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Compagne di viaggio

di Marina Pacifici
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Pubblicato il 14/11/2017 19:22:01

Era una contrada dolce nel mio sogno
dove mi trovai quasi per magia.
Mille colori d'autunno
tingevano le colline
in stupenda armonia.

Era un paese sull'Appennino
ed accogliente la piazza
si apriva allo sguardo
con la torre civica e la loggia
in simbiosi antica.

Mi ritrovai nel centro
con passo bambino.
Era un sogno sì,
ma tutto sembrava reale e vicino.

Mi vennero incontro quattro donne.
La prima dallo sguardo brillante mi disse sorridendo:
“Finalmente sei tornata...Sono l'ironia”.

Si avvicinò mesta la seconda,
una lacrima negli occhi le brillava:
“ Eccomi a te.... Non mi riconosci? Sono la nostalgia”.

Incedeva con passo pensoso
la terza figura femminile.
Negli occhi una nube d'inquietudine.
Mi si fermò dinnanzi:
“Tu mi conosci a fondo come l'anima gemella.... Sono la solitudine”.

Era soave l'aria, un accenno di primavera.
La piazza dal fervido viavai
si era fatta deserta a sera.
Attesi a lungo
nel gioco d'ombre.
Mi venne vicino l'ultima donna
dallo sguardo profondo nei colori del mare:
“Ti cercavo.... E come immaginavo t'ho trovata....
Vieni con me: sono la malinconia”.

Mi svegliai alle prime luci dell'alba.
Il sogno era dileguato,
ma nella realtà qualcosa m'aveva lasciato.
Lungo il mio esistere quotidiano
incontrai diverse amiche:
l'ironia, la solitudine e la nostalgia.

Ma la compagna ideale
che m'ha seguito come un'ombra
nel viaggio di tutta una vita
è stata soltanto lei: la malinconia.





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