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Versi inversi

di Ivan Pozzoni
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Pubblicato il 03/02/2018 23:57:13

Non cantiamo manti erbosi

inumiditi da una fine nebbiolina mattutina,

nei nostri versi inversi,

stanno distese d’erba sintetica,

ammorbate da fumi d’inquinamento.

 

Non cantiamo colli ridenti

riscaldati dal sole mite di mite autunno,

nei nostri versi inversi,

stanno massicci di rifiuti organici

accatastati in mezzo a una strada.

 

Le scale scendono sorprendendo tossici

nell’atto di bucarsi,

con l’indifferenza d’essere diversi,

ai ritmi della musica scontata

dei centri commerciali.

 

Non cantiamo mari cristallini intenti

a cullar barche col rollio dolce delle onde,

nei nostri versi inversi stanno vasconi idrici

da sistema antincendio,

colmi di zanzare e melme.

 

Non cantiamo bimbe vezzose indaffarate

ad acconciar boccoli biondi,

nei nostri versi inversi,

stanno mignotte sbattute a battere

ai margini degli agglomerati urbani.

 

Scendiamo

in Paradiso,

aedo narciso:

non fare baccano,

ti tengo la mano.

 

                     [Il Guastatore, 2012]


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