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Facciamo piano

di Adielle
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Pubblicato il 05/08/2013 14:39:50

I primi raggi di sole incendiano di luce

le nubi mesosferiche in un'alba orbitale

a quanto pare questo strano domani senza doglie nè ali

non è ancora stanco d'insorgere contro ogni regola

di quieto vivere per cui sarebbe meglio estinguersi

in un'unica fiammata alimentata dall'ingiustizia e dal dolore

no, si ostina a far l'amore

sarà forse per il cuore atomico delle madri

che proteggono i figli a costo dei propri sogni

per il colore che prende il mare quando il tramonto 

si bagna e si nasconde

o per il coraggio delle tue labbra di farsi largo tra rovi di parole

non so

comprendere ed esser compresi da infiniti universi

avrebbe meno ragione di sedersi e guardare lo spargimento

cruento delle stelle nella volta celeste almeno una volta

per quanto ne so

ma la ragione è un percorso vano se tu non sei con me

a sgranare gli occhi e chiedere il perchè delle cose che osservi

io che non so risponderti divento una foto di tanti anni fa 

che metterai nella tasca dei jeans andando via

a rincorrere il mistero di una vita randagia e senza catene

lasciandomi legato all'albero sotto i cui rami

ci siamo graffiati la prima volta

e mischiato il nostro sangue a mezzo delle unghie

qualche goccia è caduta nella terra tenera

sto aspettando che ne nascano delle rose rosse

che abbiano il tuo nome e il profumo dei giorni

in cui ci scambiavamo la pelle senza paura di emorragie

ma l'attesa mi snerva

dove sarai a consumare le tue notti?

chi ti scioglierà i capelli?

voglio un posto dentro te perchè l'ho meritato sul campo

grattando via la ruggine da tutte le parole che ti ho detto

e intanto passa come una bestia furiosa questo tempo

della misericordia recisa sulle rughe del volto

non si ferma nemmeno per l'attimo

di consocrarsi a un perdono senza scampo senza ritegno senza vergogna

la mia voglia diventa una bestemmia gridata al cielo con punto di domanda

che qualcuno mi risponda

ma nemmeno le nuvole si azzardano ad assumere una forma

consona ad un ultimo saluto prima che cada la pioggia

la solitudine mi toglie il respiro senza strappi a poco a poco

mi abitua a sentirmi vuoto e senza incognite

con un'unica claustrofobica certezza

tu non sarai mia più di quanto non possano esserlo un'alba

una cascata un arcobaleno una luna che si spegne a mano a mano

se c'è troppa luce non si vedono le stelle

se c'è troppo rumore non si sente il respiro

facciamo piano. 


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