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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Tutti dietro al televisore

di Ivan Pozzoni
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Pubblicato il 21/05/2018 23:47:23

 

La televisione dell’orrore, la televisione dell’errore,

ricorda i negozi vendo horror sponsorizzati dal televisore,

lo share aumenta se un freelance dai neuroni anchilosati

intervista, di notte, nelle loro macchine, decine di terremotati,

che se io fossi l’intervistato, zio buono, chiamerei un carabiniere,

o almeno lancerei il freelance a calci nel sedere.

 

La televisione delle lacrime, la televisione dell’assuefazione,

usa il marchio della marca come linea di demarcazione

tra frammenti di film, tra spezzoni di trasmissioni,

i romani de Roma basavano sullo sponsor la solidità delle obbligazioni,

noi attribuiamo allo sponsor la forza di far decidere a esseri inumani

se dare maggior valore a un tifone o a una strage di bambini afghani.

 

La televisione della morte, la televisione del dolore,

lo studio non è da frequentare da chi è debole di cuore,

ogni notizia del telegiornale è un atto terrorista

in grado di trasformare Jeffrey Dahmer in Hare Krishna,

l’inchino all’Isola del Giglio è stato uno scoop eccezionale,

l’unico difetto degli improvvisati attori fu di non saper nuotare.

 

Stasera tutti dietro alle televisioni spente:

a mettersi davanti, infatti, si rischia solo un accidente.

 

     [inedito, 2018]


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