Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - V edizione (2019) | PARTECIPA
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Poesia
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 40 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Dec 14 00:18:54 UTC+0100 2018
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Sogno paesano

di Lorenzo Tosco
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutte le poesie dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 06/12/2018 10:03:21

Ho riveduto in sogno il mio paese
proprio com’era tanti anni prima
con la semplicità, senza pretese,
che con felicità però fa rima.

Ero ragazzo allora, e il torrentello
ho visto scorrer nel suo bel pertugio
e m’è riapparso, avvolto in un mantello
di ridenti colline il mio rifugio.

E forse con sorriso d’ironia
l’avrà guardato qualche forestiero,
io lo vedevo nella sua magia
come una gran posto, steso nel mistero.

Sono passato per le strade amate
dove c’era di festa tanta gente,
si stava in mezzo, senza le frenate
di auto dentro un traffico imponente.

E a casa per la cena poi tornavo
e al desco mi sedevo coi miei cari,
cibi poveri e semplici trovavo
perché erano tempi molto amari.

Il campanile della chiesa esteso
m’è riapparso assieme alle campane
il cui suono per l’aria s’è disteso
lieto e squillante. C’era poco pane

e la cinghia tirare si doveva
però nel cuore una gran forza avanza
e a quell’età nessuno ce la leva:
stava nel cuore fissa la speranza!

Un moto irresistibile là c’era,
si sente allora e accanto a noi s’affianca,
adesso è solamente una chimera
e questo è il tutto, quello che ormai manca.

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Lorenzo Tosco, nella sezione Poesia, ha pubblicato anche:

:: Sonetto più otto quartine (Pubblicato il 18/12/2018 07:39:28 - visite: 24) »

:: Sonetto acrostico Le tre guardiane (Pubblicato il 17/12/2018 10:22:11 - visite: 40) »

:: La speranza (Pubblicato il 26/11/2018 09:18:07 - visite: 55) »

:: Brindisi di mezzanotte con i fantasmi (Pubblicato il 20/11/2018 14:09:56 - visite: 53) »

:: Necrologio della poesia (Pubblicato il 16/11/2018 09:08:57 - visite: 52) »

:: Sull’0nda del pensiero (Pubblicato il 15/11/2018 08:36:40 - visite: 42) »

:: Sonetto senza argomento (Pubblicato il 12/11/2018 09:20:46 - visite: 60) »

:: Il Potere (Pubblicato il 08/11/2018 11:30:42 - visite: 49) »

:: Accesso in Paradiso (Pubblicato il 06/11/2018 09:51:55 - visite: 70) »

:: Tristezza di Firenze (Pubblicato il 03/11/2018 09:15:05 - visite: 64) »