da "Formazione del bianco", Manni, Lecce 2007

Ricordare, rammemorare, respingere
il fulcro di incoscienza del presente
con la via lastricata di praticelli informi,
una deriva solare dellinfanzia,
come un neonato abbandonato
e prostrato dal gelo e dalla brina solforosa
in una discarica di pensieri morti in fasce.

Perch sempre vengo adescato
da unAppia millenaria o da un convento,
e la sua vita propria, con quel sangue vivente
che illumina le colline pi lontane,
alla fine diventa solo mia.

Poi sempre la stessa voce,
da intruso che abita la mente
nei pochi istanti di felicit e di cielo:
il fascino dellantico
che niente e nessuno toccher.
E con questo ferro battuto andare avanti.

Avevo pochi anni, nessuna morte in faccia,
mi attiravano i fiori pi robusti
delle aiuole da poco recintate,
e speravo che il futuro somigliasse
a quel colore di pastrani impressionisti,
fino a quando ripieg dallo sterno al polmone
Velia, un sintagma aperto e bianco,
su chi per lungo silenzio imprigionato.

Fu la volta che la terra fece di me
un clandestino senza scampo o mareggiate:
mi dicevo quel giorno doveva arrivare,
ma non cos presto, non in quel modo alieno,
non cos vicino a casa e con la voglia
di mirare alle stelle supreme ormai per sempre.

Id: 2920 Data: 05/11/2009 13:54:50

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La chiave

Da "Mattinale", Caramanica, Marina di Minturno (Lt), 2006

Vorrei riaprire le ante dei ricordi,
dipanare i lucchetti e ritrovare
le foto delle gite di mia madre,
il mulinello del nonno, il bulino
dei giocattoli e gli infiniti crucci
di quellet; riaprire e assaporare
le zaffate di noce e melograno,
il tranviere di legno nel trumeau
Ricordare di essere stato al mondo,
di avere, da bambino, conosciuto
qualcosa simile alla felicit.

Non cerco Paradisi
Perduti, oppure Origini Proibite,
ma quellEden devessere rimasto
per lunghi anni solitario, attiguo
a un anfratto di casa dove il sole
non mai giunto; e in quella stanza morta
si trovano le corse gi al Fusaro,
le ginocchia sgranate, poi la vecchia
che filava dai giorni del Borbone,
e il fiato che di colpo mi mancava

Poich da allora sono fatto ottuso
che quel tempo ritorni in altra forma,
che rialzando il sudario si ritrovi
quel mondo senza macchia e senza orrore.
E ignoravo che sopra certe falle
di vita, le palpebre si chiudono
come al sole le verande di quel tempo
troppo lontano eppure gi scontato.


















Id: 2919 Data: 05/11/2009 13:42:40

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Sirio

Da "Mattinale", Caramanica, Marina di Minturno (Lt) 2006.

Vibra sul sangue e la paura di passare
Vibra sul muro che trafigge in due landare
Vibra stella di ogni sera, brilla fino a siccit,
sulle spiagge deserte e le citt stravolte,
sulla riva minuta dove il bimbo
gioca a fendere lombra del pallone.

E vibra ancora e forte nel mio sangue
che si specchi nellalleanza umana
del bello e del possibile qui in terra,
come quando la notte della frana
da Sarno port via con s due vite,
Attilio e Viola, unite fuori schema

E il tuo caldo brillare
mi diresse sulla groppa montuosa
di Nocera, e pi su,
verso un cielo senza rumore,
e su cataste e morti ancora in lutto
la tua voce mi disse blandamente

c ancora da sperare

Id: 2918 Data: 05/11/2009 13:40:42