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Le vittorie della Nazionale... Desiderio di festa

di Maurizio Soldini
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Pubblicato il 10/06/2014 07:40:14

LE VITTORIE DELLA NAZIONALE DI CALCIO E I FESTEGGIAMENTI IN PIAZZA.

IL DESIDERIO DI FESTA

di Maurizio Soldini

 Siamo nati e cresciuti in un periodo in cui le Feste di quartiere stavano ormai tramontando. A mala pena sarebbe rimasta la Festa de Noantri a Trastevere. Ma anche questa piano piano avrebbe perso il suo vecchio mordente. Vicino a noi, negli anni del Dopoguerra, negli anni Cinquanta e Sessanta, al Tufello, a metà agosto, si celebrava la Festa dell'Assunta soprattutto per volere del parroco di Santa Maria Assunta don Parisio, che anche Gigi Proietti ha ricordato in un suo recente libro autobiografico. E durante la settimana che precedeva il giorno di Ferragosto tutta Via delle Isole Curzolane era costeggiata da bancarelle, quelle che poi si sarebbero trasferite negli anni Ottanta e Novanta durante l’Estate Romana sulle rive del Tevere, e tutto si sarebbe concluso nel tripudio di calore dei fuochi d'artificio a seguito della processione.

 La nostra zona, il Nuovo Salario, nata come appendice del Tufello e di Montesacro, non ha mai avuto una vera e propria Festa di quartiere. Veramente a maggio c'è sempre stata Festinsieme legata alla celebrazione di Maria Ausiliatrice della nostra parrocchia di Santa Maria della Speranza. Ma era un evento ondivago che a volte c'era altre no, a volte era ben organizzata, altre meno, e dipendeva dai parroci e dal loro interesse a farla svolgere.

 Fatto è che, al di là di alcune Feste dell'Unità, organizzate in Piazza, i veri e propri momenti di aggregazione, che coinvolgevano l'intera popolazione, al di là degli schieramenti politici o degli orientamenti religiosi, e quando dico intera mi riferisco non solo a noi che eravamo dei ragazzi, ma anche agli adulti, ai nostri genitori, e non solo ai nostri padri, ma anche alle nostre madri, avvenivano in coincidenza con le partite della Nazionale di calcio.

 Ovviamente il maggior risalto c'era durante i campionati del mondo. Ricorderete, allora c’era la coppa Rimet. Ricordo che nel Sessantasei i mondiali furono giocati in Inghilterra a Londra e allora abitavo già in Piazza. La Corea... Ma tralasciamo. In quella circostanza non ci fu proprio né la voglia né il tempo per festeggiare. Le nostre finestre e i nostri balconi, comunque, quando giocava la Nazionale, diventavano sempre un tripudio di tricolore sventolante. Durante le partite la Piazza e le strade circostanti erano pressoché deserte. Si sentivano soltanto le voci prima di Niccolò Carosio e poi di Nando Martellini e quindi di Bruno Pizzul che si univano all'unisono da tutti i nostri televisori al massimo del volume. E se c'era la rete si sentiva il boato vocale di questa parola elevata al massimo dei decibel che fuoriusciva dalle nostre corde vocali rimaste tese fino allora come corde di violino fino a subissare la voce amplificata del cronista: GOL!

 Le vittorie della Nazionale e soprattutto la vittoria dei campionati del mondo comportavano, quindi, a fine partita, l'invasione della Piazza da parte di tutti per scatenare l'entusiasmo la gioia e la felicità che stavamo per condividere festosamente. Poi i caroselli di auto, ma sempre con prudenza e gioia fini a se stesse. Tanto è che si poteva vedere tra la folla anche qualche Salesiano che dall'Ateneo scendeva in Piazza per festeggiare insieme a noi.

 Insomma, gli imminenti mondiali di calcio che si svolgeranno in Brasile mi hanno fatto venire in mente quello che succedeva qualche anno fa... e quello che significava per noi un mondiale di calcio: l'attesa e la speranza di vittoria... E alla fine per quale motivo se non per festeggiare tutti insieme per tutta la notte in Piazza?! Desiderio di veder vincere la propria squadra, sì, ma ancor più grande il desiderio di fare festa tutti insieme.

 Oggi sono cambiate tante cose, ed è cambiato anche lo sport. Un po' tutto sembra inquinato. E allora un poco di storia non fa certo male. Anche perché alla fine non sempre la storia è cattiva maestra e i giovani di oggi potrebbero trarre da questi racconti qualche insegnamento.

 Allora non c'erano i cellulari con la macchina fotografica incorporata e non era facile neppure avere a portata di mano una macchina fotografica e il selfie non solo non andava di moda ma non si sapeva cosa fosse.

 Ma chissà ... se tante volte qualcuno avesse comunque immortalato quei momenti... sarebbe bello poterli rivedere qui...

 

Roma, 9 giugno 2014

 

https://www.facebook.com/groups/47442145943/permalink/10152444720575944/

 


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