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Del pianto reversibile d’Orfeo

di L’Arbaléte
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Pubblicato il 13/05/2018 22:51:50

 

UN PIANTO REVERSIBILE D'ORFEO

(dall'Orfeo d'Angelo Poliziano)

 

 

E, tirate le selve e' fiumi svolti,

la cervia e 'l tigre insieme abbiamo accolti;

ché già cantando abbiam mosso una petra,

forse che diverrà pietosa Morte:

co' lacrimosi versi, o dolce cetra;

forse che svolgerem la dura sorte

e provar se là giù mercé s'impetra.

Andar convienmi alle tartaree porte.

 

Sanza te non convien che in vita stia

Euridice mia bella, o vita mia;

come potrò soffrir mai dolor tanto?

O cielo, o terra o mare, o sorte dira!

E Filomela ceda al nostro pianto, 

piangiam mentre che 'l ciel ne' poli aggira, 

ché più non si convien l'usato canto. 

Dunque piangiamo, o sconsolata lira.

 

 

 

 

 


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