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In nome, e per contro

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 13/02/2018 13:29:27

 

 

Ora, nel momento in cui la mimosa scoppia,

una donna espone la sua mammella secca.

I loro rami sono teneri per la goccia di linfa

che non coagula in vita. La pianta si commenta

da sole, giallo con un taglio netto, ma c’è

una soluzione: l’olio del vento cauterizza il mozzo.

La donna dà un’occhiaia al corpo in viaggio nel corpo.

Le dita sono garze: accarezzano un sogno;

le palpebre sono superate dagli occhi.

Come è bianca la lunula sull’unghia! Com’è

bianco incisivo e corona le labbra infantili

ma annose; lo sguardo separa i fiati in buoni

e in ombre cattive il ventre nativo.

Non c’è punto in comune tra le due, tranne

il gesto che vorrei maturasse da ora per loro:

Amor mio, evito alla mimosa il taglio che non chiese

e alla donna donerò la speranza di una goccia

che non mancherà al tuo bouquet da sposa.

 

 

 


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