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Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - V edizione (2019)
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Astrologia applicata

di Giulia Massa
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Pubblicato il 18/08/2014 12:09:40

L’altra sera riflettevo sull’astrologia e nella mia mente si accavallavano associazioni e rimandi alla mia vita personale, ricordi più che altro, ricordi gonfi di materiale su cui elaborare. Pensavo che dopotutto se ogni cosa comunica con il resto, allora necessariamente anche gli astri comunicano con noi, più che di comunicazione forse sarebbe più adeguato parlare di influsso, gli astri ci condizionano in qualche maniera arcana, dall’alto in cui dimorano come pendenti di una collana meravigliosa che si chiama universo o spazio o cosmo o in qualunque modo la vogliate chiamare. Questa collana ha tanti pendenti al suo filo, alcuni più vicini a noi di altri, altri così lontani che nemmeno riusciamo a immaginare quella distanza. Eppure quella distanza non impedisce al loro influsso di condizionarci nel modo di essere, nel modo di interiorizzare la vita, nel modo di rappresentarla quella vita. Parlo di astrologia non di oroscopi, non di quelle barzellette che molte persone leggono quotidianamente sui giornali, nelle riviste, che in realtà a me fanno ridere perché è davvero ridicolo credere che se domani saliamo sul tram anziché uscire in macchina per recarci al lavoro incontreremo la nostra “anima gemella”, che ci cambierà la vita da così a così. E’ davvero burlesco credere che se ci vestiamo di verde, oggi, forse avremo degli introiti finanziari eccezionali, grazie ai quali la nostra esistenza avrà una svolta insospettabile. Insomma parliamoci chiaro: gli oroscopi giornalieri fanno davvero ridere. Alle volte mi è capitato di imbattermi nel mio e, che gli astri mi perdonino, dal ridere per poco non cadevo giù dalla poltrona! Quelle cose lì non stanno né in Cielo né in Terra, e sicuramente con quei bellissimi e influenti pendenti c’entrano davvero poco. Astrologia dunque, una materia antica, una materia che è stata studiata da civiltà quali gli Egiziani, i Greci, i Romani, i Maya, gli Aztechi e chi più ne ha più ne metta. Io non credo che tutte queste civiltà scherzassero, non credo nemmeno che le loro teorie fossero del tutto fuori luogo o arcaiche, superabili. In verità sono profondamente convinta che ci avevano visto giusto, certo la religione astrale, che venerava gli Astri a mo’ di divinità era una estremizzazione di tutta la faccenda, tuttavia nulla di riprovevole, nulla di così assurdo come credere in un unico Dio che per giunta abbia fattezze umane (l’egocentrismo umano fin dove può arrivare?). Quegli astri, invece, ci influenzano eccome se lo fanno: in primiis alla nascita. Quando nasciamo, quando il buio dell’utero si trasforma in luce accecante, la luce della vita che ha fretta e non può crogiolarsi ancora nella buia notte femminile, gli astri ci infondono delle qualità, dei caratteri, delle idiosincrasie (parola milleriana, bellissima) e ognuno di noi ha tutta la vita davanti per svilupparle queste idiosincrasie, per capirle, comprenderle, soffocarle o enfatizzarle. Certo, poi c’è l’educazione, la morale, l’etica, le cose che ci plasmano, i nostri genitori che in teoria con il loro comportamento dovrebbero insegnarci a vivere, come vivere in questo folle mondo…tutte queste cose si aggiungono a quelle caratteristiche che fin dalla nascita ci distinguono gli uni dagli altri. Ognuno diverso nella sua unicità. Ognuno con i suoi influssi interiori, con le sue potenzialità. Il fatto che un domani vengano o meno messe in atto è un’altra questione, che dipende da altri fattori quali fortuna, forza di volontà, coraggio, contesto favorevole. Tuttavia nonostante la morale, l’educazione, l’imprinting genitoriale ecc la nostra indole rimane quella. L’indole della nostra nascita così legata ai nostri personali astri, quell’indole che ci porteremo dietro per sempre, finché il nostro sempre sarà finito. Tutti con la loro indole hanno imparato a conviverci, chi più chi meno. Io conosco perfettamente la mia, mi conosco abbastanza, almeno questo posso dirlo. La mia indole è fatta di acqua e fuoco assieme, nata sotto l’influsso lunare del Cancro, ma con l’ascendente forte del Sole nel segno del Leone. Due antitesi, due poli opposti in un unica persona. Il fuoco viene spento dall’acqua, ma a volte è proprio l’acqua ad alimentarlo. Quando si ha l’acqua, e non il sangue, nelle vene tutto scorre via velocemente, ogni emozione, sensazione nasce repentina, divampa in ogni recondito nascondiglio del tuo essere e questo divampare ti ossessiona finché non trova uno sfogo, una via d’uscita, che nel mio caso è stata l’arte, lo scrivere. Quando la tua mente è alimentata da un fuoco sacro ogni idea o pensiero si tramuta in gesto, in azione, in atto di volontà. Come in un’equazione le due incognite si cercano a vicenda, senza acqua non c’è fuoco e viceversa, se ne vanno a braccetto per le strade della mia indole, così follemente forgiata quel giorno della mia nascita. Mi piace la mia indole, non la cambierei con nessun’altra. Niente in lei mi fa dubitare, è tutto un susseguirsi di onde che si infrangono su isole che stanno andando a fuoco, incendi appiccati per caso qua e là, senza pensare alle conseguenze. E’ un fuoco che mai tramuta in cenere, mai si spegne, ma resta contenuto da tutta quell’acqua che ardentemente cerca di imporsi sulla voglia di potere del Fuoco. L’acqua sa essere tanto arrendevole quanto dispotica e annientatrice. L’acqua ha memoria, non dimentica mai le sue strade, ci ritorna sempre, ha il dono dellareminiscenza. Il fatto che la Luna mi governi, significa solo due cose: Passato e Lunatismo. La lunaticità del Cancro è proverbiale. Chi non ne ha mai sentito parlare? Non ci credo, tutti la conoscono prima o poi. E’ una lunaticità enfatizzata all’ennesima potenza, una lunaticità spigolosa, fatta di repentini cambiamenti di umore, anche senza reale motivazione. Come la marea, anche il Cancro si ritira o si alza ad ogni luna nuova, senza poterci fare nulla. E se la lunaticità é proverbiale che dire del legame con la Natura, con le sue creature, dalle meno comunicative a quelle più eloquenti? Chi galleggia nell’acqua fin dalla nascita sa ascoltare la natura come pochi altri. La Natura dialoga costantemente con l’acqua, si confida spesso, ignorando i roghi. L’essere metereopatici è una costante, in questa equazione dell’indole, ovvio risultato dello stretto legame con la Natura. La mia indole è sempre stata destinata a scontrarsi con altre indoli, uguali e diverse dalle mie. Alcune identiche, stesso influsso stesse idiosincrasie. Altre simili, stessa acqua ma influsso differente. Altre ancora diverse, ma complementari, fatte di terra fertile e influssi venusiani. Con alcune indoli non c’è granché da spartire, e parlo della sfuggente aria, che mai sta ferma ma sempre in movimento brucia pensieri e idee in un continuo vorticare spossante. L’acqua necessita di altra acqua in cui convergere o di terra fertile sopra la quale riposare per generare nuovi germogli di vita. E’ tutta una questione di influssi, di astri che incrociano i loro desideri in un unica grande bolla che scendendo su di noi esplode e ci riversa addosso tutta la sua energia.

 

 

 


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