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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Sintesi pedagogica goethiana

Argomento: Arte

Articolo di Johann Wolfgang Goethe 

Proposta di Paolo Melandri »

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Pubblicato il 06/04/2014 20:33:40

 

Sintesi della pedagogia goethiana

 

         L’arte è lunga, la vita breve, il giudizio difficile, l’occasione fuggitiva. Agire è facile, pensare difficile, agire secondo quel che si pensa scomodo. Il principio è sempre lieto, la soglia è il luogo dell’attesa. Il bambino si stupisce, le impressioni lo guidano, impara giocando, la serietà lo sorprende. L’imitazione ci è innata, ciò che bisogna imitare non si riconosce facilmente. È raro trovare una cosa eccellente, più raro apprezzarla. Ci attrae l’altezza, non i gradini: teniamo gli occhi alla cima, ma erriamo volentieri nella pianura. Solo una parte dell’arte può insegnarsi: ma di tutta l’arte ha bisogno l’artista. Quelli che la conoscono in parte sbagliano sempre e parlano molto; quelli che la possiedono intera desiderano soltanto fare e parlano di rado, o tardi. I primi non hanno nessun segreto e nessuna forza, il loro insegnamento è come pane fresco che piace e sazia per un giorno solo; ma non si può seminar farina e le sementi non devono venir macinate. Le parole sono buone, ma non il meglio. Il meglio non si manifesta con le parole. Lo spirito secondo cui agiamo è la cosa più alta. L’azione è compresa e rappresentata solo dallo spirito. Nessuno sa quel che fa, quando agisce rettamente; ma dell’ingiusto siamo consapevoli sempre. Chi agisce solo con parole scritte è un pedante, un ipocrita o un inetto. Di questi ce ne sono molti, e stanno bene insieme. Il loro cicaleccio trattiene il discepolo e la loro ostentata mediocrità sgomenta i migliori. L’insegnamento del vero artista schiude il senso, perché dove le parole mancano, parla l’azione. Il vero discepolo impara a trarre dal noto l’ignoto e si avvicina al maestro.

 


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