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Il naso dell’Alighieri

di Lorenzo Tosco
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Pubblicato il 12/06/2018 07:49:31



Passavo lesto in piazza Santa Croce
quando sentii chiamarmi da una voce
possente da quel bianco monumento
che mi urlò: “ Dunque fermati un momento!”

Io mi voltai sorpreso sull'istante
e vidi che la statua era di Dante
il quale con gran stile e con passione
iniziò una splendida concione.

“ O tu che ti diletti in scorrimento
dei siti di poesia che son tormento
di chi ama la lirica e lo stile,
dimmi se non ti sembra stolto e vile

questo modo d'agire assai meschino
di chi ha scambiato un canto già divino
per un'esposizione assai confusa
che adesso in questi siti ormai si usa.

Attendono commenti favolosi
per spenti scritti, e se qualcuno osi
dir loro solo ch'essi sono bravi
ei tolgono d'accesso a te le chiavi

perchè tu non hai detto in mezzo al coro
che i migliori del mondo sono loro
e quindi tu hai recato grande oltraggio
alla vera poesia di cui fan saggio.

Non sanno quegli emeriti soloni
di quel che seppe fare un tal Manzoni
al qual sembrando il suo romanzo scarno
sciacquò tutte le pagine nell'Arno,

ma ad essi pare invero cosa vana
sapere la grammatica italiana
perché nella poesia serve soltanto
pubblicare ogni giorno e fare pianto.

Togliendo ogni più lieve criticare
ogni scritto riescono a salvare
e rimangono intonsi nella gloria
esaltando così la loro boria.

In tre cantiche io seppi poetare
su un mondo che ai lor occhi non appare
perché ogni giorno, e credono sian rose,
ripeton sempre ormai le stesse cose.”

E se gran fantasia non li sovviene
e un argomento proprio non gli viene
allora prendono spunto a criticare
poesia di qualcun altro che gli appare

e la critica stolta a loro vale
come fosse un concetto originale
e restano estasiati, questo pure,
se si trovano un sacco di letture

che mostra tosto all'inclito e all'incolta
che medesime son dell'altra volta,
le stesse frasi con le stesse balle
che ogni qualvolta fan calar le palle.

I lettori son sempre poi gli stessi
ed i commentatori, grandi fessi,
spesso sbagliano, e il dirlo questo vale,
il matrimonio con il funerale.

E poi sorgono i gruppi organizzati
(ed in internet tanti ne ho annusati)
i quali per contratto che han firmato
han l'obbligo di far un commentato

a tutti di quel clan i componenti,
danno giudizi tanto si splendenti
che chi di Poesia capisce un poco
dal gran ridere poi diventa roco.

Vi sono anche Poeti di valore
che scrivono con classe e con il cuore
ma non hanno letture né commenti
e dopo se ne vanno e più li senti.

E i redattori allora, poveretti,
leggendo una poesia del buon Crocetti,
si fissano su quella solamente
e salvano così quella gran gente

che più sarebbe adatta per il fato
ad essere abitanti di quel Prato
ove almeno san scegliere i nativi
i cenci usati e via quelli cattivi.”

Interruppi un istante padre Dante
che di cose voleva dirne tante
e mi scusai dicendo senza ruzza
che intorno era discesa una gran puzza

e il Poeta mi disse: “Vanne pure
ed abbi del tuo naso quelle cure
che anch'io al mio respiro vorrei dare,
purtroppo qui non c'è niente da fare

e mi tocca annusare con orrore
questo che sento intorno gran fetore
che vorrei sulla piazza un po' si perda …
ma resta sempre un gran puzzo di merda!”


Non riesco davvero a capire se ieri, mentre passavo davanti alla basilica di Santa croce, in Firenze, ebbi un'allucinazione o la bianca statua in marmo del sommo Poeta che domina l'omonima piazza mi parlasse veramente dei siti “poetici” che si disseminano su internet. Io comunque doverosamente l'ho riferito.

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