Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia Proust 2017: IL PROFUMO DEL TEMPO (Invito a partecipare)
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - III edizione (2017)
Intervista a Giuseppe Lamarca, III classificato sezione Racconto breve
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Poesia
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 55 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Apr 28 20:44:15 UTC+0200 2017
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Circe

di Marco Armando Ribani
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutte le poesie dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 20/04/2017 08:46:53

CIRCE



Prologo

Mia dolcissima sposa
non ho potuto fare il pane con parole fresche
perchè mancava l’acqua oppure la farina oppure il fuoco
mancavi tu e quindi non c’era tempo
allora stavo seduto con la mente
estasiato di te dentro di te
portando un mazzo di fiori appena fatti
che ho lasciato sul tuo fondo



I

ho fatto il possibile per avere una vita libera
un'innocenza clandestina
aderendo dopo le lotte armate di violenza
alle cospirazioni degli angeli
agli scontri nei vicoli di notte
tra giovani stregoni streghe schiavi e polizia
ho disegnato una geometria della passione
ma con il passo incerto e un po’ sperduto
del desiderio folle e marginale
voglio solo vedere ora quanto é lungo il vivere la morte
in questo amore che gocciola elisir da un magico alambicco
Dove sono i sogni dei poveri?
al piano di sopra o al piano di sotto?
Io non voglio granchè solo piccole indomabili eresie
mentre ti scrivo tra le tue righe nel solco profondo
delle tue mammelle.
Forse ho cambiato idea sai? Sull’incenerimento di me stesso
Vorrei piuttosto che tu mi attendessi fatto d’ossa
e poi fare di me degli strumenti a soffio per il vento
quando tira forte. Sarebbe la mia voce tutta nuova.
per te. solo per te.


II

Di nuovo il vento mi porta tue parole
mi sento avvolto da tutto il tuo respiro
Vieni
tu che porti la tenerezza delle foglie
e che percorri il legno in tutte le sue rughe
Vieni
tu che possiedi la perfezione della chiocciola
che fai della lentezza un canto
una scia d’argento umida d’amore
Vieni
tu che sei movenza ineludibile nell’aria
traccia quel confine fra me e te
cosi labile da sfiorare il nulla




III

la forma del respiro non è una
si sposa all’improvviso con lo sguardo
ben oltre le finestre del pensiero
lungo la via dei canti forse dimenticati
sul bordo delle parole inizia il suono
nascente da una forza inappagata
che sta tra il dire e il nascondimento

C’è qualcosa di sacro nella balbuzie
della mente
Una incertezza ingenua e radicata

Le ombre fanno festa controluce
grandiscono e spariscono contratte
nel rosso denso e amaro di un battito cardiaco
Qualcosa nuota nell’acqua dentro gli occhi
Una disinfezione prima del vedere
oh! grande natura grande movimento
accoglimi in tuo seno benedetto fammi parte di te
come se fossi un vecchio girasole
cosi sensibile alla luce e cosi cieco.



IV

C’é sempre un altro me che mi disordina
eppure mi somiglia.
Lo stato del tremore mattutino un’ansia liquida
un ricordo recente che plana sulla nuca.
Ci sarebbe la voglia di una tiepida sutura
per questa ferita materna
che non se ne è andata
Poi sento il sangue che si accende
se ti penso


V

mentre spicco il mio volo di mattina
dentro una dolcissima arietta farfallina
viene una luce e chiama ad un inseguimento
di un chiarore nuovo. Il cielo densissimo anche
chiama ad un respiro inconcepito
Nel latrare dei cani al dio Nessuno
l’istante é pervenuto ad un cominciamento
di trama e ordito verso una tela celeste
ancora non saputa
Dal fuso il filo si dipana e poi si annoda
s’incurva sotto il peso dei pianeti
e poi alla fine quando tutto di sé brucia
lo spazio si annerisce e poi s’ingoia
precipita di sé e lungo il suo morire
in un vortice nerissimo
annuncia un nuovo inizio



VI

Io sono sempre dove tutto resta
nell’apparente calma viene
un canto sottoforma di vento
C’é a volte una semplicità del dono
che scambia che si fa coraggio
allora fra tana e desiderio
si va verso il destino dell’incontro
che é vivo sente e bacia i cori ed i silenzi
distingue i valori della forma del creato
che vengono per vita di un istante
senza peso alcuno come nuvole
effimere
nel cielo
C’é il solo fuoco che puo’ far paura
quando costringe la mano all’apertura
a lasciare la presa aprire il pugno
Allora vieni
facciamo insieme i gesti di preghiera
muoviamo nostre labbra a canto
facciamo del tuo profumo respiro nostro
uniamoci nel vento del garbino
che ci chiama e ci sorprende
a metà di tutta l’aria


VII

posso solo raccontarti di quel poco
di quando mi svegliai ed ero già di là
in uno splendore di bagliori senza pari
nella mia nitidezza di un verde singolare
in un trionfo di semplicità fiorita
Nel bosco tutto era divenuto un volto
il vento naturale dell’amore dettava il ritmo
come un respiro o un sospiro a cui partecipavo
dove è l’inizio? domandavo e mi si rispondeva
che chi cerca a sua volta vien cercato cosi
nel volo l’uccello puo’ essere uccellato



VIII

ed io che parlo al dio che non conosco
solo attraversandoti perchè è solo
attraverso il fremito di te che giungo a lui


IX

Viene una luce in forma di coraggio
anche l’aria d’un tratto prende forma
una invincibile grazia mi pervade
ed un ringraziamento magro sale
dalle corde della gola fino al cielo




X

Pure c’è una verità dei corpi
sia pure immaginati
silenzio e dialogo
sono insieme dentro l’infinito
nei carpi e metacarpi fra le dita
nei nervi tralasciati e poi dissolti
ancora tracce di una infinita sposa
dal ventre eternamente grato nel pulsare
sincronico come un agonia inarcata
tutta tesa all’istante dell’ultimo respiro
C’è una lentezza argentea quasi eterna
nel prendere possesso della gioia
Nell’esser penetrati dalla frase
che s‘intana nella siccità dell’inguine


XI


Se ti avessi visto salire cosi alta
ti avrei accompagnata con il canto
con il ritmo scandito dalle foglie
di questo tempo antico che ritorna
Nelle rughe di corteccia delle mani
abitate dal fruscio delle carezze
viene un’ estatica e intima bellezza
E il vento che cinguetta lungo il fiume
vuole aprirmi al mondo estrarmi il cuore
rendermi bestia antica a testa china
nel brucare l’erba d'amore cosi fresca
Ma te anima amata che torni nella sera
che riempi con il legno la mia essenza
parla con lei consegnale il messaggio
e quindi canta sul tuo letto azzurro
Un giorno arriverà il contrario della lontananza
e sarà festa liquida dei sensi
con mani e piedi a guardia dei sussulti
abbiamo perso molto e abbiamo vinto
rendendo eterno lo scandalo il languore


XII

Tu porti nel tuo viso una bellezza chiara
che rischiara il buio di una antica sorgente
nelle oscure notti dell’anima
dove io vago attraverso i mondi
alla ricerca di un tempo dilatato
adatto a contenere questo flusso
che fa dell’io un noi perpetuante
avvolto tutto in una sfera di magia
E io ti vedo
specchio nell’acqua intensa e viva
e popolata d’insetti pesci e di fantasmi.


XIII


Trascorro nei tuoi occhi il giorno
cedo la parola al silenzio e alla luce
nella dimora del cuore
io so - con te - che mentre scrivo
vengo scritto
come tu sai che mentre scrivi
vieni scritta


Epilogo

Nella mia piccola eternità tutto è cosi vero
e il sogno è un confine che mi segue
come questo dolore che mi chiama
ed esige una potatura dei ricordi
me ne sto nella mia pallida stanza
e vedo l’autunno come una liberazione
ogni foglia è una menzogna che cade
-ma poi che cosa resta-
Forse è una voce che mi tiene in vita
nel nuovo giorno in atto canta
la sua assenza che si fa sublime.




« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Marco Armando Ribani, nella sezione Poesia, ha pubblicato anche:

:: Per un’archeologia poetica (Pubblicato il 19/04/2017 15:18:22 - visite: 63) »

:: Sei venuta in questo mondo (Pubblicato il 18/04/2017 05:55:04 - visite: 47) »

:: mentre cammino dentro il fiume (Pubblicato il 14/04/2017 23:23:13 - visite: 61) »

:: Le visioni (Pubblicato il 14/04/2017 23:20:19 - visite: 39) »

:: Quando viene il primo sole (Pubblicato il 18/03/2017 14:20:40 - visite: 58) »

:: archeologia poetica - Quanta vita c’è dentro la morte (Pubblicato il 25/01/2017 14:30:42 - visite: 91) »

:: er un’archeologia poetica - tutto è ora coperto - (Pubblicato il 25/01/2017 14:22:35 - visite: 67) »

:: dal silenzio (Pubblicato il 02/12/2016 15:24:53 - visite: 248) »

:: Questo nuovo antico mondo (Pubblicato il 24/11/2016 22:58:37 - visite: 128) »

:: In questa nuova vita (Pubblicato il 24/11/2016 22:55:44 - visite: 80) »

:: Ho constato la mia morte (Pubblicato il 24/11/2016 22:53:06 - visite: 91) »

:: Ti ricordi Tonino 3 (Pubblicato il 22/11/2016 17:33:33 - visite: 104) »

:: Ti ricordi Tonino 2 (Pubblicato il 22/11/2016 17:15:13 - visite: 90) »

:: Ti ricordi Tonino (Pubblicato il 17/11/2016 07:56:08 - visite: 151) »

:: Appunti per un tremendo amore (Pubblicato il 13/11/2016 11:06:38 - visite: 125) »

:: Cé una cicala sola (Pubblicato il 11/11/2016 15:32:52 - visite: 60) »

:: Per adesso é tutto quello che sappiamo (Pubblicato il 11/11/2016 15:21:19 - visite: 66) »

:: La forma del respiro (Pubblicato il 11/11/2016 15:16:18 - visite: 203) »

:: c’é sempre un altro me (Pubblicato il 11/11/2016 15:12:46 - visite: 70) »

:: Ho fatto il possibile (Pubblicato il 11/11/2016 15:07:30 - visite: 50) »

:: Se vieni col languore (Pubblicato il 11/11/2016 15:04:26 - visite: 49) »

:: Mentre spicco il mio volo di mattina (Pubblicato il 11/11/2016 15:01:07 - visite: 46) »

:: io sono sempre (Pubblicato il 11/11/2016 14:48:50 - visite: 42) »

:: Posso solo raccontarti (Pubblicato il 11/11/2016 14:42:17 - visite: 47) »

:: viene una luce (Pubblicato il 11/11/2016 12:54:58 - visite: 46) »

:: ed io che parlo al Dio (Pubblicato il 11/11/2016 12:48:52 - visite: 46) »

:: La verità dei corpi (Pubblicato il 11/11/2016 12:42:24 - visite: 45) »

:: Se ti avessi visto salire cosi alta (Pubblicato il 11/11/2016 12:37:25 - visite: 52) »

:: Tu porti nel tuo viso (Pubblicato il 11/11/2016 11:51:09 - visite: 120) »

:: Trascorro nei tuoi occhi (Pubblicato il 09/11/2016 15:04:55 - visite: 144) »

:: Nella mia piccola eternità (Pubblicato il 05/11/2016 09:07:52 - visite: 160) »

:: la polvere dei giorni (Pubblicato il 02/11/2016 14:44:04 - visite: 189) »

:: in nessun luogo (Pubblicato il 31/10/2016 11:08:46 - visite: 77) »

:: ho sentito nel bosco (Pubblicato il 31/10/2016 11:05:57 - visite: 70) »

:: dal silenzio (Pubblicato il 31/10/2016 11:02:54 - visite: 75) »

:: C’è cosi gioia (Pubblicato il 31/10/2016 11:00:29 - visite: 67) »

:: un’altra quiete viene (Pubblicato il 31/10/2016 10:58:07 - visite: 68) »

:: Precipiti (Pubblicato il 31/10/2016 10:54:31 - visite: 66) »

:: ci sono dappertutto le tue mani (Pubblicato il 31/10/2016 10:34:23 - visite: 92) »

:: Anche l’aria (Pubblicato il 31/10/2016 10:31:52 - visite: 63) »

:: viene una luce (Pubblicato il 31/10/2016 10:27:45 - visite: 53) »

:: Non ridere (Pubblicato il 31/10/2016 10:24:47 - visite: 128) »

:: Se solo segui con la mano il fiore (Pubblicato il 31/10/2016 10:22:28 - visite: 59) »

:: Di nuovo il vento (Pubblicato il 31/10/2016 10:19:01 - visite: 64) »

:: C’è un varco nel tempo (Pubblicato il 31/10/2016 10:15:52 - visite: 64) »