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L’ho scordato

di Adielle
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Pubblicato il 23/05/2013 13:51:52

Esatto il chiostro si arrampica fin dove la montagna diverge dall'angolo

e diventa  flusso d'aria calda che si scontra con flusso d'aria fredda

chi l'avrà vinta?  tanto non vince mai nessuno a parte la valanga

che corre e copre tutto ma ogni tanto qualcuno si salva

e allora si fa festa coi cani

e le grappe al guinsaglio

noi restiamo nel chiostro

per imparare a pregare nel modo corretto

poi scendiamo a valle e ci buttiamo dietro tutto

seminiamo il panico delle nostre assenze da quel posto virtuale 

che ognuno porta con se e da cui attinge la definizione di giusto o sbagliato

noi latitiamo e in grandi gorghi dell'anima passiamo volentieri la mano

al prossimo miraggio di sabato soprattutto

c'è più gente in giro con cui potersi far del male

cerchiamo la riprovazione del capobranco

e la punizione verbalmente espressa di qualsiasi ceto sociale

per esempio siamo in guerra inesatta contro i persuasi che una colletta alimentare a Teramo

cancelli la fame del mondo almeno per un refolo orpellato di tempo accademico

non soffia gia più il vento della libertà è morta la rivolta

e noi arrembiamo i bar di conseguenza per render roca la voce a chi c' ascolta

digrignamo i denti ai tavoli più bui se ci bagna la luce cambiamo tavolo

o locale per rimanere nell'ombra

è sempre la stessa saetta che c'inganna e lecca le ferite

se vado troppo forte fermami

poi continuiamo a baciarci ancora un poco

tu con la schiena contro la vetrina che sfasceremo prima di andarcene

siete solo dei guru dei figli di puttana che non hanno il coraggio di vivere la vita

quanto vorrei prenderti a schiaffi ma ho poca voglia

di peggiorare l'immagine che hai di me

così rinuncio a portarti a letto e rientro nel gruppo 

che sta trattando con l'oste per una partita di vino 

niente lavoro portato dalla cicogna niente tentativo di famiglia

canonizzata da non so quale decreto ministeriale

mi brucia il cuore ma è paura del vuoto di fare mattino un'altra volta

non c'avevano mai dato dei guru 

parlava strano la ragazza eppure la sua lingua era docile allo scambio di saliva

finchè dura si va avanti anche senza una lira poi la vergogna del ritorno a casa

ognuno si arrangia a modo suo per mantenere i propri vizi

non saremo dispendiosi ancora per molto

sono le sei e l'alba non è più una sorpresa

tentiamo di non sentirci soli nonostante i brividi

è come un freddo che non si leva mai di torno

buon giorno ma quando mai lo è stato

forse quella volta che ero fidanzato avevo un lavoro

e parlavamo di sposarci io e lei

si ma non avevo troppa fretta

e la stagione non mi ha aspettato

fare i conti con quello che sei

era il mio proposito per l'anno nuovo

ma di nuovo non c'era niente

e l'ho scordato.

 

 


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