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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Sofferenze politiche

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 11/07/2018 21:14:48

In genere siamo convinti, e facciamo bene ad esserlo, che le buone leggi, la buona amministrazione, influiscano direttamente e fortemente sulla salute di una nazione. Ne siamo così convinti da attribuire a queste leggi e a questa amministrazione la durata stessa di una aggregazione sociale, ed è su questo punto che abbiamo torto.

Indubbiamente, se i popoli potessero vivere solo in uno stato di benessere, saremmo nel giusto; ma noi sappiamo che, come gli individui, i popoli sopravvivono a lungo serbando in seno affezioni disgregatrici, i cui danni si manifestano spesso al di fuori con grande forza. Se le nazioni dovessero perire per le loro malattie, non supererebbero i primi anni della formazione; in quanto è precisamente in questo periodo che si trovano la peggiore amministrazione e le peggiori leggi a loro volta osservate nel modo peggiore. Senonché è proprio in ciò che le nazioni differiscono dall'organismo umano: mentre, soprattutto durante l'infanzia, questo teme una serie di flagelli al cui attacco si sa già che non è in grado di resistere (e che solo la scienza medica può arginare), la società ignora tali mali, e la storia fornisce una sovrabbondanza di prove di come essa sfugga incessantemente alle più temibili, alle più lunghe e alle più devastanti invasioni delle sofferenze politiche, di cui leggi mal concepite e un'amministrazione oppressiva o negligente costituiscono gli estremi.

 

© Paolo Melandri (11. 7. 2018)


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