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Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - IV edizione (2018)
Premiazione e proclamazione dei vincitori domenica 8 aprile 2018 a Roma | Raccolta Fondi
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Poesia: XXXIX - CFP Limina Mentis [La malattia invettiva]

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Comunicazione di Ivan Pozzoni
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Pubblicato il 03/02/2018 13:24:51

 Mi limito a segnalare:

 

PER UNA CULTURA RESPONSABILE

 

 

 

«Mi chiamo Lorena Panzeri, sono la titolare dell’Associazione Culturale Limina Mentis e della casa editrice socialista Limina Mentis da oramai dieci anni (2007-2017). Questi dieci anni sono stati dieci anni di guai: fare cultura, fuori da ogni logica di mercato, in Italia è frustrante e conduce a debiti immensi, sacrifici, difficoltà esistenziali inenarrabili (nessun ricavo). Io resisto: ci terrei che, chi mi rispetta e mi comprende, mi sostenga e mi aiuti a resistere, a non cedere, a non fallire».

 

 

Si tratta di un’antologia su stretto invito, intitolata La malattia invettiva [XXXIX] e intesa come dialogo poetante costante di una comunità di artisti, con testi firmati (con aggiunta di una biografia finale di ciascun artista che collabori al volume). Non c’è tema.

 

Ti interessa collaborare (collaborazione solidale non a titolo gratuito), con una quota totale di 50€?

   

Ci servono due testi poetici (editi, benché se ne detengano i diritti, o inediti) e una nota bio, strutturalmente simile alla bio in allegato, inseriti in un unico file word, secondo i criteri editoriali in allegato, entro il 15/02/2018. La lunghezza di ciascun testo non deve superare 1 pagina word. Ce la fai? Confermaci tuo assenso, e ti mettiamo in scaletta.

 

 

 

MESSAGGIO REDAZIONALE

 

La serie antologica tratta i massimi temi del tardomoderno storico, cioè del post-moderno artistico: nomadismo super-capitalista globalizzato; marginalità di ogni localizzazione; aeriformazione dell’intellettuale; crollo della razionalità progettuale; solitudine esistenziale dell’individuo; amore «liquido». Le antologie sono introdotte da start-up di importanti critici italiani. La rassegna:

 

L’apparato critico del ciclo I, con indicazione sintetica dei critici italiani maggiormente importanti e rappresentativi: Ivan Pozzoni (I), Gian Ruggero Manzoni (II), Giuliano Ladolfi (III), Antonio Spagnuolo (IV), Giorgio Linguaglossa (V), Luciano Troisio (VI), Gualberto Alvino (VII), Alessandro Seri (VIII), Franca Alaimo (IX), Nazario Pardini (X), Domenico Alvino (XI), Mario Fresa (XII) e Francesco Piselli (XIII).

 

L’apparato critico del ciclo II, con indicazione sintetica dei critici italiani maggiormente importanti e rappresentativi: Claudio Damiani (XIV), Giuseppe Panetta (XV), Pasquale Balestriere (XVI), Flavio Almerighi (XVII), Marco Onofrio (XVIII), Marisa Papa Ruggiero (XIX), Alberto Bertoni (XX), Vincenzo Guarracino (XXI), Maurizio Soldini (XXII), Giorgio Bolla (XXIII), Giancarlo Pontiggia (XXIV), Adam Vaccaro (XXV), Gianni Calamassi (XXVI), Mauro Ferrari (XXVII), Tommaso Romano (XXVIII), Arnaldo Ederle (XXIX) e Paolo Lagazzi (XXX).

 

L’apparato critico del ciclo III, con indicazione sintetica dei critici italiani maggiormente importanti e rappresentativi: Giuseppe Panella (XXXI), Leopoldo Attolico (XXXII), Paolo Ruffilli (XXXIII), Stefano Amorese (XXXIV), Mariella Bettarini (XXXV), Gian Mario Villalta (XXXVI), Tomaso Kemeny (XXXVII) e Marco Palladini (XXXVIII).

 

 

 

Dacci conferma: soprattutto, onde evitare spiacevoli fraintendimenti, dell’acquisto anticipato di 3 copie del volume + spese (50€), corrispondente alla quota totale di collaborazione.

 

Ci sentiamo un collettivo che reperisce i fondi, in crowdfunding culturale, con massima trasparenza, attraverso l'auto-finanziamento (nessuno escluso). Comprendiamo che sia un concetto ostico. Però confidiamo che, da molti, sarà capito, con sensibilità e attenzione. Salvare il micro-editore, senza eccedere nella richiesta di sostegno.

 

P.s. La nostra è una strategia socialista, fuori dalla logica del mercato. Copriamo i costi dell’opera, sapendo che non esisterà un ricavo. Fare arte e cultura non è un business: non siamo una Vanity Press. La nostra è «militanza» (a-politica).

 

Nuova Redazione Limina Mentis

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Limina Mentis

redazione.liminamentis@gmail.com

www.liminamentis.com

Fax 0398942700

 


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