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di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 14/11/2017 19:28:15

Maggiore trasparenza chiede alla finestra

il suo segreto, rincasando distesa, nel cono

d’ombra dell’uomo. Così come è, mostra

il profilo della stessa specie degli oggetti

fino a sommare in lei l’occupazione del nero.

Inciampa nel buio domani e un calendario

di singole voci sfoglia l'albero dei nomi.

Se la parola adesso fosse con vocazione, sarebbe

intensa e tanto appariscente da sembrare urlo.

Lasciatemi stare in questa chiarità che ultima

il mondo, dice l’anima trasandata, la gatta buia

con fusa, la fucina in disordine, il piatto sapere

e il verticale insoluto.

So che corpo e mente viaggiano in modo diverso:

il primo nel metro e nel ferro, l’altra a seconda

che il sole si affacci o meno nel vano dell’ora.

Poco si apre al nuovo. Nuovo è tornare

più vecchio ancora.

 

 

 

 


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