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Mito-lógia

di Ivan Pozzoni
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Pubblicato il 24/02/2018 01:42:43

Pensare d’esser contadino di semi d’angoscia

su una terra dura come monumento funebre,

distribuendo sale sulle anime dei vivi,

le anime dei morti sono meno sfuggenti.

 

Pensare inquietando, a vicenda, le nostre inquietudini,

«effringere ut arta / naturae primus portarum clausura cupiret»,

non smettendo mai di bussare alle finestre dell’amore smarrito,

con la bellezza effimera dello shoe-shine.

 

Pensare, straziati di lacrime come una madre davanti alla bara d’un bimbo,

senza barare, novelli Yudhishtira, ai dadi del Dharma,

crollandosi addosso tra i frammenti ossei del nostro scrivere,

osservando cianotici volti.

 

Pensare, e continuare a farlo, minuscole divinità creatrici del divino,

mito-logiche chimere sbranate dall’occhio di giada della tigre,

senza mai afferrare i mille sensi della vita.

 

     [inedito, 2017]


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