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Ciao, Stephen: per ovunque

di Ferdinando Giordano
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Pubblicato il 14/04/2018 22:23:38

 

 

Nell’Impero celeste pressato dal sistema

dei continenti terrestri alla collottola di dio

congenito all’annoluce, uno tra tutti vola

a giusta ragione. L’ilarità di una stella dipende

dalla sua posizione sulle spallette del generale

universo. L’esercito è meteore

che si lanciano con forza dalle trincee

sterminate, colluse con spacciatori

di caos in un buio tremendo e certosino,

tanto da occupare l’incubo oscuro

punto appunto. E l’ipotesi è dura

- come dicevo:

 

Uno di noi raccontava la straordinaria figura

di Hawking. Ho pensato di lui: la mente

è cura o condanna del male che spetala

la carne migliore: il tessuto già scomposto in vita,

per via delle rughe croniche, confabula lucido

da un buco nero tornato alla luce.

Quell’uomo è molto più grande di noi messi insieme,

enorme nel nostro breve tragitto da some,

benché stringa le spalle per forza maggiore.

Ossignore: è grandioso!, lumine ben oltre il midollo.

 

Ossignore: è migrato! Nell’impero celeste

a giusta ragione, col suo sistema di lucidazione

formidabile per derive tremende. Ma è

sulla Terra la sfera di geni multiformi

per l’universo, dannazione!

 


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