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L’autobus

di Eliana Farotto
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Pubblicato il 14/01/2020 11:39:30

 

Filtra la luce dalle finestre, è ora di alzarsi. Il pavimento è freddo, chissà dove si sono cacciate le infradito. Anche oggi mi aspetta una giornata lunga e stressante, forse fuori c’è il sole: invece no, cielo grigio, uccelli che volano in alto. Nell’aria ristagna l’odore della cena che ho mangiato in fretta guardando la tivù. Oggi devo fare la spesa, sta finendo anche il caffè, in casa sono rimaste solo le patate.

Faccio una doccia veloce, indosso la camicia azzurra della divisa, è stirata quel tanto che basta per essere in ordine. Odio questi pantaloni, il tessuto è rigido, mi irrita l’interno delle cosce. Mi guardo allo specchio: una quasi quarantenne con i capelli castano chiaro disordinati, gli occhi azzurri tendenti al grigio. Davide non mi chiama da tempo, per ora nessun altro all’orizzonte. Vediamo se la spazzola riesce a fare un miracolo, niente da fare, mi faccio la coda. Metto giusto il burrocacao, nel traffico le labbra si seccano.

Le scarpe sono sempre le solite, anche la borsa, che sembra sempre più pesante. Devo affrettarmi, manca poco al mio turno, il collega avrà sicuramente voglia di un caffè e dovrà andare in bagno. Ecco l’autobus che si avvicina, c’è Marco alla guida. Quando le porte si aprono tutte le persone scendono in fretta, per poco quel ragazzo con lo zaino mi veniva addosso: tanto se non salgo io non vanno da nessuna parte! Marco ha in mano il pacchetto delle sigarette, mi aveva detto che voleva smettere, ma si vede che non ci riesce, guidare l’autobus a Milano è molto snervante. Il sedile è ancora caldo, sistemo gli specchietti per controllare la chiusura delle porte. Guido con il volante aderente al corpo, ma poi la schiena diventa rigida e mi appoggio allo schienale.

L’odore di quest’autobus è indefinibile: polvere, sudore, plastica riscaldata. Qualcuno parla al telefono ad alta voce, il tono è irritato, sta sicuramente litigando con qualcuno. Non posso rilassarmi un attimo: un ragazzo con il cappello calato sugli occhi ha attraversato di corsa la strada e i passeggeri si lamentano della frenata, deve essere scivolato anche il trolley di qualcuno che va all’aeroporto, dove c’è il capolinea. Sento già gli aerei che decollano, la strada costeggia la pista, non c’è coda, posso finalmente prendere velocità.

In aeroporto mi fermo qualche minuto e scendo a fare quattro passi, l’autobus si riempie subito di viaggiatori. Riparto verso il Duomo e sento due ragazze mandare gridolini di contentezza, mentre scattano foto attraverso i finestrini impolverati, chissà da quanto tempo avranno programmato questo viaggio. Nelle ultime file c’è il solito vecchietto che passa ore sui mezzi pubblici con le sue borse di plastica: lo vedo nello specchio che saluta le due ragazze che ridono.

Sono in ritardo sulla tabella di marcia, ancora mezz’ora al cambio turno. 

Prendo la metropolitana per tornare nel mio monolocale in periferia: saluto il collega rinchiuso nel gabbiotto, certo non ha lo stress per il traffico, ma sai che noia tutta la giornata a guardare i monitor.

Domani è il mio turno di riposo: vediamo le previsioni online, accidenti nuvoloso e pioggia in serata.  Non dovrebbe mancare molto alla mia fermata….uffa, guardando il telefono ho sbagliato linea, mi tocca scendere e prendere il treno che va dall’altra parte.

Scendo a vedere questa parte della città, tanto a casa nessuno mi aspetta. Certo che qui non c’è proprio niente, ma dove vanno tutte queste persone?  Le seguo, sembra una stazione degli autobus, ma i pali non riportano i numeri di linea, ma nomi di città. Sta arrivando un autobus colorato con la scritta Marsiglia, non sono mai stata in Francia, deve essere bello vedere il mare, il cielo azzurro, i gabbiani……

Ho chiesto informazioni al guidatore ed ho scoperto che il biglietto costa pochissimo. Il bus arriva a Marsiglia domani mattina presto. Non so cosa mi è successo, ma sono salita e sono seduta vicino a una donna che parla francese. Siamo partiti, il cuore mi batte forte, sono quasi felice.

 

Premio Letterario, Mille e…Una Storia 2019, Raccolta di racconti, gMc editore


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