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Essenza

di Federico Corrado Camporeale
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Pubblicato il 04/12/2018 13:56:26

Nell'odore dolciastro dell'essenza
che brucia lentamente sul posatoio
è compreso perfettamente un continente,
fiumi deserti spiagge oceani.
Già la chiostra bianchissima dei denti
s'apre in un largo e buffo sorriso
tra la confusione del suk o bazar
- sventolano i caffettani e i burnus.
Tutte le sfumature dell'ebano
passano in quella pelle vellutata
carezzata dal vento
e dalle mani impazienti
dei mercanti di schiavi.
Dal deserto del Sahara al Kalaari
corrono le pitture rupestri,
indigeni che cacciano le antilopi
-la savana conserva ancora
quegli odori e simili tramonti.
Del ceppo bantu o zulu?
La zagaglia lo scudo di pelle di vacca
un prestigioso trofeo la criniera di leone!
Un villaggio di stente capanne sull'altopiano
o risalire con lenta vela il Nilo,
fellain che si aggira per le vie del Cairo
strettissime fenditure senza tempo.
Ecco è l'essenza che bruciano le almee
sulle ampie terrazze
durante le loro danze sfrenate.


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