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All’ombra del faggio

di Marina Pacifici
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Pubblicato il 16/06/2017 20:50:37

Eccomi, Amico mio, lungo il sentiero di rugiada
a visitare sulle orme della memoria
che non cede al nulla d'ogni giorno
all'ombra del faggio
il tuo riposo.

Brilla radioso il sole nel mattino d'oro dintorno
e tu sei con me
ovunque io vada.
S'inseguono in ceruleo ricamo le rondini
e tra i ricordi struggenti che tornano al cuore
tu voli prima di loro
nella selva che conosce il canto d'infinite solitudini.

E rivedo il tuo musetto biondo,
proteso in uno sguardo d'amore, dolcezza e dedizione,
profondo come il mare
e d'improvviso in una lacrima,
l'emozione annebbia la tua immagine,
mi ritrovo a naufragare.

Perchè dirupa il tempo che delude, muta e ci divide
ma nel cuore di chi ama non passa
la ferita bruciante del rimpianto che stride.

Così in un mattino come tanti
in questa festa di nostalgia
pensando a te, Amico caro,
brindo ai nostri migliori anni
trascorsi fianco a fianco,
oscurati da una sorte cinica e proterva
di una vita amara prodiga d'inganni
che soltanto mestizia e disincanto mi riserva.


A Fuchs,
splendido cane,
mio compagno di vita per quattordici anni
ed Amico per sempre.

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