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Hecce Homo

di Annalisa Scialpi
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Pubblicato il 04/02/2019 07:35:04

Hecce Homo (poesia finalista al Premio Giochino Belli, Roma, 2018)

Fu il Tuo sangue,

che colò,

sempre più fermo,

fino a sventrare

le croste dell’inferno.

 

Off limits senza via d’ascensione,

nella fossa dei dannati

portasti il tuo assolo

“Abbà!’

 

Fosti tra bettole e tane di topi

e furono adulteri e puttane,

infossati e infossatori e ladri e bevitori

a portarti sul vessillo

a toglierti le travi dalla testa,

piallate nel marmo

di religiose orge e mercanteggi.

 

“Hecce Homo”

fu il coro dei trafitti

che ti presero le spine

e bevvero alla mensa dei tarantolati

il vino dei baccanali.

 

“Hecce homo” fu il grido che implose,

come un orgasmo

 

e colò ancora sangue dalle Tue carni

sulle rose che Ti bucarono i piedi,

sazie di spine.

 

“Hecce homo”

ed io sposa, vengo al Tuo altare

col nostro stuolo di commensali.

Annalisa Scialpi

 

Commento dell'autrice

Se l’’amore’ è il distintivo delle persone

 

‘religiose’, allora posso dire di aver incontrato

 

rarissime persone ‘religiose’. Religioso deriva

 

da re-ligo, ossia unire insieme (ligo) saldamente (re).

 

Per legarsi insieme, saldamente,

 

 occorre la capacità di rinunciare alla

 

tradizione. Tradizione, infatti, deriva dal tradere

 

che vuol dire consegnare oltre, radice che ha un’affinità

 

con il termine tradire e trade (commercio).

 

Il battesimo dell’acqua e del fuoco narrato nei vangeli

 

esalta questa qualità di ‘purificazione’ con l’acqua

 

che rende ‘ricettivi’e ‘il fuoco’ che è il

 

potere personale che il vero ‘religioso’ riceve. Un potere

 

che è forza eversiva (da notare che, nell’alchimia, la nigredo

 

è la prima tappa del processo di trasformazione).

 

Quando la ‘religione’ diventa tradizione (ciò che avviene

 

a livello di tutte le religioni istituzionali) è tradimento,

 

commercio.

 

Francesco D’Assisi, edulcorato e ammansito dalla

 

propaganda di San Bonaventura, il quale fu incaricato

 

di scrivere la sua storia dopo che furono bruciati tutti

 

i suoi scritti, le lettere, le testimonianze, è esempio,

 

a mio avviso, di persona religiosa. Persona in grado

 

di denudarsi in pubblico, a simboleggiare non la

 

rinuncia ai beni, ma la rinuncia alla tradizione:

 

la ‘nuova nascita’ nel fuoco.

 

Per questo il Maestro disse, rivolto ai sacerdoti e

 

agli anziani del popolo ‘I pubblicani e le prostitute

 

vi passano avanti nel regno di Dio’. Risuonano echi

 

dei personaggi dostoievskiani e degli ultimi

 

di De Andrè che sono, contro la loro consapevolezza,

 

‘Anime salve’, cioè anime pure, ‘spoliate, libere dal

 

sistema, dalla ‘tradizione’, di un mondo malato che

 

si regge sull’accumulo di grandi capitali da parte

 

di pochi, protetti da un sistema politico omertoso

 

e criminale. Anti-religioso.

 


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