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La pianura delle conchiglie

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 01/12/2019 10:45:20

La pianura delle conchiglie

 

I rematori avevano ormai sollevato le pale e stavano accingendosi a remare verso la riva quando, quasi nel momento in cui stavano dando la prima vogata, Aquila di Mare emise un gemito: “Fossimo già approdati! Ah, se fossimo già a riva! Che freddo mi sta scendendo nel cuore. Figlio del Corvo, tu che stai in piedi, dimmi se riesci a vedere cosa sta facendo quella gente, laggiù, sulla terraferma. Dimmi, ne è giunta dell'altra?”.

Rispose Maniero: “No, non vi sono altri esseri umani in vista. Vedo però vacche e cavalli pascolare laggiù, nei prati. E quelle quattro persone… le donne si stanno togliendo i calzari e rimboccando le vesti, come se volessero entrare in acqua e venirci incontro; e anche l'uomo, che era già a piedi scalzi, ci sta venendo incontro, e la sua figura emerge dall'acqua perché le onde sono invero minuscole”.

Il vecchio non rispose nulla, ma emise un lamento d'impazienza; poi, ad un tratto, con l'acqua ancora alta, i rematori fermarono la barca e due di loro, scavalcato il bordo, scesero in mare e, sollevato tutti insieme il vecchio capo fuori dalla barca, compreso il letto, si diressero verso la spiaggia con lui in spalla. I nativi si fecero loro incontro dove l'acqua era bassa, lo presero dalle mani dei marinai, lo trasportarono sulla spiaggia dorata e lo adagiarono dove non lo potessero bagnare i pigri flutti increspati. Maniero, nello stesso momento, era saltato fuori dalla barca con un agile balzo e li seguiva a guado. Assolto quel compito, i marinai ritornarono a bordo della loro nave e un attimo dopo si udirono i loro cori mentre levavano l'ancora.

Ma quando Maniero fu giunto a riva e si fu avvicinato ai nativi, le donne, che lo guardavano di sottecchi, si misero a ridere e gli dissero: “Benvenuto anche a te, o giovane!”. Lui le guardò e vide che avevano gli stessi tratti delle fanciulle della sua terra. Avevano una pelle molto chiara ed erano assai ben fatte nel corpo, tanto che la nudità delle loro membra sotto le pudiche vesti, splendida nell'acqua del mare, era assai piacevole a vedersi. Ma Maniero si inginocchiò accanto ad Aquila di Mare per vedere come stava: “Come ti senti, grande capo?”.

Il vecchio, che sembrava addormentato, non pronunciò parola in risposta, ma a Maniero parve che le sue guance fossero diventate più floride e la sua pelle meno decrepita e grinzosa di prima. In quel momento parlò una delle donne: “Non temere, o giovane, egli sta bene e presto starà ancora meglio”. La sua voce era dolce come il verso di un uccellino in un mattino di primavera. La sua pelle era candida, corvini i capelli, e il suo corpo soavemente maturo. Rivolse un ampio sorriso a Maniero, ma non per derisione. E anche le sue compagne risero, come se fosse una cosa bizzarra la sua presenza laggiù. Poi si misero nuovamente i calzari e, con l'aiuto del loro compagno, presero il letto sul quale giaceva il vecchio, lo sollevarono e lo portarono più in là, sull'erba, procedendo sempre in direzione del bosco fiorito di cui si è già detto. Poi fecero un tratto di strada e di nuovo lo adagiarono per riposarsi. E così, poco per volta, lo portarono fino ai margini del bosco, mentre lui sembrava ancora addormentato. Allora la giovinetta che aveva parlato prima, quella dai capelli corvini, disse a Maniero: “Anche se ti abbiamo fissato a lungo con curiosità non è perché non desiderassimo conoscerti, ma perché, invero, sei bello e attraente. Ma ora attendici qui fino a quando non saremo tornati da te dal bosco”.

Detto ciò, gli strinse la mano e, sollevato ancora una volta il vecchio con l'aiuto del giovane e delle fanciulle, trasportarono il dormiente nel boschetto, lontano da ogni sguardo.

Maniero percorse alcune volte, avanti e indietro, i margini del bosco e, intanto, gettava uno sguardo a quei prati in fiore, pensando che non ne aveva mai visti di così belli. E in lontananza, fuori mano, in direzione delle colline, intravvide una grossa cupola elevarsi e si chiese se mai avrebbe avuto la possibilità di vedere anche degli esseri umani. Non lontano da lui c'erano delle vacche al pascolo; anche cavalli, alcuni dei quali, magnifici esemplari della loro specie, si avvicinarono a lui, stiracchiandosi il collo, per fissarlo. Poco distante, un quieto ruscello scorreva fuori dal bosco, attraverso i prati, giù verso il mare. Maniero vi si recò e poté constatare che vi era scarso riflusso della marea su quel lido. Infatti l'acqua del torrente era trasparente come vetro e l'erba e i fiori crescevano fin sul ciglio delle sponde. Si liberò allora dell'elmo, bevve nel torrente, vi immerse le mani, si lavò il viso, poi si mise di nuovo l'elmo e tornò ancora nel bosco, sentendosi ritemprato e fiducioso. Guardò in lontananza, in direzione del mare, e intravvide la nave dell'Isola del Riscatto farsi piccola in breve tempo, grazie ad un venticello sollevatosi dalla terraferma, che essi avevano sfruttato spiegando le vele. Poi si sdraiò nell'erba fino a quando i quattro del luogo non riapparvero dal fitto bosco, dopo essere stati via poco meno di un'ora. Aquila di Mare non era nel gruppo. Allora Maniero si levò in piedi e andò loro incontro. L'uomo lo salutò e se ne andò in direzione proprio di quella cupola lontana che aveva visto prima. Le donne, rimaste con Maniero, lo osservarono con insistenza e lui, appoggiato alla sua lancia, ricambiava quegli sguardi.

Parlò allora la giovinetta dai capelli corvini: “Vero è, giovane armato di lancia, che se non sapessimo nulla di te, il nostro stupore sarebbe assai grande nel vedere come un uomo così giovane e apparentemente fortunato sia arrivato fin qui”.

Non capisco perché tu sia così stupita”, disse Maniero. “Dirò subito il perché sono giunto fin qui. Ma dimmi tu, prima, è questa la terra della Pianura Seducente?”.

Ebbene”, rispose la fanciulla, “non vedi come brilla il sole su di essa? Brilla così anche nella stagione che altri popoli chiamano inverno”.

Immaginavo che avrei sentito parlare di tali meraviglie”, rispose, “perché mi è stato detto che questa terra è invero meravigliosa. Però per belli che siano questi prati, non è che siano meravigliosi a vedersi, ora. Sono come quelli di altre terre, anche se forse sono più belli”.

Sarà così”, rispose lei, “ma delle altre terre, non ci giungono che voci. Se mai le conoscemmo, ora le abbiamo dimenticate”.

 

© Paolo Melandri (1. 12. 2019)


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