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Ciurdarescu: La realtà di Venere nel contemporaneo

Argomento: Arte

di Gabriele Romeo
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Pubblicato il 08/12/2015 01:05:13

All'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, è stata inaugurata la mostra 'La realtà di Venere' del giovane Andrei Ciurdarescu.

L'artista, prima volta che propone la sua ricerca artistica contemporanea a Venezia, si orienta a costruire un proprio linguaggio semantico andando alla ricerca degli elementi 'naturalistici', i quali movendosi tra gli spazi e le manipolazioni indotte dall'uomo, esplodono in 'riconoscimenti di realtà iconografiche'.
Se l'immagine, per l'arte contemporanea, è alla base dello studio sulla ricerca degli artisti, allora il nostro Ciurdarescu apre - con una chiave interpretativa concettual-storicistica - le modalità estetiche, sui canoni della bellezza nel panorama contemporaneo delle arti visive.
Infatti, pur non essendo semplice individuare canoni convenzionali come 'simboli' di una immagine europea, in nostro artista, riesce a cogliere e a sintetizzare 'la realtà immediata' utilizzando come espediente la trasfigurazione, scarnificazione, falcificazione nei corpi-volti.
Ed è in questa 'bellezza sfigurata', così come propostaci da Ciurdarescu che ripercorriamo le fasi della storia, del passato, dell'esistente continuamente sostituito, rimpiazzato da 'forme immagini' che hanno influenzato campagne sociali, etiche e messaggistiche nelle varie epoche.
Risulta sorprendente la ricostruzione o l'idea di essa, nel reinterpretare la Venere e/o le Veneri, con mutilazioni-amputazioni che hanno lo scopo di attirare l'attenzione sulle 'emergenze del nostro tempo'.
Il visitatore potrà degustarsi la mostra con tranquillità, individuando una duplicità sulla impostazione dell'allestimento espositivo.
In primo piano dei piccoli bozzetti in gesso, a mio avviso, concorrono a costruire una dimensione 3D sullo spazio-tangibile da esplorare; mentre nelle pareti installazioni e sovrapposizioni di immagini guida - disegni e dipinti in 2D - ambientano e scenografizzano le storie che Andrei Ciurdarescu interpreta con le sue Veneri attrici.
Gli elementi tra la storia e la contemporaneità, viaggiano in mappe dove le immagini della Venere - a volte isolate, a volte esponenzialmente duplicate - ci riportano in mente: La Venere di Lespugne; La Venere di Willendorf; La Venere dei Balzi Rossi; La Venere di Milo; l'interpretazione Botticelliana con 'Nascita di Venere'; Cosmè Tura con 'Venere in trono; etc...
Ma credo che due eccezionali autori del passato, senza dubbio, rappresentino i fili conduttori di questa mostra nella ricerca artistica di Ciurdarescu:
Tiziano Vecellio con 'Amor Sacro e l'Amor Profano' (1515), conservato alla Galleria Borghese di Roma; Michelangelo Buonarroti con la 'Pietà vaticana' (1497-1499).
Infatti questi due importanti artisti reinterpretati grazie a silhouette astratto-figurative - concepite da Andrei come finestre di uno spazio proiettante - aprono allo spazio della natura: diversivamente amato, trascendente, ipnotico.
Andrei Ciurdarescu è un artista formatosi nella Scuola di Cluj (2013-2014), attualmente borsista presso l'Accademia di Romania a Roma. É vincitore della borsa di studio Vasile Parvan attribuita dallo Stato Romeno per le arti visive.


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